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Basta ! Lasciatela in pace !

 

Continua senza sosta l’indegno circo massmediatico-politico-ecclesiastico sul calvario di Eluana Englaro.  Nessun rispetto per le persone, per i loro diritti, per il loro dolore.  Solo interessi di parte e nulla di più.  Ci sono ormai provvedimenti giudiziari, definitivi ed esecutivi. Ma questo Paese sembra avviato verso una carnevalata permanente, che tutto omologa e travolge. Altro che testamento biologico !  Altro che sa femmina accabadora, l’entità pietosa che aiutava i moribondi quando non riuscivano a morire. Accadeva in silenzio, senza alcun clamore. Nessuno, nemmeno la Chiesa, riteneva che fosse un omicidio.  Oggi spesso tecniche e ritrovati medici portano a forzare la natura e a costringere a vivere una "non vita".  Anche chi non vorrebbe mai.

Stefano Deliperi

 

Qui una cronistoria della triste vicenda di Eluana Englaro.

Qui un’interessante intervista all’avv. Vittorio Angiolini, legale della famiglia Englaro.

Qui il provvedimento di autorizzazione della Corte d’Appello di Milano.

La sentenza delle Sezioni unite della Corte di cassazione sul caso di Emanuela Englaro 

 

A.N.S.A., 4 febbraio 2008

ELUANA: STOP DALLA REGIONE,

MA I MEDICI VANNO AVANTI.

ROMA – L’assessore alla sanita’ della Regione Friuli Venezia Giulia da’ lo stop alla casa di riposo ‘La Quiete’ di Udine, dove da ieri e’ ricoverata Eluana Englaro, ma la struttura sanitaria replica subito e dice di voler andare avanti nell’attuazione del decreto della Corte di Appello di Milano, in sintonia con i sanitari che assistono la donna. ”Fino a quando saremo nella legalita’ non ci fermeremo”, spiega l’avvocato della famiglia Englaro, Giuseppe Campeis. E’ la sintesi dello scontro che e’ esploso ancora una volta oggi sulla tormentata e dolorosa vicenda della donna in coma da 17 anni.  E’ successo tutto in serata, a Roma, dove l’assessore regionale alla Salute, Vladimir Kosic, da sempre contrario all’interruzione dell’alimentazione ad Eluana, ha incontrato il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, manifestando le proprie riserve – ha riferito Roccella – sull’idoneita’ della casa di riposo udinese e sulla possibilita’ di affidare Eluana all’associazione ‘per Eluana’, sorta la scorsa settimana per l’applicazione del decreto dei magistrati lombardi. La volonta’ della Quiete di andare avanti e’ stata manifestata con una lettera scritta alla Regione nel pomeriggio. E Carlo Alberto Defanti, il neurologo che segue Eluana fin da quel tragico incidente stradale del 1992, ha confermato che la procedura – prevista e disciplinata dalla sentenza – potrebbe partire gia’ domani o, al massimo, venerdi’.  ”Non e’ possibile sapere se Eluana soffrira’ o meno – ha aggiunto – ma allo stato attuale della ricerca medica la risposta e’ no”. ‘Noi – ha aggiunto Campeis da Graz (Austria), dove si trovava per lavoro – ci fermeremo nel momento in cui c’e’ qualcosa di illegittimo o di illegale nella procedura o se, per ipotesi assurda, uscisse un provvedimento normativo che qualifica la condotta che stiamo tenendo come penalmente rilevante”.  Gia’ a dicembre un atto d’indirizzo del Ministro Maurizio Sacconi aveva letteralmente fermato l’ambulanza partita da Udine per andare a prelevare Eluana nella clinica di Lecco. Nelle parole di Campeis e’ ritornata l’ombra di eventuali interventi legislativi o normativi e lo stesso Campeis domani mattina, insieme all’anestesista Amato De Monte, che guida l’equipe sanitaria che segue Eluana a Udine, sara’ alla Procura della Repubblica del capoluogo friulano, convocato dal Procuratore, Antonio Biancardi.  Sui motivi e la natura giuridica della convocazione il riserbo e’ totale. L’incontro di Roma e’ servito anche a chiarire a Roccella i rapporti tra La Quiete, l’Azienda sanitaria di competenza, la ‘Medio Friuli’, e l’associazione ‘per Eluana’, definiti in un protocollo messo a punto nei giorni scorsi dai tre soggetti. ”Il ‘protocollo di morte’ per Eluana Englaro e’ inapplicabile”, ha detto Roccella al termine dell’incontro ribadendo che il decreto della Corte di Appello di Milano ”e’ sostanzialmente incompatibile con le regole del Servizio sanitario nazionale”. A Udine, intanto, proseguono le manifestazioni delle associazioni cattoliche ”affinche’ Eluana possa continuare a vivere”. Oggi un centinaio di persone della Comunita’ Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, ha manifestato davanti alla Quiete. ”Si vuole tornare alla cultura di Sparta – ha detto il responsabile generale, Giovanni Poalo Ramonda – dove solo i forti vivevano. Noi invece vogliamo essere la voce di chi non ha voce”. Nel precisare ”che siamo giunti alla mostruosita’ dell’amore che uccide”, i manifestanti della Comunita’ Giovanni XXIII hanno chiesto che ”a papa’ Beppino venga revocata la tutela della figlia perche’ il suo comportamento va contro la Costituzione che tutela la salute e il diritto alla vita”.

 

Procura convoca De Monte e Campeis.

Assoluto riserbo sui motivi della convocazione.

(ANSA) – UDINE, 4 FEB – Il Procuratore di Udine, Biancardi, ha convocato l’anestesista Amato de Monte e l’avv. Giuseppe Campeis riguardo alla vicenda di Eluana. De Monte e’ il responsabile dell’equipe medica disponibile ad attuare il decreto della Corte di Appello di Milano per l’interruzione di alimentazione e idratazione di Eluana. Campeis e’ l’avvocato che, per la famiglia Englaro, ha seguito la preparazione del protocollo per l’attuazione del decreto. Riserbo sui motivi e la natura giuridica della convocazione.

 

S.Sede, cosi’ la uccidono. Cei prega per famiglia.

CITTA’ DEL VATICANO  – La Chiesa Cattolica ribadisce all’unisono: quella che si sta per compiere su Eluana é "eutanasia". Lo afferma, con toni pieni di compassione, il segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata. Lo proclama, con parole più dure, il ministro della Sanità vaticano, card. Lozano Barragan, che dichiara all’ANSA: "non si può uccidere una persona così". Movimenti, associazioni cattoliche annunciano intanto mobilitazione e fiaccolate. Mentre Eluana Englaro, la donna da 17 anni in coma vegetativo, si avvia verso le ultime ore della sua vita, i vescovi italiani si affidano alla "forza della preghiera" nella speranza di un ripensamento, di un colpo di scena; non concordano, ovviamente con la scelta di papà Beppino, e tuttavia esprimono la loro vicinanza alla famiglia "così duramente provata". Spetta a mons. Mariano Crociata, neo- segretario generale della Cei, il delicato compito di spiegare, ancora una volta, ai giornalisti, quale è la posizione della Cei sulla vicenda Eluana.  "E’ a tutti evidente – ha detto il presule alla sua prima conferenza stampa, dopo la riunione a Roma del Consiglio Episcopale Permanente – che qualsiasi azione volta ad interrompere l’alimentazione e l’idratazione si configurerebbe, al di là delle intenzioni, come un atto di eutanasia". "Per parte nostra – ha aggiunto – osiamo ancora sperare nella forza della preghiera, che vince le resistenze più nascoste, e siamo vicini alla famiglia, così duramente provata, e alle suore di Lecco, che hanno amorevolmente assistito Eluana Englaro fino a ieri". Ad avviso di mons. Crociata, "questo è il momento di tacere e pregare". Da parte sua, però, il cardinale Lozano Barragan, non si rassegna ad accettare gli eventi: è "inconcepibile pensare di uccidere una persona in questo modo" afferma.  "Quando sta accadendo – aggiunge – è un atto di ‘antiumanesimo”. Il porporato riprende le parole pronunciate dal al Papa domenica scorsa: l’eutanasia e ‘ ”una falsa soluzione al dramma della sofferenza". "Quello che vogliono fare, dobbiamo dirlo con realismo – spiega – è aggiungere alle sue sofferenze la morte per sete e fame, una cosa inconcepibile". Sulla stessa lunghezza d’onda il vescovo di Udine, mons. Pietro Brollo, la città dove si trova la clinica che ha accettato di seguire Eluana nelle sue ultime ore. "La vita – dice – non è qualche cosa da gettare, ma qualche cosa di estremamente importante". "Siamo vicini – proclama mons.Brollo – alle migliaia di persone che con tanto coraggio, con tanta generosità si mettono al servizio nelle persone ammalate e deboli. Dire a queste persone che fanno qualche cosa di inutile è drammatico per una nazione. L’opera di queste persone è delicata e importante e su quanto sta avvenendo a Udine siamo tutti chiamati a fare una profondo riflessione interiore. Sono solidale – conclude – con chi assiste gli ammalati, che sono genitori, parenti e semplici volontari". Intanto anche ‘Famiglia Cristiana’ avverte: guai se le strutture sanitarie, pubbliche e private, si trasformano in luoghi dove si procura la morte.

Protocollo a tre per attuare decreto magistrati.

di Pierpaolo Gratton
UDINE – Casa di ricovero ‘La Quiete’, Azienda sanitaria Medio Friuli e associazione ‘Per Eluana’: sono questi gli ‘attori’ che hanno firmato un protocollo congiunto per attuare il decreto della Corte d’Appello di Milano che porterà alla morte Eluana Englaro, da ieri a Udine. Un percorso sul quale il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, intende ‘vedere chiaro’ per verificarne la legittimità o il contrasto con i principi del servizio sanitario nazionale che – ricorda Sacconi – è teso a curare le persone, non a ucciderle.  Nel documento firmato da Ass, Quiete e associazione ‘Per Eluana’ (composta dall’anestesista Amato De Monte, altri medici e una decina di infermieri specializzati) è previsto che Eluana venga ricoverata nella struttura udinese "come qualsiasi altro paziente non autosufficiente". Ieri la donna è stata accolta dalla casa di riposo (che non é una struttura sanitaria e quindi si avvale di personale medico esterno) proprio con questa formula ed è stata presa in cura dal personale dell’Ass come tutti gli altri pazienti della struttura ai quali vengono erogati prestazioni mediche e sanitarie.  Per poter attuare il decreto della Corte d’Appello di Milano, però, l’associazione che ha in "carico" Eluana, a un certo punto comunicherà all’Ass di non aver più bisogno di prestazioni mediche e sanitarie per la donna sia perché intende percorrere un’altra via – cioé quella dell’attuazione del decreto – sia perché intende seguire questa strada con personale proprio. Il percorso individuato – secondo la Quiete e l’associazione -interrompendo le relazioni fra Eluana e la Ass, permette alla casa di riposo e alla stessa associazione di porsi al di fuori del Servizio sanitario nazionale e, quindi, al di fuori della direttiva Sacconi che impone di non staccare e interrompere l’alimentazione e l’idratazione.  E’ proprio su questi accordi tra La Quiete, l’ Ass e l’ associazione ‘Per Eluana’ che il Ministro ha chiesto ora approfondimenti alla Regione, che ha completa autonomia in campo sanitario e che integra le rette per i ricoveri nelle strutture assistenziali. All’azienda sanitaria ‘Medio Friuli’ e alla Quiete, invece, sono in attesa delle comunicazioni della famiglia e dell’associazione ‘per Eluana’ circa il cambio di strategia e di percorso: dalle cure mediche all’ attuazione della sentenza.

