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Costa di Castiadas, terra di abusi.

i ruderi dell'Hotel Villa Rey

i ruderi dell'Hotel Villa Rey

  Sempre più terra di abusi la costa di Castiadas (CA). Clamorosi sviluppi delle indagini sulla ristrutturazione e ampliamento del complesso turistico-edilizio “Villa Rey”, sul litorale di Castiadas: indagati per una sfilza di reati il Soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici di Cagliari Gabriele Tola, il dirigente del Servizio comunale urbanistica Giuseppe Floris, imprenditori ed esecutori dei lavori. 

Nel marzo 2008 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, in seguito alle indagini svolte dal N.I.P.A.F. del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, disponeva il sequestro preventivo di parte del cantiere.   Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico avevano inoltrato due specifici esposti (28 giugno 2007, 12 settembre 2007) inviati anche alle amministrazioni pubbliche (Ministero per i beni e attività culturali, Assessorato regionale dell’urbanistica, Servizio tutela del paesaggio di Cagliari, Comune di Castiadas, Soprintendenza ai beni ambientali di Cagliari), al Corpo  forestale e di vigilanza ambientale e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari in relazione ai lavori in corso per la realizzazione della completa ristrutturazione ed ampliamento del complesso edilizio ricettivo “Villa Rey” da parte della società Le Palme s.p.a. (già Sir Rocco Forte & Family s.p.a.) in loc. Costa Rey, a poche decine di metri dal mare, in Comune di Castiadas (CA)       Tale intervento immobiliare risulterebbe fornito di aumento di volumetrie in deroga con deliberazione Consiglio comunale n. 20 del 13 marzo 2006 e di permesso di costruire n. 49 del 24 maggio 2006.

cartello "inizio lavori"

cartello "inizio lavori"

In proposito, il Servizio tutela del paesaggio di Cagliari aveva comunicato (nota prot. n. 863/RE del 10 agosto 2007) di non aver “rilasciato alcuna autorizzazione paesaggistica per i lavori” di ristrutturazione del complesso turistico-edilizio, anzi, precisava che “l’ufficio con nota prot. n. 1819 del 25/01/2007 in merito al progetto in questione ha espresso parere sfavorevole”.          

L’area è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni), in quanto fascia costiera con ambiti dunali e macchia mediterranea, mentre la fascia dei mt. 300 dalla battigia marina è tutelata anche con vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993).         Nel piano paesaggistico regionale – P.P.R. (deliberazione Giunta regionale n. 36/7 del 5 settembre 2006) l’area appare ricompresa nell’ambito di paesaggio costiero n. 26 “Castiadas” (art. 14 delle norme tecniche di attuazione) ed è classificata, pro parte, “area naturale e sub naturale”, “campi dunari e sistemi di spiaggia” e “insediamenti turistici”.  Pur essendo il Comune di Castiadas provvisto di P.U.C. definitivamente approvato ed in vigore, si applicano per tale ambito di paesaggio costiero le disposizioni cautelari provvisorie (art. 1 della legge n. 1902/1952 e successive modifiche ed integrazioni) di cui all’art. 15, comma 3°, delle norme tecniche di attuazione del P.P.R.   

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico esprimono il loro sostegno  e fiducia nell’operato di Magistratura e Polizia Giudiziaria sempre più teso alla salvaguardia delle coste e dei beni ambientali.

 Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

lavori di ristrutturazione e ampliamento ex Hotel Villa Rey

lavori di ristrutturazione e ampliamento ex Hotel Villa Rey

da L’Unione Sarda, 11 marzo 2010

Il numero uno dei beni architettonici avrebbe autorizzato lavori entro i 300 metri dal mare in un hotel di Roberto Mancini. Abuso d’ufficio, Tola sotto inchiesta. Il sovrintendente accusato anche di falso. «Un equivoco». Il soprintendente ai beni paesistici Gabriele Tola è indagato per abuso d’ufficio, falso ideologico, violazione di sigilli e abuso edilizio.   Maria Francesca Chiappe

