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I fenicotteri di cemento.

visione aerea progetti Tuvixeddu e Santa Gilla

visione aerea progetti Tuvixeddu e Santa Gilla

 Bella inchiesta di Marco Mostallino per Il Sardegna sul sogno non tanto proibito di Sergio Zuncheddu, titolare del gruppo Immobiliareuropea: oltre agli appartamenti ed alle strutture commerciali, al centro direzionale del suo gruppo multimediale (L’Unione Sarda, Videolina, Radiolina, TCS) anche la sede della Regione autonoma della Sardegna nel quartiere in costruzione dov’era l’ex cementeria di Via Santa Gilla (qui la pagina virtuale nel sito dei progettisti francesi www.valode-et-pistre.com).  Progetto edilizio in concorrenza con quello di Tuvixeddu-Tuvumannu ed è qui che vanno probabilmente ricercate le motivazioni delle recenti schizofreniche gentilezze de L’Unione Sarda verso l’imprenditore immobiliare rivale.   La proposta da parte del gruppo Immobiliareuropea e della Tepor (società che ha in corso di realizzazione vari edifici in zona) venne formalizzata fra il 2003 ed il 2004, ma, dopo il parere favorevole della Giunta Masala, la Giunta Soru aveva congelato l’interesse regionale.   Ora l’Amministrazione Cappellacci (deliberazione n. 56/39 del 29 dicembre 2009) ha fretta di realizzare il progetto, “nel più breve tempo possibile”.  Per ora soltanto l’asilo nido per i figli dei dipendenti del Comune di Cagliari e della Regione, poi sembrerebbe il resto, ma l’imprenditore Sergio Zuncheddu ha decisamente smentito.  Il futuro ci rivelerà qualcosa di più.

Così vanno le cose nella capitale del Mediterraneo.

 

da Il Sardegna, 15 febbraio 2010

Affari e politica. Nel sito di Valode& Pistre il retroscena de “I Fenicotteri”.  Santa Gilla alla Regione, progetto studiato ad hoc. Lo dichiarano espressamente gli architatti francesi che hanno pianificato le costruzioni per Zuncheddu sin dal 2000: “Sarà sede del Governo della Sardegna”.  Marco Mostallino

Il complesso de “I Fenicotteri“ di Sergio Zuncheddu è stato progettato sin dall’inizio con l’obiettivo di farne la sede della Regione Autonoma della Sardegna. Lo dichiarano apertamente, nel loro sito Internet, gli architetti francesi Denis Valode e Jean Pistre, autori del progetto. Nelle pagine delle due archistar parigine, nell’area dedicata alle loro realizzazioni, c’è la scheda de “I Fenicotteri”, creato per il «cliente Immobiliareuropea, Milano», ovvero la società madre delle imprese immobiliari dell’editore dell’Unione Sarda, di Videolina e Radiolina. Il titolo della scheda è chiarissimo”Centre de Médias et annexe Hòtel de Région Sardaigne” e si trova nel sito www.valode-etpistre.com. In francese, il Municipio si chiama “Hòtel de Ville”, mentre il palazzo regionale è “Hòtel de Région”. Chiarissimo. Ma se non bastasse, nella versione inglese del sito dei progettisti c’è scritto “Local government headquarter”, ovvero ancora una volta “Sede del governo locale”, dunque della Regione sarda. Non vi sono dubbi. Che Valode e Pistre siano i progettisti lo annunciarono sin dall’inizio di questa vicenda le società “I Fenicotteri” e Ienove, proprietaria dell’area dell’ex cementeria, poi divenuta “Centro direzionale Santa Gilla” ma nelle delibere della Giunta di Ugo Cappellacci ancora citata come Ienove (dove la sigla I-E sta per ImmobiliarEuropea).  Con delibera 56/39 del 29 dicembre scorso, la Giunta ha dato mandato all’assessore agli Enti locali di riprendere i contatti con Ienove e Tepor (proprietaria di altri palazzi in costruzione nella zona) per acquistare nuove sedi per la Regione, ripescando una proposta fatta dalle stesse immobiliari tra la fine del 2003 e l’inizio del 2004. Colpisce che in tutti questi anni i costruttori non abbiano trovato altri acquirenti, pur avendo cambiato in parte la destinazione originale da uffici ad abitazioni. La trattativa riparte e il progetto è dunque pensato sin dall’inizio per questo scopo: realizzare la sede dell’Unione Sarda, di Videolina e Radiolina (il Media Center dei due architetti) con – termine usato dai due francesi – «annessa sede della Regione». Da tempo si sa che Zuncheddu intende trasferire le sue redazioni a Santa Gilla ma ora emerge che il suo progetto – approvato dal Comune nel 2000 – prevede che le sedi della massima istituzione sarda siano simbolicamente «annesse» al Media Center dove l’immobiliarista sposterà il quartier generale dei suoi interessi editoriali. Luogo perfetto, scrivono – su www.valode-etpistre.com – Valode e Pistre, perché «vicino al centro della città di Cagliari, il nuovo distretto “I Fenicotteri” approfitta di un sito con un belvedere su un eccezionale paesaggio marino e lagunare. Affermando la necessità di un vero mix urbano, il programma, attorno alla sede di un quotidiano regionale e al suo museo, riunisce uffici e un insediamento commerciale e residenziale». Il progetto di trasformare l’ex cementerai in un centro direzionale nasce tra il 1999 e il 2000, in concomitanza con il passaggio dell’impero editoriale dalle mani di Nicola Grauso a quelle di Sergio Zuncheddu.

La delibera 56/39 di Cappellacci: “tutto nel minor tempo possibile”.

