Home > Primo piano > 150 ricorsi e un magistrato contro un piano per l’edilizia incostituzionale.

150 ricorsi e un magistrato contro un piano per l’edilizia incostituzionale.

 

Conforta leggere le iniziative e, soprattutto, le motivazioni con le quali il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Oristano Andrea Padalino Morichini manifesta esplicitamente i suoi dubbi sulla costituzionalità della legge regionale n. 4/2009 sul c.d. piano per l’edilizia.   Le sue sono le nostre motivazioni. E quelle di tante persone che non si piegano alla demagogia speculativa di un provvedimento deleterio per l’ambiente e per la legalità.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno, infatti, inoltrato (2 novembre 2009) specifico ricorso al Governo (Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministri per i rapporti con le regioni, dei beni ed attività culturali, dell’ambiente) affinché valuti l’opportunità di impugnare davanti alla Corte costituzionale (art. 127 cost.) la legge regionale n. 4 del 23 ottobre 2009 (pubblicata sul B.U.R.A.S. n. 35, parti I e II, del 31 ottobre 2009) sul c.d. piano per l’edilizia per le gravi violazioni degli artt. 9, 11, 117 cost. in essa contenute.   Analogo ricorso è stato inoltrato (2 novembre 2009) alla Commissione europea per quanto concerne il mancato rispetto delle normative comunitarie (art. 226 Trattato CE).

Infatti, nella legge regionale n. 4/2009 si possono riscontrare pesanti violazioni della normativa comunitaria e nazionale vincolanti in materia di tutela degli habitat e di pianificazione e tutela del paesaggio.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno ritenuto opportuno mettere a disposizione di comitati, associazioni, forze sociali, singoli cittadini un fac simile di ricorso da inoltrare autonomamente a Governo e Commissione europea: la copia può essere richiesta agli indirizzi di posta elettronica grigsardegna5@gmail.com e grigsardegna@tiscali.it.  Chiunque così può opporsi a questa nuova colata di cemento speculativo sulla Sardegna.  E sono ormai più di 150 i cittadini che, dalla Sardegna e dal resto d’Italia, hanno inviato i ricorsi.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

da La Nuova Sardegna, 29 novembre 2009

«Stop al Piano Casa, è incostituzionale». Oristano, il procuratore Padalino dichiara guerra al nuovo strumento urbanistico. Le Regioni si sarebbero affrettate a promulgare le leggi in assenza di una normativa nazionale. Enrico Carta

