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Stanno derubando anche te.

             

     

Questa è solo uno dei tanti furti legalizzati ai danni del pubblico erario.

Come in tanti avevano previsto, nonostante la martellante campagna giornalistica internazionale psicotica, soltanto meno di 800.000 italiani hanno finora fatto il vaccino contro il virus H1N1, quello della terribile febbre suina, l’influenza A (H1N1). Solo il 15% dei medici e paramedici. 35.300 dosi.   Le vittime sarebbero, al massimo (perché talvolta tutt’altro che chiaramente attribuibili al virus e non ad altre cause), 193 con un tasso di mortalità rispetto agli ammalati bassissimo: lo 0,0033%, contro il ben più alto 0,2% di una normale influenza stagionale. Uno studio americano, condotto dall’Harvard School of Public Health e pubblicato su PLoS Medicine, oggi rivela che la pandemia della nuova influenza è stata la più debole della storia e il virus della A H1N1 è un virus "blando". Non bastasse, a detta del British Medical Journal, il farmaco impiegato nella terapia della nuova influenza A H1N1 non è efficace nel prevenirne le complicanze respiratorie, come la polmonite.

Insomma, allarme mondiale eccessivo quanto assurdo e vaccino poco efficace o, almeno, non necessario nei quantitativi sbandierati quanto imposti.

L’Italia sarebbe anche una delle nazioni meno colpite dal disastro economico determinato dalle forniture vaccino. Molte altre Nazioni starebbero vendendo i grandi surplus di vaccino ai soliti paesi del terzo mondo, su consiglio dell’O.M.S.

Tuttavia, il furto legalizzato è ingente: lo Stato italiano paga ben 24.080.000,00 euro al gruppo Novartis anche se le dosi di vaccino utilizzate saranno pochissime.   Infatti, con decreto dirigenziale del 27 agosto 2009, è stato approvato il contratto di fornitura di dosi di vaccino antinfluenzale A(H1N1) stipulato tra il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e la Novartis Vaccines and Diagnostics s.r.l. senza un’autentica selezione pubblica del contraente privato, senza prevedere possibilità di acquisto commisurate alle effettive necessità, senza preventiva sperimentazione ed autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco, senza alcun tipo di penale per il contraente privato in caso di ritardi, violazioni contrattuali, ecc., senza alcuna reale garanzia per gli utenti.

Il contratto è stato stipulato in base all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3798 del 31 luglio 2009, che autorizza il Ministero ad acquisire in termini di somma urgenza – con i poteri di cui all’art. 1, comma 2°, dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3275 del 28 marzo 2003 – la fornitura di dosi di vaccino, farmaci antivirali e dispositivi di protezione individuale necessari ad assicurare la vaccinazione delle categorie sensibili e comunque di almeno il 40% della popolazione residente sul territorio nazionale.     Il riferimento all’ordinanza del 2003 rende operative le numerose deroghe alle norme elencate nell’art. 3 della stessa, alle quali sono state aggiunte quelle previste  dall’art. 3 dell’ordinanza del 2009. E deroga anche ai controlli preventivi (legge n. 20/1994 e s.m.i.) intestati alla Corte dei conti, così come ha dovuto riconoscere l’Organo di controllo (deliberazione Sezione centrale del controllo di legittimità sugli atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato, 10 settembre 2009, n. 16/2009/P).

Insomma, è un provvedimento di emergenza e somma urgenza, da adottarsi nei casi di catastrofe. Anche se non c’è proprio alcuna catastrofe, se non per le casse pubbliche.  

