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Ricorso contro la centrale eolica off shore del Sinis.

23 Settembre 2009

 

 

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno inoltrato (20 settembre 2009) specifico atto di opposizione al rilascio della concessione demaniale marittima avverso l’istanza per la concessione demaniale sessantennale presentata dalla Is Arenas Renewables Energies s.r.l. per la realizzazione di una centrale eolica off shore composta da 80 torri eoliche alte 130 mt. (100 sopra il pelo dell’acqua), 320 MW di potenza massima. Il sito prescelto è di ben 21.698.062,00 mq. nel mare territoriale (da 2 a 8 km. dalla costa) del Sinis e 450 mq. sul demanio marittimo. Davanti al litorale di Is Arenas, Su Pallosu, S’Archittu.   Tutta la zona subirebbe pesanti vincoli alla navigazione da diporto ed alla pesca, nonché un forte impatto sul paesaggio, mentre tutti da dimostrare sarebbero i vantaggi. Finora in Italia è stata autorizzata soltanto una centrale eolica off shore, davanti alla costa di Termoli (CB), molto contestata.   Non è stato svolto il procedimento di valutazione di impatto ambientale, necessario e vincolante per legge.  Inoltre, questo progetto appare fuori da qualsiasi ipotesi della pianificazione regionale in materia, il fabbisogno energetico sardo non ne sente alcun bisogno e sembra dettato più da esigenze speculative (es. certificati verdi) che da effettive necessità. Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra ribadiscono la loro netta opposizione all’ eolico selvaggio, che non tiene conto delle caratteristiche peculiari del territorio interessato né delle effettive necessità energetiche, ma viene determinato dalle pretese degli industriali del vento ai danni della collettività.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

(elaborazione immagini GrIG, foto S.D., archivio GrIG)

  1. gruppodinterventogiuridico
    25 Dicembre 2009 a 20:03 | #1

    da La Nuova Sardegna, 24 dicembre 2009

    Pale eoliche in mare, presentato un progetto sardo ed ecocompatibile. Il piano prevede di installare gli aerogeneratori a circa venti chilometri dalla costa di Oristano. (Roberto Petretto)

    ORISTANO. La corsa all’oro del vento prosegue. Anche se, questa volta, si sposta un po’ più in là. Se il progetto della Iare piazzava la pale eoliche quasi sotto le finestre degli abitanti di S’Archittu, l’idea degli imprenditori sardi di Janna (società a responsabilità limitata con sede a Sassari) si sposta al largo, oltre i 20 chilometri dalla costa, ma comunque all’interno del limite delle acque territoriali italiane. Con l’ambizione di un eolico off shore ecocompatibile. Giovanni Luigi Pala, che della Janna è l’amministratore, ieri ha presentato il progetto alla Capitaneria di porto di Oristano, per chiedere la concessione demaniale su un’area di 1,2274 ettari. Ora la procedura seguira l’iter consueto: la Capitaneria svolgerà una prima istruttoria per verificare, soprattutto, se il parco eolico potrebbe creare problemi per la navigazione. Quindi segnalerà l’iniziativa al ministero che darà, eventualmente, il nulla osta alla pubblicazione della richiesta di concessione demaniale. Quelli della Janna sono sicuri che il progetto sia del tutto compatibile con l’ambiente: un parco con 72 torri eoliche alte 95 metri (al punto di attacco del rotore) con pale lunghe 55 metri. Il tutto sistemato su piattaforme galleggianti di 50 metri di diametro ancorate al fondale (che in quel tratto di mare ha una profondità che va dai 155 ai 180 metri) attraverso dei cavi, a loro volta fissati a dei basamenti in cemento o inerti oppure a dei sostegni conficcati sul fondo. Il progetto prevede che le torri siano sistemate su un’area di quasi 5.700 ettari, disposte su 9 file di 8 aerogeneratori ciascuna e a una distanza di oltre 700 metri una dall’altra. Costo dell’operazione? «Difficile dirlo, al momento – dice l’ingegner Giuseppe Idda, uno dei progettisti presenti ieri in capitaneria insieme al collega Marco Murru -. Possiamo dire che si tratta di un opera che costerà alcune centinaia di milioni di euro». La società Ianna ha chiesto una concessione di 60 anni: «Ma crediamo che si possa ammortizzare il costo e raggiungere i primi utili nel giro di 15 anni», ha detto l’amministratore delegato della società. Quelli della Janna srl ritengono che sia possibile conciliare la produzione di energia elettrica con impianti realizzati al largo (e quindi più costosi di quelli costruiti in prossimità della costa) con l’ovvia esigenza del profitto d’impresa.

    Per rendere l’idea i progettisti hanno anche esibito una simulazione di come apparirebbe il parco eolico dal punto sulla costa più vicino (nella zona di Punta Foghe, tra Cuglieri e porto Alabe (poco più di 22 chilometri). In effetti l’impatto visivo è decisamente meno pesante rispetto a quello proposto da progetti simili, ma più vicini alla costa. L’impianto dovrebbe garantire la produzione di 260 megawatt di energia, che arriverebbe a terra attraverso un cavidotto il cui punto di approdo è stato individuato tra Is Arenas e Torre del Pozzo (nella zona dove si tenne la famosa manifestazione di protesta contro il progetto della Iare). Ora che le carte sono sul tavolo, bisognerà attendere la reazione degli enti locali e delle popolazioni interessate.

  2. gruppodinterventogiuridico
    8 Ottobre 2009 a 0:03 | #2

    da La Nuova Sardegna, 7 ottobre 2009

    Mostro eolico, dalla Regione un no netto. Vittoria del fronte dei manifestanti contrari agli impianti dopo un sit-in a Cagliari. (Roberto Petretto)

    CAGLIARI. Le parole aiutano e confortano. E così le Magliette gialle del Comitato contro l’eolico a Is Arenas vanno via dalla manifestazione di Cagliari con un po’ di ottimismo in più. Prima il presidente del Consiglio e, in serata, la Giunta attraverso un comunicato, hanno assicurato l’impegno dell’amministrazione regionale contro il progetto della Iare. I funzionari, inoltre, sostengono che i termini per la presentazione delle opposizioni non scadono domani, ma il 22 ottobre.

