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Piano per l’edilizia: Sardegna cementificata per quattro soldi.

26 Settembre 2009

 

I RossoMori e le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra promuovono un dibattito pubblico su "Piano per l’edilizia: Sardegna cementificata per quattro soldi" per venerdi 2 ottobre 2009, con inizio alle ore 17.00, presso il Caesar’s Hotel di Cagliari (Via Darwin) con l’obiettivo di far conoscere ai cittadini le pesanti conseguenze sull’ambiente, sul territorio e sul tessuto economico-sociale della proposta di legge regionale in corso di esame presso il Consiglio regionale sul piano per l’edilizia regionale e, soprattutto, di consentire la massima partecipazione al relativo dibattito.

Sono, quindi, volutamente previsti soltanto quattro brevi interventi introduttivi di Claudia Zuncheddu (consigliere regionale dei RossoMori), Stefano Deliperi (presidente del Gruppo d’Intervento Giuridico), Giorgio Todde (scrittore), Sebastiano Bitti (presidente regionale dell’Istituto Nazionale di Urbanistica – I.N.U.) sul contenuto della proposta di legge sul piano per l’edilizia, sulle conseguenze ricadenti su coste, campagne e città, sull’abusivismo edilizio, la strisciante "privatizzazione" dei litorali, sulla pianificazione paesaggistica sul vero "piano casa", ben diverso da quello proposto oggi in Sardegna.

Ampio spazio sarà destinato al dibattito ed alla raccolta delle esigenze manifestate dai cittadini.

Sono invitati amministratori pubblici, imprenditori, associazioni ambientaliste e culturali e, soprattutto, i cittadini sardi.

           RossoMori, Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

Qui il disegno di legge sul "piano casa" sardo, anche sulla Rivista di diritto ambientale Lexambiente.

E qui "Via libera al cemento" , su Il Manifesto Sardo.

Qui la proposta di legge unificata approvata dalla IV Commissione permanente del Consiglio regionale, la n. 53-67/A del 17 settembre 2009, su "Disposizioni straordinarie per il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo".

Qui la proposta di legge d’iniziativa della Giunta regionale, la n. 53 del 23 luglio 2009, su "Disposizioni straordinarie per il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo".

Qui la proposta di legge presentata dal P.D., la n. 67 del 10 settembre 2009, su "Disposizioni urgenti e straordinarie volte alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente ed al rilancio dell’economia".

Qui l’ Intesa tra Stato, Regioni e gli Enti locali, sull’atto concernente misure per il rilancio dell’economia attraverso l’attività edilizia

Qui l’interessante cartella con le varie leggi regionali approvate in base al c.d. piano per l’edilizia governativo, da Eddyburg (http://www.eddyburg.it/).

da L’Unione Sarda, 21 settembre 2009

«Il Piano casa sarà legge in ottobre». In settimana il testo in aula. Ecco le misure per abitazioni e hotel.  Lorenzo Piras

