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Il Cardinale perde un’occasione d’oro per tacere, un’occasione d’oro per agire…

alberi e cielo

alberi e cielo

Mentre fioccano in mezzo mondo le denunce a vari livelli su troppi tristissimi e gravissimi casi di pedofilìa da parte di preti coperti dalle autorità ecclesiastiche, il Presidente della C.E.I. cardinale Angelo Bagnasco non pensa ad altro che richiamare i cattolici a votare alle prossime elezioni regionali per i partiti anti-abortisti.  Come se fossero le Regioni a legiferare in materia di aborto.   In secondo piano il richiamo ai politici a porre fine “a comportamenti iniqui” e “contiguità affaristiche”, a tornare “sul piano della politica vera”.   Anche la mente di un celenterato (e il cardinale Bagnasco non lo è di sicuro) comprende che si tratti di un richiamo a votare i candidati di centro-destra. Vera manna dal cielo per il premier Silvio Berlusconi, vero campione di virtù cristiane, che ha voluto impostare queste elezioni come un giudizio sul suo operato.  Non è la prima volta che il cardinale Bagnasco soccorre il Fondatore del partito dell’amore.  Ma non ha niente di meglio da fare? Che so, occuparsi seriamente e concretamente dei casi di pedofilìa fra i preti in Italia, ad esempio.  Magari iniziando a spiegarlo ai colleghi della Penitenzieria Apostolica.

Stefano Deliperi

A.N.S.A., 23 marzo 2010

Cei: voto contro l’aborto e in difesa della vita.

Card. Bagnasco: nessun alibi per chi ruba allo Stato. Stop alle contiguità affaristiche.

ROMA – A meno di una settimana dal voto sulle regionali la Cei, con il Cardinal Bagnasco, richiama i cattolici ai “valori non negoziabili” che devono essere rispettati anche alle prossime votazioni per le regionali. I temi proposti sono degli “evergreen”, come ha detto subito la candidata del Pd nel Lazio Emma Bonino e cioé la difesa della vita, l’aborto, la pillola Ru 486, ma anche una ritrovata moralità della vita politica che deve ricalcare quella che nell’immediato dopoguerra portò l’Italia a scalare posizioni nell’economia mondiale. Bagnasco con 19 pagine ripropone pari pari la questione dei cattolici alle urne e del voto ancorato ai valori che molti politici commentano come un sostegno pro Pdl e contro il Pd, o almeno contro candidature giudicate come eccessivamente laiche.

Silvio Berlusconi, fino a tarda sera, evita l’argomento fedele alla libertà di coscienza sui temi etici con cui ha plasmato il Pdl. Ma al voto cattolico, forse, questa mattina ci ha pensato quando ha preso carta e penna per esprimere solidarietà e vicinanza al Papa a seguito della lettera pastorale ai cattolici irlandesi dopo le denunce di pedofilia alla Chiesa. E allora, per il premier, la scelta del Pontefice diventa una “risposta straordinariamente efficace”, davanti a “situazioni difficili” che diventano anche “motivo di attacco” verso la Chiesa. Attacco che, anticipando anche le polemiche del pomeriggio, Berlusconi assicura che è cosa lontana dalla “nostra gente” che “sa distinguere tra gli errori umani, di cui la storia è piena, e gli enormi frutti di bene che sono nati e continuano a nascere dalla radice cristiana”. Diversa, ovviamente, la reazione della politica a Bagnasco. Emma Bonino, che assieme a Mercedes Bresso si è sentita tirare in ballo in prima persona, commenta subito l’indiretto monito giuntole dal “parlamentino” dei vescovi italiani. E’ un “evergreen. Non c’é alcuna novità, sono le solite cose”.

Firenze

Firenze

Anche il segretario del Pd cerca di non dar alimento alla polemica strettamente politica sulle prossime votazioni di domenica:” E’ un discorso serio”, dice commentando il richiamo morale rivolto dalla Cei affinché non si perda la percezione del politico che ruba anche alla collettività. Bersani sembra abbozzare una risposta anche sui “valori non negoziabili”: “Noi siamo perfettamente attenti non solo alla questione sociale ma anche a quello che la Chiesa da tempo definisce la questione antropologica. Non siamo assolutamente sordi a questo problema ma chiediamo che la politica possa prendersi la sua autonomia e la responsabilità di affrontarlo. Su questi temi deve esserci il confronto e una risposta per i cittadini”. Un modo per non scendere sul terreno della possibile strumentalizzazione del richiamo in chiave strettamente elettorale (“Non ci vedo un appello elettorale” dice poi Bersani in serata).  Più esplicita invece Livia Turco che loda le parole del segretario della Cei.”Ancora una volta da parte dei vescovi arrivano parole profonde e preoccupate sulla crisi economica e sociale ed apprezziamo l’invito alla moralità della politica. Condividiamo il richiamo all’importanza di promuovere buone politiche per la famiglia”. Naturalmente ben diversa la valutazione che viene dalla maggioranza: sono parole – ha detto il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri – che “impegnano tutti i cattolici e soprattutto i cattolici impegnati in politica”. Noi “siamo grati al cardinal Bagnasco per il suo contributo di chiarezza e saggezza”. Maurizio Lupi polemizza direttamente con la Bonino e con la sua definizione dell’intervento della Cei come un “evergreen”. “Le parole del cardinale Bagnasco saranno anche, come dice in maniera sprezzante Emma Bonino, un evergreen, ma indicano l’unica strada possibile per costruire una società che ponga veramente al centro la persona e i suoi bisogni. Mi dispiace per la Bonino, ma la politica è fatta di valori. Forse sarà un’idea non molto originale, di certo è l’unica veramente vincente”.Insomma per Lupi quelle parole sono in gran parte “ritagliate” per la candidata radicale alla regione Lazio anche perché il cardinale ricorda temi, come le discriminazioni nei confronti della Sanità cattolica che sono propri della campagna elettorale nel Lazio. C’é anche parte del Pd critica l’uso strumentale che il Pdl fa “dell’evergeen” della Cei, come il senatore Di Giovan Paolo che invita la maggioranza a non “usare la dottrina della Chiesa come un menu alla carta”. Le uniche critiche dirette, esplicite, arrivano in serata dall’Idv “Le parole di Bagnasco esprimono un legittimo punto di vista, tuttavia non sono condivisibili per un validissimo ed incontestabile motivo: la legge 194 ha ridotto il numero degli aborti ed ha eliminato la piaga delle mammane e delle interruzioni di gravidanza clandestine, causa di morte e dolore”.

