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Il Ministero dell’ambiente interviene sul progetto di centrale eolica del Sinis.

 

Il Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare – Direzione per la protezione della natura, in risposta all’atto di opposizione (20 settembre 2009) inoltrato dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, è intervenuto (nota DPN-2009-22016 del 19 ottobre 2009) riguardo la centrale eolica off shore del SinisHa messo in mora la Capitaneria di Porto di Oristano, la Regione autonoma della Sardegna (Assessorati regionali della difesa dell’ambiente e dell’urbanistica) e l’Area Marina Protetta del Sinis (gestita dal Comune di Cabras) ricordando l’esistenza del giudizio davanti alla Corte di Giustizia europea per le gravi violazioni della normativa comunitaria in materia di tutela degli habitat (direttiva n. 92/43/CEE) a causa degli interventi edilizi sulle dune boscate di Is Arenas (Narbolìa), sito di importanza comunitaria. La causa C-491/08 vede lo Stato italiano davanti al Giudice comunitario in seguito alla procedura di infrazione n. 1998/2346 avviata dalla Commissione europea proprio su ricorso delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra. 

Il Ministero dell’ambiente ricorda che – proprio per questi motivi – la Regione autonoma della Sardegna ha approvato il piano di gestione del sito di importanza comunitaria – S.I.C. di Is Arenas, che prevede un’ampia zona a mare, interessata dal progetto di centrale eolica del Sinis proposto dalla Is Arenas Renewables Energies s.r.l.  Tuttavia non c’è alcuna preventiva valutazione di incidenza del progetto sullle componenti ambientali del S.I.C., né procedura di valutazione di impatto ambientale.  Dovranno pertanto – sempre secondo quanto ribadito dal Ministero dell’ambiente – essere valutati gli impatti a terra ed a mare sul paesaggio, il rumore, i danni alla fauna e, specificamente, all’avifauna (in particolare i rapaci e i migratori), i danni ai fondali marini e, specificamente, alle praterie di posidonia.   

In poche parole, il Ministero dell’ambiente ha piantato profondi paletti nei confronti di un progetto che appare fin troppo dannoso.

La Giunta regionale sarda, invece, non ha fatto alcun passo concreto, nonostante un preciso ordine del giorno (il n. 12 del 7 ottobre 2009) approvato all’unanimità dal Consiglio regionale.    I padroni del vento ringraziano sentitamente. 

Si attendono, inoltre, conferme o (auspicabili) smentite riguardo quanto sostenuto in un’interrogazione parlamentare dell’on. Mauro Pili (P.d.L.) in merito all’eventuale presenza di soldi sporchi nel giro d’affari del maestrale isolano.  D’altra parte non sarebbe la prima volta.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, considerato che tutti i progetti di centrali eoliche off shore recentemente presentati (ben sei, dal Sinis al Golfo di Oristano, dal Golfo degli Angeli al Golfo di Palmas) appaiono fuori da qualsiasi ipotesi della pianificazione regionale in materia e che sembrano dettati più da esigenze speculative (es. certificati verdi) che da effettive necessità, ribadiscono la loro netta opposizione alleolico selvaggio, che non tiene conto delle caratteristiche peculiari del territorio interessato né delle effettive necessità energetiche, ma viene determinato dalle pretese degli industriali del vento ai danni della collettività.In proposito è stata presentata in Consiglio regionale, a firma dell’on. Chicco Porcu (P.D.) e più, la mozione n. 24 del 7 ottobre 2009 per fermare gli speculatori del vento. Sarà discussa nelle prossime settimane.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

   

E questo è quello che succede quando si realizzano centrali eoliche nelle aree di nidificazione dei rapaci. E’ già il quinto esemplare di Grifone (Gyps fulvus) che muore così sull’isola di Creta. Si ringraziano per la segnalazione Psarras Dimitri e Karol Tabarelli De Fatis.


Video importato

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(cartografia provincia di Oristano, foto da mailing list ambientalista)

  1. Juri
    6 Novembre 2009 a 14:57 | #1

    Questo video fa giustizia di tutte le falsità raccontate da chi sostiene che a parte l’impatto visivo (e c’è pure chi sostiene che non sussiste neppure questo, vedi l’etichetta di “bufala” data alla questione paesaggistica da Greenpeace Italia)le centrali eoliche non hanno altri impatti ambientali. Oltre al ferimento del grifone (è stato salvato?) è bene osservare come è stato ridotto quel crinale, brutalizzato da scavi, movimenti terra e strade sterrate.

  2. 6 Novembre 2009 a 10:25 | #2

    grazie

  3. ambro
    6 Novembre 2009 a 9:39 | #3

    finalmente qualcuno che pensa a ridimensionare queste velleita inutili. Gli impianti eolici sono un disastro ecologico (vedi attacco all’ambiente e alla bellezza del panorama) e non hanno pressoche’ validita’ energetica rispetto al danno che fanno, se non per le tasche di chi li fa.. Era ora di fermarli, anzi abbattiamo quelli gia’ fatti. Soru, tu tanto attento alla Sardegna dove sei ?

  4. francesca loche
    5 Novembre 2009 a 17:40 | #4

    vi ringrazio a nome di tutti i miei familiari xchè questa lettera del ministero dell’ambiente fa sperare bene.

  5. antonello
    5 Novembre 2009 a 13:46 | #5

    bene! bene!

  6. murgia
    5 Novembre 2009 a 11:04 | #6

    bella notizia! grazie!

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