In settimana, forse giovedì prossimo o venerdì, il Piano casa approderà in Consiglio regionale. Sarà aperto il dibattito sui 17 punti del testo licenziato dalla commissione Urbanistica e sugli ampliamenti possibili in base alle nuove norme. «Entro la prima decade di ottobre è presumibile che possa diventare legge», ha auspicato l’assessore agli Enti locali Gabriele Asunis, che ha proposto all’aula – a nome della Giunta – di dimezzare i tempi dell’iter legislativo. Ecco, di seguito, un vademecum per orientarsi meglio nei meandri delle nuove regole per lo sviluppo dell’economia in Sardegna.
Quanti edifici e hotel in Sardegna sono potenzialmente interessati al Piano casa?
Nell’Isola la catalogazione degli immobili è in corso. Gli edifici interessati dovrebbero essere più o meno 35 mila. Gli alberghi oltre 400.
Qual è il volume d’affari potenziale?
Circa 8 miliardi di euro.
Quanti posti di lavoro potrebbe creare?
È prevista l’apertura di 12 mila cantieri e l’utilizzo di 40 mila addetti (tra diretti e indiretti) nell’arco di un anno.
Come si accede ai benefici del Piano casa?
Per usufruirne, l’immobile deve risultare regolarmente accatastato e munito delle autorizzazioni edilizie rilasciate dai Comuni. Le norme del Piano casa non regolarizzeranno in alcun modo edifici abusivi.
Palazzo nel centro storico di Cagliari o di Sassari. Dove e come si può intervenire?
Si può intervenire – con la demolizione e la ricostruzione – solo negli immobili realizzati meno di cinquant’anni prima dall’entrata in vigore della legge e che, sotto il profilo architettonico, siano in contrasto con l’ambiente circostante.
Come si fa per sapere se uno stabile ricade in una zona considerata bene identitario?
Il Piano casa contempla solo i centri storici previsti negli strumenti urbanistici dei Comuni (Puc). Non fa riferimento ai beni identitari, attualmente sottoposti a correzione, individuati nel Piano paesaggistico come meritevoli di tutela per storia, cultura e tradizioni. Naturalmente, vengono preservati gli edifici di pregio architettonico e artistico che ricadono nelle zone più antiche e di pregio delle città.
Gli ampliamenti saranno autorizzati negli altri palazzi che ricadono nel centro urbano?
Tutti gli ingrandimenti, esclusi quelli ricadenti nei centri storici e nella fascia dei 300 metri dal mare, sono vincolati alla dichiarazione di inizio attività (Dia). Sono possibili nella misura del 20 per cento o del 30 se le ristrutturazioni prevedano una significativa riduzione della dispersione energetica.
Che cosa si intende per materiali ecocompatibili?
Saranno premiati tutti gli interventi realizzati con l’utilizzo di materiali tipici sardi. Il mattone in cotto e le tegole in primis, perché hanno bassi livelli di dispersione termica. Ma anche infissi in legno e in alluminio con vetrocamera.
Tre appartamenti (piano terra, primo piano e mansarda) comunicanti e accessibili attraverso una scala interna. È possibile realizzare una scala esterna per renderli accessibili singolarmente solo dall’esterno?
Per realizzare una scala esterna bisogna far riferimento alle norme ordinarie in vigore nel Comune. Il Piano casa prevede esclusivamente l’ampliamento delle volumetrie riferite alla singola unità abitativa. Tra l’altro, l’ampliamento andrà a far parte dell’unità immobiliare a cui è stato aggiunto e, quindi, la parte aggiunta non potrà essere venduta singolarmente.
Casa unifamiliare su due piani: al piano terra c’è un locale commerciale, al primo l’abitazione con sopra una terrazza. Si può sopraelevare chiudendo tutta la terrazza?
La terrazza può essere ampliata, in riferimento alla metratura dell’alloggio, del 20 per cento più il 10 nel caso in cui si utilizzino soluzioni rivolte al risparmio energetico.
I sottotetti possono ottenere l’abitabilità?
La commissione Urbanistica ha recepito un emendamento che consente di rendere abitabili i sottotetti di altezza media non inferiore a 2 metri e 40. Lo stesso discorso riguarda i seminterrati.
Villetta a schiera in un quartiere residenziale. Si può costruire una stanza in più?
Una stanza in più sino alla concorrenza del 20-30 per cento del volume preesistente.
Gli aumenti volumetrici valgono anche per gli immobili abusivi poi sanati?
Un immobile abusivo e sanato è regolare a tutti gli effetti. Ha un titolo abilitativo, benché rilasciato a posteriori. Quindi il Piano casa vale anche per questo tipo di immobili.
Seconda casa nella fascia dei 300 metri. Quali ampliamenti sono autorizzabili?
Nessuno.
Si può almeno costruire una piscina per valorizzare il giardino?
La piscina scoperta non è regolamentata dal Piano casa. Per realizzarla serve semmai l’autorizzazione del Comune. Quelle coperte, comportando un aumento di volume, non possono essere realizzate al servizio di residenze. Sono invece ammesse come ampliamento delle strutture alberghiere in misura non superiore del 10 per cento.
Negli hotel che ricadono nella fascia dei 300 metri è possibile ricavare altre stanze con l’aumento del 10 per cento?
No. Le nuove volumetrie possono essere utilizzate per rendere più vasta la hall, ricavare gli alloggi per i dipendenti, realizzare palestra, centri benessere o per congressi.
Quali benefici porta la demolizione di un edificio in un’area entro i 300 metri dal mare e la sua ricostruzione nella fascia oltre i 300 metri?
Un incremento del 45 per cento rispetto al volume preesistente.
Con il Piano casa cambiano i vincoli sui terreni agricoli. È possibile costruire nuove abitazioni?
No.
E ampliare un’azienda?
Sì. Nella misura del 10 per cento nella fascia dei 2 chilometri dal mare e del 20 per cento in quella che si spinge oltre.
Capannone commerciale sanato di 700 metri quadri. Si può ampliare?
Se ospita attività commerciali (negozi di generi alimentari, farmacie, asili nido, bar) costituisce volume connesso con la residenza. Quindi può essere esteso. Se invece accoglie attività produttive (falegnameria, officina meccanica) non può godere dei benefici del Piano casa.
Le nuove misure valgono anche per gli edifici pubblici?
Comuni e Province possono aumentare del 20 per cento le cubature e addirittura del 30 per cento nel caso siano previsti interventi di recupero di edifici fuori uso per carenze strutturali.

