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La “legnaia” è abusiva sotto il profilo paesaggistico !

 

Mentre il presidente della Commissione cultura del Consiglio comunale di Cagliari Maurizio Porcelli (quello che ama gli extracomunitari) vorrebbe spettacoli anche in pieno inverno all’Anfiteatro romano al modico costo di 500 mila euro, è giunta un’eloquente comunicazione dal Servizio Governo del territorio e tutela paesaggistica per le province di Cagliari e di Carbonia-Iglesias: "alla data odierna non sono pervenute ulteriori istanze" (nota n. 16101/GTCA del 29 maggio 2009) rispetto a quanto già reso noto nel 2007. In buona sostanza la "legnaia" si deve rimuovere perché, sotto il profilo paesaggistico, è abusiva.  Sì, la sua autorizzazione paesaggistica è scaduta da cinque anni: l’aveva confermato l’Assessorato regionale dei beni culturali – Servizio tutela del paesaggio (nota n. 20297 del 17 aprile 2007) dopo la nostra ennesima denuncia dello scorso 27 gennaio 2007.      Infatti, ai sensi degli artt. 16 del regio decreto n. 1457/1940 e 158 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i., l’autorizzazione paesaggistica perde efficacia con lo scadere del periodo di cinque anni dall’emanazione (Cass. pen., sez. III, 7 agosto 2007, n. 32200; Cons. Stato, sez. VI, 22 agosto 2003, n. 4766; Cons. Stato, sez. V, 14 gennaio 2003, n. 87; T.A.R. Puglia, sez. II, 7 novembre 2002, n. 4854).

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico avevano rivolto una nuova istanza, il 25 marzo 2009, per la rimozione della persistente "legnaia" ormai illegittima dall’Anfiteatro romano al Ministero per i beni e attività culturali, Direzione regionale per i beni culturali ed ambientali, alle Soprintendenze per i beni ambientali ed archeologica, alla Direzione generale regionale per la pianificazione territoriale urbanistica e vigilanza edilizia, al Servizio regionale di governo del territorio e tutela paesaggistica di Cagliari, all’Assessorato regionale dei beni culturali, al Comune di Cagliari ed alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, (per le eventuali ipotesi di reato).  Alla magistratura competente è stato richiesto di verificare l’opportunità di un eventuale sequestro penale del monumento ed ora le verrà inviata anche la comunicazione del Servizio Governo del territorio e tutela paesaggistica per le province di Cagliari e di Carbonia-Iglesias

Le recenti dichiarazioni dell’Assessore comunale alla cultura Giorgio Pellegrini e le iniziative della Commissione consiliare comunale della cultura, infatti, depongono per un mantenimento sine die dell’attuale allestimento.  Sta infatti per iniziare una nuova stagione teatrale estiva, nonostante la precedente analoga istanza: anche la stagione degli spettacoli estivi 2008, curata da specifiche Imprese, si è regolarmente svolta, con tanto di lucrose sponsorizzazioni da parte di amministrazioni pubbliche.     In realtà, l’allestimento ligneo – la ben nota "legnaia" – non è da anni più munito di autorizzazione paesaggistica ed è, quindi, abusivo.    In data odierna, quindi, segue uno specifico esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari perché faccia i suoi opportuni accertamenti.

Già nell’ottobre 2007 si era diffusa la notizia dell’apertura di un’indagine per accertamenti da parte della competente magistratura inquirente.  Nel settembre 2007 l’Assessore regionale dei beni culturali Maria Antonietta Mongiu si era espressa per l’immediato smantellamento, evidentemente dimenticandosi di far seguire alle parole i fatti.    Nel giugno 2007, dopo vari insistenti solleciti, anche il castigatore delle malefatte italiche Beppe Grillo, durante uno spettacolo proprio all’Anfiteatro romano, si era espresso per lo smantellamento della "legnaia" ed un nuovo allestimento teatrale.  Il medesimo Comune di Cagliari avrebbe, a suo tempo, inserito in bilancio una congrua somma per la rimozione. Troppo comoda la giustificazione sempre addotta secondo cui non sarebbero state predisposte alternative, visto che spettava in primo luogo proprio all’Amministrazione comunale (titolare del bene storico-archeologico) elaborare una proposta di utilizzo alternativa, finalmente corretta sotto il profilo della conservazione e della fruizione culturale.  A tutt’oggi, comunque, nulla è stato fatto.

