Al peggio non c’è mai fine.
Letizia Moratti, sindaco di Milano, indagata per aver concesso consulenze esterne pagate a peso d’oro. La Corte dei Conti l’ha condannata a risarcire 53.770 euro.
Milko Pennisi, consigliere comunale PdL di Milano e Presidente della Commissione Urbanistica, beccato dagli inquirenti con una mazzetta da 10.000 euro appena consegnata da un imprenditore.
Vincenzio Giudice, consigliere comunale PdL di Milano, fino al 2008 presidente della Zincar, azienda pubblica specializzata in energie alternative, fallita con un buco di 18 milioni. E’ sospettato di avere rapporti con uomini della ‘Ndrangheta.
Sono solo tre esempi di quanto sta accadendo a Milano, per non parlare della bufera giudiziaria che si è abbattuta nei mesi scorsi sulla giunta regionale lombarda guidata da Formigoni. Ci sarebbero quindi da parte del governo tutte le premesse per andare con i piedi di piombo e per avere un occhio molto attento e prudente sulle vicende lombarde. Ed invece, zitto zitto, Berlusconi, senza che neanche l’opposizione si sia accorta di niente (forse dormivano come al solito) ne ha fatto una davvero grossa, che, alla luce degli ultimi avvenimenti che ruotano intorno al capo supremo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, e ad alcuni dirigenti amici troppo intimi di imprenditori con relative massaggiatrici particolari al seguito, la dice lunga sul modus operandi di questo governo. Rendiamo pertanto merito al giornalista Gianni Barbacetto del Fatto Quotidiano che qualche giorno fa ha scoperto la magagna, e che magagna!
Bruno Caria
Amici della Terra
POTERI SPECIALI PER DONNA LETIZIA.
Letizia Moratti superstar. Il sindaco di Milano ha ottenuto dal governo poteri speciali per le opere pubbliche. S’avvia dunque a diventare il Bertolaso del nord, nel senso che non dovrà più rendere conto a nessuno delle sue scelte per la città. Deciderà a sua discrezione, senza gara, gli appalti per strade e metrò, case e scuole. La notizia è passata assolutamente inosservata. Non se ne sono accorti neppure a Palazzo Marino, sede del comune. Eppure l’ordinanza di Silvio Berlusconi, datata 19 gennaio 2010, è piuttosto chiara: il sindaco di Milano, già commissario straordinario per l’Expo, diventa supercommissario anche per le opere “normali”, quelle previste dal piano triennale del comune. In deroga a ogni norma. Da ora, basta controlli. Milano torna a essere un ducato, dove decide tutto Lady Letizia. Che sia il premio di Berlusconi alla promessa fedeltà del sindaco Moratti che, dopo tante sconfitte, tante difficoltà a tenere insieme le diverse anime del centrodestra, ha messo da parte la sua voglia d’autonomia e ha chiesto la tessera del Pdl? Lo sospettano i due consiglieri regionali del Pd, Giuseppe Civati e Carlo Monguzzi, che ora lanciano l’allarme per la bertolarizzazione del sindaco di Milano. L’elenco delle regole che il sindaco-duchessa potrà non tenere più in considerazione è lunghissimo. Comprende norme sui lavori pubblici, sull’assegnazione di servizi e forniture, sulle procedure amministrative, sul decentramento amministrativo (saltando le competenze dei consigli di zona), sui beni culturali, sulle bonifiche, sulla valutazione d’impatto ambientale, sugli espropri, sui parcheggi, sui piani del traffico, sui trasporti… In concreto, Letizia Moratti avrà mano libera sulle opere previste nel piano triennale 2009-2011: un lungo elenco che vale attorno ai 3 miliardi di euro e che comprende, tra l’altro, il prolungamento delle linee M1 e M3 della metropolitana milanese e la costruzione di alcune tratte delle linee M4 e M5. E poi interventi per la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico, per il recupero delle case popolari, per la viabilità, per il verde, l’arredo urbano, le piste ciclabili, l’illuminazione della città, la manutenzione delle fontane cittadine. Gianni Barbacetto (Il Fatto Quotidiano)
Chi volesse leggere la sentenza la può trovare qui: Corte conti, Sez. Giursdiz. Lombardia,29 dicembre 2009, n. 880.
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(foto da mailing list sociale)




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