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Esiste un giudice anche a Roma. La legge ritorna ad essere un po’ più uguale per tutti.

 

"Esisterà pure un giudice a Berlino!" aveva detto un contadino prussiano convinto d’essere nel suo diritto anche se si scontrava con il re di Prussia.  Esiste un giudice anche a Roma. La Corte costituzionale, in questo caso. E da oggi anche in Italia la legge ritorna ad essere un po’ più uguale per tutti.  E’ stata, infatti, dichiarata l’incostituzionalità della legge 23 luglio 2008, n. 124 che disponeva la sospensione dei processi penali nei confronti "di Presidente della Repubblica, di Presidente del Senato della Repubblica, di Presidente della Camera dei deputati e di Presidente del Consiglio dei ministri … dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione. La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione".  Un anno fa dicevo: "A mio modestissimo parere, la legge Alfano è in palese contrasto con l’art. 3 della costituzione, l’articolo che sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Non è necessario essere grandi giuristi per capire che la legge Alfano presenta delle pecche non irrilevanti.     Sempre a mio parere, opinabilissimo, ne sarebbe dovuto accorgere perfino il Presidente della Repubblica Napolitano, anche se la sua posizione era in deciso conflitto di interessi, dato che la legge immunizzava pure lui.      Avrebbe dovuto notare il non insignificante dettaglio che si è voluto modificare un articolo della Costituzione mediante una legge ordinaria.    Qualsiasi studente di giurisprudenza verrebbe buttato fuori all’esame di diritto costituzionale se non sapesse che per modificare la Costituzione è necessario ricorrere ad una legge di revisione costituzionale (art. 138 cost.), con procedimento aggravato da doppia delibera e dalla maggioranza qualificata."  La Corte costituzionale ha detto proprio questo. Ripeto: non ci voleva molto per capirlo, nel nostro sistema costituzionale è molto chiaro.  E tutti quelli che non accettano ruolo della Corte costituzionale, sue pronunce e conseguenze sono semplicemente degli eversori di questo ordine costituzionale.  Anche qui non ci vuol molto a capirlo.

Stefano Deliperi

 

Corte Costituzionale

Ufficio Stampa

Legge 23 luglio 2008, n. 124 (c.d. "Lodo Alfano")

La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione.

Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma.

dal Palazzo della Consulta,7 ottobre 2009

 

 

Ipse dixit: "la legge è uguale per tutti, ma non necessariamente la sua applicazione" (avv. Nicolò Ghedini, udienza del 6 ottobre 2009 davanti alla Corte costituzionale).

 

A.N.S.A., 7 ottobre 2009

‘Lodo Alfano illegittimo’.  Il Premier, vado avanti. Dopo la sentenza Berlusconi attacca il Quirinale "E’ di parte". La replica:"Sto con la Costituzione".

ROMA- La Consulta ha bocciato il ‘lodo Alfano’ per violazione dell’art.138 della Costituzione, vale a dire l’obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non ordinaria come quella usata dal ‘lodo’ per sospendere i processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato). Il ‘lodo’ è stato bocciato anche per violazione dell’art.3 (principio di uguaglianza). L’effetto della decisione della Consulta sarà la riapertura di due processi a carico del premier Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset. La decisione della Corte Costituzionale di dichiarare l’illegittimità del ‘lodo Alfano’ é stata presa a maggioranza.

IL QUIRINALE: PRESIDENTE IMPARZIALE.

"Tutti sanno da che parte sta il presidente della Repubblica. Sta dalla parte della Costituzione, esercitando le sue funzioni con assoluta imparzialità e in uno spirito di leale collaborazione istituzionale". E’ quanto si legge in una nota diffusa dal Quirinale dopo che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, parlando con i giornalisti, ha detto tra l’altro: "Il capo dello Stato sapete da che parte sta…".

BERLUSCONI, NON MI INTERESSA COSA DICE NAPOLITANO.
A chi gli chiedeva un commento alla risposta del Capo dello Stato alle sue precedenti dichiarazioni sul lodo Alfano, il presidente del Consiglio, rientrando a palazzo Grazioli, ha detto: "Non mi interessa quello che ha detto il capo dello Stato, non mi interessa…Mi sento preso in giro e non mi interessa. Chiuso".
BREVE COLLOQUIO PRIVATO BERLUSCONI-BERTONE.
Dopo la visita alla mostra ‘Il potere e la grazia. I Santi patroni d’Europa’, il segretario di Stato Vaticano card. Tarcisio Bertone ha avuto un breve incontro privato con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi all’interno di Palazzo Venezia.

BERLUSCONI, VADO AVANTI.

"Vado avanti, la Corte e’ di sinistra e queste cose mi fanno un baffo". Questa la prima reazione del premier alla notizia. ”Noi dobbiamo governare cinque anni con o senza il lodo, io non ci ho mai creduto” al fatto che passasse ”perche’ con una corte Costituzionale con undici giudici di sinistra era impossibile che lo approvassero”, ha aggiunto Berlusconi. Per il premier "Non e’ intaccata la credibilità del Governo, e le accuse risibili cadranno”. "Il Capo dello Stato sapete voi da che parte sta: abbiamo giudici della Corte Costituzionale eletti da tre capi dello Stato della sinistra che fanno della Consulta non un organo di garanzia ma un organo politico", ha concluso.

IL COMUNICATO DELLA CONSULTA.

Da Palazzo della Consulta è stato diffuso il seguente comunicato: "La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma".

