Home > Primo piano > Solo i più duri resteranno in piedi.

Solo i più duri resteranno in piedi.

fiore viola sulle dune

fiore viola sulle dune

Ecco come si sviluppano le competenze di eccellenza nel Sardistàn. Una fila di 30 ore per 300 “posti retribuiti” al termine del percorso Master and Back. 500 rimarranno fuori, solo i più duri resteranno.  La Giuntachesorride non si smentisce: “il presidente Cappellacci mi ha sollecitato affinchè fossero salvaguardati i più alti livelli di sicurezza nella fase di consegna delle domande congiunte di finanziamento previste dall’avviso percorsi di rientro Master and Back. Abbiamo predisposto un metodo di gestione dei flussi degno di una amministrazione efficiente e sensibile verso l’utenza”, afferma sicuro e senza timor di ridicolo il direttore dell’Agenzia del lavoro Stefano Tunis, già U.D.C. e poi candidato non eletto del P.d.L.  alle elezioni regionali 2009.  Avranno un braccialetto per il polso e non verrà loro tatuato un numero sul braccio.   Altro che Zimbabwe…

Gruppo d’Intervento Giuridico

da Il Sardegna, 15 marzo 2010

La lunga notte del Master and back. Via Is Mirrionis.  Allestimento da Protezione civile di fronte all’Agenzia regionale del Lavoro: fondi solo ai primi. Trenta ore di fila con stufe e tende. Ennio Neri

Per i giovani del master & back la prima esperienza formativa garantita è una fila di 29 ore. Arrivo alle 6 del mattino e sosta sul marciapiede davanti all’ingresso dell’Agenzia del lavoro in via Is Mirrionis, fino a mezzanotte. Ma occhio e orecchio all’appello a ogni giro di lancette: chi non risponde è fuori. E non può andare a nanna nella tensostruttura montata nel cortile dell’Agenzia del Lavoro. La colazione arriva alle 5 del mattino, servita dai volontari della Protezione civile, mobilitati apposta per l’occasione. E poi in coda per l’accesso al finanziamento per il back, il rientro lavorativo in un’impresa sarda, dopo l’esperienza all’estero. «Allucinante», commenta una ragazza al cancello dalle 7, «sembra un film di fantascienza, ma dove stiamo arrivando?».  Chi temeva il caos per la domanda di ammissione al master & back è servito. Sono state contate 800 domande per il lavoro nell’Isola, dopo dell’esperienza maturata al’estero. Ma i 15 milioni regionali a disposizione garantiscono i fondi a circa trecento persone. E l’Agenzia del lavoro è stata chiara: le domande saranno accolte da lunedì 15 marzo in ordine di arrivo. E scatta la corsa. Ieri verso le 20 in coda già si contavano 104 persone. Coperte, sedie pieghevoli, pizze da asporto, birre e un po’ di musica. E tanti giovani. La prima della lista è  Martina Pettinau, cagliaritana, al cancello dalle sei. Poi c’è Cristina Carta arrivata da Bosa, dopo un viaggio di 250 km, al cancello dalle 19, è 86esima. Paolo Deiosso, è arrivato poco dopo le 6. Ma ha iniziato a perlustrare il varco di via Is Mirrionis, da sabato sera.  «Alle 8, 30 è uscito il direttore e abbiamo preso accordi», racconta il giovane, «ora stiamo preparando la lista. La posizione è da confermare ogni ora rispondendo all’appello. L’ingresso dentro è previsto a mezzanotte. Una volta dentro», aggiunge, «ci verrà dato un braccialetto e un numero che dovremo esibire per la fila vera e propria». Qualche momento di tensione quando qualcuno prova a contestare la validità della lista “autogestita”. «Non c’era soluzione», commentano i giovani al cancello.  bimba che cava la lingua

Distribuzione di acqua e cibo, ecco il piano di emergenza. Anche l’ambulanza.

