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Repubblica delle banane.

 

Vogliamo parlarne o facciamo finta che non sia successo niente? "Oggi si avvera un grande sogno: la nascita del Popolo della libertà". Con queste parole Silvio Berlusconi ha aperto il congresso del suo nuovo partito "ad personam". "La nostra – sottolinea il Cavaliere – è una rivoluzione liberale, borghese e popolare, moderata e interclassista, che colma un vuoto nella storia italiana" (vi prego di non ridere adesso, perché quello che segue è peggio!). Secondo Berlusconi, non ci sono alternative al suo esecutivo: "Siamo l’unico governo possibile oggi in Italia".  E ancora: "I sondaggi veri ci danno oggi al 43,2%, ma noi puntiamo al 51%, e possiamo riuscirci". Cos’è una minaccia?

Già l’altro giorno al congresso di scioglimento di Alleanza Nazionale tra lacrime e saluti fascisti quando è salito sul palco Enrico Ruggeri (!?) a cantare "Si può dare di più", ho avuto un brivido. Si sono già presi tutto, come sarebbe a dire "si può dare di più"?

Ci hanno lasciato con le pezze al culo, che vogliono ancora da noi. Il culo? 

L’unica speranza sta a sinistra. Nel senso che anche Veltroni aveva provato a creare un grande partito democratico e di governo e sappiamo come è andata a finire. Che anche questo sia l’inizio della fine? 

Chissà? Certo è che Berlusconi ha messo su proprio una bella squadra di governo. Pittoresca e scoppiettante come lui. Non passa giorno che qualcuno dei nostri Ministri della Repubblica se ne esca con qualche baggianata spaziale. Per emulare il capo giocano a chi la spara più grossa salvo poi fare marcia indietro o accusare i media di aver interpretato male le loro parole.

Ma li avete visti bene questi signori? Vi siete mai soffermati ad osservarli attentamente? Tutti presuntuosi e con delle faccette dispettose da trolls perennemente incazzati con il mondo. A cominciare da Giulio Tremonti, con quel visino da primo della classe, che non ti vuole passare il compito: "Si, la so la soluzione, ma col cavolo che te la passo!". E’ un genio incompreso. Per la crisi della Fiat ha annunciato solenne: "Sulla Fiat, sono pronto a fare la mia parte". Risposta via fax da Torino: "No, per carità, che già siamo conciati male!".

Roberto Maroni, Ministro dell’Interno. E’ perfino patetico questo suo accanimento contro gli extracomunitari. Vuol tenere i bianchi separati da quelli di colore. Diciamolo: non è un ministro, è una lavatrice!

Ignazio La Russa, Ministro della Difesa. E’ il primo ministro italiano entrato nel libro dei primati. Non il Guinness, quell’altro, quello di Darwin.

Claudio Scajola, Ministro per lo Sviluppo Economico. Sembra una malattia della pelle: "Che cos’hai, perché ti gratti?", "Ho la Scajola". Una volta mi piacerebbe entrare nella sua testa per provare la sensazione del vuoto assoluto. Fa danni anche da fermo.

Mariastella Gelmini, Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca. Dice di voler combattere contro la diffusione della droga nelle scuole e poi fa una riforma scolastica che gli insegnanti potranno sopportare solo con l’ecstasy! Non è un Ministro: è l’idea che una parrucchiera ha di un ministro. In questi giorni sta promuovendo una legge per limitare la fuga dei cervelli all’estero. Troppo tardi: il suo se n’è già andato da tempo!

Altero Matteoli, Ministro delle Infrastrutture e Trasporti. L’esempio lampante che malgrado i progressi  della scienza l’intelligenza artificiale non potrà mai riempire il vuoto mentale naturale.

Stefania Prestigiacomo, Ministro dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare. Ha sempre l’espressione stizzita di una cameriera a cui non hanno dato la mancia. Si vanta, giustamente, di essere "venuta su dal nulla" e quando parla fa di tutto per dimostrare che ci è rimasta.

Angelino Alfano, Ministro della Giustizia. La sua nomina ha suscitato perplessità e critiche, spesso del tutto infondate. Alfano è infatti un uomo colto… anche se mai sul fatto.

Giorgia Meloni, Ministro della Gioventù. E’ il Ministro più giovane della storia repubblicana. Ma ha già capito tutto e per non sbagliare apre bocca solo quando non ha niente da dire. Farà una bella carriera.

Sandro Bondi, Ministero dei Beni e Attività Culturali. E’ un uomo assolutamente privo di convinzioni. Ma le difende sempre con passione. Il suo guaio è che spesso non si ricorda più come la pensa, così si adatta al pensiero del padrone.  

Umberto Bossi, Ministro alle Riforme Istituzionali. Una delle poche persone al mondo in grado di far fare bella figura anche ai celenterati. E’ stato messo al governo perché, al confronto, gli altri ministri sembrino sani di mente. Spesso ha dei pensieri che neanche lui condivide.               

