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Dorgali, vallata di Oddoene. Abusi civici.

 

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nuoro ed il Corpo forestale e di vigilanza ambientale indagano su un clamoroso caso di abusivismo edilizio sul demanio civico di Dorgali (NU), nella vallata di Oddoene.   Circa 400 edifici in mano a privati su circa 700 ettari di aree tutelate con vincolo di uso civico.   Sembra che la vicenda vada avanti fin dal 1946 quando il Comune diede in "concessione" la vallata di Oddoene a residenti dorgalesi a prezzo simbolico.   Da allora hanno ritenuto d’esserne proprietari, tanto da averne alienato diversi appezzamenti a stranieri, in particolare svizzeri e tedeschi.   Il Comune in tutti questi anni s’è ovviamente ben guardato dal fare nulla di serio e risolutivo.  La Regione autonoma della Sardegna non ha svolto il benché minimo controllo.  Ed ora l’attuale sindaco di Dorgali Tonino Testone minimizza.  Mentre, qualche tempo fa, la sua collega di Austis (NU) ha affrontato decisamente gli interventi abusivi.  Gli usi civici sono imprescrittibili, inusucapibili, inalienabili: sono un patrimonio della collettività e non possono esser regalati a chicchessìa.   Ora se ne occuperà giustamente la Magistratura.   E non è certo l’unico caso nel nuorese, ad Orosei è stata posta sotto sequestro penale nel novembre 2008, mentre su diversi altri casi giungono segnalazioni finora incomplete.  In più occasioni, nel corso degli ultimi anni, in Consiglio regionale sono approdate e – grazie  anche ad una durissima opposizione delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico – sono anche affondate varie proposte di legge che puntavano a sanatorie generalizzate di abusi edilizi ed occupazioni illegittime su demani civici.  Sarebbe ora che Regione autonoma della Sardegna e Comuni gestissero correttamente un patrimonio che interessa ben il 15 % dell’Isola e numerose aree di importantissimo valore naturalistico ed ambientale. Altrimenti la parola passa giustamente alla Magistratura.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

 

da L’Unione Sarda, 4 aprile 2009

Dorgali. La Procura di Nuoro indaga sulla regolarità delle costruzioni private nella valle di proprietà del Comune. Quattrocento edifici finiscono nel mirino della Forestale.  I settecento ettari di Oddoene vennero affidati dal Comune ai cittadini nel 1946. I dorgalesi trasformarono la valle in un giardino. «Qui c’è una situazione pacifica da sessant’anni», avverte il sindaco.  Piera Serusi