    In serata è arrivata infatti una presa di posizione decisa del presidente Ugo Cappellacci e della giunta regionale che hanno annunciato un «No netto e assoluto alle pale eoliche previste a Is Arenas». L’esecutivo ha ribadito, all’unanimità, il parere contrario, ritenendo il piano «non coerente con i progetti di sviluppo sulle fonti alternative di energia della Regione». In una nota si legge che «il governo regionale difenderà in tutte le sedi politiche, giuridiche e istituzionali (compresa la Conferenza di servizi) la sua posizione e quella dei territori assolutamente contrari alla realizzazione delle pale eoliche». Infine l?aspetto più importante e atteso: «È in fase di stesura un documento tecnico-legale – si legge nella nota – per dimostrare che il progetto danneggerebbe irrimediabilmente, dal punto di vista ambientale e paesaggistico, uno dei tratti costieri più belli e incontaminati della Sardegna. Dalla Regione arriva poi la notizia che i termini per presentare opposizione formale non scadono l’8 ma il 22 ottobre. Secondo i funzionari, infatti, si deve tenere conto della data di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’istanza della società privata. Infine, è stato ricordato che nel Collegato alla Finanziaria 2009 sono indicati con chiarezza quei siti dove si possono realizzare nell Isola gli impianti eolici «e lo specchio di mare compreso tra Su Pallosu e Is Arenas non rientra, nè potrà mai rientrare, in quella mappa». La trasferta del Comitato a Cagliari si è quindi conclusa con un successo. Ieri mattina una delegazione è stata ricevuta dal presidente del Consiglio regionale, Claudia Lombardo, che ha sottolineato «la necessità di investire sulle fonti di energia rinnovabili, e quindi anche sull’eolico, purché non si causino scempi ambientali». «I sardi – ha detto il presidente dell’assemblea durante l’incontro al quale hanno partecipato anche i consiglieri regionali dell’Oristanese, Antonio Solinas, Mario Diana, Oscar Cherchi e Domenico Gallus – devono essere liberi di decidere sul futuro del territorio perché, prima di tutto, è una questione di salvaguardia della dignità e dell’autonomia del popolo dell’isola». Mario Diana, capogruppo del Pdl, si è lamentato con i manifestanti: «Ricevo telefonate notturne di minaccia», ha spiegato. I dimostranti si sono naturalmente detti estranei. Alla fine della manifestazione di ieri, alla quale hanno partecipato un centinaio di persone arrivate nel capoluogo con un pullman, ma anche in treno e in auto, donne e uomini del Comitato avevano facce sorridenti e fiducia rinnovata. In serata sono arrivate le assicurazioni ufficiali della Giunta. E per ora il Comitato si gode quest’altra giornata di mobilitazione e partecipazione. Il movimento contro l’eolico a Is Arenas ha sostenitori sempre più numerosi. Ieri Doddore Meloni, autoproclamato presidente della Repubblica di Malu entu, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica (italiana) chiedendo che si indaghi sulle sulla Iare e sulla sua composizione societaria. Anche l’Ente bilaterale turismo Sardegna si schiera contro il progetto: «Non è accettabile – scrive Sergio Codonesu, presidente dell’ente – che si faccia passare un progetto così invasivo che rischia di mortificare un’area di pregio ambientale».

    Una società con sede a Lussemburgo.

    ORISTANO. In questi giorni molti si sono chiesti chi ci sia dietro la Iare, la società che ha presentato il progetto per il parco eolico a Is Arenas, e dietro la ProEn, la società che lo ha realizzato. Nel caso della Iare la visura camerale dice che l’azionista è uno solo, la Partnercom holding sa, che ha sede in Lussemburgo. L’amministratore unico è Stefano Rizzi, genovese con residenza monegasca e frequentazioni estive nel mare di Bosa. La Partnercom sa ha sede in rue Beaumont (Lussemburgo) ed è stata costituita il 20 giugno 2000 dalla Arodene Limited, con sede a Douglas, Athol Street, nell’Isola di Man, a sua volta costituita il 24 gennaio 1992 e sciolta il 20 maggio 2005. Al momento risulta così impossibile risalire ai soci. Alla guida di Partnercom si sono alternati diversi amministratori, almeno fino al 12 febbraio 2009. Stefano Rizzi, nato a Genova nel 1962 e residente a Monaco, Guido Miani, nato a Torino nel 1969 e residente a Monaco, Raffaello Raimondo, nato a Dolceacqua nel 1964 e residente a Monaco, sono nominati amministratori della società per i prossimi tre anni. Il 13 marzo Guido Miani è stato nominato ad di Partnercom. Più semplice ricostruire la composizione della ProEn: la srl (10 mila euro di capitale sociale) è stata costituita il 30 aprile di quest’anno da Isabella Venturini e dalla società Green road. A giugno la Green road (società che ha sede a Bosa in via Azuni 23, come la Iare) è uscita di scena, cedendo le proprie quote a Francesco Grande, Fulvio Deriu e Giovanni Battista Piras. Isabella Venturini è l’amministratore unico. (g.pi./r.pe.)

  3. gruppodinterventogiuridico
    5 Ottobre 2009 a 20:25 | #3

    da La Nuova Sardegna, 5 ottobre 2009

    Tutti contro l’eolico a Is Arenas. Destra, sinistra e tanti cittadini al sit-in: tremila secondo gli organizzatori. (Roberto Petretto)

    CUGLIERI. Fa un certo effetto vedere Renato Soru e Mauro Pili dalla stessa parte della barricata. Nella giornata delle Magliette gialle, al momento della prova più importante per il Comitato contro l’eolico a Is Arenas, ecco spuntare, sotto il tetto di un chiosco sulla spiaggia, un’insolita alleanza trasversale. I nemici di sempre per una volta accomunati nella battaglia di una comunità che si è mobilitata come raramente aveva fatto in passato. Tante persone ieri mattina sono arrivate a Is Arenas: da Cuglieri, da San Vero Milis, da Narbolia. Moltissime da Oristano. Circa tremila secondo gli organizzatori. Più di un migliaio secondo la questura. Comunque un numero consistente per la di solito sonnolenta Oristano. Qualche bandiera di partito, in prevalenza dei movimenti indipendentisti, molte magliette gialle, quelle del Comitato, con stampata sopra la scritta: «No all’eolico selvaggio». E soprattutto tanta gente: proprietari di case che si affacciano sul golfo di Arenas, titolari di attività commerciali nella marina e nei paesi vicini, diportisti, pescatori. E tante persone che, più semplicemente, hanno a cuore le sorti di questo spicchio di mare sardo. In una giornata quasi estiva, di fronte all?acqua sempre increspata di Is Arenas, i partecipanti al sit in convocato dal Comitato di cittadini e sostenuto dalle amministrazioni comunali di Cuglieri, San Vero e Narbolia, hanno cominciato a radunarsi di buon mattino. Le pacifiche truppe in maglia gialla sono acquartierate all’ombra del chiosco di Bastiano. C’è il timore del flop, ma viene fugato ben presto. La gente arriva con regolarità: auto parcheggiate con ordine lungo la Provinciale, vestiti leggeri e voglia di partecipare. Qualcuno porta asciugamano e ombrellone, qualcun’altro arruola nella protesta anche il cane di famiglia. Una protesta pacifica e colorata, nata e cresciuta sulla rete, nei lungomare ancora assolati, nel tam tam degli sms scambiati con amici e conoscenti. Oristano questa volta non è Messico: vince la pigrizia e esce di casa per protestare contro un progetto nato fuori dall’isola (anche se più d’uno pensa che i legami con qualche politico o amministratore locale ci siano stati), che si sta tentando di imporre a prescindere dalle comunità locali. Un impianto di amplificazione bizzoso fa capire che non sarà facile decifrare le parole di chi sarà chiamato a intervenire. Marcello Soppelsa, uno dei leader del Comitato, cerca di organizzare la manifestazione. Le maglie gialle si spostano su un lato della spiaggia: i volontari si prendono per mano e disegnano un grande “no” che un deltaplanista a motore osserva dall’alto. Di fronte, a pochi metri dalla riva, i surfisti partecipano a modo loro alla mobilitazione. E più in là ancora, i pescatori di Su Pallosu con le loro barche, suonano le sirene per dire: «Ci siamo anche noi». Poi comincia la sarabanda degli interventi: i sindaci, il presidente della Provincia, il deputato, il consigliere regionale. Applausi per tutti, qualche fischio, che poi tace, per l’ex presidente della Regione, Mauro Pili. Un’ovazione saluta l’annuncio dell’intervento di Renato Soru. Poi le raccomandazioni per i prossimi, decisivi giorni. Questo pomeriggio assemblea al Teatro Garau di Oristano, domani manifestazione a Cagliari davanti alla Regione. Discorsi conclusi, e subito nasce una catena umana che si estende per diverse centinaia di metri di fronte al bagnasciuga. Un messaggio che dice alla Iare: «Di qui non passerete».