BINDI, IMPORTANTE INVITO BAGNASCO, NON BANALIZZARE ABORTO.
“L’intervento di mons. Bagnasco, in apertura dei lavori della Cei, è un invito pacato e importante a restituire onore alla politica e al suo compito di fare giustizia, riconoscendo a ciascuno la dignità di cittadini. Difficile non condividere questo invito, formulato ricordando il sacrificio di Vittorio Bachelet e la dimensione di gratuità e di servizio alla comunità che la politica deve esprimere”: così Rosy Bindi, presidente del’Assemblea nazionale del Pd. “La Chiesa italiana – aggiunge – chiede una maggiore attenzione agli effetti della crisi economica, alla condizione del lavoro, invita a cambiare strategia sull’immigrazione puntando ad una politica di integrazione fondata sull’accoglienza e l’uguaglianza. Le preoccupazioni dei vescovi non vanno ignorate né su questo fronte né su quello della difesa della vita. Da questo punto di vista – prosegue Rosy Bindi – i cittadini italiani, cattolici e non, sono chiamati a valutare la qualità dei servizi alla famiglia, le risorse disponibili per asili nido e i consultori, per la tutela della maternità e dell’infanzia. Le regioni non hanno competenze legislative per modificare le norme sull’interruzioni di gravidanza e non ci sono candidate o candidati che propongano l’abolizione della 194. L’esempio di laicità di Bachelet ci dovrebbe ricordare la distinzione tra il piano della pastorale e quello delle scelte elettorali, tra la fedeltà ai valori e la fatica del bene possibile per realizzarli”. “Noi non vogliamo sottrarci al confronto culturale ed etico sui rischi di una banalizzazione dell’aborto. E proprio per questo – conclude – non è tema su cui dividere gli schieramenti elettorali”.

BAGNASCO A POLITICI,NON HA ALIBI CHI RUBA DA STATO – Non ci possono essere “alibi preventivi” o “coperture impossibili” per quei politici o amministratori che rubano, per proprio tornaconto personale, dalla “cosa pubblica”, con “grave scandalo dei cittadini comuni”. Bagnasco ha esortato gli uomini di Stato a porre fine “a comportamenti iniqui” e ” contiguità affaristiche”, e a tornare “sul piano della politica vera”.

Gabbiano

Gabbiano

da Il Corriere della Sera, 21 marzo 2010

il Papa durante l’Angelus: «Dio perdoni le nostre mancanze. Il capo della Chiesa tedesca: «Abbiamo nascosto per anni i casi di pedofilia». L’arcivescovo di Friburgo: insabbiati per anni gli abusi commessi dai religiosi nei confronti dei minori.

MILANO - Il presidente della Conferenza episcopale tedesca, l’arcivescovo di Friburgo Robert Zollitsch, ha ammesso per la prima volta che la Chiesa cattolica tedesca ha nascosto «per anni» i casi di abusi sessuali commessi da religiosi nei confronti di minori. Zollitsch lo ha detto in un’intervista al settimanale Focus. «Questi abusi sono stati tenuti nascosti per decenni nell’intera società», afferma Zollitsch, poiché «non si è affrontato il problema in tutto il suo significato sociale». Il capo dei vescovi tedeschi aggiunge che appare sempre più evidente come «la maggior parte degli abusi si sono verificati al di fuori dell’ambito ecclesiastico», anche se quelli commessi dai preti sono particolarmente gravi. «Mi vergogno e mi spaventa enormemente il fatto che gli abusi si siano verificati in modo così elevato nelle nostre istituzioni», spiega Zollitsch, secondo il quale «ognuno di questi casi oscura il volto di tutta la Chiesa». Il presidente della Conferenza episcopale tedesca dichiara poi di avere qualche problema nel seguire la scelta fatta dai vescovi bavaresi, di denunciare alle procure ogni nuovo caso di abuso, poiché da quanto ha appreso, le vittime vogliono parlare del loro dolore, ma non desiderano denunciare alla giustizia i pedofili di cui sono rimasti vittime. Questo atteggiamento, spiega Zollitsch, «ci crea un problema morale, poiché noi siamo interessati a portare i responsabili davanti al giudice, affinchè con un processo si arrivi ad una sentenza». Zollitsch sottolinea che i suoi dubbi nel perseguire la via giudiziaria per i casi di abuso nascono dal fatto che «con false accuse si possono uccidere moralmente delle persone. Nel clima arroventato del momento si riflette forse troppo poco su questo aspetto». Zollitsch ripete poi che «non esiste un legame diretto» tra celibato dei preti ed abusi sessuali, poiché nella formazione dei sacerdoti viene affrontato in modo molto vasto il problema della maturità emotiva di chi è chiamato a svolgere una missione pastorale. «Se nei corsi di formazione prematrimoniale si adottasse solo un decimo di questa accuratezza nella formazione della personalità (dei preti), il legame tra uomo e donna risulterebbe forse molto migliore».

manifestazione

manifestazione

IL PAPA – Sulla tema della pedofilia nella Chiesa è ritornato Papa Benedetto XVI nel saluto ai pellegrini di lingua inglese durante l’Angelus domenicale di piazza San Pietro: «Invochiamo umilmente il perdono (di Dio) per le nostre mancanze e chiediamo la forza per crescere nella santità».

L’INDICAZIONEAll’indomani della lettera scritta sullo scandalo della pedofilia che ha travolto la Chiesa in Irlanda, Papa Benedetto XVI ha indicato infatti la via del perdono: «Intransigenti con il peccato, anche il nostro», ma «indulgenti con le persone». Prendendo spunto dal brano evangelico dell’adultera, e della famosa frase di Cristo, “chi è senza peccato lanci la prima pietra”, Ratzinger ha esortato ad imparare «dal Signore Gesù a non giudicare e a non condannare il prossimo». «Impariamo – ha detto – ad essere intransigenti con il peccato, a partire dal nostro!, e indulgenti con le persone». «Ci aiuti in questo – ha invocato – la santa Madre di Dio che, esente da ogni colpa, è mediatrice di grazia per ogni peccatore pentito».

