Galateo comunale Kasteddaio.

Essere cittadini, nonché contribuenti cagliaritani (cioè Kasteddai), è una dura, anzi durissima, prova per il proprio fegato. Con le proprie tasse si possono pagare anche le ricorrenze trasvolatorie di un certo Roland Garros (proprio quello dei campi da tennis di Parigi) che mai s’è interessato alla mitica Capitale del Mediterraneo e le cene futuriste, si può rischiare di pagare un pesante papocchio pieno di gas da 37 milioni di euro e si paga un simpatico ed utilissimo gala-teo per bambini al modico prezzo di 12.480 euro + I.V.A. (4%). Questo mentre i piccoli cittadini che frequentano gli asili pubblici spesso e volentieri debbano portarsi la carta scottex (ed altro) da casa. Il Comune è deputato, per legge, a fornire l’assistenza logistica alle scuole primarie, ma tali inconvenienti non sono una rarità. Quanti piani di morbidezza si possono comprare con 12.480 euro ? A meno che, secondo i geni comunali, siano le paginette dei libretti da destinarsi all’uso…
Stefano Deliperi
da La Nuova Sardegna, 11 aprile 2009
Buone maniere, il Comune distribuisce nelle scuole medie un «Gala&Teo» del tutto fuori dal tempo. Baciamano e smoking contro il bullismo. Fanno discutere e sorridere una serie di precetti per ragazze e ragazzi inesistenti. IL CASO. Educazione e sprechi. Roberto Paracchini
CAGLIARI. Il baciamano «è adeguato solo nei ricevimenti che si svolgono dentro casa, mai nei luoghi pubblici o all’aperto». Poi, se apparecchiamo la tavola si badi bene che vi siano otto posate (forchetta per l’antipasto, per la prima pietanza e per la seconda; coltello; cucchiaio da minestra; e posatine per dessert e formaggio in numero di tre), tre biccheri (per il vino rosso e bianco, più quello per l’acqua) e, infine, il piattino per il pane. Per il vestiario: nelle grandi occasioni le calze, per l’uomo, dovranno essere «sempre rigorosamente lunghe fino al ginocchio e colore scuro». Mentre lo smoking «va usato solo di sera e quando richiesto o in serate di gala». Però la giacca dello smoking «va lasciata aperta se è monopetto e allacciata se doppio petto». Attenzione: non ci troviamo nei primi del secolo, ma nel 2009 e i brani citati sono tratti dal Gala&Teo scritto appositamente per i ragazzi delle medie inferiori e voluto e finanziato dal Comune. In particolare è stato realizzato con una determina del 12 febbraio di quest’anno relativa al capitolo «prestazioni di servizio per infanzia e adolescenza». L’intento, come si legge nel documento, è quello di realizzare un prodotto contro il bullismo nelle scuole. Nell’opuscolo, va detto, non si parla solo di come ci si atteggia a tavola, ma anche di tante altre cose: da come ci si comporta a scuola a come si guarda la Tv («per un massimo di due-tre ore al giorno»); dall’atteggiamento da tenere negli incontri conviviali («durante le feste è importante stare attenti ai mobili, a sedie e divani») al significato dei fiori che si regalano; dal fatto che non si alza il mignolo «mentre si beve» al suggerimento che, a tavola, le «prugne e le albicocche non si sbucciano, ma si dividono a metà con una pressione delle dita, lasciando cadere sul piatto il nocciolo»; e via di seguito sino al ruttino: se qualcuno, inavvertitamente, lo fa, non bisogna ridere. Ed ancora: quando un uomo porta una donna in un luogo pubblico entra per primo perchè così controlla «che il luogo sia "consono"». Insomma monsignor Giovanni Della Casa, che nel 1558 pubblicò il famoso Galateo avrebbe qualcosa da ridire. Le ragazze e i ragazzi di oggi, forse, sono un pochino diversi. Ma tant’è: torniamo al passato. Benissimo, pensiamo allora al mitico Gianburrasca, che Vamba (pseudonimo di Luigi Bertelli) scrisse tra il 1907 e il 1908: Gala&Teo sarebbe diventato oggetto di commenti irriverenti e sarcastici, nel suo diario. L’intento del Comune (di stimolare la convivenza) va bene, ma creare oggi un libretto di 86 pagine, più disegni, con una