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Cacciatori-bracconieri bloccati dai Carabinieri.

 

Ancora una volta sfatato il falso mito, tanto caro alle associazioni venatorie, dell’assenza di bracconieri fra i veri cacciatori.  I Carabinieri dello Squadrone eliportato Cacciatori di Sardegna e della Stazione di Berchidda hanno arrestato un cacciatore (Marco Appeddu, 44 anni, di Berchidda) e denunciato altri tre in procinto di effettuare una battuta di caccia al cinghiale a Sos Nariles (Oschiri). Sequestrate armi, anche non denunciate.   Evidentemente, le pessime abitudini dei cacciatori-bracconieri non sono cambiate. Incessanti, le operazioni di repressione del bracconaggio.      Nel gennaio scorso un bracconiere di Teulada (A.C., 23 anni) era stato denunciato dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale per caccia notturna ed in periodo di silenzio venatorio nei boschi di Domus de Maria (CA), mentre un altro bracconiere, questa volta di Santa Giusta (M.M., 27 anni) veniva denunciato sempre dal Corpo forestale per analogo reato durante una battuta notturna di caccia al cinghiale sul Monte Arci, in territorio di Marrubiu (OR). Altre denunce da parte del Corpo forestale e di vigilanza ambientale per caccia e pesca proibite nel nuorese: a Bolotana, a Dorgali, a Lodè ed a Capo Coda Cavallo (San Teodoro).             A dicembre 2008 un bracconiere denunciato (P.D., 33 anni, di Orosei), tre cinghiali abbattuti recuperati, un fucile con la matricola abrasa sequestrato e alcune compagnie di caccia controllate perché probabilmente in zona vietata era il bilancio di un’operazione condotta dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale – Ispettorato Ripartimentale di Nuoro.  Sempre a dicembre 2008, la Polizia di Stato aveva denunciato un bracconiere nuorese estremamente fantasioso, sequestrandogli le armi ed il fuoristrada: sul Monte Ortobene avrebbe sparato ad un cinghiale perché gli sbarrava la strada.  A metà novembre 2008 era stata la volta di un bracconiere denunciato dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale sulla costa di Scivu (Arbus, VS), dove aveva abbattuto illecitamente circa 80 storni. Non aveva il permesso di caccia, era giorno di silenzio venatorio e la specie non è cacciabile (vds. L’Unione Sarda, 10 novembre 2008).  Ed ancora, nel novembre 2008: altri due bracconieri (M.B., di 49 anni, e P.P., di 59 anni, ambedue di Carbonia) denunciati a Gonnesa per caccia vietata con il furetto e (uno) anche senza il porto d’armi. A Golfo Aranci, invece, erano state scoperte varie trappole per ungulati, ma dei bracconieri nessuna traccia.  Era stata anche la Compagnia dei Barracelli di Arzachena (OT) ad agire: un bracconiere campidanese denunciato per l’uso di cavetti di acciaio per catturare illecitamente cinghiali.  Nell’ottobre 2008 fa il Corpo forestale e di vigilanza ambientale aveva sorpreso quattro bracconieri a Siniscola (NU) per aver ucciso un cinghiale in periodo di divieto ed erano stati arrestati due bracconieri di Sinnai (CA).   Nel settembre 2008 era stata la volta di unoperazione contro i bracconieri di is Cuaddeddus, i Cavallini della GiaraDenunciato un bracconiere-pensionato. Con tutti i problemi per l’approvvigionamento idrico, le epidemie degli anni scorsi, la concorrenza alimentare del bestiame domestico, ci mancava soltanto il bracconaggio. Ed ancora erano stati beccati un operaio-bracconiere e un imprenditore-bracconiere, segno che il bracconaggio ha eliminato le differenze di classe, un tempo (forse) esistenti.    Ribadiamo il nostro pieno appoggio al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ai Carabinieri, alla Polizia di Stato, a tutte le forze di polizia che conducono una quotidiana attività investigativa ed operativa contro il bracconaggio.  Non c’è nulla di romantico in questo bracconaggio su scala industriale.  E’ un reato e basta.