DORGALI. I rangers della Forestale sono piombati in Municipio la scorsa settimana. Prego, tutto l’incartamento su terreni e case di Oddoene . La Procura di Nuoro ha aperto un’inchiesta, capitolo abusi edilizi, affidando gli accertamenti direttamente all’Ispettorato provinciale che sta raccogliendo la documentazione. E adesso, almeno 400 edifici sono finiti sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti.
LA STORIA. Al Comune di Dorgali, potete capire, sono cascati dalla seggiola: concessioni edilizie, autorizzazioni per miglioramenti fondiari, bolli e marche varie, riguardano la posizione di quasi mille cittadini, tutti quelli che – nella valle coltivata come un giardino – possiedono un campo e una casetta o una villa, chi anche da tre generazioni. Proprietà solo fittizie, in punto di diritto, poiché i settecento ettari di Oddoene – gravati peraltro da usi civici – rientrano nel patrimonio comunale. Il fatto, però, è che fin dal 1946 – quando cioè l’amministrazione locale diede in concessione le terre a centinaia di affittuari a un prezzo simbolico – i dorgalesi si sono comportati come proprietari e, d’altro canto, il Comune stesso per decenni ha agito trattandoli come tali. Ora che la Procura ci ha buttato l’occhio, non è che qualche casa rischia di finire sotto la ruspa?
ABUSIVI? MA PER CARITÀ. Al primo piano del Municipio, il sindaco Tonino Testone, che dapprima fa il barbaricino negando la notizia dell’intervento della Forestale, si concede un motto di stizza, fende con una mano a coltello l’aria della sala giunta, e avverte: qui non si passa. «A Oddoene c’è una situazione pacifica da sessant’anni e lì hanno la terra sette dorgalesi su dieci. Quella valle – spiega il primo cittadino – è stata curata con amore e trasformata in un giardino di vigneti e oliveti. Le case? Le posso dire che almeno il 90 per cento degli edifici è stato costruito dietro una regolare licenza edilizia». Licenza edilizia per costruire sulla terra comunale? «Senta, intanto fino a metà anni Sessanta la concessione neanche serviva, quindi già due terzi degli edifici dovrebbero essere fuori; quanto agli altri, si è costruito con regolari autorizzazioni fino agli inizi degli anni Novanta. Poi le concessioni non sono state più date».
IL CAMBIO DI ROTTA. Tutto è cambiato quando a Dorgali cominciarono ad arrivare gli svizzeri e i tedeschi che si innamorarono della valle e iniziarono a comprare le terre. Passavano in Municipio per fare domanda di concessione edilizia e si sentivano rispondere: no, guardi, lì non si può costruire perché il fondo è del Comune. Capite che, davanti a una cosa simile, la precisione elvetica può trasformarsi in arrabbiatura latina. Metti questa variabile; metti le domande di contributi per danni da alluvione negate «perché il richiedente non è titolare del diritto di proprietà», metti pure le richieste di contributi per miglioramenti fondiari respinte per lo stesso motivo – alla fine la vita nella valle di Oddoene si è fatta dura per tutti.
LA SOLUZIONE. «La cosa incredibile è che prima d’ora i dorgalesi hanno sempre avuto i finanziamenti per migliorare gli uliveti e le vigne – avverte il sindaco Tonino Testone – e adesso si sentono dire che non possono avere più niente perché non sono proprietari». L’amministrazione ha così trovato una soluzione, una specie di sanatoria che dovrebbe valere pure per le case. «Risolviamo con la riserva d’esercizio, ovvero – spiega il primo cittadino – un contratto che dà al singolo la titolarità del terreno per dieci anni, rinnovabili per altri dieci. Che si fa dopo? Una soluzione la troveremo». L’iter non è semplice: ogni singola situazione passa al vaglio del consiglio comunale e poi dell’Argea, l’agenzia regionale per la gestione e l’erogazione degli aiuti in agricoltura. Cento domande sono già passate all’esame dell’assemblea, che nei prossimi giorni ne vedrà altre quindici. Un sola, per il momento, ha superato tutti gli sbarramenti. E intanto, gli uomini della Forestale studiano le carte per conto della Procura.

 

da L’Unione Sarda, 8 aprile 2009

Dorgali. Oddoene, il Comune corre ai ripari. Dorgali. Autorizzati altri 15 contratti ventennali per la valle vincolata dagli usi civici. Nuove soluzioni-tampone dopo l’inchiesta sugli abusi edilizi.  Piera Serusi

