Home > Primo piano > Lotta dura senza esclusione di polpi per l’indipendenza del Sardistàn!

Lotta dura senza esclusione di polpi per l’indipendenza del Sardistàn!

 

Dopo la durissima repressione condotta dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale della venduta Regione autonoma della Sardegna a causa del campeggio abusivo ed un (bel) po’ di rifiuti sparsi, dopo l’intervento altrettanto repressivo della Magistratura italiana (che lo ha indagato per i medesimi reati ambientali e per l’invasione di una proprietà privata), Doddore Meloni e la sua Repubblica di Malu Entu stanno per ricevere il più temibile e pesante attacco mai avvenuto dalla storica indipendenza.  Sta radunando la truppe cabraresi Efisio Trincas, già sindaco di Cabras e segretario nazionale di quel P.S.d’Az. alleato delle truppe berlusconiane che hanno recentemente conquistato il Sardistàn.  Da fedele vassallo ha donato la bandiera dei quattro mori al suo imperatore (solo per questo mio nonno lo stramaledirà ogni giorno dall’aldilà) ma anche altre gesta sono passate alla storia. Ha condotto la meritoria raccolta di cicche a Is Aruttas, ma soprattutto ogni giorno che se ne pioveva sulla Terra, da Sindaco di Cabras, se la prendeva con cormorani, cornacchie, delfini, cinghiali, pistilloni e qualsiasi essere vivente che, crudelmente, andava a mangiare i meloni cabraresi e solo quelli di Cabras, chè lo facevano apposta, marrani Ora sarà guerra senza quartiere all’invasore, addirittura nato a Terralba.   Il Presidente Doddore (che pare abbia imbottigliato un ottimo vino rosso) schiererà la sua agguerrita banda delle tartarughe, il Segretario-vindice della nazione cabrarese non ha invece svelato armi ed identità delle sue truppe.   Saranno gli invitti polpi assaltatori? 

Stefano Deliperi

Ribadisco una domanda tuttora senza risposta: ma l’indipendenza di una nazione (vera o presunta) è una carnevalata simile?   E bairindi…

 

da L’Unione Sarda, 13 agosto 2009

Arrembaggio all’isola di Maldiventre. L’ex sindaco di Cabras: ecco come sfratteremo gli indipendentisti. "La Banda delle tartarughe gli darà il benvenuto". Antonio Meloni

Doddore si gasa. I baffoni giallo nicotinato si tingono di rosso e la risata si ingrassa. La lotta lo eccita, la sfida lo accende. A Efisio Trincas, ex sindaco di Cabras e segretario nazionale del Psd’Az, che vorrebbe cacciarlo da Malu Entu a colpi di bandiera del Comune di Cabras, Meloni risponde in rima: «Il mio nome è Doddore e non faccio il dottore». E poi giù, una battuta e una risata.
Vi affronterete a petto nudo e in mutande nell’arena di Maldiventre, pardon Malu Entu.
«Anche nudo come gli antichi gladiatori. Non c’è partita, vincerò anche con le mani legate».
Trincas dice che sbarcherà col vessillo di Cabras per buttare fuori l’invasore.
«Gli consiglio il vessillo di San Vero Milis, che c’entra Cabras non lo so. La storia dell’Isola bisogna conoscerla».
Vabbè, comunque accoglierà lo sbarco pacificamente. O no?
«Ma ci mancherebbe pure, pacifici al massimo. Riceverà il benvenuto dalla banda delle tartarughe, per noi sarà un rappresentante della Repubblica italiana in visita alla Repubblica di Malu Entu».
Dopodiché Doddore abbandonerà il campo.
«Ma stiamo scherzando? Ma c’è davvero qualcuno in giro che pensa anche per un minuto che Doddore lasci l’Isola? Ma non se ne parla proprio, queste cose, per non chiamarle col nome che si meritano, mi gasano e basta».
Beh, mica è roba sua l’Isola. La proprietà gli manca.
«Noi ne rivendichiamo il possesso».
In nome di quale legge, scusi.
«Dell’articolo 16 della Costituzione italiana dove si legge che nessuna restrizione di soggiorno in qualunque parte può esistere per motivi politici. Quindi, mister Trincas e tutti gli altri che la pensano come lui hanno già perso».
Chissà cosa ne penserà il lord inglese proprietario dell’isola di Maldiventre.
«Mai sentito, ha scritto un avvocato e aspetto i processi. Nessuna paura. Comunque tranquilli, l’isola adesso ce l’abbiamo noi sardi».
Efisio Trincas non è dello stesso parere. La considera un invasore del libero Comune di Cabras.
«Invasore? Ma non scherziamo proprio. Gli ricordo che il 7 dicembre dell’81, il congresso del Psd’Az approvò su mia proposta l’articolo 1 dello statuto che si poneva l’obiettivo dell’indipendenza della Sardegna».
Un successo.
«Mi vengono le lacrime agli occhi al solo pensiero dei 30 minuti d’ovazione dopo l’approvazione di quell’articolo. Tottus a istrentaia . Approvazione che mi portò 7 giorni dopo all’arresto e a 9 anni di carcere».
Torniamo a Cabras.
«Ho chiesto la residenza, non mi hanno neppure risposto».
Intanto batte moneta e imbottiglia il bovale di Terralba.
«Certo, Trincas la moneta non l’ha neppure vista. Il vino? Non fanno che chiedermelo da tutte la parti. Questa è la strada giusta e continuerò a batterla fino in fondo».
Con tanti saluti a Efisio Trincas.
«Tanti cari saluti ma a lui niente vino di Malu Entu».
Risata e cin cin.