A questo emblematico esempio di follìa amministrativa generalizzata, si aggiunge ora lo strazio di una verginella ignara dei pericoli del mondo.   Nei giorni scorsi l’on. Maurizio Gasparri, capogruppo PdL alla Camera dei Deputati, ha tuonato minaccioso: "Come ai tempi dell’epidemia aviaria, si comprano quantita’ ingenti di vaccini poi non utilizzati. Difficile non pensare a manovre speculative a livello planetario di spregiudicate multinazionali, cosi’ potenti da condizionare una informazione che, con il suo allarmismo, diventa scendiletto di pescicani che non godranno impuniti dei loro illeciti profitti. La sanita’ di tutto l’occidente ha accumulato altri debiti. Non finisce certo qui. Ne stiano certi. Bisogna capire se chi ha guadagnato senza ragione potra’ restituire le risorse accumulate a colpi di bugie".     Siamo al complotto internazionale demo-masso-pluto-giudaico di autarchica memoria.   Bene.  Vada fino in fondo e chieda l’incriminazione del suo Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, autore dell’ordinanza n. 3798/2009, dell’allora Vice-ministro ed oggi Ministro della sanità Ferruccio Fazio, titolare del dicastero che gestisce tale pretesa  emergenza sanitaria e responsabile del contratto-capestro, e di tutti i complici, ovunque s’annidino.  Li denunci, senza guardare in faccia a nessuno, e avrà la gratitudine dei tantissimi italiani onesti.   Oppure, se non se la sente, faccia un po’ di silenzio. Ci risparmierà un po’ di inquinamento acustico.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

da http://www.corriere.it/, 4 gennaio 2009

LA POLEMICA. Influenza A, Italia non vende i vaccini. Gasparri: scandalo, Camere indaghino. La Francia vende dosi in eccesso. Il ministero: «Decisioni a fine campagna di vaccinazione».

ROMA – Nessuna partita di vaccini anti-influenza A verrà ceduta «in saldo» dall’Italia. Almeno per ora. Il nostro Paese, infatti, almeno per il momento, si dissocia dalla decisione di altre nazioni europee di rivendere parte i propri stock di dosi in eccesso. Per due semplici ragioni: la quantità di dosi acquistate dall’Italia è pari a 24 milioni, quindi non in eccedenza, e la campagna vaccinale è ancora in corso. Dunque, per adesso, non c’è un surplus di vaccini, e se ci sarà lo si potrà dire solo alla fine delle vaccinazioni, ovvero non prima di fine febbraio.

FRANCIA APRIPISTA – Una decisione, quella di mettere in vendita i vaccini non necessari, che ha visto come la Francia in prima fila e che ha acceso il dibattito anche in Italia. Molti Paesi, infatti, dal momento che inizialmente l’Organizzazione mondiale della Sanità aveva previsto l’utilizzo di due dosi a persona, si sono premuniti ordinando quantitativi ampi di vaccini alle aziende farmaceutiche. Ma successivamente l’autorità europea dei farmaci (Emea) ha comunicato che per l’immunizzazione degli adulti era sufficiente una sola dose. Complice anche la moderata aggressività del virus e la contenuta risposta da parte dei cittadini a vaccinarsi, le scorte sono dunque, in vari casi, rimaste inutilizzate e da qui la decisione di dare il via alle rivendite a Paesi terzi che sono invece sforniti di vaccini. Situazione diversa in Italia: il governo aveva inizialmente ordinato 48 milioni di dosi (per vaccinare il 40% della popolazione) ma dopo la conferma che sarebbe bastata una sola dose di vaccino per ogni adulto, ha dato esecuzione a un solo contratto d’acquisto per un totale di 24 milioni di dosi. Ma le polemiche, comunque, non mancano, con l’Udc che accusa il ministro della Salute Ferruccio Fazio di scarsa trasparenza e chiede un’inchiesta parlamentare e il Pdl che, al contrario, difende l’operato del governo.

PER ORA NO VENDITA VACCINI - Per il momento non è previsto che l’Italia ceda o venda parte delle proprie dosi di vaccino pandemico, dal momento che la campagna vaccinale non è ancora conclusa e proseguirà almeno fino alla fine di febbraio. Ogni decisione e valutazione verrà dunque presa solo al termine della campagna vaccinale. Lo ha ribadito oggi il direttore generale Prevenzione e sanità del ministero della Salute, Fabrizio Oleari. L’Italia, ha spiegato Oleari, ha acquistato 24 milioni di dosi di vaccino contro l’influenza A dall’azienda farmaceutica Novartis, per un importo pari a circa 184 milioni di euro. Al momento, ha ricordato, «sono state somministrate in Italia 850.000 dosi di vaccino, ma la campagna vaccinale continua». Dunque, «solo più avanti si faranno le conclusioni e si valuterà l’ipotesi eventuale di rivendita del vaccino».