    Soru e Pili: i vecchi nemici fianco a fianco. «Così vogliono piazzare una cancellata davanti alla costa».

    CUGLIERI. Erano stati invitati i consiglieri regionali dell’oristanese e i parlamentari. Non tutti hanno risposto «presente». C’erano la parlamentare del Pd, Caterina Pes, i consiglieri regionali Antonio Solinas, anche lui del Pd, e Attilio Dedoni (Riformatori), ma anche gli ex governatori della Sardegna, Mauro Pili e Renato Soru, i sindaci di Cuglieri, Narbolia e San Vero, il presidente della Provincia. I sindaci hanno detto che sull’eolico «non ci sarà trattativa, non ci sarà contrattazione». «È un tentativo di rapina – ha detto Antonello Chessa, primo cittadino di San Vero – ma siamo in grado di opporci». Il presidente dell’amministrazione provinciale, Pasquale Onida, ha ricordato che «gli enti locali sono stati tagliati fuori completamente. Questa idea è nata da rapporti tra ministero e imprenditori, magari con l’appoggio di qualche politico locale. Ancora non sappiamo bene, ma verificheremo. Una cosa è certa: qui la centrale eolica non si farà». Il concetto del legame tra la società che ha presentato il progetto e qualche politico locale è stata ripresa anche da Mauro Pili, applaudito dopo una bordata di fischi iniziale: «Credo che in questa occasione le bandiere di partito dovrebbe fare un passo indietro. Siamo qui per tutelare l’interesse di un popolo. Non ci sono le condizioni perchè questo scempio venga realizzato. E fate attenzione, perchè anche chi oggi dice di essere contrario, può avere un interesse in questa vicenda». «Per quanto potrò fare – ha aggiunto Pili -, sarò a fianco di questo territorio per cercare di fermare questo scempio». Il clima bipartisan è stato incrinato da Francesca Barracciu, ex segretario del Pd sardo: «In questi giorni l’ambiente sardo è messo a repentaglio dal cosiddetto Piano casa, con il quale è stato superato il limite della decenza. E allora è troppo comodo dire che non bisogna fare distinzione di appartenenza. La politica la fa chi governa e ora governa il centrodestra, alla Regione come a Roma. È giusto, quindi, che ognuno si assuma le proprie responsabilità». Sull?importanza dell’unità si è concentrata il deputato Caterina Pes: «Siamo in tanti – ha detto – e sono convinta che questa battaglia alla fine la vinceremo. Ma dobbiamo restare uniti». Valore condiviso anche da Attilio Dedoni: «Non dobbiamo dividerci sulla base dei colori politici. Forse qualcuno sta osservando quanti siamo oggi qui, per ipotizzare che tipo di reazione ci sarebbe di fronte all’ipotesi di una centrale nucleare. Ipotesi alla quale noi Riformatori abbiamo già detto No con forza». Applauditissimo l’ex presidente della Regione, Renato Soru: «Questa è la peggiore delle truffe ai danni del popolo sardo – ha detto -. Con questa operazione vogliono piazzare una cancellata sulla costa oristanese». La vista di tante persone è un fatto inusuale per Oristano, e Soru lo sa: «Non sempre è accaduto che i sardi abbiano difeso i propri interessi in questo modo, con questa convinzione e con questa unità – continua -. Bisogna dire grazie ai sindaci dei Comuni, al presidente delle Provincia, Pasquale Onida, che oggi sono qui, tutti uniti. In passato non sempre è successo. In passato qualche amministratore ha venduto il territorio per un piatto di lenticchie». Poi racconta un episodio relativo all’incontro con i rappresentanti della società che vuole realizzare l’impianto: «Li abbiamo incontrati, io e Caterina Pes, nella Casa dei sardi, in consiglio regionale. Abbiamo chiesto quale società proponeva questo progetto, che competenze avesse, che consistenza economica. Ha un capitale sociale di 10 mila euro. E l’amministratore? Abbiamo pensato, sarà come minimo un ingegnere… No: è un intermediatore finanziario. Uno che prende la licenza e poi se la rivende. Queste persone le dovremmo mandare via da qui in groppa a un asino». Nella sostanza lo stesso giudizio di Gavino Sale: «La rapina del secolo non è quella messa a segno nel 1963 sul treno Glasgow-Londra. No, la rapina del secolo è questa qui. Quella che stanno cercando di realizzare in questo mare. Questo impianto renderà 160 milioni di euro all’anno. Un fiume di soldi. E dietro ci sono le grandi banche». Infine Marcello Soppelsa, uno dei promotori della protesta del Comitato contro l’eolico selvaggio: «Grazie al presidente Cappellacci per il suo no all?eolico. Ma ora servono atti concreti».