Dibattito in Consiglio comunale dopo le verifiche a tappeto della Forestale su 700 ettari di terre pubbliche affidate nel 1946 a quattrocento famiglie che comunque non possono vantare la proprietà. Dopo tre ore sfiancanti dedicate all’esame del bilancio, ieri alle 21,30 il Consiglio comunale di Dorgali ha dato il via libera ad alcuni contratti-salvagente per la valle di Oddoene. Quindici "riserve di esercizio" approvate da maggioranza e opposizione, contratti che, come ha spiegato nei giorni scorsi il sindaco, Tonino Testone, «trasferiscono la titolarità della terra comunale ai cittadini per dieci anni, rinnovabili per un altro decennio».
ESCAMOTAGE. Una soluzione-ponte, praticamente una sanatoria con la quale via-via (sono cento le posizioni già vagliate dall’assemblea civica), vengono temporaneamente regolarizzate le singole situazioni dopo l’inchiesta avviata dalla procura della Repubblica del tribunale di Nuoro per abusi edilizi nella valle di Oddoene. Un’indagine esplosiva affidata all’Ispettorato forestale: da sabato scorso decine di ranger regionali col mappale in mano hanno invaso la valle, passando fondo per fondo, casa per casa, raccogliendo dati e scattando fotografie. Il punto è che i 700 ettari di Oddoene che nel 1946 vennero affidati a 400 famiglie, oggi risultano – tra atti di vendita ed eredità – divisi in mille appezzamenti, come fosse roba di proprietà.
CONSUETUDINE. Tutto pacifico anche per il Comune che, pur essendo proprietario di queste terre, ha concesso le licenze anche a chi voleva metter su casa ad Oddoene fino agli inizi degli anni Novanta, quando in Municipio qualcuno fece notare che la valle era gravata oltretutto da usi civici: stop alle concessioni edilizie, peccato che però qualcuno ha costruito comunque, tanto che sarebbero secondo le prime grossolane stime almeno 400 i locali nel mirino della Procura.
IN CONSIGLIO. «Il 90 per cento delle costruzioni sono regolari», ha garantito Tonino Testone. Ora, mentre va avanti l’inchiesta e gli uomini della Forestale per molti giorni continueranno a battere palmo a palmo la valle, il Comune lancia il salvagente, sperando che le "riserve di esercizio", arrivate ieri a quota cento frenino almeno le tensioni perché un dorgalese su dieci ha interessi a Oddoene.
FIATO SOSPESO. La minoranza, tra cui il consigliere di An Gian Michele Nonne ha chiesto conto alla Giunta dei passi compiuti per districare la matassa. Il sindaco e gli assessori, al di là della soluzione temporanea ventennale, hanno ribadito che avvocati e giuristi sono al lavoro. L’ultima parola però, oltre che ai magistrati, spetta a Regione e al suo commissariato per gli usi civici.

 

da La Nuova Sardegna, 8 aprile 2009

Continua l’indagine della Forestale nei terreni gravati da usi civici. Oddoene, tutto è iniziato in Svizzera.  L’inchiesta sui presunti abusi è partita dalla Procura elvetica.  Nino Muggianu

DORGALI. Potrebbe essere partita a seguito di una richiesta da parte della Svizzera l’inchiesta della procura di Nuoro sui presunti abusi nella vallata di Oddoene sui terreni comunali gravati da usi civici. Sono tanti i cittadini elvetici infatti che lì hanno acquistato i terreni e costruito casa. E dopo si sono resi conto di non essere proprietari delle stesse. E parallela pare sia partita anche una inchiesta per individuare la falla che ha permesso la fuga di notizie sul blitz. Intervento degli uomini della Forestale che non hanno fatto altro che mettere in atto gli ordini ricevuti, tra l’altro usando modi e toni soft e non certo vessatori nei confronti di agricoltori che per generazioni hanno per davvero lavorato la terra investendo il frutto del lavoro di una vita. Intanto, continua senza sosta, domenica delle palme compresa, l’attività dei ranger nel regno del vitigno cannonau, che stanno setacciando l’agro alla caccia di abusi di ogni natura. Ricerche che pare abbiano già portato ai primi provvedimenti con i sigilli messi a qualche azienda ma è opinione generale che tutto si risolverà con qualche giusto provvedimento. Comunque niente che possa essere rapportato all’imponente spiegamento di forze che visto da fuori mette in luce Dorgali come la peggior realtà di malagestione delle terre pubbliche: ma così non è. I controlli con decine forestali vengono effettuati dove le terre pubbliche, non si può negare, sono in possesso di quasi tutta la cittadinanza e sono migliorate. Oliveti, vigneti, frutteti e orti sono amorevolmente curati dalla locale comunità dorgalese e svizzera e costituiscono un esempio di paesaggio agrario additato in tutta l’isola e non solo. Un rimedio alla situazione che si è creata in circa sessant’anni con la "complicità" della Regione Sardegna e dei vari assessorati nonché delle varie amministrazioni che si sono susseguite a Dorgali è quello di richiedere al comune la riserva di esercizio. Si può fare immediatamente visto che l’attuale amministrazione ha provveduto per tempo ad approvare il piano di valorizzazione delle terre civiche e a creare i presupposti per perfezionare i contratti d’uso. Pertanto, è bene che tutti i gestori di terre a Oddoene rispondano positivamente ai vari appelli lanciati dal comune di Dorgali affinché facciano la domanda della riserva di esercizio decennale e procedano a firmare il relativo contratto d’uso. Contrariamente per questi fruitori che non intendono fare domanda persisterà una situazione di illegittimità che potrà essere perseguita in qualsiasi momento dalle autorità preposte.

