Santa Lucia devastata dal cemento?

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, dopo aver ricevuto varie segnalazioni da parte di preoccupati residenti e del locale Comitato Salviamo il Borgo di Santa Lucia, hanno inoltrato (14 ottobre 2009) alle amministrazioni pubbliche competenti (fra le quali la Direzione generale regionale per la pianificazione urbanistica e territoriale, il Servizio regionale valutazione impatti, il Comune di Siniscola), informandone la Commissione europea ed il Ministero dell’ambiente, una richiesta di informazioni a carattere ambientale e di adozione degli opportuni provvedimenti riguardo il piano urbanistico comunale – P.U.C. di Siniscola (NU), recentemente adottato dal Consiglio comunale (deliberazione n. 31 del 27 luglio 2009).

Infatti, nel borgo di Santa Lucia appaiono previste tre strutture a carattere ricettivo e servizi connessi (mc. 36.584 complessivi) da realizzarsi entro l’attuale pineta litoranea (circa 6 ettari), realizzata a partire dal 1934 con finalità di difesa idrogeologica. Tali previsioni – che comporterebbero la radicale modifica dell’area alberata, del relativo litorale e dello stesso contesto urbanistico ed ambientale di Santa Lucia – hanno portato a una dura contestazione popolare raccolta intorno al Comitato Salviamo il Borgo di Santa Lucia con una petizione che ha attualmente raccolto oltre 630 adesioni.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno, quindi, richiesto in particolare lo svolgimento preventivo e vincolante del procedimento di valutazione ambientale strategica – V.A.S. riguardo il piano urbanistico comunale – P.U.C. adottato e non definitivamente approvato. Si ricorda che la valutazione ambientale strategica – V.A.S., prevista dalla direttiva n. 2001/42/CE, interessa piani e programmi aventi effetti sensibili diretti ed indiretti sull’ambiente e le varie componenti ambientali (decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni), mentre la Regione autonoma della Sardegna ha opportunamente dato recentemente avvìo alle proprie competenze in materia. La conclusione del relativo procedimento è precedente e vincolante all’approvazione definitiva ed all’efficacia dei suddetti piani e programmi e vede la fondamentale partecipazione di cittadini, associazioni, comitati.
Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

(foto da www.salviamosantalucia.org)




Gent.mo Sig. Salvatore,
mi permetto di risponderLe a titolo personale, ma quale membro del comitato Salviamo Santa Lucia di cui parla nel suo intervento.
Il nostro sito, oltre ad essere nato per dar voce a coloro che si battono per difendere la borgata di Santa Lucia da una enorme colata di cemento, è diventato un pubblico spazio nel quale le persone dibattono attivamente intorno ad un nuovo modello di sviluppo. Un modello di sviluppo alternativo, che concili il rispetto per l’identità dei luoghi e delle sue bellezze naturali, risorse infungibili, con la necessità di creare lavoro reale e dignitoso sul territorio e per il territorio.
Questo spazio consente a tutti di esercitare il pieno diritto di cittadinanza, cosa che, già di per sé, costituisce una novità per il paese di Siniscola. Non crede, dunque Sig. Deiana, che questa partecipazione popolare rispetto alla gestione della cosa pubblica rappresenti un esercizio di democrazia?
Lei ci accusa (non so se si riferisce ai soli membri del Comitato o a tutti coloro che ne sostengono la battaglia) di cadere in velleità di protagonismo e di trascurare le ragioni della parte avversa.
Ho cercato, mi creda, di capire le motivazioni che hanno spinto la maggioranza che governa il paese di Siniscola a programmare per la borgata questo tipo di futuro urbanistico, ma non sono riuscita a trovare alcuna ragionevolezza in questa scelta. Anzi, di giorno in giorno mi convinco sempre più dell’effetto devastante che tale piano determinerebbe sul territorio e chi lo abita. Oggi più che mai è indispensabile insistere sul concetto di sviluppo sostenibile ed ecocompatibile, visti anche i disastri ambientali che si sono abbattuti su quei Comuni le cui scelte urbanistiche, effettuate in passato, hanno comportato il consumo irreversibile del territorio.
Nell’unico confronto che abbiamo avuto con il Sindaco e l’Assessore all’Urbanistica, in occasione della trasmissione Buongiorno Regione, non ho, al contrario, percepito alcuna volontà di aprire un tavolo di discussione intorno allo sviluppo di Santa Lucia. Spero tuttavia di sbagliarmi e mi auguro che i nostri rappresentanti si dimostrino attenti e sensibili nei confronti delle legittime istanze dei cittadini che governano.
