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Disoccupati plurititolati senza santi in paradiso, prrrr!!!

 

E’ recentemente entrata in vigore la legge regionale 7 agosto 2009, n. 3, il c.d. collegato alla finanziaria regionale 2009.   Gli Enti locali possono, in base all’art. 3, procedere a stabilizzare – mediante programmi pluriennali – i propri precari, "attribuendo priorità ai lavoratori provenienti dai cantieri a finanziamento regionale e a quelli già assunti con contratti a termine, di natura flessibile, atipica e con collaborazioni coordinate e continuative in ambito di analoghe attività a finanziamento pubblico regionale".  I candidati alla stabilizzazione devono aver "maturato almeno trenta mesi di servizio nelle pubbliche amministrazioni locali, anche non continuativi, a far data dal 1° gennaio 2002".  Inoltre, la Regione autonoma della Sardegna provvederà al prolungamento dei programmi di stabilizzazione ed alla "puntuale verifica", curiosamente, soltanto "della attuazione delle norme di mantenimento in servizio del personale assegnato alle attività dei servizi per il lavoro, dei centri per lo svantaggio e delle agenzie di sviluppo locale", ritenuti, evidentemente, più meritevoli degli altri predestinati.    In parole povere, anzi poverissime per alcuni, la Regione autonoma della Sardegna ha deciso di procedere alla stabilizzazione quasi completa di tutti i precari nell’ambito degli Enti locali.  Sembrerebbe soltanto una cosa positiva, in linea generale.  Lo è molto probabilmente per chi è impegnato in mansioni esecutive, lo è molto meno per quei profili professionali dove è necessaria una laurea, una specializzazione.  In proposito, non pochi si chiedono, infatti, in base a quale volontà è stato chiamato Tizio o Caio a lavorare in un’amministrazione pubblica, mentre il buon Sempronio o la plutititolata Mevia non sono stati informati neppure di striscio.  Lo sanno anche le pietre di questo Sardistàn: spesso (per non dire altro) Tizio o Caio sono stati chiamati su benevola indicazione di un presidente, di un sindaco, di un assessore, di un consigliere.  Chi non ha questi santi in paradiso se ne può tranquillamente rimanere a spasso. Questi lavoratori dei quali la Collettività regionale non può proprio fare a meno quali concorsi pubblici hanno superato?  Quanto guadagnano e quanto guadagneranno all’anno? Quali migliori professionalità vantano rispetto alla massa indistinta dei laureati concorsisti?  E il principio costituzionale (art. 97, comma 3°) dell’accesso al lavoro nelle amministrazioni pubbliche per concorso?    E il limite di durata triennale dei contratti di lavoro autonomo presso la pubblica amministrazione stabilito dalla legge finanziaria 2008 (art. 3, comma 79°, della legge n. 244/2007) e spiegato bene con la circolare del Ministro della funzione pubblica n. 3 del 19 marzo 2008?   Boh, siamo o no la Regione autonoma del Sardistàn e c’è pure chi presenta mozioni consiliari per l’indipendenza così facciamo anche una bella pernacchia al Ministro alleato Renato Brunetta?      E la massa indistinta dei laureati concorsisti?   Si rechino ai Centri servizi per il lavoro dove saranno aiutati nella loro richiesta dalle migliori professionalità sulla piazza…

Stefano Deliperi

P.S.  in questa melma di politica (o politica di melma, è uguale) legislatori regionali, amministratori regionali e locali ed i tanti reggicode non si accorgono che stanno uccidendo le speranze e le prospettive di un’intera generazione di giovani, spesso laureati, specializzati, masterizzati a dovere, ma privi di santi in paradiso. E le schiere di intellettuali, polemisti, coraggiosi, pronti (talvolta a ragione, talvolta a torto) fino a pochi mesi fa a stracciarsi le vesti contro ogni virgola del dittatore Renato Soru oggi dove sono?   Si sente solo l’assordante silenzio dei sepolcri…

 

Legge Regionale 7 agosto 2009, n.3

Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale

..omissis..