 

«Siamo pronti all’invasione: via, a foras gli abusivi».

Efisio Trincas, ex sindaco di Cabras e maiorale en cabo dei sardisti, veleggia dalle parti di Is Arutas. Maldiventre la vede con il binocolo, almeno per ora.
«Sì, per adesso. Dopo Ferragosto occuperemo pacificamente l’isola».
Scusi, occuperemo come plurale maiestatico o lei con tante altre persone?
«Con tante altre persone, non ha idea di quanti mi chiedono fino a quando continuerà questa situazione. Le assicuro: saremo veramente in tanti».
Mobilitazione anti occupazione.
«Sicuro. Intanto continua il coinvolgimento della popolazione, stiamo raccogliendo le firme per sensibilizzare l’Amministrazione comunale che su questo versante è troppo debole».
La rivolta contro Doddore e i suoi bucanieri.
«Nessuna intenzione bellicosa, arriveremo con le imbarcazioni ma se il caso nuoteremo perché di nuoto siamo pratici. Di lui non so».
Lui, Doddore, sostiene che il possesso è legittimo in nome di un certo articolo della Costituzione.
«Ma non mi faccia ridere, ma di che cosa stiamo parlando! Vuol fare l’occupazione? Che la faccia a Terralba e lasci in pace Cabras e i cabraresi».
Sempre lui, giura di non avercela con Cabras tant’è che ha chiesto anche la residenza.
«Negata, bocciata. Non ha un’abitazione e non ha niente: ma cosa vuole chiedere? Cosa pretende? Non esiste proprio e comunque al di là di tutte queste storie che si impossessi dell’isola proprio non glielo consento io da consigliere comunale e non da segretario del Psd’az e non glielo permette Cabras. Insomma per noi è un abusivo a tutti gli effetti».
Vi affronterete a petto nudo nello spiaggione.
«Ma no, non esageriamo. Ho chiesto in un’interrogazione che il sindaco faccia rispettare l’ordinanza che vieta il campeggio e l’occupazione di quella terra. Parliamo poi di un’isola collocata nella riserva marina del Sinis dove è vietato il campeggio. Deve sgomberare velocemente, non esiste repubblica che tenga».
Ancora lui, Doddore, parla di indipendenza, della lotta pacifica per raggiungerla.
«Con l’indipendenza della Sardegna, Maldiventre non c’entra nulla. Parliamo di cose diverse».
Ricorda il congresso del Psd’az svolto a Porto Torres, nel dicembre 1981? Articolo uno, obiettivo indipendenza. Mezz’ora di applausi e ola per Doddore Meloni.
«Boh, continuo proprio a non capire. Comunque Salvatore Meloni non fa parte del partito del Psd’az. L’unica cosa che ricordo è che è stato espulso. Ma ripeto con questa storia di Malu Entu la mia posizione di segretario del Psd’az non c’entra assolutamente. La mia azione rientra nel mandato di consigliere comunale e cittadino di Cabras».
Faccia a faccia nell’isola dell’indipendenza in gommone, dunque.
«Niente faccia faccia, rioccuperemo le nostre terre e cacceremo l’abusivo. Molto semplice».
Non passa lo straniero, a fora sos istranzos.
«Così deve finire perché è giusto che così sia, noi siamo stati anche fin troppo tolleranti con questa gente».
Un brindisi con il bovale di Salvatore Meloni?
Risata ma stavolta senza cin cin.