Lega per l’Abolizione della Caccia, Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

da http://www.alguer.it/, 3 marzo 2009

I Carabinieri della Stazione di Berchidda hanno interrotto un gruppo di cacciatori locali, intenti ad effettuare una battuta di caccia di frodo al cinghiale.  Caccia di frodo: 1 arresto e 3 denunce.

BERCHIDDA – Domenica, intorno alle ore 14, i Carabinieri della Stazione di Berchidda hanno interrotto un gruppo di cacciatori locali che, dopo uno "spuntino" in uno stazzo nella campagna tra il piccolo centro e Oschiri, si stavano apprestando ad effettuare una battuta di caccia di frodo al cinghiale. In nove si erano dati appuntamento in uno stazzo situato in una zona densa di vegetazione in località Sos Nariles dell’agro di Oschiri.   I carabinieri, tra cui gli specialisti appartenenti allo Squadrone Eliportato "Cacciatori" Sardegna, appiattati nella boscaglia da più ore, sono intervenuti proprio mentre i membri della battuta si stavano avvicinando alle proprie auto ove erano custodite le armi da impiegare nella caccia: l’immediata perquisizione di tutti i presenti ha consentito così di sequestrare 3 fucili cal.12, che evidentemente erano destinati alla caccia.   Ma la perquisizione allo stazzo ed ai suoi paraggi ha altresì consentito di rinvenire, nascosto sotto delle rocce, un altro fucile cal. 12 con matricola abrasa, due pistole (un revolver ed una automatica) non denunciate, e numerosi colpi calibro 12, questi ultimi evidentemente destinati alla battuta in programma.   Per il possesso di queste armi è stato dunque Marco Apeddu, un operaio forestale berchiddese di 44 anni, proprietario dello stazzo e verosimilmente organizzatore della battuta, con l’accusa di detenzione di armi e munizioni clandestine. I tre cacciatori cui erano stati sequestrati i fucili, invece, sono stati denunciati a piede libero per omessa custodia e porto abusivo di armi da fuoco.   Il fucile con matricola abrasa e le due pistole verranno sottoposte ad accertamenti tecnico-scientifici presso il Ris di Cagliari per verificare se siano già state utilizzate per la commissione di delitti in Sardegna o nel resto d’Italia. Verranno poi avviate presso le autorità competenti le procedure per il ritiro della licenza di caccia per tutti i coinvolti nella battuta di caccia di frodo.

 

Adn-Kronos, 2 marzo 2009

Olbia, Carabinieri bloccano battuta caccia di frodo: un arresto. I militari hanno fermato nove uomini del posto che, dopo uno spuntino in uno stazzo nella campagna nei pressi del piccolo centro, stavano per proseguire la battuta

Olbia, 2 mar. – (Adnkronos) – Una battuta di caccia al cinghiale di frodo e’ stata interrotta nelle campagne di Oschiri (Olbia Tempio) dai carabinieri della stazione di Berchidda (Olbia Tempio). I militari hanno fermato nove uomini del posto che, dopo uno spuntino in uno stazzo nella campagna nei pressi del piccolo centro, stavano per proseguire la battuta. I carabinieri, fra cui gli specialisti appartenenti allo Squadrone Eliportato "Cacciatori" Sardegna, appiattati nella boscaglia da piu’ ore, sono intervenuti proprio mentre i membri della battuta si stavano avvicinando alle proprie auto dove erano custodite le armi da impiegare nella caccia. L’immediata perquisizione di tutti i presenti ha consentito cosi’ di sequestrare tre fucili cal.12 che evidentemente erano destinati alla caccia, e che tre dei presenti si erano portati al seguito nell’occasione. Ma la perquisizione allo stazzo ed ai suoi paraggi ha altresi’ consentito di rinvenire, nascosto sotto delle rocce, un altro fucile cal. 12 con matricola abrasa, due pistole (un revolver ed una automatica) non denunciate, e numerosi colpi calibro 12, questi ultimi evidentemente destinati alla battuta in programma. Per il possesso di queste armi e’ stato arrestato Marco Apeddu, un operaio forestale berchiddese di 44 anni, proprietario dello stazzo e verosimilmente organizzatore della battuta, con l’accusa di detenzione di armi e munizioni clandestine. I tre cacciatori cui erano stati sequestrati i fucili sono stati denunciati a piede libero per omessa custodia e porto abusivo di armi da fuoco. L’arresto di Apeddu e’ stato oggi convalidato in Tribunale a Sassari. Il fucile con matricola abrasa e le due pistole verranno sottoposte ad accertamenti tecnico-scientifici presso il Ris di Cagliari per verificare se siano gia’ state utilizzate per la commissione di delitti in Sardegna o nel resto d’Italia.Verranno poi avviate presso le autorita’ competenti le procedure per il ritiro della licenza di caccia per tutti i coinvolti nella battuta di caccia di frodo.

