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Idee nebulose sul futuro del piano paesaggistico regionale.

 

Oggi si è conclusa la "fase di ascolto" sulle esigenze degli Enti locali, delle associazioni imprenditoriali e sindacali, delle associazioni ambientaliste e delle parti sociali in genere sulla pianificazione paesaggistica regionale. Non finisce qui. A breve un’altra serie di incontri con gli Enti locali.  L’impressione è quella di intenzioni non ancora chiare, pur avendo chiaro il fatto che dalla rivoluzione del P.P.R. non si potrà più tornare indietro. Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno presentato e formalizzato le loro proposte nei tavoli tematici del 26 giugno scorso.  E gli sviluppi saranno seguiti molto scrupolosamente.

Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico

 

da www.regione.sardegna.it

Conferenza regionale sul Piano Paesaggistico.

Con le conclusioni tratte dall’assessore dell’Urbanistica Gabriele Asunis e dal presidente Cappellacci, sono terminati i lavori della Conferenza regionale sul Piano paesaggistico regionale. "Ritengo che questo metodo di lavoro, basato sul dialogo e il confronto con le amministrazioni istituzionali, sia l’unico efficace e davvero produttivo in un senso di crescita e di vera salvaguardia territoriale – ha detto il Presidente Cappellacci. Il responsabile dell’Urbanistica ha dichiarato: "Dalla seconda settimana di luglio conto di riavviare un’altra serie di incontri con gli amministratori locali, stavolta per delineare insieme le strategie del Piano paesaggistico.

