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Premiata Ditta Mafia s.p.a.

 

 

Come nel 2008, come nel 2007, le cosche mafiose, secondo il XII rapporto annuale S.O.S. Impresa sulla criminalità della Confesercenti, sono la prima realtà imprenditoriale italiana. Un giro d’affari di 135 miliardi di euro con un utile netto di 70 miliardi.  Un bel primato.  Recentemente aveva rinnovato il suo allarme anche la Commissione parlamentare antimafia, esitando la sua relazione conclusiva, in chiusura di legislaturaLa criminalità organizzata è una vera e propria holding, fra i suoi campi privilegiati di affari c’è il business dei rifiuti, soprattutto nel Mezzogiorno, come ormai noto.   Così come l’edilizia nelle zone turistiche, ad esempio sulle coste sarde.   E la sensazione, forte, è che questo non sia avvenuto soltanto sui litorali galluresi.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

A.N.S.A., 27 gennaio 2010

Business da 135 miliardi per "Mafia Spa", la prima azienda italiana.

Un fatturato di 135 miliardi di euro ed un utile di 70 miliardi, esentasse. È il business dell’azienda mafia, che nel 2009 ha rafforzato la sua posizione di prima impresa italiana, in continua crescita e con pesanti conseguenze per commercianti ed imprenditori che subiscono ogni giorno 1.300 reati, quasi uno al minuto. Cifre e statistiche sono contenute nel rapporto Sos impresa presentato dalla Confesercenti.

Il boom dei "cravattari" – In tempi di crisi economica è di difficoltà di accesso al credito, il Rapporto evidenzia la crescita dell’usura nel 2009: oltre 200mila commercianti colpiti (ma le posizioni debitorie sono circa 600mila, indice di indebitamenti con più strozzini), con un giro d’affari attorno ai 20 miliardi di euro. Esplode l’usura di giornata con soldi prestati al mattino e ritirati con una maggiorazione del 10% la sera. Il numero di denunce per usura appare però "ancora assai esiguo rispetto alla pericolosità del fenomeno criminale" (5.400 nel 2008).

Stabile il racket estorsivo – Invariato il racket delle estorsioni: 150mila i commercianti taglieggiati per complessivi 6 miliardi di euro. Il fenomeno, sottolinea Confesercenti, non aumenta solo perché si registra un netto calo degli esercizi commerciali e l’aumento di quelli di proprietà mafiosa.

Il pizzo mascherato da servizio – Ed anche il racket si adegua ai tempi, diventando "pizzo in maschera", con gli estorsori che aprono partite Iva, ovvero camuffano l’attività criminale offrendo beni o servizi legali: gadget costosi e inutili come calendari, penne, agende; ma anche imponendo merci, servizi, manodopera.

Gli sposi "in pizzo" – In tempi di crisi si utilizzano anche altre forme, come contributi all’organizzazione in occasione di festività o organizzando gratuitamente matrimoni o battesimi per la famiglia mafiosa.

Mattone mafioso – Al primo posto degli interessi mafiosi compare l’edilizia in tutte le sue fasi, ma è costante l’attenzione alle attività commerciali e turistiche con particolare riguardo al franchising ed alla media e grande distribuzione. Per quanto riguarda quest’ultima, si evidenzia l’interesse delle mafie sui centri commerciali, funzionali al riciclaggio di denaro sporco. Molto seguito dai criminali è ancora il settore dei giochi e delle scommesse e l’industria del divertimento.

I frutti di Cosa Nostra – Una vera miniera è poi rappresentata dai mercati ortofrutticoli che da sempre hanno rappresentato un luogo naturale per gli affari delle mafie. L’intero comparto agricolo, anche a causa della crisi grave crisi economica che sta attraversando e che porta al Sud migliaia di immigrati senza lavoro (vedi caso Rosarno), rischia più di altri di essere aggredito dalle mafie.

Il mafioso sbarca sul Web – L’abigeato, ad esempio, è un reato antico, ma in continua crescita. Ogni anno spariscono circa 100mila animali, essenzialmente mucche e maiali, ma anche cavalli, agnelli e pecore. Dall’antico al moderno, la criminalità investe anche su Internet: sono infatti in costante crescita le frodi informatiche, in particolare la clonazione di carte di credito ed il phishing.

Il falso non conosce crisi - La recessione economica, inoltre, non sembra toccare il mercato del falso e della contraffazione, che movimenta un giro d’affari di 7,8 miliardi di euro l’anno. Il 50% del fatturato dell’industria del falso si riferisce a capi d’abbigliamento e moda, seguito da pirateria musicale, audiovisivi e software.

 

Mafia: sequestrati beni per 550 mln di euro. Ad un imprenditore agrigentino che sarebbe ‘cassiere’ boss Messina Denaro.

PALERMO – Le forze dell’ordine hanno sequestrato beni per oltre 550 milioni di euro ad un imprenditore agrigentino condannato per mafia. Il sequestro e’ stato effettuato dalla DIA e dal GICO della Guardia di Finanza di Palermo. L’imprenditore, 75 anni, e’ stato condannato, in via definitiva, per associazione mafiosa in seguito al processo scaturito dalle accuse del pentito Angelo Siino. L’uomo viene considerato dagli inquirenti uno dei ‘cassieri’ del boss latitante Matteo Messina Denaro. Secondo gli investigatori l’uomo, proprietario di diversi impianti per la lavorazione del calcestruzzo, sarebbe a capo di una vera e propria holding mafiosa che era gia’ stata colpita un anno fa da un altro provvedimento di sequestro di beni per un valore complessivo di 400 milioni di euro.

