Home > Primo piano > Tutti insieme, appassionatamente. A Tuvixeddu.

Tutti insieme, appassionatamente. A Tuvixeddu.

cartello Iniziative Coimpresa, Tuvixeddu

cartello Iniziative Coimpresa, Tuvixeddu

Ancora qualche spunto per comprendere qualcosa di più di che cosa gira intorno a Tuvixeddu.  Noi continueremo a batterci, con tutti i mezzi a disposizione, perché l’intera area archeologica ed un’ampia fascia di rispetto diventino un parco archeologico-ambientale di sicuro richiamo culturale, turistico ed economico per Cagliari e tutta la Sardegna. Niente strade, niente speculazioni.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

Qui “Tuvixeddu, povere vittime e difensori. Ma difensori di chi?” (in questo blog, 7 febbraio 2010)

Qui “Erano tre amici al bar…con una precisazione…” (in questo blog, 30 gennaio 2010)

da La Nuova Sardegna, 27 febbraio 2010

Tuvixeddu, così Cualbu cercava aiuto. Le telefonate dell’imprenditore ai politici per sostenere il suo progetto. «L’inafferrabile Ugo: ho cercato di raggiungerlo con dei messaggi, boh… si arrangi…». Mauro Lissia

CAGLIARI. Era stato Gualtiero Cualbu, costruttore d’alto bordo con interessi in tutta Italia, a denunciare il governatore Renato Soru e l’assessore regionale Carlo Mannoni: due esposti perchè venisse accertato se le iniziative della Regione per fermare il progetto di edificazione a ridosso dell’area archeologica di Tuvixeddu integrassero reati. Da denunciante Cualbu ha poi assunto anche lui inaspettatamente lo stato di indagato con l’accusa di corruzione. La Procura ha infine chiesto l’archiviazione per tutti, tranne che per l’ex sovrintendente archeologico Vincenzo Santoni. Il gip Roberto Cau non si è ancora pronunciato sull’istanza del pm Daniele Caria, ma le conversazioni intercettate dal Corpo Forestale sono diventate atti di un procedimento penale concluso, depositate in cancelleria e quindi conoscibili. Se fra le centinaia di dialoghi registrati non è emerso alcunchè di rilevante sul piano penale, è di interesse pubblico il quadro di rapporti che viene fuori dalle conversazioni tra Cualbu e i politici: lo informano, lo chiamano, accettano da lui indicazioni su nomine e scelte, gli consigliano soluzioni per il suo problema: Tuvixeddu. Nessuno sembra avere a cuore la sorte dell’imponente necropoli punico-romana che da quindici anni intellettuali, storici ed ecologisti cercano di difendere dal cemento. Anzi: l’impegno generale sembra essere quelli di aiutare il costruttore a chiudere il suo affare. Politici, dirigenti pubblici, collaboratori di politici: pur di abbattere gli ostacoli alla realizzazione del piano Tuvixeddu il costruttore Gualtiero Cualbu non esita a sollecitare decisioni, a chiedere la testa dei ‘nemici’ e ad attaccare chi indaga, malgrado sia stato lui stesso a chiedere con due esposti l’intervento della Procura. Quando il vicepresidente della commissione cultura Fabio Granata, finiano del Pdl, deposita un’interpellanza in difesa del colle punico Cualbu chiama Ugo Cappellacci e il senatore Mariano Delogu per sapere come fermarlo. L’8 aprile 2009 parla con un certo Tonino dello staff di Cappellacci.
Cualbu (C). «Senti, l’inafferrabile Ugo… io ormai non lo cercherò più perchè ho visto che non è possibile, perchè io gli volevo salvare un colpo che gli hanno lanciato oggi sulla Nuova Sardegna, di una pagina intera dove il deputato del Pdl di Roma si scaglia contro di lui, su Tuvixeddu e un sacco di storie, no?»
Tonino. «mmm…».
C. «È una cosa che si poteva bloccare io ho cercato di raggiungerlo quattro giorni fa con dei messaggi, non ci sono riuscito… boh… si arrangi».
In seguito telefona al consigliere regionale sardista Paolo Maninchedda. Gli ripete quanto detto da Granata e aggiunge:
Cualbu (C). «Bisogna bloccare, non c’è niente… io conosco il parlamentare Fabio Granata, che è l’ex assessore alla cultura della Sicilia, no?»
Maninchedda (M). «Sì»
C. «Mezzo pazzo…eee… tra l’altro non conosce la Sardegna e non mai stato in Sardegna».
M. «Sì, sì, cosa possiamo fare?».