(foto S.D., archivio GrIG)

 

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  1. tortillai
    13 Gennaio 2012 a 18:16 | #1

    E….. ca pro tue si lu mereschet de prus Arzachena, Santu Tiadori o Budune inue nch’ant frabicadu fintzas in pedras de mare. Gratzias a Deus in Durgali isdescheros che a custos non bi nd’at. Daeti a coro ca sa costa fabricada est solu unu chilometru ma proa a medire cantu est in ateros logos.

    @Dorgalese

  2. 13 Aprile 2011 a 16:22 | #2

    da La Nuova Sardegna, 13 aprile 2011
    Abusi edilizi a Oddoene, raffica di avvisi di garanzia dopo il blitz della Forestale. Dorgali, decine di carte esaminate dalla Procura I terreni nel mirino sono gravati da usi civici.

    DORGALI. Raffica di avvisi di garanzia per i presunti abusi edilizi e per l’occupazione di suolo pubblico che erano stati segnalati nel 2008 dal Corpo forestale e di vigilanza Ambientale nella valle di Oddoene. I provvedimenti sono stati accolti con preoccupazione dagli interessati che si aspettavano che le cose andassero in altro modo, ovvero con segnalazioni di tipo amministrativo.
    Niente segnalazioni amministrative, pare, almeno per ora, né al proprietario né al Comune. È invece arrivato l’avviso di garanzia. Ai detentori di terreni gravati da uso civico viene comunicato l’avvio di una procedura penale nella Procura di Nuoro. Questo dopo che la Forestale ha inoltrato gli incartamenti che riportano l’entità dei presunti abusi. La vallata di Oddoene, dopo l’entrata in vigore della legge regionale 8 del 2004, essendo gravata da uso civico, è da allora vincolata dal punto di vista paesaggistico. Quindi ai proprietari si contesta prima di tutto l’abuso edilizio. Quando manca la riserva di esercizio, ovvero il contratto d’uso decennale concesso dal consiglio comunale, la detenzione di un terreno coltivato viene considerata addirittura occupazione abusiva di suolo pubblico gravato da uso civico.
    Alcuni titolari di terreno mettono comunque le mani avanti. A loro avviso non sarebbe stato considerato «che prima del 2001 non c’era vincolo paesaggistico» e quindi sarebbe «discutibile pensare che la detenzione di un terreno a Oddoene desse allora seguito a un abuso penale. Occorrerà comunque aspettare il giudice per vedere se è dello stesso avviso degli inquirenti. Nessuno può contestare la mancanza di buona fede al detentore di un terreno coltivato nella Valle di Oddoene gravata da usi civici».
    «Gli usi civici – proseguono – sono stati accertati nel 2001 prima della forma attuale d’uso, la riserva di esercizio decennale. Esisteva un’altra forma giuridica d’uso di queste terre che discendeva dalla legge 1766 sugli usi civici del 1926, e cioè l’enfiteusi, una sorta di affitto e riscatto contestuale mediante il quale nel tempo, mano mano che si pagava il canone, il concessionario di terre pubbliche diventava proprietario».

  3. 29 Marzo 2011 a 15:07 | #3

    da La Nuova Sardegna, 29 marzo 2011
    Dorgali. Accolta la proposta dell’assessore. Usi civici, il consiglio declassa Oddoene.