LA POLEMICA - Sui vaccini per l’influenza A emerge «poca trasparenza del ministro della salute Fazio su contratti e uso reale. Si apra un’inchiesta parlamentare – ha chiesto l’esponente dell’Udc Luca Volontè – sull’intera vicenda, dall’allarmismo ingiustificato all’acquisto spropositato di vaccini, ai contratti ‘nascosti’ persino alla Corte dei Conti, fino alla destinazione delle enormi scorte inutilizzate». Di parere opposto il senatore Pdl Domenico Gramazio: «Le 24.000.000 di dosi di vaccino acquistate dall’Italia – ha rilevato – riguardano solo il 40% dei cittadini vaccinabili, per cui il governo italiano, a differenza di altri in Europa che hanno acquistato enormi quantità di vaccino, ha agito con intelligenza». Invece, il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha commentato: «Registro con piacere che il mio allarme sullo scandalo vaccini trova attenzione nel mondo politico. È bene che il Parlamento si occupi dell’acquisto in tutto il mondo di centinaia di milioni di dosi di vaccino antinfluenzale mai utilizzate. L’Oms ed altri organismi cosa hanno da dire? Le multinazionali che si sono arricchite non la faranno franca. Il principio di precauzione – è il monito di Gasparri -non deve far rima con speculazione. Il governo italiano si unisca a una iniziativa per la verità e la salute».

 

 

Influenza A/ Gasparri: fare luce su acquisto vaccini.

A.N.S.A., Sabato, 2 Gennaio 2010 – 12:00

Fare luce sul massiccio acquisto di vaccino contro l’influenza A, sull’allarme diffuso a sproposito e sugli arricchimenti e il danno per le casse dello Stato. Lo chiede il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, che aggiunge: "Su questa storia dei vaccini sara’ forse il caso di fare luce in Parlamento. Alla prova dei fatti l’influenza di quest’anno si e’ rivelata simile a quelle del passato e per molti versi piu’ leggera. Ricordo gli errati inviti in pieno luglio a chiudere le scuole a settembre, che Il ministro Gelmini e io stesso con lungimiranza stroncammo". Gasparri sottolinea: "Come ai tempi dell’epidemia aviaria, si comprano quantita’ ingenti di vaccini poi non utilizzati. Difficile non pensare a manovre speculative a livello planetario di spregiudicate multinazionali, cosi’ potenti da condizionare una informazione che, con il suo allarmismo, diventa scendiletto di pescicani che non godranno impuniti dei loro illeciti profitti. La sanita’ di tutto l’occidente ha accumulato altri debiti. Non finisce certo qui. Ne stiano certi. Bisogna capire se chi ha guadagnato senza ragione potra’ restituire le risorse accumulate a colpi di bugie".

(disegno S.D., foto S.D., archivio GrIG)

  1. gruppodinterventogiuridico
    15 Gennaio 2010 a 22:45 | #1

    A.G.I., 15 gennaio 2010

    CLASS ACTION: AL VIA LE PRIME TRE AZIONI CONTRO LA P. A.

