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Che fine ha fatto la Torre di Porto Budello, a Teulada ?

 

Le torri costiere della Sardegna sono una delle più belle ed interessanti caratteristiche dei litorali isolani.  Svettano, talvolta ruderi, solitarie su coste alte e rocciose come su lidi sabbiosi.  Fanno parte del nostro paesaggio e della nostra storia. Lungo le coste della Sardegna fin dall’alto medioevo vennero erette torri per l’avvistamento delle flotte islamiche impegnate in scorrerie ed attacchi ai centri isolani.  Sia i Giudicati sardi di Torres, Gallura, Arborea e Cagliari, le forme di governo dall’VIII al XV secolo, che le repubbliche marinare di Genova e Pisa, che hanno avuto forte influenza sull’Isola, realizzarono numerose fortificazioni costiere con la funzione anche di prima difesa contro gli sbarchi saraceni.   A partire dal 1570 la corona spagnola iniziò a realizzare un sistema difensivo che coprisse tutto il litorale sardo.  Nel 1581 il re Filippo II decise la creazione della Reale Amministrazione delle Torri per gestirne la costruzione, la manutenzione, l’approvvigionamento di mezzi e di soldati. Le torri si presentavano di tre tipologie:

  • le più grandi e meglio armate erano dette Torri de Armas o Gagliarde (lo erano ad esempio la Torre di Cala Mosca e la Torre Grande di Oristano), la cui guarnigione era comandata da un alcalde ed armate tipicamente di quattro cannoni di grosso calibro, due spingarde e cinque fucili.
  • quelle di media grandezza erano dette Senzillas, presidiate da un alcalde e quattro uomini e armate tipicamente di due cannoni di medio calibro, due spingarde e cinque fucili;
  • mentre le più modeste, le Torrezillas, presidiate da due soldati, fungevano quasi esclusivamente da punto di osservazione.

Ciascuna torre era posizionata in modo che fossero a vista la torre precedente e la successiva, consentendo questo una rapida comunicazione lungo tutta la costa con appositi segnali luminosi o grafici.  Le torri più piccole avevano l’ingresso in alto, quindi i soldati di guardia entravano con una scala che veniva poi ritirata all’interno.

Dal Regno di Sardegna (prima spagnolo poi sabaudo) passarono al demanio del Regno d’Italia.    Poi, in attuazione dello statuto speciale per la Sardegna (legge costituzionale n. 3/1948), vennero trasferite al demanio della Regione autonoma della Sardegna (D.P.R. n. 250/1949).  Tuttavia alcune torri in precedenza erano state cedute dallo Stato a Privati, mentre in alcuni casi sono avvenuti fatti veramente curiosi.   Come il caso della Torre di Cala Pira, sulla costa di Castiadas (CA), oggetto di varie azioni legali da parte delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico negli anni ’90 del secolo scorso in quanto interessata da lavori di natura privata sulla base di un incredibile atto di intervenuto riconoscimento da parte dell’allora Assessore regionale degli EE.LL., Finanze, urbanistica dell’intervenuta usucapione del bene demaniale redatto per atto pubblico da notaio in favore di un privato negli anni ’60 del secolo scorso.

Ora, invece, è il caso della Torre di Porto Budello, sulla costa di Teulada (CA), località Sa Sedda de sa Turri  (toponimo non casuale).  Originariamente, nel vecchio catasto del Comune di Teulada, la Torre e l’area limitrofa rientrano nella sezione G, foglio 10, mappali 19 e 36, intestati al Demanio dello Stato, ramo Marina.  Successivamente avviene qualcosa di non conosciuto, visto che attualmente (2009) il mappale corrispondente alla Torre di Porto Budello risulta intestato ad un Privato.   Che cosa è accaduto?   Non lo sappiamo.   Per questo, in questi giorni, le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico provvedono ad informare della vicenda l’Assessore regionale degli Enti locali, finanze, urbanistica (competente in materia di demanio e patrimonio della Regione autonoma della Sardegna) ed il Direttore generale dell’Agenzia della Conservatoria delle coste della Sardegna, attualmente incaricata della gestione della torre costiera a fini di tutela ambientale e storico-culturale.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

