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Archivio 18 Agosto 2009

In vigore la “legge del nucleare”.

Un primo tragico bilancio dell’estate del fuoco.

Il deserto di Scivu, dopo l’incendio.

 

Il devastante incendio che ha colpito la zona di Scivu il 23 Luglio scorso è uno di quelli che cambiano le sembianze dei luoghi per i decenni a seguire. Centinaia di ettari di territorio compresi fra Fluminimaggiore e Arbus appaiono come probabilmente apparivano un giorno di qualche decennio fa, all’indomani del precedente grande rogo che aveva incenerito quelle colline e quei pianori: una distesa di cenere e tronchi anneriti. Perché certamente quei luoghi avevano già conosciuto il fuoco più di una volta. E’ la maledizione della Sardegna, il fuoco che cancella boschi e foreste, li degrada a macchia che fatica sempre più a riprendere il naturale cammino verso forme forestali evolute. Un circolo vizioso che ha già condannato interi  territori sardi ad uno stato pre-desertico: se la frequenza degli incendi è elevata o l’uso del suolo successivo al passaggio del fuoco non tiene conto della protezione che andrebbe garantita, nel giro di pochi decenni  ad una formazione forestale può subentrare una superficie sterile non più in grado di far ripartire il processo di rigenerazione della copertura vegetale.

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