ORISTANO. Il Piano Casa sull’orlo del baratro. Un precipizio che potrebbe chiamarsi «incostituzionalità» e dal quale difficilmente uscirebbe. I dubbi sulla sua legittimità costituzionale li avanza, pur con tutte le cautele del caso, il procuratore Andrea Padalino Morichini.  Esperto in materie urbanistiche ha formulato le sue perplessità in una missiva, che per ora è stata inviata agli organi di polizia giudiziaria che operano per la procura oristanese, ai comandi di polizia municipali, alle forze dell’ordine preposte al controllo del territorio e agli uffici tecnici.  A giorni prenderà il volo verso ben altre realtà, assai più complesse di un capoluogo di provincia con poco più di trentamila abitanti. Verrà recapitata sui tavoli che contano della magistratura nazionale e sulle scrivanie di tutte le procure, affinché ne prendano visione e considerino i dubbi che vi sono indicati.  Insomma, le cinque pagine di stampato potrebbero avere l’effetto deflagrante di una bomba, che fa saltare per aria uno dei più discussi e allo stesso tempo attesi strumenti in materia edilizia. Prova ne sia che le Regioni hanno fatto la corsa per approvarlo il più in fretta possibile.  Il nocciolo giuridico della questione starebbe nella conflittualità delle normative locali appena approvate, rispetto a quella prevalente che è la legislazione nazionale. E questo vale sia per le Regioni a statuto ordinario, sia per le Regioni a statuto speciale quale la Sardegna è, dove peraltro si è deciso di agire «In deroga alle disposizioni normative regionali».  Sono numerosi le leggi, gli articoli e le sentenze richiamati dal procuratore oristanese che dapprima ricorda quali siano le procedure che si devono adottare per ottenere il via libera all’ampliamento di edifici preesistenti e agli interventi di demolizione e ricostruzione di fabbricati, ovvero le due peculiarità del Piano Casa. Per poter avviare i lavori, infatti, ci sono procedure semplificate: basta una semplice denuncia all’Ufficio tecnico del Comune competente.  Al di là di aspetti tecnici e giuridici assai complessi, sono due i punti contestati. Andrea Padalino Morichini li chiarisce, facendo riferimento al Codice dei beni culturali e del paesaggio che regola la normativa nazionale. È questa quella prevalente «Pertanto le leggi regionali sul Piano Casa non avrebbero mai potuto derogare o modificare le disposizioni richiamate e contenute nel decreto legislativo numero 42 del 2004».  La colpa per il magistrato è del Governo che «Ha largamente disatteso le indicazioni contenute nell’intesa fra Stato, Regioni ed enti locali». Entro dieci giorni infatti avrebbe dovuto provvedere ad emanare un decreto legge «Con l’obiettivo precipuo di semplificare alcune procedure di competenza esclusiva dello Stato». Ma il governo non l’ha fatto, per cui «Le leggi regionali sono state promulgate in assenza di una normativa nazionale». C’è poi un secondo «Ed ancor più inequivocabile profilo di illegittimità costituzionale, perché nello stabilire deroghe, le leggi regionali escludono la punibilità di condotte che il legislatore ha invece previsto come fattispecie penalmente sanzionabile». Materia ostica, ma l’avvertimento appare chiaro. E il fatto che la missiva sia stata spedita anche agli uffici tecnici suona come avviso: il procedimento penale potrebbe essere dietro l’angolo, in attesa che la questione di legittimità venga sollevata davanti al giudice competente.

 

da L’Unione Sarda, 29 novembre 2009

La lettera è firmata da Andrea Padalino Morichini: ecco i motivi per cui le leggi regionali non sono costituzionali.  La Procura: «Piano casa illegittimo». La richiesta ai Comuni: segnalateci tutti i lavori eseguiti. Il procuratore spiega i motivi per cui il Piano casa (non solo della Sardegna) non può essere costituzionale.   Antonio Naitana