Una rampa d’accesso all’albergo e un locale interrato per l’impianto che alimenta la piscina con l’acqua a cascata verso la spiaggia: abusi edilizi in riva al mare cristallino di Costa Rey. Abusi costati due anni fa il sequestro dell’hotel Villa Rey, proprietà di una società che fa capo all’allenatore di calcio Roberto Mancini. Abusi che al termine delle indagini coinvolgono il soprintendente ai Beni architettonici Gabriele Tola, indagato per abuso d’ufficio, falso ideologico, violazione di sigilli e abuso edilizio.  La notizia filtra il giorno in cui il sostituto Andrea Massidda chiede il rinvio a giudizio di Tola e di altri quattro accusati di abuso edilizio: il presidente del consiglio d’amministrazione della società proprietaria dell’albergo Le Palme Stefano Gagliardi, il direttore dei lavori di ristrutturazione Luigi Giglio, il procuratore dell’impresa Cepram che ha eseguito i lavori Innocenzo Zaccheddu, il responsabile del servizio urbanistico del comune di Castiadas Giuseppe Floris (al quale è contestato anche l’abuso d’ufficio).  Avrebbero realizzato a meno di 300 metri dal mare opere legate alla ristrutturazione dell’hotel Villa Rey sulla base di una concessione edilizia e di una variante rilasciate dall’ingegner Floris. La concessione edilizia in verità è stata rilasciata con un nulla osta paesistico emesso in via surrogatoria da Tola: il problema è che, secondo l’accusa, quegli atti sono illegittimi, dunque inefficaci, poiché già in fase di approvazione autorizzavano l’incremento di volumetria verso il mare. La variante risulta invece rilasciata senza il nulla osta paesaggistico dopo l’entrata in vigore del piano paesistico regionale che dichiara inedificabili i territori costieri nella fascia dei 300 metri dalla battigia. Proteso verso il mare con una forma a U, l’albergo si sviluppa su un piano seminterrato, un piano terra e un primo piano; c’è anche un corpo realizzato ex novo su due piani, e poi una piscina, una dependance, la casa del custode, il magazzino di rimessaggio. Il tutto sarebbe stato realizzato in difformità dalle già illegittime concessioni edilizie: la volumetria è superiore a quella indicata nel progetto. Tra i volumi abusivi il capo d’imputazione indica un locale interrato sotto la piscina, 522 metri quadri per due metri e 60 di altezza, non compreso nel progetto e nelle autorizzazioni, dunque edificato in totale assenza di concessione edilizia.  Il centro dell’accusa ruota attorno a Gabriele Tola: nel nulla osta paesistico avrebbe falsamente attestato che l’incremento volumetrico richiesto dalla società «risulta proposto oltre la linea dei fabbricati esistenti verso l’entroterra». Non solo: dopo il sequestro deciso dal gip di Cagliari, il 7 marzo 2008, Tola era stato nominato custode della struttura e in quella veste avrebbe violato i sigilli.   Il soprintendente (difeso dall’avvocato Leonardo Filippi che assiste anche Gagliardi e Floris mentre Giglio è difeso da Guido

spiaggia di Villa Rey

spiaggia di Villa Rey

Manca Bitti e Zaccheddu da Sebastiano Cheri) è sicuro che si tratti di un equivoco. In sostanza: aveva concesso il nulla osta perché le costruzioni non si rivolgevano verso il mare ma verso l’entroterra. Quanto al seminterrato, era una struttura preesistente da riadattare per ospitare le pompe che alimentano la piscina. Nei giorni scorsi gli avvocati hanno depositato nella cancelleria del pm una corposa memoria difensiva.

La storia. Il nulla osta dopo il no della Regione.

La proposta per il recupero dell’albergo costruito negli anni Sessanta sulla spiaggia di Castiadas, tra Sant’Elmo e Santa Giusta, era stata presentata all’ingegnere Giuseppe Floris, capo dell’ufficio tecnico del Comune di Castiadas, dall’avvocato romano Stefano Gagliardi. Prospetti, piante e simulazioni virtuali comparivano su carta intestata del gruppo di Rocco Forte, figlio di Charles, l’imprenditore che costruì il Forte Village a Santa Margherita di Pula e che aveva rilevato il Villa Rey da un fallimento. Ma l’avvocato Gagliardi quella volta trattava per conto di Roberto Mancini, all’epoca allenatore dell’Inter, intenzionato a investire nel turismo. Nel 2005 la società Le Palme srl aveva presentato al comune di Castiadas un progetto di ristrutturazione che aveva ottenuto un sensibile aumento della cubatura: da 6.000 a 7.451 metri cubi. Gli atti erano stati inviati alla Regione e l’ufficio Tutela del paesaggio aveva annunciato il suo no all’aumento di volumetria del 25 per cento rispetto all’esistente rudere sulla spiaggia. Ma la comunicazione ufficiale non era arrivata nei termini di legge, così la società Due Palme si era rivolta alla Soprintendenza che aveva concesso il nulla osta surrogatorio.