  4. gruppodinterventogiuridico
    4 Ottobre 2009 a 16:51 | #4

    da La Nuova Sardegna, 4 ottobre 2009

    Cappellacci: no al mostro eolico. Ma ora spunta il rischio di trivellazioni petrolifere a 8 miglia dalla costa. ENERGIA E AMBIENTE. Allarme sempre alto a Is Arenas. Oggi inizia un sit in di tre giorni. (Roberto Petretto)

    ORISTANO. E se alla fine il rischio di avere delle pale eoliche nel mare di Is Arenas fosse il minore dei problemi? All’orizzone si profilano infatti le sagome delle trivelle petrolifere. In compenso il presidente Cappellacci prende posizione contro l’eolico a Is Arenas. La Is Arenas renewables energies, infatti, non ha la primogenitura delle mire sul mare tra Su Pallosu e S’Archittu. Il tratto di mare più al largo, indicativamente dalle 8 miglia dalla costa in poi, sarebbe stato già assegnato, infatti, a una compagnia petrolifera che intenderebbe realizzare perforazioni sottomarine alla ricerca di greggio. Per il momento sulla notizia non si hanno ulteriori particolari: non si conosce né l’ampiezza né la collocazione esatta dell’area sottoposta a concessione, e neppure il nome della compagnia petrolifera interessata. Si tratterebbe di una concessione già rilasciata dal ministero. Le prime reazioni sono prudenti, ma già preoccupate. Il sindaco di San Vero è perplesso: «Non conosco il nome del concessionario – dice Antonello Chessa – ma questa nuova ipotesi rappresenta un grave pericolo per le coste. Un incidente, in questi casi, può sempre accadere». Il sindaco polemizza sulle modalità con cui si porta avanti anche questo progetto: «Anche in questo caso – lamenta Chessa – non siamo stati avvisati formalmente da nessuno. Ho saputo di questa cosa in via ufficiosa in Provincia». Intanto per questa mattina è in programma nella spiaggia di Is Arenas un sit in di protesta contro l’impianto eolico. Dalle 10, nei pressi del chiosco Da Bastiano, cittadini e amministratori locali (ha aderito anche il movimento indipendentista Irs) si ritroveranno per una iniziativa di mobilitazione che rappresenta la prima tappa di una intensissima “tre giorni” di iniziative. Lunedì al Teatro Garau di Oristano assemblea con i consigli comunali e quello provinciale, martedì manifestazione a Cagliari davanti alla Regione. E proprio dalla Regione, dopo un lungo silenzio, sono arrivate ieri le prime reazioni. Il presidente Cappellacci, in una nota, dichiara che «La giunta regionale ha come obiettivo da sempre la salvaguardia dell’ambiente e la promozione dello sviluppo sostenibile» ed è quindi «fortemente contraria alla realizzazione della centrale eolica off-shore di Is Arenas». «Stiamo valutando – prosegue il presidente – le iniziative politiche e giuridiche da porre in essere affinché l’istanza presentata dalla Is Arenas Renewable Energies non venga accolta. In linea generale siamo favorevoli alle energie alternative, ma non quando, come in questo caso, lo scopo di tutelare l’ambiente verrebbe in pratica tradito dal compimento di un orribile sfregio al paesaggio. Non si può pensare che il mero fatto di produrre energia “pulita” rappresenti una sorta di passepartout per realizzare simili mostri come e dove si vuole». Da registrare anche la precisazione del professionista oristanese che ha collaborato con la ProEn alla realizzazione del progetto: «Il mio incarico – spiega il geometra Gianni Piras – è relativo solo a un’autorizzazione edilizia per una piccola stazione meteo sulla terraferma, in territorio del Comune di Narbolia». La sede della ProEn, però, è nell’ufficio tecnico dello stesso geometra Piras. Studio che, secondo la targa, viene diviso con il consigliere regionale del Pdl, Oscar Cherchi: «L’onorevole Cherchi non esercita più la professione da dieci anni – dice Piras -. Ho fatto rimuovere la targa per sostituirla con una aggiornata. Sì, ho dato la disponibilità dell’ufficio alla ProEn perchè avevano bisogno di una sede in loco». La battaglia sull’eolico accomuna Is Arenas con Mont Saint Michel, in Francia, dove si vuole realizzare un impianto off shore. Anche loro ora combattono contro gli industriali del vento.

  5. gruppodinterventogiuridico
    2 Ottobre 2009 a 15:57 | #5

    da La Nuova Sardegna, 2 ottobre 2009

    Prosegue la mobilitazione: interrogazione dell’Idv al Parlamento europeo. Eolico, silenzio della Regione. Martedì protesta a Cagliari davanti alla sede del Consiglio. Intervento della Iare: «Nessun accordo con politici locali».

    ORISTANO. Il tempo a disposizione è ormai pochissimo: l’8 ottobre scade il termine per la presentazione delle opposizioni al parco eolico di Is Arenas. Il Comitato per il no, Provincia e Comuni accelerano per mobilitare quanta più gente possibile. Ma per ora non riescono a smuovere la Regione, che sull’argomento continua inspiegabilmente a tacere. Il presidente Cappellacci, a cui i sindaci di Cuglieri, San Vero e Narbolia si sono rivolti ormai due settimane fa, non ha ancora assunto una posizione ufficiale e pubblica sull’argomento. La vicenda approda al parlamento europeo, con una interrogazione presentata dall’eurodeputato dell’Idv, Giommaria Uggias. Analoga iniziativa aveva preso il parlamentare italiano Federico Palomba. Anche la società Iare si è fatta sentire con un comunicato diffuso a tarda sera. La Iare sostiene che il progetto è nella fase preliminare e che in un momento successivo si potranno approfondire gli aspetti del progetto. La Iare smentisce che siano stati siglati accordi con amministrazioni o politici locali. Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale dei Riformatori, Attilio Dedoni. «Crea forte preoccupazione – spiega Dedoni in una nota – la decisione di destinare ad utilizzo industriale di fonti energetiche, seppur di grande interesse per la nostra isola, di un largo tratto di mare del golfo di Oristano e quindi delle adiacenti coste». «Sarebbe auspicabile – prosegue la nota del consigliere regionale dei Riformatori – che le entità che hanno favorito le iniziative industriali dei generatori di energia eolica con pale disposte sul mare fronte costa, dichiarino con pienezza di responsabilità la loro posizione per non lasciare adito a dubbi ed illazioni». Dedoni sembra fare un velato riferimento alle voci di sponsorizzazioni del progetto da parte di politici locali. A questo proposito de ieri su Facebook sono presenti due gruppi che accusano il consigliere regionale del Pdl, Oscar Cherchi, di avere legami con la ProEn, la società che ha realizzato il progetto per conto della Iare e che ha sede nello studio tecnico che Cherchi divideva, prima di essere eletto alla Regione, con altri due colleghi. Cherchi ha già smentito, nei giorni scorsi, ogni legame con la ProEn e col progetto e ha detto di essere assolutamente contrario all’idea. Intanto per martedì 6 ottobre alle ore 10,30 è stata organizzata a Cagliari una manifestazione pubblica contro la realizzazione del campo eolico a Is Arenas. La manifestazione si svolgerà con un corteo che partirà da piazza Matteotti, davanti alla stazione ferroviaria, e percorrerà via Roma per raggiungere la sede del Consiglio Regionale.