Quanto poi al merito del suo intervento, mi trovo costretta a sottolineare che i dati che Lei fornisce sono enormemente sottostimati. Se leggesse con più attenzione i documenti ufficiali costituenti il PUC, si accorgerebbe che ha trascurato le superfici destinate alle infrastrutture, nonché quelle interessate dai servizi funzionali alle strutture ricettive. Afferma poi erroneamente che l’area G18, sulla quale è prevista la realizzazione della struttura alberghiera denominata Santa Lucia1, adiacente al Villaggio Pescatori, sia di proprietà privata, nonostante la proprietà di quest’area sia, a tutt’oggi, interamente pubblica. Per finire, riguardo all’albergo insistente su terreno privato, ha scordato di dire che con delibera del giugno 2009, il Consiglio Comunale ha autorizzato una variante all’altezza della struttura da 7,50 metri a 9,50 metri e che il progetto della stessa struttura risulta attualmente bloccato da un provvedimento emanato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Anche alla luce di questi fatti, non so se a Lei sconosciuti oppure da Lei volutamente ignorati, La invito, ad esprimere un apporto fattivo alla discussione sul futuro sviluppo urbanistico del territorio e ad abbandonare, invece, gli atteggiamenti di acrimonia e sotteso insulto che hanno attraversato l’intero suo intervento. Antonella Tocco, membro del comitato Salviamo Santa Lucia
Nella vicenda riguardante la diatriba avviata dal comitato Salviamo Santa Lucia dal cemento contro il comune di Siniscola, ho cercato fin dall’inizio di tenere nell’animo un atteggiamento imparziale, che mi permettesse di capire oggettivamente la ragione del contendere.
Ultimamente, però, il ridondante flusso comunicativo a senso unico, soprattutto in rete, sulla contrarietà alla costruzione degli alberghi a Santa Lucia, mi fa pensare che non solo di solo protesta si tratti, ma di qualcos’altro.
Credo che in qualche modo si stia tentando di condizionare l’opinione pubblica e la rete con argomentazioni che niente hanno di democratico ma che dimostrano, invece, un’animosità avvelenata fuori misura. Si sta passando da una civile protesta per la difesa ambientale ad un antagonismo fine a se stesso che si rivelerà vano.
Quando la protesta non resiste alla voglia di protagonismo, sfugge verso il fondamentalismo ambientale, che non porta a niente, se non alla soddisfazione personale di chi in modo ostinato crede che la ragione sia solamente dalla sua parte.
In questi mesi invece di coltivare un dialogo che tentasse di avvicinare le posizioni, sono prevalsi proclami bellicisti, messaggi di scherno e di delegittimazione verso gli amministratori del Comune. Non si è capito, purtroppo, che ponendo un muro tra Comitato e Amministratori si è eluso un dialogo che avrebbe permesso la comprensione dei diversi punti di vista e quindi la possibilità di mediazione e di soluzione del problema.
Nella carta stampata, in televisione, e in rete è mancata un’informazione, scevra da strumentalizzazioni faziose, sulla reale situazione.
Oggettivamente, i dati che erano a disposizione per settimane nell’ufficio tecnico comunale di Siniscola, sono questi:
- Un albergo è previsto in adiacenza alla strada che va dalla caserma dei Carabinieri alla cosiddetta Spiaggia Lontana. Si tratta di un lotto privato di 3.000 mq: il progetto è già approvato secondo la normativa regionale e comunale in vigore, ed è quindi esecutivo. È comprensibile, anche ai non addetti ai lavori che la effettiva superficie coperta dal manufatto sarà al massimo di 900 mq, con non più di 150 posti letto. Ai sensi della normativa (progetto approvato) è obbligatorio inserire il progetto nel PUC;
- L’altro albergo è previsto, su un’altro lotto privato, in adiacenza al Villaggio Pescatori, in un terreno, non interessato dalla pineta. Il lotto misura 6.020 mq e la superficie massima da coprire è prevista in 1.800 mq per un’altezza massima di 7 metri. I posti letto potranno essere massimo 260.