(foto da www.ansa.it)

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  1. 28 Febbraio 2009 a 0:09 | #1

    e se un prete compie atti di pedofilia, allora commette un reato, vero Sua Eminenza?

    A.N.S.A., 27 febbraio 2009

    BARRAGAN: SE BEPPINO ENGLARO HA UCCISO È UN OMICIDA.

    ROMA – “Abbiamo un comandamento, il quinto, che dice non uccidere. Chi uccide un innocente commette un omicidio e questo è chiaro. Se Beppino Englaro ha ammazzato allora è un omicida; se non ha ammazzato Eluana allora non è un omicida”. Lo ha affermato il cardinale Javier Lorzano Barragan, presidente del Pontificio consiglio per gli operatori sanitari per la pastorale della salute. Questo, ha detto Barragan a margine di un convegno sulle malattie rare promosso dalla Associazione Giusepe Dossetti “mi sembra totalmente chiaro. Io affermo il principio che nella legge di Dio il quinto comandamento dice di non uccidere”.

  2. gruppodinterventogiuridico
    28 Febbraio 2009 a 0:07 | #2

    A.N.S.A., 27 febbraio 2009

    ELUANA: DENUNCIA A PROCURA UDINE PER OMICIDIO,

    INDAGINI PER 14.

    (ANSA) – UDINE, 27 FEB – Una denuncia per omicidio volontario è stata inviata dall’associazione ‘Verità e vita’ alla Procura della Repubblica di Udine in relazione alla morte di Eluana Englaro, la donna deceduta il 9 febbraio scorso nella casa di riposo La Quiete del capoluogo friulano dopo 17 anni in stato vegetativo persistente. In seguito alla denuncia – si è appreso in serata da fonti investigative friulane – il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, quale atto dovuto indaga nei riguardi di 14 persone, fra le quali il papà di Eluana, Beppino Englaro, l’anestesista Amato De Monte che ha guidato l’equipe medica che ha attuato il protocollo per il distacco del sondino della donna, e 12 componenti dell’associazione ‘Per Eluana’. L’associazione aveva preso in carico la donna dalla clinica privata di Lecco, la notte del 2 febbraio scorso, per portarla alla casa di riposto ‘La Quiete’ di Udine dove, sulla base del decreto della Corte d’appello di Milano, è stato attuato il protocollo per l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione.

  3. gruppodinterventogiuridico
    9 Febbraio 2009 a 20:31 | #3

    riposi in pace, finalmente.

    A.N.S.A., 9 febbraio 2009 (ore 20.09)

    Eluana Englaro è morta.

  4. gruppodinterventogiuridico
    9 Febbraio 2009 a 20:25 | #4

    A.N.S.A., 9 febbraio 2009

    ELUANA, CLINICA: IN REGOLA. SU DDL VOTO SEGRETO CAMERA MERCOLEDI’.

    ROMA – Dagli accertamenti eseguiti su incarico della Procura di Udine sulla vicenda di Eluana Englaro ”non e’ emerso alcun elemento di novita’ tale da giustificare un intervento della magistratura”: lo ha detto il Procuratore Generale della Repubblica di Trieste, Beniamino Deidda, interpellato dall’ANSA. Si allontana, pertanto, l’ipotesi di un sequestro della stanza in cui si trova la donna nella casa di riposo ”La Quiete” di Udine.

    ”Nel confuso ricorrersi delle voci piu’ disparate su provvedimenti che sarebbero stati assunti o starebbero per essere adottati dagli uffici giudiziari del Distretto – ha aggiunto Deidda – si precisa che sinora non e’ stato adottato alcun provvedimento cautelativo in relazione alla prosecuzione dell’attuazione del protocollo per Eluana Englaro”. ”Infatti – ha sottolineato Deidda – non vi e’ alcun fatto nuovo giuridicamente rilevante che induca il magistrato a intervenire”. ”Pertanto – ha concluso Deidda – gli uffici giudiziari del Distretto sono tuttora impegnati nel garantire l’esercizio di quel diritto personale di Eluana Englaro d’interrompere le cure come definitivamente stabilito dai giudici competenti”.

    E anche gli accertamenti disposti dalla Regione Friuli non hanno dato esito tale da giustificare un intervento sulla Clinica. Lo si e’ appreso al termine della riunione che si e’ svolta a Udine alla quale hanno partecipato il Presidente dela Regione, Renzo Tondo, gli assessori regionali Vladimir Kosic (Sanita’) e Federica Seganti (Autonomie Locali), oltre a dirigenti del settore sanitario.

    VOTO FINALE, SEGRETO, ALLA CAMERA MERCOLEDI’

    Il voto finale della Camera al disegno di legge sulla vicenda Eluana sarà mercoledì intorno alle 14-14:30 e sarà segreto. E’ quanto è emerso dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio.

    Il disegno di legge approderà nell’Aula di Montecitorio domani alle 17. I lavori riprenderanno il giorno successivo, mercoledì mattina, ed il voto finale sarà intorno all’ora di pranzo. Dal momento che si tratta di materia in ambito sanitario, viene spiegato, il regolamento prevede il voto segreto e di conseguenza il contingentamento dei tempi.

    Il provvedimento prima di arrivare in Aula sarà all’esame della commissione competente, che si riunirà domani mattina a partire dalle 10,30.

    RESPINTE PREGIUDIZIALI COSTITUZIONALITA’.

    Il senato ha respinto per alzata di mano le pregiudiziali, prima, e la questione sospensiva, poi, sul ddl del governo sul caso Englaro. E’ ora aperta la discussione generale.

    1.475 GLI EMENDAMENTI, AL VOTO SOLO 70.

    Sono 1.475 gli emendamenti al ddl del governo sul caso Englaro, ma saranno messi al voto solo 70. E’ quanto si apprende dopo l’esame da parte degli uffici del Senato delle proposte di modifica. La maggior parte degli emendamenti sara’ esclusa dalla discussione e dal voto in quanto inammissibile, mentre altri verrebbero preclusi da altri messi in voto.

    DDL IN AULA SENZA PARERE COSTITUZIONALITA’.

    Il ‘ddl Englaro’ approda in Aula senza il parere della commissione Affari Costituzionali. Al termine della riunione di oggi pomeriggio, infatti, a causa dei numerosi interventi, non e’ stato possibile arrivare a un voto sul parere. ”E’ stata una seduta molto ricca – sottolinea il presidente della commissione Carlo Vizzini – e con molti interventi. Il nostro parere alla fine e’ stato rinviato all’Aula, di fatto al voto sulle pregiudiziali di costituzionalita’. Quindi si e’ demandato alla sede piu’ autorevole, l’Aula, con il risultato del voto che sara’ un parere ancora piu’ autorevole di quello della commissione”.

    TRIESTE – E’ scontro intanto sulla casa di riposo La Quiete di Udine dove da sette giorni è ricoverata Eluana Englaro, la donna da 17 anni in stato vegetativo. Eluana è da tre giorni senza nutrizione e – hanno riferito stamani alcuni testimoni – è “stazionaria” e “abbastanza idratata”. E mentre davanti alla casa di cura si svolge una manifestazione di solidarieta’ con il padre della donna, Beppino Englaro, organizzata dalla Cgil del Friuli intorno al caso divampa lo scontro giudiziario e politico.

    Il protocollo per la sospensione della nutrizione e idratazione artificiale ad Eluana Englaro “allo stato delle cose va avanti”, fa sapere il neurologo Carlo Alberto Defanti, che ne ha avuto conferma dal professore Amato De Monte che guida l’equipe che si sta occupando di Eluana. Intanto nella casa di riposo sono in corso le verifiche da parte degli ispettori inviati dalla Regione sulla base della decisione assunta ieri dal presidente Renzo Tondo.

    Sono cominciati gli accertamenti che la Procura della Repubblica di Udine e la Regione Friuli Venezia Giulia hanno disposto per verificare la fondatezza di presunte irregolarità amministrative e penali rilevate dai Carabinieri dei Nas nell’ attuazione dell’ordinanza della Corte di Appello di Milano che autorizza l’interruzione della nutrizione della donna. Un consulente, per conto del pm Antonio Biancardi, e alcuni dirigenti dell’Azienda per i Servizi Sanitari 4 medio Friuli, per conto della Regione, stanno verificando se la struttura nella quale si trova ora Eluana è, nei fatti e sul piano del diritto, “confacente” a quanto previsto nel decreto dei giudici milanesi.

    Dalle loro risposte dipenderanno le decisioni, attese per stasera, della Regione Friuli Venezia Giulia e, soprattutto, della Procura della Repubblica di Udine chiamata a decidere sull’adozione di un eventuale provvedimento cautelativo, come il sequestro preventivo della stanza di Eluana, di cui si parla con sempre maggiore frequenza.

    Oltre che dal pm di Udine, lo ‘stop’ ai medici che assistono Eluana potrebbe arrivare dal Parlamento appunto con l’approvazione del disegno di legge che il Consiglio dei ministri, convocato d’urgenza, venerdì sera, ha approvato per interrompere la sospensione della nutrizione di Eluana. Il voto finale (in Senato) sul ddl ci sarà domani mattina tra le 8,30 e le 9,30.

    Il ministro Sacconi precisa che sara’ corretto il testo del disegno di legge nella parte in cui parla di ‘vietare la sospensione’. Il testo – spiega il ministro – era infatti stato scritto quando ancora non era stata iniziata la sospensione dei trattamenti vitali di idratazione e nutrizione artificiali a Eluana Englaro”.. ”Correggeremo il testo – ha continuato – in modo da applicarlo a Eluana Englaro e agli altri casi come il suo. Mi auguro che la giornata di oggi si concluda con una legge chiara, che sarebbe comunque prodotta dal Parlamento in attesa di una compiuta e organica riforma delle tematiche di fine vita”.