ex Hotel Villa Rey, fronte spiaggia

ex Hotel Villa Rey, fronte spiaggia

Retroscena. L’edificio pagato due volte.

Abbandonato per anni. E per anni un signore ha occupato una dependance del vecchio albergo. Così, quando la società Le Palme aveva deciso di acquistare la struttura, si era scontrata con quel signore che diceva: «La dependance è mia, l’ho usucapita».  E giusto per lasciar intendere che non stava affatto scherzando era rivolto al Tribunale civile di Cagliari. Per provare che le sue non erano soltanto parole, fra le mille carte aveva prodotto una serie di fotografie: erano state scattate durante le feste di compleanno del figlio, organizzate sempre nella dependance dell’albergo. Tante foto quanti gli anni che passavano, intanto il figlio cresceva e la vegetazione immortalata alle sua spalle pure. Insomma, alla fine, il giudice gli ha dato ragione: aveva davvero usucapito la struttura. E Le Palme, per entrare in possesso dell’intero complesso, aveva dovuto sborsare fior di quattrini.

(foto per conto GrIG)

  1. 12 Marzo 2010 a 17:44 | #1

    da La Nuova Sardegna, 12 marzo 2010
    Castiadas. Chiusa con cinque indagati l’inchiesta della Procura della Repubblica sulla costruzione di Villa Rey. Lavori abusivi nell’hotel di mister Mancini. Rischia il rinvio a giudizio anche il sovrintendente provinciale Gabriele Tola.

    CAGLIARI. Buona parte dell’hotel Villa Rey, proprietà di una società legata al tecnico del Manchester City Roberto Mancini, è stata realizzata abusivamente. Le autorizzazioni iniziali sono illegittime, i nullaosta successivi violano il piano paesaggistico e intaccano la fascia protetta dei trecento metri dal mare incontaminato di Castiadas. L’inchiesta giudiziaria condotta dal pm Andrea Massidda è chiusa, gli indagati sono cinque: il sovrintendente provinciale per i beni paesaggistici e architettonici Gabriele Tola, il presidente del consiglio di amministrazione e legale rappresentante della società committente ‘Le Palme srl’ Stefano Gagliardi, il direttore dei lavori Luigi Giglio, il procuratore dell’impresa di costruzioni ‘Ceprum’ Innocenzo Zaccheddu e il responsabile del servizio urbanistico del comune di Castiadas Giuseppe Floris. Tutti, secondo la Procura, devono rispondere di abusi edilizi, Floris anche di abuso d’ufficio, Zaccheddu di aver violato i sigilli imposti al cantiere dal magistrato. Gli indagati hanno ora venti giorni di tempo per produrre memorie e per farsi interrogare, l’avvocato Leonardo Filippi – che difende Gagliardi – ha già annunciato un dossier difensivo. L’avvocato Guido Manca Bitti difende Giglio e Zaccheddu, l’avvocato Sebastiano Cheri è il legale d’ufficio per Floris e Tola. La vicenda risale al secondo semestre del 2006, quando il Corpo Forestale compie una serie di verifiche sui lavori in corso all’hotel Villa Rey. Documenti alla mano si scopre che le autorizzazioni edilizie concesse dal comune di Castiadas, la seconda con nullaosta firmato in via surrogatoria dal sovrintendente Tola, risultano illegittime perchè danno il via libera a opere comprese nella fascia di rispetto dei trecento metri. Poi arriva la conferma: l’impresa ha messo in piedi strutture di ampliamento dell’hotel, un locale seminterrato e altri manufatti, senza la concessione edilizia. Ora, a distanza di quasi tre anni, la chiusura dell’inchiesta e il probabile rinvio a giudizio.

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