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“Ada Lai ha mentito ai giudici”.

 

Ecco  le motivazioni della sentenza del 18 giugno 2009 di condanna da parte del Tribunale di Cagliari (presidente F. Sette, a latere O. Anedda, C. Ornano) dell’assessore Collu ad un anno e sei mesi e del dirigente Spiga ad un anno e due mesi in un processo per mobbing.   Ma ci sarà un seguito: indicata come piuttosto opaca dalla durissima requisitoria del pubblico ministero Mario Marchetti, la testimonianza della dirigente d’area Ada Lai sarà ora oggetto di indagine per la trasmissione degli atti al pubblico ministero su disposizione del Collegio giudicante. Una nuova finestrella sul Comune di Cagliari e le sue prassi.  Una nuova puntata della Cagliari da bere

Gruppo d’Intervento Giuridico

                                                    

da Il Sardegna, 21 dicembre 2009

Le bugie per coprire l’assessore, «Ada Lai ha mentito ai giudici». Tribunale. I motivi della condanna di Luciano Collu e di un dirigente per le vessazioni su un impiegato.  «Ha fornito versioni inconciliabili». Atti al pm che dovrà indagare  per falsa testimonianza.   Elena Laudante

Dirigenti che mentono per salvare i politici, altri che insultano impiegati scomodi solo perché propensi a dire la verità. È lo scenario poco edificante che emerge dalle motivazioni della sentenza di condanna per abuso d’ufficio dell’ex assessore all’Attività produttive Luciano Collu (1 anno e mezzo) e del dirigente dell’Annona Sergio Spiga (1 anno e 2 mesi; assolta Pieranna Demuro). Dura la definizione del teste chiave del processo, la dirigente Ada Lai, sospettata di aver detto il falso al tribunale. «Ha fornito – si legge nel verdetto – inconciliabili versioni con un tentativo che rivela piuttosto scopertamente la volontà di aggiustare una dichiarazione compromettente per Collu». Fu lei a firmare il trasferimento dell’impiegato Marco Lampis, parte civile con l’avvocato Sergio Vacca, che nel gennaio 2004 dal Servizio Annona passò all’assessorato alla Cultura, ufficialmente per "ottimizzare l’organizzazione dei servizi". La decisione di liberarsi di un dipendente scomodo in realtà era maturata in seguito al Tim Tour, quando Lampis si era rifiutato di concedere licenze a tutti gli ambulanti, come voleva l’assessore, in violazione delle norme. La verità è che Collu «non voleva più vederlo in mezzo ai coglioni», come il suo segretario aveva confidato. Il trasferimento era mascherato da incompatibilità ambientale ma è assodato che Lampis fu allontanato «a scopo punitivo, ritorsivo, per eliminare un soggetto non prono alle indebite richieste della componente politica, interesse eminentemente privato e non esattamente encomiabile » di Collu e Spiga. Il giudice estensore Cristina Ornano sottolinea l’atteggiamento processuale di Ada Lai, dirigente Area servizi al cittadino, che sulla genesi del procedimento ha dichiarato di aver avviato la procedura su impulso dello stesso Lampis, ma durante le indagini aveva detto che l’imput proveniva da Collu e Spiga. «Versioni inconciliabili». Dopo la sottoscrizione di una lettera di solidarietà a Lampis su iniziativa dell’impiegato Giuseppe Furcas, la vicenda scivolò nel tragicomico. Apostrofato dalla dirigente Pieranna Demuro (assolta) con gli aggettivi "demente" e "coglione", Furcas dovette chiedere il trasferimento. Eloquenti le parole di Ada Lai, registrate di nascosto: «Quando si comincia ad avere "confermanze" di tipo penale bisogna stare attenti (…) uno che comincia a mettere Marchetti di mezzo (il procuratore titolare delle indagini cui si era rivolto Lampis ndr), è una persona difficile…Lo conosco bene, è un pm che deve andare a fondo anche se non c’è niente!». Ora Marchetti dovrà andare a fondo e mettere la dirigente sotto inchiesta per falsa testimonianza.