(foto da mailing list sociale, C.B., S.D., archivio GrIG)

  1. 16 Luglio 2010 a 20:56 | #1

    naturalmente ci sono anche le confessioni protestanti.

    A.N.S.A, 16 luglio 2010
    Pedofilia: Germania, lascia la prima donna vescovo luterana.Maria Jepsen accusata di aver coperto casi di abusi sessuali.

    BERLINO – Lo scandalo dei preti pedofili scuote anche la Chiesa protestante tedesca e spinge alle dimissioni Maria Jepsen, la prima donna vescovo della Germania e del mondo, accusata di avere coperto per oltre dieci anni presunti abusi sessuali commessi da un religioso.
    L’annuncio giunge meno di cinque mesi dopo le dimissioni della ‘papessa’ Margot Kaessmann, massima rappresentante della Chiesa evangelica-luterana della Germania. Ma le cause che inseguivano la Jepsen, nominata vescovo di Amburgo nell’aprile del 1992, sono ben diverse dalla multa per guida in stato di ebbrezza che aveva spinto la Kaessmann a lasciare. Secondo la stampa, la Jepsen era a conoscenza da anni dei presunti abusi sessuali su minori commessi da un prete di una parrocchia vicino ad Amburgo, nel Nord del Paese. In pratica, quindi, la donna vescovo ha cercato di insabbiare la vicenda. Gli abusi in questione risalgono alla fine degli anni Settanta e sarebbero continuati fino alla meta’ degli anni Ottanta. Al centro dello scandalo c’e’ un prete della parrocchia di Ahrensburg (Schleswig-Holstein), oggi in pensione, che avrebbe commesso violenze sessuali nei confronti dei suoi stessi figliastri e di numerosi ragazzi e ragazze. Il Consiglio della parrocchia parla di sette vittime accertate, mentre secondo un’associazione locale le vittime sarebbero tra 50 e 60. Lo scandalo e’ emerso a marzo, quando una delle presunte vittime – una donna che oggi ha 46 anni – ha denunciato alla diocesi di Amburgo di essere stata abusata sessualmente dal religioso. La Jepsen, 65 anni, si e’ difesa sostenendo di avere saputo delle accuse contro il prete solo nella primavera di quest’anno, mentre secondo le indiscrezioni di stampa la donna vescovo sapeva fin dal 1999 e ha sempre taciuto. Oggi, durante una conferenza stampa tenuta ad Amburgo, la Jepsen ha respinto le accuse ma ha deciso di farsi da parte, spiegando cosi’ la sua scelta: ”La mia credibilita’ e’ stata messa in dubbio – ha detto -. Quindi non mi sento piu’ nella posizione di diffondere il lieto messaggio, cosi’ come ho promesso davanti a Dio e alla comunita’ con la mia ordinazione e secondo i principi del vescovado”. ”Una collaborazione basata sulla fiducia ha sempre avuto per me un grande significato – ha proseguito -. Non sarei stata capace e non avrei voluto fare il mio lavoro senza onesta’ e franchezza”. E poi ha concluso: ”Aspetto che questi casi di abusi ad Ahrensburg e altrove vengano chiariti rapidamente e che la verita’ venga alla luce”.

  2. 28 Giugno 2010 a 16:44 | #2

    A.N.S.A., 28 giugno 2010
    La Corte suprema Usa: Vaticano processi i preti. Via ultimo ostacolo a processo civile in Oregon.

    NEW YORK – Nell’ultimo giorno in sessione, la Corte Suprema, decidendo di non esprimersi sul ricorso del Vaticano nel caso dell’Oregon ‘Anonimo contro Santa Sede’, ha tolto l’ultimo ostacolo al processo civile del Vaticano per un caso di pedofilia dell’Oregon. Secondo le prime interpretazioni, i giudici hanno riconosciuto che il Vaticano puo’ essere considerato civilmente responsabile delle azioni dei preti pedofili. I giudici non hanno accompagnato il ‘no’ all’esame del caso con una motivazione.
    ”L’azione della Corte e’ una risposta alle preghiere di migliaia di sopravvissuti alle molestie sessuali dei preti che finalmente avranno una chance di avere giustizia”. Lo ha detto Jeff Anderson, l’avvocato che accusa il Vaticano nel caso ‘Anonimo contro Santa Sede’ di cui oggi la Corte Suprema ha accettato l’esame.

    BELGIO, SI DIMETTE COMMISSIONE ADRIAENSSENS – La commissione creata dalla Chiesa per esaminare i casi di abusi sessuali sui minori in Belgio, guidata da Peter Adriaenssens, si e’ dimessa nella sua totalita’. Lo si e’ appreso da fonti di stampa.
    ”Ci dimettiamo perche’ la fiducia tra la giustizia e la Commissione e’ stata deteriorata e di conseguenza anche la fiducia tra la commissione e le vittime che si sono rivolte a noi”, ha detto Karlinin Demasuer, uno dei membri della commissione, facendo riferimento alle perquisizioni avvenute giovedi’ all’arcivescovado di Mechelen e al sequestro dei 475 dossier raccolti dalla Commissione da parte della procura di Bruxelles. Il presidente della commissione, il professore dell’Universita’ di Lovanio Peter Adriaenssens, aveva inviato ieri sera una e-mail ai componenti dell’organismo, preannunciando la sua intenzione di dimettersi dall’incarico. Stamattina, dopo una breve discussione, tutti i componenti hanno deciso di seguire il suo gesto. ”Il dibattito su come risolvere i problemi delle vittime si sposta ora tra i responsabili politici, la giustizia e l’opinione pubblica”, ha detto Adriaenssens, dando conto della decisione collettiva di gettare la spugna. Le dimissioni della commissione lascia un vuoto: molte delle vittime che si erano rivolte a questo organismo indipendente creato nel 2000 per denunciare gli abusi, nel quadro di una relazione pastorale con la Conferenza episcopale belga, avevano chiesto esplicitamente di non volere fare ricorso alla giustizia. Ma i 475 dossier sono ora nelle mani degli investigatori e la giustizia dovra’ fare il suo corso. La decisione sul futuro della Commissione e’ invece nelle mani della Chiesa che decidera’ giovedi’ se mantenerla con altri membri o se mettere la parola fine a questa esperienza.