 LE REAZIONI: IL MINISTRO, LA SENTENZA SORPRENDE. BOSSI, NON CI PIEGANO

"E’ una sentenza che sorprende, e non poco, per l’evocazione dell’art.138 della Costituzione". Così il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, commenta la decisione dei giudici della Consulta. "La Corte Costituzionale – afferma – dice oggi ciò che avrebbe potuto e, inevitabilmente, dovuto dire già nel 2004 nell’unico precedente in materia". ”E’ incomprensibile – continua il Guardasigilli in una nota – come giudici costituzionali abbiano potuto spendere, nel 2004, pagine su pagine di motivazioni relative alla rinunciabilita’ della sospensione processuale, alla sospensione della prescrizione e tanto altro ancora senza fare alcun riferimento alla necessita’ di una legge costituzionale. Tale argomento, preliminare e risolutivo, e’ inspiegabile che venga evocato quest’oggi”. ”Se questo argomento, che non condividiamo, fosse stato usato a tempo debito, avrebbe evitato al parlamento di essere oggettivamente indotto a utilizzare lo strumento della legge ordinaria e – conclude Alfano – al Capo dello Stato una promulgazione munita di pubbliche motivazioni (nota luglio 2008)”.  "Con la bocciatura del lodo si crea un problema: da una parte c’é Silvio Berlusconi premier, legittimato da milioni di voti, che ha diritto di governare, e, dall’altra, vi è il cittadino Silvio Berlusconi, che ha il diritto di difendere se stesso nelle aule di tribunale", ha aggiunto poi Alfano a Porta a Porta, escludendo l’ipotesi di una legge costituzionale che riproponga il Lodo, "Silvio Berlusconi se fa l’uno non fa l’altro": cioé, se deve difendersi in tribunale – sostiene il ministro Alfano – "dovrà sottrarre parte del suo tempo a quello destinato al governo del Paese, e noi riteniamo che non sia giusto distogliere il presidente del Consiglio dal proprio impegno nei confronti del Paese". ”Continueremo a governare, come abbiamo fatto in questi sedici mesi”, ha concluso il ministro, commentando le possibili conseguenze della bocciatura del Lodo da parte della Consulta. ”Questa legge – ha detto il ministro – e’ stata caricata di una eccessiva drammatizzazione, immaginando che una eventuale bocciatura potesse aprire la strada a chissa’ cosa, alla fine di questo governo. Chi non ha una cultura profondamente legata alla sovranita’ popolare – ha aggiunto – pensava si potesse addivenire ad una maggioranza diversa. Mi pare, anche dalle prime dichiarazioni del premier, che e’ nostra intenzione andare avanti”.  ”Andiamo avanti, non ci piegano”. Umberto Bossi, prima di entrare in una riunione del gruppo della Lega, commenta cosi’ la decisione della Consulta sul Lodo Alfano. E parla del suo incontro, concluso poco fa, con Silvio Berlusconi. ”Nemmeno lui vuole le elezioni anticipate – dice – L’ho trovato forte e questo mi ha fatto molto piacere, l’ho trovato deciso a combattere”. ”Se si ferma il federalismo facciamo la guerra”, ha concluso il leader della Lega. E’ una sentenza politica, ma il presidente Berlusconi, il governo e la maggioranza continueranno a governare come, in tutte le occasioni dall’aprile del 2008, hanno richiesto gli italiani con il loro voto". Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente del Consiglio, interviene così, con una nota, sulla decisione della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’incostituzionalità del Lodo Alfano. Gli fa eco Fabrizio Cicchitto: ”E’ incontestabile che la Corte Costituzionale ha rovesciato la sua precedente impostazione. L’unica spiegazione di questo cosi’ profondo cambiamento della sua dottrina sulla materia regolata dal lodo Alfano deriva da un processo di politicizzazione della Corte che si schiera sulla linea dell’attacco al presidente Berlusconi”: cosi’ il presidente del gruppo del PDL alla Camera. ”Ma il presidente, forte dell’appoggio di cui gode nel Paese – aggiunge – continuera’ a governare affrontando a viso aperto processi imbastiti sulla base dell’uso politico della giustizia. E’ evidente che questo deliberato della Corte da’ un contributo al deterioramento della dialettica politica nel nostro Paese considerando anche il sicuro uso strumentale che di esso verra’ fatto. In questa vicenda – conclude – dovra’ far sentire la sua voce quella che sappiamo essere la maggioranza del popolo italiano”. "La Corte, un tempo costituzionale, da oggi non è più un organo di garanzia, perché smentendo la sua giurisprudenza ha emesso una decisione politica che non priverà il Paese della guida che gli elettori hanno scelto e costantemente rafforzato di elezione in elezione": è il giudizio del presidente dei senatori del PdL, Maurizio Gasparri. "E’ una giornata buia per i valori della legalità – ha aggiunto Gasparri – e che segna il tramonto di una istituzione che ha obbedito a logiche di appartenenza politica e non a valutazioni di costituzionalità. Il governo andrà avanti mentre chi ha tradito la propria funzione di garanzia non cancellerà la volontà democratica del popolo italiano". ”Le sentenze si rispettano, ma possono essere criticate. E in questo caso deve essere criticata durissimamente”. Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del PdL. ”Si tratta infatti – prosegue – di una sentenza sconvolgente, nel senso letterale del termine poiche’ sconvolge i precedenti orientamenti della Corte Costituzionale. E’ cioe’ sconvolgente rispetto alla sentenza del 2004 sul lodo Schifani, che viene radicalmente contraddetta e il cui estensore, giova ricordarlo, e’ attualmente il presidente della Consulta. Ed e’ sconvolgente riguardo alle valutazioni del presidente Napolitano, rese note al momento di autorizzare la presentazione alle Camere del lodo Alfano, all’atto della promulgazione, e ribadite in risposta alle polemiche inscenate sul sito di Beppe Grillo”.

IL PD, RISTABILITA UGUAGLIANZA. DI PIETRO, PREMIER SI DIMETTA.

Il lodo Alfano "é incostituzionale. E noi lo abbiamo detto subito, sin da quando ci riunimmo a piazza Navona in migliaia per gridare allo scandalo su questa legge che Berlusconi si è fatto per sistemare i suoi processi. Già allora, ci rivolgemmo al capo dello Stato per pregarlo di non firmare questo scempio di incostituzionalità e immoralità". Lo afferma il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, commentando la sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano. "Allora rimanemmo stupiti – aggiunge Di Pietro – che il capo dello Stato, non solo firmò il Lodo, ma dichiarò che lo faceva non per dovere, ma perché lo riteneva del tutto costituzionale". "Spero che da oggi, alla luce della decisione della Consulta – conclude – il presidente del Consiglio la smetta di fare leggi a proprio uso e consumo, si dimetta dall’incarico e vada a fare quello che da 15 anni si ostina a non voler fare: l’imputato. E spero che il presidente della Repubblica, d’ora in poi, non sia così frettoloso nel firmare provvedimenti incostituzionali e immorali". ”Mi pare che la decisione metta un punto fermo e dica che senza una legge costituzionale Berlusconi e le alte cariche sono cittadini come tutti gli altri e sono tenuti a sottoporsi a giudizio. Berlusconi continui a fare il suo mestiere sapendo che deve andare a sentenza”. Pier Luigi Bersani commenta cosi’ la decisione della Corte Costituzionale sul lodo Alfano. La Consulta ha "ristabilito il principio dell’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge". Lo ha detto il segretario del Pd, Dario Franceschini, commentando la sentenza della Corte costituzionale sul Lodo Alfano. "Il supremo organo di garanzia del nostro ordinamento, la Corte Costituzionale – ha detto Franceschini a Montecitorio – ha semplicemente ristabilito il principio dell’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Tutti siamo uguali davanti alla legge – ha concluso – anche i potenti".