    Secondo il ministro comunque, il ddl non e’ incostituzione. Per il sottosegretario Eugenia Roccella, il ministero del Welfare ha fatto ”cio’ che era nelle sue competenze, ora intervenga la Asl: ”Si tratta di ore – ha spiegato – e il ministero non puo’ piu’ agire”.

    La Procura della Repubblica di Udine ha intanto convocato il direttore generale dell’Azienda per i Servizi Sanitari (Ass) numero 4 Medio Friuli, Giorgio Ros. L’Azienda per i Servizi Sanitari numero 4 Medio Friuli è quella competente sulla casa di riposo La Quiete. Allo stesso direttore generale la Direzione centrale della Salute della Regione Friuli Venezia Giulia ha chiesto di accertare con la massima urgenza se La Quiete “sia in possesso dei requisiti necessari per attivare una struttura adatta all’accoglimento di un malato terminale” e, nell’ipotesi di violazione delle disposizioni di legge, “di provvedere alla diffida immediata”.

    VELTRONI, VOTERO’ NO CON ASSOLUTA CONVINZIONE – “Io voterò no con assoluta convinzione e dopo una lunga meditazione perché su una materia del genere né lo Stato né la politica possono intervenire. E’ un disegno di legge su un caso e non su una legge che è in discussione alle camere, un caso in cui lo Stato interferisce senza riconoscere che i genitori sanno veramente cosa è giusto fare”. Il segretario del Pd Walter Veltroni spiega così la sua pozione rispetto al ddl Englaro aggiungendo che “nei gruppi del Pd si discuterà e individuerà l’orientamento prevalente fermo restando naturalmente la libertà di coscienza”.

    A VERTICE PD PREVALE NO, MA DIVISIONI SU LINEA.

    L”’orientamento prevalente” del coordinamento del Pd e’ per il no al ddl Englaro, che sbarchera’ stasera in aula a Palazzo Madama. Ma, al termine di una discussione che ha visto posizioni diverse, il vertice del partito ha deciso, a quanto si apprende, che era meglio affidare ai gruppi parlamentari la ricerca di una posizione di maggioranza e di lasciare comunque liberta’ di coscienza. Escluse la liberta’ di coscienza tout court e la proposta, sostenuta da Rosy Bindi e Giorgio Tonini di non partecipare al voto, la discussione si e’ concentrata sull’opportunita’ o meno di prendere una posizione netta a favore del no, pur lasciando liberta’ di coscienza, dando mandato ai capigruppo di rappresentarla nelle assemblee dei parlamentari del Pd. Su questa linea erano il capogruppo al Senato Anna Finocchiaro e Pier Luigi Bersani.

    Per il ministro ombra dell’Economia, lo scontro istituzionale che ha preceduto il voto sul ddl fa si’ che ”si vota per lo stravolgimento della Costituzione e della giurisdizione con un’invadenza dello stato, mai accaduta, in dimensioni familiari con uno stravolgimento di secoli di civilta’ giuridica”. Per quanto tutti i big del partito – fatta eccezione per Beppe Fioroni e Enrico Letta, che voteranno si’ – motivano il no prima di tutto per ragioni politiche, il rischio di un no esplicito, ha evidenziato il vicesegretario Dario Franceschini, e’ che ”i cattolici democratici si sentano ospiti nel partito”. E sulla linea dell’orientamento prevalente, da discutere dentro i gruppi senza pero’ arrivare al voto finale in assemblea, si e’ espresso Veltroni che ha insistito sulla necessita’ di tenere molto alta l’attenzione del partito in difesa della Costituzione e ”contro il tentativo di Berlusconi di trasformare la democrazia nei poteri conferiti nelle mani di uno solo”.

    CASINI A DEPUTATI UDC,DOMANI PRESENZA INDISPENSABILE.

    ”Ti ricordo l’assemblea del Gruppo, domani alle 10. Ma soprattutto, alle 14, alla Camera comincia l’esame della legge sul ‘caso

    Eluana’: presenza indispensabile”. E’ l’sms con il quale Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, richiama i deputati centristi alla partecipazione compatta ai lavoro di Montecitorio sul ddl del governo.

    FOLLINI, VOTERO’ NO.

    ”Ho evitato a lungo di esternare su questo tema. La mia opinione sara’ il mio voto e il mio voto sara’ no”. Cosi’ il senatore del Pd Marco Follini, lasciando l’assemblea dei senatori del Pd, annuncia il suo voto in aula sul ddl Englaro.

    PREGIUDIZIALE ANCHE IDV CHE IN AULA VOTERA’ NO.

    ”Il gruppo dell’Italia dei Valori nella stragrande maggioranza dei suoi componenti esprimera’ in Aula un voto contrario” al ‘ddl Eluana’. Lo ha detto il presidente dei senatori dell’Idv, Felice Belisario, parlando con i cronisti al termine della riunione del suo gruppo al Senato con all’odg il provvedimento che sara’ in Aula stasera. ”Non si tratta di una volonta’ pre-costituita – ha aggiunto – ma di una decisione arrivata dopo una serena e amichevole discussione”. L’Idv fa sapere anche che presentera’ una pregiudiziale di costituzionalita’.

    MARINI, NON ESCLUDO SI’ MA DEVO VEDERE TESTO.

    ”Non escludo di votare si’ ma devo vedere bene il testo in particolare nel passaggio che riguarda l’idratazione e l’alimentazione”. Cosi’ il senatore Franco Marini spiega la sua posizione sul voto sul ddl Englaro, in discussione in aula al Senato.

    DALAI LAMA, FERMARE CURE SE NON C’E’ PIU’. COSCIENZA – “Se c’é la possibilità di recuperare la coscienza e le funzioni mentali, “bisogna andare avanti” con le cure, “se invece si tratta di mantenere in vita un corpo, allora bisogna fermarsi”. Lo ha detto il Dalai Lama – oggi a Roma per ricevere la cittadinanza onoraria – a proposito del caso di Eluana Englaro, in un’intervista al Tg5. Nel buddismo, “nei casi di male incurabile c’é una pratica che consente l’abbandono della coscienza dal corpo”; negli altri casi, al contrario, anche noi “parliamo di suicidio”, ha sottolineato la guida spirituale tibetana.

  5. 9 Febbraio 2009 a 12:23 | #5

    Il no del governatore a Berlusconi “Io l’ho vista, Englaro ha ragione” Da Repubblica.itA Tondo è stato chiesto di bloccare la clinica che ospita Eluana, ma, a sorpresa, Tondo ha spiegato: “Presidente, io l’ho vista dopo Natale, guarda che è messa molto male. Non sono vere le notizie che girano, ti fanno dire cose sbagliate. Al posto del padre, avrei fatto esattamente lo stesso”.

  6. Titti
    8 Febbraio 2009 a 1:10 | #6

    Nessuno,con figli o senza,può sapere cosa avrebbe fatto da genitore in una situazione del genere.Visto che ormai all’accanimento terapeutico si è aggiunto quello politico,da votante,inviterei i candidati al silenzio.Voterò per quello che ha parlato di meno.Stranamente la parola da digitare è “bara”.

  7. Stefano Deliperi
    7 Febbraio 2009 a 18:55 | #7

    siamo al delirio di onnipotenza ed all’eversione della carta costituzionale, per giunta utilizzando cinicamente un dramma personale.

    A.N.S.A., 7 febbraio 2009

    BERLUSCONI, RIDICOLA PRASSI NO PREVENTIVO COLLE

    (ANSA) – CAGLIARI, 7 FEB – “Con i non poteri che ha il presidente del Consiglio, l’ipotesi di una prassi che fa intervenire il presidente della Repubblica addirittura prima che si prendano le decisioni è veramente una cosa che fa ridere”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi parlando con i giornalisti a Cagliari.

    PAPA’ ELUANA A BERLUSCONI E NAPOLITANO: VENITE A VEDERLA.

    ROMA – Il padre di Eluana Englaro lancia un appello a Napolitano e a Berlusconi perche’ vadano in clinica e si rendano conto di persona delle condizioni della donna. Lo ha reso noto l’avvocato della famiglia Englaro, Vittorio Angiolini.

    ”Sono il tutore di Eluana Englaro – cosi’ scrive Beppino Englaro nel suo appello – ma in questo momento parlo da padre a padre, rivolgendomi al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ed al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per invitare entrambi, ed essi soli, a venire ad Udine per rendersi conto, di persona e privatamente, delle condizioni effettive di mia figlia Eluana, su cui si sono diffuse notizie lontane dalla realta’ che rischiano di confondere e deviare ogni commento e convincimento”.

    BERLUSCONI, DA PADRE NON STACCHERI LA SPINA.

    ”Mi sono messo nei panni di un padre e se uno dei miei figli fosse li’, vivo, e, mi dicono, con un bell’aspetto e delle funzioni, come il ciclo mestruale, attive, non me la sentirei proprio di staccare la spina”. Cosi’ il premier Silvio Berlusconi conversando con i giornalisti a Cagliari e’ tornato sul caso di Eluana Englaro.

  8. gruppodinterventogiuridico
    7 Febbraio 2009 a 17:01 | #8

    detto chiaro e tondo a chi fà finta di non capire

    da La Nuova Sardegna, 7 febbraio 2009

    L’OPINIONE. ORA SIAMO AL REGIME TORNA L?ALLEANZA TRONO-ALTARE. (MINO FUCCILLO)

    L’ha fatto e quel che Berlusconi ha fatto va molto oltre la vita-non vita di una cittadina italiana. L’atto di governo con cui si stabilisce che l’unica fonte di legge che vale è il potere esecutivo inaugura e fonda nella realtà quel che finora era stata solo ostile semplificazione giornalistica, immaginaria figura di propaganda: il regime.

    Regime, cioè sistema dove la sovranità non è più «esercitata nell’ambito e nei limiti della Costituzione».