L’idea di trasformare l’area della ex cementeria di via Santa Gilla in un “Centro direzionale” per uffici, residenze, redazioni di giornali e tv, negozi nasce tra il 1999 e il 2000, quando Sergio Zuncheddu – sino ad allora costruttore ed immobiliarista in affari con l’ex Gran Mestro della massoneria Armandino Corona – acquista da Nicola Grauso il gruppo editoriale composto da L’Unione Sarda, Videolina, Radiolina e il centro stampa di Elmas. Nel 2000 il Comune di Cagliari dà il via libera al complesso de “I Fenicotteri”, dove operano Immobiliareuropea spa, “I Fenicotteri” e Ienove. Ci sono polemiche, come sempre nelle scelte urbanistiche ed edilizie, ma l’opera va avanti. Ienove (dove Zuncheddu non compare) è proprietaria dell’area, dove sorgono – oggi a buon punto – edifici su 33 mila metri quadri. Tra la fine del 2003 e l’inizio del 2004 Ienove e Tepor (costruisce anch’essa in zona) offrono alla Regione i palazzi da costruire: Ienove per 81 milioni e 900 mila euro, Tepor per 33 milioni. Sono tempi di turbolenze. Alla Regione governa il centrodestra ma, per conflitti in maggioranza, cade l’esecutivo di Mauro Pili (FI), sostituito da un altro guidato da Italo Masala (An). Al bilancio c’è Ugo Cappellacci, che poi sarà assessore al bilancio del Comune di Cagliari e quindi – lo scorso anno – presidente, mentre agli Enti locali è Gabriele Asunis, oggi nella stessa carica. L’8 giugno del 2004, soltanto quattro giorni prima del voto che incoronerà Renato Soru, la Giunta Masala delibera la trattativa per i palazzi che Tepor e Ienove stanno tirando su. Ma l’operazione va a monte perché già in agosto l’esecutivo di Soru cancella quella delibera. I cantieri tuttavia vanno avanti. E siamo 29 dicembre scorso, quando la Giunta Cappellacci così decide: «L’Assessore (Enti locali, ndr) in mancanza di altre valide alternative, suggerisce di avviare da subito il contatto con le società Tepor e Ienove al fine di addivenire, nel più breve tempo possibile, all’acquisizione di immobili che permettano l’accentramento delle strutture assessoriali che, allo stato attuale, risultano decentrate rispetto all’identificato polo uffici regionale» nonostante, scrive la Giunta, nel frattempo parte degli edifici di Ienove hanno cambiato destinazione in «residenziale». Pazienza: la Giunta vuole fare tutto, scrive nella delibera 56/39 del 2009, «nel più breve tempo possibile».

da Il Sardegna, 16 febbraio 2010

“I Fenicotteri”. Mozione di 27 consiglieri regionali chiede la revoca della delibera di acquisto per 125 milioni. “Stop ai palazzi di Zuncheddu” opposizione contro Cappellacci. “Seduta straordinaria dell’assemblea: servono bandi pubblici, non trattative private”.  Marco Mostallino

Annullare la delibera con cui la Giunta ha deciso di trattare l’acquisto dei palazzi di Sergio Zuncheddu e della Tepor a un prezzo di 125 milioni di euro.   Lo chiedono, con una mozione, ventisette consiglieri d’opposizione. Il documento è accompagnato da una richiesta di “convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell’articolo 54 del Regolamento“ per impegnare la Giunta ad assumere gli atti “necessari“ a cancellare il provvedimento.  Se la Regione dovesse avere bisogno di nuove sedi, sostengono le opposizioni, si dovrà procedere col “bando pubblico“ e non con la trattativa privata come nel caso dei palazzi dell’immobiliarista editore dell’Unione Sarda.  L’iniziativa, di cui è primo firmatario il capogruppo del Pd Mario Bruno, arriva all’indomani dell’inchiesta del nostro giornale che ha rivelato come il 29 dicembre (delibera 56/39) l’esecutivo di Ugo Cappellacci abbia deciso di avviare le trattative, ripescando una proposta di vendita fatta dalle società Tepor e Ienove nel lontano 2004 per gli edifici in costruzione su via Santa Gilla nel complesso “I Fenicotteri” e nelle vicinanze. Il progetto, spiegano nel loro sito internet gli architetti francesi Denis Valode e Jean Pistre – incaricati da Zuncheddu – nasce già nel 2000 per diventare la “Sede della Regione Sardegna” accanto alle redazioni dell’Unione Sarda, Videolina e Radiolina di cui il costruttore di Burcei è editore. La mozione dovr essere discussa in aula entro dieci giorni. Oltre a quella del capogruppo del Pd Bruno, porta le firme di Luciano Uras, Adriano Salis, Tarcisio Agus, Francesca Barracciu, Radohuan Ben Amara, Pier Luigi Caria, Giuseppe Luigi Cucca, Daniele Cocco, Giuseppe Cuccu, Pietro Cocco, Giampaolo Diana, Marco Espa, Luigi Lotto, Gavino Manca, Giovanni Mariani, Marco Meloni, Valerio Meloni, Cesare Moriconi, Chicco Porcu, Francesco Sabatini, Gian Valerio Sanna, Carlo Sechi, Antonio Solinas, Renato Soru, Massimo Zedda e Claudia Zuncheddu. I firmatari osservano che con la delibera 56/39, la Giunta ha cancellato il piano avviato dalla giunta Soru nel 2006 per riorganizzare gli uffici, “facendo rivivere integralmente le precedenti determinazioni assunte nel 1999, 2003 e 2004 con cui si prevedeva una spesa di circa 125 milioni di euro e la cessione di parte degli immobili di proprietà regionale. Venendo meno alla diligenza del buon padre di famiglia che non porrebbe mai in essere un acquisto di immobili nel momento in cui perde il lavoro e dunque la fonte primaria del proprio sostentamento, – prosegue la mozione – la Giunta ripropone con sospetta determinazione un comportamento altamente contradditorio sulla sola motivazione che il modello organizzativo proposto nel Piano del 2006 non ha avuto seguito e disconoscendo tutte le restanti e più rilevanti motivazioni”. Stop, dunque, alla trattativa con Zuncheddu e Tepor e via libera ai “bandi pubblici“, ma solo dopo una stima delle reali necessità della Regione per quanto riguarda gli spazi per i dipendenti e gli uffici.

progetti edilizi Santa Gilla

progetti edilizi Santa Gilla

(immagini da http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?p=11036993)

  1. 3 Agosto 2010 a 18:10 | #2

    da La Nuova Sardegna, 27 luglio 2010
    Multisala a Sant’Avendrace e taglio di un piano sulle torri maggiori.
    Passa la variante Fenicotteri: solo quattro i voti contrari.