A questo punto poco giovano campagne di stampa faziose, poco rispettose della realtà e condite da "numeri" non verificabili.     Se l’interesse – come si spera – è unicamente quello di preservare un suggestivo luogo di spettacolo, la soluzione proponibile è semplice e definitiva: rimuovere la "legnaia" e montare un allestimento teatrale, tribune comprese, avendo sullo sfondo l’Anfiteatro romano.   Un allestimento speculare, "al contrario" di quello attuale, tanto per capirci.   Il vecchio "piano Malgarise" di vent’anni fa, commissionato dal Comune e messo in un cassetto.   Così come avviene ogni estate a Nora (Pula) e nessuno – ma proprio nessuno – ci trova da ridire o ci monta sù tristi polemiche.  Così si potrebbe salvaguardare e fruire nel suo naturale aspetto di "bene culturale" il più importante monumento di epoca romana della Sardegna ed uno dei soli tre anfiteatri romani scavati nella roccia tuttora esistenti.  Al contempo si avrebbe un luogo di spettacolo unico.  

L’Anfiteatro romano (uno dei tre soli anfiteatri romani scavati nella roccia ancora esistenti) riveste le caratteristiche di "bene culturale" ai sensi degli artt. 10 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 ed è tutelato con vincolo paesaggistico ai sensi dell’art. 142, comma 1°, lettera m, del decreto legislativo n. 42/2004. Ai sensi dell’art. 20 del decreto legislativo n. 42/2004, "i beni culturali non possono essere distrutti, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure da recare pregiudizio alla loro conservazione".

L’intervento di allestimento ligneo, definito in tutti gli atti disponibili "temporaneo e reversibile", risulta autorizzato con condizioni sul piano della tutela archeologica con note Soprintendente Beni Archeologici n. 7252/1 del 14 ottobre 1998, n. 8840 del 9 novembre 1998, n. 9373 del 25 novembre 1998, n. 8989/1 del 23 dicembre 1999 (relativa alle modalità del rilievo archeologico, che presuppone la completa rimozione degli interventi) n. 9170 del 30 dicembre 1999 (individuazione dei 44 punti di appoggio ed ancoraggio) e n. 3375/1 del 16 maggio 2000; d’altra parte, la Soprintendenza per i beni Archeologici non poteva autorizzare un intervento relativo ad "usi non compatibili con il carattere storico od artistico oppure tali da creare pregiudizio alla conservazione o integrità" ex art. 21 del decreto legislativo n. 490/1999 allora vigente (Cass. pen., sez. III, 19 gennaio 1994, n. 2288).      

Analogamente l’Assessorato reg.le P.I. e BB.CC. – Ufficio tutela paesaggio aveva rilasciato il nullaosta paesaggistico n. 9164 del 30 novembre 1998 ex art. 151 del decreto legislativo n. 490/1999 allora vigente "visto il carattere di amovibilità e temporaneità dell’intervento" ed il medesimo Consiglio comunale aveva approvato il progetto definitivo ex art. 42 della normativa di attuazione. P.R.G. allora vigente (deliberazione n. 21 del 23 febbraio 1999) con la considerazione che "il progetto è costituito essenzialmente da strutture di adeguamento quasi interamente amovibili ad eccezione di alcuni locali (servizi igienici, n.d.r.) di modesto volume".          L’intervento comunale di allestimento ligneo ha beneficiato di un finanziamento pubblico di 6,5 miliardi complessivi di vecchie lire ai sensi della legge n. 270/1997 e della legge regionale n. 30/1993 condizionato all’utilizzo dell’intervento medesimo per almeno 5 anni, scaduti nel 2005.
Il T.A.R. Sardegna, con sentenza del 24 febbraio 2006, accoglieva, poi, le ragioni del Soprintendente per i beni archeologici che chiedeva la rimozione dell’allestimento ligneo Il Comune di Cagliari ha perso il ricorso. Infatti, con la nota n. 6735 del 9 ottobre 2000 il Soprintendente Archeologico di Cagliari invitava il Comune di Cagliari "a provvedere, con la consentita sollecitudine, alla restituzione del monumento alla naturalità del contesto archeologico e perciò a rimuovere tutte le impalcature lignee relative alla platea ed al palco, nonché alle gradinate delle estremità settentrionale, orientale e occidentale e delle relative vie di fuga, fatti salvi gli apprestamenti idonei a consentire l’agibilità dell’edificio alla visita del pubblico … e quanto altro necessario a garantire, sul piano della sicurezza, il rispetto della normativa vigente". Detta nota veniva dall’Amministrazione comunale cagliaritana impugnata davanti al T.A.R. Sardegna con l’esito sostanziale di fermare fino al momento attuale qualsiasi operazione di rimozione di quello che doveva essere un allestimento amovibile e temporaneo.