da La Nuova Sardegna, 26 settembre 2009

PIANO CASA.  Il Psd’Az minaccia lo strappo «Bloccate per dieci anni le lottizzazioni del Ppr».

 CAGLIARI. Muro contro muro, è il caso di dirlo nell’esame del Piano casa: ieri si è conclusa la discussione generale e martedì s’inizierà la votazione sugli articoli. È slittata alla prossima settimana anche la replica dell’assessore all’Urbanistica, Gabriele Asunis. Muro contro muro non solo tra Centrodestra e opposizione ma anche tra gli alleati che compongono la maggioranza con Udc e Psd’Az molto critici. «Dal piano casa al piano sfascio», era il titolo che apriva ieri il sito di Paolo Maninchedda, sardista, presidente della commissione Programmazione. E Maninchedda ricordava l’iter del piano casa: «La prima volta l’assessore Asunis parlò di uno strumento che non avrebbe modificato il Piano paesaggistico e avrebbe mantenuto il vincolo totale inedificabilità nei 300 metri». Poi le modifiche in giunta e il voto della commissione. Il Psd’Az, con Giacomo Sanna, ha annunciato due emendamenti al testo tra cui uno che fermerebbe per 10 anni quelle lottizzazioni bloccate dal Ppr, poi vendute, che potrebbero ripartire con il Piano casa. Lo scontro è aperto: «Non è una legge urbanistica», afferma Mario Bruno (Pd) e Luciano Uras (Sinistra) ritiene il provvedimento non legittimo. Il Pdl fa quadrato; Mario Diana, cita l’Emilia: «Nel piano da loro approvato è previsto che gli interventi possano essere realizzati anche in assenza di Piano urbanistico, stravolgendo tutte le norme urbanistiche». Nel dibattito è intervenuto ieri Renato Soru. L’ex presidente ha spiegato «che la legge non è un Piano Casa perché non si costruisce nessuna casa ma disegna la vostra idea di Sardegna: si continuerà a consumare il territorio, ritenendo essenziale l’edilizia per lo sviluppo. Un’idea che sta impoverendo il territorio».