 

             

(foto da www.lanuovasardegna.it)  

  1. 25 Agosto 2009 a 9:53 | #1

    Tutela dell’Area marina protetta del Sinis-Isola di Mal di Ventre.

    13 agosto 2009 – Il Corpo Forestale ha eseguito, su disposizione della Procura della repubblica di Oristano, il sequestro probatorio di un rifugio abusivo, nell’isola di Mal di Ventre, all’interno dell’Area marina protetta del Sinis-Isola di Mal di Ventre.

    Allo scopo di impedire ogni eventuale uso abitativo il Procuratore ha inoltre disposto lo smantellamento del rifugio, una sorta di rudere riadattato su cui era stata montata una copertura in plastica e legno. Sono stati posti sotto sequestro anche alcuni arredi rudimentali realizzati dalle persone, ora indagate, per l’occupazione abusiva dell’isola. Il materiale sequestrato è stato trasferito negli Uffici del Servizio Ispettorato di Oristano che ha curato l’operazione.

    Tre gli indagati che, al momento dell’intervento del Corpo Forestale, non erano presenti nell’isola. Diversi i capi d’imputazione loro contestati dalla Procura della Repubblica: violazione dei sigilli inerenti il sequestro preventivo dell’isola (già disposto in data 08.01.2009 a seguito della presentazione di querela da parte del legittimo proprietario dell’Isola), occupazione di proprietà privata, occupazione di area demaniale marina e violazione alle norme edilizie sui parchi e sui beni paesaggistici.

  2. gruppodinterventogiuridico
    20 Agosto 2009 a 16:15 | #2

    è proprio un carnevale fuori stagione…

    La Nuova Sardegna, 20 agosto 2009

    Un’altra sottoscrizione per Malu Entu. Un gruppo di pescatori e di diportisti cerca un milione di euro. (Claudio Zoccheddu)

    CABRAS. Tutti vogliono Mal di Ventre. Ognuno, però, ha una sua strategia. L’ultima sa di vecchio. Infatti, dopo i proclami di un imminente sbarco da parte dei componenti del “Comitato per la liberazione di Mal di Ventre”, che avrebbero dovuto liberare l’isola dalle grinfie di Doddore Meloni (che nel frattempo continua a dichiarare di essere il presidente della “Libera Repubblica di Malu Entu”, proclamata dallo stesso Meloni e da un gruppo di indipendentisti del movimento “Par.is”) un nutrito gruppo di pescatori e diportisti cabraresi, dovrebbero essere circa duecento, ha rinfrescato un’idea vecchia di qualche anno, trovando, a loro dire, approvazione un po’ ovunque. In sostanza, il movimento “patriottico”, di cui si è fatto portavoce il pescatore Tonino Tolenga, ha riproposto la vecchia idea della sottoscrizione popolare, partorita dall’ex sindaco Efisio Trincas e già bocciata a suo tempo: “Ho annunciato le nostre intenzioni sia al sindaco di Cabras sia a Doddore Meloni”, ha detto Tolenga, “a quanto pare abbiamo riscosso i necessari consensi. Ora non resta che trasformare questa proposta in qualcosa di concreto, magari aprendo un conto corrente in cui tutti quelli che vorranno potranno versare una quota che servirà per acquistare l’isola, che è di proprietà di Rex Miller”. La cifra da raggiungere è pari ad un milione di euro, per un’isola dove non si può realizzare alcunché. A Tonino Tolenga questo non interessa: “Iniziamo ad acquistare l’isola, poi si vedrà». Ma, sull’isola c’è un gruppo di persone che dice di aver fondato una Repubblica: “Ho parlato anche con Doddore Meloni”, ha concluso Tolenga, “una volta che acquisteremo l’isola, anzi già da quando sarà aperto il conto corrente, lui andrà via. D’altra parte lavoriamo per raggiungere lo stesso obiettivo: restituire Mal di Ventre ai cabraresi e a tutti i sardi”. Tolenga è sicuro di se, il sindaco, Cristiano Carrus, e il “presidente”, Doddore Meloni, lo sono un po’ meno. “Ho solo ascoltato la proposta di Tolenga”, ha detto Carrus, “non ho mai detto sì e, inoltre, non voglio avere nulla a che fare con quel personaggio che a volte sta sull’isola. Si può ragionare su tutto ma con Doddore non tratto e, soprattutto, il Comune non parteciperà alla sottoscrizione. Chiaro che se arrivasse un finanziamento per l’isola sarebbe una cosa diversa”. Anche Doddore mette i puntini sulle “i”: “Tolenga è un uomo volenteroso, ci siamo parlati e abbiamo un appuntamento anche oggi. Per il momento non dico altro. Una cosa, però, è certa: la Repubblica non toglierà mai le tende. Per nessun motivo al mondo”. Ovviamente, quando si parla di tende non lo si fa solo in senso figurato.