                                

(foto da www.lanuovasardegna.it, S.D., archivio GrIG; disegno S.D., archivio GrIG)

 

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  1. 23 Febbraio 2011 a 16:29 | #1

    da La Nuova Sardegna, 23 febbraio 2011
    Luciano Collu assolto in appello. Condannato in primo grado per abuso d’ufficio.

    CAGLIARI. Condannato a un anno e mezzo di reclusione il 18 giugno 2009 dal tribunale presieduto da Francesco Sette perchè riconosciuto colpevole di abuso d’ufficio, l’ex assessore comunale al commercio Luciano Collu è stato assolto «perchè il fatto non sussiste» dai giudici della Corte d’Appello. Assolto con la stessa formula anche il funzionario comunale Sergio Spiga, cui in primo grado era stato inflitto un anno e due mesi. Se per il tribunale l’ex esponente della giunta Floris aveva commesso il reato con la decisione di trasferire un funzionario «solo per levarselo dai piedi, perché si ribellava alle sue imposizioni» – come aveva detto il pm Mario Marchetti nella requisitoria – il collegio presieduto da Grazia Corradini (consiglieri Luisanna Melis e Antonio Onni) ha ritenuto che il rapporto di lavoro in un ente come il Comune vada considerato come un rapporto privatistico. Quindi il trasferimento, anzichè ingiusto e arbitrario, dev’essere considerato come un atto organizzativo disposto non da un pubblico ufficiale ma da un datore di lavoro qualsiasi. Il pg Giuseppa Geremia aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado. L’hanno spuntata i difensori: Mariano Delogu e Rita Dedola per Collu, Pierluigi Concas per Spiga.
    Stando alle accuse Collu aveva abusato nel 2004 del suo ufficio di assessore per aver preteso il trasferimento del funzionario Marco Lampis. La motivazione era stata: incompatibilità ambientale dopo che lo il funzionario si era rifiutato di sottoscrivere le autorizzazioni al commercio ambulante decise dall’assessore e che lui riteneva illegittime. Lampis si opponeva e Collu faceva pressioni perchè obbedisse, fino alla decisione di spedirlo in un altro ufficio. Un’imposizione che Lampis non accettò e a cui si ribellò fino a portare la questione alla Procura della Repubblica, che prì un’inchiesta. Altro funzionario finito nel mirino dell’assessore è Giuseppe Furcas, che – queste le parole del pm – fu perseguitato da Collu perché aveva testimoniato a favore di Lampis nel procedimento penale.
    Il processo, che probabilmente andrà avanti in Corte di Cassazione, avrà comunque uno strascico: la dirigente Ada Lai, che nel dibattimento pubblico avrebbe cercato di «coprire» Collu per aiutarlo a sfuggire alla condanna, rischia il rinvio a giudizio con l’accusa di falsa testimonianza. (m.l)