    CAGLIARI. La maggioranza di centrodestra in consiglio comunale si è messa sull’attenti e ha votato compatta (20 sì, contro 4 no) a favore della variante al progetto dell’Immobiliare Europea di Sergio Zuncheddu, le quattro torri che oscurano Tuvixeddu e ora ospiteranno anche un cinema multisala. Per l’assessore all’urbanistica Giovanni Campus non si tratta che di una ridistribuzione irrilevante di volumi, mentre il presidente della commissione cultura Maurizio Porcelli ha voluto aggiungere che l’enorme struttura che ha preso il posto della cementeria servirà a «ripulire il quartiere dalla feccia di cui è invaso». Con qualche sparizione al momento del voto, parte del centrosinistra si è espresso contro la variante.
    Più che un dibattito è stato una banalissima recita a soggetto, dove c’è stato chi – come il consigliere Francesco Masia – è riuscito ad annunciare il proprio voto favorevole «con soddisfazione».
    Ad aprire il rapido giro d’interventi Andrea Scano (Pd) che ha sostenuto come quella dei Fenicotteri sia stata «una vicenda cominciata male, sulla spinta di grandi interessi». Scano ha insistito sulla velocità davvero straordinaria con cui il Comune ha accolto e approvato la richiesta di variante del gruppo Zuncheddu: «Tutto fatto in due settimane». Aggiungendo come «questa maggioranza sia disposta più a farsi governare dagli interessi piuttosto che a governare la città». Gli ha risposto il presidente della commissione urbanistica Massimiliano Tavolacci (Udc) sostenendo che «l’ex cementeria era solo un rudere, un cancro della città» mentre le torri dell’Unione Sarda rappresentano a suo giudizio «un momento di vita della città, al di là delle critiche preconcette». Se Goffredo Depau (Pd) ha chiesto che la variante potesse almeno essere discussa sulla base di informazioni più chiare e ha sollevato il problema dell’impatto del multisala sulla viabilità, Francesco Ballero (Psi) ha annunciato il voto contrario proprio per l’assenza di chiarezza sulle modifiche del progetto. Claudio Cugusi (Pd) ha spiegato che il suo voto contrario va letto «non contro il progetto ma contro la politica urbanistica dell’amministrazione» e Ugo Storelli (Pdl) ha ribattuto sul tasto dell’area degradata, che rifiorirà grazie ai palazzoni dell’Immobiliare Europea. Sulla stessa linea Lino Bistrussu (Riformatori).
    La variante del progetto per i Fencotteri, che ora è stata approvata definitivamente, prevede il taglio di un piano sulle due torri maggiori e la crescita di due sulle minori. Ritorna il multisala («c’era già nel primo progetto» ha spiegato l’assessore Campus) e vengono ridistribuite le volumetrie dei locali in cessione, quelli destinati agli asili-nido per i dipendenti comunali e regionali. Cambia anche la distribuzione dei parcheggi.
    Con i voti della maggioranza il consiglio comunale ha detto sì anche alla demolizione della vecchia torre della calce idrata, nell’area tra Tuvixeddu e Sant’Avendrace: per i consiglieri del Pdl «è solo un brutto rottame, del tutto inutile» mentre Masia (Pd) ha cercato di proporre una valutazione più approfondita sulla possibilità di recuperarla. Nessuno studio: arriverà il bulldozer. (m.l)

  2. 25 Febbraio 2010 a 18:45 | #3

    da La Nuova Sardegna, 25 febbraio 2010
    Acquisto dei palazzi, deciderà il Consiglio. «Sprechi, malaffare e cambiali elettorali». Asunis: «Falso, il piano del 2006 era più caro». Duro intervento di Soru. Poi nella votazione l’opposizione si astiene. (Filippo Peretti)

    CAGLIARI. Nuovi palazzi per gli uffici della Regione? La giunta Cappellacci potrà decidere acquisti o costruzioni solo con l’accordo del Consiglio. E’ quanto stabilisce, dopo le polemiche su una delibera dell’esecutivo, un ordine del giorno approvato ieri a tarda sera dall’assemblea sarda con i voti del centrodestra e l’astensione del centrosinistra. Il documento è il frutto di una mediazione all’interno della maggioranza, che ha rischiato di spaccarsi clamorosamente su un argomento molto delicato non solo dal punto di vista politico. E’ stata una seduta breve ma tesissima con parole grosse: «malaffare», «mazzette», «sprechi» e «cambiali elettorali». Assente il presidente, l’assessore all’Urbanistica, Gabriele Asunis, ha replicato dal punto di vista tecnico per smentire regali ai costruttori: «Col nostro progetto di accorpamento degli uffici – ha detto – pensiamo di spendere meno di quanto ipotizzato dalla giunta Soru nel 2006». Lo stesso Asunis, secondo fonti di maggioranza, ha accolto di buon grado l’ordine del giorno che di fatto limita l’autonomia decisionale. E’ stata una seduta molto delicata anche per il peso di uno dei costruttori coinvolti nel progetto, l’editore Sergio Zuncheddu (Unione Sarda e Videolina). Rispetto all’importanza della materia, sono stati pochi i consiglieri regionali a esporsi nel dibattito. Tanto che Gian Valerio Sanna (Pd), relatore della mozione che ha provocato il dibattito, ha avvertito: «La politica non ricada dopo dieci anni nei condizionamenti dei poteri forti». Nell’illustrare la mozione del centrosinistra Sanna ha tenuto una linea istituzionale. Pur parlando di «attività affaristica», si è limitato a contestare la delibera della giunta Cappellacci che, a fine dicembre, ha cancellato quelle della giunta Soru ripescato gli atti del 2003 e 2004, che prevedevano una spesa di 125 milioni di euro. Subito dopo c’è stato un attimo di suspence, perché nessuno si iscriveva a parlare nel dibattito. E’ stato l’ex presidente Renato Soru a prendere in mano la situazione con un attacco breve ma intenso: «Si usano ingenti risorse pubbliche per pagare una campagna elettorale che un signore ha condotto per cinque anni». Soru ha insistito: «Non c’è bisogno di questo piano». Sulla stessa lunghezza d’onda Francesca Barracciu (Pd) e Adriano Salis (Idv) e Ben Amara (Sinistra), che ha usato i toni più duri e ha accusato la Regione di diventare «la dependance dell’editore». La prima sorpresa è venuta da Roberto Capelli (Udc), che – assessore nel 2004 – ha detto che oggi non riapproverebbe quella delibera e ha affermato che «oggi non è più una priorità». E ha proposto di rifinanziare il piano di assistenza per i disabili. In difesa della giunta («ma la delibera può essere anche rivista») si è schierato il capogruppo vicario del Pdl, Pietro Pittalis: «Nella sostanza non c’è nulla di diverso – ha detto – rispetto alla delibera del 2006». E si è scagliato contro «lo scandalismo di Soru», ricordandogli, tra gli altri, il caso Saatchi. Asunis ha negato che ci siano state decisioni e ha smentito l’ipotesi dei 125 milioni: «L’ipotesi è di 60 milioni, meno di quella di Soru nel 2006». Prima del voto il Psd’Az, con Giacomo Sanna, ha chiesto una sospensione. E’ stata così decisa la mediazione: l’ultima parola spetti al Consiglio. «Altrimenti – ha detto – noi non avremmo votato».

