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Sberle ai bracconieri!

 

Ancora operazioni anti-bracconaggio, questa volta ad opera del Corpo forestale e di vigilanza ambientale.  Sui monti dei Sette Fratelli, a Sinnai (CA) due cacciatori di frodo di (A.C., 69 anni, di Burcei, e E.Z., 62 anni, di Sinnai) sono stati fermati e denunciati per trappole per ungulati e per avifauna.  Nell’Oristanese altri tre bracconieri sono stati denunciati nel Monte Arci (Villaurbana), a Marceddì – San Giovanni (Terralba) e a Capo Nieddu (Cuglieri).  Viene, poi, sempre più sfatato il falso mito, tanto caro alle associazioni venatorie, dell’assenza di bracconieri fra i veri cacciatori.  I Carabinieri dello Squadrone eliportato Cacciatori di Sardegna e della Stazione di Berchidda hanno arrestato ai primi del marzo 2009 un cacciatore (Marco Appeddu, 44 anni, di Berchidda) e denunciato altri tre in procinto di effettuare una battuta di caccia al cinghiale a Sos Nariles (Oschiri). Sequestrate armi, anche non denunciate.   Evidentemente, le pessime abitudini dei cacciatori-bracconieri non sono cambiate. Incessanti, le operazioni di repressione del bracconaggio.      Nel gennaio scorso un bracconiere di Teulada (A.C., 23 anni) era stato denunciato dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale per caccia notturna ed in periodo di silenzio venatorio nei boschi di Domus de Maria (CA), mentre un altro bracconiere, questa volta di Santa Giusta (M.M., 27 anni) veniva denunciato sempre dal Corpo forestale per analogo reato durante una battuta notturna di caccia al cinghiale sul Monte Arci, in territorio di Marrubiu (OR). Altre denunce da parte del Corpo forestale e di vigilanza ambientale per caccia e pesca proibite nel nuorese: a Bolotana, a Dorgali, a Lodè ed a Capo Coda Cavallo (San Teodoro). A dicembre 2008 un bracconiere denunciato (P.D., 33 anni, di Orosei), tre cinghiali abbattuti recuperati, un fucile con la matricola abrasa sequestrato e alcune compagnie di caccia controllate perché probabilmente in zona vietata era il bilancio di un’operazione condotta dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale – Ispettorato Ripartimentale di Nuoro.  Sempre a dicembre 2008, la Polizia di Stato aveva denunciato un bracconiere nuorese estremamente fantasioso, sequestrandogli le armi ed il fuoristrada: sul Monte Ortobene avrebbe sparato ad un cinghiale perché gli sbarrava la strada.  A metà novembre 2008 era stata la volta di un bracconiere denunciato dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale sulla costa di Scivu (Arbus, VS), dove aveva abbattuto illecitamente circa 80 storni. Non aveva il permesso di caccia, era giorno di silenzio venatorio e la specie non è cacciabile (vds. L’Unione Sarda, 10 novembre 2008).  Ed ancora, nel novembre 2008: altri due bracconieri (M.B., di 49 anni, e P.P., di 59 anni, ambedue di Carbonia) denunciati a Gonnesa per caccia vietata con il furetto e (uno) anche senza il porto d’armi. A Golfo Aranci, invece, erano state scoperte varie trappole per ungulati, ma dei bracconieri nessuna traccia.  Era stata anche la Compagnia dei Barracelli di Arzachena (OT) ad agire: un bracconiere campidanese denunciato per l’uso di cavetti di acciaio per catturare illecitamente cinghiali. Nell’ottobre 2008 fa il Corpo forestale e di vigilanza ambientale aveva sorpreso quattro bracconieri a Siniscola (NU) per aver ucciso un cinghiale in periodo di divieto ed erano stati arrestati due bracconieri di Sinnai (CA). Nel settembre 2008 era stata la volta di unoperazione contro i bracconieri di is Cuaddeddus, i Cavallini della GiaraDenunciato un bracconiere-pensionato. Con tutti i problemi per l’approvvigionamento idrico, le epidemie degli anni scorsi, la concorrenza alimentare del bestiame domestico, ci mancava soltanto il bracconaggio. Ed ancora erano stati beccati un operaio-bracconiere e un imprenditore-bracconiere, segno che il bracconaggio ha eliminato le differenze di classe, un tempo (forse) esistenti. Ribadiamo il nostro pieno appoggio al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ai Carabinieri, alla Polizia di Stato, a tutte le forze di polizia che conducono una quotidiana attività investigativa ed operativa contro il bracconaggio. Non c’è nulla di romantico in questo bracconaggio su scala industriale. E’ un reato e basta.