 

A.G.I., 7 ottobre 2009

"ILLEGITTIMO IL LODO ALFANO".

Roma, 7 ott. – Il Lodo Alfano viola la Costituzione. E’ quanto hanno sancito i giudici della Consulta, secondo i quali la legge sulla sospensione dei processi penali per le 4 piu’ alte cariche dello Stato e’ in contrasto con l’articolo 138 della Costituzione. Dunque, secondo la Corte, una norma del genere non poteva essere introdotta con legge ordinaria, ma soltanto con una riforma costituzionale.

LODO ALFANO: CONSULTA, VIOLATO ANCHE PRINCIPIO UGUAGLIANZA.

Roma, 7 ott. – Il lodo Alfano viola anche l’articolo 3 della Costituzione, inerente il principio di uguaglianza. E’ quanto hanno sancito i giudici della Consulta, con la decisione di oggi sulla legge che sospende i processi penali per le 4 piu’ alte cariche dello Stato.

 

(foto da http://www.ansa.it/, http://cometaperiodica.wordpress.com/, S.D. archivio GrIG)

  1. Stefano Deliperi
    26 Febbraio 2010 a 23:00 | #1

    l’unica “giustizia buona” per il Nostro è quella che lo ritiene “legibus solutus”. Se la “giustizia” non si adegua alle pretese del Nostro, è “talebana” e va “riformata”. Se non è eversione del “nostro” ordinamento costituzionale, che cos’è?!

    A.N.S.A., 26 febbraio 2010
    Mills: Berlusconi, e’ un’invenzione, voglio l’assoluzione piena.
    E’ un’invenzione pura, non c’è stata corruzione. Malgrado pm talebani, riformerò la giustizia.

    (di Alessandra Chini)
    ROMA – Ma quale prescrizione, “é una invenzione pura” e “voglio l’assoluzione piena”. Il giorno dopo la sentenza della Cassazione che ha dichiarato prescritto il reato di corruzione in atti giudiziari da parte dell’avvocato David Mills, Silvio Berlusconi è un fiume in piena. Non canta vittoria, ma va all’attacco. Tanto più che l’opposizione, Udc a parte, calca e non poco sul fatto che Mills è stato prescritto, non assolto. Così, mentre i suoi parlano di una sentenza che sbugiarda la procura di Milano (Maurizio Gasparri) o grazie alla quale finalmente “giustizia è fatta” (Gianfranco Rotondi), Berlusconi non si dice soddisfatto. E il pronunciamento della Suprema Corte non cambia il suo giudizio su certi “pm talebani” che “intervengono con propositi eversivi nella vita democratica”.
    Parole che provocano la reazione rabbiosa dell’Anm che va all’attacco di una “intollerabile escalation di insulti e aggressioni nei confronti dei magistrati italiani”. La frase in questione di Berlusconi, tra l’altro, andrà a ingrossare ancora la pratica del Csm a tutela di magistrati di diversi uffici giudiziari che ha attaccato. E’ dunque di nuovo altissima tensione tra premier e toghe mentre il governo si appresta ad accelerare su riforma della giustizia e intercettazioni che non possono più essere “pubblicate senza limiti”, sottolinea il presidente del Senato Renato Schifani. Intanto, per quanto riguarda il prosieguo del caso Mills e i suoi annessi, va registrato che i legali del premier chiedono la sospensione del processo ‘parallelo’ a carico di Berlusconi.
    L’avvocato del premier Niccolò Ghedini, sollecita i pm di Milano a valutare uno stop delle prossime udienze in attesa di capire se anche il suo reato sia prescritto. Una iniziativa che viene giudicata con favore dal ministro della Giustizia Angelino Alfano che si guadagna così una pioggia di critiche dall’opposizione. E’ una richiesta “legittima” dice il Guardasigilli. Dichiarazioni che da parte di un ministro della Giustizia sono “inusuali e fuori dalle regole” per il Pd, con Donatella Ferranti. Parole che vengono da un “ministro-fantoccio” per l’Idv. La sentenza di ieri, in ogni caso, assicura il ministro della Giustizia non cambierà la strategia del governo. “Questa sentenza – dice – non cambia nulla. Il programma del governo sarà portato avanti e dovrà essere realizzato, dalle intercettazioni alla ragionevole durata dei processi al legittimo impedimento”. Avanti a spron battuto, dunque, in particolare sulle intercettazioni che andranno votate in Senato entro aprile. Insomma, assicura Berlusconi, la riforma della giustizia “la facciamo”, nonostante “i pm talebani”.
    Intanto scoppia la polemica anche sul servizio di giovedì del Tg1 di Augusto Minzolini che ha parlato di “assoluzione” dell’avvocato Mills. Sul quale ha preso posizione anche l’Usigrai difendendo il pezzo ma parlando di “scivolata nei titoli e nel lancio, dove si è parlato di assoluzione di Mills e non di prescrizione”.

    MILLS: LE TAPPE DEL PROCESSO.
    Il processo a David Mills, arrivato alla Cassazione, nasce dalle testimonianze che l’avvocato inglese, già consulente del gruppo Fininvest, ha reso in due processi in cui era imputato Silvio Berlusconi: quello ”All Iberian” e quello sulle tangenti alla Guardia di finanza. Per l’accusa, Mills sarebbe stato corrotto da Berlusconi. Di seguito, le tappe principali del processo:

    30 ottobre 2006 – Berlusconi e Mills sono rinviati a giudizio per corruzione in atti giudiziari.

    30 gennaio 2007 – Fallisce il primo tentativo di fermare il processo: la Cassazione respinge la ricusazione di Fabio Paparella, il giudice che ha deciso il rinvio a giudizio. Il processo comincerà il 13 marzo 2007.

    18 gennaio 2008 – Il tribunale accoglie la richiesta del pm Fabio De Pasquale di correggere l’accusa: la corruzione non si sarebbe consumata il 2 febbraio 1998, ma il 29 febbraio 2000. In pratica, la prescrizione slitta dal 2008 al 2010.