E’ ora che l’Anfiteatro romano ritorni ad essere il principale monumento romano dell’Isola, non più una "legnaia".

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

 

da L’Unione Sarda, 10 giugno 2009

Comune. La proposta di Porcelli: deve vivere tutto l’anno.  L’Anfiteatro romano pronto a ospitare i concerti estivi. Per Maurizio Porcelli l’arena monumentale deve vivere tutto l’anno. Non solo spettacoli, ma visite guidate per cagliaritani e turisti. Ma servono finanziamenti e un accordo tra Comune e Regione.              Andrea Artizzu

«L’Anfiteatro romano deve vivere tutto l’anno». Maurizio Porcelli, presidente della Commissione cultura del Comune, si muove entusiasta tra gli operai che da circa 15 giorni lavorano per la sistemazione di palco e gradinate del monumento ai piedi del colle di Buoncammino. «I lavori saranno completati tra pochi giorni, tutto deve essere pronto per il 18 giugno, giorno del concerto di Lucio Dalla». Il suo cruccio è assistere impotente a quello che a prima vista sembra uno spreco di denaro. «L’anfiteatro è chiuso da settembre del 2008. Per rimetterlo in sesto abbiamo speso 300 mila euro. Con altri 200 mila potrebbe essere disponibile tutto l’anno. Soprattutto ai cagliaritani».
LA PROPOSTA Porcelli è un fiume in piena. «Per portare avanti il nostro progetto è necessario che in tempi stretti venga istituito un tavolo di discussione tra il sindaco Emilio Floris e l’assessore regionale alla Cultura Lucia Baire. Il Comune da solo non ce la può fare». Qual è la vostra proposta? «Basta sperperare soldi. L’Anfiteatro deve essere parte integrante di un quadrilatero di storia, cultura e ambiente composto da Orto botanico, Orto dei cappuccini e la Villa di Tigellio». E proprio il collegamento con l’Orto botanico sembra il più immediato. «Abbiamo raggiunto un’intesa con il responsabile per l’abbattimento del muro di separazione, in modo da farlo diventare un unico spazio. Non solo – continua Porcelli – l’Orto botanico è disposto a estendere la flora anche nell’Anfiteatro, in sostanza curerebbe il verde».
VISITE GUIDATE Ma servono finanziamenti per mettere in sicurezza e visitabile un patrimonio di inestimabile valore. «Abbiamo in programma l’istituzione di visite guidate, curate dagli archeologi dell’associazione Specus. Quest’anno partiremo con tour notturni». Non solo cultura. «L’Anfiteatro deve diventare fonte di reddito e occupazione: secondo i nostri calcoli almeno venti ragazzi potrebbero ricevere una busta paga lavorando qui. C’è poi la necessità di avere un punto ristoro degno di questo nome per dare la possibilità a tutti di sorseggiare una bibita fresca in uno scenario così spettacolare».
I LAVORI Anche ieri mattina, sotto una cappa asfissiante, 20 operai del Teatro lirico e 10 di alcune imprese esterne erano al lavoro per il restyling dell’arena. «L’unica in grado di accogliere spettacoli estivi di un certo livello». Entro lunedì prossimo tutto dovrà essere pronto. «Anche il terzo anello ha ottenuto l’agibilità», afferma Porcelli. «Oltre 1300 posti che andranno ad aggiungersi ai 1400 del secondo anello, agli 800 del primo e ai mille della platea. In totale 4500».

