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Ancora deserte le gare per alcuni siti minerari dismessi.

     

 

Dopo gli ulteriori bandi per la vendita di immobili e contestuale riqualificazione e trasformazione a fini turistici nelle aree minerarie dismesse sono andate deserte anche le gare a procedura negoziata.  La scadenza prevista era il 27 marzo 2009 (ore 13.00).   Migliore fortuna hanno avuto procedure selettive per alienazioni e locazioni di aree e immobili di contenute dimensioni nella zona di Montevecchio, seppure comprendenti siti di notevole rilievo ed interesse paesaggistico (es. Miniera Telle, Villaggio Righi, ecc.).  La scadenza prevista, in questi casi, era l’8 ottobre 2008.  

Come avvenuto in occasione di precedenti bandi, però, appare un futuro ancora non definito ed incerto per molte aree minerarie dismesse.   Anche per ragioni economiche e temporali.  Ricordiamo che, con la deliberazione n. 18/30 del 26 marzo 2008, la Giunta regionale aveva approvato gli indirizzi per la predisposizione dei  bandi di gara per l’affitto e/o la vendita, la riqualificazione e la trasformazione di cespiti immobiliari siti in ambiti di particolare interesse paesaggistico di proprietà della società IGEA s.p.a. nelle località Planu Sartu e Laveria Malfidano (Buggeru), in località Villaggio Normann (Gonnesa), della società Palmas Cave s.r.l. in liquidazione in località Su monti de su Sennori (S. Antioco), della società Seamag s.r.l. in liquidazione in località Ponti (S. Antioco) e della società Carbosulcis s.p.a. in località Seruci (Gonnesa).  

In precedenza, con ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3640 del 15 gennaio 2008, il Presidente della Regione Renato Soru era stato nominato Commissario governativo per le bonifiche ambientali delle aree minerarie dismesse del Sulcis-Iglesiente e del Guspinese. Fra i primi provvedimenti commissariali c’è stata l’approvazione del primo programma di interventi, con l’ordinanza commissariale n. 2 del 22 febbraio 2008

Auspichiamo che gli eventi passati siano utili per prospettive future migliori.  Ribadiamo ancora che è preferibile una politica dei piccoli passi (e gli ultimi bandi emessi sembrano andare verso questa direzione), così come è fondamentale verificare caso per caso quale possa essere la prospettiva più opportuna per il singolo sito minerario dimesso: non è detto che la locazione o la vendita siano sempre la scelta migliore, spesso è opportuno concentrare la ricettività nei paesi ed attrezzare per la visita i siti di archeologia mineraria. E’ fondamentale aprire alla visita le testimonianze di archeologia mineraria del patrimonio più importante d’Europa poco alla volta, una volta bonificate e messe in sicurezza.  Affidandone la gestione a soggetti imprenditoriali e associativi locali con il coordinamento e la vigilanza di quel Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna che altrimenti avrebbe poco senso.  Ora l’importanza delle aree di archeologia mineraria sarde appare ancor più rilevante in raffronto alle altre anche grazie all’importante portale www.retidelparco.it.   Gridano vendetta i tanti beni di archeologia mineraria restaurati e resi fruibili, ma tuttora troppo spesso chiusi o aperti solo sporadicamente: da Porto Flavia (Masua) alla Galleria Henry (Buggerru), dal Pozzo Gal (Ingurtosu) al Pozzo Amsicora

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

(elaborazione immagine GrIG, foto S.D., archivio GrIG)

  1. mmc
    8 Aprile 2009 a 8:46 | #1

    Sono veramente soddisfatto per quanto accaduto.

    Ora sarà importante procedere ad evitare ulteriore defrazionamento e perseguire l’obiettivo di conservazione inattiva dei siti, favorendone la fruizione per fini turistico didattici.

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