Cagliari, no al far west elettrosmog !

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra ed il Comitato di quartiere "Zona Via Aosta" inoltrano in questi giorni (istanza del 3 giugno 2009) all’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente – A.R.P.A.S., al Ministero dell’ambiente, all’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente, all’Assessorato provinciale della tutela dell’ambiente ed al Comune di Cagliari una richiesta per l’effettuazione del monitoraggio ambientale continuativo delle emissioni elettromagnetiche prodotte dalla centrale ENEL di trasformazione dell’energia elettrica dall’alta (150 kv) alla bassa (15 kv) tensione situata in Via Aosta. Analoga richiesta è stata inoltrata lo scorso 15 aprile 2008, senza esiti conosciuti. Forse un monitoraggio c’è stato, nell’autunno 2008, ma i risultati non sono stati pubblicizzati.
La città di Cagliari, in questi ultimi anni, è stata sempre più oggetto di proliferazione di impianti produttivi di emissioni elettromagnetiche. A differenza di molte città italiane, però, l’Amministrazione comunale non ha provveduto a fornire un’adeguata protezione ai propri cittadini. Il caso cagliaritano più macroscopico di rischio ambientale e sanitario per l’elettrosmog è senza dubbio rappresentato dalla centrale di trasformazione ENEL di Via Aosta.
Tra vedere e non vedere, è meglio, comunque, che nessun bimbo abiti nelle case che circondano la centrale ENEL di trasformazione dell’energia elettrica dall’alta (150 kv) alla bassa (15 kv) tensione situata in Via Aosta. Esagerazioni degli ecologisti ? Terrorismo psicologico ? Magari, purtroppo no. Sono soltanto dati scientifici. I controlli "ufficiali" effettuati sono pochissimi, ma significativi. Infatti, con la nota prot. n. 2466 del 28 novembre 2005 l’A.R.P.A.S. (la locale Agenzia per la protezione dell’ambiente) finalmente forniva i dati di alcuni rilevamenti svolti dal P.M.P. dell’Azienda USL n. 8 (nota prot. n. 11157 del 2 novembre 2005) relativi ai campi elettromagnetici prodotti dalla suddetta centrale di trasformazione. Ci sono voluti numerosi esposti inoltrati dalle associazioni ecologiste Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico e dal Comitato di quartiere"Zona Via Aosta" (l’ultimo il 5 settembre 2005) ed indirizzati alle pubbliche amministrazioni competenti e, per conoscenza, alla Magistratura. Da ultimo il Servizio atmosferico e del suolo, gestione rifiuti e bonifiche dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente chiedeva (nota n. 31135 del 27 settembre 2005) alla Provincia di Cagliari ed al Comune di Cagliari di esercitare le proprie "funzioni di controllo e di vigilanza sanitaria e ambientale utilizzando le strutture dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Sardegna", l’A.R.P.A.S., ritenendo che si debba in primo luogo "conoscere lo stato attuale dei valori dei campi elettromagnetici emessi dalla cabina di trasformazione, inserendo nella verifica anche la valutazione delle distanze minime di cautela del citato impianto". E almeno un rilevamento c’è ed è stato effettuato nella sola data del 28 dicembre 2004 (c’è quindi voluto ben un anno per pubblicizzarlo…). In sostanza, ha dato i seguenti risultati:
-
le due linee ad alta tensione (n. 388 "Cagliari centro – Porto canale" e n. 389 "Cagliari centro – Molentargius") hanno dato come valore medio di corrente rispettivamente 237 ampere e 163 ampere ed hanno determinato valori di induzione magnetica compresi fra 0,22 – 0,40 micro tesla nel giardino e nella veranda di Via Aosta n. 18, 0,16 micro tesla nel cortile condominiale di via Cuneo n. 1, 0,40 micro tesla nel piazzale di Via Aosta, 0,13 – 0,27 nella via Bolzano;
-
"il valore massimo di corrente nel trimestre ottobre – dicembre 2004" è stato di "circa 470 ampere per ciascuna linea AT", per cui "il valore corrispondente del campo magnetico risulta pari a 2,4 volte quelli riportati", cioè 0,53 – 0,96 microtesla nel giardino e nella veranda di Via Aosta n. 18, 0,38 micro tesla nel cortile condominiale di via Cuneo n. 1, 0,96 micro tesla nel piazzale di Via Aosta, 0,31 – 0,65 nella via Bolzano;
-
"nel caso si consideri una corrente massima di 860 ampere (la potenza massima della centrale di trasformazione, n.d.r.)… su ciascun conduttore delle due linee AT … il suddetto valore moltiplicativo risulta pari a circa 4,5", cioè i valori di campo magnetico devono essere moltiplicati per 4,5 rispetto a quelli riscontrati: quindi, 0,99 – 1,80 micro tesla nel giardino e nella veranda di Via Aosta n. 18, 0,72 micro tesla nel cortile condominiale di via Cuneo n. 1, 1,80 micro tesla nel piazzale di Via Aosta, 0,58 – 1,21 nella via Bolzano.