CAGLIARI, 30 GIUGNO 2009 – Con le conclusioni tratte dall’assessore dell’Urbanistica Gabriele Asunis e dal presidente Cappellacci, sono terminati nel tardo pomeriggio i lavori della Conferenza regionale sul Piano paesaggistico Regionale, apertasi stamani al palacongressi di Cagliari. Lo scopo dell’appuntamento cagliaritano, era quello di fare sintesi delle sollecitazioni provenienti dal territorio e raccolte dalla Regione in occasione delle 9 conferenze territoriali che hanno anticipato l’incontro di oggi, nonché ascoltare e far tesoro dei contributi elaborati dai tre distinti tavoli tematici, in programma il 25 giugno sempre alla fiera di Cagliari e presentati nel corso dei lavori: il primo, illustrato dal dirigente della Regione Giorgio Costa, aveva come argomento "Dai principi del PPR a una strategia condivisa per la valorizzazione del paesaggio della Sardegna"; la presentazione del 2° Tavolo, "Il quadro normativo" è stata curata dal direttore dell’ANCI Sardegna Umberto Oppus, mentre l’illustrazione dei lavori del 3° Tavolo "La pianificazione paesaggistica locale: il ruolo degli Enti locali per la valorizzazione del paesaggio della Sardegna" è stata affidata a Tore Cherchi Presidente del Coordinamento regionale delle Associazioni EE. LL. della Sardegna.    In precedenza, subito dopo gli interventi di apertura del sindaco di Cagliari Floris, del presidente Cappellacci e dell’assessore dell’Urbanistica Asunis, il direttore generale della Pianificazione urbanistica territoriale e della vigilanza edilizia, Marco Melis, ha ricostruito il processo partecipato attivato con la collaborazione di Comuni e province illustrando il percorso compiuto dalla Regione. seguire sono intervenuti i rappresentanti delle parti sociali, economiche e sindacali e della Consulta regionale delle professioni intellettuali dell’area tecnica della Regione.   Hanno chiuso i lavori l’assessore regionale Gabriele Asunis ed il presidente della Giunta Ugo Cappellacci. Il responsabile dell’Urbanistica ha dichiarato : "Dalla seconda settimana di luglio conto di riavviare un’altra serie di incontri con gli amministratori locali, stavolta per delineare insieme le strategie del piano paesaggistico. La Regione punta innanzitutto a fare chiarezza sugli articoli che riguardano i centri matrice e i beni identitari e le deroghe alle norme generali. Si profila un provvedimento unico con le norme su questi punti e con quelle del piano casa. "Da parte della Giunta non c’e’ alcuna volonta’ di mettere in discussione i principi legislativi alla base del ppr", ha ribadito Asunis, "cioe’ i principi ispiratori alla base dei piani territoriali paesaggistici approntati dalla Regione a meta’ degli anni Novanta". "Sul piano casa sconteremo un ritardo di 4-8 settimane rispetto ad altre regioni", ha dichiarato il presidente della Regione Ugo Cappellacci, "ma era necessario lasciare spazio al confronto. Vareremo il piano, che dara’ grandi possibilita’ e riguardera’ anche gli edifici pubblici, entro meta’ luglio,dopo un confronto interno alla maggioranza di Governo. Possiamo affermare – ha esordito Cappellacci – che il 12 maggio scorso è stata una data memorabile, perché è durante la conferenza stampa di quella giornata che si sono poste le basi per una concertazione e una programmazione, i cui intenti ponevano in primo piano la discussione per la valorizzazione del Piano Paesaggistico Regionale. In quella data ci siamo innanzitutto posti alcuni traguardi. Traguardi importanti sui quali si è immediatamente sentita l’esigenza di far coincidere le aspettative di ogni ente e amministrazione istituzionale.  