Art. 3
Disposizioni per il superamento del precariato

1. Al fine del superamento delle forme di lavoro precario nella pubblica amministrazione regionale, a far data dall’entrata in vigore della presente legge, la Regione, gli enti e le agenzie regionali possono procedere ad assunzioni di personale a tempo determinato, esclusivamente per motivate esigenze straordinarie ed entro la misura massima del 3 per cento delle proprie dotazioni organiche; le assunzioni avvengono sulla base di forme pubbliche di selezione, privilegiando quelle per soli titoli. Le assunzioni non costituiscono in alcun modo presupposto per l’ingresso nei ruoli a tempo indeterminato. I provvedimenti di assunzione in violazione dei limiti previsti sono nulli e determinano la responsabilità contabile di chi li ha posti in essere. Gli stessi provvedimenti sono immediatamente notificati alle competenti autorità di controllo.
2. L’Amministrazione regionale, in funzione delle finalità di cui al comma 1 è, inoltre, autorizzata a finanziare programmi pluriennali di stabilizzazione dei lavoratori precari delle amministrazioni locali, di durata quadriennale.
3. I comuni e le province provvedono alla realizzazione dei programmi di stabilizzazione dei lavoratori precari, fatta eccezione per quelli assunti con funzioni dirigenziali e per quelli di nomina fiduciaria degli amministratori, attribuendo priorità ai lavoratori provenienti dai cantieri a finanziamento regionale e a quelli già assunti con contratti a termine, di natura flessibile, atipica e con collaborazioni coordinate e continuative in ambito di analoghe attività a finanziamento pubblico regionale. Tali programmi di stabilizzazione sono attuati dagli enti locali interessati avuto riguardo al personale precario che, entro la data di entrata in vigore della presente legge, abbia maturato almeno trenta mesi di servizio nelle pubbliche amministrazioni locali, anche non continuativi, a far data dal 1° gennaio 2002. Tale personale è individuato dando ulteriore priorità all’anzianità anagrafica anche ai fini dell’accompagnamento alla maturazione dei requisiti di anzianità per la collocazione in quiescenza. A tale personale sono attribuiti, in via prevalente, l’esercizio di funzioni e compiti relativi a materie delegate o trasferite dalla Regione al sistema delle autonomie locali, ai fini delle necessarie deroghe ai limiti posti in materia di spesa e organici negli enti locali.
4. I programmi di cui al comma 3, da approvarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, prevedono l’elenco degli aventi diritto, il relativo piano di spesa, i tempi di attuazione e le procedure di monitoraggio.
5. La Regione provvede, inoltre, tramite i propri Assessorati competenti in materia di personale e igiene e sanità, all’aggiornamento e prolungamento dei piani di stabilizzazione previsti dalla legge regionale n. 2 del 2007, articolo 36, e dalla deliberazione 7 giugno 2007, n. 22/31, entro il limite massimo di quattro anni, al fine di ricomprendere i lavoratori precari che, alla data di entrata in vigore della presente legge, abbiano maturati i requisiti richiesti dalle rispettive amministrazioni ai sensi delle vigenti normative.
6. La Regione provvede, tramite l’Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, alla puntuale verifica della attuazione delle norme di mantenimento in servizio del personale assegnato alle attività dei servizi per il lavoro, dei centri per lo svantaggio e delle agenzie di sviluppo locale di cui all’articolo 6 della legge regionale n. 3 del 2008, così come modificato dalla legge regionale n. 1 del 2009. L’Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, ai fini della piena attuazione delle norme definisce i necessari specifici accordi ai sensi della legge regionale 22 agosto 1990, n. 40 (Norme sul rapporto tra i cittadini e l’Amministrazione della Regione Sardegna nello svolgimento dell’attività amministrativa), articolo 24.
7. I contratti a termine, atipici o flessibili, in essere alla data del 28 febbraio 2009, sono prorogati fino alla conclusione dei programmi di stabilizzazione previsti nel presente articolo.