C. «No, niente, solo per dire che cosa sta succedendo… la cosa che deve fare la Regione… deve affrontare e chiudere rapidamente questa… se no gliela portano avanti finchè è possibile».
M. «E come fa… l’unico modo è che la Regione si sieda con voi a negoziare, che cosa deve fare?».
A marzo del 2009 i giudici amministrativi danno ragione alla sua ‘Nuova iniziative Coimpresa’ ma questo non basta a tranquillizzare Cualbu. Vuole uomini sicuri nelle posizioni che gli interessano e se qualcuno gli sbarra la strada non esita a chiederne la rimozione. Con Maninchedda si lamenta per la presenza nell’ufficio legale della Regione dell’avvocato Giampiero Contu, che dispone la costituzione della Regione nei giudizi amministrativi per Tuvixeddu.
C. «Sono ingessati, lo sai… anche l’ ufficio legale della Regione, possibile che tengano Giampiero Contu?»
Giorni dopo il costruttore si rivolge al consigliere del Pdl, Ignazio Artizzu (A):
C. «Io lì costruisco, se mettiamo a posto le carte se non metti a posto le carte cosa costruisci? Quindi ci vuole… solo persone esperte che sappiano di queste cose legali, giusti. E per l’ufficio legale della Regione rimane quello che stato l’anima nera di tutta questa vicenda “aiuto” a capo dell’ufficio legale, nessuno lo tocca ho visto, boh?».
A. «Certo certo» (risata)
C. «Quello protetto da… in questo momento protetto da… da Fantola mi segui? Capito?»
A. «Uhm»
C. «Parliamo dell’avvocato Contu, così diciamo tutto eh? Non si puo ragazzi… ma dai, è anche amico mio ma a me non mi frega niente, gli ho detto che ha combinato solo danni, mi segui?»
A. «Certo»
Chiusa la legislatura Soru, la Regione non si è più costituita in giudizio contro Cualbu. Contu andrà in pensione tra due mesi. Ma a Cualbu (C) non piace neppure il capo del Corpo Forestale Giuseppe Delogu e ne parla con il collega Pierluigi Monni (M).
C. «Come va?»
M. «Boh? Come va… siamo disperati o quasi… dappertutto».
C. «A chi lo dici…».
M. «Coi forestali che stanno accorrendo per ogni cosa, cazzo».
C. «Ah?».
M. «I forestali, sequestrando ogni cosa che trovano…».
C. «Sì perchè la polizia privata quella…».
M. «Sì sì, la polizia… la guardia armata».
C. «Eh… finir presto per eh! Bisognerà mettere nel mirino anche quelli che c’ha lui, perchè sono personaggi stranii… mi segui?».
M. «Sì… ce n’è cinque o sei che sono…».
C. «Eh…eh…».
M. «Questo Delogu, che era…».
C. «Eh sì, che un altro…».
M. «Legambiente, ex Legambiente…».
C. «Sì, venduto alla… ma poi per per stupidaggini, veramente fanno più danno che altro questi… anzichè fare sorveglianza ambientale questi, e preoccuparsi seriamente, fannoo…».
M. «Polizia…».
C. «Polizia giudiziaria per le…per…».
M. «Spicciola…».
C. «Eh… edilizia… sorveglianza urbanistica».
M. «Poi cattivi, eh!».
C. «A comando eh, poi! A comando…non altro… stupidaggini…».
La rimozione di Delogu dal comando del Corpo Forestale è stato uno dei primi atti della giunta Cappellacci. Ma il nemico numero uno di Cualbu è Fabrizio Madeddu, ufficiale del Nucleo investigativo del Corpo Forestale che indaga su Tuvixeddu per incarico della Procura. Il costruttore ne parla più volte, tra cui una col fratello Giuseppe al quale annuncia che vorrebbe denunciare Madeddu pur sapendo di essere intercettato proprio da lui. All’attuale assessore al bilancio Giorgio La Spisa (L) il costruttore (C) chiede come la Regione intenda risarcirgli i danni per i ritardi imposti dall’amministrazione Soru al progetto. Non c’è una sentenza del tribunale civile, ma il risarcimento viene dato per scontato.
C. «… I danni sono talmente, guarda non sto neanche a raccontarlo quali sono e quanti sono (omissis) le risorse per finire le opere pubbliche, per finire il parco servono per pagare i danni mi segui?» (omissis)
L. «Sì, io ovviamente devo avere dalla presidenza delle indicazioni chiare anche sul piano programmatico… Io sono d’accordo sul fatto che certamente su questa cosa non si deve perdere tempo».
C. «Nooo… ma non perdere tempo, ogni giorno il tassametro corre».
In un’altra conversazione il consigliere Ignazio Artizzu (Pdl) suggerisce a Cualbu di incontrare Berlusconi.