    SCHOENBORN SI SCUSA PER CRITICHE A SODANO – In udienza oggi da papa Benedetto XVI, il cardinale di Vienna, Cristoph Schoenborn, ha espresso il suo ”dispiacere” per alcune affermazioni critiche da lui fatte sul conto dell’ex segretario di Stato vaticano, Angelo Sodano, nell’ambito del caso dell’ex cardinale di Vienna, Hans Hermann Groer, accusato e dimissionato per pedofilia. All’incontro tra Ratzinger e Schoenborn, si sono aggiunti anche Sodano, attuale decano del collegio cardinalizio, e il segretario di Stato Vaticano in carica, card. Tarcisio Bertone.

    PAPA A SCHOENBORN: SOLO IO POSSO CRITICARE CARDINALI – Solo il Papa puo’ criticare o muovere accuse a un cardinale: e’ quanto e’ stato ricordato oggi all’arcivescovo di Vienna, card. Christoph Schoenborn, che nelle settimane scorse aveva rimproverato all’allora segretario di Stato, card. Angelo Sodano, di aver protetto il precedente capo della diocesi viennese, Hans Hermann Groer, alla fine dimesso per le accuse di pedofilia. Lo riferisce un comunicato del Vaticano.

  3. 25 Giugno 2010 a 21:27 | #3

    A.N.S.A., 25 giugno 2010
    Pedofilia, il papa sostituisce vescovo reo confesso in Belgio. Mons. Jozef De Kesel alla diocesi di Bruges.

    CITTA’ DEL VATICANO – Papa Benedetto XVI ha nominato vescovo di Bruges, in Belgio, mons. Jozef De Kesel, finora vescovo di Bulna e ausiliare di Malines-Bruxelles, la diocesi da ieri oggetto di perquisizioni da parte della polizia belga nell’ambito di un’inchiesta su casi di pedofilia. De Kesel è stato chiamato a sostituire l’ex vescovo di Bruges Roger Vangheluwe, reo confesso di abusi le cui dimissioni sono state già accolte dal Papa. La nomina di De Kesel, che è stato anche ausiliare del card. Danneels, l’ex primate del Belgio in questi giorni indagato per il sospetto di avere occultato abusi su minori da parte di religiosi nella sua diocesi, è stata annunciata questa mattina dalla sala stampa vaticana.
    De Kesel, 63 anni, nato a Gent, ha studiato filosofia e teologia ed è stato ordinato sacerdote nel 1972 nella stessa diocesi, dove ha a lungo insegnato in vari istituti religiosi. Eletto alla sede titolare di Bulna e nominato ausiliare di Malines-Bruxelles il 20 marzo 2002, ha ricevuto poco dopo l’incarico di vicario generale a Bruxelles. Nella Conferenza episcopale ricopre a tutt’oggi gli incarichi di responsabile della commissione interdiocesana per la pastorale liturgica fiamminga e francofona, e di delegato presso la Commissione degli episcopati della comunità europea (Comece). All’epoca della rinuncia per motivi di età da parte del card. Godfried Danneels alla guida della diocesi di Malines-Bruxelles, avvenuta nel 2009, si era parlato di una possibile successione di De Kesel, ma, secondo indiscrezioni circolate a suo tempo, fu giudicato troppo “progressista” e comunque troppo in linea con il vescovo uscente. Papa Ratzinger aveva lasciato intendere di voler cambiare corso, nominando,nel gennaio scorso, André-Mutien Léonard, un “moderato” a lui più vicino.

    VERSO COMMISSIONE INCHIESTA SU ABUSI CHIESA BELGA – I casi di abusi ai minori commessi all’interno della Chiesa potrebbero diventare oggetto di una commissione di inchiesta parlamentare. Il ministro belga uscente della giustizia Stefaan De Clerck si è dichiarato favorevole alla sua istituzione. “Può essere un’iniziativa utile e positiva”, ha dichiarato il ministro parlando a reti televisive. Quanto all’inchiesta giudiziaria in corso e alla polemica sulle perquisizioni, il ministro ha ribadito che in Belgio “esiste una separazione di poteri tra Stato e chiesa”. “Il giudice istruttore agisce in modo indipendente e se ritiene che certe perquisizioni sono necessarie, lui può assumere questa decisione”, ha dichiarato de Clerck.

    SDEGNO PER VIOLAZIONE TOMBE- La “violazione delle tombe” avvenuta in Belgio durante le perquisizioni a Bruxelles ha suscitato “sdegno” nella Segreteria di Stato vaticana, che, in una nota ufficiale, torna a condannare l’abuso di minori da parte di religiosi, esprimendo però “vivo stupore” per le modalità in cui sono avvenute le perquisizioni”. La segreteria di Stato vaticana ha ribadito, in una nota ufficiale riferita alle perquisizioni all’arcivescovado di Malines-Bruxelles, “la ferma condanna di ogni atto peccaminoso e criminale di abuso di minori da parte di membri della Chiesa, come pure la necessità di riparare e di affrontare tali atti in modo conforme alle esigenze della giustizia ed agli insegnamenti del Vangelo”

    CONVOCATO L’AMBASCIATORE – Il segretario vaticano per i rapporti con gli Stati, mons. Dominique Mamberti, ha espresso “personalmente” all’ambasciatore del Belgio presso la Santa Sede, Charles Ghislain, il suo “sdegno” e lo “sgomento” per la violazione delle tombe di alcuni alti ecclesiastici durante le perquisizioni in Belgio.