Gli appuntamenti che sono seguiti: 18 maggio ad Alghero e Arzachena con 111 persone presenti e 25 enti locali rappresentati, il 22 Lanusei e Muravera dove hanno partecipato rispettivamente 85 e 94 persone a rappresentanza di 22 e 15 Comuni e denti locali, 4 giugno conferenza territoriale di Pula con 34 enti locali e 122 esponenti degli stessi presenti, poi l’8 ad Oristano che ha visto la partecipazione di 39 Enti locali con più di un centinaio di persone, il giorno seguente a San Gavino Monreale con una partecipazione di 79 persone e 27 enti locali, il 16 incontro a Carbonia con 88 partecipanti a rappresentanza di 24 Comuni ed Enti locali, e infine l’appuntamento precedente a questo di oggi, ossia il 23 giugno a Nuoro – che ha visto la partecipazione di 25 Enti locali e di 104 persone presenti – , hanno segnato una tappa fondamentale. Perché ogni voce istituzionale ha avuto la possibilità di esporre le proprie idee, i propri bisogni territoriali.    È così che la buona politica pone le basi per una buona amministrazione. Il coro è polifonico, eppure il suono che si sente è quello di un’unica nota.    Si sono svolte 9 conferenze, precedute da altrettanti tavoli preliminari, alle quali sono stati invitati tutti i 377 comuni della Sardegna, e alle quali sono stati trattati 943 punti. Hanno partecipato attivamente 237 amministrazioni locali, 8 province, per un totale di 918 partecipanti. Gli obiettivi principali che ci siamo soffermati a mettere in evidenza in questi appuntamenti territoriali sono stati quelli di attivare un processo partecipativo con il territorio, intraprendere una riflessione condivisa tra i soggetti coinvolti nel processo di riconoscimento e valorizzazione del paesaggio, definire piani e strumenti normativi maggiormente condivisi, contribuendo a migliorare l’efficacia del Piano Paesaggistico Regionale. "L’intervento dell’Esecutivo ha confermato – ha sottolineato Cappellacci – il metodo della partecipazione e della condivisione. Soprattutto davanti a quelle che sono le scelte più importanti da compiere per il bene generale dell’Isola. Desideriamo, inoltre, confermare l’impegno di sviluppare una politica rispettosa dell’ambiente e delle prerogative locali, ed è proprio questo il motivo che ci ha spinto, prima di assumere le decisioni, al confronto con il territorio, cioè il destinatario di queste pratiche e di questi strumenti.  Siamo consapevoli che l’articolazione del Piano è complessa, ed è per questa ragione che ora più che mai abbiamo chiesto una piena concertazione da parte di tutti gli Enti Locali. Ritengo che questo metodo di lavoro, basato sul dialogo e il confronto con le amministrazioni istituzionali, sia l’unico efficace e davvero produttivo in un senso di crescita e di vera salvaguardia territoriale. Come Presidente della Regione Sardegna – ha proseguito Cappellacci – sono stato chiamato a rispettare i cittadini, e con loro tutte le amministrazioni locali che osservano da vicino i bisogni del proprio Comune e della propria Provincia. Per questo motivo sono convinto che l’azione delle amministrazioni locali, conoscitrici del territorio e titolari di un proprio disegno programmatico ed economico, debba essere ascoltata e rispettata dall’ente Regione. Gli appuntamenti territoriali nelle numerose zone della Sardegna hanno messo in evidenza le diversità del nord, del centro e del sud dell’Isola. Allora la domanda che ci siamo posti due mesi fa all’inizio di questo viaggio, e cioè in che modo valorizzare la nostra meravigliosa terra senza dimenticare le differenze, eppure trovando le giuste sincronie tra la dimensione turistica e la salvaguardia dell’ambiente e delle tradizioni, la giusta proporzione tra il progresso e la natura, la crescita economica e l’esaltazione dei folclori, possiamo dire che ha trovato una risposta. Un riscontro che metteremo nero su bianco attraverso la riformulazione del Piano Paesaggistico Regionale. Se per barriere si intendono dei vincoli che obbligano le nostre coste ad un protezionismo anacronistico e depauperante, allora vi dico niente barriere. Se per tutela si vuole significare un atteggiamento chiuso e sacrificante che danneggia l’economia e la crescita turistica, ebbene noi conieremo un nuovo termine che possa dare il giusto valore alla parola tutela. La Giunta regionale, in ultima analisi, intende predisporre un articolato normativo che, per quanto riguarda il