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Come ti risano l’ambiente, con mattoni, cazzuole e cemento. A Villa Rey.

 

Uno dei sogni più libidinosi della speculazione edilizia piccola o grande che sia è riuscire ad esser ammantata da grandi finalità di tutela ambientale.  E’ un po’ difficile far passare mattoni, cazzuole, ruspe e cemento come risanamento ambientale, ma c’è chi ci prova con una tenacia davvero ammirevole. Anche se i risultati sono quantomeno discutibili.    

E’ il caso dell’insediamento abusivo di Villa Rey, sorto a partire dal 1964 sul litorale del Sàrrabus allora in Comune di Muravera e trasferito al Comune di Castiadas con la nascita del nuovo ente locale (legge regionale n. 24/1986).  Si tratta di una "lottizzazione di fatto" comprendente numerose strutture precarie (prefabbricati, roulottes, baracche, ecc.) per circa 8.500 mc. complessivi su circa 70 ettari a pochissima distanza dal mare (in gran parte entro la fascia di tutela costiera integrale dei mt. 300 dalla battigia marina), priva delle più elementari norme di salvaguardia ambientale ed igienico-sanitarie.

Villa Rey – baracche

Fin dal 1992 il Comune di Castiadas – evitando con cura di adottare alcun provvedimento efficace contro l’abusivismo edilizio – ha voluto predisporre ed approvare un piano di risanamento urbanistico – P.R.U. (deliberazione Consiglio comunale Castiadas n. 27 del 28 febbraio 1992) nonostante l’Assessorato regionale EE.LL., Finanze, Urbanistica (nota n. 3861/U del 31 ottobre 1990), in seguito a specifico quesito comunale, avesse affermato "che il Piano di Risanamento (d’iniziativa privata, n.d.r.) non può essere esteso a tutta la sub-zona per la mancanza del grado di compromissione richiesto dalla L.R. n. 23 (0,40 mc/mq)".  Come se nulla fosse, il Comune di Castiadas tirò dritto, pur ricevendo vari ammonimenti da parte dell’Assessorato regionale EE.LL., Finanze, Urbanistica, che (nota prot. n. 285 del 26 gennaio 1996), che, ad esempio, ricordava al Comune di Castiadas in procinto di approvare la perimetrazione definitiva del suddetto strumento urbanistico attuativo (perimetrazione approvata con deliberazioni C. C. Castiadas n. 12 dell’11 marzo 1996 e n. 27 del 18 maggio 1996) "che le opere abusive nella fascia di rispetto costiero dovranno essere soggette ai provvedimenti sanzionatori e prescritti dalle vigenti disposizioni in materia".    Anzi, in varie occasioni aveva ingiunto al Comune di Castiadas di prendere i necessari provvedimenti  contro il conclamato abusivismo edilizio, dando la disponibilità dei mezzi per l’esecuzione delle operazioni di demolizione (note n. 772 del 18 marzo 1991, n. 1183/SV del 27 marzo 1995 e n. 4295 del 13 novembre 1995).

Anche la Stazione di Castiadas del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale (nota prot. n. 450 del 16 maggio 1995) richiese al Prefetto di Cagliari, al Comando Provinciale Vigili del Fuoco, al Comune di Castiadas (informando, nel contempo, la competente Procura della Repubblica ed il superiore Ispettorato Ripartimentale) "immediato intervento atto a ristabilire quelle condizioni che ne consentano una pubblica fruizione in rispetto delle essenziali norme di sicurezza", avendo accertato a Villa Rey la presenza di manufatti in legno, pozzi, recinzioni, roulottes, altri prefabbricati, strutture accessorie (servizi w.c., docce, impianti gas, ecc.), impianti elettrici "fuori norma", assenza di fasce parafuoco e di ogni altra forma di prevenzione antincendio, ecc. "il tutto nella quasi totale assenza di autorizzazioni".

Villa Rey – Castiadas

Dopo l’approvazione comunale (deliberazioni C. C. Castiadas n. 40 del 9 settembre 2002 e n. 13 del 28 maggio 2004), veniva stipulata la convenzione il 4 giugno 2004 fra la Comunione Nuraghe Rei (che raggruppa gli oltre 400 proprietari dei piccoli lotti) e il Comune di Castiadas, ma né il Servizio regionale tutela del paesaggio di Cagliari, né la Soprintendenza per i beni ambientali ed architettonici di Cagliari emanavano il necessario nullaosta paesaggistico per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria (viabilità, parcheggi, illuminazione pubblica, verde pubblico, ecc.), nemmeno dopo la sentenza T.A.R. Sardegna n. 594/2009 che ha ritenuto l’autorizzazione paesaggistica del 1994 in favore del P.R.U. (nota Ass.to reg.le P.I. e BB.CC. n. 4906 del 17 giugno 1994) avente validità per tutto il periodo di vigenza del P.R.U. e della relativa convenzione.  

Sembra quasi che nessuno voglia prendersene le relative responsabilità.

Ma vi ha pensato il Comune di Castiadas – Ufficio Urbanistica a emanare (nota n. 21 del 15 settembre 2009) l’autorizzazione paesaggistica in sede sub-delegata (legge regionale n. 28/1998).

Curiosamente una vera e propria lottizzazione abusiva non solo non è stata perseguita secondo legge, ma è stata premiata con un piano di risanamento urbanistico di dubbia legittimità (non sussiste l’indice di compromissione minimo di 0,40 metri cubi/metro quadro, presenza del vincolo di conservazione integrale della fascia costiera dei mt. 300 dalla battigia marina) che permette di aumentare le volumetrie dagli 8.500 metri cubi a svariate decine di migliaia di metri cubi.   Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra (così come già fatto nel febbraio 1998) hanno, quindi, inoltrato una richiesta di informazioni a carattere ambientale ed adozione di opportuni interventi (1 febbraio 2010) alle amministrazioni pubbliche competenti (fra le quali il Ministero per i beni e le attività culturali, l’Assessorato regionale EE.LL., Finanze, Urbanistica, la Soprintendenza per i beni ambientali ed architettonici di Cagliari, il Servizio regionale tutela del paesaggio, il Comune di Castiadas), al Corpo forestale e di vigilanza ambientale e, per le valutazioni di competenza, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari.     Si attendono le opportune e rapide verifiche.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

(foto per conto GrIG)

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