Ci scrive Federico, “il candidato sostenibile”.

Riceviamo da Federico Gandolfi, nostro Socio nonché candidato sostenibile alle prossime elezioni regionali: pubblichiamo volentieri le esperienze personali di una campagna elettorale.
Gruppo d’Intervento Giuridico
Salve a tutti gli amici del Gruppo d’Intervento Giuridico.
Sono Federico Gandolfi, studente sassarese di 25 anni, candidato alle elezioni regionali con l’Italia dei Valori nel Collegio di Sassari.
Dall’età della ragione mi sono impegnato perché la mia impronta (fisica!) su questo pianeta fosse la minore possibile. Si può farlo in tanti modi: seguendo una dieta vegetariana, rinunciando all’auto ed preferendo i trasporti pubblici, diminuendo i lunghi viaggi per turismo, non mettendo a repentaglio la propria salute con droghe o passatempi idioti, scegliendo una casa non isolata e vicino al centro, non lavorando per spendere ma spendendo il meno possibile, cambiando vestiti e oggetti solo per usura e non per moda, cercando di avere poche cose, costruite per durare da persone che non siano schiave. Ho cercato di applicare gli stessi principi anche alla nuova esperienza della campagna elettorale, ecco come:
* sostenibile ambientalmente: il numero di santini (10.000) e facsimile (2.500) è stato il minimo consentito dalla tipografia: sono bastati per coprire mezza città, raggiungendo (a piedi o in bici) la cassetta postale di ogni singola famiglia e non tergicristalli, tavolini, passanti. Volendo comunicare qualcosa di più agli elettori oltre una faccia nuova e giovane, sono stati realizzati altri 10.000 volantini A5 in bianco e nero su carta riciclata: nel futuristico 2009 fregandosene delle esternalità la carta riciclata costa più cara e ancora più caro è farla stampare (!). Ripassando poi dove il materiale è stato consegnato, raccogliendo e differenziando quel – pochissimo – che fosse stato gettato per strada. Niente manifesti, niente inquinamento sonoro, niente dirigibili, niente lettere a indirizzari massonici, niente subappalti a terzi per ottimizzare la consegna insieme alla pubblicità dell’ipermercato.
* sostenibile economicamente: tutto questo è costato sotto i 500€ pianificati. Anche fosse stata una donazione interamente a perdere, sarebbero stati ben spesi, ma sappiate che il candidato eletto in lista, o il partito, dovrebbe rimborsare tutto avendo concorso alla sua elezione. Dunque ogni spesa della campagna elettorale è comunque pagata dai cittadini, e sarebbe offensivo non limitarla al costo sostenibile anche da un precario o un disoccupato. Andando oltre c’è la sacrosanta proposta de LaVoltaBuona.it ( www.lavoltabuona.it/migliori.php ), dove al momento l’adesione figura in perfetta solitudine nel Collegio di Sassari, esclusi due candidati indipendentisti.
* sostenibile socialmente: niente promesse personali, tante proposte collettive. Tanti singoli che hanno contribuito e nessuna struttura di partito al servizio. Collaborazione, emulazione e non concorrenza con gli altri candidati in lista, come con gli altri candidati più sensibili e informati di altre liste del centrosinistra. Santini, facsimile, volantini per comunicare idee e non diffondere curriculum: scrivendo in sardo e sassarese, parlando di laicità, non-violenza e tanta sostenibilità: consumo del territorio, picco del petrolio, esaurimento delle risorse, limiti dello svilluppo. Sperando che almeno 10-100-1000 cittadini, oltre la loro preferenza, sentano finalmente queste parole e si pongano qualche domanda. Un candidato giovane, che di conflitti d’interesse non ne ha, o se i valori sono conflitti d’interesse li ha denunciati tutti pubblicamente.
Soru non sarà perfetto, ma quello che ha fatto per la Sardegna è straordinario.
Piuttosto che tornare al nulla del Sardistàn, aiutaci a fare ancora di più e ancora meglio con l’Italia dei Valori.
Federico - http://www.felisopus.it/

(foto Luca Losito, S.D., archivio GrIG)




Ma devo andare fino a Sassari per votarlo? Io ci andrei pure, perchè qui i candidati, a parte il capo lista Soru, sono tutti da raccolta differenziata.