  2. 9 Febbraio 2011 a 17:21 | #2

    da La Nuova Sardegna, 9 febbraio 2011
    Falsa testimonianza: chiusa l’inchiesta sulla dirigente Lai. Cercò di «coprire» l’assessore Collu davanti al tribunale. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. La dirigente regionale del turismo Ada Lai rischia il rinvio a giudizio per falsa testimonianza: il pubblico ministero Marco Cocco ha chiuso l’inchiesta che prelude alla richiesta di incriminazione e l’avviso è in fase di notifica all’indagata, difesa da Mariano Delogu. L’accusa è fondata sui verbali del dibattimento concluso il 18 giugno 2009 a conclusione del quale era stato condannato per abuso d’ufficio l’ex assessore all’annona Luciano Collu.
    Il procuratore aggiunto Mario Marchetti, titolare dell’indagine su Collu, aveva annunciato già in tribunale che la testimonianza resa in aula da Ada Lai sarebbe andata all’attenzione del suo ufficio. Ma prima di procedere, il magistrato ha atteso il deposito della sentenza di condanna elaborata dal giudice Cristina Ornano: in quel documento le accuse alla dirigente comunale hanno trovato una conferma piena. Categoriche le conclusione del tribunale: «Ha fornito inconciliabili versioni con un tentativo che rivela piuttosto scopertamente la volontà di aggiustare una dichiarazione compromettente per Collu». D’altronde la vicenda è stata chiarita sino in fondo nel corso del dibattimento pubblico: era gennaio del 2004 e c’era un funzionario, Marco Lampis, che si rifiutava di firmare una sequenza di autorizzazioni al commercio ambulante richieste da Collu per il Tim tour, autorizzazioni palesemente irregolari. Collu insisteva e Lampis si opponeva. Finchè l’assessore decise di allontanarlo dall’ufficio per trasferirlo altrove con il pretesto di una presunta incompatibilità ambientale. Ma a leggere la sentenza del giudice Ornano la realtà era un’altra: il segretario di Collu sussurra come volessero «toglierselo dai coglioni» e infatti «Lampis – scrive il giudice – venne trasferito a scopo punitivo, ritorsivo, per eliminare un soggetto non prono alle indebite richieste della componente politica, interesse privato e non esattamente encomiabile» da parte di Collu e di Spiga. In questa vicenda piuttosto fangosa il ruolo di Ada Lai appare molto lontano da quello di tutore delle norme amministrative: prima sostiene di aver avviato l’iter del trasferimento per Furcas su richiesta di Collu e Spiga. Poi in aula si rimangia la ricostruzione originaria dei fatti e attribuisce la volontà del cambio di funzione allo stesso Furcas. Un tentativo maldestro di salvare l’assessore in barba al funzionario ribelle. Peccato che Furcas, annusata l’aria, avesse deciso di registrare le parole della dirigente, seguite all’annuncio di un ricorso alla Procura: «Quando si comincia ad avere confermanze di tipo penale bisogna stare attenti, uno che comincia a mettere Marchetti di mezzo… è una persona difficile, lo conosco bene, è un pm che deve andare a fondo anche se non c’è niente». Affermazioni temerarie, che Furcas registra diligentemente e custodisce fino al dibattimento. Quando Ada Lai cerca di scagionare Collu il funzionario tira fuori il nastro e la inchioda.