         

A.G.I., 27 gennaio 2010

La "Mafia Spa" non teme e non conosce crisi.

Roma, 27 gen. – La "Mafia Spa" non teme e non conosce crisi, con un fatturato complessivo oltre i 135 miliardi di euro e un utile che sfiora i 70 miliardi al netto di investimenti e accantonamenti. A sostenerlo e’ il XII Rapporto annuale "Sos impresa", presentato stamane dalla Confesercenti.  "Dalla filiera agroalimentare – denunciano gli autori del Rapporto – ai servizi alle imprese e alla persona, dagli appalti alle forniture pubbliche, al settore immobiliare e finanziario la presenza criminale si espande e le conseguenze sono ancora pesanti per gli imprenditori: 1.300 reati al giorno, 50 l’ora, quasi uno al minuto". Il traffico di droga, da solo, fattura 60 miliardi (il 45% del totale), ma il settore maggiormente in crescita appare, in tempi di crisi economica e di difficolta’ di accesso al credito, l’usura che nel 2009 ha toccato "un vero e proprio boom: oltre 200mila i commercianti colpiti con un giro di affari intorno ai 20 miliardi di euro (ma le posizioni debitorie ammontano a circa 600mila, indice di indebitamenti con piu’ strozzini)". Con una differenza: l’usuraio isolato punta ai soldi della vittima, la criminalita’ organizzata ai beni e alle aziende e alle opportunita’ di riciclaggio di "denaro sporco". Esplode l’usura di giornata, "con soldi prestati il mattino e ritirati con una maggiorazione del 10% la sera, mentre capita che l’usuraio si presenti anche davanti ai cancelli di una fabbrica in attesa di clienti".  Resta esiguo, rispetto alla pericolosita’ del fenomeno, il numero delle denunce, sebbene il 2007 segni un leggero incremento (+12%) sull’anno precedente, trend confermato nel 2008. Invariato il racket delle estorsioni, che pero’ resta di notevoli proporzioni: i soldi versati nelle "bacinelle" (o "pignatuni") hanno superato i 9 miliardi di euro, di cui 6 a carico dei soli commercianti (il numero dei taglieggiati oscilla intorno alle 150mila unita’). "Il fenomeno non aumenta – si legge nel documento – solo perche’ si registra un netto calo degli esercizi commerciali e l’aumento di quelli di proprieta’ mafiosa". Il "pizzo", ramificato in tutte le regioni, si trasforma – sotto l’incalzare dell’azione delle forze dell’ordine e della magistratura – mettendosi "in maschera, con i picciotti che aprono ‘partita Iva’ ovvero camuffano il racket offrendo beni o servizi legali: gadget costosi ed inutili come calendari, penne, agende. Ma anche imponendo merci, servizi e manodopera (modo brevettato per eliminare ogni tipo di concorrenza)". In tempi di crisi si utilizzano anche altre forme: ‘contributi’ all’organizzazione in occasione di festivita’ come quella del patrono e per le luminarie di Natale. E dazioni in natura, con cerimonie (matrimoni o battesimi) gratuite per la ‘famigliola’ mafiosa.  In calo, negli ultimi due anni, il numero delle denunce: erano 5.935 nel 2007, sono state 5.400 l’anno dopo. Il traffico d’armi fattura 5,8 miliardi, la tratta degli esseri umani 0,8 miliardi, furti rapine e truffe 1 miliardo, ma il problema – denunciano gli autori – e’ che la criminalita’ organizzata "e’ entrata a pieno titolo nel tessuto economico del paese: al primo posto degli interessi mafiosi compare l’edilizia in tutte le sue fasi, cosi’ come e’ costante l’attenzione alle attivita’ commerciali e turistiche con particolare riguardo al franchising e alla media e grande distribuzione". Un ruolo assolutamente preminente delle mafie e’ riscontrabile nel settore dei giochi e delle scommesse (2,5 miliardi di fatturato) e nell’industria del divertimento mentre cresce l’interesse per quello che il Rapporto definisce l’"agrocrimine" (7,5 miliardi "a bilancio") con le holding criminali capaci di controllare intere filiere e di seguirne gli sviluppi, pianificando investimenti e scelte imprenditoriali "innovative", come ad esempio nel settore delle energie alternative (anche se la vera miniera si confermano i mercati ortofrutticoli). "L’intero comparto agricolo – si legge -, come dimostrano i recenti gravi fatti di Rosarno dopo quelli di Castelvolturno di un anno fa, anche a causa della grave crisi economica che sta attraversando e che porta al sud migliaia di immigrati senza lavoro rischia piu’ di altri di essere aggredito dalle mafie": l’abigeato, ad esempio, e’ un reato antico ma in continua crescita, visto che ogni anno spariscono circa 100mila animali, essenzialmente mucche e maiali ma anche cavalli ed in prossimita’ delle feste pasquali agnelli e pecore, la gran parte destinata alla macellazione clandestina. La grande criminalita’ "investe" anche su internet (in costante crescita le frodi informatiche, in particolare la clonazione di carte di credito ed il phishing) e sulla contraffazione che, estesa a quasi tutti i settori manifatturieri, movimenta in Italia un giro d’affari di 7,8 mld di euro l’anno (6,5 dei quali gestiti proprio dalle mafie).

                

 

(foto da http://terredimezzo.wordpress.com, mailing list sociale)

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