  6. 2 Ottobre 2009 a 12:49 | #6

    Interrogazione parlamentare dell’on.le Palomba sul Parco Eolico a Is Arenas

    Al Ministro per l’Ambiente, la Tutela del Territorio e del Mare

    Al Ministro delle Infrastrutture

    per sapere, premesso che

    - è stata presentata da parte della Is Arenas Renewables Energies s.r.l. (sede: Bosa, 08013, via Azuni n. 23) un?istanza (19-21 maggio 2009, prot. ricezione n. 3685) al Compartimento Marittimo di Oristano relativa ad una concessione demaniale sessantennale per la realizzazione di una centrale eolica off shore composta da 80 torri eoliche alte 130 mt. (100 sopra il pelo dell’acqua), 320 MW di potenza massima, area di 21.698.062,00 mq. nel mare territoriale (da 2 a 8 km. dalla costa) del Sinis e 450 mq. sul demanio marittimo. Davanti al litorale di Is Arenas, Su Pallosu, S’Archittu, nei Comuni di San Vero Milis, Narbolìa, Cuglieri (OR);

    - l’istanza è stata formulata ai sensi degli artt. 40, comma 1°, della legge n. 146/1994 e successive modifiche ed integrazioni e 5-58 del D.P.R. n.

    328/1952 e successive modifiche ed integrazioni, nonchè pubblicata con avviso del 9 settembre 2009 ai sensi dell’art. 18 del regolamento di esecuzione del codice della navigazione (D.P.R. n. 328/1952 e s.m.i.);

    - la realizzazione di una centrale eolica off shore su un ambito marino così vasto (quasi 22 mila ettari) comporterebbe necessariamente l’interdizione di qualsiasi pubblico uso del mare, la pesca, la navigazione da diporto per lungo tempo con pesantissimi effetti negativi per la collettività;

    - l’energia attualmente prodotta nel territorio regionale supera di gran lunga il fabbisogno della Sardegna contenuto nel PEARS (modificato con deliberazione Giunta regionale n. 66/24 del 27 novembre 2008);

    - in ogni caso, la realizzazione di centrali eoliche in aree marine è assoggettata al preventivo e vincolante (art. 29 del decreto legislativo n.

    152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, legge n. 99/2009) procedimento di valutazione di impatto ambientale (art. 20 decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, allegato II, punto 7 bis):

    - l?intervento è parso mostruoso alle popolazioni ed alle istituzioni del territorio per il suo enorme potere impattante in un luogo di suggestiva bellezza, tale da porre in serio pericolo le attività di carattere turistico del territorio, a tale vocazione altamente destinato.

    * sono i Ministri interrogati a conoscenza di quanto esposto;

    * quali iniziative intendano porre in essere e quali provvedimenti

    intendano attuare per inibire il rilascio della concessione demaniale de quo per i motivi sopra esposti, in particolare con la considerazione che l’atto concessorio potrebbe esser inefficace in assenza di legittimo provvedimento di positiva compatibilità ambientale conclusivo del procedimento di V.I.A. pur vincolando l’Amministrazione per un termine sessantennale.

    On. Federico Palomba

  7. 2 Ottobre 2009 a 12:47 | #7

    PARLAMENTO EUROPEO. Interrogazione dell’on.le UGGIAS sul parco eolico a Is Arenas

    Interrogazione scritta “Intervento di tutela ambientale area SIC Is Arenas – impianto off-shore”

    TESTO:

    Con bando del 9/9/2009 dell’Autorità portuale di Oristano, in Sardegna, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, veniva resa nota la richiesta di concessione demaniale, di oltre 21000000 mq di spazio acqueo antistante 2 miglia dalle località di pregio naturalistico Is Arenas, S. Caterina di Pitturi e S’Archittu, di un progetto per la realizzazione di un impianto di generazione eolica off-shore, costituito da 80 torri alte 100 metri sul livello del mare e penetranti 30 metri sul fondale di poseidonia oceanica. A far data dal 1997, la zona è interessata da un progetto accordo di programma per la realizzazione di un complesso turistico (Progetto “Is Arenas” – SIC “Is Arenas” cod. ITB 032228). L’area interessata è limitrofa all’area Marina Protetta di Sinis-Maldiventre e alla zona di rispetto SIC di Is Arenas, di cui è previsto l’ampliamento. La Commissione europea, nel 1998, ha avviato la procedura di infrazione “1998/2346 per cattiva applicazione della Dir. 92/43/CEE”, ritenendo il progetto suscettibile di impatti rilevanti e ha inviato la lettera di messa in mora del 10/4/2000 ed il parere motivato del 9/2/2001. In questi anni si sono riscontrate diverse interlocuzioni, ma la Commissione, dopo aver inviato un ulteriore parere motivato, ha richiesto l’iscrizione della causa C-491/08, attualmente pendente presso la Corte di Giustizia. Nelle more delle procedure di infrazione e del giudizio, la Regione Sardegna ha proposto alla Commissione un Piano di gestione, del quale è stato operato uno stralcio, a margine del quale i Comuni dell’area interessata hanno manifestato la volontà di ampliare la zona di tutela ambientale SIC, così che tale ampliamento viene ad interessare proprio la zona per la quale viene avanzata la richiesta di concessione demaniale. La caratteristica di pregio ambientale della zona e la sua valenza turistica sarebbero compromesse dall’attuazione del progetto off-shore. Tutto ciò esposto, si chiede alla Commissione: 1) se condivida l’urgenza di presentare una espressa osservazione con cui si evidenzi la necessità di sospendere il procedimento di concessione demaniale in attesa che venga definito il procedimento pendente davanti alla Corte di Giustizia; 2) come intende procedere per definire l’iter della richiesta avanzata dai Comuni interessati e perfezionare l’individuazione della zona SIC, che ricomprenda e tuteli la zona; 3) se l’attività amministrativa posta in essere dalla Regione autonoma della Sardegna e dai Comuni interessati possa servire ad interrompere la procedura di infrazione evitando che l’Italia debba pagare le sanzioni economiche conseguenti.

    30.09.09

    Giommaria Uggias

    Niccolò Rinaldi

  8. gruppodinterventogiuridico
    30 Settembre 2009 a 18:48 | #8

    da L’Unione Sarda, 30 settembre 2009

    Il caso. Sindaci e amministratori provinciali uniti: ieri un vertice e lunedì Consigli comunali convocati al teatro Garau. Eolico in mare: è guerra dichiarata. Tutta la provincia mobilitata contro le pale di Is Arenas. E mentre il territorio attende una risposta da parte della Regione piovono accuse sui consiglieri regionali eletti nell’Oristanese. «Mi spaventa il loro silenzio», attacca il consigliere provinciale Peppino Marras. Ma in serata arriva la risposta di Oscar Cherchi. (Nicola Pinna)

    Non è una battaglia, ma una guerra. In campo a combatterla è schierato un esercito: avanguardia di amministratori e truppa d’attacco composta da almeno quindicimila persone. Tanti sono quelli che hanno già firmato la grande petizione popolare contro il parco eolico al largo di Is Arenas. La raccolta di firma è l’arma utilizzata dal comitato dei cittadini, mentre sindaci, assessori, presidente della Provincia, consiglieri comunali e provinciali attaccano il progetto delle pale in mezzo al mare con delibere votate all’unanimità. Poi si passerà all’occupazione delle spiagge.