  3. 19 Febbraio 2010 a 20:27 | #4

    da Il Sardegna, 19 febbraio 2010
    La Corona e gli affari immobiliari, le ville nei progetti di Zuncheddu. Nel piano “I Fenicotteri” c’è l’impresa “Ienove”, nelle lottizzazioni galluresi la “Iecinque”(Marco Mostallino)
    La Giunta regionale ha dato mandato all’assessore agli Enti locali Gabriele Asunis di trattare l’acquisto dei palazzi di via Santa Gilla, di proprietà della Tepor (per 33 milioni) e della Ienove o Ie9 (81 milioni e 900 mila euro), questi ultimi all’interno del complesso “I Fenicotteri”, ideato e sviluppato dalla Immobiliareuropea di Sergio Zuncheddu. La delibera di Giunta è del 29 dicembre 2009 e ne riprende una analoga di giugno 2004 (giunta Italo Masala, centrodestra), poi cancellata dall’esecutivo di Renato Soru.
    Tuttavia è emerso che sin dall’inizio il complesso del costruttore-editore dell’Unione Sarda era stato pensato per divenire “Sede della Regione Sardegna”, come dichiarano sul loro sito web i progettisti de “I Fenicotteri”, gli architetti francesi Valode e Pistre. La delibera 56/39 del 29 dicembre dà mandato all’assessore Asunis di procedere nella trattativa «nel più breve tempo possibile», nonostante le offerte di Tepor e Ienove siano giacenti dal 2004. Zuncheddu sostiene che «è tutto falso», perché lui non ha iniziato alcuna trattativa, ma l’assessore Asunis ribadisce che l’iniziativa esiste e che «non serve alcuna gara pubblica». La vicenda sarà discussa mercoledì 24 in Consiglio regionale, dove l’opposizione ha presentato una mozione che chiede l’annullamento della delibera.
    Qualche passo in direzione dell’acquisto è stato già mosso. Il 21 dicembre, otto giorni prima della delibera, la Giunta Cappellacci e il Comune di Cagliari firmano una intesa per aprire un asilo dove la gran parte dei posti è riservato ai figli dei dipendenti regionali. La struttura è dentro uno dei palazzi de “I Fenicotteri”: sfrutta 1.100 metri quadri che il costruttore ha ceduto al Municipio, secondo le norme e la prassi dei grandi interventi edilizi. A firmare l’intesa è stato per competenza l’assessore regionale al personale Ketty Corona. La Corona (figlia di Armandino, scomparso socio di Zuncheddu) è stata a lungo in affari con l’editore. A Olbia, ad esempio, dove in località “Sa Marinedda” vi sono due complessi residenziali, nei pressi del centro Auchan. Una parte delle abitazioni è della Immobiliareuropea, l’altra è messa in vendita dalla Ie5 o Iecinque. È una società che tra il 1999 e il 2000 (quando Zuncheddu comprava L’Unione Sarda, Videolina e Radiolina) ha rilevato i terreni lottizzati da Zuncheddu. Bene, il sito http://www.Ie5.it dove le abitazioni di “Olbiamare” sono in vendita, è registrato da Maria Paola Corona, vero nome dell’assessore nota come Ketty. La sigla IE sta per ImmobiliarEuropea, società madre di Zuncheddu.
    L’indirizzo fornito per la registrazione è di Cagliari, al civico “via Algaro 40”. Certamente frutto di un refuso, Algaro 40 è in realtà via Alghero 40, edificio dove hanno sede le attività della famiglia Corona: la Ie5, immobiliari e lo studio medico di Giorgio Corona, fratello di Ketty, già capogruppo di FI in Regione nella legislatura in cui la Giunta Masala apriva la trattativa per Santa Gilla. Allo stesso indirizzo, vi è lo studio del deputato del Pdl Piergiorgio Massidda, anch’egli medico. Tornando a Olbiamare e alle case di Ie5, sono proprio a ridosso del porto turistico da quasi 300 posti barca realizzato da Sergio Zuncheddu e inaugurato lo scorso 22 maggio dopo una battaglia sulle concessioni. Alla cerimonia, era presente Ugo Cappellacci: fu quella la sua prima visita in Gallura da presidente della Regione.

