Il Tribunale di Cagliari: i lavori del campo da golf di Chia sono abusivi !

Iniziato lo scorso 22 maggio 2007, il processo (proc. n. 5077/2005) relativo ai lavori di realizzazione del campo da golf a Chia, pressoché sulle sponde dell’omonimo Stagno, in area tutelata con vincolo paesaggistico e contigua ad un sito di importanza comunitaria (Comune di Domus de Maria, CA) per conto della Stim s.p.a. si è concluso oggi con sentenza del Tribunale di Cagliari (giudice monocratico dott.ssa Cristina Ornano) con la qualificazione di abusi edilizi. Imputati l‘amministratore delegato della Stim s.p.a. Antonio Cavalieri, personaggio notissimo come organizzatore del premio giornalistico Chia, il responsabile dell‘ufficio amministrativo della stessa società Piermario Rigoni, l‘amministratrice unica della Contact Gestioni Ombretta Frisiera, committente dei lavori (difesi dall’avvocato Guido Manca Bitti), l‘esecutore dei lavori Nero Salis e il capocantiere Matteo Pau (difesi dall‘avvocato Cecilia Bassu), tutti condannati a quattro mesi di reclusione e 12 mila euro di ammenda, con il beneficio della sospensione condizionale della pena. 5 mila euro di provvisionale in favore delleassociazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico. I lavori, infatti, sono risultati in sede processuale ben diversi dalle "opere di miglioramento fondiario" (sistemazione a verde e impianto di irrigazione) autorizzate con la concessione edilizia n. 8/05 del 7 febbraio 2005, priva di preventiva autorizzazione paesaggistica. In proposito, si ricorda che venne posto specifico provvedimento di sequestro preventivo (art. 321 c.p.p.) con ordinanza G.I.P. Tribunale di Cagliari del 25 giugno 2005 confermata da Cass. pen., sez. III, 21 febbraio 2006, n. 6444. Gli accertamenti del Pubblico Ministero e della Polizia Giudiziaria (Corpo forestale e di vigilanza ambientale) vennero avviati anche in seguito a specifici esposti inoltrati dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico in data 18 maggio 2005 e 20 giugno 2005. Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico si sono costituite parte civile grazie alla preziosa opera dell’avv. Lia Pacifico.

Si tratta di un intervento nell’ambito dell’ormai noto progetto turistico integrato Chia Laguna Resort indicato dal Crenos, in un’iniziativa divulgativa comune, come l’esempio da seguire nelle politiche turistiche "ambientaliste". Durante il processo il campo da golf è stato dissequestrato proprio per consentire il ripristino ambientale, (il "ravvedimento operoso" che ha consentito l’assoluzione per l’ipotesi di realizzazione di lavori in assenza di nullaosta paesaggistico) mentre, incredibilmente, è stato avviato il procedimento di valutazione di impatto ambientale – V.I.A. a lavori – abusivi – già realizzati. Tuttavia, il procedimento di V.I.A. non risulta concluso e, dopo l’odierna sentenza penale, si auspica che il progetto muoia definitivamente. Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico continueranno naturalmente a difendere con ogni mezzo a disposizione lo splendido litorale di Chia.
Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

(foto R.D., C.B., archivio GrIG)