    PROCURA, APERTA UNA SOLA TOMBA – “Posso confermare che nel corso delle perquisizioni è stata aperta una tomba”. E’ quanto ha affermato la portavoce della procura di Bruxelles Estelle Arpigny contattata dall’ANSA. La portavoce ha quindi precisato di non avere alcun commento da fare alle affermazioni di sdegno del Vaticano circa la violazione delle tombe.
    Il dossier, legato alle perquisizioni di ieri nell’arcivescovado di Mechelen-Bruxelles, “é stato istruito con la sola imputazione di attentato al pudore”. E’ quanto ha detto il portavoce della procura, Jean-Marc Meilleur, precisando che “non viene presa in considerazione l’associazione criminale”, come invece era stata ipotizzata da una fonte giudiziaria citata stamani dal quotidiano De Morgen. Nelle perquisizioni nell’arcivescovado sono stati sequestrati un gran numero di documenti d’archivio, mentre nella cattedrale di Saint Rombout, dove una tomba è stata aperta parzialmente, non è stata trovata alcuna prova.

  4. 29 Maggio 2010 a 18:59 | #4

    A.N.S.A., 29 maggio 2010
    Belgio: prete abuso’ di donne in coma.

    BRUXELLES, 29 MAG – Un sacerdote belga avrebbe abusato sessualmente di donne in coma o con problemi psichiatrici nell’ospedale Saint-Andrien di Tielt. A rivelarlo e’ un altro sacerdote che colloca gli abusi tra gli anni ’60 e ’80. Secondo alcuni quotidiani fiamminghi il sacerdote, che e’ deceduto, avrebbe approfittato del fatto di avere accesso alla sala di rianimazione per dare conforto ai familiari dei malati. La direzione del nosocomio avrebbe saputo, ma non avrebbe fatto niente per impedire.

  5. 25 Maggio 2010 a 21:36 | #5

    A.N.S.A., 25 maggio 2010
    Pedofilia: arrestato prete nel Milanese. Religioso di 73anni, e’ accusato di rapporti con un 13enne.

    MILANO, 25 MAG – Un sacerdote di 73 anni della Diocesi di Lodi, Domenico Pezzini e’ stato arrestato con l’accusa di pedofilia. Il sacerdote, arrestato ieri (ma la notizia si e’ appresa solo oggi) dagli agenti della Squadra Mobile di Milano, e’ accusato di aver avuto rapporti sessuali con un ragazzino che all’epoca degli abusi aveva 13 anni, oggi 16enne. Nel corso di una perquisizione in casa sua, gli agenti avrebbero anche trovato materiale pedopornografico.

  6. 1 Maggio 2010 a 19:01 | #6

    A.N.S.A., 1 maggio 2010
    Papa: Legionari di Cristo commissiariati. In Vaticano gli ‘ispettori’ del Papa che hanno indagato negli scorsi mesi sulla Congregazione travolta dagli scandali del suo fondatore.

    CITTA’ DEL VATICANO – La decisione è stata presa: papa Benedetto XVI nominerà un suo “delegato”, in pratica un commissario, incaricato di accompagnare i ‘Legionari di Cristo’ in un profondo processo di revisione del loro ordine, dopo i “delitti” compiuti dal fondatore Marcial Maciel, colpevole di pedofilia e di una doppia vita con moglie e figli. L’annuncio è stato dato oggi da un comunicato della Sala Stampa vaticana, al termine di due giorni di colloquio tra i 5 vescovi “ispettori” , reduci da un’indagine approfondita sulla Legione, con il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone e, ieri, con lo stesso Ratzinger.
    “La condotta” di padre Marcial Maciel “ha causato serie conseguenze nella vita e nella struttura della Legione, tali da richiedere un cammino di profonda revisione” e ciò comporterà anche un confronto sincero “con quanti, dentro e fuori la Legione, sono stati vittime degli abusi sessuali e del sistema di potere messo in atto dal fondatore”, spiega la nota della Santa Sede. “Rivedere l’esercizio dell’autorità” e “ridefinire il carisma della Congregazione”, sono in particolare due delle indicazioni date dai vescovi ispettori. “Infatti, la delusione circa il fondatore potrebbe mettere in questione la vocazione e quel nucleo di carisma che appartiene ai Legionari di Cristo ed é loro proprio”, aggiunge il comunicato.
    “I gravissimi e obiettivamente immorali comportamenti” di padre Maciel, “confermati da testimonianze incontrovertibili, si configurano, talora, in veri delitti e manifestano una vita priva di scrupoli e di autentico sentimento religioso”, sottolinea il Vaticano, aggiungendo che “di tale vita era all’oscuro gran parte dei Legionari, soprattutto a motivo del sistema di relazioni costruito da padre Maciel, che abilmente aveva saputo crearsi alibi, ottenere fiducia, confidenza e silenzio dai circostanti e rafforzare il proprio ruolo di fondatore carismatico”.
    Il Papa ha deciso anche di costituire una commissione che avrà il compito di rivedere gli ordinamenti interni, “le costituzioni”, della Congregazione, tra cui l’obbligo di silenzio su quanto avveniva al suo interno. I legionari di Cristo sono un potente ordine religioso, nato in Messico a metà del secolo scorso: possono contare su migliaia di sacerdoti e su oltre cento case madri, e decine di università e scuole sparse in tutto il mondo (due a Roma). In epoca moderna questo è il secondo commissariameno deciso da un Papa. Il primo risale al 1981, quando Giovanni Paolo II nominò un suo “delegato pontificio” per i gesuiti, dopo gli sbandamenti della teologia della liberazione.

  7. 23 Aprile 2010 a 12:26 | #7

    A.N.S.A., 23 aprile 2010
    Pedofilia: vescovo belga ammette abusi e lascia.