    7 marzo 2008 – Il tribunale accoglie la richiesta della difesa di Berlusconi di sospendere il processo in occasione della campagna elettorale per le elezioni del 9-10 aprile. 8 maggio 2008 – Berlusconi torna presidente del Consiglio.

    17 giugno 2008 – La difesa di Berlusconi ricusa la presidente del collegio giudicante, Nicoletta Gandus, perche’ avrebbe manifestato ”grave inimicizia” verso l’imputato.

    26 giugno 2008 – Il Consiglio dei ministri approva il ”lodo Alfano”, che sospende i processi alle alte cariche dello Stato.

    17 luglio 2008 – Respinta l’istanza di ricusazione contro la presidente Gandus.

    22 luglio 2008 – Il lodo Alfano e’ approvato definitivamente. Il giorno seguente, la legge e’ promulgata dal capo dello Stato.

    4 ottobre 2008 – Il processo a Berlusconi e’ sospeso, in base alla legge Alfano, ma prosegue per Mills.

    17 febbraio 2009 – Mills e’ condannato a 4 anni e 6 mesi; per i giudici, e’ stato corrotto da Berlusconi.

    7 ottobre 2009 – La Corte costituzionale giudica illegittima la legge Alfano; il processo a Berlusconi dovra’ riprendere.

    27 ottobre 2009 – Respinto l’appello di Mills, resta la condanna a 4 anni e 6 mesi.

    4 dicembre 2009 – Riprende il processo a Berlusconi; il tribunale riconosce il legittimo impedimento di Berlusconi per partecipare al Consiglio dei ministri, ma non per l’inaugurazione di un cantiere a Reggio Calabria.

    25 febbraio 2010 – La Cassazione decide sul ricorso di Mills; il procuratore generale chiede la prescrizione del reato, pur confermando la colpevolezza dell’imputato.

  2. 25 Febbraio 2010 a 20:45 | #2

    A.N.S.A., 25 febbraio 2010
    Mills, Cassazione: reato prescritto. Confermata la condanna al risarcimento di 250mila euro a Palazzo Chigi.

    ROMA – Il reato di corruzione in atti giudiziari contestato all’ avvocato David Mills e’ prescritto. Lo hanno deciso le Sezioni Unite della Cassazione. E’ stata, dunque, accolta la tesi del sostituto procuratore generale della Cassazione, Gianfranco Ciani, che aveva chiesto la declaratoria di prescrizione del reato collocando all’ 11 novembre 1999, anziche’ alla fine del febbraio 2000, il termine dal quale sarebbe decorsa la prescrizione. Il Pg, inoltre, aveva detto che non erano ravvisabili motivi per una pronuncia di proscioglimento nel merito dell’ imputato e, pertanto, aveva chiesto la conferma del risarcimento dei danni in favore di Palazzo Chigi. Dopodomani, sabato, riprendera’ a Milano, in tribunale, il processo ‘gemello’ nel quale e’ imputato Silvio Berlusconi sempre in relazione alla falsa testimonianza resa da Mills nei processi All Iberian e tangenti alla guardia di Finanza. Mills ha in corso, sempre a Milano, un procedimento insieme a Frank Agrama per i diritti televisivi ‘gonfiati’ della Fininvest.
    La Cassazione ha confermato la condanna dell’avvocato a risarcire 250 mila euro a Palazzo Chigi per danno di immagine.

    MILLS: LE TAPPE DEL PROCESSO.
    Il processo a David Mills, arrivato alla Cassazione, nasce dalle testimonianze che l’avvocato inglese, già consulente del gruppo Fininvest, ha reso in due processi in cui era imputato Silvio Berlusconi: quello ”All Iberian” e quello sulle tangenti alla Guardia di finanza. Per l’accusa, Mills sarebbe stato corrotto da Berlusconi. Di seguito, le tappe principali del processo:
    30 ottobre 2006 – Berlusconi e Mills sono rinviati a giudizio per corruzione in atti giudiziari.
    30 gennaio 2007 – Fallisce il primo tentativo di fermare il processo: la Cassazione respinge la ricusazione di Fabio Paparella, il giudice che ha deciso il rinvio a giudizio. Il processo comincerà il 13 marzo 2007.
    18 gennaio 2008 – Il tribunale accoglie la richiesta del pm Fabio De Pasquale di correggere l’accusa: la corruzione non si sarebbe consumata il 2 febbraio 1998, ma il 29 febbraio 2000. In pratica, la prescrizione slitta dal 2008 al 2010.
    7 marzo 2008 – Il tribunale accoglie la richiesta della difesa di Berlusconi di sospendere il processo in occasione della campagna elettorale per le elezioni del 9-10 aprile. 8 maggio 2008 – Berlusconi torna presidente del Consiglio.
    17 giugno 2008 – La difesa di Berlusconi ricusa la presidente del collegio giudicante, Nicoletta Gandus, perche’ avrebbe manifestato ”grave inimicizia” verso l’imputato.
    26 giugno 2008 – Il Consiglio dei ministri approva il ”lodo Alfano”, che sospende i processi alle alte cariche dello Stato.
    17 luglio 2008 – Respinta l’istanza di ricusazione contro la presidente Gandus.
    22 luglio 2008 – Il lodo Alfano e’ approvato definitivamente. Il giorno seguente, la legge e’ promulgata dal capo dello Stato.
    4 ottobre 2008 – Il processo a Berlusconi e’ sospeso, in base alla legge Alfano, ma prosegue per Mills.
    17 febbraio 2009 – Mills e’ condannato a 4 anni e 6 mesi; per i giudici, e’ stato corrotto da Berlusconi.
    7 ottobre 2009 – La Corte costituzionale giudica illegittima la legge Alfano; il processo a Berlusconi dovra’ riprendere.
    27 ottobre 2009 – Respinto l’appello di Mills, resta la condanna a 4 anni e 6 mesi.
    4 dicembre 2009 – Riprende il processo a Berlusconi; il tribunale riconosce il legittimo impedimento di Berlusconi per partecipare al Consiglio dei ministri, ma non per l’inaugurazione di un cantiere a Reggio Calabria.
    25 febbraio 2010 – La Cassazione decide sul ricorso di Mills; il procuratore generale chiede la prescrizione del reato, pur confermando la colpevolezza dell’imputato.

  3. gruppodinterventogiuridico
    11 Novembre 2009 a 22:43 | #3

    A.G.I., 11 novembre 2009

    MILLS CORROTTO DOPO LA TESTIMONIANZA.