A puro titolo di cronaca, nel medesimo periodo (inverno 2004-2005), da parte ecologista è stato effettuato un simbolico monitoraggio (n. 15 rilevamenti in orari e giorni feriali e festivi diversi), senza alcuna pretesa scientifica, ma soltanto come "indizio" della reale situazione dei campi elettromagnetici con la centrale di trasformazione in funzione. I rilevamenti dei valori di induzione magnetica sono stati effettuati con strumentazione manuale Cell Sensor ed hanno dato in sintesi i seguenti risultati:
* i valori di induzione magnetica rilevati nel giardino di Via Aosta 18 sono risultati sostanzialmente compresi costantemente fra 0,6 e 0,8 microtesla;
* i valori di induzione magnetica rilevati nel piazzale di Via Aosta sono risultati costantemente superiori ad 1 microtesla, così come – sostanzialmente – anche in immediata prospicienza dell’abitazione di Via Aosta 33;
* i valori di induzione magnetica nell’abitazione di Via Aosta 33 (unico rilevamento) sono risultati compresi fra 0,7 e superiore ad un microtesla.
Come si può vedere, i dati non sono sostanzialmente diversi con quelli relativi ai valori di trimestre ottobre – dicembre 2004.
In seguito, è stato effettuato un nuovo simbolico monitoraggio nel periodo 16 – 31 maggio 2008 (n. 50 rilevamenti in orari e giorni feriali e festivi diversi), senza alcuna pretesa scientifica, ma soltanto come "indizio" della reale situazione dei campi elettromagnetici con la centrale di trasformazione in funzione. I rilevamenti dei valori di induzione magnetica sono stati effettuati con strumentazione manuale Cell Sensor ed hanno dato in sintesi i seguenti risultati: * i valori di induzione magnetica rilevati nel cortile condominiale di Via Cuneo 5 sono risultati costantemente di 0,6 microtesla; * i valori di induzione magnetica rilevati nel cortile condominiale di Via Cuneo 1 sono risultati costantemente di 0,7 microtesla; * i valori di induzione magnetica rilevati nel giardino di Via Aosta 18 sono risultati costantemente di 0,8 microtesla; * i valori di induzione magnetica rilevati nel piazzale di Via Aosta sono risultati costantemente superiori ad 1 microtesla, così come in immediata prospicienza dell’abitazione di Via Aosta 33; * i valori di induzione magnetica lungo la Via Bolzano, in immediata prospicienza del palazzo sotto il costone di cava di Bonaria, sono risultati costantemente superiori ad 1 microtesla.
In precedenza, dopo numerose iniziative di carattere legale e di sensibilizzazione promosse dalle scriventi Associazioni ecologiste e dal locale Comitato di quartiere, il P.M.P. dell’Azienda USL n. 8 effettuò (2 e 7 luglio 1998) una campagna di rilevamenti dei campi elettromagnetici prodotti dalla centrale posta a tal fine in esercizio: mentre i valori del campo elettrico, come prevedibile, sono risultati entro i limiti di legge e non fonte di preoccupazione, i valori di induzione magnetica sono risultati, seppure entro gli elevati limiti di legge e con la centrale portata ad una potenza di 650 ampere (ben inferiore ai 1.400 ampere di potenza massima), in quattro punti sul confine dei palazzi di civile abitazione (punti 0, 10, 11, 12 dei rilevamenti) di Via Cuneo 5 e di Via Aosta 18 ed in sette punti nel piazzale di uso pubblico di Via Aosta superiori al limite "consigliato" di 0,2-0,3 micro Tesla (vds. nota Dir. Az. USL n. 8 prot. n. 23217F del 27 luglio 1998).
