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Il Consiglio regionale trasuda cemento sulle coste.

 

Si è svolto ieri il dibattito sul c.d. piano per l’edilizia ("Piano per l’edilizia: Sardegna cementificata per quattro soldi") attualmente in discussione presso il Consiglio regionale sardo organizzato dai RossoMori e dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra presso il Caesar’s Hotel di Cagliari.  Voleva essere un momento di informazione e di riflessione collettiva ed è stato proprio un momento di informazione e riflessione collettiva, con numerosi partecipanti ed interventi qualificanti, nonostante l’organizzazione definita simpaticamente da alcuni quasi carbonara, vista la completa assenza di qualsiasi annuncio dell’iniziativa sulla carta stampata.  Dopo gli interventi introduttivi di Claudia Zuncheddu (consigliere regionale RossoMori, sullo stato della discussione della proposta di legge sul c.d. piano per l’edilizia), di Stefano Deliperi (presidente del Gruppo d’Intervento Giuridico, sul contenuto della proposta di legge sul piano per l’edilizia e sulle conseguenze ricadenti su coste, campagne e città, sull’abusivismo edilizio, con eloquenti immagini), di Giorgio Todde (scrittore, sul vero "piano casa", radicalmente diverso da quello proposto oggi in Sardegna, con immagini appassionanti quanto autentico pezzo di storia del nostro Paese) e di Fausto Pani (vice-presidente regionale dell’I.N.U., sulla pianificazione paesaggistica e le drammatiche conseguenze di questo piano per l’edilizia sul già grave dissesto idrogeologico), vi sono stati numerosi altri interventi, fra i quali quelli di Carlo Dore (ex consigliere regionale della Margherita), di Andrea Scano (consigliere comunale P.D. di Cagliari), di Giorgio Melis (giornalista). Presenti semplici cittadini, ambientalisti, esponenti della cultura, l’assessore comunale all’urbanistica di Cagliari Gianni Campus, che – a microfoni spenti – s’è detto personalmente molto preoccupato per le conseguenze del c.d. piano per l’edilizia su aree urbane già con gravi problemi di assetto idrogeologico.   Importante e fondamentale una considerazione generalmente emersa dal dibattito: è il momento di reagire con tutti gli strumenti disponibili a questa pesante offensiva della speculazione edilizia legalizzata. Collettivamente e singolarmente.  Ognuno con le sue capacità e i suoi ambiti di azione.

Non è certo quello che hanno pensato i tanti assenti fra le file dell’opposizione di centro-sinistra durante le votazioni del 2 ottobre 2009 che, dopo numerose interruzioni per mancanza del numero legale, hanno visto una maggioranza-minoranza di soli 31 consiglieri regionali del P.d.L. votare l’incremento volumetrico del 10% anche in favore delle residenze private (in pratica seconde case) nella fascia di conservazione integrale dei 300 metri dalla battigia marina.  La proposta è stata accolta con 31 voti a favore, 6 contrari ed un astenuto (la presidente Claudia Lombardo, P.d.L.).  I consiglieri regionali del centro-sinistra presenti sono usciti dall’aula per protesta.  Basta fare un po’ di conti: i consiglieri regionali dell’opposizione di centro-sinistra sono complessivamente 27 (19 P.D., 3 I.d.V., 5 Comunisti-La Sinistra Sarda-RossoMori) e, se fossero stati presenti tutti, insieme ai 5 consiglieri regionali P.S.d’Az. (che hanno votato contro), avrebbero potuto battere i 31 favorevoli ed evitare una delle pagine peggiori della politica ambientale isolana.  

Dov’erano gli assenti?   Perché non hanno fatto il loro dovere di consiglieri regionali?   Non lo sappiamo, ma cercheremo nei prossimi giorni di pubblicizzare l’elenco dei votanti e degli assenti, così che si sappia chi ha voluto – attivamente o con la sua assenza – far ritornare il cemento nella fascia di conservazione integrale dei 300 metri dalla battigia marina.  Dal canto nostro, continueremo, con ancor maggiore determinazione, la nostra durissima battaglia contro la speculazione immobiliare montante.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

da La Nuova Sardegna, 3 ottobre 2009

Più cemento lungo tutta la costa. Passa la linea della giunta, no del Psd’Az, l’opposizione insorge. Introdotti premi maggiori alle piccole abitazioni. Filippo Peretti