    Milano, 11 nov. – Il legale inglese David Mills e’ stato corrotto da Silvio Berlusconi e il reato si e’ consumato il 29 febbraio del 2000. Lo scrivono i giudici della Corte d’Appello di Milano nelle motivazioni alla sentenza, di 92 pagine, con cui il 27 ottobre scorso a Mills e’ stata confermata la condanna a 4 anni e mezzo di reclusione per corruzione in atti giudiziari. Il compenso viene individuato dai giudici in 600mila dollari, promessi “nell’autunno del 1999″, “in epoca successiva rispetto alle deposizioni testimoniali” ai processsi All Iberian e tangenti alla Gdf che vedevano il premier imputato. Il momento della consumazione viene fatto segnare pero’ quando Mills “si fa intestare le quote del Torrey Global Fund”. Il fatto che le testimonianza non avrebbero portato vantaggio a Berlusconi, sempre secondo i giudici non avrebbe valore: “E’ necessario che la condotta sia stata semplicemente finalizzata a produrre un vantaggio indipendentemente dal fatto che questo si sia prodotto. Il fatto che Berlusconi non sia stato assolto non ha rilioevo”.

    “La confessione stragiudiziale di Mills appare genuina, spontanea, veridica e attendibile – scrivono i giudici -, dovendosi di contro escludere un intento autocalunniatorio o una intervenuta costrizione”. Il riferimento dei giudici riguarda la lettera in cui il legale britannico confessava al suo commercialista di aver ricevuto 600 mila dollari da “Mister B (Silvio Berlusconi secondo quanto poi ricostruito dal collegio, ndr) per tenerlo fuori da un mare di guai”.

  4. gruppodinterventogiuridico
    27 Ottobre 2009 a 20:05 | #4

    A.N.S.A., 27 ottobre 2009

    Lodo Mondadori, sospesa esecutivita’ della sentenza. Disposta dalla Corte d’Appello di Milano in via provvisoria.

    MILANO – La Corte d’Appello di Milano ha disposto la sospensione, in via provvisoria, della esecutività della sentenza con la quale la Finivest è stata condannata a risarcire 750 milioni di euro alla Cir per la vicenda del Lodo Mondadori. Lo ha reso noto la stessa Fininvest. La stessa Corte d’Appello di Milano ha fissato al primo dicembre prossimo l’udienza in Camera di Consiglio per la decisione definitiva sulla istanza di sospensione presentata da Fininvest. Il provvedimento, informa il gruppo del Biscione, è stato disposto “inaudita altera parte”. La sentenza che condanna Fininvest al maxi-risarcimento era stata emessa dal giudice Raimondo Mesiano lo scorso 3 ottobre.

  5. gruppodinterventogiuridico
    27 Ottobre 2009 a 20:02 | #5

    A.N.S.A., 27 ottobre 2009

    Mills, condanna confermata in appello. Corruzione, quattro anni e sei mesi.

    MILANO – La seconda sezione della Corte d’Appello di Milano ha confermato la condanna a quattro anni e sei mesi nei confronti dell’avvocato inglese David Mills per corruzione in atti giudiziari. I giudici della seconda sezione della Corte d’appello di Milano hanno confermato anche il risarcimento alla presidenza del Consiglio, costituitasi parte civile, pari a 250 mila euro. Nello stesso processo era imputato anche Silvio Berlusconi ma la posizione del premier era stata stralciata in conseguenza del lodo Alfano, riguardante le più alte cariche dello Stato e il dibattimento a suo carico era stato sospeso. Dopo la bocciatura del lodo Alfano da parte della consulta, il dibattimento a carico di Berlusconi ricomincerà, anche se davanti a un altro collegio rispetto a quello presieduto da Nicoletta Gandus, che aveva condannato Mills. Questo collegio, infatti, è incompatibile, e di conseguenza si dovrà tenere una apposita udienza nella quale i giudici presieduti da Gandus ‘si spoglieranno’ del processo che sarà assegnato ad altri giudici. Difficile prevedere i tempi entro i quali ricomincerà il dibattimento per il premier.

    “Con questa sentenza viene messa a dura prova la fede nello stato di diritto”. E’ il commento di Alessio Lanzi, uno dei difensori dell’avvocato inglese David Mills, dopo la conferma della condanna emessa in primo grado a 4 anni e sei mesi, decisa dalla corte d’appello di Milano. “Andremo in Cassazione – ha aggiunto l’avvocato Lanzi -, noi siamo estremamente convinti che non ci fossero i presupposti per emettere questa sentenza”.

    Al termine della lettura della sentenza che ha confermato la condanna a 4 anni e 6 mesi di David Mills, il suo legale, l’avvocato Federico Cecconi, ha spiegato di condividere le affermazioni rilasciate nei giorni scorsi dall’avvocato d’affari londinese, che ha dichiarato che Berlusconi è estraneo alla vicenda giudiziaria. “Quello che sottolineo, però – ha aggiunto Cecconi – è che lo stesso Mills non c’entra nulla, perché non c’é stata corruzione”. Nella scorsa udienza, durante la sua arringa, l’altro difensore di Mills, l’avvocato Alessio Lanzi, aveva parlato di “gravi ripercussioni”, che avrebbero potuto seguire alla sentenza. Oggi il legale ha spiegato ai cronisti: “le conseguenze politiche della vicenda non ci riguardano, anche se ci sono circostanze oggettive che le testimoniano”. E’ dal punto di vista giuridico, però, ha proseguito Lanzi, “che questa sentenza mette a dura prova la fede nello stato di diritto”. “Non è finita qui”, prosegue Cecconi, che ha espresso l’intenzione di ricorrere in Cassazione, dopo la sentenza di secondo grado che ha condannato l’avvocato d’affari inglese. A un cronista che domandava a uno degli altri legali di Mills, l’avvocato Alessio Lanzi, come influirà la prescrizione che dovrebbe arrivare ad aprile, il legale ha risposto: “questo é un altro problema”.

    PG NON COMMENTA SENTENZA – Il sostituto Pg di Milano, Laura Bertolé Viale, che ha chiesto e ottenuto la condanna in appello a 4 anni e 6 mesi per l’avvocato inglese David Mills, ha lasciato l’aula senza commentare la sentenza. I giudici non hanno dato un termine per il deposito delle motivazioni del pronunciamento. Dovrebbe, quindi, scattare un termine automatico che è di 15 giorni.