Gianfranco Rotondi, Ministro per l’Attuazione del Programma di Governo. Uno che fa errori di grammatica anche quando pensa. Ha talmente pochi ammiratori che quando ne incontra uno si fa fare un autografo.

Roberto Calderoli, Ministro della Semplificazione Normativa. Quando Dio ha distribuito i cervelli deve averlo scambiato per un cactus! E’ una speranza per tutti. La gente lo guarda e pensa: "Se ce l’ha fatta quello lì ce la posso fare anch’io".

Mara Carfagna, Ministro delle Pari Opportunità. La dimostrazione che un bel culo non basta a fare carriera se non c’è qualcuno che lo spinge avanti!

Elio Vito, Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Ha sempre l’espressione stupita di uno che è entrato per sbaglio nel gabinetto delle donne!  

Renato Brunetta, Ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione. Ha fatto incazzare tutti i dipendenti pubblici definendoli "fannulloni". Generalizza un po’ troppo, ma nel suo piccolo ogni tanto ci azzecca. Bonsai.

Franco Frattini, Ministro degli Affari Esteri. Sembra che abbia un bastone perennemente infilato nel culo. La qual cosa non gli consente di sorridere. E vorrei ben vedere!

Maurizio Sacconi, Ministro del Lavoro Salute e Politiche sociali. Da quando si occupa della Sanità soffre d’insonnia. Così ogni notte prende dei lassativi. Non dorme lo stesso, però almeno ha qualcosa da fare.

Oltre a loro, una marea di sottosegretari si muovono nel sottobosco di governo. Ne cito uno per tutti: Guido Bertolaso, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Si occupa di tutte le emergenze possibili e immaginabili. Dalla monnezza al G8 alle aree archeologiche. Quando capita una disgrazia chiamano lui e le agenzie di pompe funebri. Probabilmente porta pure sfiga. Ho saputo di gatti neri che quando lo incontrano per strada si toccano le palle!

Ma il migliore rimane sempre lui: il Signore dei Tranelli, colui che non potendo tenere a freno la lingua a causa di un malefico incantesimo effettuato da una cattiva strega comunista, moltiplica facezie, dichiarazioni mordaci ed affermazioni deliranti ad ogni passo. Così dopo i primi mesi di aspettativa, la stampa estera ha ricominciato a prenderci per il culo e siamo diventati lo zimbello d’Europa.

Ricordo che prima di morire, l’avvocato Agnelli difese Berlusconi. "Questi giornali stranieri devono smetterla di trattarci come fossimo una repubblica delle banane", disse. Aveva ragione, ma non ha vissuto abbastanza per rendersi conto della certificazione ufficiale: siamo per davvero una repubblica delle banane. Purtroppo è morto il miliardario sbagliato.

Bruno Caria

Amici della Terra

 

P.S.: Su You Tube ho scovato il videoclip del nuovo inno del Popolo della Libertà! Accendete gli altoparlanti del computer e cliccate questo url: www.youtube.com/watch?v=QBniTvkmCf8. Non ve ne pentirete. 

 

(immagine da mailing list sociale con aggiornamento B.C.)

 

 

  1. Titti
    29 Marzo 2009 a 13:49 | #1

    Bisognerebbe trovare un uomo che dimenticasse falsi programmi,che non facesse false promesse ma ci dicesse semplicemente,come in una canzone,”Io berrò il veleno che trabocca…. anche se dovessi camminare attraverso la valle della morte io sarò la tua salvezza nonostante la tempesta che ci sovrasta.FOR YOU.”Forse già Diogene col suo lanterninolo cercava tanto tempo fa.E’giusto criticare i nostri lacchè(????) ma quante volte ,nel nostro piccolo,facciamo una cosa FOR YOU e non For Me?Titti P.S.Incomincio io ringraziandovi per la pazienza(non sempre si trovano le parole giuste ma qualsiasi parola è da preferire al silenzio)e augurandovi di trovare nell’uovo di Pasqua una duna incontaminata,un albero non tagliato,un animale non ucciso,un’umanità sorridente…. Se trovate un po’ d’ottimismo,potete anche regalarlo,tanto non è il mio.

  2. paolo
    28 Marzo 2009 a 21:30 | #2

    c’è una N di troppo ne “la compagnia dell’anno”

  3. Radio Londra
    28 Marzo 2009 a 20:17 | #3

    Il povero Abdul ha problemi di sopravvivenza ma è un bambino molto assennato, diligente e bravissimo a scuola.

    E’ ormai a buon punto con la prima necessaria fase di alfabetizzazione e se la cava molto bene nelle materie scientifiche per le quali è portato, però anche con la storia, con la geografia, le lingue e la grammatica.

    Siccome è un curioso, rovista da tutte le parti per accrescere la propria conoscenza ed è incappato in questo filmatico pedagogico, forse eccessivo per la sua cultura di base. Ne è rimasto positivamente colpito e ritiene che, studiandolo a memoria, potrebbe diventare molto migliore. Cosa consigliamo al nostro simpatico Abdul?

    http://www.youtube.com/watch?v=zrKKT-Y531I

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