    CITTA’ DEL VATICANO – Benedetto XVI ha accolto oggi le dimissioni del vescovo belga di Bruges, mons. Roger Joseph Vangheluwe, il quale ha confessato, in una dichiarazione ufficiale, diffusa dalla sala stampa vaticana insieme all’annuncio delle dimissioni, di aver “abusato sessualmente di un giovane”. “Quando ero ancora semplice sacerdote e per un certo tempo all’inizio del mio episcopato – ha confessato il vescovo – ho abusato sessualmente di un giovane nell’ambiente a me vicino. La vittima ne è ancora segnata. Nel corso degli ultimi decenni – ha aggiunto mons.Vangheluwe – ho più volte riconosciuto la mia colpa nei suoi confronti, come nei confronti della sua famiglia, e ho domandato perdono. Ma questo non lo ha pacificato. E neppure io lo sono. La tempesta mediatica di queste ultime settimane ha rafforzato il trauma. Non è più possibile continuare in questa situazione. Sono profondamente dispiaciuto per ciò che ho fatto e presento le mie scuse più sincere alla vittima, alla sua famiglia, a tutta la comunità cattolica e alla società in generale”. “Ho presentato le mie dimissioni da vescovo di Bruges a papa Benedetto XVI – ha concluso mons.Vangheluwe -. Sono state accettate venerdì. Perciò, mi ritiro”.

    PRIMATE BELGIO, SITUAZIONE PARTICOLARMENTE SERIA – “Siamo di fronte ad una situazione particolarmente seria”: lo ha affermato l’arcivescovo di Maline-Bruxelles, nonché primate del Belgio, mons.André-Joseph Leonard, in una dichiarazione diffusa dalla sala stampa vaticana in contemporanea con una conferenza stampa convocata dalla Conferenza episcopale belga a Bruxelles. “Il nostro pensiero – ha detto mons.Leonard – va alla vittima e alla sua famiglia, che in gran parte apprende solo oggi la sconvolgente notizia”. Non ci sarà mai più “silenzio” e occultamento” sugli abusi sessuali, e le dimissioni del vescovo di Bruges dimostrano che la Chiesa cattolica vuole “voltare pagina”. Lo ha detto il vescovo di Malines-Bruxelles e primate del Belgio, mons.André-Joseph Leonard in una dichiarazione diffusa in sala stampa vaticana in contemporanea con una conferenza stampa convocata dalla Conferenza episcopale belga a Bruxelles. Le pronte dimissioni del vescovo di Bruges, reo confesso di abusi su un ragazzo, e le dichiarazioni che le hanno accompagnate “corrispondono – ha detto mons. Leonard – alla volontà di trasparenza che la Chiesa cattolica del Belgio vuole ora applicare rigorosamente alla materia, voltando risolutamente pagina rispetto all’epoca, non così lontana, in cui, nella Chiesa come altrove, si preferiva la soluzione del silenzio o dell’occultamento”.

  8. 14 Aprile 2010 a 16:35 | #8

    A.N.S.A., 14 aprile 2010
    Malta, 45 denunce di abusi in 19 anni. Lo ha detto Victor Caruana Colombo, capo del Response Team.

    LA VALLETTA, (MALTA) – Le ‘linee guida’ che richiamano tutte le arcidiocesi a “riferire immediatamente” i casi di abusi su minori da parte di sacerdoti (45 i casi denunciati nella sola Malta negli ultimi 19 anni) “significano la fine del Response Team costituito dai vescovi maltesi per indagare su tali accuse”. Lo ha detto Victor Caruana Colombo, Capo dello stesso Response Team, parlando all’ANSA del documento sulle linee guida che la Santa Sede seguirà nell’affrontare il dilagante fenomeno delle pedofilia nella Chiesa pubblicato ieri sul sito web del Vaticano.
    Alla vigilia della visita di Papa Benedetto XVI sull’ isola-stato, Caruana Colombo prende atto della bufera che sta investendo la Chiesa – anche a Malta con una serie di accuse pesanti sollevate nei confronti di sacerdoti – e dice, “capisco adesso che i casi di pedofilia non saranno più nelle mani del Response Team, ma saranno deviati immediatamente alla Polizia”. In una nota pubblicata dalla Curia de La Valletta, sono stati indagati 45 casi di abusi su minori dal 1991 da quando è stata costituita la Response Team capeggiata dal Giudice Victor Caruana Colombo. 19 di questi casi vennero dichiarati come ‘senza base’ mentre 13 casi rimangono ancora aperti. 4 sacerdoti sono apparsi davanti alla Santa Sede, dichiarati colpevoli e puniti, ricevendo l’ordine di rimozione dal loro ministero. Altri due sono deceduti.

  9. 13 Aprile 2010 a 22:09 | #9

    e le “voci ufficiali” della Chiesa continuano imperterrite a danneggiare la fede e la stessa Chiesa. A quando il cardinal Bertone icona degli atei?

    A.N.S.A., 13 aprile 2010
    Pedofilia e omosessualità: i gay contro il Card. Bertone. Arcigay: da Bertone parole irresponsabili.