Dalla mezzanotte i giovani in fila vengono accolti dalla Protezione civile dentro una tensostruttura (stile servizio catering) di 200 metri quadri, in grado di accogliere 400 persone (i responsabili contavano circa 300 persone per la notte) montata nel cortile dell’Agenzia del lavoro. Fuori 6 gradi, ma dentro il conforto di sei stufe e fungo da esterno (con estintori), da subito troveranno acqua e un po’ di cibo. Le bevande calde (caffè, latte, ecc.) in arrivo alle 5 del mattino. All’esterno sono stati montati 4 bagni chimici (due per sesso) e un’ambulanza. Otto i volontari della Protezione civile in servizio, due assistenti e 4 agenti di sicurezza. All’esterno anche un’ambulanza. Sue le uscite di sicurezza: una in via Nebida e l’altra in viale Monastir. La spesa complessiva dell’intervento è di 10 mila euro. L’intervento è stato considerato di assoluta emergenza.

(foto e disegno S.D., archivio GrIG)

  1. 16 Marzo 2010 a 17:32 | #1

    da La Nuova Sardegna, 16 marzo 2010
    Le aspettative dopo lo studio all’estero e l’ultima fila. Più di un anno nell’attesa della chiamata tra speranze, passioni e nuove incertezze. (Daniela Paba)

    CAGLIARI. Sotto il tendone montato dalla Protezione civile, 150 ragazzi sono organizzati con thermos, sacchi a pelo, libri e liste di nomi da aggiornare. Aspettano da un anno la chiamata di rientro. Hanno 30 anni o poco più, e rappresentano la meglio gioventù, la più fortunata, ma anche quella che ha molto studiato, accumulando titoli ed esperienza e ora è qui in fila per 2-3 anni di lavoro, riconosciuto e pagato, finalmente, secondo i contratti. Delle 930 domande solo un terzo dovrebbe avere copertura immediata, per le altre la Regione promette di trovare i soldi ma i tempi s’allungano. Laura, 32 anni, una laurea in politiche dello sviluppo, ha fatto un master in sicurezza alimentare nelle aree sottoposte a stress, farà il back con un gruppo di ricerca cagliaritano di Medicina che lavora a un progetto sui Paesi del Mediterraneo: «Un modo per continuare la ricerca, perché le assunzioni sono bloccate e l’università non ha fondi». Giorgio, 31 anni, ingegnere strutturale, torna da un master a Sheffield: «Tra le prime 5 città in Europa nel mio settore, ho già un dottorato di ricerca, farò il back alla facoltà di ingegneria». Marina è bruna, capelli lunghi, si è laureata in scienze politiche con indirizzo amministrativo, ha fatto il master in marketing e management a Stresa: «La multinazionale per la quale ho lavorato mi voleva assumere a tempo indeterminato, ma per la voglia di tornare son rimasta fregata, un anno e più d’attesa. Farò il back in un ente privato a partecipazione pubblica, li ho cercati io, sono rimasti contenti del curriculum». Stefania, 32 anni e una laurea in lettere, tirocinio in comunicazione e tutela dei beni culturali, lavora a progetto da 8 anni, sognando un concorso, anzi “il concorso, quello giusto” in qualche ente pubblico. Ha fatto il master a Prato in un’azienda pubblica: «In 2 anni si creano contatti, si apre qualche spiraglio per i concorsi e devi aver lavorato in un ente pubblico per essere assunto». Tra tanti giovani, qualche testa canuta, padri e madri sono lì, con i figli e per i figli. Come la mamma di Riccardo, dottorato e master a Barcellona: «Poi è rientrato, ha sistemato i documenti ed è partito in Colombia a svernare». La madre non si lamenta, anzi: «La mia vita è così, ho bivaccato per avere un lavoro, sono stata strutturata solo 2 anni fa». Due ragazze aspettano di prendere sonno, una legge all’altra, a voce alta, l’ottavo volume della Rivoluzione umana di Daisaku Ikeda. Quella che deve ancora venire.