Il procuratore della Repubblica di Oristano avanza dubbi sulla legittimità del Piano casa emanato dalla Regione Sardegna e non solo. E lo fa inviando una nota sulla Legge regionale numero 4 del 2009, ai comandi delle Forze dell’ordine ed agli uffici tecnici dei Comuni del territorio. Una lettera che farà certamente discutere e che, trasmessa anche agli uffici tecnici, potrebbe essere definita come una sorta di avviso ai naviganti.  «La polizia giudiziaria – scrive il procuratore oristanese, Andrea Padalino Morichini – è invitata a segnalare tutti i casi di lavori eseguiti in base a concessione edilizia e a denuncia di inizio attività che contrastino con la normativa e con le prescrizioni urbanistiche e paesaggistiche che non rientrino fra quelle per le quali la predetta legge 4 preveda la possibilità di eseguire attività edilizia in deroga». Il procuratore dispone inoltre l’obbligo di segnalare «i lavori svolti in conformità alla legge stessa ma in deroga alle prescrizioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi comunali e della legislazione regionale, come previsto dalla legge in questione».  Andrea Padalino Morichini coglie l’occasione «per rilevare che, da parte di numerosi uffici tecnici comunali, viene ancora largamente disatteso l’obbligo di adottare i provvedimenti sanzionatori previsti dalle legge in caso di abusi edilizi, primo fra tutti quello di emettere apposita ordinanza ingiunzione di demolizione da notificare al trasgressore».  «Anche al fine di assumere tutte le opportune iniziative sul piano penale – scrive ancora – raccomando una volta di più alla polizia giudiziaria di trasmettere tempestivamente copia di tali provvedimenti in Procura o di comunicare, dopo un congruo lasso di tempo, se gli stessi siano stati omessi. Segnalo inoltre la necessità, sempre in caso di abusi edilizi o paesaggistici, di individuare tutti i responsabili del fatto (comproprietari, direttori dei lavori, imprese costruttrici, committenti anche di fatto) e di non limitarsi alla denuncia del solo intestatario dell’eventuale titolo edilizio». Direttive chiare, frutto di un ragionamento giuridico che la Procura spiega nella lunga nota sotto il titolo: «Le leggi regionali sul "Piano Casa": aspetti problematici». In queste cinque pagine il procuratore argomenta la propria posizione, giungendo ad un convincimento sulla possibile illegittimità costituzionale del "Piano Casa", che avrà conseguenze clamorose: «Ad avviso di chi scrive – afferma Paladino – e con la precisazione che si tratta di opinione avanzata con doverosa cautela dal momento che la questione, stando perlomeno a quel che risulta, non è mai stata affrontata in sede giurisdizionale, sembrerebbe possibile, in attesa di sollevare la questione di legittimità costituzionale davanti al giudice, chiedere il sequestro preventivo, nei congrui casi, dell’opera in costruzione, attese le finalità della misura cautelare in questione».  Una lettera nella quale il procuratore sottolinea i motivi, leggi alla mano, per cui ritiene che il Piano Casa possa essere anticostituzionale. Sottolinea che l’intesa Stato-Regioni del 31 marzo 2009 in molte sue parti è stata disattesa per cui «le leggi regionali sugli interventi edilizi per il rilancio dell’economia sono state promulgate in assenza di una normativa nazionale». Non basta, «esiste un’inequivocabile profilo di illegittimità costituzionale delle leggi regionali sul Piano casa le quali, nello stabilire deroghe, quantomeno agli strumenti urbanistici dei singoli Comuni, escludono la punibilità di condotte che il legislatore nazionale ha invece previsto come fattispecie penalmente sanzionate, senza però preoccuparsi di introdurre alcuna eccezione, sia pure di carattere temporaneo al riguardo, come bene avrebbero potuto e dovuto fare».

 

(foto da www.protezionecivile.it, J.I., S.D., archivio GrIG)

 

  1. 30 Giugno 2010 a 23:21 | #1

    e questa sera, con un sussulto di decenza, è stato mandato a farsi fottere il c.d piano per l’edilizia bis :P :P :P

    A.G.I., 30 giugno 2010

    E’ stato bocciato a voto segreto (chiesto dall’on. Uras) il passaggio agli articoli (Presenti 65, votanti 33, sì 27, no 37, 1 astenuto) del DL n. 93 Modifiche e integrazioni alla legge regionale 23 ottobre 2009, n. 4 Disposizioni straordinarie per il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo. Dopo la bocciatura la seduta si è conclusa e il Consiglio è stato convocato a domicilio.

    Sardegna: Consiglio regionale boccia modifiche al piano casa.

    (AGI) – Cagliari, 30 giu. – Sono stati almeno tredici i franchi tiratori che hanno sancito la bocciatura del disegno di legge di modifica della legge sull’edilizia nella fase del passaggio agli articoli, “e non sono certo del Pdl, che ha votato compatto e unito”. Ne sono convinti Oscar Cherchi e il presidente della commissione Urbanistica, Matteo Sanna, entrambi Pdl, secondo i quali “si e’ trattata di un voto esclusivamente politico ed ora procediamo con la verifica nella coalizione”. Per Sanna “ci perdono solo i sardi, che avrebbero avuto esclusivamente dei vantaggi da questa legge. Ora chi l’ha bocciata ne rispondera’ ai cittadini”. Per nulla preoccupato l’assessore regionale all’Urbanistica, Gabriele Asunis, per il quale “democrazia e’ anche la liberta’ per il Consiglio di bocciare quel che non piace. Non e’ stata colta – ha aggiunto – l’importanza della riapertura di alcuni termini richiesta dai cittadini per poter operare”. Ma non e’ uno stop alla Giunta, secondo l’assessore, “il testo presentato da noi ha riscosso consensi in maggioranza e anche nell’opposizione”. Per il capogruppo del Pd, Mario Bruno, “la maggioranza, con questo voto, e’ di fatto a pezzi. Il provvedimento, come abbiamo cercato di dimostrare in aula, non rappresentava gli interessi dei sardi ma andava incontro solo ad esigenze speculative di pochi e a rafforzare l’intenzione di stravolgere il Piano paesaggistico regionale. E’ un segnale forte – ha concluso Bruno – che va ad incidere proprio sulla legge che ha caratterizzato l’avvio della legislatura e che si e’ dimostrata fallimentare”. Secondo Luciano Uras, capogruppo di Sinistra Sarda-Comunisti-Rossomori, “quanto accaduto dimostra che il provvedimento era inutile e la maggioranza e’ in crisi. Ora si potra’ portare in Consiglio la manovra correttiva ed affrontare subito i problemi occupativi, economici e sociali dei sardi”. (AGI) Cli/Ca/Pgi