sistema costiero, non consenta un’applicazione dell’incremento volumetrico. Nell’ambito dei 300 metri dal mare, invece, stiamo valutando la possibilità di concedere incrementi di volumetrie per tutti coloro che abbattono il proprio immobile per spostarlo, ricostruendolo, oltre il limite di quella fascia. Attraverso il ciclo di appuntamenti territoriali che si concludono nella giornata odierna, è stato possibile cogliere e ascoltare i bisogni di ogni Comune e Provincia della regione. Un passo obbligato, oserei dire. Perché solo ascoltando tutte le voci del coro è possibile crescere tutti insieme.    Il risultato di questo lavoro, attraverso le questioni emerse nei centri visitati, è solo l’inizio di una migliore definizione delle linee guida per un sistema partecipato di governo. In questo ciclo di appuntamenti territoriali sono stati coinvolti Amministratori locali, tecnici, esponenti del mondo sociale ed economico, le associazioni ambientaliste: tutti hanno partecipato in modo programmatico e con meticolosità alla condivisione di una strategia per la valorizzazione del paesaggio della Sardegna.    Ci siamo ascoltati.    Io credo – ha puntualizzato il capo dell’esecutivo – che questo sia davvero il punto di inizio che ci porterà a concretizzare ciò che ci siamo sempre prefissati per la nostra Regione: semplicità eppure ricchezza, progresso eppure tradizione. Possiamo sentire il profumo del mare e ascoltare il vento tra gli alberi, senza però dimenticare che la Sardegna è un’isola in crescita e che necessita di uno sguardo rivolto non solo al passato e al presente, ma anche e soprattutto al futuro.
Dal momento dell’insediamento di questa nuova Giunta, sono trascorsi circa cento giorni. Nel programma di legislatura presentato al Consiglio Regionale abbiamo affermato con convinzione che il metodo di governo assume valenza almeno analoga a quella dei contenuti, e che è necessario fondare l’azione politico-amministrativa attraverso una forma il più possibile partecipativa. E sin da quel primo giorno abbiamo cercato di capire e analizzare le esigenze del territorio che siamo stati chiamati ad amministrare. In particolare abbiamo sentito l’urgenza di esaminare la pianificazione comunale e provinciale, rilevando che dopo l’avvenuta approvazione del PPR 2006 della precedente Giunta, la maggior parte degli enti locali non sono riusciti ad promulgare i propri strumenti urbanistici, peraltro ritenuti non coerenti con i dettami del PPR dell’Amministrazione regionale. Una situazione questa che ha, ovviamente, creato allarmismi e che ci ha indotti a trasformare le perplessità dei Comuni e delle Province in un percorso condiviso che da voce ai singoli cittadini, confermando in questo modo l’esigenza di fondare la nostra azione sul metodo partecipativo. Non dimenticando, inoltre, di studiare il territorio nella sua duplice accezione di patrimonio ambientale da tutelare e difendere, e di luogo da restituire al protagonismo delle autonomie locali e funzionali. E di rendere dunque efficacie – ha concluso il Presidente – uno dei tre assi strategici del modello di sviluppo per la nostra isola: il turismo. Ma non solo. Le problematiche dovute a quell’idea di tutela che noi, invece, vorremmo dare un nuovo volto, ha creato forti disagi in numerosi settori. Uno di questi, forse il principale, è l’edilizia. Centinaia di cantieri sono bloccati da troppo tempo per contenziosi giudiziari, ed è per questo necessario rivedere il rapporto uomo-territorio. Vogliamo preservare l’ambiente in cui viviamo per consegnarlo integro alle prossime generazioni ma riteniamo fondamentale, allo stesso tempo, promuovere un processo di riforma importante con strumenti adeguati, favorendo in questo modo il confronto con i diversi territori. Bisogna riaccendere la fiammella dell’edilizia per riavviare lo sviluppo economico nella nostra Regione e il nostro obiettivo è quello di avere strumenti adeguati e condivisi con le amministrazioni comunali e provinciali, entro l’inizio di luglio".