8. Per l’attuazione dei programmi previsti nei commi 2 e 3 è autorizzata, per l’anno 2009, una spesa valutata in euro 3.000.000; per gli anni successivi si provvede annualmente con legge finanziaria nella misura non inferiore a quella stabilita per l’anno 2009 (UPB S01.06.001). Gli enti locali concor-rono con una spesa di pari importo.
9. Per garantire la continuità del servizio svolto dal personale con contratti a termine, atipici o flessibili e di collaborazione coordinata e continuativa che opera nelle attività di disinfestazione, il contributo annuo alle province, previsto dalla legge regionale n. 2 del 2007, articolo 15, comma 22, è incrementato di euro 850.000 per ciascuno degli anni dal 2009 al 2011 (UPB S05.01.013).
10. L’Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale riferisce, con cadenza quadrimestrale, alla Giunta regionale e alle Commissioni consiliari competenti in materia di bilancio e di lavoro, sull’andamento delle spese programmate a valere sul fondo regionale per l’occupazione previsto dalla legge regionale n. 3 del 2008, articolo 6, alla cui dotazione finanziaria concorrono le assegnazioni provenienti dal bilancio regionale, dal bilancio statale e dai fondi comunitari destinate agli interventi regionali di politica del lavoro, di formazione professionale e per l’organizzazione e qualificazione dei relativi servizi anche territoriali. L’Assessore riferisce, inoltre, sullo stato di attuazione delle disposizioni in materia di lavoro previste dalla legge regionale n. 1 del 2009, dalla legge regionale 30 maggio 2008, n. 8 (Interventi urgenti a favore dei familiari delle vittime degli incidenti sul lavoro in Sardegna e per la prevenzione degli infortuni sul lavoro), dalla legge regionale n. 3 del 2008 e dalla legge regionale 5 dicembre 2005, n. 20 (Norme in materia di promozione dell’occupazione, sicurezza e qualità del lavoro. Disciplina dei servizi e delle politiche per il lavoro. Abrogazione della legge regionale 14 luglio 2003, n. 9, in materia di lavoro e servizi all’impiego).
11. Nelle more della elaborazione e approvazione del nuovo Piano d’ambito delle risorse idriche, nel quale sono definite le compatibilità tecnico-economiche del sistema anche con il ricorso a strumenti e interventi straordinari, il gestore Abbanoa Spa è impegnato nella salvaguardia dei livelli occupazionali del personale dipendente delle ditte di conduzione di impianti, secondo le modalità definite nell’accordo RAS – ATO – organizzazioni sindacali e gestore del 10 luglio 2007. Entro dodici mesi dall’entrata in vigore della presente legge, il gestore provvede all’impiego, secondo le procedure di legge, di non meno di 230 unità del sistema della conduzione di potabilizzatori. Entro i successivi trentasei mesi, il gestore prosegue con la progressiva internalizzazione del sistema dei depuratori con l’impiego, secondo le procedure di legge e secondo i piani di gestione definiti dal gestore, delle unità aventi titolo ai sensi dell’accordo programmatico del 10 luglio 2007. Il gestore esegue un articolato programma di formazione, finanziato dalla Regione con una apposita linea di intervento, finalizzato all’aggiornamento professionale ed alla riqualificazione delle risorse aventi titolo, ai sensi dell’accordo programmatico del 10 luglio 2007, per la salvaguardia del livello occupazionale.
12. L’Amministrazione regionale, le agenzie e gli enti di cui alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell’organizzazione degli uffici della Regione) sono autorizzati ad inquadrare, nei limiti delle disponibilità di organico e delle risorse stanziate a copertura delle medesime, i dipendenti in servizio al 1° gennaio 2009 a tempo determinato, a condizione che il rapporto di lavoro sia stato instaurato a seguito di concorso pubblico conforme alle disposizioni della legge regionale n. 31 del 1998 e prorogato, alla data di entrata in vigore della presente legge, almeno una volta.