(foto C.B., S.D., archivio GrIG)

  1. gruppodinterventogiuridico
    4 Gennaio 2010 a 22:50 | #1

    il consigliere Porcelli, Massimo Palmas (che ci guadagna) e il sindaco Floris straparlano sull’Anfitearo-legnaia.

    da L?Unione Sarda, 4 gennaio 2009

    «I concerti? Ancora all’Anfiteatro».Floris d’accordo con la commissione cultura: «Ma serve un confronto con la Regione». Porcelli: ultimo anello da rimuovere. Oggi un sopralluogo.Il sindaco: «L’Anfiteatro dovrebbe continuare ad ospitare spettacoli». Ma la tribuna, in parte degradata, dovrebbe essere sostituita. (Antony Muroni)

    Un’ultima estate e poi si chiude agli spettacoli? Si dice da dieci anni, eppure una soluzione alternativa non c’è. Perché l’Anfiteatro romano resta, per molti, l’ambientazione migliore per i grandi eventi musicali e di spettacolo della bella stagione cagliaritana. Anche se l’attuale legnaia, sistemata sulle antiche vestigia romane, dovrà essere quantomeno sostituita.

    LA RIUNIONE. Se ne parlerà già oggi, nel corso della riunione della commissione Cultura, convocata dal presidente Maurizio Porcelli e alla quale parteciperà anche il sindaco Emilio Floris. Le condizioni dell’Anfiteatro romano, che ha ospitato indimenticabili esibizioni anche nel corso dell’ultima estate, suggeriscono un intervento di recupero definitivo che non è più rinviabile. Per questo la commissione domani effettuerà un sopralluogo sul posto, per rendersi conto della situazione e avviare il confronto con l’assessorato ai Lavori pubblici. Pare certo che quest’anno non basteranno i soli 200 mila euro per rendere fruibile l’area e il palcoscenico. «Perché il legno dell’ultimo anello andrà rimosso, visto il suo attuale degrado, che compromette la sicurezza – anticipa Maurizio Porcelli – la soluzione, visto che siamo già all’inizio di gennaio e che agli spettacoli non mancano più di cinque mesi, è pensare a una sistemazione che ci permetta di non perdere capienza. Perché, per l’estate 2010, do comunque per scontato che l’Anfiteatro debba continuare a essere il luogo degli spettacoli».

    ALTERNATIVE. La verità è che mancano alternative serie, visto che all’orizzonte non c’è ancora il progetto della grande arena per gli spettacoli, della quale si parla da anni. È partito l’iter per la costruzione di un nuovo Palazzetto dello sport, nella zona di via San Paolo. Il progetto è stato pensato anche in funzione dei grandi eventi, ma difficilmente d’estate sarebbe possibile pensare a dei concerti da far svolgere al chiuso.

    ABBANDONO. In attesa del sopralluogo, ieri la zona dell’Anfiteatro si mostrava in stato di quasi abbandono: erba alta, buche e una struttura lignea quasi devastata dal maltempo autunnale e di inizio inverno. «È una questione antica, che denunciamo anno dopo anno. Ma ritengo che, comunque, l’atmosfera che si respira qua sia unica per quel che riguarda ogni forma di arte», conclude Porcelli. E in suo soccorso arriva Massimo Palmas, di Sardegna concerti: «Sono gli artisti stessi a chiederci di potersi esibire qua – racconta – sia per l’acustica che per il contatto diretto con il pubblico. Senza scordare le questioni legate alla capienza: poter ospitare 4500 persone è il minimo per garantire la sostenibilità degli investimenti».

    LA GIUNTA. Dal sindaco arriva un’indicazione di base ma anche una richiesta di approfondimento: «A mio avviso l’Anfiteatro dovrebbe continuare ad essere utilizzato come arena per gli spettacoli – dice Emilio Floris -. È una struttura da salvaguardare che ci assicura uno scenario impareggiabile, ma prima di prendere una decisione occorre concludere il confronto avviato con la Regione. Abbiamo ipotizzato un concorso di idee per stabilire quale possa essere il modo migliore per valorizzarla. Non basta dire che è bella, va resa fruibile e non abbandonata».