CAGLIARI. Trincerandosi dietro la vecchia ricetta secondo cui l’edilizia trascina lo sviluppo economico e sfruttando il favore popolare per i premi volumetrici del Piano casa, il centrodestra ha votato l’aumento delle volumetrie anche nella fascia costiera di 300 metri. «In un colpo solo sono stati cancellati trent’anni di salvaguardia ambientale», ha tuonato il vice capogruppo del Pd, Giampaolo Diana. Pur di realizzare il proprio obiettivo, la maggioranza che sostiene la giunta Cappellacci non si è fermata neppure di fronte a una spaccatura con il Psd’Az (che ha votato contro) e ha sfiorato divisioni anche più forti: per ben tre volte è mancato il numero legale in aula a causa di non pochi dissensi e malumori, che hanno infine spinto la presidente Claudia Lombardo, davvero infuriata con i suoi per la scarsa presenza, a rinviare le altre votazioni a martedì.  Si sapeva che sul secondo articolo, quello dei premi volumetrici, la partita sarebbe stata delicata. L’opposizione di centrosinistra ha incalzato la maggioranza mettendola più volte in difficoltà, ma la determinazione della giunta è stata evidente. Ed è stato così ripristinato il testo iniziale che la commissione Urbanistica, approvando all’unanimità un emendamento sardista, aveva cambiato: era stata eliminata la possibilità di ampliare nella fascia costiera anche le residenze (ville e seconde case). La giunta ieri ha insistito per rimettere nel testo anche le residenze assieme agli alberghi e alla fine l’ha spuntata: un premio del 10 per cento che, se sarà usato da tutti, porterà sulle coste quasi due milioni di metri cubi di cemento. Unica consolazione per chi ha a cuore la tutela delle zone più pregiate del territorio è che le costruzioni non potranno crescere in altezza. Il capogruppo del Psd’Az, Giacomo Sanna, è stato molto severo con gli alleati: «E’ un errore perché si getta via il risultato politico dell’unanimità raggiunta in commissione e perché ormai nella popolazione la fascia dei 300 metri è considerata inviolabile, per cui non mancheranno le accuse di essere cementificatori». I sardisti hanno votato no (molto ferma è stata anche la posizione espressa da Paolo Maninchedda) ma, come ha precisato lo stesso Sanna nella dichiarazione di voto, al momento non mettono in discussione la permanenza nella maggioranza.  Al momento del voto, su richiesta del capogruppo del Pd Mario Bruno, tutta l’opposizione ha abbandonato l’aula in segno di protesta. «Il centrodestra – ha dichiarato Giampaolo Diana – ha cancellato in un sol colpo trentìanni di legislazione a tutela del patrimonio ambientale dell’isola, deregolamentando tutta la normativa in materia urbanistica con il solo obiettivo di rispondere alle pressioni dei costruttori amici». E’ un fatto gravissimo, del quale il presidente Cappellacci, sempre assente in aula, e i suoi si assumeranno le responsabilità: stanno privando le future generazioni di un patrimonio ambientale di valore inestimabile e consentendo, a partire da oggi, che le nostre coste subiscano l’assalto dei costruttori, un assalto che porterà cemento e distruzione. Come opposizione abbiamo fatto l’impossibile per impedire questo scempio, ma, purtroppo, l’arroganza della logica dei numeri e la sordità ottusa hanno impedito un minimo di confronto».  Ieri il Consiglio regionale ha anche approvato un aumento del 30 per cento della volumetria per gli immobili di prima abitazione nelle zone urbanistiche B e C a patto che la superficie non superi i 95 metri quadri, più un massimo di 18 metri quadri per l’autorimessa o il posto macchina.  I «premi» saranno inoltre estesi anche ai fabbricati di attività produttive. Con un emendamento orale proposto dall’assessore all’Urbanistica, Gabriele Asunis, l’assemblea ha infine approvato la proposta che saranno ammesse le domande di ampliamento per costruzioni già realizzate al 30 giugno scorso.  Per tutto il giorno la tensione politica in aula è stata molto alta. Quando la presidente Lombardo ha proclamato il risultato della votazione sull’emendamento più rilevante (quello della fascia costiera), il capogruppo dell’Idv, Adriano Salis, ha contestato la decisione, accusando l’esponente del centrodestra di non essere imparziale ma di agire come vice coordinatrice del Pdl (forse anche in riferimento al fatto che la stessa Lombardo ha più volte richiamato i consiglieri del suo partito e dei partiti alleati a essere più presenti in aula). Durissimo anche il giudizio di Chicco Porcu, il quale, rivolgendosi ai banchi della maggioranza e della giunta, ha detto: «Non avete avuto pudore, con l’ansia di dare effimere risposte e arraffare tutto ciò che potevate, avete violato ciò che dovrebbe essere intoccabile. Siete una maggioranza incapace di guardare lontano, preda di piccoli interessi particolari. Avete scritto – ha concluso Porcu – una delle pagine più brutte della storia dell’autonomia regionale».