 

e l’Assessore Asunis cambia idea e scopre l’acqua calda: quello che è stato presentato non è un "piano casa"…..  

da La Nuova Sardegna, 30 settembre 2009

Il piano casa non c’è. Resta il cemento. L’assessore Asunis: «Questa è un’altra legge». L’opposizione: ma così è assalto alle coste. La giunta: «Non c’è alcuna intenzione di aggirare il piano paesaggistico».  Alfredo Franchini

CAGLIARI. La replica dell’assessore Asunis, ieri, ha gelato tutti: «Il Piano casa non ha niente a che vedere con il disegno di legge all’esame dell’aula». Detto questo l’esponente della giunta ha confermato tutto l’impianto del provvedimento per il rilancio dell’edilizia.    L’assessore all’Urbanistica ha chiarito che «non essendo un piano casa non si può prevedere la costruzione di nuove case»; per quello ci sarà tempo, forse avverrà a novembre. Restano i diciassette articoli del Testo unificato, approvato dalla commissione presieduta da Matteo Sanna, con cui si contemplano interventi di demolizione e ricostruzione (articolo 5), di ampliamento degli immobili a finalità turistico ricettiva (articolo 4) e altre norme per rendere abitabili scantinati e sottotetti.   Gli esponenti dell’opposizione si dicono stupiti: «Apprendiamo solo ora che il disegno di legge presentato dalla Giunta e licenziato dieci giorni fa dalla Commissione Urbanistica non è un Piano Casa, nonostante per tre mesi l’esecutivo ce lo abbia presentato come tale». Il capogruppo del Pd, Mario Bruno, commenta incredulo: «Non è un Piano casa, ma resta un Piano cemento». L’assessore, in aula, è stato chiaro: «Nel disegno di legge non è rinvenibile alcuna ipotesi di percorso che consenta la costruzione di nuove abitazioni nelle zone soggette a vincolo». Quindi, precisa, nessuna intenzione di «aggirare le disposizioni del Piano paesaggistico regionale», secondo l’accusa dell’opposizione e anche di quale partito alleato. «Se fosse stato questo il nostro intento», ha specificato Gabriele Asunis, «sarebbe stato sufficiente un atto deliberativo con cui, effettivamente, avremo «rullato» il Ppr». L’assessore spiega che da nessuna parte nella legge in discussione è rappresentata l’ipotesi di incremento volumetrico. Gli interventi previsti sono tutti sull’esistente e riferiti ad ambiti antropizzati. Nessuno ha pensato di usare un grimaldello per incidere sul nostro sistema territoriale con nuovi interventi». L’esponente della Giunta Cappellacci, citando norme statali e regionali, si è dichiarato quindi disponibile a fugare eventuali perplessità emerse nel dibattito, anche attraverso la presentazione di emendamenti correttivi. E assicura che si metterà presto mano anche al Ppr: «È da arricchire per renderlo perfettamente coerente alle disposizioni del Codice Urbani», ma non ci saranno tentativi di «aggiramento», ripete.  L’assessore rassicura soprattutto la sua maggioranza e cerca di ricucire con il Psd’Az dopo l’altolà dei Quattro Mori sulla inviolabilità delle coste; (è in atto un’azione diplomatica per far cambiare idea al gruppo sardista, deciso a votare contro per via degli interventi contemplati nella fascia dei trecento metri dal mare). Ma Asunis punta il dito anche contro chi accusa la maggioranza di essere pronta ad aggredire il territorio sardo: «Sono gli stessi consulenti pagati dalla Regione che hanno portato all’approvazione di un Ppr non coerente con le norme nazionali». Delusione nel Pd, nel gruppo Comunisti-Sinistra sarda-Rossomori) e nell’Italia dei valori: diversi esponenti hanno dichiarato il voto contrario al passaggio agli articoli. La votazione, in realtà, è stata aggiornata a stamani per consentire la presentazione degli emendamenti, (più di cento solo quelli presentati dalla Sinistra). Da oggi si va al cuore della legge.