  2. 28 Giugno 2010 a 14:36 | #2

    per cercare di sottrarre il c.d. piano per l’edilizia dalle censure di incostituzionalità ecco che la maggioranza consiliare di centro-destra, orchestrata dall’Assessore regionale dell’urbanistica Gabriele Asunis, ci riprova.
    Domani, 29 giugno 2010, in Consiglio regionale: DISEGNO DI LEGGE N. 93/A (GIUNTA REGIONALE) – Modifiche e integrazioni alla legge regionale 23 ottobre 2009, n. 4 (Disposizioni straordinarie per il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo, http://www.consregsardegna.it/XIVLegislatura/Disegni%20e%20proposte%20di%20legge/disleg093A.asp

  3. 8 Aprile 2010 a 21:42 | #3

    “La situazione è grave, ma non è seria” (Flaiano).

    da La Nuova Sardegna, 8 aprile 2010
    Nominato capo della commissione. Pinuccio Sciola guiderà il Paesaggio.

    CAGLIARI. Pinuccio Sciola (nella foto davanti alle sue pietre sonore a San Sperate) è stato nominato presidente della commissione regionale per il Paesaggio e la qualità architettonica, prevista dal «Piano casa». Lo ha deciso la giunta regionale su proposta dell’assessore degli Enti locali Gabriele Asunis. Gli altri componenti della commissione sono il professor Antonio Tramontin di Cagliari e l’architetto sassarese Salvatore Manconi, «entrambe personalità di grande esperienza nel settore», si legge in una nota della Regione. La giunta ha unanimemente riconosciuto a Pinuccio Sciola, un artista che ha raggiunto una notorietà internazionale, il ruolo di presidente della commissione. I tre componenti, che resteranno in carica per l’intera durata dell’attuale legislatura, guideranno la commissione che ha lo scopo di fornire un supporto tecnico e scientifico all’amministrazione regionale in merito alla valutazione degli interventi che si vogliono realizzare in zone di particolare valore paesaggistico e ambientale oltre che per garantire che questi non rechino pregiudizio ai valori oggetto di protezione. Il parere della commissione, inoltre, costituisce un atto preliminare rispetto agli altri ordinari adempimenti procedurali e normativi ed è obbligatorio richiederlo per gli interventi di ampliamento nella fascia dei 300 metri dalla linea di battigia, nelle zone turistiche, agricole e in quelle extraurbane limitatamente alle strutture turistiche ricettive.

  4. gruppodinterventogiuridico
    27 Dicembre 2009 a 19:11 | #4

    il c.d. piano per l’edilizia (meglio, piano per la speculazione) è ancora al palo. Con involontaria ironia, in mezzo a incredibili equilibrismi verbali, verrebbe definito “il migliore fra quelli approvati nelle Regioni” da quel Governo che ha detto che è incostituzionale…

    da L’Unione Sarda, 27 dicembre 2009

    Il Piano casa va avanti (molto) adagio. La legge non decolla, il Consiglio lavora sulle correzioni al testo. L’insieme di norme approvate con l’obiettivo di rilanciare l’economia è ancora all’esame del Consiglio regionale. (Enrico Pilia)