da L’Unione Sarda, 3 ottobre 2009

Piano casa, rivoluzione nei 300 metri. Passa la proposta della Giunta: possibile abbellire le abitazioni. In Consiglio passa un pezzo portante del Piano casa, con la possibilità di interventi nei 300 metri dalla costa.   Gino Zasso

Il rilancio dell’edilizia in Sardegna arriverà fino alla fascia costiera. Il Consiglio regionale ha approvato ieri pomeriggio la norma che consentirà interventi urbanistici dentro i trecento metri dal mare nelle residenze uni e bifamiliari. L’aumento di cubatura non potrà superare del dieci per cento le volumetrie esistenti.
In una seduta ad alta tensione – con tre sospensioni per mancanza del numero legale e l’uscita dall’aula dell’opposizione – la maggioranza di centrodestra è riuscita ad approvare quasi tutto l’articolo 2 della legge a sostegno dell’edilizia, accorpando gli emendamenti presentati dalla Giunta regionale.
LE NOVITÀ. Nel complesso, Gli interventi di adeguamento del patrimonio esistente consentiranno «l’incremento volumetrico dei fabbricati a uso residenziale e di quelli destinati a servizi connessi alla residenza», nella misura massima del 10, 20 (opure, ma è ancora da verificare, del 30) per cento delle volumetrie esistenti, «anche mediante il superamento degli indici massimi di edificabilità previsti dagli strumenti urbanistici e dalle vigenti disposizione normative regionali». Gli interventi dovranno rispettare «in modo organico e coerente i caratteri architettonici esistenti, la sicurezza strutturale e l’accessibilità». Per le abitazioni uni o bifamiliari «si possono ampliare i piani o, al pianterreno, costruire pertinenze separate dal fabbricato principale». Per i palazzi «si prevede la sopraelevazione di un piano, l’ampliamento dei sottotetti, fino a un’altezza massima di tre metri, e altri interventi nei singoli piani in linea con il disegno architettonico complessivo dell’edificio». Gli incrementi sono inscindibili dall’unità immobiliare e non potranno essere successivamente venduti a parte.
I TRECENTO METRI. Il comma 4 bis dell’articolo 2 specifica che «per gli edifici residenziali e per i servizi connessi alla residenza situati in zona F (turistica) nei 300 metri dalla linea della battigia, ridotta a 150 metri nelle isole minori», sono ammissibili incrementi di volumetrie «sino al 10 per cento del volume esistente». Gli aumenti di cubature devono essere realizzati «a condizione che siano finalizzati al miglioramento della qualità dell’intero organismo edilizio e dei valori paesaggistici del contesto in cui è inserito». La proposta d’intervento «dovrà ottenere» una «valutazione positiva» da parte «della Commissione regionale per la qualità architettonica e paesaggistica» istituita dalla stessa legge edilizia.
SEDUTA INFUOCATA. Il voto sull’emendamento legato alla fascia costiera arriva dopo una giornata di fuoco. Per ben due volte manca il numero legale e il presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo rinvia i lavori al pomeriggio. Al momento del voto sull’emendamento "aggiuntivo" della Giunta tutta l’opposizione lascia l’aula. La norma passa con 31 voti favorevoli, mentre i consiglieri del Psd’Az votano no come avevano annunciato. Nel mirino finisce il capo dell’assemblea perché non aggiorna subito i lavori a martedì prossimo, «visto il numero esiguo di consiglieri» in aula. «Si è sostituita al capogruppo del Pdl», l’accusa del leader del Pd Mario Bruno. «Ha avuto un comportamento fazioso».
BOTTA E RISPOSTA. Il presidente della commissione urbanistica (e relatore di maggioranza) Matteo Sanna getta acqua sul fuoco: «Non si tratta di cementificazione ma di tutela del patrimonio nella fascia dei trecento metri», anche perché «molti proprietari sceglieranno di demolire e costruire nell’entroterra». L’esponente del Pdl è certo che «il controllo e il monitoraggio su tutte le attività edilizie sarà pressante, così è da escludere ogni tipo di abuso». In aula parla soprattutto il centrosinistra. Chicco Porcu (Pd) se la prende con tutto il centrodestra: «Avete toccato un bene che non vi appartiene. Siete una maggioranza preda dei piccoli interessi particolari». Anche Massimo Zedda (La Sinistra) boccia la scelta di arrivare fino alle coste. Per Giampaolo Diana (Pd) «è stato compiuto un atto gravissimo» perché «si stanno privando le future generazioni di un patrimonio ambientale di valore inestimabile».
LAVORI SOSPESI. L’assemblea non è riuscita a dare poi il via libera alla norma che dovrebbe consentire un aumento della volumetria fino al 30 per cento (e quindi non più al 20) per gli immobili di prima abitazione nelle zone urbanistiche B (residenziale) e C (espansione). Durante la votazione è mancato ancora una volta il numero legale e Claudia Lombardo ha rinviato la seduta a martedì prossimo.

