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Archivio Marzo 2009

Piazzisti eolici.

Zampilli di melma rossa a Portoscuso. Tutto secondo copione.

Casa mia, casa mia, per piccina che tu sia…

A morte gli aironi, nella civilissima pianura padana!

Balle comunali?

Anche la Provincia di Pavia si occupa della lottizzazione di “Cilavegna est”.

L’inganno nucleare.

L’irragionevole certezza.

Nuovo Golf resort a Reggio Emilia, nuova speculazione edilizia?

Repubblica delle banane.

Sberle ai bracconieri!

28 Marzo 2009 Commenti chiusi

 

Ancora operazioni anti-bracconaggio, questa volta ad opera del Corpo forestale e di vigilanza ambientale.  Sui monti dei Sette Fratelli, a Sinnai (CA) due cacciatori di frodo di (A.C., 69 anni, di Burcei, e E.Z., 62 anni, di Sinnai) sono stati fermati e denunciati per trappole per ungulati e per avifauna.  Nell’Oristanese altri tre bracconieri sono stati denunciati nel Monte Arci (Villaurbana), a Marceddì – San Giovanni (Terralba) e a Capo Nieddu (Cuglieri).  Viene, poi, sempre più sfatato il falso mito, tanto caro alle associazioni venatorie, dell’assenza di bracconieri fra i veri cacciatori.  I Carabinieri dello Squadrone eliportato Cacciatori di Sardegna e della Stazione di Berchidda hanno arrestato ai primi del marzo 2009 un cacciatore (Marco Appeddu, 44 anni, di Berchidda) e denunciato altri tre in procinto di effettuare una battuta di caccia al cinghiale a Sos Nariles (Oschiri). Sequestrate armi, anche non denunciate.   Evidentemente, le pessime abitudini dei cacciatori-bracconieri non sono cambiate. Incessanti, le operazioni di repressione del bracconaggio.      Nel gennaio scorso un bracconiere di Teulada (A.C., 23 anni) era stato denunciato dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale per caccia notturna ed in periodo di silenzio venatorio nei boschi di Domus de Maria (CA), mentre un altro bracconiere, questa volta di Santa Giusta (M.M., 27 anni) veniva denunciato sempre dal Corpo forestale per analogo reato durante una battuta notturna di caccia al cinghiale sul Monte Arci, in territorio di Marrubiu (OR). Altre denunce da parte del Corpo forestale e di vigilanza ambientale per caccia e pesca proibite nel nuorese: a Bolotana, a Dorgali, a Lodè ed a Capo Coda Cavallo (San Teodoro). A dicembre 2008 un bracconiere denunciato (P.D., 33 anni, di Orosei), tre cinghiali abbattuti recuperati, un fucile con la matricola abrasa sequestrato e alcune compagnie di caccia controllate perché probabilmente in zona vietata era il bilancio di un’operazione condotta dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale – Ispettorato Ripartimentale di Nuoro.  Sempre a dicembre 2008, la Polizia di Stato aveva denunciato un bracconiere nuorese estremamente fantasioso, sequestrandogli le armi ed il fuoristrada: sul Monte Ortobene avrebbe sparato ad un cinghiale perché gli sbarrava la strada.  A metà novembre 2008 era stata la volta di un bracconiere denunciato dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale sulla costa di Scivu (Arbus, VS), dove aveva abbattuto illecitamente circa 80 storni. Non aveva il permesso di caccia, era giorno di silenzio venatorio e la specie non è cacciabile (vds. L’Unione Sarda, 10 novembre 2008).  Ed ancora, nel novembre 2008: altri due bracconieri (M.B., di 49 anni, e P.P., di 59 anni, ambedue di Carbonia) denunciati a Gonnesa per caccia vietata con il furetto e (uno) anche senza il porto d’armi. A Golfo Aranci, invece, erano state scoperte varie trappole per ungulati, ma dei bracconieri nessuna traccia.  Era stata anche la Compagnia dei Barracelli di Arzachena (OT) ad agire: un bracconiere campidanese denunciato per l’uso di cavetti di acciaio per catturare illecitamente cinghiali. Nell’ottobre 2008 fa il Corpo forestale e di vigilanza ambientale aveva sorpreso quattro bracconieri a Siniscola (NU) per aver ucciso un cinghiale in periodo di divieto ed erano stati arrestati due bracconieri di Sinnai (CA). Nel settembre 2008 era stata la volta di unoperazione contro i bracconieri di is Cuaddeddus, i Cavallini della GiaraDenunciato un bracconiere-pensionato. Con tutti i problemi per l’approvvigionamento idrico, le epidemie degli anni scorsi, la concorrenza alimentare del bestiame domestico, ci mancava soltanto il bracconaggio. Ed ancora erano stati beccati un operaio-bracconiere e un imprenditore-bracconiere, segno che il bracconaggio ha eliminato le differenze di classe, un tempo (forse) esistenti. Ribadiamo il nostro pieno appoggio al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ai Carabinieri, alla Polizia di Stato, a tutte le forze di polizia che conducono una quotidiana attività investigativa ed operativa contro il bracconaggio. Non c’è nulla di romantico in questo bracconaggio su scala industriale. E’ un reato e basta.