da La Nuova Sardegna, 1 luglio 2009

Gli alberghi dentro il Piano casa. Cappellacci: «Approveremo a luglio una nuova legge con regole chiare».  Si apre il dibattito in maggioranza Previsti vantaggi per le ristrutturazioni anche nel settore dell’amministrazione.   Alfredo Franchini

 CAGLIARI. Cappellacci ammette che il suo, nei primi cento giorni, è stato un basso profilo ma assicura la svolta: nella prima quindicina di luglio un maxipiano che raggruppa Ppr e le nuove norme edilizie, a settembre nientemeno che la Finanziaria per il 2010 che costituirebbe un record storico nella consueta tempistica sulle manovre di bilancio. L’annuncio è stato fatto ieri in occasione della Conferenza regionale sul Ppr, momento di sintesi preceduto da nove incontri preliminari e svariati «tavoli» tecnici. L’obiettivo della Giunta è arrivare a una strategia condivisa per la valorizzazione del paesaggio. Un confronto importante ma solo ora – ha ricordato ieri l’Anci – deve incominciare la concertazione. Non ci sarà un semplice piano casa e questo spiega il motivo per il quale la Sardegna è una delle ultime regioni a recepire la legge quadro. La Regione intende approvare un provvedimento unico con le modifiche al piano paesaggistico regionale assieme alle norme sull’edilizia. Spiega Cappellacci: «Sul Piano Casa sconteremo un ritardo di un paio di mesi ma era necessario lasciare spazio al confronto. Vareremo il piano, che darà grandi possibilità e riguarderà anche gli edifici pubblici, entro la metà di luglio, dopo un confronto interno alla maggioranza di governo». Non è tutto. L’altra novità è che l’esecutivo sta lavorando a un «piano alberghi» per rilanciare il turismo e «consentire agli albergatori di recuperare il ritardo accumulato». Previsti strumenti urbanistici ad hoc e vantaggi finanziari. Cappellacci ha anticipato che saranno previsti premi di cubatura per chi ricostruisce con sistemi più moderni e con una migliore efficienza energetica. Il governatore ha ribadito anche l’inserimento di un premio di cubatura per chi decide di demolire immobili sulla costa per spostarli al di là dei 300 metri dal mare. Cappellacci non è entrato nel merito delle percentuali, ma ha assicurato che saranno equilibrate. A un giornalista che gli chiede se il piano sarà l’occasione per porre le basi dell’insediamento di Costa Turchese che interessa la famiglia Berlusconi, il presidente della Regione risponde: «È nostro interesse garantire a qualunque cittadino regole chiare nel rispetto del nostro territorio. Dopo di che non importa se l’imprenditore si chiami Soru, Cappellacci, Berlusconi o Prodi». Nel maxipiano molta attenzione anche per le imprese che avranno la possibilità di ampliare e modificare gli stabilimenti, capannoni e impianti seguendo l’idea del risparmio energetico e della bioedilizia». L’assessore Asunis ha sintetizzato i problemi: «Su tutti la complessità dell’apparato normativo, l’incongruenza di alcune norme, errori cartografici, inapplicabilità delle norme transitorie, problematiche nel quadro normativo riguardo all’agro, illogicità del Ppr per i Comuni dotati di Puc». Tra l’altro – ha denunciato Asunis – c’è la possibilità che il Ppr non sia stato mai pubblicato in alcuni Comuni dell’interno e non potrebbe essere applicato in quei territori. Per il sindaco di Cagliari Emilio Floris «la legge non deve essere mai un ostacolo, ma deve favorire lo sviluppo».

Cherchi: «Ora serve la concertazione».  Le richieste dei Comuni. I costruttori: «Misure anti-crisi».

CAGLIARI. Per l’Anci, l’associazione dei comuni, c’è un punto fermo: nessun piano paesaggistico può prescindere dalla salvaguardia del territorio e dell’ambiente. Dalla fase di ascolto, voluta dalla Regione e chiusa ieri nella conferenza di Cagliari, è emerso il concetto di paesaggio come bene fruibile, che l’uomo crea e in cui lavora. Il presidente dell’Anci Tore Cherchi rivolge un appello perché si faccia «una reale concertazione fra Enti locali e regione, non soltanto attraverso pubblici confronti, ma in apposite sedi decisionali, come le conferenze di servizi». E il direttore dell’Anci Sardegna, Umberto Oppus, ritiene che «sia anche emersa l’esigenza di fissare principi inderogabili. Dare regole certe». Nel confronto sul Ppr sono intervenuti amministratori locali, rappresentanti sindacali e delle organizzazioni imprenditoriali, le associazioni ambientaliste. Da diversi interventi è emersa la discrepanza fra principi del Ppr e la concreta applicazione, oltre alla necessità che regole e programmazione tengano conto delle specificità geografiche, anche nelle aree rurali. Molto pressanti le richieste che il mondo produttivo rivolge alla Regione. Gli imprenditori chiedono politiche sostenibili del processo edilizio, con l’applicazione ad esempio di tecniche di bioarchitettura, forme di gestione e risorse per i beni identitari e paesaggistici. Insomma, un utilizzo del paesaggio come risorsa per il turismo secondo modelli della green economy, puntando su una maggiore sinergia fra coste e zone interne. Quanto ai centri storici e urbani, non basta recuperare gli immobili, ma occorre – è una delle richieste specifiche – rivitalizzarli con servizi e attrezzature. Nelle aree rurali, invece, è necessario chiarire chi può operarvi e abitarvi e valorizzarle anche in chiave turistica, nell’ottica della destagionalizzazione. Emerge, infine, l’esigenza d’incrementare le strutture ricettive esistenti. Api Sarda e Ance (l’associazione dei costruttori di Confindustria), hanno ribadito l’urgenza di norme chiare, per consentire alle imprese di programmare gli investimenti. Se in Sardegna non arriveranno i provvedimenti annunciati entro metà luglio, il settore delle cosrtuzioni entrerebbe in crisi irreversibile, avverte l’Ance ricordando come il comparto impieghi il cinquanta per cento degli addetti delle attività industriali nell’isola. Sull’esigenza di varare il Piano casa aveva insistito nelle ultime settimane la Cna che ha lanciato l’allarme rosso sul settore costruzione: da uno studio effettuato dal Cresme in Sardegna risulta, infatti, che la crisi, peraltro già manifestata, potrebbe ulteriormente aggravarsi nel prossimo autunno se non ci fossero misure adatte per contrastarla.