(foto da www.protezionecivile.it, S.D., archivio GrIG)

  1. marco
    7 Ottobre 2009 a 10:57 | #1

    sono stato alla manifestazione di ieri davanti al consiglio regionale: vista la poca gente, due ipotesi. L’ambiente interessa a una minoranza risicatissima. Gli organizzatori (legambiente,italia nostra e wwf) non sono in grado di organizzare una manifestazione. Questa seconda ipotesi è la più verosimile. Sono stato una volta a una delle manifestazioni organizzate da legambiente contro il progetto cualbu per tuvixeddu: anche in quella occasione quattro gatti. Penso che mobilitare molta gente non sia semplice: allora lo si faccia fare a gente esperta. Il rischio, come ha sostenuto staattina Vito Biolchini su Radiopress, è che i nemici degli ambientalisti (e dell’ambiente) dicano: visto, siete quatro gatti?! Il popolo è con noi! E a quel punto addio credibilità delle battaglie ambientaliste. Forse era meglio allora trovare strade alternative alla manifestazione, per dare più valore a una battaglia sacrosanta.

  2. marco
    6 Ottobre 2009 a 17:10 | #2

    appuntamento alle 18 di oggi davanti al consiglio regionale in via roma!

  3. mimma
    6 Ottobre 2009 a 11:49 | #3

    il consiglio regionale trasuda cemento sulle coste..e trasuda pure stupidità

  4. fede
    6 Ottobre 2009 a 10:49 | #4

    sono disgustata da quanto sta accadendo in consiglio regionale: 30anni di tutela ambientale buttati via!

  5. pieffe
    5 Ottobre 2009 a 23:54 | #5

    aspetto anche io l’elenco dei votanti e degli assenti. sono allibito dalla superficialità di questi “legislatori” O-O

  6. Stefano Deliperi
    5 Ottobre 2009 a 23:28 | #6

    la disposizione sugli aumenti volumetrici anche per le residenze private nella fascia dei 300 metri dalla battigia è già stata approvata lo scorso 2 ottobre 2009, come scritto nell’articolo. Non siamo stati minimamente coinvolti nell’organizzazione della manifestazione del 6 ottobre e, quindi, non vi saremo come GrIG e AdT. Non ci pare molto corretto imporci a nessuno. Ciò non toglie che chi voglia partecipare a titolo personale possa farlo, naturalmente. Grazie al Cielo, qui non esistono dittatori ;-) )

  7. Juri
    5 Ottobre 2009 a 19:00 | #7

    “Passa la proposta della Giunta: possibile abbellire le abitazioni.”.

    Per l’Unionesarda la colata di cemento nella fascia dei 300 mt diventa una possibilità di abbellimento (cosa che ora è notoriamente vietata…).

    Non hanno proprio nulla da invidiare a Emilio Fede, in Viale Regina.

  8. Ila
    5 Ottobre 2009 a 16:50 | #8

    Segnalo che domani alle 18:00 c’è un sit in in via Roma, davanti alla Regione, per protestare contro il piano-cemento. Non dobbiamo assolutamente mancare.

  9. Emanuele Melis
    5 Ottobre 2009 a 14:30 | #9

    C’è poco da scendere in piazza, ormai il danno è fatto, la norma è stata approvata..

  10. francy
    5 Ottobre 2009 a 13:32 | #10

    ma il partito democratico e il pd non sono la stessa cosa? non poteva rimanere in aula e votare contro visto che il cdx era poco?

  11. 5 Ottobre 2009 a 10:56 | #11

    LO STESSO FILM DELLO SCUDO FISCALE?