    Regime dove invece il sovrano e la sua volontà sono più e possono essere altro dalla Costituzione vigente. Si esita a scrivere del battesimo di un regime, ma la rivoluzione costituzionale è esibita e rivendicata da Berlusconi: «Firmi Napolitano o cambio la Costituzione». Napolitano non firma, lo avesse fatto, la Costituzione sarebbe già cambiata. Firmare quel decreto voleva dire accettare che ogni sentenza, che l’intero potere giudiziario sia secondo e soggetto al potere politico. Non una primizia storica: secoli fa le sentenze erano le «lettere del sovrano» che i magistrati eseguivano. Se l’applicazione della legge non piaceva al sovrano, una sua lettera la cassava. Il sovrano traeva questa sua potestà dal diritto divino e dalla comunione mistico-dinastica con il popolo. Ed ecco infatti Berlusconi che dice: se mi ostacolano «Torno dal popolo». Sciogliendo le Camere come da Costituzione a lui non spetta, chiamando a un giudizio di dio e di popolo che non è scritto nelle Costituzioni di tutto l’Occidente? Il cambio di regime è anche in tema di diritti dell’individuo. È da secoli che un sovrano non può ordinare quale trattamento sanitario o no si possa esercitare sul corpo di un cittadino. Prima delle Costituzioni liberali potevano, dopo la Rivoluzione francese non più, poterono ancora dopo il Congresso di Vienna, mai più dopo il 1848. Sul perché lo abbia fatto va dato credito a Berlusconi stesso: per non assumersi la responsabilità morale della morte di Eluana che lui ritiene persona viva. Riportano i testi di agenzia abbia detto «può anche fare figli». Vogliamo credere che chi riporta questa frase abbia capito male. Berlusconi ha fatto suo l’argomento di un padre che si era stancato, nonostante «nessun gravame, ci pensavano le suore». Quale che sia la sua morale, Berlusconi va creduto quando dice di averlo fatto sulla base di una sua istanza etica. La questione appunto più grande perfino di Eluana è che nelle Costituzioni liberali l’etica del sovrano non è e non deve essere l’etica di Stato. Proprio su questo punto il Vaticano esulta e si congratula, sulla reintroduzione dell’alleanza, anzi dell?identità etica tra trono e altare. Un principio che le rivoluzioni borghesi dell’Ottocento avevano cancellato. Ora, dopo il no di Napolitano, si parlerà pudicamente di conflitto tra poteri. Pudicamente, perché la questione è se il nascente regime supererà l’ostacolo della Costituzione che c’è.

    Eluana? Berlusconi farà fare in tre giorni al Parlamento una legge che sancirà il suo diritto-obbligo a una vita vegetale fino a che, dio non si sa, ma di certo il sovrano vorrà. E se nel frattempo Eluana dovesse morire, la responsabilità della morte sarà sbattuta in faccia a chi si è opposto al decreto. Ha ragione chi plaude a Berlusconi: ha mostrato coraggio, e anche stomaco.

  9. gruppodinterventogiuridico
    6 Febbraio 2009 a 23:57 | #9

    A.N.S.A., 6 febbraio 2009

    Da Pertini, Cossiga e Scalfaro altri ‘no’ a dl.

    ROMA – Lettere al presidente del Consiglio con l’invito a non emanare un determinato decreto, come ha fatto oggi Giorgio Napolitano con Silvio Berlusconi, furono spedite da altri presidenti della Repubblica, e cioé Sandro Pertini, Francesco Cossiga e Oscar Luigi Scalfaro. Questi precedenti sono ricordati nella stessa lettera inviata stamattina da Napolitano al premier.

    PERTINI/1 – Con una lettera del 24 giugno 1980, il presidente Pertini rifiutò l’emanazione di un decreto-legge a lui sottoposto per la firma in materia di verifica delle sottoscrizioni delle richieste di referendum abrogativo.

    PERTINI/2 – Il 3 giugno 1981, sempre il presidente Pertini, chiamato a sottoscrivere un provvedimento di urgenza, richiese al Presidente del Consiglio di riconsiderare la congruità dell’emanazione per decreto-legge di norme per la disciplina delle prestazioni di cura erogate dal Servizio Sanitario Nazionale. Nel caso specifico, uno degli argomenti addotti dal Capo dello Stato consisteva nel rilievo della contraddizione tra la disciplina del decreto-legge emanando e “un indirizzo giurisprudenziale in via di definizione”.

    COSSIGA/1 – Con una lettera del 10 luglio 1989 al presidente del Consiglio Ciriaco De Mita, il presidente Francesco Cossiga manifestò la sua riserva in ordine alla presenza dei presupposti costituzionali di necessità e urgenza ai fini dell’emanazione di un decreto-legge in materia di profili professionali del personale dell’Anas e affermò: “Ritengo, pertanto, che, allo stato, sia opportuno soprassedere all’emanazione del provvedimento, in attesa della conclusione del dibattito parlamentare sull’analogo decreto relativo al personale del Ministero dell’interno”.

    COSSIGA/2 – In quella stessa lettera e successivamente nella lettera al presidente del Consiglio Andreotti del 6 febbraio 1990, il presidente Cossiga richiamò all’osservanza delle specifiche condizioni di urgenza e necessità che giustificano il ricorso alla decretazione di urgenza, ritenendo legittimo da parte sua – in caso di non soddisfacente e convincente motivazione del provvedimento – il puro e semplice rifiuto di emanazione del decreto-legge

    SCALFARO – Con un comunicato del 7 marzo 1993, il presidente Oscar Luigi Scalfaro, in rapporto all’emanazione di un decreto-legge in materia di finanziamento dei partiti politici invitò il governo a riconsiderare l’intera questione, ritenendo più appropriata la presentazione alle Camere di un provvedimento in forma diversa da quella del decreto-legge.

    NAPOLITANO, VARI PRECEDENTI DI ‘NO’ A DECRETI LEGGE.

    Nella lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Giorgio Napolitano rivendica il suo potere, sancito dalla Costituzione, di negare l’emanazione di decreti legge. Richiama vari precedenti e sottolinea che si tratta di dl che mancano di requisiti e ledono principi costituzionali. “Ricordo che il potere del Presidente della Repubblica di rifiutare la sottoscrizione di provvedimenti di urgenza manifestamente privi dei requisiti di straordinaria necessità e urgenza previsti dall’art. 77 della Costituzione o per altro verso manifestamente lesivi di norme e principi costituzionali discende dalla natura della funzione di garanzia istituzionale che la Costituzione assegna al Capo dello Stato ed è confermata da più precedenti consistenti sia in formali dinieghi di emanazione di decreti legge sia in espresse dichiarazioni di principio di miei predecessori (si indicano nel poscritto i più significativi esempi in tal senso)”. “Confido che una pacata considerazione delle ragioni da me indicate in questa lettera – conclude il Capo dello Stato – valga ad evitare un contrasto formale in materia di decretazione di urgenza che finora ci siamo congiuntamente adoperati per evitare”.

  10. gruppodinterventogiuridico
    6 Febbraio 2009 a 23:54 | #10

    siamo proprio alla Costituzione sotto le scarpe…

    A.N.S.A., 6 febbraio 2009

    ELUANA: BRACCIO DI FERRO TRA GOVERNO E QUIRINALE.

    di Milena Di Mauro

    Eluana Englaro tra la vita e la morte, sullo sfondo. Sulla scena, un grave scontro tra istituzioni, un conflitto senza precedenti tra Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano sul decreto che il governo emana – ignorando la contrarietà espressa in una lettera al premier dal capo dello Stato – per fermare i medici che oggi iniziano a sospendere l’alimentazione alla ragazza in coma. Napolitano “rammaricato” non controfirma, invocando il rispetto della Costituzione, mentre Berlusconi si spinge fino a promettere un ritorno al popolo ed al voto per chiedere “il cambiamento della Costituzione e del governo”, se non potrà far ricorso come vuole ai decreti, strumento “fondamentale” per governare.

    Alla fine, il governo approva un disegno di legge con lo stesso testo del decreto rifiutato dal Quirinale, Napolitano autorizza la presentazione alle Camere. E Berlusconi chiede al presidente del Senato Renato Schifani la “immediata convocazione” di Palazzo Madama per convertirlo in legge. I capigruppo si riuniranno lunedì per mettere il ddl all’ordine del giorno. “Spero non sia troppo tardi”, chiosa il premier. Per tutto il giorno, va in scena l’ennesima sfida sulla decretazione d’urgenza, con Berlusconi che, anticipando le conseguenze della mancata firma di Napolitano, chiama in causa il Parlamento e lo invita a “riunirsi ad horas per approvare in pochissimo tempo, due giorni o tre, una legge” sul testamento biologico. Ma se Gianfranco Fini si schiera subito con il capo dello Stato (“Preoccupa fortemente che il Cdm non abbia accolto l’invito del capo dello Stato, ampiamente motivato sotto il profilo costituzionale e giuridico”, afferma il presidente della Camera), Schifani si muove per favorire “un iter il più spedito possibile” al disegno di legge.

    Lo strappo avviene al mattino, quando arriva in Consiglio dei ministri la lettera del capo dello Stato che invita il governo a non varare un “inappropriato” decreto legge, disattendendo una sentenza passata in giudicato. Napolitano anticipa che, nel rispetto della Costituzione, non lo firmerebbe, non ravvedendo i requisiti di necessità ed urgenza. “Confido che una pacata considerazione delle ragioni da me indicate valga ad evitare un contrasto formale in materia di decretazione”, si conclude la missiva. Il premier reagisce, sentendosi sfidato. E’ chiaro che sul tavolo c’é la sua convinzione che “Eluana è una persona viva, con cellule cerebrali vive, che potrebbe anche in ipotesi generare un figlio”. E’ vero che Berlusconi sentirebbe di compiere non intervenendo “una personale omissione di soccorso nei confronti di una persona in pericolo di vita”. Ma soprattutto per il Cavaliere “non si può accettare il no preventivo del Colle”, piegarsi alla “innovazione introdotta dal Quirinale, anticipando la decisione del Cdm sulla necessità e urgenza di un provvedimento, che invece è assegnata esclusivamente alla responsabilità del governo”.

    Berlusconi sbatte il pugno sul tavolo, pretende di decidere, questa volta ed altre ancora: ho vinto le elezioni e mi devono lasciar governare. Da tempo voleva porre la questione di regole che, a suo avviso, non consentono di governare correttamente. E ritiene che questa sia l’occasione per la resa dei conti, mentre incassa l’elogio della Chiesa, ritiene di aver diviso l’opposizione e vede il Quirinale e il presidente della Camera in una posizione difficile davanti ad una vicenda umana tragica come quella di Eluana. Ai suoi ministri (e poi più tardi in conferenza stampa) spiega che “non si può governare il Paese senza la decretazione d’urgenza”, perché “senza la possibilità di ricorrere ai decreti bisognerebbe tornare dal popolo per chiedere di cambiare la Costituzione ed il governo”.