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New economy e nuova imprenditoria: la vendita di organi?

Ancora una volta respinto l’assalto “mattonaro” a Cala Giunco.

Follia venatoria al Senato della Repubblica !

Intervista a Rosa Filippini, presidente nazionale degli Amici della Terra.

26 Marzo 2009 Commenti chiusi
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La Sardegna, le sue coste, le industrie che chiudono su Annozero. Con video.

Il T.A.R. Sardegna rigetta una delle ultime speranze per un’ampia tutela di Tuvixeddu.

Sbaraccate la “legnaia” !

Pista di motocross al Lazzaretto?

Porto Torres, proprio periferia di Marghera.

Servi del dio mattone? No, grazie!

Il T.A.R. Lazio annulla il piano regolatore generale di Roma.

23 Marzo 2009 Commenti chiusi

La Regione Lombardia risponde sulla lottizzazione di Cilavegna.

Piano casa o Piano ponte?

 

Come abbiamo letto nei giorni scorsi, il nostro Governo, per combattere il virus americano della crisi, ha pronto il "Piano casa" che, a quanto pare, è già diventato un vero e proprio "must" tra i capi di governo europei, una cosa di cui non si potrà fare a meno nei prossimi anni. Dopo la cura per la malattia americana, aspettiamo di trovare, in farmacia o al supermercato non importa, anche la cura per un virus tutto italiano, che consiste nell’aumentare il costo degli affitti proprio nei momenti di maggiore crisi. In caso contrario, dovremo iniziare ad arredare i ponti.

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Cronache dall’Italia che verrà (II puntata).

Bau! Bau! Bau! Il parco è chiuso!

Cabaret edilizio.

Il furto dell’acqua, il furto della vita.

21 Marzo 2009 Commenti chiusi


Mentre si parla d’altro il governo… avvia il processo di privatizzazione dell’acqua. Mentre nel paese imperversano discussioni sull’eutanasia, grembiulino a scuola, guinzaglio al cane e sul flagello  dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell’acqua pubblica. Il Parlamento ha votato l’articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, che afferma  che la gestione de i servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l’acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l’acqua minerale).
Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l’acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%. Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori.
La privatizzazione dell’acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L’uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita. L’acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto. L’acqua è l’oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo.

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Sardi, teledipendenti e radioattivi.

21 Marzo 2009 Commenti chiusi

 

Mentre non è ancora del tutto spenta la querelle fra il Grand Journal che, traducendo il labiale di Berlusconi relativo alla frase detta a Sarkozy in conferenza stampa durante il vertice italo-francese svoltosi a Villa Madama, aveva sostenuto che il premier italiano avesse sussurrato al collega francese: "Je t’ai donné ta femme" e lo staff di Berlusconi che ribadisce che il premier italiano abbia invece detto "Tu sais que j’ai étudié à la Sorbonne", sulla base delle evoluzioni recenti in materia di ritorno al nucleare in Italia può sorgere il dubbio legittimo che la frase pronunciata sottovoce (non sono cose da dire queste, obiettivamente, a voce alta) sia stata più probabilmente: "Je t’ai donné la Sardaigne" (pour construire les centrales nucléaires).

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Come ti “cucino” una pineta costiera. E la condisco con i ricci.