Una sarda italiana.
Il blog del Gruppo d’Intervento Giuridico, come sa chi ci segue, si occupa principalmente di tutela dell’ambiente, soprattutto sotto il profilo giuridico, e ha come obiettivo esclusivamente quello di fornire a tutte le persone interessate, quelle informazioni che, purtroppo, non vengono prese in considerazione dai maggiori organi d’informazione. L’obiettivo non è certo quello di alimentare polemiche inutili e pure noiose però, considerata l’insistenza con la quale un lettore anonimo di questo blog continua a denigrarmi in altri siti internet, purtroppo mi vedo costretta ad usare questo spazio per fini personali, spero mi perdonerete. Per chi, come me, ha sprecato i migliori anni della propria vita a studiare (e ad amare) il diritto, è piuttosto fastidioso dover dimostrare di conoscere la differenza tra i concetti di indipendenza, autonomia, federalismo, dal momento che si tratta di concetti fondamentali, sui quali non si può avere alcun dubbio (soprattutto se si vuole superare l’esame, oltre che essere dei cittadini informati) e, infatti, non ho alcuna intenzione di dare noiose dimostrazioni di scienza. Voglio semplicemente ribadire un concetto semplice: sono sarda e mi sento italiana e ciò significa che credo nell’Italia unita, quella per la quale sono morte migliaia di persone, e ho profondo rispetto per la nostra Costituzione che, tra i suoi Principi fondamentali, contiene una bellissima e, allo stesso tempo, severa, disposizione che afferma "la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento" (art. 5) ecco, non serve un pozzo di scienza per comprenderla, basta leggere con attenzione. L’Italia è una e indivisibile, non ammette attentati alla sua unità, anzi li punisce come reati, con pene piuttosto severe, pertanto, chiunque dovesse seriamente compiere atti violenti diretti e idonei a menomare l’unità dello Stato sarebbe uno scellerato mentre, chiunque utilizzasse l’argomento della secessione durante una campagna elettorale, farebbe appunto solo campagna elettorale. D’altra parte, oggi più che mai, tutti i sardi sanno che la loro terra non è uno Stato indipendente, per esempio, il fatto stesso che il Capo del Governo della Repubblica italiana si rechi in una Regione a Statuto speciale per raccomandare caldamente l’elezione di un uomo di sua fiducia come Presidente della Regione, dimostra che la Sardegna non è uno Stato indipendente, poiché nessuno Stato sovrano permetterebbe mai una tale ingerenza (alcuni sardi, i più sospettosi e maliziosi, in quel caso dubiterebbero anche della tanto agognata Autonomia ma sono quei sardi che stanno sempre fuori dai posti che contano, peggio per loro). Talvolta, il termine "indipendenza" può essere usato in senso "non tecnico", per indicare una condizione giuridica e amministrativa favorevole che già permette, purtroppo solo sulla carta, di godere di un certo grado di indipendenza dal governo centrale (condizione sicuramente mal gestita dagli amministratori) e questo, le persone intellettualmente oneste, lo capiscono senza troppe spiegazioni.







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