    Su questi argomenti ottiene l’unanimità del governo, che vara il decreto. E anche chi, come il ministro Stefania Prestigiacomo, aveva una posizione diversa sul caso Englaro, china il capo di fronte a quella che Berlusconi chiama “la questione più grande della funzionalità del governo e della possibilità di governare il Paese”. Del resto, il Cavaliere si dice pronto ad accettare le dimissioni di chi non condivida questa linea. “Quasi un voto di fiducia”, dice Ignazio La Russa. Ma Napolitano non arretra. E non firma il decreto, costringendo il premier a mettere in moto un ‘piano b’: il varo tempestivo di un provvedimento in Parlamento. Lo scontro è in atto. E Walter Veltroni non manca di rimarcarlo. “Esprimo a Napolitano tutta la mia solidarietà – afferma il leader del Pd – Per fortuna c’é chi, come il capo dello Stato, garantisce il rispetto della Costituzione e delle istituzioni, mentre c’é chi vuol farle saltare”.

    IL FILM DELLA GIORNATA.

    La giornata di oggi ha visto andare in scena uno scontro istituzionale senza precedenti tra governo e Quirinale. Questi i principali sviluppi:

    LA LETTERA, ore 12:52 – Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, della quale è data lettura in Consiglio dei ministri, esprime un nuovo diniego all’adozione di un decreto legge sul caso di Eluana Englaro. Un provvedimento d’urgenza non si può varare in contrasto con sentenze passate in giudicato.

    CDM APPROVA DL, 14:15 – Dopo una lunga discussione, il Consiglio dei ministri approva all’unanimità un decreto legge sulla vicenda di Eluana. Il testo è quello elaborato dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ma terrebbe conto delle osservazioni fatte a titolo personale dal presidente emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida. Prevede il ‘no’ alla sospensione della alimentazione e idratazione, “in attesa dell’approvazione di una organica disciplina in materia”.

    BERLUSCONI, 15:30 – In conferenza stampa, Berlusconi dice “Se non ci fosse la possibilità di ricorrere ai decreti tornerei dal popolo a chiedere il cambiamento della Costituzione e del governo”. Berlusconi spiega anche “che non era possibile prendere atto e accettare” il no preventivo del Quirinale al decreto. Per Berlusconi, Eluana è una persona che respira in modo autonomo e una persona viva “che potrebbe anche in ipotesi generare un figlio”. “Da subito – dice anche Berlusconi – ci rivolgeremo al Parlamento perché possa essere varata una legge quanto prima”.

    MONS. SCGRECCIA, 15:35 – Mons. Elio Sgreccia, presidente emerito della pontificia accademia per la vita, dichiara:”Eluana è viva”, “ha il diritto di vivere” e “la comunità politica deve sostenere la sua vita con i mezzi che ci sono”.

    PANNELLA, 15:40 – “Pare davvero che quelli che il Signore vuol castigare fa impazzire…” è il commento a caldo del leader radicale Marco Pannella alla scelta del governo di approvare un decreto.

    NAPOLITANO NON FIRMA DL, 16:30 – Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, preso atto con rammarico dell’approvazione del decreto-legge e verificato che il testo approvato non supera le obiezioni di incostituzionalità da lui motivate, “ritiene di non poter procedere alla emanazione del decreto”.

    CASINI, 16:35 – “Condividiamo l’iniziativa del consiglio dei ministri e la sosterremo in Parlamento” dice Pier Ferdinando Casini da Padova.

    VELTRONI, 16:50 – “Io credo che in questa vicenda – dichiara a Deruta (Pg) il segretario del Pd Walter Veltroni – il merito c’entri poco”. “Credo – aggiunge – che il presidente del Consiglio voglia deliberatamente creare un incidente istituzionale”.

    FINI PREOCCUPATO, 17:10 – Il presidente della Camera Gianfranco Fini esprime “forte preoccupazione” per il fatto che il Consiglio dei ministri non abbia accolto l’invito del capo dello Stato, “ampiamente motivato sotto il profilo costituzionale e giuridico”, ad “evitare un contrasto formale in materia di decretazione d’urgenza”.

    CARD. MARTINO, 17:18 – Il card. Renato Raffaele Martino, presidente del pontificio consiglio Giustizia e Pace, afferma:”Sono costernato che in tutte queste diatribe politiche si ammazzi una persona” e “sono profondamente deluso” dalla decisione di Napolitano.

    DI PIETRO, 17:40 – Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, ritiene che il presidente della Repubblica ha fatto quello che andava fatto, e cioé “affidare al Parlamento la soluzione della vicenda” e critica chi punta a risolvere il caso “solo per ingraziarsi le gerarchie della Chiesa”.

    SCHIFANI, PRONTI A DDL, 17:42 – Il presidente del Senato, Renato Schifani, comunica che se fosse presentato un disegno di legge per disciplinare gli ultimi sviluppi della vicenda Englaro, è sua intenzione convocare con urgenza la conferenza dei capigruppo e proporre una pronta calendarizzazione del provvedimento o meglio un suo esame in sede deliberante da parte della commissione che ha già al proprio esame il tema del “testamento biologico”.

    CONVOCATO NUOVO CDM, 18:40 – Il Consiglio dei ministri è convocato alle 20, con all’ordine del giorno un disegno di legge “in materia di alimentazione ed idratazione” proposto dalla presidenza del Consiglio e dal ministero della Salute.

    CDM APPROVA DDL, 20:39 – Il Consiglio dei ministri approva un disegno di legge per consentire l’alimentazione e l’idratazione ai soggetti che non sono in gradi di provvedere a se stessi. Il testo recepisce le linee del decreto non firmato dal capo dello Stato.

    BERLUSCONI, SUBITO CONVOCARE SENATO, 20:54 – “Abbiamo immediatamente inviato il disegno di legge al Senato, rivolgendo un accorato appello per l’immediata convocazione dell’Assemblea in seduta straordinaria”, dice Berlusconi al termine del Consiglio dei ministri.

    NAPOLITANO FIRMA DDL, 21:15 – Il presidente della Repubblica autorizza subito dopo l’emanazione del ddl e la sua presentazione alle Camera. Il Senato convoca per lunedì la conferenza dei capigruppo per modificare l’ordine del giorno dei lavori.

  11. Juri
    6 Febbraio 2009 a 23:43 | #11

    Oramai quest’uomo ha rotto ogni freno inibitorio mostrando di essere affetto da una pericolosa cupidigia di potere senza limiti e contrappesi. Quello che sta succedendo in queste ore è una grave lesione dello stato di diritto. L’annunciata riforma della giustizia potrebbe essere il passo decisivo per lo scardinamento del bilanciamento dei poteri sancito nell’attuale ordinamento costituzionale. Cito un solo punto: l’impossibilità per l’uffucio inquirente (il PM) di attivare un procedimento penale se la notizia di reato non arriverà dalla polizia giudiziaria e la sua trasformazione ad avvocato dell’accusa. Sarà necessaria una modifica costituzionale, vedremo che succederà. Tempi bui, quelli che si intravedono.

  12. Juri
    6 Febbraio 2009 a 23:33 | #12

    Per Clover. Avevo letto, se non sbaglio su Repubblica, che i tuoi casi sono tecnicamente diversi.

  13. claudia
    6 Febbraio 2009 a 22:04 | #13

    Juri, questo punto è l’inizio di quello che, se non accadesse in Italia, chiameremmo dittatura. E ricordiamoci che quest’uomo è stato votato dagli italiani e rischia di diventare anche “capo” della Regione Sardegna.

  14. Clover
    6 Febbraio 2009 a 20:05 | #14

    Non è strano che non si sia aperto un dibattito vivacissimo quando questa notizia si é diffusa?? Mi ha un po’ sorpresa il grande silenzio da entrambe le parti.

    TORINO. Una ragazza di vent’anni si è risvegliata dopo un anno dallo stato vegetativo, la stessa condizione in cui si trova Eluana Englaro. Lo ha reso noto il professore Sergio Canavero, il neurochirurgo delle Molinette che ha seguito la vicenda. Il risveglio è avvenuto grazie a un intervento chirurgico eseguito al Cto di Torino nell’estate del 2007. La ragazza di Gassino (Torino) aveva avuto un grave incidente automobilistico due anni fa. Dopo l’intervento , dicono i medici, la ragazza è «in grado di nutrirsi e obbedire a ordini». Il neurochirurgo ha precisato che la ragazza al momento dell’intervento era in stato vegetativo permanente. L’intervento è consistito nella stimolazione corticale extradurale bilocale ed è «la prima volta al mondo – sostengono i medici – che, con questa tecnica, si riporta alla coscienza un paziente in stato vegetativo permanente». Alla stimolazione è possibile affiancare, in seguito, un intervento al midollo spinale con l’utilizzo di cellule staminali. Già dopo quattro mesi , hanno spiegato i sanitari, si registravano «forti miglioramenti» e oggi la ragazza è in grado di masticare e deglutire. La famiglia ha tenuto un diario con foto e filmati che testimoniano i progressi.(…)Tecnicamente tutti i pazienti in stato vegetativo permanente, che secondo le stime in Italia sono 2-3 mila e, possono essere sottoposti alla stimolazione. Ma una parte risponderà, l’altra no. (…) circa la metà potrebbe essere operata con risvolti positivi».

  15. Clover
    6 Febbraio 2009 a 19:09 | #15

    Qualcuno ha seguito questa notizia? Come mai, mi sono chiesta, dopo il primo clamore, non è stato più detto niente ?? In quei giorni mi aspettavo che si accendesse un dibattito anche vivace, invece silenzio. Ma magari mi sono persa dei notiziari, per questo vi giro la domanda se per caso ne sapete qualcosa. Grazie

    Ragazza si sveglia dal coma vegetativo – Una speranza per Eluana
    Accade a Torino (La Stampa):
    Decisivo l’intervento Cto di Torino. La 20enne è ora in grado di nutrirsi.
    Il neurochirurgo: «In teoria anche Eluana Englaro si potrebbe operare»

    TORINO
    Una ragazza di vent’anni si è risvegliata dopo un anno dallo stato vegetativo, la stessa condizione in cui si trova Eluana Englaro. Lo ha reso noto il professore Sergio Canavero, il neurochirurgo delle Molinette che ha seguito la vicenda. Il risveglio è avvenuto grazie a un intervento chirurgico eseguito al Cto di Torino nell’estate del 2007.