       

(foto L.A.C., CC)

  1. gruppodinterventogiuridico
    7 Marzo 2009 a 19:10 | #1

    ed ancora:

    da La Nuova Sardegna, 7 marzo 2009

    SANTA GIUSTA. Due bracconieri sorpresi alle pendici del monte Arci, uno fugge. Per l’altro scatta la denuncia. Caccia di frodo anche nelle oasi di Marceddì e di Capo Nieddu.

    SANTA GIUSTA. Stavano effettuando uno specifico servizio di controllo, quando sono incappati in alcuni bracconieri. Uno di questi è stato fermato, mentre il complice è riuscito a scappare e far perdere le tracce. Risultato, gli agenti del Corpo forestale hanno identificato e denunciato il cacciatore di frodo, F.D., 44 anni, di Villaurbana, che rischia non solo di pagare una ammenda salata ma anche un eventuale arresto. L’episodio è accaduto giovedì in località “Serra Gureu”, dove gli agenti della stazione forestale di Marrubiu erano impegnati in attività antibracconaggio in regione “Pirainferta”, alle pendici del Monte Arci. Ovvero, una zona ben nota per la presenza di postazioni utilizzate per l’uccellagione. Lì l’attenzione dei rangers è stata attirata da una rete, utilizzata per la cattura dei volatili, sistemata in un sentiero all’interno del bosco. «La rete, di tipo a tramaglio, viene utilizzata quale trappola per la cattura di uccelli vivi, destinati al commercio delle grive.», ha spiegato il direttore del servizio ripartimentale della forestale di Oristano, Maria Piera Giannasi, «Alla base della rete, posta tra gli alberi a ostruire un canale, c’erano due persone che stavano catturando dei volatili. Alla vista degli agenti sono scappati. Uno dei fuggiaschi è stato individuato sotto un macchione di lentischio, mentre l’altro è riuscito a far perdere le sue tracce. Dopo averlo identificato e perquisito, lo stesso ha ammesso la responsabilità nel reato di uccellagione». Gli agenti hanno quindi sequestrato la rete e denunciato il bracconiere all’autorità giudiziaria. L’uomo, come detto, rischia l’arresto fino a un anno o l’ammenda da 750 a 2000 euro. Gli stessi agenti hanno, inoltre, denunciato M.V., 38 anni, imprenditore edile di San Gavino: l’uomo è stato sorpreso a caccia all’interno dell’Oasi di protezione faunistica denominata “Stagno di Marceddì e San Giovanni”: anche lui rischia fino a sei mesi di reclusione e l’ammenda da 350 a 1500 euro. Stessa sorte anche per M. C. 40 anni, di Cabras, che è stato sorpreso a esercitare la caccia dagli agenti del Corpo forestale della stazione di Cuglieri, all’interno dell’Oasi permanente di protezione faunistica e di cattura di “Capo Nieddu”, nell’altopiano tra Santa Caterina di Pittinurri e Cuglieri.

    Elia Sanna

  2. Sandro
    4 Marzo 2009 a 10:00 | #2

    E anzichè inasprire le pene per i bracconieri, il PDL cerca di aiutarli con quel vergognoso disegno di legge Orsi di cui avete parlato. Questo dovrebbe aprire gli occhi a tutti. Saluti.

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