  12. 5 Ottobre 2009 a 10:36 | #12

    Dal sito di Chicco Porcu:

    “Nel tentativo di impedire la votazione e far mancare il numero legale il Partito Democratico ed il PD hanno abbandonato l’Aula. Per 2 volte il numero legale è mancato e la votazione è stata rinviata di 30′. Al terzo tentativo l’emendamento è passato (numero legale era di 36).”

    Potrebbe essere questo il motivo delle assenze.

  13. Juri
    5 Ottobre 2009 a 10:08 | #13

    Penso che sia proprio il caso di organizzare una manifestazione. Da un punto di vista dell’opinione pubblica il momento è propizio perchè i recenti disastri dovuti alla cementificazioni selvagge hanno in parte aumentato la sensibilità su questi temi (purtroppo in Italia funziona così, i problemi vengono rimossi finchè non capita la disgrazia, e in quel momento ovviamente si parla di “emergenza” )

    Una bella manifestazione, possibilmente di respiro internazionale (all’estero e in “continente” la tutela dell’ambiente sardo è molto più sentita che in loco) da tenere a Cagliari sotto il consiglio regionale.

  14. m.elena
    5 Ottobre 2009 a 8:48 | #14

    ho notato che i giornali non hanno per nulla detto che la legge sul cemento nei 300 metri dal mare poteva essere battuta dal centrosinistra: è un caso?

  15. Stefano Deliperi
    4 Ottobre 2009 a 21:00 | #15

    queste sono le “giustificazioni” dei deputati P.D. assenti alla votazione finale sul c.d. scudo fiscale. Sono molto curioso di conoscere le “giustificazioni” dei consiglieri regionali del centro-sinistra assenti alla seduta dello scorso 2 ottobre 2009, pomeriggio.

    da Il Fatto Quotidiano, 4 ottobre 2009

    Giustificazioni PD: Fioroni malato, ma in conferenza stampa.

    I 22 parlamentari del Pd assenti ieri in occasione del voto finale sullo scudo fiscale si dividono in due liste: i malati e gli ingiustificati. Beppe Fioroni compare nella prima lista, dichiara alla stampa che “combatte da tre mesi con una peritonite” , che aveva un impegno a Torino, ma “come capita ai medici la mia situazione di salute si è complicata da febbraio ad oggi e mi hanno appena detto che devo fare un terzo intervento di addomino-plastica”. Nessuno vuole mettere in discussione la situazione fisica di Fioroni, ma ci permettiamo di porre una domanda: come mai l’onorevole, giustificato perché malato, non può recarsi in aula ma invece a Torino ci va davvero e presenzia ad una conferenza stampa?

    Il giornalista dell’Ansa di Torino, Renato Botto, che ha firmato i lanci di agenzia usciti venerdì, conferma a Il Fatto di aver incontrato Fioroni tra le dodici e le tredici, proprio nel momento in cui si svolgeva il voto finale in aula, per mezz’ora. “Era lui – scherza – a meno che non abbia un gemello”. In effetti venerdì a Torino era previsto un incontro tra l’ex ministro e gli operatori della scuola, che Fioroni non menzionerà mai tra le sue giustificazioni. Anzi, si farà inserire nella lista dei “meno cattivi” per malattia. “Da quando è stato formato il governo Berlusconi – dichiara Fioroni da Torino – stiamo assistendo a una campagna denigratoria della scuola senza eguali, nell’indifferenza generale del Paese”. Ma perché, anche lui, è stato indifferente al suo compito di parlamentare, se la malattia gli permetteva un viaggio in Piemonte?

    La lista dei malati del Pd comprende Ileana Argentin (visita medica), Enzo Carra (intervento ai reni), Angelo Capodicasa (ricoverato da Agrigento), Lucia Codurelli (anche lei in ospedale), Sergio D’Antoni (ricoverato d’urgenza ), Antonio La Forgia (malattia) e Marianna Madia (importanti accertamenti medici). Indirettamente malato anche Massimo Pompili, assisteva il fratello ricoverato.

    Considerati ingiustificati, anche se affermano di aver avuto il via libera dal partito, Giovanna Melandri, Linda Lanzillotta e Lapo Pistelli che erano “in missione per il Pd” a Madrid, alla “Global Progress Conference” promossa dalla Fondazione Ideas.