(foto J.I., G.C.F., C.B., S.D., archivio GrIG)

  1. Pietro
    19 Febbraio 2013 a 12:12 | #1

    “”"Complimenti”" Amii Stewart”.L’ennesimo abuso sotto gli occhi di tutti i sardi, che continuano imperterriti a vendere la propria terra….ALLA FIERA DELL’EST…PER DUE…SOLDI….UN…..Megavillino….in Costa Smeralda!!!
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    Abusi edilizi, sequestrata la villa di Amii Stewart
    Porto Cervo, a Cala di Volpe realizzato un rustico in cemento. Denunciati la cantante, il marito e i responsabili dei lavori – FOTO
    abusi edilizi costa smeralda

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    di Giampiero Cocco

    Le foto della villa in costruzione
    PORTO CERVO. Le beghe giudiziarie tra vip vicini di casa in lotta da decenni per la chiusura di una vecchia stradina tra la macchia mediterranea dell’esclusiva “Cala di Volpe” hanno portato gli uomini del Corpo forestale alla scoperta, sulle rive del mare più celebrato del mondo, di un clamoroso abuso edilizio. La cantante americana Amii Stewart, 55 anni, e il marito romano Pietro Cappa, insieme a costruttori, direttori di lavori e impresari, sono stati denunciati dai rangers della vigilanza ambientale regionale per la demolizione di due vecchie casette in legno a pochi passi dal mare e dai pontili del Cala di Volpe e per aver realizzato, parrebbe senza alcuna autorizzazione edilizia, analoga costruzione in muratura. Duecento metri quadri, metro più metro meno, con tanto di fondamenta in calcestruzzo e muri esterni in blocchetti e solaio, il tutto già rivestito di materiale coibentante, con pilastri e architravi. Un rustico in piena regola, realizzato davanti al mare d’inverno, quando tutto è deserto ed è quindi facile demolire due catapecchie in legno e ricostruirle in cemento armato. Per dare l’avvio ai lavori – bloccati e messi sotto sequestro preventivo da parte degli uomini della vigilanza ambientale regionale – era stata presentata all’ufficio tecnico di Arzachena una domanda (accolta) di “restauro e risanamento conservativo che prevedeva anche l’incremento di volumetria previsto dal piano casa. Contemporaneamente, Amii Stewart e suo marito, in lotta da decenni con l’agguerrita confinante, la contessa belga Brigitte Van Der Noot D’Assche per via di una stradina di penetrazione agraria in condominio, avevano chiesto alla forestale il permesso per ripulire un tratto di terreno acquistato di recente. Nel fare questo, lo scorso mese di dicembre, gli operai hanno realizzato un muretto a secco di recinzione che taglia in due una vecchia stradina di penetrazione agraria, utilizzata dal 1970 dalla contessa. Un affronto che la nobildonna dei Paesi Bassi non ha per nulla gradito dando incarico al suo legale, l’avvocato Mario Ghezzo, di chiedere l’intervento della magistratura civile per bloccare quei lavori.
    L’avvocato, oltre a chiedere un provvedimento d’urgenza al magistrato che sarà esaminato durante l’udienza del 9 marzo prossimo, ha anche informato dei lavori su quella vecchia stradina gli agenti del corpo forestale. I quali, dopo aver fatto un salto a Cala di Volpe, si sono resi conto che di lavori, in quella villa, ne erano stati avviati diversi.
    Le ispezioni, compiute nei giorni scorsi con i responsabili dell’ufficio tecnico di Arzachena, hanno portato alla scoperta dei presunti abusi edilizi nella fascia protetta dal Ppr regionale, inedificabile. Un rapporto denuncia contro i proprietari del terreno e degli immobili, dei costruttori e del direttore dei lavori è stato già inoltrato alla magistratura di Tempio e nelle prossime ore il capo della Procura, Riccardo Rossi, esaminare il voluminoso incartamento.
    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
    19 febbraio 2013

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  2. Sandro
    30 Settembre 2009 a 13:07 | #2

    Come avevo immaginato: altro che “piano casa”, è “piano speculazione edilizia”! Saluti e coraggio.

  3. 30 Settembre 2009 a 11:19 | #3

    sull’agenda di Sardegna Democratica

  4. 30 Settembre 2009 a 11:17 | #4

    Piano per l’edilizia: Sardegna cementificata per quattro soldi. Dibattito.