estratto intercettazioni Tuvixeddu, da La Nuova Sardegna

estratto intercettazioni Tuvixeddu, da La Nuova Sardegna

Artizzu (A). «Ma mi senti tu, Gualtiero, tu Berlusconi lo conosci?».
Cualbu (C). «L’ho conosciuto un paio di volte cosi niente di più».
A. «Perchè non vai a farci una chiacchierata?».
C. «E cosa c’entra con questa storia?».
A. «C’entra molto».
C. «Perchè?».
A. «Perchè tu sei… mmm.. non sarebbe male che tu avessi comunque un un dialogo con lui. (omissis) Chiami la segreteria, gli spieghi chi… o lo diciamo a Mauro».

Attico con bella vista per il senatore. Massidda cerca casa. Il costruttore: ho la soluzione per te, tra due parchi.

CAGLIARI. Il senatore Piergiorgio Massidda aveva bisogno di una casa nuova, almeno trecento metri quadrati. Il 3 febbraio 2009 chiama Cualbu e trova la massima disponibilità: «Ho la soluzione per te, a Tuvixeddu». Gli dice che la costruzione degli edifici è in corso ma per essere tranquilli è necessario «attendere le elezioni e la sconfitta di Soru». Cualbu dice che comunque il fabbricato lo stanno costruendo regolarmente, ma sono quelle cose per cui «non che fai un pezzettino e poi fai il resto, per cui aspettiamo questi pochi giorni e speriamo che tutto vada per il meglio». Massidda vorrebbe sapere quanto potrebbe costare un piano alto, ma Cualbu gli ribatte che a lui sarà ben lieto di fare un prezzo di assoluto favore: «Meglio di quanto possa pensare». Massidda gli chiede se in queste nuove strutture ci sia anche vista: Cualbu risponde che l’ultimo piano ne ha e che si tratta di case in mezzo a un parco privato confinante con un parco pubblico. Poi ribadisce che è necessario fare questa battaglia gli ultimi giorni, che lo angoscia e che pensa angosci tutti i sardi. Due mesi dopo Massidda pubblica sul proprio blog due interventi in cui sostiene apertamente la tesi dell’accordo per Tuvixeddu e accusa Soru di voler «punire la proprietà privata». A luglio attacca con forza il collega parlamentare del Pdl Fabio Granata, autore con il deputato del Pd Domenico Della Seta di un’interpellanza rivolta a bloccare il piano di Cualbu per l’edificazione di Tuvixeddu. Insieme al senatore Mariano Delogu e ad altri esponenti autorevoli del centrodestra isolano lo invita a occuparsi della Sicilia, la sua regione d’origine. La Sardegna e i beni storico-culturali sardi – gli manda a dire – non lo riguardano. (m.l)