  4. 19 Febbraio 2010 a 20:27 | #5

    da L’Unione Sarda, 18 febbraio 2010
    Immobili, l’autogol dell’opposizione: centrosinistra decise area di Santa Gilla.
    I consiglieri di opposizione chiedono alla Giunta regionale di bloccare la delibera del 29 dicembre. E dimenticano che esiste una norma precisa che regola le acquisizioni e le dismissioni degli immobili
    Un autogol con ventisette firme. L’opposizione promuove una mozione per contestare l’acquisizione da parte della Regione di immobili da destinare a uffici e chiedere alla Giunta Cappellacci di predisporre un bando pubblico. E fin qui niente di strano. Se non fosse che la Regione non ha mai fatto bandi di evidenza pubblica per l’acquisto di immobili e le scelte sono state confermate sempre da destra e sinistra.
    IL POLO REGIONALE. La vicenda dell’acquisizione di nuovi edifici da parte della Regione, nella zona tra viale Trieste, viale Trento e via Santa Gilla, ha radici lontane. Non è stato Ugo Cappellacci e neanche Italo Masala, nella breve parentesi del 2004, ad avere questa idea, ma due amministrazioni di centrosinistra. Il primo a pensare di unificare tutti gli uffici della Regione fu il sardista Mario Melis negli anni Ottanta. L’amministrazione regionale pagava affitti per decine e decine di miliardi di lire. E il ragionamento venne quasi spontaneo: «È possibile che la Regione, casa dei sardi, non abbia una casa propria?» Da lì la decisione di accorpare gli uffici, acquistando nuovi immobili e cedendo quelli che invece non sarebbero serviti allo scopo. Un’idea rilanciata nel 1997, quando alla guida della Regione c’era Federico Palomba e venne riproposto, anche in quell’occasione, di concentrare gli uffici della Regione nel triangolo compreso tra viale Trento, viale Trieste e via Santa Gilla. Fu proprio allora che i funzionari dell’assessorato degli Enti locali, su indicazione dell’esecutivo, contattarono i proprietari dei terreni e degli immobili che sorgevano in quell’area per chiedere loro se fossero disponibili a realizzare edifici da cedere alla Regione, affamata di nuovi uffici. Tra gli imprenditori anche Sergio Zuncheddu, presidente del Gruppo ImmobiliarEuropea che stava avviando il progetto per la realizzazione del complesso residenziale di Santa Gilla, per il quale ottenne il via libera dopo un accordo di programma con il Comune, nel 2000.
    LA GIUNTA SORU. Anche la Giunta Soru, come si legge nella delibera 8/20 del 20 febbraio 2006, non ha mai fatto retromarcia rispetto al piano originario. Anzi, nel 2008 venne portata a termine dallo stesso Soru, con un aumento di volumetrie e senza bando pubblico, un’operazione immobiliare avviata nel 2001 per l’acquisto di un edificio in via Cesare Battisti, di proprietà di un imprenditore cagliaritano scomparso di recente. L’acquisizione è passata attraverso numerose amministrazioni di destra (fu Mario Floris a decidere di acquisirlo) e sinistra, senza mai uno stop. L’immobile è ormai pronto per accogliere gli impiegati regionali di alcuni assessorati, tra cui quelli del Lavoro e dei Trasporti, come prevede la delibera 56/39 del 29 dicembre dello scorso anno, contestata oggi dai consiglieri del centrosinistra.
    L’ASSESSORE. La conferma che per acquistare quell’immobile non è mai stato fatto alcun bando arriva dall’assessore degli Enti Locali Gabriele Asunis, direttore generale dell’assessorato fino alla primavera scorsa. «Le acquisizioni immobiliari da parte di enti pubblici sono regolate da una norma regionale, la legge 35 del 1995», spiega, «e da sempre viene seguita la stessa procedura, che non prevede un bando pubblico». Non solo. «Il programma della Giunta Soru, contenuto nella delibera del 2006, non modifica i precedenti programmi, pensati alla fine degli anni Novanta e aggiornati dalle successive Giunte soltanto sulla base delle nuove necessità», aggiunge.
    L’OPPOSIZIONE. A invocare un bando pubblico (contrariamente a quello che hanno sempre fatto quando erano al governo della Regione), tuttavia, sono oggi le forze d’opposizione in Consiglio regionale che ieri mattina hanno spiegato i contenuti della mozione firmata da 27 esponenti del centrosinistra. «Poniamo una questione di metodo», hanno osservato il capogruppo del Pd Mario Bruno e e gli altri componenti della minoranza, chiedendo anche che la Giunta Cappellacci dia priorità oggi ad altre questioni più urgenti ed evitando accuratamente di citare casi singoli. «Noi avevamo previsto di finanziare gli acquisti con la cessione di una parte dei beni dell’amministrazione regionale», hanno detto. La delibera del 2006 sottolinea infatti «l’opportunità di salvaguardare l’idea cardine del programma 2004, che prevedeva di far fronte alle esigenze logistiche della Regione attraverso la costituzione di un polo uffici regionali lungo il perimetro viale Trieste – viale Trento – via Santa Gilla e Ferrovie dello Stato», con la previsione di un «bando che contemperi l’esigenza di appaltare le opere individuate, con quella di cedere i beni di proprietà regionale, prevedendo che il corrispettivo per l’appaltatore sia rappresentato dalla cessione diretta a quest’ultimo di tutto o di parte del patrimonio immobiliare oggetto di vendita». Peccato che anche questo è quello che farà la Giunta di centrodestra.
    LA REPLICA. «È proprio per questo che dico che c’è continuità tra quanto previsto dalla precedente Giunta e quella attuale», ribatte Gabriele Asunis, «anche la delibera del dicembre 2009 prevede di finanziare le acquisizioni con la cessione di immobili regionali». Ma Asunis non si limita a chiarire questo particolare: spiega anche perché un bando pubblico potrebbe essere inutile. «Nel polo uffici regionali, così come definito dagli anni Novanta a oggi, gli unici immobili in costruzione o realizzabili per gli scopi definiti dalla Regione sono solo quelli individuati nella delibera del 2004. Per fare un altro esempio, è come se fossimo in una situazione di esclusiva industriale: in quell’area non c’è altro. Per cui fare i bandi significa prendere in giro i sardi, perché poi si finirebbe per arrivare ad acquistare gli stessi edifici. Oppure bisogna pensare a un’altra destinazione per gli uffici e ripartire da capo», aggiunge l’assessore. Ovviamente, l’acquisto di questi beni, anche senza gara, è sempre stata fatta sulla base di una valutazione dell’ufficio tecnico erariale, organo pubblico per le stime, al servizio della pubblica amministrazione. E se la Tepor, controllata dalla famiglia Sedda, proprietaria di un immobile in via di realizzazione nell’area di via Santa Gilla, ha già presentato una proposta di cessione dell’edificio alla Regione, nessuna trattativa è stata avviata con il Gruppo ImmobiliarEuropea, che ha peraltro deciso da tempo di destinare il complesso di Santa Gilla prevalentemente a edilizia residenziale e negozi. Proprio martedì, Sergio Zuncheddu – editore de L’Unione Sarda e Videolina – ha diffuso una nota nella quale smentiva categoricamente l’esistenza di una trattativa con la Regione sugli immobili del complesso residenziale di Santa Gilla, definendo totalmente false le notizie riportate da alcuni quotidiani locali e annunciando azioni legali.

  5. 17 Febbraio 2010 a 17:13 | #6

    da La Nuova Sardegna, 17 febbraio 2010
    LA CRONISTORIA. C’è un Accordo di programma tra il Comune e «I Fenicotteri». Progetti variati in corso d’opera con l’aumento degli indici di fabbricabilità.

    CAGLIARI. Il 5 giungo del 2000 il consiglio comunale disse «sì» al progetto presentato dalla società «I Fenicotteri», che fa capo a Segio Zuncheddu, editore dell’Unione Sarda e di Videolina. In contemporanea venne approvata anche la proposta avanzata dalla «Tepor». Entrambe interessate, direttamente o indirettamente (la prima tramite «Ienove»), alla razionalizzazione degli uffici regionali secondo la delibera del giugno 2004 dell’allora Giunta regionale di Italo Masala, ripresa dalla recente (del dicembre scorso) dell’esecutivo di Ugo Cappellacci. Nel 2000 il «sì» dell’assemblea municipale (29 a favore e 7 no: Ds, Rifondazione e Verdi) venne motivato dalla Giunta col fatto che si trattava di aree abbandonate e che gli interventi «permetteranno di dotare la zona di servizi». Da rilevare che a «I Fenicotteri» venne concessa una volumentria di 4,6 metri cubi per metro quadro, alla «Tepor» solo di 3. Disparità giustificata col fatto che la prima società avrebbe avuto maggiori spese la demolizione dell’ex cementeria (di proprietà di Zuncheddu) dove sarebbe dovuto sorgere l’insediamento, a Cagliari tra via Santa Gilla e la rete ferroviaria. Il progetto de «I Fenicotteri» prevedeva una volumetria complessiva di 167.374 metri cubi, inzialmente tutti di servizi. In particolare: 31.215 metri cubi per una multisala, 8.029 per un’area commerciale, 112.312 per un centro direzionale, 6.556 per strutture direzionali in cessione al Comune e 9.262 per edifici ricettivi. Il «sì» del consiglio comunale permise al sindaco di allora, Mariano Delogu, di firmare l’accordo di programma tra il Comune e «I Fenicotteri». L’operazione comportò la modifica dell’indice di edificabilità della zona, in precedenza di 1,5 metri cubi per metro quadro. Dall’intesa l’amministrazione municipale guadagnò, oltre agli oltre seimila metri quadrati per uffici (dove è stato di recente istituito un asilo), anche le opere di urbanizzazione. Il progetto della Tepor prevedeva circa 32mila metri cubi, di cui 1.500 da cedere al Municipio. La società «I Fenicotteri» tentava da alcuni anni di farsi approvare il progetto dal Comune. Ma nel settembre del 1999 la proposta venne respinta. Allora il piano prevedeva la trasformazione della struttura in una serie di servizi direzionali e abitazioni. Ma il sindaco Delogu lo bocciò in quanto, disse, si trattava di un intervento di ricostruzione che voleva utilizzare normative valide solo per la ristrutturazione. Poi si arrivò alla seconda proposta, con una volumetria più contenuta, da realizzarsi tramite un accordo di programma. Da notare che nel settembre del 1999 l’imprenditore Zuncheddù acquistò L’Unione Sarda e Videolina. Mentre l’approvazione della sua lottizzazione, certamente diversa dall’ipotesi precedente, fu siglata l’anno successivo. Nel giugno del 2005, la società «I Fenicotteri» presentò la richiesta per alcune modifiche al progetto per «impraticabilità sostanziale», come affermò l’assessore comunale all’Urbanistica Gianni Campus. Nel piano iniziale era infatti prevista anche una multisala. Poi in città e nell’hinterland vennero realizzate due strutture multiple per il cinema. Da qui la richiesta di modifica con l’eliminazione di questo tipo di intervento, sostituito da residenze. L’ipotesi di variante parlava di 34.992 metri cubi per abitazioni, 9.983 per servizi connessi e 4.992 per servizi pubblici. La richiesta venne accetta a maggioranza del consiglio comunale. Sin dai primi anni del 2000 si iniziò a parlare del trasferimento della sede de L’Unione Sarda e di Videolina nei nuovi edifici dell’ex cementeria. Poi vi sono stati dei problemi con l’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, per presunte interferenze coi voli dell’aeroporto. Successivamente superati. Nel giugno del 2004 arrivò la delibera della Giunta Masala per gli uffici regionali. Ma pochi mesi dopo, col governatore Renato Soru, quell’atto viene cassato in quanto giudicato eccessivo: prevedeva spazi per i dipendenti regionali di circa 32 metri quadri per impiegato.