  3. gruppodinterventogiuridico
    8 Gennaio 2010 a 23:10 | #3

    da La Nuova Sardegna, 8 gennaio 2009

    La Procura prepara il rinvio a giudizio. Ada Lai indagata: «Al processo Collu ha detto il falso». In tribunale la dirigente ha cercato di «coprire» l’ex assessore cambiando versione. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Ada Lai, la dirigente comunale dell’area servizi al cittadino e candidata sindaco designata da Emilio Floris, è indagata per falsa testimonianza. Nata dagli esiti del processo per abuso d’ufficio all’assessore all’annona Luciano Collu, condannato a un anno e mezzo di reclusione, e al dirigente Sergio Spiga, un anno e due mesi, l’inchiesta è stata affidata al sostituto procuratore Marco Cocco. Inchiesta che s’annuncia brevissima perchè fondata interamente sui verbali del dibattimento concluso il 18 giugno scorso e su una conversazione registrata dal funzionario Marco Lampis, parte offesa nel procedimento. Il procuratore aggiunto Mario Marchetti, titolare dell’indagine su Collu, aveva annunciato già in tribunale che la testimonianza resa in aula da Ada Lai sarebbe andata all’attenzione del suo ufficio. Ma prima di procedere, il magistrato ha atteso il deposito della sentenza di condanna elaborata dal giudice Cristina Ornano: in quel documento le accuse alla dirigente comunale hanno trovato una conferma piena. Categoriche le conclusione del tribunale: «Ha fornito inconciliabili versioni con un tentativo che rivela piuttosto scopertamente la volontà di aggiustare una dichiarazione compromettente per Collu». D’altronde la vicenda è stata chiarita sino in fondo nel corso del dibattimento pubblico: era gennaio del 2004 e c’era un funzionario, Marco Lampis, che si rifiutava di firmare una sequenza di autorizzazioni al commercio ambulante richieste da Collu per il Tim tour, autorizzazioni palesemente irregolari. Collu insisteva e Lampis si opponeva con determinazione. Finchè l’assessore decise di allontanarlo dall’ufficio per trasferirlo altrove con il pretesto di una presunta incompatibilità ambientale, sollevando anche un’ondata di solidarietà da parte dei colleghi. Ma a leggere la sentenza del giudice Ornano la realtà era un’altra, l’incompatibilità era un’invenzione dell’assessore: il segretario di Collu sussurra come volessero «toglierselo dai coglioni» e infatti «Lampis – scrive il giudice – venne trasferito a scopo punitivo, ritorsivo, per eliminare un soggetto non prono alle indebite richieste della componente politica, interesse eminentemente privato e non esattamente encomiabile» da parte di Collu e di Spiga. In questa vicenda piuttosto fangosa il ruolo di Ada Lai appare molto lontano da quello di tutore delle norme amministrative: prima sostiene di aver avviato l’iter del trasferimento per Furcas su richiesta di Collu e Spiga. Poi in aula si rimangia la ricostruzione originaria dei fatti e attribuisce la volontà del cambio di funzione allo stesso Furcas. Un tentativo maldestro di salvare l’assessore in barba al funzionario ribelle. Peccato che Furcas, annusata l’aria che si respirava in municipio, avesse deciso di registrare le parole della dirigente, seguite all’annuncio di un ricorso alla Procura: «Quando si comincia ad avere confermanze di tipo penale bisogna stare attenti, uno che comincia a mettere Marchetti di mezzo… è una persona difficile, lo conosco bene, è un pm che deve andare a fondo anche se non c’è niente». Affermazioni temerarie, che Furcas registra diligentemente e custodisce fino al dibattimento. Quando Ada Lai parla e cerca di scagionare Collu il funzionario tira fuori il nastro e la inchioda. Alla fine la candidata sindaco in pectore del centrodestra sembra essersi sbagliata due volte: ha cambiato versione dichiarando – per l’accusa – il falso davanti al tribunale. E ha pensato che Marchetti volesse andare sino in fondo nell’inchiesta sulla vicenda: a sorpresa l’ha passata al collega Cocco. E Ada Lai, che si è di recente qualificata come dirigente velocissima in un municipio popolato di colleghi impastoiati nella burocrazia, si troverà velocemente a giudizio.

  4. gruppodinterventogiuridico
    4 Gennaio 2010 a 23:22 | #4

    pulpiti affettuosi e prediche.

    da L’Unione Sarda, 4 gennaio 2010

    Comune. Il capo area Servizi al cittadino fa un resoconto della sua attività e bacchetta i dirigenti. Ada Lai, critiche ai colleghi: «Troppo lenti».

    Dalla riapertura della Galleria Comunale d’arte alla promozione dell’associazionismo culturale, dall’attivazione degli Info-point informativi alla concessione di alcuni impianti sportivi dal potenziamento dell’assistenza domiciliare per gli anziani e malati gravi alla casa di riposo di Terramaini sino ai progetti antidispersione scolastica.

    Ada Lai, dirigente d’area dei servizi al cittadino del Comune, traccia un bilancio della sua attività. E il fatto che non si tratti di un rendiconto annuale ma complessivo fa capire che il suo passaggio all’agenzia per la promozione della Sardegna, annunciato da Ugo Cappellacci a marzo, è imminente. Non a caso la dinamica e vulcanica dirigente, impegnata attivamente in politica e per questo spesso al centro di critiche bipartisan, associa al resoconto alcune valutazioni sia sui dirigenti comunali che sulla Giunta.

    I primi vengono definiti «preparati e competenti ma in quest’ultimo scorcio di consiliatura troppo lenti, disuniti e poco motivati» mentre – sostiene – dovrebbero essere «decisionisti, sinergici e appassionati». Come le istituzioni che – dice Lai – «sono ancora troppo poco sinergiche, senza precise strategie comuni e sofferenti di incomunicabilità per quanto – ecco l’inciso politically correct – il governatore Cappellacci stia cercando di compattarle».