  3. m.franca
    19 Agosto 2009 a 19:19 | #3

    patetici l’uno e l’altro

  4. Mauro
    16 Agosto 2009 a 23:39 | #4

    Questi due non stanno lottando per niente…la solidarietà da Firenze non c’entra proprio niente, è fuori luogo e basta leggere bene gli articoli per capire che qui non ci sono eroi da difendere.le parole non si usano a vanvera…..

  5. pieffe
    16 Agosto 2009 a 16:00 | #5

    non posso pensare che questi imbecilli pretendano di rappresentare la Sardegna. Cappellacci basta e avanza.

  6. manu
    16 Agosto 2009 a 1:37 | #6

    esilarante, tutto da ridere!!

  7. gruppodinterventogiuridico
    15 Agosto 2009 a 17:56 | #7

    in attesa dei polpi assaltatori…

    da La Nuova Sardegna, 15 agosto 2009

    Sequestro preventivo per il «palazzo presidenziale», indagati altri 4 indipendentisti. La Procura va all’assalto di Malu Entu. (Elia Sanna)

    CABRAS. Ancora guai per la Repubblica di Mal Di Ventre e per il suo presidente Doddore Meloni. La procura della Repubblica di Oristano ha disposto il sequestro del rifugio e lo smantellamento del tetto della casa dei pastori, noto come il “palazzo presidenziale” utilizzato dallo scorso fine anno dal gruppo degli indipendenti terralbesi nell’isola di Mal Di Ventre. Il pubblico ministero, Lucio di Marcantonio, ha fatto scattare un nuovo sequestro preventivo e indagato altre quattro persone con le accuse di violazione dei sigilli, occupazione della fascia demaniale, occupazione di proprietà privata e abuso edilizio. Ai 6 indagati, già noti, con in testa Doddore Meloni, vanno aggiunti nuovamente Felice Pani, e tre nuovi componenti del gruppo: S. S e M. M. di Terralba e B. D. L. di Sinnai. Nel dettaglio, gli indipendentisti, oltre ad aver violato le precedenti disposizioni della magistratura, violando i precedenti sigilli apposti a fine anno, hanno realizzato abusivamente nel rifugio un tetto di legno senza alcuna autorizzazione. Il blitz degli agenti del Corpo forestale di Oristano è avvenuto giovedì mattina. I ranger coordinati dal dirigente, Maria Piera Giannasi, sono sbarcati nell’isola ed hanno sequestrato il rifugio. Successivamente hanno demolito la relativa copertura in legno, allo scopo di impedire ogni eventuale uso abitativo. Al momento dell’intervento del Corpo Forestale nessuno degli indagati era presente o è giunto sull’isola. I capi d’imputazione contestati dalla Procura sono innanzitutto la violazione dei sigilli inerenti il sequestro preventivo dell’isola, disposto lo scorso 8 gennaio, in seguito della presentazione di querela da parte del legittimo proprietario dell’Isola, Rex John Miller.

  8. gruppodinterventogiuridico
    14 Agosto 2009 a 23:23 | #8

    da La Nuova Sardegna 13 agosto 2009

    All’attacco di Efisio Trincas ribattono sia Doddore Meloni che il sindaco di Cabras Cristiano Carrus.