  6. 17 Febbraio 2010 a 17:12 | #7

    da La Nuova Sardegna, 17 febbraio 2010
    Regione, scoppia l’affaire Santa Gilla. Oggi mozione del Centrosinistra. Zuncheddu smentisce: «Non c’è nessuna trattativa». Sanna (Pd) ex responsabile dell’Urbanistica: «Contestiamo il metodo, servono trasparenza e gare pubbliche». (Alfredo Franchini)

    CAGLIARI. Politica e mattone, un binomio indissolubile in Sardegna. Stamani l’opposizione di Centrosinistra presenterà una mozione in Consiglio regionale per chiedere alla Giunta di annullare la delibera con cui si dà il via libera alla realizzazione di un «polo uffici» a Cagliari. E, in previsione di nuovi acquisti di immobili, (per un totale di almeno 125 milioni di euro), mentre la crisi economica avanza, i ventisette autori della mozione, (i primi firmatari sono Mario Bruno, Luciano Uras, Adriano Salis e Ben Amara), chiedono la convocazione straordinaria del Consiglio regionale proprio per discutere di politica e affari. Al centro della polemica c’è il provvedimento della Giunta Cappellacci, adottato due giorni prima dell’ultimo Capodanno e perciò passato un po’ inosservato, che punta ad accorpare tutti gli uffici della Regione a Cagliari lungo la direttrice Viale Trieste-viale Trento e via Santa Gilla a ridosso delle ferrovie. La zona in cui sta costruendo l’imprenditore Zuncheddu, editore del quotidiano l’Unione Sarda e di Videolina. Ieri sera, attraverso l’Ansa, è arrivata la smentita dell’editore costruttore, titolare del gruppo ImmobiliarEuropea. «Le notizie», è detto in un comunicato firmato da Sergio Zuncheddu, «sono false non essendo in corso (e non essendoci mai stata) alcuna trattativa privata di siffatto genere». Da qui l’annuncio da parte di Zuncheddu di possibili querele e la nomina – ha fatto sapere l’editore – di un avvocato «per la miglior tutela di ogni ragione e diritto». Gian Valerio Sanna, assessore all’Urbanistica nella Giunta Soru, non si scompone: «A noi interessa il fatto politico. La Giunta in carica ha cancellato il piano predisposto nella legislatura precedente riportando in vita le precedenti determinazioni assunte nel 1999, nel 2003 e nel 2004. Nella nostra mozione Zuncheddu non è nominato perché per noi si devono annullare gli atti presi alla fine dello scorso dicembre e procedere con le gare pubbliche. Se poi Zuncheddu non è più interessato a vendere, lo dica».
    La strategia. La delibera del 29 dicembre indica tre grandi linee: 1)l’impiego di un nuovo stabile in via Battisti i cui lavori, finanziati con 13,5 mln di euro nel 2004, sono stati appena completati; 2) l’acquisizione di nuovi immobili delle società Tepor e Ienove nell’area dell’ex cementeria, dove Immobiliare Europea di Zuncheddu sta completando il complesso residenziale «Piazza Santa Gilla» destinato a ospitare le nuove sedi del gruppo editoriale; 3) la costruzione di nuovi uffici nell’area dell’ex Caserma Trieste di proprietà della Regione. Per fare questo è stata annullata la decisione che prese la Giunta Soru di trasferire nell’edificio di via Battisti le sedi degli assessorati all’Agricoltura, Lavoro, Turismo e Industria, i cui lavori aggiuntivi sono stati completati alla fine dell’anno scorso. «Gli studi effettuati», si legge nella delibera che cancella quella della Giunta Soru dell’ottobre 2007, «hanno evidenziato che gli spazi assegnati non erano e non sono oggettivamente compatibili con l’attuale dotazione organica delle strutture assessoriali interessate». Per il governo della Regione, infatti, in Via Battisti potrebbe trovare spazio solo l’assessorato al Lavoro e quello dei Trasporti.
    L’assessore. Nella delibera di dicembre si legge che l’assessore agli Enti locali, Gabriele Asunis, suggerisce di avviare subito i contatti con le due società che dispongono di immobili sorti nell’area dell’ex cementeria Sardegna, con una volumetria stimata nell’offerta del 2004 di oltre 113 milioni di metri cubi e in via Posada (30.000 metri cubi). Per coprire fino al 50% l’eventuale controvalore dei nuovi immobili in sede di trattativa con le due società, la delibera propone di identificare cespiti dismissibili nel patrimonio immobiliare della Regione come contropartita in sede di trattativa. I valori di mercato dei beni oggetto di cessione saranno poi valutati da una commissione tecnica. La mancanza di spazi è una tesi che la mozione del Centrosinistra intende confutare: «Lo standard attuale è pari o superiore ai 32 metri quadri per dipendente della Regione, ovvero dal 35 all’85 per cento superiore ai valori indicati in un decreto ministeriale per la Pubblica amministrazione». Come dire: attualmente i dipendenti non hanno grandi problemi di spazi.
    La decisione della Giunta Cappellacci è stata contestata anche dal gruppo del Pd al Comune di Cagliari. Nel mirino il rapporto definito «malato» fra una parte dell’imprenditoria «quella più legata al mattone» e una certa politica, «un rapporto che arriva da lontano», si legge nel documento, «e sta consolidando sodalizi trasversali che bloccano qualunque dinamismo economico e sociale».
    Torri di Monreale. Il Pd, in sostanza, fa notare che non è la prima volta che a Cagliari vengano costruiti dei palazzoni con lo scopo di venderli alla Regione per l’accentramento di uffici: «Per il primo precedente si deve risalire agli inizi degli anni Ottanta quando vennero concepite le torri di Monreale. Tutte colorate, secondo l’intuizione di un architetto polacco, da destinare, nelle intenzioni, una per ogni assessorato». Le cose andarono, poi, diversamente: due Torri vennero utilizzate dall’ex Sip mentre tre enormi scheletri di cemento armato non videro mai la fine e sono ancora lì, incompiute e invendute.