    Per Ada Lai «tutto ciò si avverte nella politica e nella burocrazia» in un momento in cui «il sindaco, uomo di pazienza e dialogo, andrebbe aiutato ad un maggiore decisionismo finale, reso difficile dagli atteggiamenti spesso egoistici e chiusi di assessori e dirigenti in quest’ultimo periodo di consiliatura».

    Del resto, fa notare Lai, «per chiudere bene il secondo mandato, occorre terminare alcuni progetti importanti: dal lungomare di Sant’Elia a via Roma, dai nuovi ?motori? dello sport (stadio, nuovo palazzetto, campo da golf) al restauro dei palazzi del Centro storico bloccati dalla Giunta Soru nel quinquennio passato, dall’accessibilità di Castello (ulteriori ascensori – pedonalizzazione – presenza di servizi) sino all’indecisione nell’uso di centri culturali e dei palazzi storici e al restauro del manto stradale da completare e alla qualità del decoro urbano.

    Certo, le affermazioni di Ada Lai, «fatte con spirito costruttivo», chiarisce lei, non potranno non suscitare polemiche. Ma – dice la dirigente – «siamo già in ritardo e l’economia non può aspettare. Del resto c’è solo un anno per completare le cose avviate. E bisogna farlo assieme alla Regione».

  5. Stefano Deliperi
    23 Dicembre 2009 a 19:34 | #5

    sì, ti ho compreso, Bio IX. Ormai è tempo di analfabetismo di ritorno. Però, battuta per battuta, al peggio non c’è mai fine ;-) )

  6. Bio IX
    23 Dicembre 2009 a 18:52 | #6

    Stefano, la mia era semplicemente una battuta per evidenziare che, per ricoprire certi ruoli, sarebbe indispensabile almeno la conoscenza dei fondamenti della lingua italiana: esistono ancora i vocabolari… Qui siamo ormai alla cachessia mentale, lo dimostrano i risultati delle ultime tornate elettorali, a tutti i livelli, per cui mi sembra difficile che qualsiasi attività di “prevenzione” possa attecchire, e non per demerito di chi si impegna in tal senso, quanto per manifesta inidoneità dei destinatari. Di fatto un aspetto positivo c’è: credo sia impossibile, chiunque sia il prossimo “sindico” della capitaledelmediterraneocittàturisticadabere, fare peggio dei predecessori. O no?

  7. Stefano Deliperi
    22 Dicembre 2009 a 23:21 | #7

    * per Pina: in questo blog può capitare di scrivere delle stesse persone di cui almanacca il Quotidiano di Cagliari, ma mi pare in modo molto diverso. E Ada Lai non è Oscar Wilde ;-) )

    * per Federica: dovresti chiederlo al Quotidiano che ha bucato la notizia, non a noi.

    * per Bio IX: il sonno della ragione genera mostri, un po’ di sana prevenzione non ha mai fatto male, no?

  8. gruppodinterventogiuridico
    22 Dicembre 2009 a 22:40 | #8

    fra Comune di Cagliari, Imprenditore immobiliare e Regione si fa tutto in casa…

    da L’Unione Sarda, 22 dicembre 2009

    Nella struttura per l’infanzia 180 posti: sarà aperto anche ai bambini del quartiere. Asilo a Santa Gilla, firmata l’intesa. Arriva il nido per i figli dei dipendenti di Regione e Comune. L’assessore Maria Paola Corona: «La vicinanza coi nostri uffici permetterà il ritorno al lavoro anche nel periodo dell’allattamento».