    LA BATTAGLIA. Ieri la mobilitazione si è spostata a Oristano. Al consiglio provinciale allargato hanno partecipato molti sindaci, ma anche tanta gente comune. E lunedì prossimo un’altra seduta sarà convocata al Teatro Garau: l’assemblea provinciale e i consigli comunali di Narbolia, San Vero Milis e Cuglieri voteranno un ordine del giorno unitario per dire no al parco di Is Arenas. Lo stesso documento sarà approvato poi da tutte le altre amministrazioni locali della provincia. «La cosa più grave di questa operazione è il tentativo di calpestare la dignità delle istituzioni locali – sostiene il presidente della Provincia, Pasquale Onida – A questo si aggiunge l’intenzione di danneggiare il patrimonio ambientale e paesaggistico che sono la grande risorsa del nostro territorio». D’accordo il sindaco di San Vero, Antonello Chessa: «Nessuno è proprietario del territorio, ma le popolazioni locali devono avere almeno la titolarità delle scelte. Ora vogliamo sentire la voce della Regione». Da Cagliari, per ora, non si è fatto sentire nessuno. «Perché il presidente Cappellacci non ha risposto alla mia richiesta di incontro? – chiede il primo cittadino di Cuglieri, Battista Foddis – Qui c’è da fare in fretta, altrimenti assisteremo a un disastro epocale: se pianteranno le pale non le toglierà più nessuno». L’appello alla mobilitazione è rivolto anche alle associazioni ambientaliste: «Abbiamo chiesto aiuto a Greepeace ma il loro atteggiamento è poco chiaro», denuncia il sindaco di Narbolia Fabrizio Fais.

    SINDACI IN CAMPO. Primo fra tutti quello di Santa Giusta, visto che un altro progetto simile è previsto anche di fronte alla spiaggia di Sassu. «Vorrebbero piantare le pale dove c’è la zona di approvvigionamento di novellame per gli stagni di Santa Giusta e S’Ena Arrubia – sottolinea Antonello Figus – Immaginiamo il danno». A contestare il progetto del campo eolico anche l’Area marina protetta Sinis-Maldiventre. «Abbiamo presentato un’osservazione per evidenziare i danni ambientali di questa iniziativa – aggiunge il sindaco di Cabras, Cristiano Carrus – Le conseguenze peggiori le avranno il fondale e la prateria di poseidonia, visto che la pale dovranno essere ancorate a un’imponente struttura in cemento». Sullo stesso fronte anche gli altri Comuni della provincia. «Oristano c’è di sicuro – dice il vicesindaco Andrea Lutzu – Non si può accettare un progetto che non è stato concordato con le popolazioni». Da Riola Sardo, il sindaco Mattarangolo, lancia un altro grido di battaglia: «Questa è una proposta inaccettabile».

    LE ACCUSE. Piovono sui consiglieri regionali eletti nell’Oristanese.«Mi spaventa il loro silenzio», attacca il consigliere provinciale Peppino Marras. Ma in serata arriva la risposta di Oscar Cherchi (Pdl):«Sono per le energie alternative, ma a questo progetto sono contrario. E smentisco chiunque continui a pensare che io sia coinvolto in questa iniziativa». Mauro Solinas comunque aggiunge un altro sospetto: «Questa iniziativa ha un padrino politico che deve essere stanato».

    La rabbia della gente e i timori degli albergatori: assemblea popolare a S. Caterina. «Non siamo una terra di conquista».

    Il fronte del no al parco eolico marcia sempre più compatto. Tutti uniti in una battaglia contro quello che ormai è stato ribattezzato un «ecomostro». E i primi ricorsi stanno già arrivando alla Capitaneria. Due sere fa, nell’anfiteatro all’aperto di Santa Caterina, si sono ritrovati centinaia di cittadini di Narbolia, Cuglieri, San Vero (quelli direttamente interessati dalla realizzazione dell’impianto) ma anche dei paesi vicini. L’obiettivo è coinvolgere tutti i centri della provincia «per impedire che altri decidano e si approprino delle nostre ricchezze. Non possiamo più essere una terra di conquista per gli stranieri», ha ribadito Marcello Soppelsa del comitato. Tanta rabbia, ma più forte è la determinazione a non fermarsi. Questi sono giorni decisivi ed è vietato abbassare la guardia: entro l’8 ottobre è necessario presentare le opposizioni al progetto. «Proprietari di case, commercianti, titolari di attività imprenditoriali che si affacciano nel golfo e che potrebbero ricevere danni e svantaggi dalla realizzazione delle 80 pale devono farsi sentire e presentare un ricorso alla Capitaneria», ha aggiunto Maria Grazia Satta, del comitato spontaneo. Continua la raccolta di firme, anche la società Is Arenas del golf si è detta contraria e così albergatori e operatori turistici. In prima linea anche Adinconsum, la Federconsumatori e il Gruppo di intervento giuridico. Domenica, intanto, ci sarà un grande sit- in e parallelamente viaggiano le iniziative politiche. I senatori del Pdl Gaetano Quagliariello, Fedele Sanciu e Piergiorgio Massidda, hanno presentato un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente, dei Beni Culturali, dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture: «Non siamo contrari all’energia alternativa purchè le iniziative non generino impatto negativo sul paesaggio in un territorio, come quello sardo, caratterizzato da importanti risorse ambientali». La deputata del Pd Caterina Pes ha auspicato un segnale del governo regionale. Ieri sera inoltre il Consiglio Comunale di Oristano ha approvato un ordine del giorno unitario contro l’eolico. ( v.p. )

  9. gruppodinterventogiuridico
    30 Settembre 2009 a 18:45 | #9

    da La Nuova Sardegna, 30 settembre 2009

    Così si presenteranno le coste di Is Arenas e Su Pallosu dopo l’installazione delle pale. Oristano, la simulazione degli impianti compatta il fronte del no. E Doddore: «Mettiamole a Villa Certosa». (Roberto Petretto)