  5. gruppodinterventogiuridico
    30 Settembre 2009 a 0:16 | #5

    da La Nuova Sardegna, 29 settembre 2009

    Premio cemento, Centrodestra spaccato. Sanna (Psd’Az): «Vogliono violare la fascia dei 300 metri e noi voteremo contro». L’opposizione chiede correttivi. Barracciu (Pd): «Non è l’elisir per rilanciare l’economia sarda» (Alfredo Franchini)

    CAGLIARI. Giacomo Sanna annuncia il voto contrario del Psd’Az sul Piano casa che da oggi affronta la fase finale dell’iter in Consiglio regionale. I lavori si apriranno con la replica dell’assessore all’Urbanistica, Asunis, e poi si passerà alle votazioni sui singoli articoli. Quello dei sardisti non è l’unico malumore tra le diverse componenti della maggioranza, come dimostra la lettera aperta del deputato Settimo Nizzi. Da più parti, i centristi chiedono a Cappellacci un’azione più incisiva della giunta, soprattutto per affrontare la drammatica questione occupazionale; (l’assessore al lavoro si è dimesso e il governatore continua a mantenere l’interim). Il piano caso è un accumulatore di tensioni; quella dei sardisti è un’autentica rottura consumata da Giacomo Sanna in una riunione che si è tenuta al terzo piano del palazzo di Via Roma. La linea dei sardisti era chiara da tempo: No a qualsiasi intervento nella fascia dei trecento metri dal mare. Linea perdente perché la giunta intende andare avanti. Come finirà? Paolo Maninchedda anticipa le conclusioni: «Il Pdl voterà a favore, noi contro. Accadrà che questa maggioranza che poteva essere ricordata per aver riformato gli accordi di programma a favore delle imprese locali e non a favore delle grandi imprese o che poteva essere ricordata per aver varato il più robusto piano di lotta contro la stretta creditizia del sistema finanziario, sarà ricordata per un grande inganno che, io sono sicuro, non è made in Sardinia». Ma per il Piano casa, in aula, non sarà né un viaggio tranquillo né tanto meno di routine. In agguato, sul testo unificato approvato a maggioranza dalla commissione presieduta da Matteo Sanna, c’è una valanga di emendamenti. Il gruppo Comunisti-Sinistra sarda-Rosso Mori annuncia la presentazione di cento emendamenti, (il termine scade nel pomeriggio): «Confermiamo la nostra netta opposizione verso una legge che consente indiscriminati ampliamenti volumetrici nei centri storici, lungo la fascia costiera, nelle zone agricole e che prevede la possibilità di rendere abitabili locali di sgombero, come scantinati e soffitte». Luciano Uras ha spiegato: «Pensiamo che il provvedimento sia da rigettare perché in contrasto con le norme nazionali e regionali in materia di urbanistica. Esiste il rischio concreto che la legge contenga palesi elementi di incostituzionalità e violi il Codice Urbani». Da qui i cento emendamenti di Comunisti-Sinistra sarda-Rosso Mori «perché non possiamo consentire un’ulteriore colata di cemento in una Regione che già dispone di un patrimonio edilizio caratterizzato da una bassa qualità architettonica e sovradimensionato rispetto alla popolazione residente», concludono i consiglieri dell’opposizione. Il Pd presenterà una valanga di emendamenti, quasi una controproposta perché – spiega Francesca Barracciu – «il piano casa non è l’elisir capace di smuovere l’economia e ridare benessere alla Sardegna». Il disegno di legge è difeso dal capogruppo dei Riformatori, Pierpaolo Vargiu, per il quale il vero rischio di regole non certe era evidente nel Ppr di Soru che «non ha fatto altro che saltare da un tribunale all’altro, dal Tar al Tribunale civile fino alla Corte dei Conti». Per il vice capogruppo dell’Udc, Nello Cappai, «l’errore è stato fatto nella passata legislatura quando è stato approvato il Ppr».

    da La Nuova Sardegna, 29 settembre 2009

    L’Idv denuncia problemi di sicurezza. «Scantinati abitabili? Immaginate i danni in caso di alluvione».