serie di precetti, per lo più fuori dal tempo e poi darlo alle scuole, fa pensare a un «tiro» di Scherzi a parte. Ma così non è. Infatti l’opuscolo è aperto da brevi considerazioni sull’importanza della lotta al bullismo: del sindaco Emilio Floris («il buon comportamento» deve puntare a «un’"etica personale" capace di dare un vero e autentico valore alla vita di ciascuno»), dell’assessore alle Politiche sociali Anselmo Piras («combattere il bullismo con le buone maniere, il galateo»), del direttore regionale scolastico Armando Pietrella («è necessario promuovere idee per i nostri giovani e vincere i comportamenti "anti-sociali"») e del dirigente del Servizio al cittadino Ada Lai («nel libro si vuole un po’ giocare su ogni occasione più o meno mondana»). L’amministrazione ha speso 12.480 euro per realizzare questo depliant, stampato in cinquemila copie. L’idea di dare ai giovani studenti una serie di indicazioni sul comportamento è giusta. L’importanza delle regole, da acquisire sin da piccoli, non come costrizioni ma come strumenti di valorizzazione e crescita della propria personalità, va bene, ma va realizzata in tutt’altro modo.

da L’Altravoce, 9 aprile 2009
Le raffinate politiche sociali del Comune: Gala & Teo, lezioni di bon ton per scolari. Pd: «Volume inadeguato e anacronistico». Cinzia Isola
Se i bambini hanno bisogno di lezioni di bon ton, certi adulti dovrebbero valutare seriamente l’ipotesi di prendere ripetizioni di buon senso. Forse oggi, tra i banchi delle scuole elementari e medie del comune di Cagliari, non circolerebbe un incredibile libercolo che pretende di insegnare il galateo a dei giovani scolari. In discussione non ci sono le buone maniere, ci mancherebbe. Ma utilizzare soldi pubblici, delle politiche sociali per giunta, per pubblicare un ridicolo "sussidiario", spacciato per simpatico, e pretendere di far entrare nel cuore degli under 14 le norme del comportamento civile con le storielle di Gala & Teo (già, si chiamano proprio così), ha dell’incredibile. A regalare le prime risate, sulle frequenze di Radio press, ci ha pensato la famosa trasmissione Buongiorno Cagliari. Con l’esilarante gag sulle puzzette, andata in onda nei giorni scorsi, il peggio sembrava scongiurato. Lezioni di galateo in bagno: "E se si sente odore di puzzette? Si deve cercare di cambiare aria aprendo le finestre senza sporgerci però all’esterno. Se si utilizza un pettine non proprio, bisogna sempre a eliminare gli eventuali capelli residui". Fosse finita qui, sarebbe davvero divertente. Ma il peggio non finisce in bagno, comincia molto prima. Sorvoliamo sulla copertina firmata come pubblicazione di prestigio da una cronista in quota all’Unione Sarda . E ammettiamo pure che, al di la delle frasi di circostanza istituzionale, l’introduzione multipla del sindaco Emilio Floris, dell’assessore alle politiche sociali Anselmo Piras , del direttore generale dell’ufficio scolastico regionale Armando Pietrella e della super dirigente comunale Ada Lai, non faceva temere il peggio. Accuratamente concentrato, evidentemente, nelle successive ottanta pagine. Il sindaco Floris parla di vademecum come strumento educativo: potenziare i valori positivi, il rispetto delle altre persone, il rifiuto della violenza, lotta al bullismo. Tutti temi apprezzabili e condivisibili. Ma, detto questo, lo avranno letto prima di presentarlo come un compendio di buona educazione da spacciare nelle scuole frequentate da pre-adolescenti? Leggendo, pagina dopo pagina, qualche dubbio sorge spontaneo. Tutte quelle belle premesse per poi scoprire che, nel libercolo, il bon ton non è una metafora ma, ripetutamente, la spiegazione infantile del vero e proprio galateo. Per fortuna ci hanno risparmiato la traduzione completa del trattato di Giovanni Della Casa, pubblicato intorno al 1500. Per sfortuna, invece, gli scolari saranno perfettamente istruiti sul "baciamano". Nota pratica del terzo millennio tra