    La ragazza di Gassino (Torino) aveva avuto un grave incidente automobilistico due anni fa. Dopo l’intervento , dicono i medici, la ragazza è «in grado di nutrirsi e obbedire a ordini». Il neurochirurgo ha precisato che la ragazza al momento dell’intervento era in stato vegetativo permanente. L’intervento è consistito nella stimolazione corticale extradurale bilocale ed è «la prima volta al mondo – sostengono i medici – che, con questa tecnica, si riporta alla coscienza un paziente in stato vegetativo permanente». Alla stimolazione è possibile affiancare, in seguito, un intervento al midollo spinale con l’utilizzo di cellule staminali. Già dopo quattro mesi , hanno spiegato i sanitari, si registravano «forti miglioramenti» e oggi la ragazza è in grado di masticare e deglutire. La famiglia ha tenuto un diario con foto e filmati che testimoniano i progressi.

    (…)Tecnicamente tutti i pazienti in stato vegetativo permanente, che secondo le stime in Italia sono 2-3 mila e, possono essere sottoposti alla stimolazione. Ma una parte risponderà, l’altra no. (…) circa la metà potrebbe essere operata con risvolti positivi».

  16. Juri
    6 Febbraio 2009 a 16:37 | #16

    Berlusconi: “Senza decreti, cambiare la Costituzione”. Berlusconi ha detto: “Se non ci fosse la possibilità di ricorrere ai decreti tornerei dal popolo a chiedere il cambiamento della Costituzione e del governo” Siamo arrivati ad un punto mai raggiunto nella storia repubblicana.

  17. gruppodinterventogiuridico
    6 Febbraio 2009 a 16:26 | #17

    siamo all’eversione dello Stato di diritto da parte del Governo.

    A.N.S.A., 6 febbraio 2009

    ELUANA: CDM APPROVA DECRETO ALL’UNANIMITA’.

    ROMA – Il consiglio dei ministri ha approvato, all’unanimita’ ma dopo una lunga discussione, un decreto legge sulla vicenda di Eluana Englaro.

    “Sussistono i presupposti di necessità e urgenza, presupposti che sono affidati alla responsabilità del governo in base all’articolo 77 della Costituzione: poi spetta al Parlamento decidere se confermare o meno questi presupposti”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi.

    Se il governo non potesse utilizzare i decreti legge allora “ritornerei al popolo per modificare la Costituzione ed anche il governo”. “Andiamo avanti con il decreto. Se io non intervenissi con un decreto, sentirei personalmente di aver compiuto una omissione di soccorso. Non possiamo far ricadere su di noi la responsabilità della morte di Eluana”. Lo avrebbe detto, a quanto si apprende dai presenti in cdm, il premier Silvio Berlusconi, durante la lunga e difficile discussione in consiglio dei ministri sul caso Englaro e sulla missiva arrivata dal Quirinale per dire no ad un decreto del governo.

    “Mi auguro – aggiunge Berlusconi – che di fronte a questa decisione assunta dal governo all’unanimità ci possa essere un ripensamento anche da parte di coloro che si avvicendano intorno ad Eluana. E che essi possano attendere alcuni giorni prima di immettersi in questa pratica che noi consideriamo una pratica di vera e propria uccisione di un essere umano che è ancora vivo”.

    Se avessimo rinunciato al varo del decreto su Eluana Englaro, continua il premier, “avremmo trasferito la responsabilità legislativa da organo governo a altro organo: e quindi è chiaro che non era possibile prendere atto e accettare una situazione di questo genere”.

    NAPOLITANO A BERLUSCONI, NO A DECRETO.

    Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso, in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, della quale e’ stata data lettura in Consiglio dei ministri, un nuovo diniego all’adozione di un decreto legge sul caso di Eluana Englaro. Contestualmente, a quanto si apprende da fonti governative, il capo dello Stato avrebbe sollecitato un rapido pronunciamento del Parlamento sul testamento biologico.

    Nella lettera, molto articolata, inviata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sulla vicenda di Eluana Englaro, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano invita il governo a non procedere ad approvare un decreto legge e, a quanto si è appreso, aggiunge, sulla base di molteplici pareri giuridici, che un provvedimento d’urgenza non si può varare in contrasto con sentenze passate in giudicato. Il capo dello Stato citerebbe in proposito almeno cinque precedenti di decreti non firmati dal Quirinale con questa motivazione, che riguarderebbero le presidenze di Sandro Pertini, Francesco Cossiga e Oscar Luigi Scalfaro. “Confido che una pacata considerazione delle ragioni da me indicate valga ad evitare un contrasto formale in materia di decretazione”. Si conclude così, secondo quanto si è appreso da fonti del governo, la lettera che Giorgio Napolitano ha inviato al presidente del Consigli.

    VATICANO, DOVERE DELLA POLITICA SOSTENERLA.

    “Eluana è viva” “ha il diritto di vivere” e “la counità politica deve sostenere la sua vita con i mezzi che ci sono”. E’ quanto ha affermato all’ANSA, mons. Elio Sgreccia, presidente emerito della pontificia accademia per la vita, dopo l’approvazione da parte del governo del decreto che impedisce la sospensione dell’idratazione dell’alimentazione, in assenza di una legge sul testamento biologico.

    A UDINE PROSEGUE PROTOCOLLO DIMINUZIONE ALIMENTAZIONE.

    Alla casa di riposto ‘La Quiete’ di Udine, dove da martedi’ si trova ricoverata Eluana Englaro, e’ partita la ”fase due” del protocollo che prevede la progressiva diminuzione dell’idratazione e dell’alimentazione che tengono in vita la donna. Lo si e’ appreso in ambienti della stessa struttura assistenziale friulana e della famiglia Englaro. Poco dopo le 7 di questa mattina, il dottor Amato De Monte, il primario di rianimazione incaricato di attuare il protocollo previsto dal decreto della Corte d’Appello di Milano, e’ entrato alla Quiete uscendovi dopo un’ora circa. Secondo la presidente della struttura, Ines Domenicali, che non ha piu’ ”in carico” Eluana, ”tutto procede secondo il protocollo”. Anche Giuseppe Campeis, avvocato che assiste la famiglia Englaro, da questa mattina si e’ passati alla fase due del protocollo. ”Tutto procede come previsto”, ha detto.

    CARD. BARRAGAN, E’ UN ASSASSINIO.

    ”Uccidere una persona innocente e’ andare contro il quinto comandamento, che dice non ucciderai. E chi va contro il quinto comandamento e uccide commette un assassinio”: lo ha affermato in una intervista al quotidiano spagnolo El Mundo, interrogato sul caso Eluana, il cardinale messicano Javier Lozano Barragan, presidente del consiglio pontificio per la pastorale della salute. Secondo il ‘ministro della sanita” del Vaticano, nel caso di Eluana non si tratta di ”accanimento terapeutico”: ”acqua e cibo non sono medicine, non fanno parte dell’accanimento terapeutico”. Barragan ha escluso un qualsiasi parallelo con la morte di Giovanni Paolo II, che ”lasciarono morire in pace”, secondo l’intervistatore. ”Ero accanto a Giovanni Paolo II e so bene che cosa e’ successo” ha risposto il cardinale. ”Lui rinuncio’ non all’idratazione e all’alimentazione, ma all’ accanimento terapeutico. Quando gli venne detto che l’avremmo trasferito all’ospedale Gemelli, le sue parole testuali furono: ‘Perche’? Mi guariranno li? Faranno qualcosa che attenui il dolore? No, non e’ vero? Quindi resto a casa”’. ”E’ molto diverso – ha sottolineato – dal rinunciare al cibo e all’acqua”.

    VATICANO, NESSUN COLLOQUIO BERTONE-BERLUSCONI.

    Nessuna telefonata e’ intercorsa tra il segretario di Stato vaticano, card.Tarcisio Bertone e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi in merito al ventilato decreto per fermare l’esecuzione della sentenza della Cassazione per Eluana Englaro. Lo afferma il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, in una dichiarazione. ”Si smentisce nel modo piu’ categorico – si legge nella nota – quanto pubblicato, con evidenza, questa mattina da un quotidiano italiano a proposito di un presunto colloquio intercorso fra il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, e il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi. La notizia – conclude la nota – e’ totalmente infondata”.

  18. Clover
    6 Febbraio 2009 a 13:40 | #18

    Voi sapete come mai questa ipotesi (riportata qui si seguito), dopo l’iniziale clamore, non è mai stata presa in considerazione? Io mi aspettavo che si aprisse un dibattito acceso, dopo questa confortante notizia, invece c’é stata un assoluto silenzio che mi ha un po’ meravigliato. Oppure non ho seguito bene la vicenda, il che può essere.Ragazza si sveglia dal coma vegetativo – Una speranza per Eluana. Accade a Torino (La Stampa):Decisivo l’intervento Cto di Torino. La 20enne è ora in grado di nutrirsi.Il neurochirurgo: «In teoria anche Eluana Englaro si potrebbe operare»

    TORINOUna ragazza di vent’anni si è risvegliata dopo un anno dallo stato vegetativo, la stessa condizione in cui si trova Eluana Englaro. Lo ha reso noto il professore Sergio Canavero, il neurochirurgo delle Molinette che ha seguito la vicenda. Il risveglio è avvenuto grazie a un intervento chirurgico eseguito al Cto di Torino nell’estate del 2007.La ragazza di Gassino (Torino) aveva avuto un grave incidente automobilistico due anni fa. Dopo l’intervento , dicono i medici, la ragazza è «in grado di nutrirsi e obbedire a ordini». Il neurochirurgo ha precisato che la ragazza al momento dell’intervento era in stato vegetativo permanente. L’intervento è consistito nella stimolazione corticale extradurale bilocale ed è «la prima volta al mondo – sostengono i medici – che, con questa tecnica, si riporta alla coscienza un paziente in stato vegetativo permanente». Alla stimolazione è possibile affiancare, in seguito, un intervento al midollo spinale con l’utilizzo di cellule staminali. Già dopo quattro mesi , hanno spiegato i sanitari, si registravano «forti miglioramenti» e oggi la ragazza è in grado di masticare e deglutire. La famiglia ha tenuto un diario con foto e filmati che testimoniano i progressi.(…)Tecnicamente tutti i pazienti in stato vegetativo permanente, che secondo le stime in Italia sono 2-3 mila e, possono essere sottoposti alla stimolazione. Ma una parte risponderà, l’altra no. (…) circa la metà potrebbe essere operata con risvolti positivi».

  19. m.elena
    6 Febbraio 2009 a 10:29 | #19

    avete visto il decreto? un’altra legge ad personam! che schifo!

    (ansa di ieri)

    Eluana, la bozza del decreto.

    “L’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi”: è quanto si legge nella bozza del decreto legge per sospendere l’attuazione della sentenza della Corte di appello di Milano che autorizza l’interruzione della nutrizione artificiale ad Eluana Englaro.