E intanto, questi “cavalieri” dello sviluppo turistico sostenibile, un esempio da esportare in tutto il teritorio sardo secondo il Crenos, dopo aver costruito ville milardarie sulla collina di Settiballas costate l’abbattimeno di diversi ettari di macchia mediterranea protetta e che hanno grossi problemi di stabilità (la natura non perdona quando la si violenta!)pare che abbiano deciso di lasciare l’intrapresa (colpa degli ambientalisti che hanno bloccato i campi da golf a bocca di fenicottero) e si bisbiglia di una vendita a Franco Rosso…
Bellino l’articolo dell’Unionesarda: inchiesta partita dietro segnalazione di “ambientalisti” misteriosi, tanta premura di farci sapere che “non c’è nessuna prova che accanto all’Hotel Chia Laguna i cinque imputati stessero costruendo un campo da golf abusivo”. Chissà forse volevano solo giocare un po’ con le ruspe a chi era più bravo a fare scavi.
da L’Unione Sarda, 10 gennaio 2008
Chia. Tribunale. Campo abusivo per il golf: cinque condanne. (Francesco Pinna)
Cinque condanne e quattro mesi (con la sospensione condizionale della pena e la non menzione) per difformità urbanistica, ma l’assoluzione per il reato di deturpazione ambientale perché tutto era stato ripristinato. Nessuna prova che accanto all’Hotel Chia Laguna i cinque imputati stessero costruendo un campo da golf abusivo, ma in tutti i casi l?opera era difforme dal miglioramento fondiario autorizzato dal Comune. Questa la decisione del giudice Cristina Ornano che ieri ha condannato Piermario Rigoni, rappresentante in Sardegna della “Stim spa” (la società proprietaria dell’area), Antonio Cavalieri, amministratore delegato della stessa società, Ombretta Frisiero, responsabile dell’azienda committente dei lavori, la “Contract e Gestioni” (tutti e tre difesi dall’avvocato Guido Manca Bitti), ma anche Nero Salis, titolare della società esecutrice dei lavori, e Matteo Pau, responsabile dei lavori nel cantiere (assistiti dall’avvocato Caterina Bassu). Accolta dunque la tesi del pubblico ministero Gaetano Porcu, sebbene nell’intero dibattimento non siano emerse prove certe che l’opera che stava nascendo accanto ad uno degli hotel più noti dell’Isola fosse realmente un campo da golf. L’inchiesta della Procura della Repubblica era partita qualche anno fa, dopo una segnalazione degli ambientalisti. Tre mesi di indagini coordinate dal sostituto Giangiacomo Pilia avevano fatto emergere dei presunti abusi nell’area a ridosso de “Su stangioni de su sali”. In quella zona, già colpita da una precedente inondazione, era stata autorizzato un’opera di miglioramento fondiario, ma secondo l’accusa i lavori nascondevano interventi turistico-sportivi. Due i reati contestati: aver realizzato le opere in difformità da quelle previste dalla concessione edilizia e non aver ottenuto l’autorizzazione dell’Ufficio tutela del paesaggio. Caduta l’ipotesi di danneggiamento ambientale con il ripristino del luoghi eseguito dalla stessa società, ieri il giudice Ornano ha, però, condannato i cinque imputati per il reato urbanistico. Gli esposti avevano puntato l’indice su un’area di 33 ettari in prossimità di Su Stangioni de su Sali. Le ruspe che lavoravano già da tempo erano state fermate dal Corpo forestale di vigilanza ambientale che decise di sequestrare il cantiere. Ora gli avvocati difensori attendono che la sentenza venga depositata, ma hanno già annunciato battaglia in appello.
da Il Sardegna, 10 gennaio 2009
Tribunale. Chia, green abusivo condannata la Stim.
Sono stati condannati gli imputati accusati di aver realizzato un campo da golf su terreno agricolo a Chia, su un’area grande 33 ettari, di proprietà della Stim. Il giudice monocratico ha inflitto quattro mesi per violazione urbanistica ad Antonio Cavalieri (amministratore Stim), Pier Mario Rigoni (rappresentante nell’Isola), Ombretta Frisiero (ditta esecutrice), Nero Salis (movimentazione della terra) e Matteo Pau (responsabile del cantiere). La concessione rilasciata dal comune di Domus de Maria era stata rilasciata solo per un prato verde e non era destinata ad un impianto turistico-sportivo. Gli imputati sono invece stati assolti dall’accusa di violazione ambientale, derivante dall’assenza di nullaosta paesaggistico. Hanno rimesso in pristino l’opera.
da La Nuova Sardegna, 10 gennaio 2008
Cagliari, cinque condanne per il campo da golf a Chia. (Mauro Lissia)
CAGLIARI. Si è chiusa con cinque condanne la vicenda del campo da golf che la “Stim spa” avrebbe voluto realizzare vicino allo stagno di Chia: il giudice Cristina Ornano ha accolto le richieste del pm Giangiacomo Pilia e inflitto quattro mesi di reclusione più dodicimila euro di multa all’amministratore delegato della società Antonio Cavalieri, personaggio noto come organizzatore del premio giornalistico Chia. Stessa pena per il responsabile dell’ufficio amministrativo della Stim Piermario Rigoni, per l’amministratrice unica della “Contact Gestioni” Ombretta Frisiera, committente dei lavori, per l’esecutore dei lavori Nero Salis e il capocantiere Matteo Pau. I primi tre erano difesi dall’avvocato Guido Manca Bitti, gli altri due da Cecilia Bassu. Il giudice ha assolto tutti gli imputati dall’accusa legata al reato ambientale perchè l’area dei lavori è stata ripristinata ancora prima che la Procura chiudesse l’inchiesta giudiziaria, mentre li ha riconosciuti colpevoli del reato urbanistico. L’accusa era di aver modificato un’area destinata ad attività agricole senza il nullaosta paesistico e aver compiuto un intervento in difformità dall’autorizzazione comunale. La vicenda, clamorosa per l’importanza della struttura turistica coinvolta, è nata nel giugno del 2005: sono stati gli uomini del servizio investigativo della Guardia Forestale, dopo l’esposto del Gruppo di intervento giuridico e degli Amici della Terra, a controllare l’area vicina a Chia, dove venivano segnalati lavori in corso. Conferma immediata: scavi, superfici sterrate, paletti di delimitazione, come se qualcuno stesse preparando il terreno a un intervento piuttosto pesante. Eppure il cartello di inizio lavori indicava solo generiche «opere di miglioramento fondiario».
siete mitici!