I valori di induzione magnetica riscontrati sono nei limiti di cui alla legge n. 36/2001 sull’elettrosmog e del D.P.C.M. 8 luglio 2003 di attuazione, in particolare l’art. 3, commi 1° e 2° (limiti di esposizione pari a 100 micro tesla e valori di attenzione di 10 micro tesla) e l’art. 4 (obiettivi di qualità di 3 micro tesla), tuttavia i primi risultati delle ricerche epidemiologiche in materia non conoscono i limiti di legge.

Infatti, la pericolosità dei campi elettromagnetici è ormai riconosciuta quale potenziale produttrice di incrementi di leucemia infantile dalle principali organizzazioni sanitarie internazionali e nazionali (es. l’Istituto superiore di Sanità – I.S.S., vds. rapporti ISTISAN 98/31 del 1995 e del 1999) e dai principali centri di ricerca in seguito ad oltre un trentennio di analisi epidemiologiche condotte in tutto il mondo industrializzato. Tali eventi negativi "scattano" a medio-lungo termine, riguardo ai campi elettromagnetici generati a frequenza industriale (50-60 Hz, es. elettrodotti, centrali di trasformazione) una volta superato il valore di induzione magnetica di 0,2 micro tesla (unità di misura in materia).
Valore "stracciato" dai rilevamenti condotti nel quartiere di Via Aosta. Emerge, quindi, in primo luogo come indifferibile la necessità di un costante monitoraggio con adeguate strumentazioni scientifiche da parte di una struttura tecnico-scientifica indipendente.
Ma questo dovrebbe già esistere: a richiesta ecologista l’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente comunicava (note prot. n. 25372 del 9 luglio 2003 e n. 1986 del 19 gennaio 2004) l’avvìo a breve – tramite la Fondazione Ugo Bordoni (istituzione privata di alta cultura, ai sensi della legge 16 gennaio 2003, n. 3) – dello svolgimento dei rilevamenti dei campi elettromagnetici nell’ambito di una campagna di monitoraggio che interesserà tutto il territorio regionale. Nell’ottobre 2004 la Fondazione Ugo Bordoni, grazie ad una convenzione con il Ministero delle comunicazioni e con la Regione autonoma della Sardegna, ha svolto un "giro dimostrativo" per le città sarde per parlare ai cittadini di elettrosmog e svolgere vari rilevamenti in punti ritenuti "sensibili". Lunedi 4 ottobre 2004 è stata a Cagliari, in Piazza Giovanni XXIII. In tutta Italia avrebbe dovuto fornire, secondo quanto annunciato, 1.205 centraline di monitoraggio dei campi elettromagnetici alle Agenzie per la protezione dell’ambiente (A.R.P.A.S.). Tuttora non risulta alcun rilevamento per la centrale di trasformazione di Via Aosta, né per alcun sito cagliaritano. Negli ultimi anni i relativi rilevamenti potevano esser reperiti sul sito web www.monitoraggio.fub.it/rete_italiana.html, oggi non se ne ritrova più traccia. Non solo: è stato ancor più drastico il 2° Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano (A.P.A.T., 2005) che, riguardo il monitoraggio dell’elettrosmog, considerava nel medesimo periodo Cagliari "non disponibile" in quanto priva di alcun monitoraggio (pagg. 565 e ss.). Nel mentre la benemerita Fondazione avrà avuto i compensi per la trànche sarda del monitoraggio ? Particolare di sensibile importanza ai fini dell’indipendenza e trasparenza dei rilevamenti, fin troppo spesso taciuto, è che alla suddetta Fondazione partecipano i principali soggetti gestori della telefonìa mobile.
Per risolvere definitivamente il problema in base al fondamentale principio di precauzione basterebbe, infatti, trasferire la centrale in un’area pubblica (non privata, questa volta !) lontana da abitazioni (es. nella zona demaniale di Su Siccu) e riutilizzare come struttura pubblica (es. palestra, centro sociale, ecc.) l’edificio previo indennizzo soltanto di questo e del trasferimento dei trasformatori e dei servizi connessi.