- Questi due lotti, qualche decennio fa, erano stati ceduti dal Comune di Siniscola a imprenditori privati per impinguare le casse comunali, al fine di evitare il dissesto finanziario. Gli amministratori di allora, per rendere appetibile la vendita dei due lotti, previdero la destinazione d’uso per strutture ricettive; anche nel Piano Particolareggiato di Santa Lucia, approvato anni orsono, tali lotti sono indicati come strutture ricettive alberghiere (e nessuno aveva protestato!); i lotti sono stati inseriti nel PUC, così come consentito dal PPR che dice: “Possono, invece, essere realizzati i seguenti interventi: a) (in ambito urbano, in seguito all’approvazione del piano urbanistico comunale – PUC) trasformazioni per la realizzazione di residenze, servizi e ricettività, purché contigue ai centri abitati e precedute da verifica della compatibilità del carico sostenibile del litorale e del fabbisogno di ulteriori posti letto”;
- La previsione del terzo albergo ricade interamente in un terreno di proprietà comunale, nell’attuale Campeggio La Mandragola. Nelle assemblee pubbliche tenute in preparazione del PUC, il progettista aveva affermato che, anche in assenza di una volontà degli amministratori del comune di cambiare la destinazione d’uso dell’area adibita a campeggio comunale, l’indicazione era obbligatoria perchè prevista dalle indicazioni del PPR regionale. In effetti, il PPR al quarto punto della lettera b) dell’art. 90 afferma:
“I comuni, nell’adeguamento degli strumenti urbanistici al PPR, si attengono ai seguenti indirizzi: punto 4) – Favorire il trasferimento dei campeggi ubicati nella fascia costiera ed in particolar modo quelli in prossimità degli arenili verso localizzazioni più interne e maggiormente compatibili dal punto di vista paesaggistico incentivando, contestualmente al trasferimento, la trasformazione degli stessi in strutture alberghiere”.
Lo spirito del PPR è quello di diminuire la pressione turistica sul litorale: in parole povere, secondo il PPR danneggia meno l’ambiente (la pineta, la spiaggia, ecc.) un albergo di 150 posti letto che un campeggio (con alberi tagliati per far posto al ristorante, ai bagni, bungalow, portineria, ecc., ecc.) che conta, nel periodo estivo, 1000 e più utenti che si riversano nel borgo, in spiaggia o sostano sparsi nella pineta.
Si può essere d’accordo e meno con quest’impostazione del PPR di Soru, ma questa è ormai la normativa in vigore. Quello che a noi può interessare è che il comune di Siniscola abbia affermato di non aver intenzione di realizzare un albergo in un campeggio di sua proprietà.
Un’ultima annotazione: il Comitato Salviamo Santa Lucia dal cemento afferma, così come scritto nel proprio sito, che il PUC di Siniscola prevede per Santa Lucia 36.584 metri cubi di cemento e l’estirpazione di oltre sei ettari (60.000 – sessantamila – mq) di pineta, superficie equivalente a diverse migliaia di alberi di pino. Dalla lettura delle carte, è evidente invece che tutti e tre gli alberghi di Santa Lucia interesseranno una superficie (coperta e non) non superiore a 6000 (seimila) mq. Ora, dopo ciò che ho scritto sopra, a chi legge, lascio il compito di fare il calcolo di quanti metri cubi di cemento occorreranno per la costruzione degli alberghi a Santa Lucia e quanti saranno i metri quadri di pineta da abbattere.
Allora, tornando al discorso iniziale, credo che, in una fase di nuovo dialogo, i contrari all’insediamento di nuovi alberghi a Santa Lucia possano concentrarsi e trovare una mediazione con i loro interlocutori solo sull’albergo previsto nel campeggio. Visto che il comune pare non lo voglia fare, e per evitare che in futuro altri amministratori cambino idea, si può chiedere che nel PUC sia stabilito, nero su bianco, che quest’albergo non sia assolutamente da prevedere.
Ma attenzione! non è detto che la Regione approvi il mancato “trasferimento dei campeggi ubicati in prossimità degli arenili”, così come espressamente indicato nel quarto punto del citato art. 90 della Legge Salvacoste di Soru.
prendo atto con piacere che il gruppo di intervento giuridico ha affrontato con competenza e rigore la vicenda dello snaturamento di santa lucia per colpa di 4 alberghi, prendo atto con dispiacere che le altre associazioni ambientali non hanno fatto nulla, compresa quella (legambiente) che ogni anno viene a santa lucia a fare la festa del mare: tante parole, tanti impegni, tanta aria fritta ma quando ci sono cose concrete da affrontare spariscono per non mettersi contro l’amministrazione comunale con cui fanno la festa. d’ora in poi sarà bene cambiare il nome: festa al mare, perchè gli fanno proprio la festa. ma hanno pensato che la gente è contraria e sa difendersi?
per federica
Il mio operato quale membro del comitato salviamo santa lucia può esserti reso noto dal comitato stesso al quale, se ritieni, potrai rivolgerti.