    GHEDINI: DECISIONE ILLOGICA – “La decisione della Corte d’Appello di Milano nel processo Mills è del tutto illogica e nega in radice ogni risultanza in fatto e in diritto. Un processo svolto in tempi record negando qualsiasi prova e rifiutando qualsiasi possibilità di difesa. Tale decisione non potrà che essere annullata dalla Corte di Cassazione”: così Niccolò Ghedini, parlamentare del Pdl e avvocato del premier in una nota. “Comunque, ancora una volta – aggiunge – si conferma che a Milano non si possono celebrare processi quando, ancorché indirettamente, vi sia un collegamento con il Presidente Berlusconi”.

  6. 20 Ottobre 2009 a 9:17 | #6

    le motivazioni della Corte costituzionale (cliccare).

  7. gruppodinterventogiuridico
    19 Ottobre 2009 a 23:25 | #7

    A.N.S.A., 19 ottobre 2009

    Consulta, scudo non previsto da Costituzione.

    ‘Il Lodo Alfano attribuisce uno status protettivo privo di copertura costituzionale’.

    ROMA – “Il Lodo Alfano attribuisce ai titolari di quattro alte cariche istituzionali un eccezionale ed innovativo status protettivo che non è desumibile dalle norme costituzionali sulle prerogative e che, pertanto, è privo di copertura costituzionale”. E’ questo uno dei passaggi più significativi delle motivazioni della sentenza, depositate in serata, con la quale la Corte Costituzionale il 7 ottobre scorso ha bocciato il Lodo Alfano.

    SCUDO CREA DISPARITA’ TRATTAMENTO.

    La sospensione processuale prevista dal Lodo Alfano “é diretta essenzialmente alla protezione delle funzioni proprie dei componenti e dei titolari di alcuni organi costituzionali e, contemporaneamente, crea un’ evidente disparità di trattamento di fronte alla giurisdizione. Sussistono, pertanto, i requisiti propri delle prerogative costituzionali, con consentente inidoneità della legge ordinaria a disciplinare la materia”. Lo spiega la Corte Costituzionale nelle motivazioni della sentenza che ha dichiarato illegittimo il Lodo Alfano.

    PREMIER NON E’ AL DI SOPRA MINISTRI.

    “Non è configurabile una preminenza” del presidente del Consiglio rispetto ai ministri “perché egli non è il solo titolare della funzione di indirizzo del Governo, ma si limita a mantenerne l’ unità, promuovendo e coordinando l’ attività dei ministri, e ricopre perciò una posizione tradizionalmente definità di ‘primus inter pares’ “. Lo afferma la Corte Costituzionale nelle motivazioni della sentenza con la quale è stato bocciato il Lodo Alfano evidenziando la violazione del principio di uguaglianza. “Anche la disciplina costituzionale dei reati ministeriali – aggiunge la Corte – conferma che il presidente del Consiglio e i ministri sono sullo stesso piano”. Più avanti la Consulta aggiunge che allo stesso modo “non è configurabile una significativa preminenza dei presidenti delle Camere sugli altri componenti, perché tutti i parlamentari partecipano all’ esercizio della funzione legislativa come rappresentanti della Nazione e, in quanto tali, sono soggetti alla disciplina uniforme dell’ art. 68 della Costituzione” sull’ immunità.

    PRECLUSA ESTENSIONE IMMUNITA’.

    “Il legislatore ordinario, in tema di prerogative (e cioé di immunità intese in senso ampio), può intervenire solo per attuare, sul piano procedimentale, il dettato costituzionale, essendogli preclusa ogni eventuale integrazione o estensione di tale dettato”. Lo ribadisce, richiamando proprie precedenti sentenze, la Corte Costituzionale nelle motivazioni di bocciatura del Lodo Alfano per violazione, tra l’ altro, dell’ art. 138 della Costituzione (revisione costituzionale).

  8. gruppodinterventogiuridico
    12 Ottobre 2009 a 22:25 | #8

    grazie, non ce n’è bisogno.

    A.G.I., 12 ottobre 2009

    ALLA DEMOCRAZIA ‘GHE PENSI MI’.

    (AGI) – Monza, 12 ott. – “Voi imprenditori pensate al benessere, per democrazia e liberta’ ghe pensi mi”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, concludendo con una frase in dialetto milanese il proprio intervento all’assemblea degli industriali di Monza e Brianza. “Non c’e’ attacco che tenga – ha detto inoltre – quando qualcuno ha una coscienza politica, serenita’, orgoglio di essere nel giusto e sicurezza di far bene anche in futuro. Voi pensate al benessere, per democrazia e liberta’ ghe pensi mi”. Chi getta discredito sull’Italia lo getta anche sui prodotti e sulle imprese italiane, gli imprenditori dovrebbero ribellarsi a questo “agire anti-italiano”, ha aggiunto Berlusconi. “Il discredito non si getta solo sul presidente del Consiglio – ha detto – ma va anche ai nostri prodotti, alle imprese, al made in Italy. Se voi siete le colonne della produzione, ci vorrebbe una ribellione nei confronti di questo agire anti-italiano”. “Il governo sostiene le imprese italiane all’estero ed io sono un bravo agente di commercio”, ha proseguito. “Non e’ stato recepito quello che il governo fa nella diplomazia commerciale – ha spiegato – mai nessun altro governo ha avuto in mente di agire da supporto a tutte le nostre aziende all’estero. In tanti Paesi, come la Russia, la Libia, l’Egitto, la Turchia, la Tunisia, le imprese italiane sono le piu’ ben viste. Abbiamo ottenuto risultati fantastici, l’ultimo e’ stata l’attribuzione a Impregilo del raddoppio del canale di Panama. Mi guardo allo specchio e non sapevo che come agente di commercio fossi cosi’ bravo”. Berlusconi ha poi rivendicato ancora una volta la propria appartenenza al mondo imprenditoriale: “Il governo lavora in totale sintonia con quanto portate avanti con le vostre associazioni. Bisogna approfittare del fatto che c’e’ un collega imprenditore al governo, perche’ cosi’ possiamo portare avanti le riforme che ci interessano”.

  9. gruppodinterventogiuridico
    11 Ottobre 2009 a 14:57 | #9

    non comprende di essere lui l’unico vero “problema” dell’Italia.

    A.G.I., 11 ottobre 2009

    “LA STAMPA ESTERA CI SPUTTANA”.