 

da http://www.sardegnambiente.it/

Ultimato il Progetto Preliminare per le 9 Torri Costiere. (18 giugno 2009)

L’Agenzia regionale Conservatoria delle Coste ha concluso questi giorni il Progetto Preliminare per il recupero e la conservazione di nove torri costiere datele in affidamento, nei primi mesi del 2009, dalla Direzione Generale enti locali e finanze dell’Assessorato Enti locali, finanze e urbanistica.  L’elaborato, realizzato in house dall’Agenzia Conservatoria delle Coste, ha permesso di fornire internamente le risposte tecniche alle problematiche scaturite dall’analisi preliminare ed individuare le soluzioni progettuali per recuperare e conservare le torri che si trovavano in un avanzato stato di abbandono e degrado.  L’analisi ha messo in luce l’urgenza di un intervento di salvaguardia e tutela che eviti un’ulteriore compromissione di alcune delle torri ed in particolare che proceda ad un corretto intervento di conservazione, al recupero ed alla riqualificazione delle aree limitrofe e che razionalizzi il sistema di percorrenze veicolari e pedonali per l’accesso e la fruizione dei siti.  Complessivamente l’intervento assumerà un ruolo strategico nella prospettiva di sviluppo e rilancio turistico delle zone costiere, e della valorizzazione sistemica del territorio dal punto vista ambientale, paesaggistico e storico-culturale.  Fondamentale il riconoscimento di un ruolo attivo al "fattore" territorio, inteso come elemento capace di offrire risorse differenziate e consolidate nel tempo ed ulteriormente valorizzabili anche in più ampi processi di sviluppo. L’intervento si connota , infatti, quale volano di sviluppo delle aree costiere, attualmente fortemente degradate per la presenza di fenomeni di isolamento e spopolamento e, soprattutto, non integrate coerentemente nel più vasto contesto territoriale di riferimento. Rappresenterà un’occasione di rafforzamento del loro ruolo attraverso una riqualificazione morfologica, ambientale e territoriale che ne accresca l’attrattività ma anche di sviluppo economico, in accordo con i piani regolatori vigenti o in corso di adozione da parte delle Amministrazioni interessate.  L’Agenzia Conservatoria ha voluto stimolare con questo Progetto Preliminare un ulteriore approfondimento progettuale, in grado di realizzare un’ipotesi unitaria riguardante l’intero e complesso patrimonio fortilizio, che preveda da un lato la conservazione delle Torri Costiere in oggetto, dall’altro la valorizzazione attraverso una rifunzionalizzazione sostenibile delle stesse emergenze architettoniche.  L’elaborato è composto da nove sub-progetti, uno per ogni torre, che contribuiranno a produrre un campionario di casistiche utili a stabilire un "approccio standard" per il restauro di questo genere di beni fortilizi costieri. Le casistiche di intervento vanno infatti dal caso della Torre De La Pegna del Comune di Alghero di piccole dimensioni, sita sull’alta scogliera a strapiombo a 300 metri sul livello del mare all’interno del Parco Naturale di Porto Conte – che si presenta allo stato di rudere ed in parziale stato di crollo sul lato mare e di difficile raggiungimento – al caso della grande Torre di Capo Malfatano nel Comune di Teulada – che si trova in area privata facilmente raggiungibile ed in uno stato di conservazione sostanzialmente buono.  Tra le torri studiate, la torre del Prezzemolo a Cagliari e le torri di Capo Mannu e Scala ‘e Sali a San Vero Milis presentano rischio di crollo imminente a causa della fragilità delle emergenze geologiche su cui insistono pregiudicando anche l’incolumità pubblica.  Per queste torri, in particolare, si è reso necessario effettuare una relazione Geotecnica, affidata al DIGITA (Dipartimento di Geoingegneria e Tecnologie Ambientali), che ha fornito indicazioni progettuali di consolidamento statico dell’emergenze geologiche per garantire la stabilità delle torri stesse.  Parte integrante dell’elaborato sono le Linee Guida che forniranno i principi ispiratori per i prossimi interventi di recupero, e rappresenteranno un punto di riferimento anche per l’intero patrimonio fortilizio costiero che verrà successivamente acquisito dalla Conservatoria.