    IL PRECEDENTE. La questione delle tribune fatte collocare ai tempi della Giunta guidata da Mariano Delogu fa discutere da anni: la Soprintendenza chiede che vengano rimosse mentre le amministrazioni comunali che si sono succedute (e con esse il Teatro Lirico, che ha in concessione l’Anfiteatro romano) le hanno ritenute indispensabili per la buona riuscita delle manifestazioni. E in effetti, negli anni, in quel magico scenario sono stati tanti gli spettacoli che hanno regalato agli spettatori delle emozioni indimenticabili.

  2. gruppodinterventogiuridico
    16 Giugno 2009 a 0:07 | #2

    da Il Sardegna, 15 giugno 2009

    Anfiteatro, attacco ambientalista «Tribune abusive da rimuovere». La polemica. Autorizzazione paesaggistica scaduta 5 anni dopo il rilascio. Annunciato un esposto alla Procura. Il Comune: a ottobre via la gradinata più alta, platea spostata in avanti e 500 posti in meno. (Ennio Neri)

    «Ad oggi non sono pervenute ulteriori istanze». La tutela del paesaggio conferma: l’autorizzazione per le tribune sull’anfiteatro romano non è stata rinnovata. «Questo dimostra che la legnaia è abusiva», sottolinea Stefano Deliperi del Gruppo di Intervento giuridico. Alla vigilia della stagione teatrale estiva, gli ambientalisti passano all’attacco delle tribune in legno montate sulle scalinate dell’anfiteatro romano. Forte dell’ultimo documento (redatto il 29 maggio 2009) favorevole, Deliperi chiede l’immediata rimozione della legnaia, e annuncia un nuovo esposto alla Procura della Repubblica. «Mentre il presidente della Commissione cultura del Consiglio comunale di Cagliari, Maurizio Porcelli, vorrebbe spettacoli anche in pieno inverno al modico costo di 500 mila euro – attacca l’ambientalista – è giunta un’eloquente comunicazione dal Servizio Governo del territorio e tutela paesaggistica per le province di Cagliari e di Carbonia-Iglesias»: “Ad oggi non sono pervenute ulteriori istanze” rispetto a quanto già reso noto nel 2007. «In buona sostanza – aggiunge Deliperi – la ” legnaia” si deve rimuovere perché, sotto il profilo paesaggistico, è abusiva». Rilasciata nel 1999, l’autorizzazione paesaggistica è scaduta dopo 5 anni e già il 27 gennaio 2007 l’assessorato regionale dei Beni culturali – servizio tutela del paesaggio, l’aveva confermato. Il 25 marzo, le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico avevano rivolto una nuova istanza per la rimozione della “legnaia” dall’Anfiteatro romano a tutti gli uffici competenti. Un esposto è stato spedito anche alla Procura della Repubblica. Gli verrà allegato il documento del Servizio Governo del territorio e tutela paesaggistica per le province di Cagliari e di Carbonia-Iglesias. «Le recenti dichiarazioni dell’assessore comunale alla cultura e le iniziative della commissione Cultura, depongono per un mantenimento sine die dell’attuale allestimento – prosegue l’ambientalista – sta infatti per iniziare una nuova stagione teatrale estiva. Anche la stagione degli spettacoli estivi 2008, curata da specifiche imprese, si è regolarmente svolta, con tanto di lucrose sponsorizzazioni da parte di amministrazioni pubbliche. In realtà – conclude Deliperi – l’allestimento ligneo, non è da anni più munito di autorizzazione paesaggistica ed è, quindi, abusivo». Il Comune intanto ha già annunciato: a ottobre la legnaia sarà ridimensionata. Via la gradinata più alta e platea spostata in avanti. La struttura perderà così 500 posti, ma la parte archeologica del monumento sarà un po’ più riconoscibile.