    Il rilancio dell’economia sarda deve passare (anche) per il Piano casa. Lo strumento che, negli obiettivi della maggioranza al governo della Regione, può e deve produrre un balzo in avanti per il tessuto economico isolano. La legge, però, è ferma in Consiglio regionale, nonostante la velocissima approvazione di ottobre. Una sosta “tecnica” per evitare che da Palazzo Chigi arrivi la richiesta alla Corte Costituzionale di un clamoroso stop. Insomma, i tempi non sono quelli che la Giunta e la maggioranza avevano previsto e non sono pochi gli imprenditori (edilizia, turismo, servizi) che manifestano la loro delusione per questa partenza ritardata. Le richieste ai Comuni per avviare i lavori non mancano, l’attesa è forte ma dagli uffici delle amministrazioni comunali non arrivano risposte ai quesiti dei cittadini o delle imprese: ora più che mai, con la legge che tecnicamente non è in vigore.

    IL PIANO CASA. Le abitazioni che possono aumentare di volume fino al 35 per cento, gli alberghi che migliorano i servizi attraverso la crescita dell’offerta, soprattutto le imprese edili che riprendono a correre, con tutto l’enorme indotto che ruota attorno all’edilizia: queste le chiavi che, nelle intenzioni dell’assessorato regionale all’Urbanistica che ha partorito i 17 articoli della legge, possono produrre risultati veloci e tangibili, con un’economia in agonia che riprenderebbe a correre. Economia a pezzi dopo anni di crisi profonda, ancorata sul fondo anche per la negativa congiuntura internazionale. Ma il Piano sardo, secondo Palazzo Chigi «il migliore fra quelli approvati nelle Regioni», è fermo, prigioniero della fretta con cui è stato elaborato e delle programmate vacanze di fine anno del Consiglio regionale. Qualcosa non ha funzionato, soprattutto nei tempi. Perché la legge regionale – approvata dal Consiglio regionale il 17 ottobre – è tornata in commissione Urbanistica per un primo tagliando , correzioni obbligate dopo i rilievi mossi dal governo nazionale su alcuni passaggi che – in estrema sintesi – andrebbero in contrasto con il “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, divenuto legge nel 2004, aggiornato nel 2008 e oggi in vigore.

    IN COMMISSIONE. La legge regionale “per il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi strategici per lo sviluppo” – questa la dicitura originale – riparte dalla commissione Urbanistica, dove il confronto – leggi scontro – fra centrodestra e centrosinistra si riproporrà, seppure con diversi toni. Il Piano casa resterà dentro il palazzo di via Roma almeno per un altro mese. La discussione dovrà portare a correzioni non sostanziali, ma fondamentali sul piano politico. Nella prima riunione utile dopo la ripresa dei lavori in Consiglio (nella seconda metà di gennaio) la Commissione esaminerà una serie di emendamenti al testo che interessa quattro articoli. Si discuterà ancora sulla dotazione di posti auto per ogni progetto di ampliamento e sulla loro localizzazione, ma anche sulla possibilità che le imprese turistiche – bar, ristoranti, esercizi pubblici – e non solo le strutture ricettive, possano beneficiare degli ampliamenti previsti nella legge. Il testo è da modificare, come abbiamo ricordato, soprattutto per evitare conflitti istituzionali col governo. Sugli articoli che metterebbero a rischio-impugnazione la legge, stanno lavorando i professionisti dell’assessorato di Gabriele Asunis. Il presidente della Quarta commissione, Matteo Sanna (Pdl), è sicuro che la questione si risolverà in fretta e bene: «Non esiste alcun rischio che da Roma possano arrivare osservazioni sul nostro testo». L’opposizione, anche dopo la discussione sugli emendamenti, non voterà a favore, ipotesi prevedibile dopo il durissimo confronto in Aula. «L’associazione dei costruttori, nel corso di una audizione, ci chiese di approvare la legge entro lo scorso settembre», ricorda Cesare Moriconi (Pd), «ma noi dell’opposizione avevamo messo tutti al corrente dei rischi che avremmo corso, se avessimo lavorato in fretta». La legge «oggi è inapplicabile perché va in contrasto con alcune norme nazionali di pianificazione paesaggistica».