le giovani generazioni: "Il gentiluomo si china sulla mani che gli viene porta, prendendo le nocche delle dita e le sfiora delicatamente stando attento a non emettere schiocchi o altri suoni, ma attento soprattutto a baciare una mano guantata". Per scongiurare fenomeni di violenza e bullismo si è pensato bene di approfondire il galateo dei fiori: quali e di che colore offrirli, nelle diverse occasioni, sembra far parte dell’educazione civica di ogni buon scolaro: futuro interprete della società civile. Eh sì, dillo con i fiori: gioia, speranza, gelosia, egoismo, semplicità. Ma occhio a non sbagliare tra una margherita e un lillà, le buone maniere potrebbero andare a farsi benedire. Da leggere assolutamente con mamma e papà, che finalmente non confonderà più il giallo-tradimento con il rosso-passione quando la omaggerà. Sarebbe interessante, poi, assistere ad una bella lettura collettiva nei quartieri più difficili della città. Quelli dove le famiglie hanno difficoltà a campare, dove il disagio è la conseguenza naturale delle ristrettezze economiche. Come dubitarne, non aspettavano altro: potranno rinunciare al cibo, ma almeno sapranno apparecchiare la tavola. La geografia delle stoviglie è servita: "Il sottopiatto non va mai toccato …" e "… il pane va sempre poggiato sull’apposito piattino". Chissà quante cene di gala dovranno sopportare da adulti. Le stesse alle quali saranno invitati: nessuna. Tuttavia, se mai si organizzasse una cena "raffinata" in casa, attenzione: "Centritavola, candelabri e zuppiere antiche sono più adeguate la sera". Da non credere, se non fosse tutto nero su bianco. E come non apprezzare, per evitare fenomeni di bullismo, emarginazione e violenza, il galateo del buffet e del cocktail? Quelli dove è prevista in casa la presenza di un cameriere "che circola tra gli ospiti con un vassoio di bicchieri già colmi". Certo: magari il rispetto dell’altro resterà un concetto astratto, come spiega perfettamente il libro. Ma sulle cose vere e pratiche della vita le spiegazioni sono dettagliate: un capitolo intero su come comportarsi in crociera e in barca. Ma è nelle primissime pagine che si consuma l’ennesimo strappo del centrodestra con la laicità dello Stato. L’autrice non si è risparmiata la buona novella: manco fossero lezioni di catechismo. La Curia, ringrazierà lo sforzo della pecorella smarrita. Ma come si può pensare di avvicinare un giovane tredicenne o più, se ripetente, al comportamento civile con frasi di questo tipo: "Secondo noi arriviamo dal cielo. Sapete quello delle più belle giornate di sole e di azzurro, tra nuvolotti candidi e soffici come il cotone?". Naturalmente, in beffa al rispetto del "diverso" e della proclamata "integrazione", l’unica religione menzionata è quella cattolica: dal battesimo al matrimonio, passando per comunione e cresima. Quindi: "E’ bello che ci facciano conoscere Gesù bambino e con noi a tutti i bambini cattolici praticanti", "bisogna fare bene e senza fretta il segno della croce con o senza l’acqua benedetta", "Quando si segue la messa bisogna cantare, perché chi canta prega due volte". E via predicando. Che le classi elementari siano spesso un piccolo esempio di integrazione multietnica in città è solo un dettaglio. Più che disciplinare, religioso. Il Comune sembra puntare all’indifferenza, in alternativa alla conversione. Alle differenze razziali e alle possibili discriminazioni da scongiurare la giornalista-catechista dedica tre righe tre, su ottanta pagine. Quelle dove si spiega bene che sollevare il mignolo quando si beve da una tazzina è peccato grave. E che, se si fa un "ruttino", non bisogna ridere. Che ci sia poco da ridere lo hanno ribadito i consiglieri comunali del Partito democratico Ninni Depau e Marco Espa: «Il messaggio importante che l’Assessorato alle Politiche sociali ha voluto trasmettere ai giovani cagliaritani è quello del "saper vivere" con utilissimi consigli su come