Cabaret edilizio.

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ragione. Ha ragione da vendere. Il suo piano per l’edilizia piace in tutta Europa. Anzi, aggiungerei, in tutto l’orbe terracqueo. Mentre si annunciano già gli arrivi di comitive di deputati e sindaci giapponesi per vedere con i propri occhi le magnifiche sorti e progressive che mattonescamente il Nostro vuol riservare al Bel Paese, da giorni sono personalmente subissato di telefonate di Angela Merkel e di Gordon Brown che, con brusche maniere, mi chiedono ragione dell’incomprensibile dura opposizione manifestata contro il piano per l’edilizia governativo….
Stefano Deliperi
P.S. "la situazione è grave, ma non è seria" (Ennio Flaiano)
da La Nuova Sardegna, 21 marzo 2009
«Il piano casa piace all’Ue». Berlusconi: molti i Paesi europei che si sono detti interessati. Venerdì il provvedimento sarà varato dal Consiglio dei ministri. Il premier ha detto che prima dell’approvazione saranno sentite le Regioni. Alessandro Cecioni
BRUXELLES. Un corpo sano aggredito da un virus, il virus americano. Silvio Berlusconi ferma Giulio Tremonti che sta parlando della crisi. «Mi è venuto un paragone: l’Italia è un corpo sano aggredito da un virus, dopo un po’ non ha più appetito, mostra affaticamento, e non c’è medico che conosca la cura, perché è un virus nuovo. Un’influenza americana. La malattia si affronta giorno dopo giorno». Ma l’Italia ha il Piano casa. «Ne ho parlato a cena e molti presidenti e capi di governo si sono detti interessati, si sono congratulati e hanno chiesto di vedere le norme». «Lunedì – ha aggiunto Berlusconi – spediremo il testo del disegno di legge e del decreto a tutte le ambasciate europee che così lo inoltreranno ai loro governi». Chi ha chiesto il provvedimento? «Il Portogallo – risponde Berlusconi – che ha un patrimonio immobiliare simile al nostro e fatto al 50% di villette mono e bifamiliari. Ma dopocena molti altri, si sono fatti avanti e mi hanno chiesto indicazioni». Il Portogallo forse dovrà aspettare lunedì 30 visto che il provvedimento andrà in consiglio dei ministri venerdì prossimo. Berlusconi, poco dopo, spiega che prima di dare il via libera al decreto legge e al disegno di legge dovranno essere sentite le Regioni (incontro già programmato per mercoledì). Anticipa che si è tenuto presente l’aspetto ecologico. Gli aumenti di superficie e di cubatura, il «20% in caso di ampliamento e il 35% in caso di demolizione e ricostruzione, saranno permessi solo in presenza di interventi ecostenibili o di recupero energetico». Per Berlusconi il futuro dell’Italia potrebbe comunque essere migliore di quello di altri Paesi dell’Unione. «In base a dati che abbiamo carpito dagli studi della Commissione da noi c’è una fiducia dei consumatori e delle imprese più alta della media europea, la nostra produzione industriale a gennaio è scesa meno di altre. Anche il dato sulla disoccupazione è migliore della media dell’Eurozona. La particolare attitudine al risparmio delle famiglie, lo stato di solidità delle banche, l’avere imprenditori molto capaci e diffusi nella popolazione in numeri che nessun altro Paese ha, fa sì che noi possiamo uscire dalla crisi meglio di molti altri Paesi europei», dice ancora Berlusconi. Il consiglio europeo dei capi di stato e di governo dei 27 è appena finito. José Manuel Barroso sta spiegando in un’altra sala i risultati ottenuti: c’è un contributo sostanzioso al Fondo monetario internazionale (75 miliardi di euro) perché possa intervenire meglio nei Paesi in crisi; c’è il raddoppio del Fondo emergenza per i Paesi dell’Est (da 25 a 50 miliardi); ci sono le misure per contrastare i paradisi fiscali e legali (ma non ci saranno black list che contengano i Paesi europei che hanno ancora il segreto bancario: Lussemburgo, Belgio e Austria). Approvati anche gli investimenti in campo energetico (4 miliardi) e per l’agricoltura (1 miliardo per la banda larga). Qui l’Italia ottiene quanto chiesto per i suoi progetti energetici (gasdotti ed elettrodotti), ma 400 milioni, non 450. Decisa anche la posizione comune che l’Europa intende avere nel prossimo G20 di Londra (2 aprile) dove spicca il rafforzamento del ruolo del Fondo monetario.
LA BOZZA DEL DECRETO. Per aumentare la cubatura, basta fare una dichiarazione.
ROMA. Aumento delle cubature fino al 35% per gli immobili destinati ad uso residenziale, se si ricorre alla bioedilizia, ad esclusione delle aree con vincolo di inedificabilità assoluta, degli immonili abuisivi e degli immobili privati situati su area demaniale. Interventi per i quali è sufficiente una denuncia di inizio attività. Questi i punti sostanziali del piano straordinario per la casa che il governo Berlusconi è pronto a varare nel Cdm del 27 marzo.
Aumenti cubatura 20%. L’ampliamento dell’unità immobiliare non può essere superiore complessivamente al 20% del volume dell’unità se destinato a uso residenziale o della superficie coperta se adibito ad uso diverso. L’unità deve essere già stata ultimata al 31 dicembre 2008, in forza di titolo abilitativo, anche in sanatoria. I volumi non possono eccedere il limite di 300 metri cubi per unità immobiliare destinata ad uso abitativo. Ci si può avvalere dell’asservimento dell’aumento volumetrico spettante ad altra unità contigua. L’altezza della della nuova fabbrica non può superare di oltre 4 metri l’altezza massima prevista dagli strumenti urbanistici.
Aumenti cubatura 35%. Qualora si utilizzino tecniche costruttive di bioedilizia o che prevedano il ricorso ad energie rinnovabili l’aumento della cubatura è del 35 per cento.
Via ai lavori con la dia. Gli interventi edilizi di ampliamento della cubatura possono essere avviati con una denuncia di inizio attività (dia), da presentare entro un anno dall’entrata in vigore della legge. Nella bozza si spiega che la presenza di tutte le condizioni previste dalla legge deve essere sottoscritta, sotto propria responsabilità, da un progettista abilitato che sottoscrive la dia.
No agli aumenti delle cubature. Gli aumenti di cubatura non possono essere attuati nelle aree su cui grava il vincolo di inedificabilità assoluta (compresi parchi o aree naturali e archeologiche), sugli immobili abusivi oggetto di ordinanza di demolizione e sugli immobili situati su area demaniale.
Immobili non vincolati nel centro storico. La denuncia di inizio attività deve essere presentata anche alla competente Soprintendenza, che può imporre entro trenta giorni ulteriori modalità costruttive con particolare riguardo al rispetto del contesto storico, architettonico e ambientale.
Cubature non cumulabili. Gli interventi di aumento della cubatura del 20% e del 35% non sono cumulabili.