  2. 16 Marzo 2010 a 17:30 | #2

    da La Nuova Sardegna, 16 marzo 2010
    Master & back, il Pd chiede le dimissioni dell’assessore Manca. (Pier Giorgio Pinna)

    CAGLIARI. Master & back: lunghe file, bivacchi notturni, nuove polemiche, inviti dal Pd all’assessore Franco Manca perché si dimetta. E due unici, faticosissimi obiettivi da parte di tanti laureati sardi. Obiettivo numero 1: arrivare tra i primi a consegnare una richiesta preziosissima, quella per il rientro al lavoro nell’isola dopo la formazione all’estero o in differenti zone d’Italia.
    Richiesta accettata solo su criteri cronologici: «Le selezioni sul merito erano state fatte in uscita», spiegano nell’Agenzia. Obiettivo n. 2: contare sui fondi già stanziati dalla Regione, quasi 15 milioni. Alla fine, in 90 minuti di rush conclusivo, saranno ritirate 371 domande. Su un totale di 930 aventi diritto le hanno presentate in 266. «Erano ammesse la delega e più consegne diverse da parte dello stesso incaricato in coda», chiariscono negli uffici. Per gli altri 559 candidati non ci dovrebbero essere difficoltà. Per le loro richieste c’è tempo sino a fine maggio. E, se gli impegni assunti dal consiglio regionale saranno rispettati, attingeranno agli stanziamenti integrativi appena varati. È questa infatti la direzione verso la quale si è mossa l’intera assemblea, con un voto che ha unito maggioranza e opposizioni. Impegno che vincola la Giunta a fare in fretta. Di qui i solleciti di Cappellacci e Manca perché i ragazzi non subissero disagi.
    Ma dopo il caos delle ultime ore gli esponenti del Pd Mario Bruno, Giampaolo Diana e Marco Espa dicono che l’assessore al Lavoro deve andarsene per «manifesta incapacità» ad attuare una direttiva del consiglio regionale. «Quanto è successo con i bivacchi doveva venire evitato», sostengono i consiglieri democratici. «Non è accettabile né pensabile che per disorganizzazione della pubblica amministrazione si trattino i cittadini come se fossero greggi o persone che tentano la fortuna alla pari di un Gratta e Vinci», concludono.
    Sulle estenuanti file hanno inciso gli esempi negativi degli ultimi anni. Accompagnati spesso da lungaggini nelle pratiche, meccanismi farraginosi, stop and go continui. Rialimentati tra domenica e ieri dal divieto di far giungere le domande con metodi diversi dalla consegna manuale diretta: il bando non prevedeva la trasmissione online né le raccomandate postali.
    Come ricorda il coordinatore delle risorse, Giovanni Ineichen, la questione delle ultime ore riguarda i vincitori dei concorsi per i Master & back del 2007 e del 2008 che hanno completato la loro preparazione fuori dall’isola (finora coinvolti più di tremila laureati). Da novembre altri 449 giovani attendono invece la definizione dell’istruttoria – data per imminente – che dovrebbe portarli all’estero. E a loro, sempre interessati ai M&B ma non alle domande in fase di presentazione da ieri a fine maggio, si aggiungono 850 candidati ai tirocinii e 45 ai percorsi artistico-musicali, entrambi in uscita.
    «I 930 il cui rientro è finanziato dopo l’incontro domande-offerte sulle vetrine seguiranno vie diverse – informano all’Agenzia – Potranno cioè avere contratti a tempo determinato o indeterminato, a progetto, di apprendistato. Il contributo pubblico varia da 7mila e 200 euro a 100mila euro, a seconda delle tipologie d’impiego». Hanno dato la disponibilità ad accoglierli operatori pubblici (università, enti locali, consorzi di ricerca) e privati (in svariati settori, dall’innovazione scientifica ad àmbiti tradizionali come l’agro-zootecnia). I 371 che hanno fatto ieri la richiesta, per cominciare, hanno un mese di tempo e altri 40 giorni per firmare i contratti. «Gli altri – informano all’Agenzia – seguiranno lo stesso percorso non appena presenteranno la domanda. Sino a lunedì 31 maggio potranno venire qui a Cagliari o incaricare delegati di recarsi nei nostri uffici dalle 11 alle 13 di tutti i giorni, martedì e mercoledì anche dalle 16 alle 18».

I commenti sono chiusi.