 

(disegno S.D., archivio GrIG)

  1. 20 Gennaio 2011 a 15:12 | #1

    da La Nuova Sardegna, 20 gennaio 2011
    Un salto da impiegati a funzionari. Carriera assicurata, senza concorso, per 75 regionali. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Settantacinque impiegati regionali diventeranno funzionari senza superare alcun concorso grazie a un emendamento della legge finanziaria, passato con voto quasi unanime in consiglio, che ha scatenato la protesta dei sindacati. Il costo per le casse dell’amministrazione sarà limitato perchè dalla categoria C3 alla D la differenza retributiva è minima. Ma le organizzazioni contestano aspramente («emendamenti vergognosi») la scelta di premiare senza alcuna valutazione di merito il personale interno quando tutte le leggi – così sostengono in una serie di note le sigle Sendres-Safor e Sadirs – prevedono selezioni pubbliche, aperte quindi anche a candidati esterni.
    Dei 75 impiegati pronti al salto di categoria una cinquantina non ha la laurea. Peraltro – come scrive Luciano Melis della Sadirs – viene «stravolta completamente l’ipotesi di accordo del 23 dicembre 2010 tra Coran e alcuni sindacati sulle progressioni professionali». Le promozioni infatti sono del tutto slegate da qualsiasi valutazione di merito sui dipendenti, mentre sono anni che le organizzazioni dei regionali chiedono una riforma seria della regione «basata – scrive Melis – sulla reale meritrocrazia e sulla valorizzazione della carriera di tutti i lavoratori». L’amministrazione Cappellacci, in base al voto del consiglio regionale, sembra voler seguire la direzione opposta: salti di carriera aggiudicati per anzianità di servizio e chiusura ai concorsi pubblici. «Tale comportamento – è scritto in una nota del Sadirs – è irrispettoso e umilia prima di tutto i colleghi che con la laurea hanno affrontato un concorso pubblico per andare nella categoria D e in secondo luogo tutti gli altri dipendenti regionali, che non avendo santi in paradiso sperano in una possibilità seria di carriera, nel rispetto delle regole generali di correttezza, lealtà e buona fede che deve contraddistinguere una buona amministrazione».
    Ancora più dure le valutazioni di Antonello Usai del Sendres-Safor: «Dover ricorrere alla via legislativa di una finanziaria per disciplinare materie riguardanti il personale che invece andrebbero definite con lo strumento ordinario del concorso pubblico – scrive in una nota – dimostra l’incapacità di risolvere secondo principii di equità e giustizia le questioni dei dipendenti». Come se non bastasse la finanziaria destina al fondo delle progressioni di carriera tutti i soldi accantonati per il rinnovo contrattuale: si tratta di sei milioni e mezzo di euro, che anzichè finire spalmati sull’intero personale andranno a finanziare le progressioni orizzontali. Con risultato – accusano i sindacati – di accrescere la differenze retributive tra dipendenti della stessa categoria: in certi casi si arriva ai seicento euro.
    Ma non è finita: il timore diffuso – ancorato a voci raccolte negli ambienti politici – è che il consiglio regionale si prepari a varare alla chetichella una leggina utile a sistemare una serie di posizioni di privilegio. Si parla di parenti e familiari di dirigenti, che senza alcuna selezione e in assenza di qualsiasi criterio di valutazione professionale verrebbero rapidamente traghettati nei ruoli dirigenziali. Una decisione che – se venisse confermata – sarebbe in chiarissimo contrasto con la legge regionale 4 del maggio 2006 che conferma la necessità inderogabile di concorsi pubblici per l’assunzione di dirigenti.

  2. max
    5 Novembre 2009 a 10:57 | #2

    Una semplice e squallida operazione elettorale, tutto qui. Che sta bene alla destra come alla sinistra,come ai sindacati,e che fa tanta comunicazione. Ma che non ha nulla da spartire con la trasparenza e la serietà. Non è possibile nè serio diventare dipendenti pubblici con una selezione ridicola fatta da poche domandine ridicole. Auguri a tutti,soprattutto ai fessi che hanno pensato di farsi il mazzo per studiare e qualificarsi. Avrebbero fatto meglio a cercarsi l’accozzo per entrare di straforo come precari nella pubblica amministrazione, oggi sarebbero dipendenti pubblici senza passare da alcun concorso pubblico con migliaia di partecipanti.