  7. 17 Febbraio 2010 a 17:11 | #8

    da Il Sardegna, 17 febbraio 2010
    Zuncheddu: «Querelo chi scrive» il Pd: politica e mattoni, ora basta. Santa Gilla. L’editore de L’Unione Sarda all’Ansa: «Nessuna trattativa privata, la stampa mi denigra». Ma la delibera di Giunta dice: «Trattare nel più breve tempo possibile». Il caso in Aula. (Marco Mostallino)

    L’opposizione in Consiglio regionale illustrerà questa mattina, in una conferenza stampa, la mozione firmata da 27 esponenti di Pd, Idv e Sinistra-Rossomori per impegnare la Giunta a revocare la delibera con la quale dà mandato all’assessore agli Enti locali ad avviare le trattative per acquisire i palazzi della Tepor e di Ienove (in via Santa Gilla) in cambio di un prezzo di 125 milioni di euro. Il documento sarà discusso entro dieci giorni in una seduta straordinaria dell’assemblea.
    Sulla vicenda interviene in prima persona Sergio Zuncheddu. L’immobiliarista nonché editore de L’Unione Sarda, Radiolina e Videolina sceglie l’agenzia Ansa per diffondere un suo comunicato, che così recita: «Le notizie sono false non essendo in corso e non essendoci mai stata alcuna trattativa privata di siffatto genere; il ripetersi di tali infondate e false notizie configura una campagna di stampa – si legge ancora nella nota girata da Zuncheddu all’Ansa – gravemente denigratoria e lesiva delle ragioni e dell’immagine stessa del Gruppo ImmobiliarEuropea, della relativa Azienda e del suo organo amministrativo; in conseguenza, è stato conferito mandato legale per la miglior tutela di ogni ragione e diritto, infondatamente lesi, avanti ogni competente sede di giustizia nei confronti dei soggetti tutti cui è ascrivibile la suddetta campagna denigratoria di stampa», conclude il costruttore editore dell’Unione Sarda. Nella sua nota, Zuncheddu non spiega quali notizie siano a suo avviso «false», né chi le abbia pubblicate e tantomeno spiega quale sia il «siffatto genere» di trattativa. D’altra parte, il nostro quotidiano – che ha rivelato l’esistenza della delibera 56/39 del 29 dicembre scorso – non ha mai scritto che il tutto è già in corso, ma ha riportato la decisione dell’esecutivo di avviare le trattative nel «minor tempo possibile» per acquistare parte dei palazzi della lottizzazione Santa Gilla. Tutto agli atti, scaricabile dal sito web della Regione, tanto che né il presidente Ugo Cappellacci né i suoi assessori hanno smentito quanto riportato dal nostro quotidiano. Come pubblico è il sito dove gli architetti Valode e Pistre dichiarano che il progetto de “I Fenicotteri” nasce come «centro per i media con annessa sede della Regione Sardegna».
    La vicenda. è diventata oggetto della mozione dell’opposizione (primo firmatario Mario Bruno, capogruppo Pd) dove si chiede «di annullare gli atti assunti con delibera della Giunta n.56/39 del 29 dicembre 2009», si sollecita l’esecutivo «ad elaborare un aggiornato Piano di organizzazione logistica degli uffici regionali sulla base degli standard di legge e attraverso l’esclusivo utilizzo degli immobili di proprietà regionale e si chiede infine «di dare attuazione al su detto Piano attraverso la formulazione di uno o più bandi pubblici dai quali emergano le reali necessità dell’amministrazione in rapporto alla dotazione organica e all’eventuale disegno organizzativo dell’attuale Giunta regionale, gli standard utilizzati e il valore del patrimonio regionale utilizzato o permutato per tale finalità». In queste ore, riporta sempre l’Ansa, c’è anche una nota congiunta del gruppo Pd al Comune e della segreteria cittadina del partito dove si parla dell’esistenza rapporto «malato fra parte dell’imprenditoria (quella più legata al mattone in particolare) e una certa politica, in Sardegna e nella città di Cagliari».

    L’opposizione. Le contestazioni all’atto.
    L’accusa che l’opposizione muove alla Giunta e è quella di aver deliberato di acquistare nuovi palazzi senza aver prima svolto una ricognizione del patrimonio immobiliare della Regione e della sua utilizzazione. La decisione è stata presa, accusano Pd, Idv e Sinistra-Rossomori, ripescando una proposta fatta dalle società Ienove e Tepor tra il 2003 e il 2004. La mozione dell’opposizione sottolinea poi che il piano di riorganizzazione degli uffici secondo il sistema dei «dipartimenti», avviato dalla Giunta di Renato Soru nel 2006, è stato cancellato nella delibera stessa con la quale si decidevano le trattative, senza una delibera preliminare sull’amministrazione, i suoi spazi, le sue necessità. Pd, Idv e Sinistra-Rossomori ricordano poi che spendere 15 milioni in questi tempi, senza ricognizione immobiliare, è fuori luogo e aggiungono che se necessità di nuovi edifici vi sarà, si dovrà procedere con il sistema dei «bandi pubblici».

  8. 17 Febbraio 2010 a 17:05 | #9

    da L’Unione Sarda, 17 febbraio 2010
    Santa Gilla, Zuncheddu smentisce: «Trattativa con la Regione? È falso».