    Il provvedimento del governo contiene un solo articolo dal titolo: “Disposizioni urgenti in materia di alimentazione ed idratazione”. “In attesa dell’approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vita – recita il testo – l’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi”.

  20. Sandro
    6 Febbraio 2009 a 9:36 | #20

    La politica non ha dato risposte per l’unica cosa seria da fare: una legge sul testamento biologico. Saluti.

  21. Titti
    6 Febbraio 2009 a 1:12 | #21

    Patrizia,quando hai parlato di limbo mi sono ricordata una cosa:il Limbo dalla chiesa(sempre minuscolo chè è meglio)è stato abolito.E giustamente visto chi la presunzione ecclesiastca vi confinava.E quello che hanno levato ai morti lo lasciano ai vivi.Se è Limbo e non Inferno.

  22. PATRIZIA
    5 Febbraio 2009 a 21:03 | #22

    Eluana è me, o, almeno, una parte di me: mia figlia, mia sorella, mia madre, qualcuno che mi appartiene e a cui appartengo perché parte di una stessa immensa fisionomia, quella umana. E non ho voluto ascoltare il “circo mediatico” scatenatosi a sbranare la sua agonia. Questa è stata per me pensiero mio, discussioni silenziose con la mia coscienza, bisogno di pudore, rispetto, silenzio, riflessione tanto drammatica quanto profonda sulla nostra condizione esistenziale.

    Non voglio qui esprimere idee o pareri, so solo che non riesco mai a far tacere la voce della mia coscienza e ad accettare senza discutere, accapigliarmi con me stessa, quello che viene passato come dogma indiscutibile. Ma accetto chi ne sa più di me, sempre.

    Poi, ieri sera, per caso, mi sono trovata davanti alla televisione e ho sentito parlare due neurologi: l’uno diceva che Eluana non avrebbe sofferto la sete, anzi, che si usa togliere l’idratazione per facilitare il trapasso, e ho pensato che era una cosa strana, visto quanto la sete sia brutta per tutti noi.

    Immediatamente dopo, senza soluzione di continuità, un altro neurologo diceva il contrario, ma mi sono dovuta sforzare di capire perché non era immediatamente evidente che lo stesse dicendo, e qui mi chiedo quanto ci sia di mediatico nel “montare” tecnicamente i servizi al fine di creare queste confusioni che alimentano attenzione, curiosità, discussioni negli ascoltatori, frastornati dal non poter capire, come me. Ma questa è un’altra cosa.

    Il secondo medico, quindi, spiegava che a volte, nei pazienti in coma profondo, si vedono, se gli si fanno manovre che possono provocare disturbo o dolore, delle “smorfie”, segno che avvertono in qualche modo. E lì ho ripensato a quante volte, quando lavoravo con le persone gravemente colpite nel cervello, non essendo medico, ho scambiato per dolore o sorrisi delle smorfie evocate esclusivamente a livello di riflesso nervoso dal danno neurologico stesso.

    Ed, evidentemente, a questo punto, devo aver pensato qualcosa del tipo “Ma Eluana, sente o non sente?”.

    Lì mi è esploso nell’anima un pensiero terrificante: se “sente” siamo stati noi che l’abbiamo forzatamente

    tenuta in vita, condannandola ad un’agonia orrenda. Murata viva, in un corpo trasformato in una bara, senza la possibilità di comunicare, vivere, essere nel mondo in nessun modo. Provo a pensarci un attimo, non mi riesce di più, mi viene il panico: senza più i sensi, né possibilità di muoversi, né di comunicare i propri sentimenti, né poter chiedere, dare, ridere, gioire, piangere, supplicare, prigioniera del buio e del silenzio e di cos’altro? Orrore, paura, dolore, angoscia? Prigioniera, ostaggio, lo dico, vittima, di chi? Del Buon Dio che ha voluto per lei questa situazione? Ma no, il Buon Dio l’avrebbe accolta fra le sue braccia già da tempo, se glielo avessimo permesso?..

    E poi, c’è un altro pensiero, altrettanto molesto. Se sente, che cos’è l’elemento “senziente”, in lei? I sensi? No. Il cervello che li usa per rapportarsi con l’esterno? Non può perché loro non ci sono. Mi viene, allora, in mente un secondo elemento e lo nomino con timore, di fronte a tanta scienza che dibatte da anni, e con essa religione, politica, etica e quant’altro: se “sente”, la parte che sente, di Eluana, può essere l’Anima?

    Quante volte abbiamo sentito dire, dai mistici, ai Santi, a medici, a persone come noi, che giunti sul quel limitare tra la vita e la morte, l’anima “vede”, ed entra in contatto con una realtà diversa dalla nostra tangibile e desidera liberarsi del corpo per raggiungere finalmente uno stato di perfezione, quando “asciugata ogni lacrima i nostri occhi vedranno Dio”? Durante i riti funebri, non ci si rallegra perché, uscita dal legame con il corpo sensibile, l’anima può, finalmente, tornare al suo Creatore?

    E se fosse così, se l’anima di Eluana stesse sentendo e vedendo lì, a portata di mano, il suo Paradiso, se il suo Creatore le stesse tendendo la mano da tanti anni e noi la stessimo trattenendo, condannandola ad un limbo terribile e, potenzialmente, senza fine?

    Non chiedo suggerimenti, ipotesi, consigli, ognuno è libero di pensare ciò che vuole. Da parte mia, resterò in silenzio, pregando per Eluana, qualunque debba essere il suo destino terreno, e per la sua famiglia, affinché non abbiano a soffrire più di quello che hanno già fatto.

    E continuerò a riflettere sul pensiero nato in me in questi ultimi due giorni: nella nostra corsa affannosa per la difesa a oltranza della vita abbiamo battuto anche Dio, e continuiamo a dimostrare a noi stessi che ciò che non siamo riusciti a sconfiggere, neanche con il Suo aiuto, è la paura più antica che abbiamo, contemporaneamente l’unica certezza che dovremmo accettare: “Sora nostra Morte corporale”.

  23. 5 Febbraio 2009 a 19:45 | #23

    Claudia, hai perfettamente ragione, ma il tuo è un auspicio che oggi mi appare talmente utopistico che neanche lo considero. Segnalo questo articolo (cliccare sul nome) di Stefano Rodotà su Micromega e ne riporto alcuni passaggi: Rodotà: si va verso legge anticostituzionale. “Questo inammissibile conflitto si sta rivelando come una sorta di rifiuto della legalità costituzionale. In questo momento le preoccupazioni sono legate proprio a questa volontà dilatoria che è diventata una violazione della legalità costituzionale, e una mancanza di rispetto per i diritti fondamentali delle persone”

  24. gruppodinterventogiuridico
    5 Febbraio 2009 a 18:18 | #24

    Tiscali Notizie (5/2/2009)

    Eluana, pronto il dl del governo ma Napolitano non lo firmerà.

    E’ già pronto il decreto legge del governo con il quale vieta la sospensione di nutrizione e idratazione artificiali, decreto che quindi riguarda direttamente anche il caso di Eluana Englaro, la donna in coma vegetativo da 17 anni ora ricoverata presso la clinica “La Quiete”. Il provvedimento sarebbe stato già preparato dall’esecutivo, dopo il sì di Berlusconi che avrebbe superato le iniziali titubanze ma per ora è “congelato”. La bozza sarebbe stata sottoposta preventivamente al Capo dello Stato e quest’ultimo avrebbe espresso informalmente serie perplessità sul decreto, manifestando l’intenzione di non firmarlo.

    La sospensione potrebbe partire già domani – A questo punto è una corsa contro il tempo: la sospensione progressiva dell’alimentazione di Eluana potrebbe partire già domani, e da ambienti della maggioranza si fa notare che al massimo entro 48 ore dal distacco del sondino il decreto dovrà essere esecutivo. Un provvedimento chiesto a gran voce in questi giorni da tutta la maggioranza parlamentare, con poche eccezioni, ed anche dal drappello “teodem” del Pd. Il decreto, di fatto, anticiperà la parte della proposta di legge sul testamento biologico che riguarda proprio il divieto di sospendere nutrizione e idratazione ai pazienti in stato vegetativo persistente.

    La bozza del cecreto – “L’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi”. Recita così la bozza del decreto legge per sospendere l’attuazione della sentenza della Corte di appello di Milano che autorizza l’interruzione della nutrizione artificiale ad Eluana Englaro. Il provvedimento è pronto e l’orientamento del governo sarebbe quello di procedere, ma l’ultima decisione non è ancora stata presa. Il provvedimento contiene un solo articolo dal titolo: “Disposizioni urgenti in materia di alimentazione ed idratazione”.

    Il costituzionalista: “Il presidente non può bloccare un dl” – “Il Presidente della Repubblica non può bloccare un decreto legge”. E’ quanto sostiene il giudice costituzionalista, presidente emerito, Antonio Baldassarre. “La Costituzione dice che viene adottato l’art. 78 sotto ‘l’esclusiva responsabilità del Governo”. Quindi il Capo dello Stato non può rifiutarsi di firmare un decreto legge”. Nessuna illegittimità neppure da parte della procura di Udine che sul caso di Eluana Englaro, in base a nuovi esposti, ha aperto una nuova indagine preliminare. “Se c’è notizia di reato – conclude Baldassarre – lo può fare, è un atto dovuto”.

    L’intervista di Beppino Englaro: “Contro Eluana una violenza terapeutica inaudita” – “Considero Eluana violentata da 17 anni, una violenza terapeutica inaudita, inaccettabile e intollerabile”. Beppino Englaro, papà della donna in stato vegetativo dal 1992, torna a difendere la scelta di interrompere nutrizione e idratazione, nell’ultima intervista prima del trasporto della donna a Udine, rilasciata venerdi’ scorso ad Anna La Rosa per Telecamere e in onda domenica prossima. “Dopo la fine di questa storia – confida Englaro – credo che rientrerò in una dimensione umana, da allora vivo in una condizione disumana”. Il padre di Eluana, lucido e pacato come sempre, torna sulla volonta’ della giovane di non rimanere in stato vegetativo: “Mai e poi mai – ci aveva detto – lasciatemi cosi’. Aveva visto il suo amico nelle stesse condizioni, invaso da mani altrui, ed era gelosissima della propria autonomia e liberta’. Gia’ a 10 anni ci aveva detto ‘cosa c’entrate voi con la mia vita?’”. Sin da dopo l’incidente, ricorda Beppino Englaro, la scelta della famiglia fu di non infierire sul corpo martoriato della ragazza, ma “ci siamo meravigliati che questa volonta’ non venisse rispettata”. E ora? “Sono infastidito – confessa – dall’essere passato da un randagio che abbaiava alla luna a un araldo delle liberta’ fondamentali”. In ogni caso, nessun ripensamento: “Eluana e’ morta il 18 gennaio 1992. Poi e’ entrata nei meccanismi dell’iter riabilitativo, ed e’ soggetta ad una violenza terapeutica. Io vado avanti: avere contro il mondo intero non e’ niente rispetto a avere contro se’ stessi”.