    Arrabbiatissima Paola Binetti, sospettata di essere assente per una scelta interna ai rutelliani, che non accetta le accuse: “Non pensavo si approfittassero di questa situazione per fare campagna elettorale per il congresso – dichiara la Binetti – sono molto delusa e non so cosa succederà al quadro politico e al Pd”. E sfoga il suo malumore in un post sul suo blog dove dichiara di aver preso un impegno con la Croce Rossa di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, venerdì mattina perché solitamente è un giorno non impegnato da voti, e di avere l’83,19% di presenze in aula. Ci lascia anche intendere che il suo compagno di banco, invece, è un assenteista seriale “che potrebbe anche dimettersi, perché nella vita bisogna fare delle scelte”. Non ci vuol dire il suo nome, ma non è difficile rintracciarlo in Antonio Gaglione, già sottosegretario alla Salute nel governo Prodi, cardiologo interventista di Brindisi, praticamente sconosciuto ai frequentatori di Montecitorio. Martedì alle 12.30 si riunirà alla Camera il Comitato direttivo del gruppo, allargato ai capigruppo di commissione, che dovrà “processare” gli assenti e decidere se infliggere sanzioni. Gli imputati non potranno nemmeno appellarsi alla scusa che suggeriva Bersani in conferenza stampa: “Se fossimo stati in numero maggiore noi, sarebbero stati di più anche loro”, perché venerdì il Pdl era in seria difficoltà e aveva già richiamato urgentemente in aula i Ministri.

    Caterina Perniconi, da Il Fatto Quotidiano n°11 del 4 ottobre 2009

  16. m.f.
    4 Ottobre 2009 a 19:50 | #16

    chi ha votato in Consiglio ha preparato il prossimo “disastro ambientale”,complimenti! fate benissimo a pubblicarne l’elenco:lo aspetto

  17. Claudia Basciu
    4 Ottobre 2009 a 18:18 | #17

    La maggior parte delle disposizioni contenute nel “piano casa” (che piano casa non è) sono pericolose e l’aver approvato definitivamente la norma che estende la possibilità di aggiungere cemento anche nella fascia dei 300 metri è, a mio parere, un precedente molto insidioso, perchè l’attuale maggioranza ha capito fin dove può spingersi nello stravolgere situazioni e diritti che i sardi pensavano acquisiti ed immutabili, ha capito che grazie ad una debolissima opposizione può ribaltare le pietre e i gambali dei sardi come preferisce, senza troppi contrasti. L’unica cosa che possiamo fare, per evitare ulteriori stravolgimenti, è svegliarci, farci sentire, anche scendere in piazza, far capire a tutti i personaggi comodamente seduti in Consiglio o in Giunta, che i sardi non gradiscono essere ribaltati come pietre e che il voto ancora conta qualcosa. Il problema è capire cosa vogliono veramente i sardi.

  18. Stefano Deliperi
    4 Ottobre 2009 a 17:26 | #18

    Maria, hai perfettamente ragione. Potenzialmente circa 2 milioni di metri cubi di nuove volumetrie potrebbero abbattersi nella fascia costiera dei 300 metri dalla battigia. Una follìa. E il dissesto idrogeologico, già grave in molte aree costiere (es. Capoterra, Olbia, San Teodoro, Tortolì, ecc.) andrà ad aggravarsi. A questo si aggiungeranno i milioni di metri cubi in tante altre aree “sensibili”. Un nuovo disastro annunciato. Ma a questi consiglieri regionali di P.d.L. e U.d.C. ed ai loro “mandanti” poco interessa. Ed alla prossima “calamità innaturale” si trasformeranno prontamente in prefiche istituzionali…

  19. gruppodinterventogiuridico
    4 Ottobre 2009 a 16:44 | #19

    da La Nuova Sardegna, 4 ottobre 2009

    «Sulle coste un far west edilizio». L’opposizione: «Smantellano il Ppr». La Giunta: «Nessuna casa nuova». (Alfredo Franchini)

    CAGLIARI. Il cuore dell’articolo 2 che sarà approvato martedì in Consiglio è racchiuso in un breve emendamento che dà la possibilità di costruire nella fascia dei 300 metri. Lo ha voluto la giunta, dopo che la Commissione Urbanistica aveva ripristinato un testo che impediva gli interventi nella zona più vicina al mare. L’opposizione è uscita dall’aula quando si votava l’emendamento che, a giudizio di Mario Bruno, «fa vincere la giunta e fa perdere i sardi». Sono stati due parlamentari del Pd, Caterina Pes e Francesco Sanna, a ricordare l’origine del Piano casa: «Fu deciso a Olbia in un incontro di Ghedini, l’avvocato di fiducia di Berlusconi, con Cappellacci e Asunis». Da quell’incontro, a giudizio di Pes e Sanna, «s’iniziò la controffensiva per smontare il Piano paesaggistico».