    Mal di Ventre tra ironia e accuse.

    Il segretario del Psd’Az accusato di aver donato i 4 Mori a Berlusconi. (Claudio Zoccheddu)

    CABRAS. All’inizio sembrava un duello: da una parte l’ex sindaco, attuale consigliere di minoranza e segretario nazionale del Psd’Az, Efisio Trincas, dall’altra l’indipendentista e presidente dell’autoproclamata Repubblica di Malu Entu, Doddore Meloni. Invece, dopo appena 24 ore, sul campo di battaglia si è schierata un’altra fazione, guidata dal sindaco di Cabras Cristiano Carrus, che ha risposto a muso duro all’interrogazione del consigliere Trincas, quella che ha scatenato un tormentone destinato ad animare la fine dell’estate cabrarese. Il segretario nazionale del Psd’Az, infatti, chiedeva delucidazioni sulla questione della Repubblica di Malu Entu e, contestualmente, annunciava uno sbarco pacifico per riconquistare l’isola. L’ex sindaco aveva anche detto di voler utilizzare il vessillo del Comune, che sarebbe stato piantato sul suolo di Mal di Ventre. Il primo a rispondere è stato Doddore Meloni. Il baffuto «presidente» usa l’ironia: «Ho emesso un decreto presidenziale con cui concedo la presenza di Efisio Trincas, in qualità di rappresentante del governo Berlusconi, sul suolo della libera Repubblica di Malu Entu. Chi può farlo meglio di mister Trincas, soprattutto dopo che ha consegnato nelle mani di Silvio Berlusconi la bandiera della Sardegna?» E aggiunge: «Mi rattrista enormemente vedere il glorioso Partito sardo d’Azione retto da un segretario di questa pasta». Poi sulla sfida risponde con evidente sarcasmo: «Sono lo sfidato e posso scegliere le armi. Sarà un incontro a mani nude. Saremo nudi come gli antichi lottatori». Il campo di battaglia, invece, è stato deciso: ovviamente è l’arena della repubblica indipendente di Malu Entu. Che – purtroppo per la fame di gloria di Trincas e Meloni – non esiste. La replica di Doddore ha preceduto di qualche minuto quella firmata da Cristiano Carrus. Il sindaco, Forza Italia, ora Pdl, usa toni più seri: «Nessuno dei cabraresi – scrive – deve chiedere il permesso di accedere all’isola, né a Doddore Meloni, né ad altri. I cabraresi non hanno subito nessuna umiliazione. Non è successa la stessa cosa quando, nella sua ultima compagna elettorale, Efisio Trincas ha umiliato i cabraresi e tutti i sardi consegnando la bandiera dei Quattro Mori (a Silvio Berlusconi -ndc). Un gesto che non ha dato i suoi frutti». Anche sul vessillo comunale da trasferire sull’isola di Mal di Ventre, Cristiano Carrus ha qualcosa da dire: «Diffido formalmente il consigliere Trincas – dichiara ufficialmente – a portare la bandiera del Comune in pubblico. Forse lui pensa di essere ancora sindaco: per questo sono costretto a ricordargli che il gonfalone municipale può essere accompagnato solo dal primo cittadino o da un suo delegato».

  9. Giò
    14 Agosto 2009 a 17:33 | #9

    Queste cose non fanno bene alla lotta per l’indipendentismo…. uno fa il campeggio, l’altro regala la bandiera, non è modo di fare politica..

  10. Stefano Deliperi
    13 Agosto 2009 a 23:24 | #10

    se mi posso azzardare ad immaginare la reazione di mio nonno a cose simili, posso solo pensare che li avrebbe presi a pedate. A voler essere buoni…

  11. abate Farya
    13 Agosto 2009 a 23:00 | #11

    una delle più belle descrizioni del giro indipendentista, tuo nonno sarebbe orgoglioso.

  12. Pina
    13 Agosto 2009 a 18:54 | #12

    Troppu togu! I polpi assaltatori!!! :-D :-D

  13. sara
    13 Agosto 2009 a 18:36 | #13

    mi hai fatto proprio ridere! che battaglia che si prepara!

I commenti sono chiusi.