Il piano del governo bocciato da Vasco Errani, presidente dell’Emilia Romagna. «È un condono preventivo». Artigiani: un impatto economico di 79 miliardi di euro. Renato Venditti
ROMA. Il messaggio che si manda al paese, con il piano casa del governo, è quello di un condono preventivo. A questo giudizio, Vasco Errani, presidente dell’Emilia Romagna e della Conferenza delle regioni, aggiunge un dubbio di costituzionalità: Berlusconi ha scelto la via rapida del decreto, mentre le regioni hanno bisogno di tempo, trattandosi – dice la presidente della regione umbra Rita Lorenzetti – di «competenza concorrente». Ci vuole «rigore e serietà», perché si mette mano a poteri regionali e comunali. Il governo ha cominciato a mandare la propria bozza del piano casa alle regioni, ma solo mercoledì prossimo ci sarà la riunione dei presidenti, dopo gli «annunci mediatici» (Lorenzetti) dei giorni scorsi. Il piano del governo ha una brutta udienza anche nelle forze di opposizione. Giovanna Melandri dice che il «fai da te» e il «piano verande» di Berlusconi si iscrivono nel primato italiano dei condoni. Tutto sarà più chiaro, dice Pierluigi Bersani, quando si passerà dall’attuale «poltiglia comunicativa» alle norme di legge. Ma intanto si può dire che aumentare del 20 per cento il volume degli immobili «sarebbe un inedito mondiale dei paesi sviluppati». Anna Finocchiaro mette in dubbio il gradimento europeo di cui parla Berlusconi: dice con ironia che «si un po’ allargato», e si chiede cosa sappiano di più in Europa di quanto non sappiano i parlamentari italiani. Ermete Realacci paragona il piano a «una bufala mediatica». Antonio Di Pietro fa un parallelo con il «lodo Alfano» e spera che non diventi legale quello che è illegale. Si può anche rivedere la legge urbanistica, ma tutto va fatto secondo le regole del gioco. Felice Belisario, capogruppo Idv al Senato, dice che da tutto viene una considerazione del parlamento «prossima allo zero». A Grazia Francescano, Verdi, la bozza Berlusconi «fa venire i brividi»; teme che il «condono preventivo» tocchi anche i centri storici delle città. Artigiani e piccole imprese di Mestre (Cgia) hanno già fatto una stima del piano predisposto da Berlusconi: dicono che il suo impatto economico dovrebbe essere di 79 miliardi di euro, spalmati in più anni. Nel calcolo ci sono gli ampliamenti delle case fino al 30 per cento e quelli consentiti fino al 20, rispetto all’attuale cubatura.

(foto S.D., archivio GrIG)




you’re a very bad boy! poor Berlusconi!
Kattivonen!