apparecchiare la tavola, mangiare il pesce o assistere alla messa e con modernissime indicazioni su come effettuare il baciamano, su come sia "chic" l’utilizzo di zuppiere antiche e candelabri la sera e su come, al contrario, sia da cafoni dire "salute" all’amico che starnutisce». «Tralasciando di rimarcare quanto sia inutile, anacronistico e inadeguato tale volumetto rispetto all’attuale condizione giovanile – scrivono Espa e Depau – ci preme invece ripetere e sottolineare che tale iniziativa è stata finanziata con risorse del Comune di Cagliari e che, pertanto, avrebbe dovuto avere finalità sociali. È incredibile che in una situazione di crisi economica come l’attuale, rilevanti risorse della collettività vengano sottratte alle politiche sociali per promuovere iniziative di dubbia utilità e di auto-promozione di dirigenti e assessori». Ammesso e non concesso che la pubblicazione "Gala & Teo" possa auto-promuovere qualcuno. Visto che si parla tanto di buone norme sarebbe interessante conoscere i dettagli dell’operazione. La solita anonima determina dirigenziale? E quanto è costata la realizzazione del "simpatico sussidio"? Sì, forse il galateo farà storcere il naso all’amministrazione comunale guidata da Emilio Floris. E allora: va bene sapere quale forchetta usare per infilzare il pollo. Ma anche conoscere il calice amaro cui ogni contribuente rischia di abbeverarsi in silenzio, non sarebbe elegante?

(elaborazione immagine GrIG, foto da mailing list sociale, S.D., archivio GrIG)




Vorrei segnalare anche l’imperdibile corso di formazione del comune di Cagliari, organizzato dall’agenzia Venus Dea e riservato alle ragazze residenti a S.Elia, il quale insegnerebbe a trovare lavoro e compilare un Cv, e che include anche lezioni di portamento e total look…..corredato, sull’Unione Sarda, da adeguata fotografia di ragazza in minigonna e tacco 12.
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Una prece
Ormai abbiamo toccato il fondo.Ma, d’altra parte,cosa dovevamo aspettarci da mattonari che vivono per infarcire le menti labili di spot?Pro caridade!
Usare le pagine del libercolo in questione, adeguatamente “ammorbidite”?Quanto meno contribuirebbe ad alleviare il problema igienico delle scuole.
è bello ed istruttivo dopo vent’anni di insegnamento doversi occupare di reperire la carta igienica: come diceva Eduardo, non si finisce mai di imparare..
Il libercolo “Gala e Teo”, che ho già soprannominato “Gaggia e Teo” (indovinate un pò chi potrebbero essere costoro…), quel libercolo, dicevo, è veramente istruttivo e divertente. E’ un bell’esempio di tutto ciò che non si dovrebbe dire, di quel tipo di linguaggio inadatto ed inefficace da non usare quando ci si rivolge a degli adolescenti.
Spero domani o dopo di trovare il tempo di scriverci su qualcosa, perchè l’argomento merita.
Naturalmente, confermo che nelle scuole c’è sempre un gran bisogno delle cose minime, per esempio della carta igienica…
Andrea Scano
hai ragione Claudia, con Internet Explorer il banner è di dimensioni normali (non disturba), mentre il problema si verifica con Firefox. Devo indagare, con calma
Ciao.
squallida iniziativa.
per la carta scottex si può sempre usare il senso civico
Giusy, sui nostri schermi i post vengono visualizzati normalmente, hai provato a vedere da un altro pc? Se riuscissimo a ridimensionarlo, educatamente
, saremmo dei veri geni dell’informatica ma, come sai, facciamo quel che possiamo
hi!hi!hi!12mila euro di carta igienica e gli asili casteddai sono salvi!!ciao ciao Vania
Il banner per firmare contro il nucleare è troppo grande, copre parte del testo dei post. Sarebbe educato
) ridimensionarlo oppure spostarlo. Ciao.
Ormai ci stiamo abituando anche a queste cose. Indignarsi non basta più. Saluti.
Ma deve essere proprio scottex o va bene anche un’altra marca? Io so che il galateo prevede anche il numero degli strati
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