PER IL PD. Porcu accusa: «Si sta profilando un vero colpo di mano».

 CAGLIARI. «La Giunta si prepara a dare il via libera ad un nuovo assalto speculativo alle coste sarde». Lo sostiene Chicco Porcu (Pd): «Cappellacci torna a parlare di salvaguardia limitata ai soli 300 metri dal mare, dimenticando che la zonizzazione è un concetto superato. Il paesaggio è un unicum che va protetto». A giudizio di Porcu «Cappellacci ipotizza modifiche al PPR facendo venir meno le procedure della cosiddetta Salvacoste che prevede un iter di circa 6 mesi che, in fasi successive, coinvolge enti locali, associazioni, cittadini oltre che lo stesso Consiglio regionale». «Insomma, in tema di paesaggio, si profila un frettoloso colpo di mano. Ed è curioso che altrettanto attivismo la Giunta non l’abbia dimostrato nel difendere il G8 e le risorse per le opere collegate».

 

PER IL PDL. «Il Colle di Tuvixeddu sarà valorizzato con le nuove norme».

 CAGLIARI. «Credo che la necropoli più grande d’Europa, Tuvixeddu, con i nuovi indirizzi della Giunta potrà avere una nuova considerazione che sia rispettosa delle aspettative di coloro che vogliono la salvaguardia e la possibilità di usufruire del sito archeologico, sia quello delle imprese che intendono valorizzare e salvaguardare dall’incuria un territorio che è stato in balia di vandali e tombaroli». Lo dichiara Edoardo Tocco (Pdl). «È sempre difficile – sostiene Tocco – riuscire a trovare un equilibrio fra gli opposti estremismi, vale a dire fra chi vuole mettere sotto campana di vetro inaccessibile il sito archeologico e chi, invece, progetta la sua distruzione per il dio cemento. Credo che il presidente Cappellacci e l’assessore Asunis, abbiano dimostrato questo grande equilibrio».

 

 da L’Unione Sarda, 1 luglio 2009

Piano casa sardo, la Regione è pronta. Fra 15 giorni il progetto di legge, all’interno le modifiche al Ppr.   Enrico Pilia

Alla conferenza sul paesaggio il capo della Giunta annuncia il Piano casa regionale: «Cancelleremo l’attuale Piano paesaggistico». La certezza del diritto. Di una "carta" urbanistica sulla quale fare riferimento. Senza intese dalle maglie apparentemente strette: il nuovo Piano paesaggistico che sta nascendo non sarà neanche lontano parente di quello figlio della maggioranza di centrosinistra. «Lo demoliamo, cancelleremo questa vergogna», dice il presidente della Regione Ugo Cappellacci, «la riscrittura del Ppr è vicina alla fine, inseriremo le modifiche all’interno di un progetto di legge che conterrà il Piano casa regionale». Tre mesi dopo lo sbarco in viale Trento, Cappellacci si tuffa nella pianificazione del paesaggio e annuncia: «Porterò entro la prima metà di luglio in Consiglio il provvedimento della Giunta, faremo chiarezza per i cittadini e per li amministratori, costretti fino a oggi a combattere contro una serie di norme complesse e ingiuste». Ieri, nel corso dell’ultima conferenza regionale sulla pianificazione del territorio, il governatore, l’assessore all’Urbanistica Gabriele Asunis e il direttore dell’assessorato, Marco Melis, hanno ripercorso le tappe del lavoro di ascolto di questi ultimi due mesi, fra un incontro con gli amministratori locali e un tavolo tecnico, per arrivare al nuovo Ppr e al Piano casa, in linea con le strategie del Governo nazionale sul tema della riqualificazione edilizia.