  3. 29 Ottobre 2009 a 8:56 | #3

    Cappellacci non ha perso tempo!

    Nuovo ufficio stampa della Regione Sardegna, contratti d’oro con i soldi pubblici

    Redazione – martedì 27 ottobre 2009 – ore 11:09

    È stata quasi completata la riorganizzazione del nuovo ufficio stampa della Regione Sardegna, che conta un capo redattore e 12 redattori senior, con contratti a tempo determinato, assegnati ai singoli assessorati. A essi si aggiunge un portavoce del presidente Ugo Cappellacci. Resta vacante, per il momento, il posto di addetto stampa dell’assessorato al Lavoro di cui lo stesso Cappellacci ha l’interim dopo le dimissione dell’assessore Valeria Serra. Il nuovo assetto, per il quale si applica per la parte economica il contratto di lavoro giornalistico, è stato approvato nell’agosto dal Consiglio regionale nell’articolo 11 del cosiddetto collegato alla finanziaria 2009, che stanzia per l’Ufficio stampa 1.385.000 euro l’anno. A questi fondi devono aggiungersi per quest’anno, altri 150.000 euro (destinati a diventare 300.000 gli anni successivi) per compensare ogni mese “gli obblighi di reperibilità e gli orari disagevoli” del personale “impegnato in attività di supporto operativo al capo ufficio stampa”, compresi gli autisti.

    Con l’Ufficio – che rientra tra quelli di diretta collaborazione degli organi di direzione politica, come precisato in una delibera di Giunta approvata il 29 settembre – collaborano altri otto giornalisti, già dipendenti del servizio trasparenza e comunicazione della Regione. La responsabilità della nuova struttura è stata attribuita dalla Giunta guidata da Ugo Cappellacci a Giorgio Greco, già caporedattore dell’Ansa di Cagliari: la delibera del 29 settembre gli riconosce la qualifica e il contratto da caporedattore, oltre a un’indennità mensile aggiuntiva di 5.220 euro, comprendente anche gli straordinari. Greco, che gestirà l’ufficio in base alla direttive emanate dal presidente, subentra a Valerio Vargiu, volto noto dell’emittente televisiva Videolina, licenziato a settembre (dopo essere stato nominato nell’aprile scorso), con una delibera approvata dalla Giunta ai primi di giugno in considerazione – come recita la motivazione – della mancata “concretizzazione del nesso fiduciario” con il presidente Cappellacci.

    Le assunzioni su base fiduciaria dei nuovi 12 giornalisti assegnati agli assessorati hanno seguito la procedura di quelle degli addetti di gabinetto esterni all’amministrazione. I loro contratti possono essere risolti anticipatamente, “secondo la disciplina propria del personale degli uffici di diretta collaborazione degli organi di direzione politica”. Portavoce del presidente è stato nominato Alessandro Serra. Gli undici addetti stampa insediatisi la scorsa settimana sono Mauro Esu (Ambiente), Fabio Meloni (Sanità), Marco Salis (Affari generali), Matteo Piga (Urbanistica), Gianluca Zorcolo (Bilancio e Programmazione), Walter Falgio (Turismo), Daniele Casale (Agricoltura), Lucia Andria (Industria), Valentina Orgiu (Pubblica istruzione e Cultura), Simone Paini (Lavori Pubblici) e Antonello Aime (Trasporti). I dipendenti regionali, ai quali viene applicato il contratto giornalistico e che presteranno attività d’informazione e di supporto tecnico all’ufficio stampa del Presidente son Antonello Anziani, Celestino Moro, Giosi Moccia, Luigi Pambira e i fotocineoperatori Iago Tidu, Paolo Magnanelli, Emanuele Deiana e Alberto Cicone.

    PS: di questi 12, appena 4 sono giornalisti professionisti… e gli altri in quali giornali hanno scritto o di quali uffici stampa sono mai stati responsabili?