 

Un progetto per la valorizzazione delle Torri Costiere. (24 aprile 2009)

In via di definizione un bando per il recupero di nove Torri Costiere.  La Conservatoria delle Coste sta predisponendo in queste settimane il Progetto Preliminare per il "recupero e conservazione delle torri costiere di proprietà della Regione" finanziato con Fondi FAS ed inserito nell’Accordo di Programma Quadro (APQ) Sostenibilità Ambientale – linea strategica "Gestione integrata delle zone costiere".  L’Accordo Sostenibilità Ambientale, siglato il 18 luglio 2007 tra il Governo della Repubblica Italiana e la Regione Autonoma della Sardegna, persegue l’obiettivo di proteggere e ripristinare i sistemi costieri attraverso il mantenimento, il miglioramento della biodiversità ed il ripristino delle dinamiche naturali, razionalizzando le attività ed il consumo delle risorse nell’ottica della sostenibilità ambientale.  La Direzione Generale dell’Assessorato per la difesa dell’Ambiente firmataria dell’accordo, ha in seguito affidato alla Conservatoria il progetto di recupero di nove torri costiere (Torre La Pegna ad Alghero, Torre del Prezzemolo e Torre del Poetto a Cagliari, Torre del Budello, Torre di Capo Malfatano e Torre di Porto Scudo a Teulada, Torre di Scal’e Sali, Torre di Capo Mannu e Torre Sa Mora a San Vero Milis) che prevede la realizzazione di una serie di interventi finalizzati al miglioramento dell’accessibilità, alla messa in sicurezza e al restauro dei monumenti, attualmente interessati da gravi condizioni di abbandono e di degrado.  Nello specifico, la linea strategica di Gestione integrata ha per oggetto l’attivazione di un insieme organico ed integrato di interventi, finalizzato alla tutela ed alla valorizzazione delle aree di maggior pregio ambientale. L’azione volta al recupero delle torri costiere ne rappresenta un esempio; prevede infatti la realizzazione di una serie di interventi che ne permettano la fruizione migliorandone l’accessibilità e la messa in sicurezza.  L’intervento si inserisce in un processo di valorizzazione turistica per la promozione di forme di turismo culturale ecocompatibile che stimolino una ricaduta economica e diano il rilievo dovuto ad una parte significativa e purtroppo, poco conosciuta, del patrimonio culturale e paesaggistico isolano.  In particolare con questa azione la Conservatoria intende procedere ad un corretto intervento di conservazione delle Torri; recuperare e riqualificare le aree limitrofe in cui tali manufatti sono ubicati anche in relazione al tessuto esistente; allestire una sede espositiva-museale dedicata alla memoria storica del sistema difensivo regionale e delle altre Torri costiere del Mediterraneo; razionalizzare il sistema di percorrenze veicolari e pedonali per l’accesso e la fruizione dei siti; promuovere iniziative di studio, ricerca e divulgazione riguardanti le Torri costiere attraverso conferenze, seminari, mostre tematiche.