Ricordiamo, inoltre, che, grazie alle informazioni a carattere ambientale fornite dal Comune di Cagliari su richiesta delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico, è possibile conoscere numero, gestore ed ubicazione dei ripetitori per telefonìa mobile posizionati nel territorio comunale cagliaritano. I ripetitori per telefonìa mobile esistenti a Cagliari, secondo le informazioni a carattere ambientale fornite dal Comune di Cagliari – Servizio edilizia privata (nota n. 64963 del 25 giugno 2008), sono recentemente diminuiti per effetto dell’adeguamento tecnologico delle relative reti. Secondo i dati comunali, quelli autorizzati (quelli abusivi farebbero salire il numero..) sono attualmente 33 (15 TIM, 9 Ericsson, 4 Vodafone, 4 H 3 G, 1 Elettronica Industriale). E’ quanto è stato risposto alla richiesta di informazioni a carattere ambientale (15 aprile 2008) al Comune di Cagliari per conoscerne numero ed ubicazione dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra e dal Comitato di quartiere "Zona Via Aosta". Al 3 febbraio 2005 gli impianti autorizzati erano ben 114 suddivisi fra i gestori TIM (26 ripetitori), H 3 G (26 ripetitori), Wind (21 ripetitori), Omnitel Vodafone (24 ripetitori), Ericsson (3 ripetitori) e Nokia (14 ripetitori). I ripetitori autorizzati erano 107 al 26 maggio 2004, 87 al 31 dicembre 2002, 68 al 31 dicembre 2001 e "solo" 29 al 31 dicembre 2000: in cinque anni erano quadruplicati ! Ed oggi ? Un ordine del giorno del Consiglio comunale del 12 ottobre 2005 obbligava le articolazioni tecnico-amministrative comunali a sospendere il rilascio di ulteriori autorizzazioni. Sembra, quindi, che siano diminuiti. Qualche dubbio, però, rimane. E’ pur vero che le emissioni elettromagnetiche provenienti dagli impianti di ripetizione e di ritrasmissione dovrebbero essere – secondo le ricerche epidemiologiche in corso – meno impattanti su ambiente e salute pubblica, ma vicende complesse e controverse come il notissimo caso di Radio Vaticana e dei casi di leucemia infantile di Cesano di Roma dovrebbero insegnare che il principio prudenziale dovrebbe essere la norma.
Ed anche a Cagliari vi sono situazioni che meriterebbero maggiore attenzione: ad esempio i campi elettromagnetici prodotti dai ripetitori televisivi, radiofonici e per telefonìa mobile situati sui tetti dei palazzi di Via Martini e di Piazza Indipendenza, a pochi passi dalla scuola-asilo "Umberto e Margherita", nel quartiere storico di Castello. In proposito la perizia svolta dal Presidio multizonale di prevenzione (P.M.P.) dell’Azienda USL n. 8 (n. 414 del 21 luglio 1999) aveva portato alle seguenti conclusioni:
-
"i valori di campo rilevati nell’abitazione (di un residente all’ultimo piano, n.d.r.) non risultano conformi agli obiettivi di qualità stabiliti dal D.M. 10 settembre 1998, n. 381"
-
"i valori … ottenuti nella scuola materna elementare Umberto e Margherita", pur "inferiori agli obiettivi di qualità fissati" nel citato D.M. n. 381/1998, "non sono trascurabili", in quanto nelle aule delle classi elementari superano i 3 volt per metro (campo elettrico) raggiungendo addirittura più di 11 volt per metro sul terrazzo (dove – aveva dichiarato una delle insegnanti – i bambini sosterebbero "soltanto" durante la ricreazione).
Sarebbero nei limiti di cui al citato D.M. n. 381/1998 i valori riscontrati nella scuola materna comunale di Via Canelles 89 (ingresso anche in Via Martini 18) ed in Piazza Indipendenza. Per l’edifico di Via Martini 25 devono essere svolte le "azioni di risanamento" previste dall’art. 5 del D.M. n. 381/1998. Soltanto un ripetitore è risultato autorizzato sotto il profilo urbanistico e paesaggistico. Anche qui sono state soltanto le numerose azioni legali delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra (settembre 1999, ottobre 2000, settembre 2001, giugno 2002) a costringere le pubbliche amministrazioni competenti ad attivarsi, seppure in modo insufficiente per garantire un adeguato livello di tutela ambientale e sanitaria.
