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Perché spendere meno se si può spendere il triplo?
In tempi di crisi economica, l’istinto e l’intelligenza consigliano di evitare spese inutili, eccessive, superflue e suggeriscono di fare economia, fino a quando le casse saranno nuovamente piene di dobloni d’oro. Così fanno i piccoli italiani, che provano a resistere ai licenziamenti, ai lavori precari, ai lavori inesistenti, risparmiando e, quando è necessario, utilizzando i propri soldi in modo intelligente ma, evidentemente, i piccoli italiani non sanno che la crisi è passata e le casse si sono nuovamente riempite, a loro insaputa, tanto che lo Stato può permettersi di rispedire al mittente le offerte di aiuto provenienti da altre nazioni per la ricostruzione delle terre devastate dal terremoto: l’architetto giapponese Shigeru Ban, specializzato in progettazioni in zone colpite da terremoti o tsunami, aveva disegnato gratis, vista la situazione, il progetto per il nuovo conservatorio de L’Aquila, il progetto sarebbe costato 1,5 milioni di euro e una parte delle spese, 500 mila euro, l’avrebbe pagata il Governo giapponese, insomma un bel gesto di solidarietà. Però, dal momento che in Italia la crisi è ormai superata, e pare non sia dignitoso accettare la carità di nessuno (d’altra parte abbiamo un capo del Governo con attributi da far paura a tutti) "il nuovo conservatorio è stato realizzato in una struttura provvisoria con gara d’appalto gestita dalla Protezione civile, con una spesa quasi tripla rispetto al progetto di Ban, sei milioni di euro", così dice l’architetto Aldo Benedetti, docente alla facoltà di ingegneria dell’Aquila, ma l’ingegner Benedetti non sa che questo non è uno spreco, è un inno all’ottimismo, un incitamento al popolo, che deve prendere la calcolatrice per sapere quanti sono sei milioni di euro. Spendete, gente, spendete.























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