Per far comprare alla Regione le case del Catino. Milia: «Una legge come quella di Marrazzo».
Nel tentativo di sbloccare in qualsiasi modo la questione Tuvixeddu il costruttore Gualtiero Cualbu chiama anche il presidente della Provincia di Cagliari Graziano Milia (Pd), che ha più volte sostenuto la soluzione dell’accordo Regione-privato con l’acquisto delle superfici per farne un parco archeologico pubblico. Milia ritiene che la Regione dovrebbe acquistargli le sette palazzine più vicine all’area del ‘Catino’, poi aggiunge che della strada «non gliene frega niente» non vedendo che problema ci sia, perchè quello «mica è un canyon». Quindi Cualbu specifica che esiste anche la questione dei danni, elencando le varie questioni tecniche. Milia dice che ha incontrato Legambiente e Italia Nostra, con le quali è stato molto duro. Dice di aver attaccato le due associazioni, ricordando loro i danni provocati da un fermo-cantiere di quattro anni. Il presidente della Provincia ribadisce che l’unica soluzione è l’acquisto delle palazzine da parte della Regione con una legge regionale come ha fatto Marrazzo nel Lazio. Cualbu propone di vedersi nei giorni successivi. (m.l)

villa liberty, Tuvixeddu

villa liberty, Tuvixeddu

da L’Unione Sarda, 27 febbraio 2010

Tuvixeddu, consigli per gli acquisti. Le telefonate tra Cualbu e i politici dopo 13 sentenze favorevoli.

Nomine, rimozioni, pressioni, lamentele: dalle carte dell’inchiesta su Tuvixeddu tutti i contatti di Cualbu. Maria Francesca Chiappe

Tredici sentenze favorevoli, ma ancora non bastano. All’inizio del 2009 il costruttore Gualtiero Cualbu aspetta l’esito di altri due ricorsi davanti al Tar, quelli decisivi, ma non sta con le mani in mano. Parla con tutti: politici, giudici, dirigenti regionali e comunali, costruttori, giornalisti. Con tutti tenta di imporsi, non sempre ci riesce. Gli uomini del Corpo Forestale sospettano una corruzione nell’assunzione della figlia del Sovrintendente Valerio Santoni nell’impresa Cualbu, intanto ascoltano. La Sardegna è immersa nella campagna elettorale e Cualbu al telefono da un lato suggerisce i nomi per la giunta regionale dall’altro contrasta chi non gli è gradito. Il suo problema è soltanto uno: il via libera ai lavori sul colle cagliaritano di Tuvixeddu dove sorge la necropoli punica più importante del Mediterraneo. In alternativa vuol vendere alla Regione, «a prezzo di mercato».Dalla sua ha 13 sentenze del Tar contro i vincoli voluti dalla giunta Soru ma ancora teme di non poter andare avanti e lo dice chiaramente al consigliere regionale Giorgio La Spisa: «Non posso fare niente, solo un palazzo che sto facendo per modo di dire, perché non abbiamo interesse a fare niente, perché il Comune non dà più l’autorizzazione se prima non chiariamo tutte queste cose».  Al telefono non ha remore: se la prende con l’ingegner Mossa del Comune di Cagliari che non firma le concessioni edilizie a Tuvixeddu; auspica la rimozione dell’avvocato Giampiero Contu, direttore del servizio legale che ha trattato per conto della Regione alcuni ricorsi al Tar per Tuvixeddu, e pure quella di Giuseppe Delogu, comandante del corpo Forestale; vuol conoscere la fonte di un giornalista, denunciare chi sospetta abbia soffiato la notizia; indica all’ex capo di gabinetto del presidente della giunta regionale le persone da nominare nel comitato di sorveglianza dell’accordo di programma. Non solo: al consigliere regionale Ignazio Artizzu dà suggerimenti, «bisogna trovare i soldi per comprare le aree, i soldi per rimettere in moto le opere pubbliche, finanziare il completamento di quelle opere… Soru aveva tolto e dirottato i soldi dell’università e della casa dello studente, li aveva dirottati sull’ex Sem e sul Betile e un po’ a Monserrato, bisogna ripristinare quei fondi». Ermerge una fitta rete di relazioni dalle carte sull’inchiesta su Tuvixeddu per la quale pende davanti al gip Roberto Cau la richiesta di archiviazione dall’accusa di corruzione per lo stesso Cualbu, l’ingegner Valeria Santoni, l’archeologa Donatella Salvi, e dall’accusa di abuso d’ufficio per Renato Soru e l’ex assessore Carlo Mannoni mentre continuano le indagini per l’ex soprintendente Vincenzo Santoni, sotto accusa per tentato abuso d’ufficio e falso. E certo in Procura è stata valutata l’apertura di un fascicolo sull’avvenuta rimozione del comandante del corpo forestale e sulla nomina dei componenti del comitato di vigilanza sull’accordo di programma: la legge non consente però l’utilizzazione delle intercettazioni per l’abuso d’ufficio, il reato ipotizzabile in entrambi i casi. «I forestali sono polizia privata», dice Cualbu all’imprenditore Pierluigi Monni, «finirà presto però, eh, bisognerà mettere nel mirino anche quello che c’ha lui perché sono personaggi strani, fanno sorveglianza urbanistica a comando». Con Ignazio Artizzu ha parole dure sull’avvocato Contu: «All’ufficio legale della Regione rimane quello che è stata l’anima nera di tutta questa vicenda». A più riprese affronta il problema della vendita dei terreni a Tuvixeddu, il presidente della Provincia Graziano Milia è d’accordo con la proposta del consigliere regionale Paolo Maninchedda: «La Regione dovrebbe acquistare le sette palazzine più vicine, quelle dell’area del “catino”, con una legge regionale, come ha fatto Marrazzo nel Lazio». Maninchedda ha un’idea precisa: «Dobbiamo mettere la posta in bilancio per garantire la Regione… il negoziato con voi e finirla lì, si compra e si fa il parco… Abbiamo i soldi bloccati nel centocinquantenario, 130 milioni di cui non facciamo un cavolo, se a questi aggiungi i 40 milioni che Cagliari si sta