Lega per l’Abolizione della Caccia, Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

da http://www.sardegnaambiente.it/corpoforestale/, 26 marzo 2009

Sinnai (Ca): fermati due cacciatori di frodo.

Gli Agenti e Sottufficiali del Corpo forestale hanno sorpreso e bloccato due cacciatori di frodo, A. C. di 69 anni di Burcei e E. Z., 62 anni di Sinnai, mentre piazzavano cavetti d’acciaio per la cattura di grosse prede, in particolare cinghiali e cervi che abbondano nei monti dei Sette Fratelli.  L’operazione, partita nei giorni scorsi in seguito al ritrovamento di altre trappole, è proseguita con una perquisizione nelle loro abitazioni dove sono state scoperte e sottoposte a sequestro 1500 trappole di diversa fattura destinate a selvaggina minuta e grosse prede, un fucile, cartucce, porzioni di cinghiali e uccellini già pronti per il commercio illegale. I due soggetti già conosciuti ai Forestali per precedenti specifici sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per il reato di esercizio di caccia con mezzi non consentiti e rischiano una condanna fino ad un anno di reclusione e una ammenda sino a 200 euro.  L’operazione si inquadra in una intensificazione della attività di controllo da parte del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale a tutela della fauna selvatica.

 

9 marzo 2009

Attività antibracconaggio in provincia di Oristano.

Il personale della stazione forestale di Marrubiu, durante un servizio antibracconaggio nella località Serra Gureu, alle pendici del Monte Arci, ha identificato e denunciato F. D. di Villaurbana per il reato di uccellagione. Gli investigatori del Corpo, mentre perlustravano un sentiero della zona, all’interno del bosco, avevano scoperto un’imponente rete a tramaglio, tipico mezzo utilizzato per la cattura degli uccelli destinati al mercato illegale delle grive. Vicino alla rete, installata tra gli alberi a ostruire un canale, si trovavano due uomini affaccendati nella cattura dei volatili. I due alla vista della polizia forestale si davano precipitosamente alla fuga. Uno dei bracconieri veniva ritrovato nascosto sotto un macchione di lentisco, mentre l’altro riusciva a far perdere le tracce. Dopo aver disarmato la rete i Forestali hanno recuperato e sequestrato il corpo di reato.  F.D., identificato e perquisito, ha ammesso le sue responsabilità ed è stato denunciato all’autorità giudiziaria per il reato di uccellagione. Per tale violazione, punita ai sensi dell’art. 30 della Legge Nazionale sulla caccia, rischia l’arresto fino ad un anno o l’ammenda da 750 a 2000 euro.  Sempre nell’ambito di attività svolta a tutela della fauna il personale della stazione forestale di Marrubiu, ha denunciato M.V., imprenditore edile di San Gavino, sorpreso ad esercitare la caccia all’interno dell’oasi di protezione faunistica, Stagno di Marceddì e San Giovanni, in agro di Terralba. Tale violazione è punibile con la reclusione fino a sei mesi e con l’ammenda da 350 a 1500 euro.  Per la medesima violazione è stato denunciato anche M.C. di Cabras, sorpreso ad esercitare la caccia dal personale della Stazione forestale di Cuglieri, all’interno dell’Oasi permanente di protezione faunistica e di cattura Capo Nieddu in agro di Cuglieri.

 

(foto L.A.C.)

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