    I legali degli Englaro: “La volontà non può essere rovesciato nelle piazze” – Secondo i legali della famiglia Englaro le pronunce di Corte di Cassazione, Corte d’Appello, Corte Costituzionale, Corte Europea dei diritti dell’uomo e Tar Lombardia, hanno “messo in luce concordemente il ricorrere del caso di specie della tutela del diritto costituzionale all’interruzione delle cure e la necessità che i poteri pubblici lo proteggano”. “Ci sono poi – si legge ancora nella nota – gli aspetti umani e medici della vicenda, la quale tra l’altro riguarda un trattamento sanitario in corso e il perdurare dell’invasione di mani altrui sul corpo di una giovane donna, un’invasione di mani altrui che dura da 17 anni per forzare artificialmente una persona a vivere, purtroppo solo dal punto di vista biologico, contro i suoi personali convincimenti, che sono accertati e il cui accertamento, compiuto in sede giudiziaria con ogni garanzia, non può essere rovesciato nelle piazze”.

    Il ministro Sacconi: “Paradossale che Eluana muoia per una volontà presunta” – Il ministro Sacconi pone in evidenza come la volontà di morire da parte della donna sia stata “indirettamente ricostruita”. Per questo il responsabile del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali dichiara: “Sarebbe paradossale che Eluana Englaro dovesse essere l’unica persona a morire sulla base di una volontà presunta, dal momento che la futura legge sulla fine di vita non potrà non recepire il principio, contenuto nelle proposte dei diversi schieramenti, a proposito di una volontà che deve essere esplicita e certificata, ma che mai puo’ essere indirettamente ricostruita”.

    Sollevati dubbi sull’effettiva volontà di Eluana – Le indagini sulle testimonianze di amici e parenti – da quanto si è riusciti a sapere finora – dovrebbero far parte di quelle annunciate stamani dal Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, e dovrebbero affiancarne altre, fra le quali quelle relative al protocollo firmato nei giorni scorsi dalla casa di riposo La Quiete, dall’Azienda Sanitaria 4 Medio Friuli e dall’associazione “Per Eluana” per l’attuazione del decreto della Corte di Appello di Milano per l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione della donna in coma da 17 anni. Nei giorni scorsi da più parti sono stati sollevati dubbi sull’effettiva volontà espressa da Eluana Englaro prima dell’incidente nel quale rimase ferita, ma non si è finora riusciti a sapere quali sono gli elementi in base ai quali la Procura friulana ha deciso di avviare indagini sulla volontà di Eluana.Senza entrare nel merito di un’eventuale azione del Governo, Campeis ha affermato che “una situazione del genere bloccherebbe tutto perché – ha spiegato – io non posso far commettere un reato ai medici. Per certi aspetti – ha concluso – ci risolverebbe tutte la cose e la procedura a questo punto non potrebbe che essere sospesa”.

    Veltroni (Pd): “No ai colpi di scena propagandistici” – “Penso che la politica si sta infilando troppo in questa vicenda che non può che essere affidata alla responsabilità e all’amore dei genitori di Eluana e alle sentenze che sono state emanate dai diversi gradi di giudizio”. Lo ha detto il segretario del Pd Walter Veltroni a margine della sua visita senese all’azienda di Vaccini Novartis. “Un intervento della politica così pesante – ha detto il segretario del Pd commentando l’intenzione del governo di varare un decreto legge ad hoc – sarebbe per me inaccettabile. Penso che il parlamento dovrà fare una legge sul testamento biologico e che ci siano le condizioni per una legge umana e giusta; ma non è materia nella quale poter fare colpi di scena propagandistici. Questa è materia molto delicata nella quale la politica debba fare un passo indietro e lasciare che le cose siano delineate da fatti oggettivi come l’amore dei genitori per Eluana e le tante sentenze diverse”..

    L’Udc: sosterremo il decreto. Ferrero: sembra lo stato degli ayatollah – Scende in campo anche l’Udc di Casini che incoraggia il governo a emanare quanto prima un decreto per “salvare la vita di Eluana”. Prima di entrare nella riunione della direzione centrista, l’ex presidente della Camera ha detto di rispettare il dolore della famiglia di Eluana, ma ritiene che “nessuno abbia diritto di vita e di morte su una persona”. Per questo afferma che il governo “deve intervenire”. “Non ci si può lavare le mani – aggiunge – il diritto alla vita è garantito dalla Costituzione”. Polemico invece Paolo Ferrero: “Il tentativo del governo di impedire l’attuazione della sentenza Englaro e dunque di riuscire a porre fine a una odissea che va avanti da ben diciassette anni attraverso un decreto legge è semplicemente delirante”. Per il segretario del Prc “sembra di vivere nello stato degli ayatollah”.

    Radio Vaticana: “Non è alimentata da una macchina” – La Radio Vaticana contesta oggi in un servizio del suo radiogiornale “l’erronea convinzione, che viene comunque lasciata credere, che i pazienti in stato vegetativo siano legati alle macchine: non è così, sono pazienti che hanno conservato tutte le funzioni biologiche, ma sono totalmente paralizzati; in modo particolare, e questa è una cosa che colpisce, possono aprire e chiudere gli occhi, seguendo il ritmo del sonno e della veglia”. A spiegarlo è la prof. Adelia Lucattini, psichiatra e bioeticista che in un’intervista si sofferma con grande rispetto sulla “psicologia” di Beppino Englaro, il papà di Eluana spiegando che la sua richiesta di staccare il sondino alla figlia è espressione di un “sentimento, quello di dire non ce la posso fare, rinuncio”.

    La procedura per limitare l’alimentazione va avanti – Per l’avvocato Campeis la casa di riposo invece è una ”struttura confacente” all’attuazione del decreto dei giudici milanesi. Peraltro la volontà della Quiete di andare avanti è stata manifestata con una lettera scritta alla Regione nel pomeriggio. E Carlo Alberto Defanti, il neurologo che segue Eluana fin da quel tragico incidente stradale del 1992, ha confermato che la procedura – prevista e disciplinata dalla sentenza – potrebbe partire già domani o, al massimo, venerdì.

    “Eluana non soffrirà” – ”Non è possibile sapere se Eluana soffrirà o meno – ha aggiunto Defanti – ma allo stato attuale della ricerca medica la risposta è no”. “Noi – ha aggiunto Campeis da Graz (Austria), dove si trovava per lavoro – ci fermeremo nel momento in cui c’è qualcosa di illegittimo o di illegale nella procedura o se, per ipotesi assurda, uscisse un provvedimento normativo che qualifica la condotta che stiamo tenendo come penalmente rilevante”.

  25. Titti
    5 Febbraio 2009 a 17:08 | #25

    Se riesci a trovarli….

  26. claudia basciu
    5 Febbraio 2009 a 15:26 | #26

    La nostra è una democrazia fondata sull’ipocrisia, tutto “si fa ma non si dice” e ammiro il coraggio di questi genitori (ricordiamo che Eluana ha anche una madre che soffre nell’ombra) che lottano per vedere riconosciuto un diritto così semplice come scegliere di vivere e morire dignitosamente e lottano per eliminare, in parte quell’odiosa ipocrisia che annebbia i cervelli di molti italiani. Tutti sanno, sopratutto i medici, che in casi disperati, con il consenso dei familiari più stretti, l’eutanasia viene praticata ma, in Italia, non si può dire, non si può scrivere, non si può considerare come una scelta, è obbligatorio vivere, perchè lo Stato, e il Vaticano, così decidono. Juri, in questo frangente storico, più che un Presidente della Repubblica, secondo me, servirebbero Italiani di ben altra tempra, persone che lottano per far valere i propri diritti e persone che scelgono i propri governanti sulla base della loro serietà e della loro libertà di pensiero e di azione, non sulla base della loro capacità di raccontare barzellette.

  27. Titti
    5 Febbraio 2009 a 14:30 | #27

    I politici,per carità senza alibi,hanno una sedia da salvare e la Chiesa…non so cosa debba salvare.Ma l’uomo della strada che fa la fila per guardare o segue Vespa…mi fa ancora più schifo.

  28. Juri
    5 Febbraio 2009 a 12:15 | #28

    Se verrà fatto un decreto per neutralizzare una sentenza esecutiva avremo un’altra prova che la democrazia in Italia sta correndo seri rischi. Se Napolitano lo firmerà avremo un’altra prova che in questo frangente storico servirebbe un Presidente della Repubblica di ben altra tempra. Ma credo che stavoltà sarebbe troppo persino per Napolitano.Il fatto poi che non si abbia rispetto neppure dei sentimenti più profondi è l’ennesima conferma che ci governano persone prive di qualunque scrupolo.

  29. m.elena
    5 Febbraio 2009 a 11:03 | #29

    mi correggo:c’è qualcuna che dice qualcosa di sensato

    PRESTIGIACOMO, NO A LEGGE, POLITICA NON INTERVENGA

    (AGI) Roma, 5 feb. – “Non credo che giunti a questo punto la politica abbia il diritto di decidere”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, in merito alla vicenda di Eluana Englaro. Sull’ipotesi di un decreto “salva Eluana” Prestigiaconmo dichiara: “Non penso che il governo debba intervenire”. “Mi spaventa – aggiunge – l’idea che una legge dello stato possa stabilire quando staccare la spina senza tener conto del singolo caso specifico, dell’opinione dei medici e dei familiari”.

  30. m.elena
    5 Febbraio 2009 a 10:50 | #30

    dici bene:della povera Eluana e del padre non gliene frega niente a nessuno e tutti (chiesa, regione Lombardia, ministri e sottosegretari, giornalisti, regione Friuli, chiunque!) a cercare di imporre la propria volontà e ora Berlusconi farà un decreto per prolungare fino al 2050 questo accanimento terapeutico!

  31. Titti
    5 Febbraio 2009 a 1:56 | #31

    Sono per la libertà di stampa ma in certe occasioni odio i giornalisti…..ma ancor di più chi fotografa senza neanche lucrarci sopra.Che schifo!!!!!

  32. freak
    4 Febbraio 2009 a 23:06 | #32

    se la Chiesa avesse parlato un decimo di quanto ha straparlato nel caso di Eluana contro il negazionismo delle camere a gas oggi questi delinquenti non aprirebbero più bocca.

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