Forse dovresti anche dare un’occhiata sul sito http://www.salviamosantalucia.org ai due commenti che ho inserito perchè amo veramente la borgata e intendo difenderla in tutte le sedi.
Ciao – Antonello manca
ieri 17 ho esternato il mio malcontento sul silenzio delle associazioni ambientaliste nella questione degli alberghi a santa lucia.
oggi, 18, prendo atto con piacere dell’ operato del gruppo di intervento giuridico che, evidentemente, è l’ unico ad aver preso ufficialmente a cuore l’ argomento.
Vi auguro pertanto un buon lavoro finalizzato al buon fine di questa vicenda.
Antonello Manca – geologo
Certo un albergo sarebbe meno impattante di una serie di villette. Uno però, non 3. E chi ci andrebbe poi, dato che il litorale è ormai strapieno di ospiti dei campeggi e delle case dietro la spiaggia?
Abbiamo letto del vostro intervento presso le amministrazioni pubbliche competenti. Vi ringraziamo moltissimo dell’interessamento e vi informiamo che l’azione del comitato prosegue a tutto campo. Le firme raccolte sono diverse migliaia, se si sommano a quelle raccolte in rete le sottoscrizioni cartacee; abbiamo presentato, entro i termini di scadenza (9 ottobre) le osservazioni al PUC negli uffici del Comune di Siniscola. Continuiamo, inoltre, l’informazione e la discussione mediante l’utilizzo del nostro sito. Questo si rende particolarmente necessario visti i continui attacchi, nonchè tentativi denigratori che il Comitato deve subire giornalmente.
Siamo in attesa, poi, dell’esito del ricorso presentato al fine di ottenere l’annullamento del nulla osta dell’ufficio tutela concesso per la costruzione del primo dei tre alberghi (terreno venduto nel 2000), la cui realizzazione era già prevista nel piano particolareggiato di Santa Lucia.
Nel rinnovarvi i nostri ringraziamenti, vi salutiamo caramente
Caterina Carzedda (Comitato Salviamo Santa Lucia)
Ohi, Saverio, beata ingenuità, maggioranze di centro sinistra “teoricamente ispirate alle filosofie del PPR soriano”..e infatti i filosofi del centro sinistra hanno aiutato il centro destra a vincere le elezioni, magnanimamente.
per Saverio: hai forse conoscenza diretta o hai almeno sentito parlare dello svolgimento della procedura di V.A.S. per il piano urbanistico di Siniscola? La procedura non si è svolta (è stata solo approvata la relazione di impatto) e permetterebbe ai cittadini ed al comitato di esprimersi e di valutare osservazioni e pareri. Ora comprendi?
dal http://blog.libero.it/
ValledelCedrino/saverio il 17/10/09 alle 23:09
via WEB
Premetto che non conosco bene il Puc adottato a maggioranza dal consiglio comuanle di Siniscola. So invece che ogni Puc necessita della Vas come condizione sine qua non per la sua approvazione da parte della Regione.Insomma se Siniscola non ha allegato la Vas al suo Puc questo verrà rigettato dalla Ras. Ora mi pare davvero improbabile che la maggioranza di centro sinistra di Siniscola, e quindi teoricamente ispirata alle filosofie del Ppr soriano, abbia omesso questo documento. Dunque non capisco appieno la richiesta di Deliperi. Sugli alberghi in progetto a Santa Lucia vale la stessa considerazione: è stato proprio il Ppr targato Soru a dare lasciti di credito alla realizzazione alberghiera (purchè rispettosa di severe norme di tutela ambientale) contro la cementificazione a macchia di leopardo dei litorali. Una teoria che lo stesso Gian Valerio Sanna ha diffuso con ripetute maratone pletoriche in tutta l’isola. Lo stesso Gian Valerio Sanna che proprio l’altro ieri ha disconosciuto la sua firma sulla petizione del comitato pro Santa Lucia e ha garantito invece sulla bontà del Puc siniscolese. Insomma rimango basito e confuso e, in attesa di delucidazioni, mi astengo da prese di posizione. Pilatescamente ….Saverio
Il Gruppo di Intervento Giuridico e Amici della Terra su Santa Lucia: leggi cliccando sul nome.
sul sito di Sardegna Democratica c’è chi vi accusa di non aver fatto nulla per Santa Lucia al link che potete trovare cliccando sul nome: e questo geologo Antonello manca che cosa ha fatto?!?