Tuvixeddu, veduta dall'alto

Tuvixeddu, veduta dall'alto

mangiando per la metropolitana interrotta siamo a 170 milioni. Allora, se Cagliari anziché stare a menarla, di quei 170 ne tiene 60 per fare un parco archeologico serio, ben attrezzato, a Tuvixeddu, e ne lascia alla Sardegna 110, è una proposta ragionevole oppure no? Ma non mi ascoltano… guarda… Cagliari non fa il parco per cui dopo ci vorranno 200 milioni che paga tutta la Sardegna, non Cagliari, tutta la Sardegna, mentre loro si fanno la metropolitana». Si preoccupa della nomina dei componenti del comitato di vigilanza sull’accordo di programma: Cualbu è in contatto con Mariano Mariani, ex capo di gabinetto del Presidente della Regione. «Senti, noi abbiamo comunicato i nomi, abbiamo fatto tutto… persone capaci di risolvere i problemi, capito? Franco, per esempio, è uno di quelli, mi segui»? E ancora, sempre con Mariani: «La Pubblica Istruzione… l’unico che c’è, che sa le cose purtroppo era Sardi, non ce n’erano altri, quando c’era lui…
Mariani: però Sardi lo stiamo… potremmo anche decidere di mettere lui visto che lo stiamo riportando comunque.
Cualbu: allora fallo subito, lì l’unico che conosce tutto nei minimi particolari, non fa errori procedurali, capito»?
Al fratello il costruttore poi chiede: «Hai notizie dalla Regione, poi alla fine noi abbiamo mandato i nomi, e loro, non sai cosa hanno fatto loro? Speriamo… Ho parlato con Mariani, hanno sollecitato il Comune, stava vedendo quali sono i nomi. Oltre lui ci deve essere Franco Patricolo, perché è chiaro che è uno che conosce la questione… Però bisognerebbe sapere, magari parlando con Beppe, o sentire…, quando noi abbiamo avuto rapporti con i lavori pubblici, no, per la strada, per le altre cose, chi c’era? Una persona che può risolvere i problemi, capito? Chi può essere?»

(foto Sopr. Arch. CA, S.D., archivio GrIG)

I commenti sono chiusi.