    Un piano che, in realtà, nessuno dice di voler accantonare ma caso mai correggere. E l’assessore Asunis ha precisato: «Il Ppr sarà arricchito ma siamo consapevoli di dover tutelare il nostro territorio». Il rilancio dell’edilizia ricomincia dalla fascia dei 300 metri ma – chiarisce l’assessore – «non ci potranno essere nuove costruzioni». Solo ampliamenti di volumetrie. Alla fine che legge sarà? si è chiesto Paolo Maninchedda, contrario come gli altri sardisti a quell’emendamento che apre alle betoniere sul mare. «Emendiamo per parti, per pezzi e alle fine vengono fuori leggi che non possono essere applicate». La sensazione è che i meccanismi generati potrebbero non coincidere tra loro, proprio come nel caso delle premialità che consentono incrementi di volumetria del 20% per ciascuna unità immobiliare, estesi a case uni-bifamiliari e a palazzi, (ultimo piano e chiusura dei piani pilotis), oltre che a villette a schiera e a fabbricati di attività produttive. Incrementi che possono salire o scendere di dieci punti percentuali. Luciano Uras (Sinistra) è netto: «Con questa legge vogliono costituire un far west edilizio» in cui avranno un ruolo i Comuni. Davanti al giudice amministrativo ci sono 150 ricorsi in buona parte dei sindaci. In un caso, il Consiglio di Stato ha definitivamente rigettato il ricorso del Comune di Villasimius sentenziano che a Cala Giunco non si potrà costruire. Con la nuova legge si mischiano interessi economici locali (Comuni costiere) ed esterni, rappresentati dalle tante imprese edilizie nazionali che vedono l’isola come un’occasione di speculazione. Il Consiglio continuerà a discuterne martedì.

    Il testo in discussione. Possibile ampliare i fabbricati per attività agricole.

    CAGLIARI. Le «disposizioni a sostegno dell?economia mediante il rilancio del settore edilizio» – è il titolo della legge – hanno provocato forti tensioni anche in maggioranza. Il Psd?Az ha votato contro l?emendamento che introduce l?aumento di volumetrie nei 300 metri dal mare e l?Udc si è espressa a favore (eccetto Capelli che non ha partecipato al voto) solo «per spirito di servizio». La legge è composta da 11 articoli; martedì dovrebbe essere approvato il secondo su cui gravano una sessantina di emendamenti su un totale di 421. Il terzo articolo prevede interventi di ampliamento per le costruzioni in zona agricola. Anche in questo caso nella fascia dei 300 metri dalla battigia è concesso un ampliamento dei fabbricati.

  20. Maria
    4 Ottobre 2009 a 15:32 | #20

    L’indignazione che provo è infinita. In queste ore a Messina si sta consumando una tragedia frutto dell’incuria, della speculazione e della violenza che si continua a perpetuare sull’ambiente. E si, perchè a Messina le responsabilità ci sono, e sono tutte dell’uomo. Nonostante non si siano ancora trovati tutti i corpi di chi ha perso la vita, i nostri politici vanno avanti per la loro strada. E l’unica che vogliono conoscere e percorrere è quella della cementificazione. Ma proviamo solo per un momento a pensare quale sia l’impatto che in Sardegna può avere complessivamente l’aumento di cubatura del 10% al di sotto dei 300mt di distanza dal mare: è un’enormità. Finiamola di pensare alla piccola tettoia o alla piccola stanzetta del singolo. Impariamo ad avere una visione d’insieme per capire quali effetti può produrre l’ulteriore cementificazione in prossimità della costa dove gli equilibri sono sempre più precari. E soprattutto finiamo di dire che è un progetto utile per riavviare l’economia e aiutare il superamento della crisi. Perchè non si parla di riqualificazione urbana ed extraurbana? Perchè non si parla di edilizia popolare-residenziale? Perchè si preferisce intervire sulle seconde case, perchè di queste si tratta? Perchè non si parla di difesa del territorio, di prevenzione e di produzione di energie pulite? Perchè non si parla di tutte quelle attività che porterebbero sviluppo e occupazione salvaguardando l’ambiente e quindi la nostra salute?Queste sono alcune domande che danno il senso della mia reale indignazione, ma ne ho un’altra importante, per chi vuole rispondere: Cosa posso fare da cittadina per contrastare le scelte opinabili di chi ci amministra? Scusate lo sfogo, un saluto.