    Da Il Fatto Quotidiano del 28.10

    Sardegna, 12 giornalisti per un governatore

    Mauro Lissia

    I dodici giornalisti che lavoreranno all’ufficio stampa della giunta regionale sarda hanno fatto carriera ancora prima di entrare in servizio e costeranno quasi due milioni di euro all’anno. Il governatore Ugo Cappellacci ne ha assunti dodici in un colpo, assegnando a tutti la qualifica di redattore senior. Molti più del predecessore Renato Soru che aveva un solo addetto stampa e spendeva 250 mila euro, meno del collega Totò Cuffaro, anche lui del Pdl, che ha reclutato 21 giornalisti finendo sotto inchiesta per abuso d’ufficio insieme al successore Raffaele Lombardo.

    La Regione Sicilia li ha premiati tutti con la qualifica di redattore capo, Cappellacci si è fermato più in basso: in base al contratto nazionale può diventare senior chi ha maturato un’anzianità aziendale di almeno quindici anni. Ma quasi tutti gli addetti stampa chiamati dalla Regione Sarda, senza alcuna selezione pubblica e per la maggior parte privi di un curriculum significativo, non hanno mai messo piede negli uffici dell’ente regionale e neppure in una redazione. Comunque sia Cappellacci non ha voluto badare a spese: quello che l’articolo 11 del collegato alla legge finanziaria chiama con involontaria ironia “il contingente giornalistico” costerà alle casse pubbliche un milione e 385 mila euro all’anno, cui andrà aggiunto lo stipendio del portavoce Alessandro Serra e altri 300 mila euro per pagare ogni mese cinquanta ore di straordinario al personale di supporto, compresi alcuni autisti. Come d’altronde Giorgio Greco, il nuovo capo dell’ufficio stampa, responsabile in via di pensionamento dell’Ansa di Cagliari, cui andrà lo stipendio di redattore capo più un’indennità mensile di 5.220 euro per via degli orari scomodi: nell provvedimento si precisa che nei quasi diecimila euro di appannaggio è compreso lo straordinario. Ai dodici redattori senior, alcuni non hanno ancora trent’anni, andranno duemila euro netti al mese.

    Tra i fortunati, quasi tutti pubblicisti segnalati dagli assessori secondo i criteri del manuale Cencelli, una ex valletta televisiva, il figlio di un addetto stampa del Consiglio regionale, l’ex responsabile dei giovani di Forza Italia e un attempato esponente di Alleanza nazionale reduce da alcune infelici esperienze elettorali. Ai dodici prescelti potranno accodarsi i tre vecchi dipendenti dell’ufficio stampa che finora venivano retribuiti con il contratto degli impiegati. Le assunzioni sono per cinque anni. Ma norme alla mano, l’esecutivo regionale che verrà dopo quello guidato da Cappellacci dovrà stabilizzarli tutti. Quella di costituire un dispendioso schieramento di giornalisti non è stata un’idea del governatore: il collegato alla finanziaria con la dotazione economica ha incassato il voto favorevole dell’intero consiglio regionale, opposizione compresa. Le assunzioni sono state deliberate in base a una legge. Gli interrogativi ora riguardano l’anzianità fittizia e l’assenza di un qualsiasi criterio di selezione.

  4. Stefano Deliperi
    13 Ottobre 2009 a 16:50 | #4

    incredibile, qualcuno se ne è accorto.