IL PROGETTO. Un disegno di legge, quindi, pronto nelle prossime settimane dove ci sarà spazio non solo per i provvedimenti sull’edilizia residenziale, ma anche per le imprese e per gli alberghi. «Dopo un ulteriore confronto con la maggioranza, presenteremo il nostro Piano casa – ha spiegato Cappellacci – siamo convinti che occorra un salto in avanti per lo sviluppo in alcuni settori strategici come il turismo, che attualmente ha un’incidenza solo dell’8 per cento sul Pil regionale». Ci sarà un importante capitolo legato agli alberghi, all’interno del Piano casa: sarà prevista la possibilità di riqualificare le strutture alberghiere con volumetrie "tecniche" (realizzazione di centri congressi e centri benessere), mentre è ancora all’esame la possibilità di concedere un aumento delle cubature, soprattutto per quanto riguarda gli alberghi nella fascia dei 300 metri dal mare. Ci sarà, per le imprese turistiche, la possibilità di accesso al credito attraverso «strumenti finanziari agevolati, per questo abbiamo avuto già dei contatti con la Banca europea degli investimenti», ha detto il presidente Cappellacci.

CASE E IMPRESE. Il Piano casa regionale accoglierà, come è ovvio, i principi-guida di quello nazionale, con le premialità di cubatura per chi ristruttura secondo le norme che regolano il rispetto dell’ambiente e il risparmio di energia. Uno dei nodi ancora da sciogliere riguarda l’edilizia nella fascia sottoposta a tutela assoluta, quella vicina al mare: la Giunta sembra orientata a concedere la possibilità di rimodulare le case vicino al mare, senza "premi" di cubatura, mentre resta l’incentivo ad abbattere e ricostruire oltre i 300 metri, con cubature in più fino al 35 per cento. Per le imprese sarde ci sarà la possibilità di ampliare e modificare gli stabilimenti, capannoni e impianti seguendo la traccia nazionale del risparmio energetico e della bioedilizia. Infine, il Piano casa conterrà anche norme che modificheranno il Piano paesaggistico regionale sui beni identitari, sulle norme transitorie e sull’applicazione dei Piani urbanistici comunali in vigore alla data di approvazione della legge sulle coste.

 

(vignetta da www.lanuovasardegna.it, foto J.I., S.D., archivio GrIG)

  1. Stefano Deliperi
    2 Luglio 2009 a 23:43 | #1

    ciao Sandro,

    mi pare che il signor Paolo Murgia stia cercando di fare al meglio soltanto i propri interessi, altro che Robin Hood!

    da La Nuova Sardegna, 2 luglio 2009

    Sfida a Silvio: Costa Turchese è mia. Pastore di 85 anni in causa con i Berlusconi, rivendica l’usucapione. Potrei prendermi tutti i 500 ettari per ora sono disposto ad accontentarmi di tre milioni. (Enrico Gaviano)