Nel mentre il pericolo elettrosmog a Cagliari continua ad essere sottovalutato, pur con continue proteste popolari, nel mentre continua a non esserci alcuna pianificazione urbanistica in merito, nonostante petizioni popolari e previsioni di legge (art. 8 della legge n. 36/2001). Infatti, pur consentito dalla legge n. 36/2001 contro l’inquinamento elettromagnetico (art. 8), il Comune di Cagliari non ha voluto dotarsi di un regolamento urbanistico comunale per stabilire fasce di rispetto in favore di "zone sensibili" (scuole, luoghi di cura, parchi, ecc.) nonostante una specifica petizione al Sindaco (depositata l’8 ottobre 2001) sottoscritta da oltre 1.500 cittadini e finalizzata alla previsione di adeguate fasce di rispetto per zone residenziali, scuole, ospedali, parchi, ecc. nell’allora recentemente adottato piano urbanistico comunale riguardo gli impianti produttivi di inquinamento elettromagnetico (es. centrali di trasformazione, elettrodotti, ripetitori radio-televisivi, per telefonìa mobile, ecc.) ed alla rimozione degli impianti abusivi. Anche per tali impianti la soluzione non sarebbe troppo complessa: lo Stato e la Regione autonoma della Sardegna potrebbero rendere obbligatoria la predisposizione negli strumenti urbanistici comunali (P.U.C.) di un regolamento di ubicazione degli impianti produttivi di inquinamento elettromagnetico, individuando aree di rispetto nei confronti dei "siti sensibili" (es. scuole, ospedali, residenze, parchi, ecc.).
Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra ed il Comitato di quartiere "Zona Via Aosta" provano da anni parlamentari e consiglieri regionali per la presentazione di una proposta normativa in materia: nei mesi scorsi, su nostra proposta, è stata depositata una proposta di legge nazionale da parte dell’on. Federico Palomba (I.d.V.) finalizzata alla dotazione di uno specifico ed obbligatorio regolamento urbanistico comunale per l’inserimento di impianti simili in luoghi dove non sia posta in pericolo la salute dei cittadini. Si tratta di un problema di carattere nazionale sempre più grave che merita la massima attenzione.
Comitato di quartiere "Zona Via Aosta", Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra
centrale ENEL Via Aosta, Cagliari

(foto I.L., S.D., archivio GrIG)




da L’Unione Sarda, 20 novembre 2010
L’Idv: troppe antenne per la telefonia mobile. Proposta dell’Italia dei valori per limitare i campi elettromagnetici in città.
«No al far west elettrosmog a Cagliari». L’Italia dei valori e il Gruppo d’intervento giuridico denunciano una proliferazione incontrollata di impianti produttivi di emissioni elettromagnetiche sul territorio cittadino e chiedono a gran voce un monitoraggio ambientale più costante e l’immediata introduzione di una regolamentazione ferrea da parte del Comune. «A Cagliari», riferisce il segretario cittadino dell’Idv, Giovanni Dore, «sono già attivi 33 ripetitori per la telefonia mobile di varie case, ma anche grosse centrali dell’Enel come quella di via Aosta e ripetitori televisivi come quello di piazza Indipendenza (nel rione storico di Castello) che, tra l’altro, sorge a pochi passi da un asilo. E molti cittadini hanno paura. «Non si tratta, infatti, di una psicosi infondata, dato che la pericolosità dei campi elettromagnetici è ormai riconosciuta quale potenziale produttrice di incrementi di leucemia infantile».
La settimana prossima il consigliere comunale dell’Idv, Gialeto Floris, presenterà una bozza di regolamento. Parallelamente il deputato dell’Idv Federico Palomba depositerà una proposta di legge alla Camera sulle «competenze dei Comuni per la tutela della salute pubblica dall’inquinamento elettromagnetico». «Vogliamo portare questo problema all’attenzione dell’opinione pubblica». ( p. l. )
da La Nuova Sardegna, 4 giugno 2009
Elettrosmog dall’Enel di via Aosta: gli ecologisti chiedono una verifica.