    ORISTANO. Quando il tecnico del settore Ambiente, Lello Torchia, proietta sullo schermo il panorama delle 80 torri, dalla platea si leva un brusìo di stupore. Parlare del mega impianto da realizzare di fronte alla costa di Is Arenas è un conto, vedere l’effetto che fa è tutt’altra cosa. Una simulazione attendibile, quella fatta dai tecnici del settore Ambiente della Provincia e proposta ieri mattina nel corso dell’affollata assemblea nell’aula consiliare. Certo, il pubblico che assiste alla proiezione è schierato. Anzi, furioso: gente che vive o lavora a Su Pallosu, a Is Arenas, a S’Archittu e a Santa Caterina. Ma insieme alla gente ci sono i sindaci, il presidente, gli assessori e i consiglieri provinciali. Di destra e di sinistra. Quelli che parlano lo fanno per esprimere un “no” netto al progetto della Iare srl. Qualcuno tace, ma sembra valere il principio del silenzio assenso. Anche se alcuni segnali fanno pensare. Il presidente Onida, ad esempio, cita la lettera inviata dal settore Ambiente della Provincia alla Capitaneria di porto il 20 luglio di quest’anno. Una lettera che già esprimeva un «parere non favorevole» al progetto della Iare. «Parere rilasciato dopo un incontro con il presidente», ha precisato Onida. Come mai, allora, l’assessore competente, Pier Francesco Garau, due mesi dopo, dichiarava alla Nuova: «Non conosco il progetto e non esprimo pareri. Chiederemo di acquisire la proposta e la valuteremo insieme ai nostri tecnici»? Forse era stato tenuto all’oscuro di tutto dal presidente e dagli uffici oppure il suo era un no comment diplomatico? Altri segnali: ieri, prima dell’assemblea in Provincia, breve siparietto tra il presidente e l’assessore provinciale alla Pesca, Renzo Coghe. Onida: «Allora, questo impianto eolico…» Coghe: «Noi siamo contrari al nucleare». Onida: «Cosa vuol dire? Noi non siamo contrari all’eolico. Il problema non è l’eolico, ma dove si installano gli impianti». Concetto poi ribadito durante l’assemblea. Insomma, c’è la sensazione che il fronte del no non sia così vasto e unito come è apparso sino a oggi. Mauro Solinas, consigliere provinciale di Fortza Paris, è andato oltre e ha lanciato altri dubbi. «Questi progetti hanno sempre un padrino politico locale. Chi è padrino di questa operazione deve pagare il conto». Voci, messaggi, segnali vari. L’ufficialità parla di un fronte ampio e compatto che ieri ha incassato anche l’adesione dei Comuni di Cabras (che ha già inviato l’opposizione alla Capitaneria, insieme all’Area marina protetta), Riola e Seneghe, oltre a quello, importantissimo, di Oristano. Il vicesindaco, Andrea Lutzu, ha parlato di «contrarietà assoluta» e di «adesione a qualsiasi iniziativa». Il presidente Pasquale Onida ha proposto un voto congiunto dei consigli comunali e di quello provinciale in seduta solenne per dare più forza alle rivendicazioni dell’Oristanese. Si chiede l’appoggio della Regione, che sinora ha taciuto. Infine c’è da registrare l’ennesima provocazione di Doddore Meloni, «presidente» di Maluentu. Meloni ha scritto a Berlusconi, proponendo il mare di fronte a villa Certosa come collocazione ideale per l’impianto eolico. Poi ha emanato un decreto che rende «off limits» il tratto di mare intorno alla Sardegna per una distanza dalla costa di 20 miglia.

    Oscar Cerchi. «Quel progetto? Io non c’entro». ORISTANO. La ProEn, la società che ha realizzato il progetto per l’eolico a Is Arenas per conto della Iare, ha la sede a Oristano, in vico Tirso 15, nello studio tecnico di cui fa parte il geometra Giovanni Pinna (che ha anche collaborato al lavoro) e il consigliere regionale del Pdl, Oscar Cherchi. La cosa ha dato subito fiato alle voci. Voci che Cherchi ha voluto ieri fermare con una nota ufficiale diramata nel pomeriggio: «Sul progetto del parco eolico che dovrebbe sorgere nello specchio acqueo di Is Arenas ormai si sta dicendo di tutto di più. Persino che “dietro” (e chissà in quale fantomatica veste) tale iniziativa ci sarei io. Mi viene quasi da sorridere, ma vista la delicatezza della questione, preciso subito la mia totale estraneità a questo progetto». Cherchi dice di ritenere doverose alcune precisazioni: «È vero che i miei colleghi dello studio tecnico (di cui facevo parte anche io prima di arrivare in consiglio regionale) sono stati contattati dalla società, ma non significa che io sia il regista di questa operazione. L’iniziativa, peraltro, mi trova assolutamente contrario. L’impianto che si vorrebbe far sorgere nel nostro tratto di costa non piace a nessuno per impatto visivo, ambientale e per tante altre ragioni».

  10. pat
    29 Settembre 2009 a 0:37 | #10

    Grazie Intervento Giuridico, spero che questa sia un’occasione per riunire tutti i sardi e non solo noi naturalisti…

    FORZA E CORAGGIO.

    pat

  11. gruppodinterventogiuridico
    26 Settembre 2009 a 10:27 | #11

    da La Nuova Sardegna, 26 settembre 2009

    IL CASO. La protesta dell’associazione. Atto di opposizione degli Amici della Terra.

    ORISTANO. Le associazioni ecologiste Gruppo d’intervento giuridico e Amici della Terra hanno inoltrato un atto di opposizione al rilascio della concessione demaniale alla Is Arenas Renewables Energies srl. Secondo gli ambientalisti «tutta la zona subirebbe pesanti vincoli alla navigazione da diporto e alla pesca, nonché un forte impatto sul paesaggio». «Manca un procedimento di valutazione di impatto ambientale – spiegano gli ambientalisti -. Inoltre il fabbisogno energetico sardo non ne sente bisogno».

    Approvata la mozione del Pd. Già a luglio il parere sfavorevole del dirigente alla Capitaneria. Anche la Provincia contro l’eolico: no dal Consiglio e dall’ufficio Ambiente.

    ORISTANO. Un voto unanime: dal consiglio provinciale arriva un no corale all’impianto eolico di fronte alla costa di Is Arenas. La mozione presentata dal consigliere del Pd, Peppino Marras, inserita d’urgenza nell’ordine del giorno, ottiene un consenso trasversale, anche se l’assessore all’Ambiente, Pier Francesco Garau, ha tentato di rimandare la discussione «perchè manca il presidente Onida». L’assemblea ha invece ritenuto urgente l’argomento e la mozione di Marras ha incassato il consenso di tutti. Fatto simbolico: la Provincia non ha competenza in materia, ma la mozione manifesta la contrarietà alla realizzazione del parco eolico marino. L’assemblea invita inoltre «l’amministrazione regionale a prendere tutti i provvedimenti necessari». La Provincia può quindi svolgere un ruolo politico, di pressione. E i suoi uffici si sono già espressi in forma ufficiale contro il progetto. Il responsabile del settore Ambiente, Piero Dau, il 20 luglio ha risposto alla richiesta di un parere avanzata dalla capitaneria di porto. «Parere non favorevole», si legge nella lettera. Forse l’assessore all’Ambiente, Pier Francesco Garau, non era a conoscenza di questo scambio epistolare tra gli uffici di cui si occupa e la Capitaneria, quando ha risposto così alle domande della Nuova sul parco eolico off shore: «Non commento perchè non conosciamo il progetto. Quando lo avremo lo studieremo insieme agli uffici e potrò esprimere un parere». Parere che i suoi uffici avevano già espresso ritenendo che «la realizzazione del parco eolico con 81 torri e posto alla distanza di un solo miglio dalla fascia costiera, oltre alla sottrazione di spazio nel mare al pubblico utilizzo, originerebbe problematiche ambientali e paesaggistiche». La mobilitazione, quindi, continua. un po a tutti livelli. Il Comitato contro l?eolico a Is Arenas ha già organizzato due importanti appuntamenti, entrambi per il 4 ottobre. Alle 10 tutti convocati in spiaggia a Is Arenas, al chiosco bar di Bastiano, per un sit in di protesta e per la raccolta di firme contro quello che viene definito dai promotori della protesta «un ecomostro». Alle 11, se le condizioni del mare e le adesioni lo consentiranno, ci sarà una manifestazione a mare, con barche, motoscafi, windsurf e quant’altro. Intanto la protesta si estende anche a Cabras. Il consigliere comunale di opposizione, Ivo Zoccheddu, ha chiesto che l’amministrazione si esprima formalmente contro il progetto per la centrale eolica. «Propongo – scrive Zoccheddu – che si dibatta l’argomento in una seduta del Consiglio Comunale per approvare uno specifico ordine del giorno e che si favorisca tra i cittadini di Cabras la raccolta delle firme».