    OLBIA. Paolo Murgia, 85 anni, pastore, è già diventato un eroe sui blog di internet. C’è chi lo definisce il D’Artagnan sardo, chi gli offre il segretariato (nazionale) del Pd. Tutto perché tiene sotto scacco i Berlusconi, contendendo la proprietà di 500 ettari di Costa Turchese. Murgia non parla di politica, ma la sua storia dimostra come chi lavora sodo e ha una testa per pensare può anche beffare la forza del denaro. Murgia rivendica la proprietà di una parte degli ettari che l’Edilizia Alta Italia che Berlusconi possiede dopo alcuni passaggi societari iniziati negli Anni Ottanta e su cui c?è un mega progetto: ville e alberghi per 278mila metri cubi e un porto turistico da 2000 barche. Da ricavarci centinaia di milioni di euro. Sulla carta. Perché intanto la burocrazia ha frenato tutto, poi ci si è messo Soru e il suo maledetto (dal centrodestra) Ppr. Ora alla Regione c’è Cappellacci, ma nel frattempo a guastare la festa alla famiglia del premier si è messo di traverso Paolo Murgia che pronuncia una parolina fastidiosa: usucapione. «Sono arrivato in quei terreni – racconta l’arzillo pastore – il 3 ottobre del 1964. Furono Enzo Giovannelli (il padre dell’attuale sindaco di Olbia, ndr) e Giuseppe Puliga a indicare la zona per pascolare. Conoscevano i proprietari, che non erano interessati a sfruttare l’area». Murgia fa pascolare pecore, capre e vacche. Costruisce una casa giusto sopra una collina poco distante, estranea ai terreni contesi. «Anche lì volevano cacciarmi, dopo il fallimento dei proprietari dei terreni. Successe a metà degli Anni Ottanta. Ma ho fatto valere le mie ragioni, e la casa è diventata mia per usucapione». Precedente preoccupante per i Berlusconi. «Potrei prendermi tutto – dice sornione Paolo Murgia -, visto che ci sono mille prove di quanto dico. Ma, per risolvere, ho chiesto tre milioni di euro». Non sembra neanche tanto, visto l’enorme valore di Costa Turchese. «Sì, per ora la cifra è questa – conferma -, ma loro sembrano non voler sentire ragioni». Perché i legali dell’Edilizia Alta Italia sostengono ci sia stata già da 25 anni una conciliazione giudiziaria. Murgia però non si è mai arreso e la guerra fra le parti è diventata totale dal 2007. «Edilizia Alta Italia presentò una denuncia per abusi edilizi su una casupola che usavo come ricovero del bestiame – ricorda Murgia -. Avevo aggiunto i servizi igienici, un po’ di comodità insomma. Invece con quella denuncia sono stato cacciato, hanno messo i sigilli. Una storia che non mi è andata giù». Così è partita la richiesta dell’usucapione. Carte bollate al tribunale di Tempio. Per Murgia, nato nel 1924 a San Lorenzo frazione di Posada, l’ennesimo capitolo di una vita avventurosa. Un matrimonio con la signora Maria che dura dal 1947, l’amicizia con Mesina, il carcere all’inizio degli Anni Sessanta per una vicenda da cui poi uscì pulito. E anche un libro: «Vita da pastore», che contiene la sua storia e le sue poesie. Sì un bel cervello, Murgia, pastore e mai servo. Neanche questa volta.

  2. sandro
    2 Luglio 2009 a 9:12 | #2

    Ho sentito oggi al gazzettino sardo che un pastore di nome Paolo Murgia, rivendica per usurcapione i terreni della costa turchese dove dovrebbe avvenire una nuova colata di cemento della famiglia Berlusconi. Non sarà il caso di aprire una sottoscrizione pubblica per dargli una mano e farne un simbolo del riscatto nei confronti di questi attila?

  3. Pina
    1 Luglio 2009 a 19:19 | #3

    Quante coccole per gli amministratori locali, miao, bau, i love you.

  4. raf
    1 Luglio 2009 a 11:27 | #4

    sorride, sorride e poi?

  5. m.f.
    1 Luglio 2009 a 0:02 | #5

    OK pronti a colpire :) )

  6. sara
    30 Giugno 2009 a 23:16 | #6

    tenete gli occhi aperti voi che tanto non lo fa nessun altro

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