    DORGALI. L’atteso declassazione degli usi civici almeno di una parte della vallata di Oddoene è stata decisa nel consiglio comunale di venerdì. L’assessore all’agricoltura Salvatore Mele ha proposto la declassazione degli usi civici per le aree interessate dai contratti di vendita antecedenti al 1985 secondo l’articolo 18 della legge regionale 12 del 1995. Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale il proposito era di procedere alla sclassificazione di tutta la vallata di Oddoene. «Per il momento – chiarisce Mele – l’Argea, l’ente regionale che si occupa di queste cose ha dato il parere favorevole solo per i terreni acquistati dal Comune da parte degli enfiteuti. Gli atti notarili di vendita prevalentemente risalgono al 1966. L’Argea ritiene che questo possa essere fatto perché gli atti sono antecedenti all’entrata in vigore della dellanorma paesaggistica che è il principale ostacolo alla privatizzazione delle terre gravate da uso civico. La prima norma urbanistica infatti risale al 1985 con la legge Galasso, la 431 del 1985». I contratti sono circa una ventina. Con questa procedura si potrà procedere alla privatizzazione di una superficie di oltre 200 ettari nella vallata di Oddoene e Filine. Nella riunione del consiglio l’assessore Mele ha proposto l’approvazione dello stralcio funzionale della zona B di Risanamento di Murisinu nella parte ovest dell’abitato a ridosso della circonvallazione di viale Fermi. Interessati una decina di lottisti che hanno presentato al Comune la proposta di stralcio. «Il Comune – dice Mele – nel frattempo ha acquisito un’area da un privato, il cui spostamento ha reso possibile un’alternativa al vecchio piano». (n.mugg.)

  4. gruppodinterventogiuridico
    28 Aprile 2009 a 16:05 | #4

    da La Nuova Sardegna, 28 aprile 2009

    Il caso. Si cercano le soluzioni giuridiche ai presunti abusi. Oddoene, i lottisti al contrattacco. Riunione a porte chiuse con amministratori e avvocati. (Nino Muggianu)

    DORGALI. Mentre continua, ma ormai è quasi agli sgoccioli l’attività di controllo alla ricerca di eventuali abusi, da parte degli uomini della guardia forestale in tutta la vallata di Oddoene, venerdì scorso nella sala della cantina sociale si è tenuta una riunione a porte chiuse dei lottisti di Oddoene. Incontro al quale erano presenti non meno di 300 persone e in rappresentanza dell’amministrazione comunale, il sindaco, Tonino Testone, l’assessore all’agricoltura Salvatore Mele, l’assessore ai lavori pubblici, Antonietta Fancello Chirone. Erano presenti anche gli assessori al turismo Francesco Ticca e alla cultura Giuseppe Ruiu. Presente anche una rappresentanza della minoranza consiliare. Ha presieduto l’assemblea il presidente della cantina sociale, Francesco Pira. L’amministrazione con l’assessore all’agricoltura ha esposto tecnicamente la situazione ricordando che è stato incaricato un legale per studiare la vigenza delle enfiteusi pregresse alla legge regionale del 1994. In particolare sono state esposte le conseguenze ormative delle due leggi quella nazionale n.1766/1927 e quella regionale n.12/94. È intervenuto l’assessore all’agricoltura che era in carica quaranta anni fa quando furono affrancate le enfiteusi e redatti tanti rogiti spiegando in che modo fu allora avvisata tutta la popolazione per procedere all’affrancazione delle enfiteusi. Diversi gli interventi dei lottisti dai quali è emerso che la cosa più importante «è il problema della vigenza o della nullità delle enfiteusi instaurate ai sensi della norma 1766 del 1927. L’enfiteusi è affrancabile. Pertanto è assolutamente ininfluente per la vigenza delle enfiteusi se nel 1946 gli usi civici non erano accertati e se l’accertamento sia stato effettuato nel 2001». «La Regione ritiene nulli i contratti di compravendita. Però ai sensi della legge 12/94 la stessa non ha competenza sulle controversie ma solo sulla gestione amministrativa con la quale dice che le enfiteusi sono annullate e occorre senza indugio, soprattutto per avere i contributi in agricoltura fare le riserve di esercizio decennali rinnovabili che ultimamente vengono sistematicamente votate dal consiglio comunale». Già 150 le domande di riserve di esercizio presentate in comune di cui 100 già passate in consiglio e la struttura comunale sta già procedendo a redigere e far firmare i contratti decennali rinnovabili. Le controversie però sono sempre di competenza del commissario degli usi civici, magistrato di corte d’appello e non della regione. Il comune ha chiesto ai lottisti di aspettare che l’avvocato amministrativista e l’esperto agronomo si pronuncino sulla situazione giuridica delle enfiteusi con l’impegno di riferire quanto prima gli esiti della disamina giuridica.