  3. gruppodinterventogiuridico
    16 Giugno 2009 a 0:04 | #3

    da La Nuova Sardegna, 15 giugno 2009

    Nuova offensiva delle associazioni ecologiste contro la mega-struttura in legno che l’amministrazione comunale non vuole ancora smontare. «Le tribune dell’anfiteatro romano sono abusive». Autorizzazione scaduta da cinque anni, esposto alla Procura della Repubblica. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Le tribune in legno installate all’anfiteatro romano dall’amministrazione Delogu sono abusive. A sostenerlo, documenti alla mano, sono il Gruppo di Intervento giuridico e gli Amici della Terra: l’autorizzazione paesaggistica – è scritto in una nota – è scaduta da cinque anni e non c’è stata nel frattempo alcuna richiesta di rinnovo. La conferma arriva dal servizio governo del territorio e tutela paesaggistica della provincia, che ha risposto al quesito delle associazioni ecologiste. Quindi, norme alla mano, l’orribile struttura in legno dev’essere rimossa. Obbligo teorico, perchè la stagione estiva dell’anfiteatro è stata già programmata in barba alla legge. La notizia – osserva Stefano Deliperi – arriva proprio «mentre il presidente della commissione cultura del consiglio comunale Maurizio Porcelli vorrebbe spettacoli anche in pieno inverno all’Anfiteatro romano al modico costo di 500 mila euro». A conferma di una realtà ormai assodata: sentenze del Tar, pronunciamenti degli organismi di controllo, pareri di storici autorevoli e di archeologi qualificatissimi, nulla è bastato a convincere l’amministrazione comunale che il monumento deve tornare ad essere un monumento. E’ stata più forte la necessità di tenere in piedi uno spazio per manifestazioni pubbliche che in quasi vent’anni le giunte di centrodestra non sono riuscite a creare. Ma torniamo agli aspetti tecnici del caso anfiteatro, trasformato in una sorta di stadio di San Siro con i sei miliardi concessi alla città in base al Giubileo del 2000. Quei soldi erano destinati, stando alla legge, al restauro di chiese monumentali, siti storici e culturali. Il Comune invece – ispirato dall’allora sovritendente del teatro lirico Mauro Meli – scelse di cancellare la visibilità del più importante dei monumenti della città. Lo scopo dichiarato era di aumentare la capienza dell’anfiteatro fino a cinquemila posti per dare spazio a grandi produzioni di musica lirica e sinfonica. Da allora, scomparsa la lirica e uscita dalla gestione dello spazio la Fondazione del teatro lirico, il teatro romano è passato alla gestione di imprenditori privati dello spettacolo. Privi di alternative, perchè la città non offre alternative. Nel caso dell’anfiteatro però bisognerebbe rispettare la legge, ma secondo le due associazioni ecologiste esiste più di un punto interrogativo: già il Servizio tutela del paesaggio dell’assessorato regionale ai beni culturali aveva comunicato l’assenza di un’autorizzazione paesaggistica valida il 17 aprile del 2007, rispondendo a un’altra denuncia degli ecologisti. Poi, il 25 marzo 2009, è partita una nuova istanza «per la rimozione della persistente ‘legnaia’ ormai illegittima» dall’Anfiteatro romano al Ministero per i beni e attività culturali, Direzione regionale per i beni culturali ed ambientali e ad altre autorità, compresa la Procura della Repubblica. «Alla magistratura – è scritto nella nota firmata da Deliperi – è stato richiesto di verificare l’opportunità di un eventuale sequestro penale del monumento ed ora le verrà inviata anche la comunicazione del Servizio Governo del territorio e tutela paesaggistica per le province di Cagliari e di Carbonia-Iglesias». Questo perchè «le recenti dichiarazioni dell’assessore comunale alla cultura Giorgio Pellegrini e le iniziative della commissione consiliare comunale della cultura depongono per un mantenimento sine die dell’attuale allestimento. Sta infatti per iniziare una nuova stagione estiva, nonostante la precedente analoga istanza. Anche la stagione degli spettacoli estivi 2008 si è regolarmente svolta, con tanto di lucrose sponsorizzazioni da parte di amministrazioni pubbliche. In realtà l’allestimento ligneo non è da anni munito di autorizzazione paesaggistica ed è quindi abusivo».

  4. Stefano Deliperi
    13 Giugno 2009 a 23:09 | #4

    la foto è di qualche mese fa, ma non credo che sia cambiato nulla.

  5. Pina
    12 Giugno 2009 a 19:21 | #5

    Ma quello della seconda foto è l’allestimento di quest’anno? Si vede benissimo che c’è lo spazio per mettere gli spalti dalla parte opposta.

  6. Bio IX
    12 Giugno 2009 a 12:21 | #6

    Non sembra, ma sono passati tredici anni da quando Elio e Co. cantavano “parcheggi abusivi, applausi abusivi, villette abusive, abusi sessuali abusivi …”.

    Siamo e saremo (forse per) sempre la Terra dei Cachi.

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