    GIUNTA E CONSIGLIO. Intanto, martedì la Giunta regionale riprende a lavorare. La riunione è fissata per le ore 16 in viale Trento, mentre non è ancora stato comunicato l’ordine del giorno. Poche ore prima, il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, terrà la sua prima conferenza stampa di fine anno, occasione per un primo bilancio del lavoro del suo esecutivo. Mentre il palazzo del Consiglio riaprirà domani mattina, ma solo per l’incontro con la stampa del presidente del Consiglio, Claudia Lombardo, anche lei al suo primo consuntivo da capo dell’assemblea.

  5. gruppodinterventogiuridico
    4 Dicembre 2009 a 18:41 | #5

    da La Nuova Sardegna, 4 dicembre 2009

    Piano Casa. Polemica dopo il documento.

    La Camera penale accusa il procuratore: «Va oltre i suoi poteri»

    ORISTANO. «Un travalicamento dei poteri». Se si chiedeva di esprimere il concetto in maniera esplicita, si può dire che la sezione oristanese della Camera penale non si è persa in giri di parole. Al termine di una riunione alla quale hanno partecipato una decina di avvocati, in rappresentanza della categoria, è stato stilato un documento che condanna l’iniziativa del procuratore, Andrea Padalino Morichini, che aveva espresso dubbi sulla legittimità costituzionale del Piano Casa. Così si esprime la Camera penale: «Le considerazioni e le conseguenti direttive, indirizzate agli organi di polizia giudiziaria nonché alla polizia municipale e agli Uffici tecnici del Circondario di Oristano, oltre che non condivisibili sul piano tecnico giuridico, denotano un evidente travalicamento dei poteri assegnati dall’ordinamento giudiziario al pubblico ministero, preposto alla vigilanza sull’osservanza delle leggi. Al contrario, l’iniziativa assunta dal Procuratore parrebbe indurre alla disapplicazione di una legge vigente piuttosto che a garantire il richiamo alla sua puntuale osservanza nonché alla rigorosa applicazione».

  6. sfinx
    4 Dicembre 2009 a 12:29 | #6

    grazie Stefano, ho ricevuto i ricorsi e li ho già spediti. non sono un esperto ma li ho trovati grandi!! sul governo del berlusca ci credo poco ma l’Europa dovrà ascoltarci!!

  7. 4 Dicembre 2009 a 11:33 | #7

    sul piano casa e la relativa discussione.

  8. gruppodinterventogiuridico
    1 Dicembre 2009 a 21:08 | #8

    da La Nuova Sardegna, 1 dicembre 2009

    IL CASO. Cemento, dubbi e allarme sulla denuncia del procuratore. (Enrico Carta)

    ORISTANO. Più di un sasso nello stagno. Ancora non ci sono prese di posizione ufficiali, ma il documento sul Piano Casa redatto dal procuratore della Repubblica, Andrea Padalino Morichini, pare aver sortito il suo effetto. L’attenzione delle forze di polizia giudiziaria su di esso era scontato. Le perplessità dei dirigenti degli uffici tecnici comunali, ai quali è stato inviato, erano prevedibili. Anche se ancora con cautela, si muovono però il mondo forense e il mondo politico. La nota era finita sin da domenica, attraverso canali non ufficiali, sulle scrivanie di alcuni consiglieri regionali. Ieri ne ha preso visione direttamente il presidente della Giunta, Ugo Cappellacci. Evidentemente, al di là della curiosità per il pensiero di un magistrato, in Regione si vogliono verificare i dubbi avanzati dal procuratore. Quest’ultimo, del resto, era stato abbastanza netto nel definire incostituzionale la norma, per via di un’inadempienza del governo che avrebbe dovuto legiferare e non l’ha fatto, e quindi nel prevedere la contestazione di reati nei confronti di chi, cittadino o funzionario pubblico, si trovasse ad operare per l’ampliamento delle volumetrie delle case. La nota però ha lasciato strascichi, che porteranno a prevedibili e future polemiche, anche nel mondo forense. In attesa di una riunione, già richiesta, delle Camere penali, l’aria che si respira dice chiaramente che l’iniziativa del magistrato viene vista come una sorta di azione preventiva, non prevista dall’ordinamento giudiziario. In attesa che il documento venga esaminato e aspettando le prese di posizioni ufficiali, c’è però chi già plaude. Stefano Deliperi, per conto del Gruppo d’intervento giuridico e Amici della Terra, si dice «Confortato nel leggere delle iniziative e soprattutto delle motivazioni del procuratore Andrea Padalino Morichini. Le sue sono le nostre motivazioni e quelle di tante persone che non si piegano alla demagogia speculativa di un provvedimento deleterio per l?ambiente e la legalità. Le associazioni eologiste avevano già inoltrato ricorso al governo. Sono più di 150 i cittadini che, dalla Sardegna e dal resto d’Italia, hanno fatto lo stesso». Primi boati della battaglia.