    (AGI) – Benevento, 11 ott. – “C’e’ un spirito anti italiano. Ci sono giornali stranieri, imbeccati da certa stampa italiana, che muovono solo accuse assurde, ridicole, che fanno male all’Italia, sputtanando la nostra democrazia e il nostro paese, danneggiando anche i nostri prodotti”. Lo ha detto al Palatedeschi di Benevento Silvio Berlusconi.

  10. gruppodinterventogiuridico
    11 Ottobre 2009 a 14:53 | #10

    talvolta gli italiani sono migliori di chi li governa.

    A.N.S.A., 11 ottobre 2009

    Lodo: 59% italiani con Consulta. Sondaggio Ipr, sentenza ‘tecnica’ secondo due persone su tre.

    (ANSA) – ROMA, 11 OTT – Il 59% degli italiani condivide la decisione della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano; per il 66% e’ solo tecnica e non politica. Sono i principali risultati di un sondaggio effettuato l’8 ottobre dall’Istituto IPR Marketing su un campione di 1.100 persone.

    Per il 72% il presidente Napolitano e’ stato imparziale e per il 61% la reazione del premier Berlusconi e’ stata eccessiva. A favore di elezioni anticipate e’ solo un italiano su quattro (25%), dunque il governo deve andare avanti.

  11. Bio IX
    10 Ottobre 2009 a 15:13 | #11

    Il vero problema sono i berluschini e i berluscloni …

  12. paolo fiori
    10 Ottobre 2009 a 12:25 | #12

    …..se le camere approvano nuovamente la legge questa DEVE essere promulgata….. appunto! cmq, il vero problema da risolvere è lo psiconano utilizzatore finale; faccio presente, sollevando i gestori del blog da qualunque responsabilità, che per molto meno Aldo Moro è stato assassinato…..

  13. marco
    10 Ottobre 2009 a 9:18 | #13

    Articolo 74 della Costituzione della Repubblica Italiana: Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione.Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.

  14. 9 Ottobre 2009 a 23:01 | #14

    e Berlusconi dice che ha speso 200 milioni di euro per pagare anche i giudici: è un lapsus, naturalmente. (guardatevi il video, cliccando sul nome)

    A.N.S.A., 9 ottobre 2009

    Premier: io il piu’ perseguitato. ‘Napolitano non e’ super partes, Consulta sleale’

    ROMA – Vuole improntarsi alla massima concretezza, la visione che oggi il premier Silvio Berlusconi offre degli ultimi avvenimenti in politica. ”Sono in assoluto il maggior perseguitato dalla magistratura di tutta la storia di tutte le epoche del mondo”, e’ la sua verita’. A chi lo critica per i suoi attacchi all’Alta Corte dopo la bocciatura del Lodo Alfano replica con la sua valutazione dei fatti: ”La Consulta e’ stata non leale verso il Parlamento e io credo che la lealta’ sia importante nei rapporti tra le istituzioni”.

    A chi lo biasima per le critiche al Colle, stupito ribatte: ”Non siamo ipocriti. Guardiamo le cose come sono: se uno e’ di destra e un’altro di sinistra, almeno non fingiamo di essere super partes. Napolitano e’ stato un protagonista della storia della sinistra e non si deve offendere se io dico che e’ cosi”. ”Io faccio semplicemente la fotografia della realta’ delle cose”, si stupisce dello stupore il premier. Con il Colle, auspica, ”avremo in futuro una coabitazione che immagino leale, una leale dialettica tra Quirinale e Governo e sono certo che non ci saranno ostacoli al programma di riforme”. Quelle della giustizia e della par condicio, tra le altre. E ancora, perche’ tanto clamore se lui dice che ”Non e’ sicuramente super partes la Consulta, con i suoi cinque giudici di sinistra nominati dagli ultimi tre presidenti della Repubblica”? Il premier sostiene di ”non dire nulla di fuori ragione”.

    E rappresenta cio’ che per lui e’ reale anche quando afferma: ”Ho tutte queste cause perche’ sono premier e faccio argine alla sinistra. Ma sono sempre stato assolto. Due volte ho avuto la prescrizione. Ma non e’ una condanna”. Per il premier, e’ anche reale e tangibile che ”alla sinistra non resti altro da fare che servirsi di quella parte della magistratura politicizzata, una minoranza ma molto attiva, per sovvertire il voto degli elettori”. ”Ma i processi di Milano sono autentiche farse – aggiunge -. Andro’ in tv e lo spieghero’ agli elettori”. In ogni caso, non servira’ fare ricorso a manifestazioni di piazza. ”Siamo al governo – osserva pragmatico Berlusconi – abbiamo il 68,7% del consenso, siamo la maggioranza che il popolo ha legittimato e governeremo cinque anni”. Inutile poi domandare – come fa un cronista straniero in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il consiglio dei ministri – se abbia mai pensato alle dimissioni. ”Io sono il migliore premier di sempre”, taglia corto il premier. Altro fatto inconfutabile, per il Cavaliere e’ ”aver verificato con soddisfazione che ieri nell’Aula del Parlamento Europeo solo venti deputati hanno preso parte alla seduta sulla liberta’ di stampa che non ci sarebbe in Italia. Facciamo i complimenti per questa bella pubblicita’ che i partiti dell’opposizione hanno voluto fare al nostro Paese all’estero”.

    A seguire, una serie di atti, fatti, prossime realizzazioni, impegni mantenuti dal governo: dalla ricostruzione di ”due comunita’ nei paesi devastati dal fango a Messina”, alla riforma della pubblica amministrazione varata oggi, al 90% in meno di sbarchi con i respingimenti, alla lotta alla mafia con un gran numero di mafiosi e latitanti arrestati (”Comunque a me, come mafioso, Maroni non mi ha ancora preso…”, scherza con un sorriso amaro Berlusconi). Solo una cosa il premier si trova a dover correggere. E’ quando – raccontando di aver dovuto affrontare 106 processi e 2500 udienze in tribunale – scivola in un lapsus: ”Ho speso 200 milioni di euro per pagare consulenti e giudici”. Subito il ministro Renato Brunetta lo corregge: ”Per gli avvocati!”. Berlusconi sorride ancora: ”Gli avvocati, certo…”.