    ROMA – “L’equazione omosessualità-pedofilia, falsa, ignobile e anti-scientifica, è un’affermazione disonesta che colpisce la vita e la dignità di milioni di persone gay e lesbiche, confermando il cinismo, la mancanza di scrupoli e la crudeltà di quelle stesse gerarchie vaticane che hanno coperto per anni i crimini sessuali perpetrati in tutto il mondo da esponenti della chiesa contro la vita di migliaia di bambini innocenti”: è la dura reazione di Arcigay alle affermazioni del segretario di Stato vaticano. Tarcisio Bertone, in Cile, ha detto che “è stato dimostrato da molti psicologi e psichiatri che non c’é legame tra celibato e pedofilia” mentre “molti” altri studiosi hanno invece dimostrato un legame “tra omosessualità e pedofilia”.
    “Di quei corpi brutalmente violentati, di quell’infanzia e di quelle vite distrutte – dice il presidente Paolo Patané – la chiesa porta la piena e vergognosa responsabilità, e non sarà tentando di distogliere l’attenzione dalle sue stridenti contraddizioni e dalle sue omertà interne che potrà sottrarsi ad un giudizio severissimo per reati sessuali denunciati in tutto il mondo contro i preti pedofili”. “Siamo davvero indignati per le parole che Bertone ha pronunciato in Cile: non tenti la chiesa di trasferire le sue colpe sulla pelle di altre persone innocenti, e pensi piuttosto ad interrogarsi sulla sua mancanza di umanità” conclude Patané.
    CARAMELLA BUONA, NO LEGAMI CON OMOSESSUALITA’.
    Non c’é alcun legame tra pedofilia, celibato e omosessualità. La onlus Caramella Buona interviene nel dibattito sulla posizione della Chiesa in merito allo scandalo dei preti pedofili e, in particolare, sul tema del celibato e dell’omosessualità. “La pedofilia – afferma la criminologa Roberta Bruzzone, direttore scientifico de La Caramella Buona – è un disturbo della sfera sessuale molto complesso e tutte le indicazioni di queste ore in relazione a sedicenti correlazioni tra celibato e omosessualità oppure tra omosessualità e pedofilia sono prive di qualsiasi riscontro scientifico come ha ormai mostrato da anni la comunità scientifica che ha approfondito gli studi in merito alla personalità dei soggetti che abusano di minori. Ritengo pericoloso – prosegue Roberta Bruzzone – accostare dimensioni tra loro così lontane soprattutto in un epoca in cui ancora troppo spesso la cronaca nera ci restituisce gravissimi casi di violenza di matrice omofoba”.
    SCRITTE OSCENE SULLA CASA NATALE DEL PAPA IN GERMANIA – Scritte oscene a sfondo sessuale ”cosi’ offensive da non poter essere riportate” sono state trovate sui muri della casa natale di papa Benedetto XVI, nella cittadina bavarese di Marktl am Inn (Sud). Lo scrive il giornale locale Augsburger Allgemeine. Il riferimento, ha spiegato un portavoce della polizia dell’Alta Baviera, e’ allo scandalo pedofilia che sta scuotendo la Chiesa cattolica.
    Le scritte sono state fatte la notte scorsa con una bomboletta spray e sono state scoperte, secondo la polizia, da un passante alle sei di stamane. L’atto di vandalismo precede di soli tre giorni l’83/mo compleanno di Papa Ratzinger, che è nato a Marktl am Inn il 16 aprile del 1927.

  10. 13 Aprile 2010 a 22:01 | #10

    A.N.S.A., 13 aprile 2010
    Pedofilia: prete arrestato, pentimento. Era stato sospeso dopo che superiore aveva saputo dell’inchiesta.

    TERAMO, 13 APR – Ha ammesso di aver compiuto atti osceni, rivelando di essersi pentito subito, il sacerdote indiano arrestato ieri a Teramo per pedofilia.
    Nell’interrogatorio di garanzia svoltosi davanti al Gip, il prete ha spiegato che non era nelle sue intenzioni abusare della bimba di 10 anni e che quando si e’ accorto di ‘essere andato oltre’ si e’ subito pentito. Il prete era stato sospeso dalla curia teramana dopo che il suo superiore aveva saputo dell’inchiesta e aveva denunciato la cosa al vescovo.

    Pedofilia:vescovi Messico si scusano. ‘In passato la Chiesa locale non ha agito con prontezza’.

    CITTA’ DEL MESSICO, 13 APR – La Conferenza episcopale messicana (Cem) ha oggi chiesto perdono alle vittime di abusi ‘da parte di sacerdoti disonesti’.
    Sono sacerdoti- secondo la Cem – che con le loro azioni hanno danneggiato ”bambini innocenti, tradendo il proprio ministero”. Durante una conferenza stampa, il segretario generale della Cem, Victor Rene’ Rodriguez, ha ammesso che in passato la Chiesa locale non ha agito ”con prontezza” alle denunce dei casi di pedofilia nel clero.

  11. 13 Aprile 2010 a 16:06 | #11

    A.N.S.A., 13 aprile 2010
    Teramo, arrestato sacerdote per pedofilia. Accusato di violenza sessuale su una bambina di 10 anni.

    TERAMO – Un sacerdote quarantenne di origini indiane è stato arrestato nel Teramano per violenza sessuale su una bambina di 10 anni. L’episodio – secondo quanto si è appreso – sarebbe avvenuto nell’abitazione della bambina nei giorni di Natale 2009. Alle indagini ha collaborato la Curia di Teramo.
    A denunciare la violenza erano stati gli stessi genitori della bambina i quali avevano raccolto una confidenza della figlia. Dalle indagini dei carabinieri sarebbero emersi elementi tali da indurre la Procura della Repubblica a chiedere l’arresto che è stato ordinato dal Gip. Sull’episodio non sono emersi altri particolari.
    Il sacerdote esercita da 2-3 anni in una zona vicina al capoluogo; proprio oggi era tornato dall’India dove si era recato per visitare la madre malata. Secondo quanto si è appreso, sarebbe uno soltanto l’episodio di molestie sessuali nei confronti della bambina. Il sacerdote, pur dipendendo dal vescovo di Teramo per l’attività parrocchiale, fa capo al superiore del suo ordine religioso. L’arresto è stato seguito dai carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria presso la Procura che da alcuni mesi indagava dopo la denuncia dei genitori della piccola.

  12. 13 Aprile 2010 a 16:02 | #12

    le linee guida sono su
    http://www.vatican.va/resources/resources_guide-CDF-procedures_it.html

    A.N.S.A., 13 aprile 2010
    Le linee guida pubblicate da sito vaticano.