  9. gruppodinterventogiuridico
    1 Dicembre 2009 a 21:06 | #9

    A.G.I., 30 novembre 2009

    LEGGE EDILIZIA: AMBIENTALISTI, RICORSI DA 150 CITTADINI.

    (AGI) – Cagliari, 30 nov. – Sono oltre 150 i cittadini che dalla Sardegna e dal resto d’Italia hanno inviato ricorsi contro la legge sull’edilizia approvata nell’ottobre scorso dal Consiglio regionale della Sardegna. L’iniziativa e’ delle associazioni ambientaliste cagliaritane Gruppo d’intervento giuridico e Amici della Terra che hanno messo a disposizione di comitati, associazioni, forze sociali e singoli cittadini un fac simile di ricorso da inoltrare autonomamente a governo e Commissione europea. “La copia puo’ essere richiesta agli indirizzi di posta elettronica grigsardegna5@gmail.com grigsardegna@tiscali.it“, spiega il portavoce delle due associazioni, Stefano Deliperi, che il 2 novembre scorso hanno inoltrato uno specifico ricorso al governo affinche’ valuti l’opportunita’ di approvare davanti alla Corte costituzionale la legge, la n.4 del 23 ottobre 2009, e un altro alla Commissione europea ipotizzando il mancato rispetto delle normative comunitarie. “Chiunque puo’ opporsi a questa nuova colata di cemento speculativo sulla Sardegna”.

  10. Juri
    30 Novembre 2009 a 17:47 | #10

    “Nel piano casa ci sono le speranze dell’Isola” dice il sindaco di Oristano.

    Se abbiamo sindaci con questa mentalità e con una visione così desolante, mi sa che le speranze sono comunque ridotte a lumicino, piano casa o no…

  11. grazia
    30 Novembre 2009 a 12:26 | #11

    i sindaci sono infuriati! non mi aspettavo altro, tutti credono che il mattone porti ricchezza, ma quando mai??

    (l’Unionesarda – 30 nov. 09)

    Amministratori concordi: siamo preoccupati e sconcertati, ora la Regione intervenga

    I sindaci: «Rispetteremo il Piano casa»

    Il procuratore: la legge è illegittima. E scoppia la rivolta

    Lunedì 30 novembre 2009

    Il procuratore ha inviato agli uffici tecnici una nota dove si chiede di segnalare i lavori avviati con il Piano casa. I sindaci: è preoccupante.

    Il Piano casa è illegittimo? Apriti cielo. I sindaci non ne vogliono neppure sentir parlare di bloccare le leggi regionali che hanno, come obiettivo, il rilancio del comparto edile. Alla lettera inviata dal procuratore della Repubblica di Oristano a forze dell’ordine e uffici tecnici comunali, rispondono con parole di fuoco.