CAGLIARI. La centrale di trasformazione dell’Enel in via Aosta è un pericolo per la salute, ma le autorità comunali sembrano voler ignorare il problema. A sostenerlo sono il Gruppo di intervento giuridico, gli Amici della Terra e il comitato di quartiere, che hanno inoltrato una richiesta di monitoraggio all’Arpas, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Non è la prima volta che le associazioni ecologiste si rivolgono all’Arpas per chiedere controlli: il 15 aprile l’istanza non ha ricevuto risposta, mentre i dati relativi a una verifica compiuta nell’autunno dell’anno scorso sono rimasti sconosciuti. Come se il rischio legato all?elettrosmog non esistesse. Eppure i rilevamenti elaborati negli anni passati sono stati tutt’altro che incoraggianti: i valori di induzione magnetica presenti nell’area attorno alla centrale di via Aosta sono risultati costantemente superiori a quelli normali e la letteratura mondiale conferma ormai in modo inoppugnabile che alla presenza di campi elettromagnetici corrisponde una crescita dei casi di leucemie infantili. Ecco perchè da anni le due associazioni si battono perchè la centrale Enel venga trasferita in una zona della città meno popolata: oggi si trova praticamente incastrata fra i palazzi e un eventuale incidente, sempre possibile nel caso di impianti di questo tipo, renderebbe difficile persino l’ingresso e la manovra dei mezzi di soccorso, primi fra tutti quelli dei vigili del fuoco. D’altro canto – come osserva Stefano Deliperi in una nota – il comune di Cagliari non ha voluto mai occuparsi seriamente del problema e non ha previsto neppure nel piano urbanistico le necessarie fasce di rispetto che assicurino almeno una distanza di sicurezza fra gli impianti e le case di abitazione. Stesso discorso per i ripetitori radiotelevisivi e per quelli della telefonia mobile: si va avanti in una situazione di far-west, chi arriva primo vince. Nei mesi scorsi è stata depositata una proposta di legge di iniziativa ecologista, firmata da Federico Palomba (Idv), perchè ciascun comune sia obbligato a dotarsi di un regolamento urbanistico che preveda l’ubicazione degli impianti pericolosi. La speranza è che venga presa in considerazione, perchè il problema – sottolinea Deliperi – riguarda ormai tutto il paese.
L’ignoranza, la pigrizia e/o la convenienza sottese al voto popolare non diminuiscono la responsabilità della “gente” rispetto a quelle dei personaggi incaricati di gestire la cosa pubblica con scelte scellerate bipartisan (basti pensare agli inceneritori che riscuotono grandi successi a destra come a sinistra).
Consola, per modo di dire, che neanche i responsabili di questo “progresso scorsoio” (per dirla con Andrea Zanzotto), e così pure i loro discendenti, possano sfuggire alle conseguenze annunciate da più parti e, in realtà, chiaramente visibili fin d’oggi.
+ elettrosmog significa + leucemia infantile e questo basta e avanza per prendere tutte le precauzioni necessarie come spostare le linee elettriche (ora a Quartu lo fanno al parco di Piz’e serra), le centrali e i ripetitori, perchè la salute dei cittadini deve venire prima di tutto.
la salute dei cittadini è all’ultimo posto dei politici che ci amministrano: noemi, papi, vespa e veronica rincretiniscono la gente che non capisce più quali sono i suoi interessi.
15 KV(15.000 volt) è media tensione. Negli edifici entra la bassa tensione 380 (220) volt.Alfonso Pecoraro Scanio visitò via Aosta molti anni fa.C’ero anch’ioQuesta storia dimostra come i gruppi di potere ENEL, Ferrovie,Costruttori, Ordini etc etc sanno quello che vogliono……e come occupare il Parlamento.Per questo Grazie al Gruppo d’Intervento Giuridico che non molla mai!
l’elettrosmog è il più insidioso degli inquinamenti, nessuno se ne accorge fin quando non si ammala e nemmeno allora lo collega all’alta tensione o ai ripetitori e poi è troppo tardi. non facciamo abbastanza.