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Il Grifone vola ancora, ma dobbiamo difenderlo.

 

Volano ancora, anche in Sardegna.   Sulla costa alta fra Alghero, Bosa, Villanova Monteleone.   Fra boschi di sughere, macchia mediterranea, rocce, falesie.   Capo Marrargiu, Tentizzos, Torre Argentina, Punta Cristallo.  Il Grifone (Gyps fulvus), una delle specie di altri animali più caratteristiche dell’Isola, vive e vola da erratico un po’ in tutto il territorio regionale.  Dai Sette Fratelli al Supramonte, dove nidificava fino a trent’anni fa.  Perseguitato con bocconi avvelenati e fucili con la falsa accusa di decimare le greggi, è uno dei quattro avvoltoi europei, necrofago, al vertice della catena alimentare.  Attualmente se ne stimano poco più di un centinaio di esemplari, con una trentina di coppie nidificanti.

Il grifone si trova in Marocco, Algeria, Spagna (8.100 coppie), Sardegna, Croazia (soprattutto nelle isole Cres e Rab), in Grecia (circa 450 coppie), Turchia, fino all’Iran ed all’Irak.   Dalla Slovenia arriva fino all’Austria, dove dallo zoo di Salisburgo (che accoglie una colonia in stato semi-libero) sale fino agli Alti Tauri. E’ stato reintrodotto nel Massiccio Centrale francese (circa 220 coppie) e nel Giura svizzero (54 coppie). La popolazione complessiva al momento sembra crescere.    In totale, vi è una stima di 17-18 mila individui.


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In Italia è stato reintrodotto nel parco naturale regionale dei Nebrodi (Sicilia), dove conta ad oggi circa 50 individui tra adulti e giovani. A seguito di un’operazione di ripopolamento, sono stati avvistati numerosi esemplari sul versante occidentale aquilano del Gran Sasso (agosto 2006), mentre recenti avvistamenti ci sono stati anche sulle Dolomiti, in Veneto, sul massiccio della Marmolada. Anche la Regione Friuli – Venezia Giulia è promotrice, da alcuni anni, di un progetto di reintroduzione del grifone nella zona di Forgaria nel Friuli. Nel Parco nazionale del Pollino (Calabria), nel territorio di Civita in provincia di Cosenza, è in atto un progetto di reintroduzione. Per il momento ci sono 27 esemplari tenuti in una voliera a picco sulle Gole del Raganello per acclimatarsi al nuovo ambiente.

Ma è in Sardegna il nucleo storico, presente da sempre, ininterrottamente.  E’ una parte della nostra Terra e dobbiamo difenderlo. In più occasioni le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra si sono battute, in campo legale, per fermare opere pubbliche (in particolare elettrodotti ad alta tensione) e private che ponevano in pericolo l’areale di riproduzione del nostro avvoltoio, contro i vigliacchi bocconi avvelenati.  Ma non basta. A quando un’area protetta per salvaguardare le colonie nidificanti del Grifone?

Gruppo d’Intervento Giuridico

                                          

        

(foto da www.regione.sardegna.it, S.D., archivio GrIG, disegno S.D., archivio GrIG)

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  1. 9 Maggio 2010 a 21:37 | #1

    da La Nuova Sardegna, 9 maggio 2010
    Il grifone tornerà in Barbagia. Oliena, progetto comunale per riportare i rapaci sul Corrasi. (Nino Muggianu)

    OLIENA. Il grifone ritornerà a volare imperioso sulle cime del Corrasi e del Supramonte olienase, forse già entro l’anno. L’idea era in fase di attuazione da tempo.
    Ora è diventato un vero e proprio progetto che diverrà realtà grazie ad una iniziativa del comune di Oliena di concerto con l’Ente Foreste di Cagliari e l’assessorato all’ambiente della Provincia di Nuoro. Progetto che è già stato finanziato e adesso, aspetta solo la firma dei due enti. I rapaci sono stati acquistati in Spagna e saranno presto reintrodotti sul territorio da dove erano spariti circa una trentina di anni fa. Il progetto prevede la realizzazione di un carnaio che sarà situato in una proprietà privata indicata dal comune di Oliena. Terreno che probabilmente sarà in località su Gollei, ai piedi del monte Corrasi da dove i griffoni potranno planare. Gli ultimi esemplari di grifone erano statti avvistati agli inizi degli anni Settanta poi, più niente; la colonia di circa una decina di esemplari che spaziava sulle cime dei monti olianesi e di Dorgali, sono stati trovati, la maggior parte avvelenanti dai bocconcini che spesso i pastori usavano per eliminare le volpi e i cani randagi che avevano il vizio e volentieri si cibavano con gli agnelli. «Il grifone – come dicono i manuali – è un avvoltoio di grandi dimensioni, con un’apertura alare di quasi tre metri e un peso di 7-12 chili. Tutti gli avvoltoi possiedono ali ampie e sfrangiate che consentono di sfruttare le correnti termiche per compiere spostamenti fino a 100 chilometri al giorno. Le loro caratteristiche sono il risultato dell’evoluzione di un gruppo di uccelli che ha raggiunto un alto livello di specializzazione».

  2. Ely
    8 Dicembre 2009 a 19:27 | #2

    bellissime immagini, frutto di natura rara e preziosa, sicuramente da salvaguardare e ammirare, complimenti ancora per il vostro lavoro, Ely.

  3. Vania
    7 Dicembre 2009 a 12:35 | #3

    ooohhh, non sapevo nemmeno che ci fossero gli avvoltoi in Sardegna,deve essere emozionante! ciaociao Vania

  4. Miryam
    7 Dicembre 2009 a 10:10 | #4

    Bellissimi! Sono rimasta senza parole!

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