    IL PROCURATORE Andrea Padalino Morochini invita gli uffici tecnici comunali e la polizia giudiziaria «a segnalare alla Procura tutti i casi di lavori eseguiti in base a concessione edilizia e a denuncia di inizio attività che contrastino con la normativa e con le prescrizioni urbanistiche e paesaggistiche che non rientrino fra quelle per le quali la Legge 4 (denominata Piano casa, ndr ) preveda la possibilità di eseguire attività edilizia in deroga». Non solo. Il procuratore spiega perché, secondo lui, il Piano casa della Sardegna (ma non solo) è da ritenersi illegittimo dal punto di vista costituzionale. Due i nodi: la colpa del Governo «che ha disatteso le indicazioni contenute nell’intesa fra Stato, Regioni ed enti locali per cui le leggi regionali sono state promulgate in assenza di una normativa nazionale». Inoltre il fatto che «le leggi regionali escludono la punibilità di condotte che il legislatore ha invece previsto come fattispecie penalmente sanzionabile».

    I SINDACI Angela Nonnis, primo cittadino di Oristano : «Mi sono spaventata quando ho letto il giornale perché sul Piano casa ci sono le speranze dell’Isola e in particolare di Oristano, territorio che attraversa una forte crisi economica. Oggi andrò all’ufficio tecnico per cercare di capire la situazione ma a livello regionale mi auguro ci siano i margini perché non vengano bloccati gli interventi già arrivati in Comune». «La notizia, arrivata sabato sera, ci ha sconcertato – dice Domenico Gallus, sindaco di Paulilatino e consigliere regionale del Pdl – Questo getta un ombra su quel che dovranno svolgere gli uffici tecnici. Noi abbiamo cercato di smuovere quella grande palude nella quale era precipitata l’edilizia in Sardegna, ma ora, con questa novità, regnerà di nuovo l’incertezza. La discussione su questa vicenda rimbalzerà questa settimana in Consiglio regionale. Occorre far chiarezza in modo che non si blocchi di nuovo tutto e in modo che gli uffici tecnici possano lavorare con serenità. Certo è che il Piano casa è in vigore e verrà attuato». Sulla stessa linea Cristiano Carrus, sindaco di Cabras : «Fino a quando il Piano casa non verrà annullato resteranno valide queste leggi. E gli uffici tecnici non faranno altro che rispettarle».

    «Credo che sia un Piano regionale favorevole all’edilizia, visto che da anni siamo fermi – ribadisce Bepi Costella, primo cittadino di Arborea – Nel nostro comune però abbiamo la fortuna che il Piano urbanistico sia conforme al Ppr per cui non avremo alcun problema». Efisio Demartis, sindaco di Fordongianus , puntualizza: «Credo che in questo momento il procuratore dovrà usare prudenza. Certo è che, ad oggi, il Piano casa non ha influito nel nostro paese». Anche Gian Pietro Pili, primo cittadino di Terralba , non è d’accordo con il procuratore: «Non ho visto questa lettera, in ogni caso il Piano casa dava giustizia a un Piano paesaggistico regionale che era fuori luogo rispetto alla situazione sarda, visto che l’ex presidente Soru aveva di fatto bloccato tutto. Il Piano casa ha già risvegliato gli uffici tecnici comunali dal torpore perché non arrivavano più richieste per costruire mentre adesso stanno presentando progetti che di fatto rimettono in moto l’economia. Se ora la Procura dovesse bloccare tutto torneremo nel buio più assoluto. Mi auguro che il procuratore non abbia ragione». Piero Franco Casula, sindaco di Bosa : «È gravissimo che sia affidata agli uffici tecnici dei Comuni la responsabilità di decidere sulla presunta incostituzionalità di una legge regionale. Siamo preoccupati e sconcertati: chiederò che la questione venga esaminata dall’Anci per un’azione forte nei confronti dell’assessorato regionale all’Urbanistica. Ci dicano cosa dobbiamo fare».

  12. Sa Oghe
    30 Novembre 2009 a 10:27 | #12

    Il fac-simile di ricorso l’ho inoltrato come da Vostra indicazione al Governo e Commissione europea.

    Ho appena ricevuto riscontro dalla Commissione.

    Speriamo funzioni.

    Consiglio a tutti di fare la stessa cosa.

  13. elena
    29 Novembre 2009 a 21:46 | #13

    il grande lavoro che state facendo porterà a altrettanto grandi risultati xchè è fatto con competenza e coscienza. ho mandato i ricorsi!

I commenti sono chiusi.
echo '';