    Una campagna di stampa denigratoria, costruita su una notizia falsa. Non c’è alcuna trattativa in atto tra il Gruppo ImmobiliarEuropea e la Regione sugli immobili di Santa Gilla, in conseguenza di una delibera regionale del 29 dicembre del 2009.
    A smentire le notizie apparse nei giorni scorsi su alcuni giornali locali è un brevissimo comunicato dell’ImmobiliarEuropea che fa capo all’imprenditore Sergio Zuncheddu, editore de L’Unione Sarda e Videolina. «Le notizie apparse, in più riprese, su organi di stampa locale sono false, non essendo in corso (e non essendoci mai stata) alcuna trattativa privata di siffatto genere».
    In altre parole, la presunta trattativa tra la Regione e l’ImmobiliarEuropea sulla possibilità che l’amministrazione pubblica acquisti una parte del complesso in corso di realizzazione in via Santa Gilla non c’è. Tanto che la società afferma che «il ripetersi di tali infondate e false notizie configura una campagna di stampa gravemente denigratoria e lesiva delle ragioni e dell’immagine stessa del Gruppo ImmobiliarEuropea, della relativa Azienda e del suo organo amministrativo». Da qui la decisione di conferire «mandato legale per la miglior tutela di ogni ragione e diritto, infondatamente lesi, avanti ogni competente sede di giustizia nei confronti dei soggetti tutti cui è ascrivibile la suddetta campagna denigratoria di stampa».
    LA VICENDA. Fin qui il comunicato della società, dunque. La vicenda prende le mosse da una delibera della Regione sulla riorganizzazione degli uffici regionali. Già nel 2004, la Giunta guidata da Italo Masala, con assessore agli Enti locali Gabriele Asunis, che ricopre attualmente lo stesso incarico nell’esecutivo Cappellacci, decise di accorpare buona parte degli uffici regionali nell’asse via Roma, viale Trieste e via Santa Gilla. Una scelta giustificata con la necessità di accentrare gli uffici in uno spazio ristretto della città e porre rimedio all’attuale situazione, con uffici dispersi in tutto il perimetro urbano del capoluogo. Con l’arrivo di Renato Soru in viale Trento, tuttavia, quella delibera venne messa da parte con una modifica sostanziale del programma di riorganizzazione degli uffici della Regione. Il piano, però, non è mai decollato, così come è rimasta lettera morta la scelta della Giunta Soru di modificare le strutture amministrative degli assessorati.
    LA DELIBERA. Con il ritorno di Asunis alla guida degli Enti locali, l’assessore ha deciso di rispolverare il suo vecchio progetto riproponendo come asse portante della riorganizzazione degli uffici regionali l’ubicazione nel triangolo tra via Roma, via San Paolo e via Santa Gilla. Per farlo, nel dicembre scorso, Gabriele Asunis ha proposto ai colleghi di Giunta di riprendere il contenuto della delibera del 2004. Allo stesso tempo, come spiegato nel provvedimento, vengono anche individuati i possibili spazi che potrebbero servire alla Regione per raggiungere l’obiettivo di accorpare gli uffici regionali. La società Tepor, che fa capo alla famiglia Sedda, nell’agosto del 2009 ha avanzato una proposta per cedere alla Regione un immobile «in avanzata fase realizzativa» nell’area di Santa Gilla.
    Il gruppo ImmobiliarEuropea, che sta realizzando un complesso immobiliare sempre a Santa Gilla, invece non ha avuto alcun contatto con l’amministrazione regionale. Tanto che nella stessa delibera si legge che «la destinazione prevalente dei prefabbricati in costruzione risulta in massima parte residenziale». E il provvedimento della Giunta spiega infatti che è necessario chiedere alla società del gruppo Zuncheddu se ci fosse un interesse ad avviare una trattativa sulla eventuale cessione di superfici da destinare a uffici della Regione. È stato lo stesso Sergio Zuncheddu, ieri pomeriggio, a smentire in modo netto l’esistenza di una trattativa e a fornire così indirettamente una prima risposta anche ai 27 consiglieri regionali di opposizione (e al gruppo del Pd in Consiglio comunale) che hanno sottoscritto una mozione nella quale si chiede l’annullamento della delibera e la convocazione del Consiglio regionale per discutere della vicenda.

  9. 17 Febbraio 2010 a 10:39 | #10

    sul Manifesto Sardo: “Non siamo Parlando di edilizia” http://www.manifestosardo.org/?p=2800

  10. 16 Febbraio 2010 a 23:35 | #11

    da L’Unione Sarda on line, 16 febbraio 2010
    Sergio Zuncheddu: “E’ falso, nessuna trattativa con la Regione”.

    “E’ falso che io abbia mai trattato con la Regione la cessione di un palazzo situato in piazza Santa Gilla. Querelo chi sta portando avanti questa campagna di stampa.” L’editore de L’Unione Sarda Sergio Zuncheddu, con un comunicato ufficiale, ha voluto esprimere la sua posizione sulla vicenda

    Sergio Zuncheddu, titolare del gruppo ImmobiliarEuropea, annuncia querela per la campagna di stampa definita “denigratoria” relativa all’ipotesi di una trattativa privata per la cessione alla Regione Sardegna di alcuni immobili di sua proprietà situati in piazza Santa Gilla a Cagliari. Le notizie, si legge in un comunicato firmato da Zuncheddu, “sono false, non essendo in corso (e non essendoci mai stata) alcuna trattativa privata di siffatto genere; il ripetersi di tali infondate e false notizie – si legge ancora nella nota – configura una campagna di stampa gravemente denigratoria e lesiva delle ragioni e dell’immagine stessa del Gruppo ImmobiliarEuropea, della relativa Azienda e del suo organo amministrativo; in conseguenza, è stato conferito mandato legale per la miglior tutela di ogni ragione e diritto, infondatamente lesi, avanti ogni competente sede di giustizia nei confronti dei soggetti tutti cui è ascrivibile la suddetta campagna denigratoria di stampa”.

  11. Andrea Nurcis
    16 Febbraio 2010 a 23:01 | #12

    I proprietari “storici” delle case di via Santa Gilla non hanno mai avuto i permessi di costruire più di un certo numero di piani per vincoli “paesaggistici”; così una volta un signore, abitante e proprietario di un palazzotto di santa Gilla, mi disse piuttosto scocciato, durante una manifestazione per la tutela di Tuvixeddu, che insieme agli amici del Cagliari social forum facemmo diiverso tempo fa sul viale Sant’ Avendrace. Ora i grattacieli di Zuncheddu gettano la loro ombra sino alle acque dello stagno e i loro cristalli splendono luminosi. Quando un turista potrà visitare finalmente il parco archeologico del colle, magari dopo averlo raggiunto attraversando il ponte a forma di brontosauro, potrà volgere il suo sguardo verso il nuovo skyline disegnato da Zuncheddu, che copre la vista dello stagno e del mare, per la nuova magnifica capitale del mediterraneo.

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