    Roma, 15 gen. – Al via le prime tre class action contro la Pubblica amministrazione. Lo rende noto il Codacons comunicando di aver notificato oggi – data di entrata in vigore della normativa relativa alla P.A. – tre azioni collettive contro altrettante amministrazioni statali. Oggi infatti l’Ufficiale giudiziario ha notificato le tre diffide, previste dalla legge, cui seguira’ dopo 90 giorni il ricorso al Tar del Lazio per la condanna delle amministrazioni ove non ottemperino alla diffida. Con la prima class action – spiega l’associazione – si chiede al Ministero della salute, al Ministero dell’Economia e al Direttore Generale della sanita’ Fabrizio Oleari di risolvere subito il contratto con le industrie farmaceutiche relativo alla fornitura di vaccini contro l’Influenza A per il nostro Paese. L’azione mira a far ottenere agli utenti del Ssn (oltre 60 milioni di cittadini) i soldi gia’ pagati dall’Italia per l’acquisto di 24 milioni di dosi del vaccino, soldi che rappresentano una spreco immane vista la scarsa adesione alla vaccinazione e l’allarme legato al virus H1N1 che fin dall’origine, non sussistendo i presupposti di una “pandemia” come definita dall’OMS, era del tutto infondato ed esagerato. Il risarcimento e’ pari ai 186 milioni di euro spesi per l’acquisto dei vaccini inutilizzati e corrispondente alla somma della frazione di spettanza per ciascuno degli iscritti al Ssn (fonte Istat: 60.067.070 persone) dell’importo di 3 euro circa, oltre a 50 euro di risarcimento “simbolico” per ogni iscritto, per un totale di oltre 9,3 miliardi di euro. Con la seconda class action si chiede al responsabile del Dipartimento della Protezione Civile, ai Sindaci, alle Province e alle Regioni interessate di mettere in sicurezza, entro 90 giorni, alcune zone a rischio frana gia’ individuate dalle pubbliche autorita’ (Roccaraso, Noli, Civitanova del Sannio, Erice, AciCastello, Santa Marinella, Mandatorriccio, San Lorenzo Maggiore, Gavazzana), e di disporre un risarcimento in favore degli abitanti di questi comuni a rischio, per i pericoli corsi ancora oggi a causa del dissesto del proprio territorio. La misura del risarcimento stimata dal Codacons e’ pari a 100.000 euro a famiglia, e i cittadini interessati sono oltre 75.000, per un totale di circa 7,5 miliardi di euro, oltre ai costi sostenuti per “mettere in sicurezza” da soli la propria casa. Con la terza azione collettiva si chiedera’ – decorsi i 90 giorni dalla diffida notificata oggi – al Tar del Lazio di ordinare al Ministero della Pubblica istruzione e ai 20 Direttori scolastici regionali di rispettare il limite previsto dalle leggi vigenti di 25 alunni per aula. I genitori degli studenti costretti a fare lezioni in classi sovraffollate e dove il numero di alunni supera le 25 unita’, cosi’ come i docenti, possono aderire alla class action e chiedere un risarcimento che il Codacons stima in 250 euro a studente. Nel ricorso si chiede la restituzione alle famiglie di una parte della tassa scolastica pagata in proporzione al minore spazio a disposizione di ciascun alunno (la legge prevede 1.80 mq per alunno nelle scuole materne, elementari e medie e 1,96 mq/alunno nelle scuole superiori), oltre il danno connesso al rischio per la sicurezza e la diminuzione del servizio istruzione reso ridicolo da classi pollaio di 35-40 alunni a causa dei tagli agli organici del personale docente. Sulla base delle sole segnalazioni pervenuteci (oltre 150 istituti per 4.100 alunni) la somma richiesta e’ pari a oltre un milione di euro. “I tre ricorsi – spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi – interessano milioni di cittadini e, come prevede la legge, sono stati notificati oggi ai soggetti tenuti ad adottare entro 90 giorni i provvedimenti previsti dalla legge 241/90. Dopo lo scippo di Brunetta che ha rinviato sine die, con la scusa di fissare gli standard qualitativi dei servizi, la class action piu’ importante, quella cioe’ contro i gestori di servizi pubblici (telefoni, poste, gas, luce, acqua, ecc.), abbiamo potuto agire contro i ministeri solo per le pesanti inadempienze in base all’art. 1 co. 1 della nuova legge, e abbiamo voluto centrare tre problemi fondamentali per i cittadini: la salute, con i soldi sprecati attraverso l’inutile acquisto dei vaccini che ha prodotto il danno di diminuire le prestazioni sanitarie del SSN, la sicurezza veramente poca nei comuni abbandonati in zone franose come tali individuate gia’ dalle stesse autorita’ pubbliche, e l’istruzione pubblica che ha costretto studenti e docenti in classi pollaio”. Tutti gli interessati possono fornire la loro preadesione alle class action del Codacons compilando gli appositi moduli pubblicati sul sito (www.codacons.it), sul blog (www.carlorienzi.it) sono invece spiegate in modo dettagliato i principi e le motivazioni delle tre azioni.

  2. ciccioformaggio
    6 Gennaio 2010 a 20:24 | #2

    E pensare che ci sono degli ottusi lettori che non riescono a scindere ciò che leggono sugli studi scientifici dalla veridicità degli studi stessi. Leggono che “il lavoro scientifico xy, dimostra che il farmaco è utile e non pericoloso”, e si fidano, deficenti senza un minimo di capacità critica per valutare la fonte della notizia e anni dopo viene dimostrato che il farmaco è inutile e potenzialmente mortale e che lo studio era stato finanziato dalla stessa multinazionale che produce il farmaco. (vedi lipobay della bayer).

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