    Il «buco», come spiega l’assessore alle politiche sociali Anselmo Piras, è di «180-200 posti». Nel senso che in questo momento a Cagliari ci sono alcune centinaia di bambini piccoli costretti a frequentare asili privati – nella maggior parte dei casi, però, convenzionati – perché nelle strutture pubbliche non c’è spazio a sufficienza. Ecco perché il protocollo d’intesa firmato ieri dall’assessore regionale degli Affari generali Ketty Corona e dal sindaco Emilio Floris è importante: una parte (1.100 metri quadri) del complesso “Santa Gilla” (realizzato dall’editore dell’Unione Sarda Sergio Zuncheddu) donata al Municipio sulla base dell’accordo di programma, verrà dedicata alla «prima infanzia» e sarà riservata ai figli dei dipendenti regionali e comunali. Non solo: «L’asilo sarà aperto anche agli abitanti del rione, vecchi e nuovi. E forse sarà utile anche per chi abita fuori dai confini del quartiere», dice il primo cittadino.

    NUOVI POSTI. Centottanta posti in tutto, che si sommeranno a due sezioni di scuola materna. E andranno ad ampliare l’offerta delle scuole per l’infanzia, che ora è fatta di 880 posti.

    L’ASSESSORE. «Il nido interno servirà a mettere insieme la vita lavorativa, sociale e familiare dei collaboratori della Regione, circa 6.000 persone», riferisce l’assessore Corona, che nell’anno in corso ha finanziato (160 mila euro) i contributi per l’asilo a una sessantina di dipendenti. «La vicinanza con i nostri uffici permetterà il ritorno al lavoro anche nel periodo dell’allattamento. Verranno offerti servizi particolari, come l’orario lungo e la disponibilità anche durante i mesi estivi». L’inaugurazione è prevista per l’anno scolastico 2010/2011, gli arredi verranno acquistati dalla Regione con una gara pubblica (prevista una spesa superiore ai 400 mila euro), così come verrà scelta con un bando la gestione della struttura. Si partirà subito con una richiesta di manifestazione di interesse, poi ci sarà l’assegnazione.

    IL COMUNE. L’asilo verrà gestito «in totale armonia con l’amministrazione regionale», ha aggiunto Floris (alla firma del protocollo hanno assistito anche l’assessore all’urbanistica Gianni Campus e la dirigente dell’area servizi al cittadino Ada Lai), che ha ricordato come «verranno agevolati i tanti dipendenti comunali degli uffici di via Nazario Sauro, ma l’iniziativa servirà anche per la crescita di quella parte della città». ( m.r. )

  9. Bio IX
    22 Dicembre 2009 a 19:51 | #9

    Aspettate almeno che ci sia una qualche “confermanza” della candidatura.

  10. Federica
    22 Dicembre 2009 a 9:19 | #10

    Mi pare che anche un altro quotidiano sardo, venduto a Cagliari, abbia bucato la notizia. Come la mettiamo ?

  11. Pina
    22 Dicembre 2009 a 8:18 | #11

    Gentilissimo Stefano Deliperi, allora, in quell’ottica, questo è un ottimo modo per farle campagna elettorale, più se ne parla meglio è, come insegna il piccolo ometto nervoso che ha vinto le ultime politiche. Interessante il riferimento/paragone al Quotidiano più venduto a Cagliari: significa che in questo blog si scrive delle stesse persone?

    Cordialmente ;-)

  12. Stefano Deliperi
    21 Dicembre 2009 a 23:13 | #12

    gentilissima Pina, hai ragione: in un Paese normale questa sarebbe soltanto un episodio di cronaca giudiziaria e nulla più. Nella “capitale del Mediterraneo”, come giustamente osserva Pieffe, questa illustre dirigente-politica rischia di diventare sindaco. E’ bene allertare i concittadini che albergano materia grigia nella scatola cranica, visto che il Quotidiano più venduto a Cagliari (che l’intervista spesso e volentieri) non dà cenno dell’avvenimento ;-) )

  13. Pina
    21 Dicembre 2009 a 22:42 | #13

    Troppa gloria dedicarle addirittura un post e un titolo. E addirittura la foto.

  14. pieffe
    21 Dicembre 2009 a 20:42 | #14

    se non mi sbaglio questa dovrebbe essere la candidata del PDL a sindaco di Cagliari..bene, bene..

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