    A.G.I., 13 ottobre 2009

    P. A.: FINI, INVASIONE POLITICA TORNARE AI CONCORSI.

    (AGI) – Roma, 13 ott. – “L’eccessiva invasione da parte dei soggetti politici della sfera amministrativa ha portato spesso il sostanziale aggiramento, a livello centrale, ma ancor piu’ a livello locale, della regola del concorso come veicolo ordinario per l’accesso ai pubblici impieghi”. Lo afferma il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un passaggio del suo intervento, nel corso della presentazione del rapporto annuale dell’Inpdap nella Sala della Lupa di Montecitorio. “Le procedure concorsuali – aggiunge – si basano sulla parita’ delle condizioni di partenza e su selezioni di tipo imparziale e meritocratico e sono state quelle che, in anni passati, hanno consentito a tanti giovani capaci e meritevoli, anche nelle aree piu’ svantaggiate del Paese, al di fuori di ogni forma di nepotismo, di accedere e di dare ottima prova di se’ in tante amministrazioni pubbliche”. Per la Terza carica vi e’ l’esigenza “di ripristinare sistematicamente, senza alcuna eccezione, la regola del concorso pubblico come ha cominciato a fare con norme mirate a restituire efficienza all’attivita’ amministrativa il ministro Brunetta, e oggi piu’ che mai indispensabile. Si tratta – prosegue Fini – di una delle questioni piu’ importanti per assicurare al Paese una classe dirigente di alto livello, da cui dipendente la qualita’ e la trasparenza della Pubblica amministrazione che rappresenta l’interlocutore diretto dei cittadini e che e’ la dimostrazione dell’efficienza o meno di tutto lo Stato”.

  5. gruppodinterventogiuridico
    10 Ottobre 2009 a 17:13 | #5

    da La Nuova Sardegna, 10 ottobre 2009

    Il governo boccia la legge sui precari.

    Impugnate le norme per la pubblica amministrazione. Cappellacci: «Sono rilievi tecnici, basteranno piccole modifiche». (Alfredo Franchini)

    CAGLIARI. Uno schiaffo alla Sardegna e al nascente federalismo. Ieri il consiglio dei ministri ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la parte della legge integrativa della Finanziaria regionale, (il «collegato» approvato il 7 agosto scorso), che la stabilizzazione del personale precario. Per il ministero degli Affari regionali, in quella legge, il Consiglio regionale ha ampliato la categoria dei soggetti destinatari della stabilizzazione ritenendo sufficiente, ai fini dell’assunzione a tempo indeterminato, un periodo di servizio inferiore a quello individuato dalla normativa statale di riferimento. Lo stesso è avvenuto in materia di utilizzo del personale precario della scuola e di distribuzione delle risorse di personale fra le istituzioni scolastiche. La Regione, quindi, secondo la tesi del governo Berlusconi, è andata oltre la competenza attribuitale dallo Statuto speciale. Il ministro per gli Affari regionali, Fitto, lancia, però, una ciambella di salvataggio alla Regione: «Si tratta di un’impugnativa cautelare, in quanto la Regione ha preso atto della decisione governativa e sono già in corso le ete iniziative per superare i rilievi. È mia intenzione procedere alla rinuncia dell’impugnativa appena la Regione modificherà le norme». Il governatore, Cappellacci, si è detto fiducioso: «Sono certo che l’assemblea sarà pronta a reiterare in tempi brevi, con le modifiche che saranno concordate, un provvedimento che dia una prima risposta ai precari della Pubblica amministrazione». Il presidente della Giunta ringrazia Fitto: «La sua puntualizzazione dovrebbe evitare ogni tentativo di strumentalizzazione della vicenda ed è la conferma di un rapporto improntato alla massima trasparenza e correttezza tra Governo e Regione». Intanto ieri è stata pubblicato sul sito della Regione il «collegato» da 34 milioni per il 2010 che prevede, tra l’altro, la soppressione dell’Osservatorio economico e l’attribuzione di nuove competenze all’Agenzia del lavoro che dovrà «svolgere l’attività di assistenza tecnica e di monitoraggio delle politiche del lavoro».

  6. 15 Settembre 2009 a 0:42 | #6

    ho letto questo e non ho potuto far altro che sorridere: anche i comunisti hanno scoperto di saper accozzare http://www.democraziaoggi.it/?p=953 , non c’è nessuna differenza perchè ognuno vuole piazzare i suoi

  7. Sa Oghe
    2 Settembre 2009 a 8:21 | #7

    Is solitus accozzaus…

  8. scancio
    29 Agosto 2009 a 16:05 | #8

    vergona!

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