  5. Dorgalese
    14 Aprile 2009 a 14:13 | #5

    Se gli amministratori hanno davvero la coscienza apposto lascino svolgere alla magistratura il proprio compito senza interferenze o escamotage di alcun tipo….

  6. Aurora
    12 Aprile 2009 a 23:19 | #6

    Trovo ammirevole la capacità di certi politici di deviare l’attenzione dal problema vero, che in questo caso è l’abusivismo sul demanio e l’indagine della procura. Veri prestigiatori.

  7. gruppodinterventogiuridico
    12 Aprile 2009 a 19:47 | #7

    naturalmente la “colpa” della situazione è delle associazioni ecologiste che richiamano gli amministratori pubblici ai loro “doveri”…

    da La Nuova Sardegna, 11 aprile 2009

    Dorgali. Sotto accusa l’abusivismo nei terreni a uso civico. «Oddoene, attacco ingiustificato». Il sindaco replica duramente al gruppo «Amici della terra». (Nino Muggianu)

    DORGALI. Non si è fatto attendere l’intervento del sindaco, Tonino Testone, accusato di “minimizzare” sul caso Oddoene, dal Gruppo di Intervento Giuridico e Amici della Terra. Il primo cittadino di Dorgali si dice pronto a tutelare nelle sedi opportune il buon nome del paese. Nome, infangato da voci ormai incontrollate secondo le quali il fiore all’occhiello dei dorgalesi, la vallata di Oddoene, sarebbe il peggior esempio di mala gestione delle terre pubbliche, pur essendo invece, additato non solo a livello isolano, come esempio del miglior utilizzo delle stesse. «Ho letto con stupore e sdegno – commenta con amarezza il sindaco di Dorgali Tonino Testone – il comunicato del Gruppo di intervento Giuridico e Amici della Terra, farcito di luoghi comuni e falsità. E non consentirò a nessuno di infangare il nome di quanti hanno lavorato spesso come schiavi per strappare tutti i terreni incolti all’incuria e all’abbandono. Oddoene rimane un esempio raro di buona e corretta gestione delle terre nel più totale rispetto e lo spirito della legge. Appare evidente – continua il primo cittadino di Dorgali – il carattere del tutto strumentale di queste polemiche assurde rinfocolate peraltro da qualche mestatore di professione. Una sorta di gogna mediatica nei confronti di tutta una comunità e delle amministrazioni che si sono succedute nei decenni. Se l’obiettivo dell’inchiesta è quella di perseguire eventuali e sottolineo eventuali, abusi, che lo si faccia in fretta e con rigore ma la si smetta di gettare la croce su centinaia di cittadini onesti ormai nel panico per questo incontrollabile stillicidio di voci. Per queste ragioni – conclude il sindaco – l’amministrazione tutelerà nelle sedi opportune gli interessi e il buon nome di questo paese». Intanto dopo il via all’inchiesta da parte della Procura di Nuoro, continua incessante l’attività di controllo di decine di uomini delle Guardie Forestali e Ambientali che ogni giorno, domeniche comprese, stanno scandagliando le migliaia di appezzamenti di terreno gravati da uso civico inclusi nei Fogli dei Mappali 81, 82 e 83. Un lavoro che dovrebbe durare un paio di mesi, teso alla scoperta di abusi edilizi, alienazioni e appropriazioni illecite, inquinamento delle falde e quant’altro. «Occorre rasserenare la popolazione che parla di vera e propria azione militare». Era stato il commento di Fabio Fancello nel corso dell’ultimo consiglio comunale, al quale si era aggiunto anche quello dell’altro consigliere di minoranza Salvatore Spanu: «Le modalità dei controlli della forestale sono sproporzionate. Oddoene è un esempio di buona gestione delle terre civiche perché c’è stato un effettivo miglioramento». Per il nuovo assessore ai lavori pubblici Antonietta Fancello Chirone: «Oddoene è un esempio di pace sociale che il comune difenderà e tutelerà».

