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Rimborsi ai partiti.

           

In tempi di crisi economica, è giusto ispirarsi a chi ce la fa nonostante tutto, prendere esempio da chi riesce ad arricchirsi nonostante le difficoltà, le difficoltà altrui. E allora, prendiamo ad esempio un gruppo di persone che nel giro di cinque anni riuscirà a moltiplicare le proprie rendite in modo stellare, senza alcun rischio d’impresa e senza alcun rapporto con le banche, niente mutui, niente debiti, ebbene: la Corte dei Conti ha fatto i conti (cliccando qui trovate l’intero documento) e ha verificato che i nostri partiti, tra il 2008 ed il 2012 intascheranno più di 503 milioni di euro a titolo di rimborso per le spese elettorali affrontate nelle dispendiose campagne elettorali, a fronte però di una spesa effettiva di circa 136 milioni, un guadagno del 270% in cinque anni. Per accedere al Parlamento esiste una soglia di sbarramento ma per ottenere i contributi la soglia diventa una sogliola sottile, sottile, pari all’1%, perciò quasi tutti i partiti politici potranno stare tranquilli e affrontare serenamente le difficoltà, altrui.

Sempre secondo la Corte che fa i Conti, per esempio, la Lega Nord, ha speso 3.476.703 e riceverà come rimborso oltre 41 milioni di euro; la Destra, che ha preso il 2% dei voti, prenderà i suoi 6,2 milioni di euro, a fronte di una spesa effettiva di 3,7 milioni di euro; il Popolo della Libertà per la campagna elettorale ha speso 68 milioni di euro ma riceverà un rimborso di 206milioni e mezzo di euro; il Partito Democratico ha speso 18,4 milioni di euro e prenderà 180,2 milioni di euro; Italia dei Valori intascherà 21,6 milioni di euro, dopo averne speso 4,4 milioni. Si parla di milioni di euro a favore di associazioni che ormai, nella maggior parte dei casi, non svolgono nessuna attività di pubblica utilità, a favore di persone che non svolgono un servizio pubblico, raramente sono presenti sul territorio, e ormai non rappresentano più nemmeno i cittadini simpatizzanti ma, tutt’al più, rappresentano i propri parenti. Sono soldi ai partiti, non soldi ai parlamentari (cifre già imbarazzanti ma perlomeno giustificate da attività concreta, verificabile) soldi a "non si sa bene chi" e per cosa.

Com’è possibile tutto ciò? Come spiega Sergio Rizzo sul Corriere della Sera, "questo è possibile perché le norme approvate da tutti i partiti dopo il referendum che nel 1993 avrebbe abolito il finanziamento pubblico della politica, stabiliscono per chi partecipa alle elezioni un rimborso proporzionato ai voti raccolti ma non commisurato alle spese bensì forfettario. I partiti hanno diritto a spartirsi ogni anno circa 200 milioni, con la riduzione del 10% prevista dalla Finanziaria 2008, ovvero quattro euro l’anno per ogni elettore: un euro per la Camera, uno per il Senato, uno per le europee e uno per le regionali. In cinque anni fa un miliardo di euro tondo, duemila miliardi delle vecchie lire". Non è opportuno trascrivere l’intero articolo, anche perché fa male leggere quanto impegno abbiano messo i nostri politici nel crearsi un sistema perfetto per rimpinguare le loro personalissime casse. Fa male, perché, populismo a parte, tutte quelle energie, tutte quelle risorse potrebbero essere, se non risparmiate (come vorrebbe il buonsenso in tempi di crisi nera) almeno utilizzate per raccogliere le istanze dei cittadini, per ascoltare la gente, per elaborare proposte innovative, progettare campagne di informazione, di sensibilizzazione e non solo cartelloni pubblicitari con le facce (spesso brutte) dei candidati, perché i cittadini, gli elettori aspettano, semplicemente, che un politico, uno qualunque, faccia almeno un discorso serio su lavoro, diritti civili, ambiente, riforme, e faccia seguire alle parole azioni concrete, nell’interesse di tutti, e ricordi che la sovranità appartiene al popolo e il nostro ordinamento democratico non prevede la divisione in caste.

                                                  Gruppo d’Intervento Giuridico 

 

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. RUGGERO
    13 Agosto 2011 a 20:32 | #1

    resta il discorso che di pietro sta’ comprando l’impossibile nel bergamasco. ne ho le prove per esperienza personale.

  2. RUGGERO
    13 Agosto 2011 a 20:27 | #2

    facciamo schifo se non insorgiamo contro questi sprechi.

  3. 5 Gennaio 2010 a 13:14 | #3

    Ed intanto Vittorio Feltri sul suo “giornalino” si occupa di come Fini e Di Pietro destinano gli immobili dei rispettivi partiti!

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