  12. gruppodinterventogiuridico
    25 Settembre 2009 a 17:06 | #12

    da La Nuova Sardegna, 25 settembre 2009

    Narbolia (con qualche eccezione) e Cuglieri dicono “no” all’impianto. Facebook, non più accessibile il gruppo contro l’eolico. C’è anche chi sostiene che Is Arenas non è di pregio per il turismo. (Claudio Zoccheddu, Alessandro Farina)

    ORISTANO. La gente si mobilita: a Cuglieri e Narbolia, ma un po’ ovunque nell’oristanese. E mentre Facebook chiude senza preavviso il gruppo contro la centrale eolica che contava già 4mila iscritti (ma i promotori ne hanno già aperto un altro), la protesta non si ferma. Mercoledì sera si sono riuniti i consigli comunali di Narbolia e Cuglieri. Ovunque un coro quasi unanime di “no”. A Narbolia il sindaco Fabrizio Fais, primo cittadino di Narbolia, condivida appieno il pensiero dei suoi colleghi, il suo consiglio comunale non ha votato all’unanimità quando si è trattato di esprimere il consenso alla stesura di un documento unitario contro il campo eolico. Oltre all’astensione di Franco Luigi Vargiu, che si è comunque schierato contro il campo eolico, il consigliere di minoranza Angelo Marongiu, seguito dai due consiglieri del suo gruppo, ha votato contro. Marongiu ha spiegato le proprie motivazioni: “Non dico che dobbiamo prendere questo progetto così come pare che ci debba essere imposto. Ritengo però che prima di schierarci contro questa ipotesi, anche utilizzando strumenti come le raccolte di firme, che spesso vengono carpite ai cittadini da raccoglitori non troppo informarti, sarebbe necessario conoscere a fondo l’argomento”, ha detto Marongiu che ha aggiunto: «Non mi sembra che la zona di Is Arenas sia un patrimonio a cui tutti tengono. Direi che si potrebbe parlare di una zona turistica in stile terzo mondo”. “Ci vogliono fregare”, ha detto Marcello Soppelsa, uno dei coordinatori del comitato spontaneo che raccoglie le firme contro il campo eolico: “vogliono distruggere il nostro mare con una tecnologia obsoleta, ma noi non ci fermeremo. Se necessario faremo le barricate”. A Cuglieri, invece, fronte compatto contro il progetto. La minoranza avanza alcune proposte per mandare anche dal territorio un forte segnale ai vertici del Governo. Il sindaco Battista Foddis ha messo in chiaro l’assoluta contrarietà all’installazione dei generatori eolici di fronte alla costa. “A Cuglieri siamo uniti al cento per cento contro questa mostruosità, lasciandoci alle spalle tutti i mugugni del passato” sottolinea dalla minoranza Ovidio Serra. “Se ai primi di ottobre, quando scade il termine per la presentazione delle opposizioni al progetto, il ministero competente non dirà esplicitamente che il parco eolico marino non si realizzerà, crediamo necessario proporre agli elettori di tutti i territori di non andare a votare per le Provinciali”. Se questo poi non dovesse sortire effetti «allora – aggiunge Serra – dovremo pensare anche ad una mobilitazione, popolare e associativa, che porti i cittadini in piazza, direttamente a Roma». Una nuova assemblea è in programma nei prossimi giorni a Santa Caterina.

  13. mariangela
    25 Settembre 2009 a 8:38 | #13

    sono perplessa e combattuta, tra l’altro ho visto ieri facendo un giro, le enormi pale sul crinale circa nord est di Oristano, (scusate non so il nome), fermissime e già questo è inquietante ma… visto che abbiamo digerito di tutto di più come offese al territorio, e si riuscisse invece a combattere il “gigantismo” e il numero e la concentrazione delle torri, limitando per esempio l’impatto visivo a Is Arenas già deturpata da campi da golf, sevitù leghiste e altri vandali e cialtroni vari per es. sulla spiaggia, perchè non riconsiderare? un saluto Mariangela Sirca

  14. zor
    23 Settembre 2009 a 23:22 | #14

    UN ALTRO TENTATIVO DI PIEGARE LA SARDEGNA E TUTTI SARDI..QUELLI COSCIENTI SANNO CHE QUESTO E’UN ALTRO COLPO DE OPPORTUNISTICA PER PORTARE LA POPOLAZIONE A LA VERA INFORTUNISTICA..MA PER I ADORMENTATI DI SPIRITO ”SI TRATTA DI UNA GRANDE OPPORTUNITA’PER MIGLIORARE LA VITA DEI SARDI..”ENERGIA A BASSO COSTO,POSTI DI LAVORO ETC ETC..IN VERITA’ SI TRATTA DI UNA TRUFFA CON MEZZI LEGALI FATTA DA MANIPOLATORI SPIETATI CHE VIVONO IN FOGNATURE POLITICHE…A CHE COSA SERVE UN BELLO TRAMONTO,I PESCI,I UCCELLI MIGRATORI,LA LIBERTA’ DI MOVIMENTO ETC? DA’ FASTIDIO VEDERE GENTE SEMPLICE E ONESTA CHE SOPPRAVIVE CON GRANDE DIFICOLTA,MA SEMPRE PRONTA A DARE AI ALTRI SINCERA OSPITALITA’…QUESTA VOLTA NON CI SARA’ OSPITALITA’ MA OSPEDALITA’….

  15. riccardo
    23 Settembre 2009 a 21:00 | #15

    bene! che possibilità ci sono per fermare quella mostruosità?

    un turismo rispettoso dell’ambiente (non di massa quindi)e le attività correlate (artigianato,agricoltura etc..)sono a mio avviso l’unica possibilità di vita per la prov. di oristano. le pale eoliche di fronte alla costa sono la sua distruzione.

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