  8. giusy
    11 Aprile 2009 a 19:58 | #8

    L’idea vincente di Cappellacci è che solo le popolazioni che ci vivono sanno gestire e tutelare il proprio territorio. Sì, ciao territorio, ciao.

  9. Dorgalese
    11 Aprile 2009 a 13:23 | #9

    E’ incredibile come a Dorgali maggioranza e opposizione riescano a mettersi daccordo solo per tutelare gli interessi degli abusivi e non del proprio territorio…i dorgalesi non si meritano il territorio che hanno e non sono in grado di gestirlo correttamente….

  10. gruppodinterventogiuridico
    11 Aprile 2009 a 13:23 | #10

    da La Nuova Sardegna, 11 aprile 2009

    Dorgali. Accuse a Comune e Regione: non hanno controllato. «Oddoene, vallata di abusi civici». Una lettera degli ambientalisti dopo l’indagine della Forestale. (Nino Muggianu)

    DORGALI. Torna ancora alla ribalta il presunto abusivismo nella suggestiva valle di Oddoene posta in agro di Dorgali. «La Regione Sardegna e i Comuni devono imparare a gestire correttamente un patrimonio che riguarda il 15 per cento del territorio di tutta l’Isola»: questo il pensiero del Gruppo d’Intervento Giuridico e degli Amici della Terra, che a firma di Stefano Deliperi inviano oggi una lettera aperta sul presunto abusivismo edilizio nella vallata di Oddoene. «La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nuoro e il Corpo forestale e di vigilanza ambientale indagano su un clamoroso caso di abusivismo edilizio sul demanio civico di Dorgali, nella vallata di Oddoene – si legge nella lettera – e anche su circa 400 edifici in mano a privati su circa 700 ettari di aree tutelate con vincolo di uso civico». La vicenda va avanti dal 1946 quando il Comune diede in “concessione” la vallata di Oddoene a residenti dorgalesi a prezzo simbolico. Da allora hanno ritenuto d’esserne proprietari, tanto da averne alienato diversi appezzamenti a stranieri, in particolare cittadini svizzeri e tedeschi. Il Comune – secondo gli ambientalisti – «in tutti questi anni s’è ben guardato dal fare nulla di serio e risolutivo. La Regione autonoma della Sardegna non ha svolto il benché minimo controllo. E ora l’attuale sindaco di Dorgali Tonino Testone minimizza. Mentre, qualche tempo fa, la sua collega di Austis ha affrontato decisamente gli interventi abusivi. Gli usi civici sono imprescrittibili, inusucapibili, inalienabili: sono un patrimonio della collettività e non possono esser regalati a chicchessìa. Ora se ne occuperà giustamente la Magistratura. E non è certo l’unico caso nel Nuorese». Gli ambientalisti citano il caso di Orosei «con sequestro penale nel novembre 2008, mentre su diversi altri casi giungono segnalazioni finora incomplete». «In più occasioni – proseguono Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra – nel corso degli ultimi anni, in Consiglio regionale sono approdate e – grazie anche ad una durissima opposizione delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico – sono anche affondate varie proposte di legge che puntavano a sanatorie generalizzate di abusi edilizi ed occupazioni illegittime su demani civici dell’isola. Sarebbe ora che Regione autonoma della Sardegna e Comuni gestissero correttamente un patrimonio che interessa ben il 15 % dell’Isola e numerose aree di importantissimo valore naturalistico ed ambientale. Altrimenti la parola passa giustamente alla Magistratura».

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