  15. Bio IX
    9 Ottobre 2009 a 20:53 | #15

    Non bisogna essere necessariamente dei costituzionalisti e/o giuristi (magari qualcuno lo è anche, non lo escluderei) per capire, ad esempio, che certe affermazioni fatte sulla ammissibilità o meno del dolo Al Fano (il principio “primus super pares”, la “inapplicabilità” dell’art. 3 Cost.) equivalgono a castronerie di tale portata che, se le dicesse uno studente a un esame di giurisprudenza, farebbe meglio a cambiare facoltà. Meglio dedicarsi al calcio …

  16. paolo fiori
    9 Ottobre 2009 a 19:14 | #16

    è come nel calcio che siamo 60 milioni di commissari tecnici; adesso siamo 60 milioni di costituzionalisti…..

  17. Bio IX
    9 Ottobre 2009 a 16:45 | #17

    Ci si dimentica che il Presidente non solo ha firmato subito il dolo Al Fano, ma ha anche sostenuto che recepiva le indicazioni precedenti della Consulta e quindi non appariva manifestamente incostituzionale. Tutti sanno come è andata a finire.

  18. marco
    9 Ottobre 2009 a 13:59 | #18

    Non è vero che automaticamente la legge bocciata in prima istanza dal presidente della repubblica venga ripresentata uguale in seconda battuta. Anzi, la prassi dice che le volte in cui una legge è stata rimandata indietro dal capo dello stato, quasi sempre, se non sempre, è stata modificata. Così sono sempre andate le cose, finchè l’attuale inquilino del Quirinale ha deciso di bloccare e chiedere la modifica delle leggi prima che gli vengano presentate, cosa che va contro la prassi costituzionale.

  19. riccardo
    9 Ottobre 2009 a 9:21 | #19

    ma il presidente non firmando esprime una sua contrarietà,sebbene successivamente sia obbligato a farlo.

    su Di pietro concordo che sia populista, ma gli altri stanno a guardare…..

  20. paolo fiori
    8 Ottobre 2009 a 22:21 | #20

    avrebbe potuto farlo, ma poi la legge sarebbe stata riapprovata dal parlamento e questa volta il Presidente della Repubblica sarebbe stato obbligato a firmarla….

  21. marco
    8 Ottobre 2009 a 22:04 | #21

    So benissimo che il presidente della repubblica non giudica della costituzionalità delle leggi ma so anche che il presidente della repubblica poteva rifiutare di firmare in prima battuta il lodo alfano, palesemente incostituzionale, e non l’ha fatto.

  22. paolo fiori
    8 Ottobre 2009 a 20:52 | #22

    vorrei ricordare che chi giudica sulla costituzionalità delle leggi non è il Presidente della Repubblica ma la Corte Costituzionale….quanto a Di Pietro, non è altro che l’altra faccia di Berlusconi, demagogo e populista… ma tant’è, alla gente piace chi urla di più….io ho presentato le mie dimissioni da cittadino italiano

  23. marco
    8 Ottobre 2009 a 13:38 | #23

    Con tutto il rispetto per la carica, io non capisco questo presidente della Repubblica. Quando fu eletto, immaginavo che avrebbe assolto il suo ruolo egregiamente come il suo predecessore. Senza parzialità, senza timori reverenziali, con equilibrio e patriottismo. Inutile dire che la sua firma su provvedimenti palesemente incostituzionali mi lasci attonito. E nonostante questo non mi sento di attaccarlo a muso duro come fa Di Pietro: è pur sempre un argine, speriamo che si rafforzi con un qualche risveglio dell’opposizione. La posizione debole di Napolitano è dovuta anche alla debolezza dell’opposizione.

  24. Davide
    8 Ottobre 2009 a 12:23 | #24

    Quest’uomo vaneggia, vaneggia..

    “VEDRANNO DI CHE PASTA SONO FATTO” (Agi,8/10/2009)

    (AGI) – Roma, 8 ott. – “C’e’ un Capo dello Stato di sinistra e c’e’ una Corte Costituzionale con undici giudici di sinistra che non e’ certamente un organo di garanzia, ma e’ un organo politico come si e’ visto in questa occasione”. lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al Gr Rai. Su Napolitano Berlusconi aggiunge: “Il Presidente della Repubblica e’ stato eletto da una maggioranza che non e’ piu’ maggioranza nel Paese, una maggioranza di sinistra, ed ha le radici totali della sua storia nella sinistra. Credo che anche l’ultimo atto di nomina di un magistrato della Corte dimostri da che parte sta”. Berlusconi conferma che “il governo va avanti tranquillamente, serenamente, se possibile con piu’ grinta di prima, perche’ si sente assolutamente necessario, indispensabile, alla democrazia, alla liberta’, al benessere di questo Paese. Abbiamo governato senza questo Lodo per cinque anni, dal 2001 al 2006. Continueremo a governare senza questo Lodo. Ci sono due processi farsa, risibili, assurdi, che illustrero’ agli italiani, anche andando in tv. Mi difendero’ piu’ spesso nelle aule dei tribunali facendo esporre al ridicolo gli accusatori, mostrando a tutti gli italiani di che pasta sono fatti loro e di che pasta sono fatto io”. Berlusconi conclude: “Per fortuna che Silvio c’e', altrimenti il Paese sarebbe nelle mani della sinistra che ha una organizzazione di una minoranza della magistratura che usa il potere giudiziario ai fini di lotta politica, ha piu’ del 70% della stampa che e’ tutta di sinistra con in testa ‘Repubblica’ e gli altri giornali, ha tutti i programmi di cosiddetto approfondimento politico con la tv pubblica pagata con i soldi di tutti”. (AGI) Mal/Chi (Segue)

  25. Roberto Schirru
    8 Ottobre 2009 a 8:44 | #25

    Brindiamo al Lodo Alfano!

    Stasera, alla Cicloofficina, birra a metà prezzo

    per brindare alla bocciatura da parte della Corte costituzionale del Lodo Alfano!

    Siamo tutti con la Costituzione!

    CICLOOFFICINA

    Corso Vico angolo via Gazometro – Sassari.

    Bar-burdo con birra e bici e auto elettriche

  26. 8 Ottobre 2009 a 8:30 | #26

    evviva!!! Chi di lodo ferisce,di lodo perisce!!!!!! Finalmente giustizia è fatta!

    Anch’io mi chiedevo da tempo se esisteva un giudice a Berlino….per fortuna si era spostato a Roma!!!!

    Gran bella giornata ieri….Costituzionale, direi!

    Che dire ancora…lodiamo il lodo!!!!

    Buonissima giornata a tutti!|

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