 

Affidate alla Conservatoria le 12 Torri Costiere. (10 marzo 2009)

Nei mesi di gennaio e febbraio c.a. la Conservatoria delle Coste ha firmato con il Servizio Demanio e Patrimonio di Cagliari ed Oristano, presso la Direzione degli Enti Locali, l’affidamento, in gestione integrata, di una serie di beni immobili, come previsto dalle deliberazioni della Giunta regionale in cui erano stati approvati gli elenchi delle aree di conservazione costiera di particolare rilevanza storico artistica, paesaggistica e ambientale.  Tra questi, la Batteria Carlo Faldi sita in Comune di Quartu Sant’Elena; La Torre di Sa Scafa sita in Cagliari in località Sa Scafa; la Torre del Prezzemolo sita in Cagliari in loc. Sant’Elia; la Torre del Poetto sito in Cagliari in loc. Cala Mosca; la Torre di Chia sita nel Comune di Domus de Maria, loc. Chia; la Torre di Piscinnì sita nel Comune di Domus de Maria, loc. Piscinnì e la Torre di Capo Malfatano, sita nel Comune di Teulada loc. Capo Malfatano; la Torre di Santa Maria Navarrese, sita nel Comune di Baunei; la Torre del Budello sita nel comune di Teulada, loc. Porto Tramatzu; la Torre di Porto Scudu sita nel Comune di Teulada in loc. Porto Scudu; la Torre di Capo Mannu , la Torre di Scala ‘e Sale e la Torre di Sa Mora site nel Comune di San Vero Milis, e rispettivamente in loc. Capu Mannu, loc. Scala ‘e Sale e loc. Sa Torre Mesa.  La consegna dei beni, effettuata per le finalità ed alle condizioni previste dalla Convenzione di Barcellona, dalla normativa regionale e dalle prescrizioni del piano paesaggistico, impegna la Conservatoria delle Coste alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale immobiliare affidatole, secondo le disposizioni del Codice dei Beni culturali e del paesaggio.  L’acquisizione, che rientra nel Progetto di recupero e conservazione delle torri costiere di proprietà della Regione Autonoma della Sardegna, è parte integrante dell’Accordo di Programma Quadro (APQ) Sostenibilità Ambientale finalizzato alla definizione di un quadro programmatico di azioni per la tutela dell’ambiente. Nello specifico il Progetto di recupero delle Torri prevede la realizzazione di una serie di interventi su nove delle tredici torri acquisite, volti a permetterne l’accessibilità e la messa in sicurezza, sanando le attuali condizioni di abbandono e degrado. L’intervento di recupero, calibrato in modo da impedire qualsiasi possibile alterazione degli immobili rispetto alle strutture originarie, sarà orientato alla conservazione degli elementi costitutivi, costruttivi e decorativi autentici delle torri. In un secondo momento ed in collaborazione con la Soprintendenza della Regione si procederà all’attuazione di un programma di restauro mirato non solo alla tutela e alla conservazione, ma anche alla valorizzazione dei detti beni in un ottica di fruizione sostenibile .
Consulta i documenti:

Delibera della Giunta regionale n. 48/1 del 9 settembre 2008
Delibera della Giunta regionale n. 51/9 del 20 Dicembre 2007
La Convenzione di Barcellona
Il Piano Paesaggistico
Il Codice dei Beni culturali e del paesaggio
Accordo di Programma Quadro Sostenibilità ambientale

(foto C.B., S.D., archivio GrIG)

  1. gruppodinterventogiuridico
    11 Luglio 2009 a 21:04 | #1

    Buone notizie. Riceviamo dal Direttore generale dell’Agenzia della Conservatoria delle coste della Sardegna la seguente risposta: “Il problema fu già posto alla Direzione del Servizio Centrale Demanio e Patrimonio della RAS in occasione dell’atto di consegna all’Agenzia Conservatoria delle Coste. L’ufficio del Demanio in seguito alla nostra richiesta di verifica ci ha comunicato che il bene è effettivamente di proprietà della RAS.

    Un caro saluto, Alessio Satta”.

    Resta l’incredibile accatastamento (2009) in favore di un Privato, da rettificare.

  2. m.elena
    2 Luglio 2009 a 15:57 | #2

    e chi l’ha presa? anche a Portoscuso se non ricordo male c’è una torre trasformata in ristorante.

  3. Sandro
    2 Luglio 2009 a 9:11 | #3

    Qualcuno si è preso una torre litoranea? Accade anche questo? Saluti.

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