  21. pieffe
    3 Ottobre 2009 a 22:42 | #21

    ho seguito anche io il dibattito e l’ho trovato molto interessante. non vi conoscevo se non con questo blog e devo dire che ho trovato immagini e discorsi importanti, cose che possono aprire gli occhi anche alla gente comune. soprattutto i problemi del rischio “turistico” e “idrogeologico”. si deve insistere, insistere e insistere. cerco di fare la mia parte per sostenere queste posizioni.

  22. gruppodinterventogiuridico
    3 Ottobre 2009 a 18:10 | #22

    e, come si può vedere, le “assenze” (anche ai livelli più elevati) sono determinanti anche in tanti altri casi, gravissimi per questa nostra Italia.

    da La Nuova Sardegna, 3 ottobre 2009

    La Camera approva, nel caos. Chiassata dell’Idv. Polemiche sulle assenze nell’opposizione. (Gabriele Rizzardi)

    ROMA. Lo scudo fiscale oggi sarà legge e nell’aula di Montecitorio, dove i dipietristi sventolano copie della Costituzione, agende rosse e agitano cartelli con scritto «la mafia ringrazia», si sfiora la rissa. La contestatissima norma, che fa gridare al deputato dell’Idv, Francesco Barbato, «Berlusconi e la maggioranza sono mafiosi», passa con 270 no, 250 sì e 2 astenuti. Le accuse del deputato vengono subito censurate dalla presidente di turno, Rosy Bindi, che gli toglie la parola, e poi da Gianfranco Fini, che definisce «oggettivamente gravi» le affermazioni e annuncia che valuterà «eventuali provvedimenti disciplinari». In serata Napolitano annuncia per oggi la firma al decreto sul quale il governo ha posto la fiducia e che diventerà legge dello Stato. L?annuncio della firma è accompagnata da una nota nella quale il capo dello Stato ammette che «sarebbe stato più giusto» inserire lo «scudo fiscale» nel decreto legge anti-crisi «originario» ma poi aggiunge che sul riciclaggio e sugli altri reati che la legge esclude dal beneficio della non punibilità, il governo ha fornito tutti i «chiarimenti» richiesti dal Quirinale. Resta il fatto che per l’approvazione alla Canmera, decisive sono le assenze dell’opposizione che se fosse stata presente al completo avrebbe potuto bloccare il decreto. Sono infatti appena 20 i voti di scarto a vantaggio dei sì. I deputati dell’opposizione (Pd,Idv, Udc) sono 279: se fossero stati tutti presenti avrebbero avuto la maggioranza. La maggior parte delle assenze si registrano nelle file del Pdl dove mancano all?appelo 31 deputati ma subito dopo c’è il Pd, con 22 deputati che non sono presenti in aula. I deputati dell’Udc assenti sono 6 su 37 mentre dell’Idv ne manca solo uno, 4 sono invece i deputati leghisti che in aula non si vedono. Numeri che autorizzano l’Italia dei Valori ad andare subito all’attacco. «Oggi è stato approvato lo scudo fiscale che, in realtà, è un indulto fiscale, approvato in modo bipartisan. È un atto criminoso scritto per mano del governo e siglato con 23 assenze del Partito Democratico, che ne hanno consentito l’approvazione» affonda Di Pietro, che nel pomeriggio chiede a Napolitano di non firmare la legge e poi, dopo la firma, si dice «amareggiato». «Prendiamo atto della straordinaria rapidità con la quale il presidente della Repubblica ha firmato il decreto salva-ladri con cui questo governo ha voluto garantire l’impunità ai peggiori criminali d’Italia». Di Pietro esagera? «La mia opinione personale è che in generale le amnistie fiscali hanno un impatto negativo sul morale dei contribuenti onesti» dice il commissario Ue al fisco, Laszlo Kovacs. Le numerose assenze tra i banchi dell’opposizione sono al centro di un durissimo scontro che va a vanti per tutta la mattinata. Alla fine, la presidenza del gruppo del Pd alla Camera annuncia «sanzioni». Ma il gruppo rifiuta l’addebito ed offre la sua versione: «Su 22 assenti, 11 erano in malattia. Quindi gli assenti ingiustificati sono 11 e dunque non determinanti ai fini del voto». A promettere sanzioni per gli assenti dell’Udc è anche Pier Ferdinando Casini mentre il leghista Roberto Calderoli propone che i deputati assenti «non siano ricandidati».

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