    CAGLIARI. Sulle scelte edilizie, bisogna agire con molta accortezza. È l’invito che l’Idv rivolge all’assessore Asunis: «Prima di ogni cosa, legga il rapporto finale del nucleo investigativo del Corpo forestale sull?alluvione di Capoterra», afferma Adriano Salis, capogruppo Italia dei valori. «I disastri ambientali registrati nei giorni scorsi in Gallura, a Capoterra e in numerosi altri comuni sono l’effetto disastroso di scelte edilizie speculative. Ritengo molto preoccupante la proposta della maggioranza di sanatoria generalizzata per sottotetti e scantinati: quanti morti in più avremmo avuto a Capoterra, nell’alluvione dell’anno scorso, se gli scantinati fossero stati adibiti a camere da letto?», prosegue Salis. «Chiedo alla giunta se sono state valutate le conseguenze ambientali causate dalla colata di milioni di metri cubi di cemento previsti dal Piano villetta».

  6. gruppodinterventogiuridico
    30 Settembre 2009 a 0:16 | #6

    da La Nuova Sardegna, 28 settembre 2009

    Il centrodestra va all’assalto delle coste. Torna la proposta del premio in metri cubi per tutte le costruzioni vicino al mare. La maggioranza rischia di spaccarsi Nel vertice di venerdì il Psd’Az ha preannunciato il voto contrario. (Filippo Peretti)

    CAGLIARI. Il «piano casa» della Regione potrebbe riversare colate di cemento anche nella supertutelata fascia costiera di 300 metri: per migliorare gli alberghi e allargare ville e seconde case. La giunta Cappellacci è pronta a tornare alla carica, ma la maggioranza è divisa. La settimana scorsa il Consiglio regionale ha dato vita alla discussione generale del disegno di legge sul Piano casa: in testo all’esame è quello della giunta leggermente modificato dalla commissione Urbanistica. Il principale cambiamento introdotto dalla commissione è proprio quello che riguarda i «premi» nella fascia costiera di 300 metri: la giunta aveva proposto di consentire l’aumento di volumetrie (10 per cento) a tutte le costruzioni, dagli alberghi alle seconde case, ma la commissione, con una votazione unanime sull’emendamento proposto dal leader del Psd’Az Giacomo Sanna, aveva lasciato il premio solo per gli alberghi, escludendo di fatto tutto il residenziale. Il voto compatto di maggioranza e opposizione sulla proposta sardista aveva fatto pensare a tutti che la giunta avesse rinunciato all’idea iniziale. Invece, venerdì pomeriggio, conclusi gli interventi dei gruppi in aula e rinviata a domani la replica della giunta prima dell’inizio delle votazioni, si è svolto un vertice politico tra la giunta e le forze politiche alleate. Il presidente Ugo Cappellacci e l’assessore all’Urbanistica Gabriele Asunis hanno riproposto la decisione di prevedere il premio del 10 per cento anche per il residenziale. E la compattezza è andata in frantumi. Perplessità sono state manifestate dall’Udc (più per ragionie di immagine che per ragioni di merito), mentre il Psd’Az, ancora con Giacomo Sanna, si è detto assolutamente contrario preannunciando il voto contrario in aula. Cappellacci ha invitato Sanna a evitare lo strappo e a scegliere l’astensione, ma il capogruppo sardista ha risposto di no. L’esito del vertice non è stato drammatizzato perché Cappellacci e i gruppi di maggioranza si sono dati appuntamento per domani in Consiglio: ci sarà un nuovo incontro subito dopo la replica della giunta. Secondo indiscrezioni, l’Udc ritiene che ci siano ancora margini di trattativa, secondo ambienti sardisti sul Piano casa si potrebbe invece consumare un incidente tra Psd’Az e Centrodestra, forse non una rottura politica generale, ma uno strappo di quelli che lasciano il segno. I motivi di scontro (il precedente era stato sulla scuola) sono stati sinora numerosi tra i sardisti e la giunta, ma sinora è sempre stata trovata una composizione. Stavolta gli interessi in campo sono enormi. E le parti (il Pdl è schierato decisamente a favore della proposta della giunta) vanno alla trattativa finale partendo da posizioni distanti tra loro e soprattutto molto rigide.

  7. Federica
    29 Settembre 2009 a 11:10 | #7

    Marco, è un classico esempio di matrimonio di convenienza, di cosa ti stupisci? Puoi infastidirti quanto vuoi ma la convenienza vince sempre, lascia perdere.

  8. 29 Settembre 2009 a 9:54 | #8

    Vi segnalo la sconcertante analisi del Piano casa new versione scritta da Manichedda (o chi per lui) sul sito Sardegna e libertà. http://www.sardegnaeliberta.it/?p=2153

    La stessa persona che ha avversato Soru (dopo essere stato eletto, se non erro, nelle sue liste: e se non era più d’accordo con le sue idee, perchè non dimettersi, e aspettare le elezioni successive per cambiare casacca?), ora si accorge di cos’è questa destra. Alice nel paese delle meraviglie era più sveglia. Ma io credo che sia tutto un minuetto, quello di Maninchedda e del suo Partito (dal passato) glorioso. Sapevano chi sposavano, li hanno sposati con squilli di tromba, e ora che si accorgono di chi si sono messi in casa, non solo non chiedono il divorzio, ma cercano un accordo, una soluzione politica impossibile. Maninchedda diceva che Soru era un talebano, un dittatore, facendo risalire le pene della Sardegna dall’età nuragica in poi all’uomo di Sanluri. L’ambientalismo era integralista, le sue battaglie ideologiche. Urlava e sbraitava, il Nostro. E preparava la strada, e che strada, alla Destra. Che, arrivata al potere, ha fatto quello che ha sempre fatto. Cementificare le coste, distruggere l’ambiente. Senza pudori, come insegna Papi Silvio. E ora che fa Maninchedda? Urla, si indigna, dice col ditino alzato che no, non va bene. Ma non si dimette, no questo sarebbe integralista, talebano. Roba da Soru. Già.

  9. 28 Settembre 2009 a 23:11 | #9

    Sardinews, 28/9/2009 – No al cemento, dibattito a Cagliari

    Piano edilizia, Sardegna cementificata: venerdì 2 ottobre dibattito Caesar’s, Cagliari ore 17

    I RossoMori e le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra promuovono un dibattito pubblico su “Piano per l’edilizia: Sardegna cementificata per quattro soldi” per venerdi 2 ottobre 2009, con inizio alle 17, presso il Caesar’s Hotel di Cagliari (Via Darwin) con l’obiettivo di far conoscere ai cittadini le pesanti conseguenze sull’ambiente, sul territorio e sul tessuto economico-sociale della proposta di legge regionale in corso di esame presso il Consiglio regionale sul piano per l’edilizia regionale e, soprattutto, di consentire la massima partecipazione al relativo dibattito. Sono previsti – si legge in una nota – quattro brevi interventi introduttivi di Claudia Zuncheddu (consigliere regionale dei RossoMori), Stefano Deliperi (presidente del Gruppo d’Intervento Giuridico), Giorgio Todde (scrittore) e Sebastiano Bitti (presidente regionale dell’Inu) sul contenuto della proposta di legge sul piano per l’edilizia, sulle conseguenze ricadenti su coste, campagne e città, sull’abusivismo edilizio, la strisciante privatizzazione dei litorali, sulla pianificazione paeasaggistica sul vero “piano casa”, ben diverso da quello proposto oggi in Sardegna. Ampio spazio sarà destinato al dibattito ed alla raccolta delle esigenze manifestate dai cittadini. Sono invitati amministratori pubblici, imprenditori, associazioni ambientaliste e culturali e, soprattutto, i cittadini sardi.

  10. zizi
    28 Settembre 2009 a 15:19 | #10

    la spiaggia La cinta di san teodoro é sparita.E’ diventata un lago!!!!!!!!!!

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