    CITTA’ DEL VATICANO – Le linee guida sulla pedofilia pubblicate oggi sul sito della Santa Sede, che riassumono le procedure operative già definite con un regolamento interno al dicastero della Congregazione per la Fede, sono divise in tre parti. Nella prima, si definiscono le procedure preliminari e si stabilisce che è compito delle “diocesi locali” indagare su “ogni accusa di abussi sessuali su minori da parte di un sacerdote”. “Se l’accusa appare verosimile – continua il testo – il caso va riferito alla Congregazione per la dottrina della fede” con “tutte le informazioni necessarie” da parte del vescovo che allega anche la sua opinione su “procedure e misure” da adottare. “La legge civile – aggiunge la guida – riguardo alla denuncia dei crimini alle autorità appropriate deve sempre essere seguita”. Durante questa fase, precisa il documento, il vescovo “può imporre misure precauzionali per salvaguardare la comunità, incluse le vittime”.
    In particolare, il vescovo ha il potere di “proteggere” i bambini “limitando” le attività di qualunque prete nella diocesi. Tutto ciò, aggiunge la guida, “fa parte della sua attività ordinaria” che il vescovo è “incoraggiato ad esercitare”. Nella seconda parte si descrivono le procedure autorizzate dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Preso in esame il caso, l’ex Sant’Uffizio ha diverse opzioni: il processo penale; riferire i casi speciali direttamente al papa; adottare misure disciplinari. Nel primo caso, la Congregazione può autorizzare il vescovo locale a un processo penale di fronte al tribunale diocesano o anche un processo amministrativo penale di fronte a un delegato del vescovo affiancato da due assistenti. Il prete chiamato a “rispondere delle accuse” può fare ricorso alla Congregazione nel caso di condanne a suo carico. Il giudizio finale, prescrive la guida, “é della congregazione per la dottrina della Fede”. In caso di condanna, vi sono una serie “di pene canoniche la più grave delle quali è la riduzione allo stato laicale”.
    “Nei casi particolarmente gravi”, prescrive poi la guida, la congregazione può decidere di portare il caso “direttamente” al Papa con la richiesta che il pontefice emetta “ex officio” una riduzione allo stato laicale del colpevole. Infine, nei casi in cui il prete ha ammesso i suoi crimini ed ha accettato di condurre “una vita di preghiera e penitenza”, la congregazione, prosegue il documento, “autorizza il vescovo locale ad emettere un decreto che proibisce o limita l’esercizio del pubblico ministero del sacerdote”. Nella terza parte, la guida spiega che la congregazione ha intrapreso una revisione di alcuni articoli del Motu proprio “Sacramentorum sanctitatis tutela” in modo da aggiornare il Motu proprio del 2001 alla luce di alcuni speciali facoltà conferite alla Congregazione da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

  13. 13 Aprile 2010 a 16:01 | #13

    A.N.S.A., 13 aprile 2010
    Pedofilia: Bertone, in arrivo nuove iniziative Papa. Pubblicata la guida sulle procedure vaticane per quanto riguarda gli abusi sui minori.

    CITTA’ DEL VATICANO – Sul tema della pedofilia nel clero, ”credo che il Papa prendera’ altre iniziative ancora”, che ”non mancheranno di sorprenderci”: lo ha detto all’ANSA il segretario di Stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, durante una conferenza stampa a Santiago del Cile.
    PEDOFILIA: S.SEDE, IN CASI GRAVI IL PAPA SPRETERA’ SENZA PROCESSO – Nei casi più gravi di preti pedofili, il Papa potrà direttamente ridurre il colpevole allo stato laicale, senza passare per un processo canonico: è quanto indica la guida sulle procedure vaticane per quanto riguarda gli abusi sui minori, pubblicata oggi sul sito web della Santa Sede.”In casi veramente gravi, quando un tribunale civile ha condannato un prete colpevole di abusi sessuali su minori o quando ci sono prove evidenti, la Congregazione per la Dottrina della Fede – si legge sul documento-guida – può scegliere di portare il caso direttamente al santo Padre con a richiesta che il Papa emetta un decreto “ex officio”per la riduzione allo stato laicale. Non vi puo essere ricorso canonico contro tale decreto papale”.
    Nei casi di abusi sessuali su minori da parte dei preti “si deve sempre seguire la legge civile per quanto riguarda la denuncia dei crimini alle appropriate autorità “: è quanto recita la guida sulle procedure canoniche della Congregazione per la Dottrina della Fede.
    E’ la prima volta che viene scritto nero su bianco che il ricorso alle autorità civili è obbligatorio. La guida, in tutto un paio di pagine in inglese, è – spiega la Sala Stampa vaticana – il modo in cui verrà attuato d’ora in poi il Motu proprio del 2001 sui Delicta Graviora.
    Le linee guida pubblicate sul sito della Santa Sede sono il riassunto di procedure operative già definite, con un regolamento interno al Dicastero della Congregazione per la Fede risalente al 2003, ma mai rese note al pubblico. E’ quanto spiega la Sala Stampa vaticana.

  14. 12 Aprile 2010 a 15:23 | #14

    un vescovo si mette al livello di Calderoli :o

    A.N.S.A., 12 aprile 2010
    ‘Attacco sionista, i giudei sono deicidi’, poi la smentita dell’ex vescovo Babini.
    Dichiarazioni dell’ex vescovo di Grosseto, ebrei Usa chiedono che la Cei le condanni.

    ROMA – Lo scandalo pedofilia sui media non é altro che “un attacco sionista, vista la potenza e la raffinatezza: loro non vogliono la Chiesa, ne sono nemici naturali. In fondo, storicamente parlando, i giudei sono deicidi”. Sono queste le dichiarazioni del vescovo emerito di Grosseto mons. Giacomo Babini, riportate dal sito Pontifex, che hanno indignato gli ebrei Usa guidati dal Rabbino Rosen che ha chiesto un intervento di condanna della Cei. Secondo il sito mons. Babini aggiunge poi, sempre riferendosi agli ebrei, che “la loro colpa fu tanto grave che Cristo premonizzò quello che sarebbe accaduto loro con il non piangete su di me, ma sui vostri figli”. “L’olocausto fu una vergogna per l’intera umanità, ma adesso occorre guardare senza retorica e con occhi attenti. Non crediate che Hitler fosse solo pazzo. La verità è che il furore criminale nazista si scatenò per gli eccessi e le malversazioni economiche degli ebrei che strozzarono l’economia tedesca”. E’ quanto sostiene il vescovo emerito di Grosseto, Giacomo Babini citato dal sito cattolico Pontifex. Le dichiarazioni di mons. Babini hanno indotto il Comitato Ebraico Americano a chiedere ufficialmente ai vescovi italiani di condannare immediatamente le dichiarazioni ‘antisemitiche’ del religioso italiano.
    MONS.BABINI: MAI ESPRESSO GIUDIZI ANTISEMITI – Il vescovo emerito di Grosseto, mons. Giacomo Babini, smentisce seccamente – attraverso un comunicato inviato dalla Cei – di aver mai espresso giudizi antisemiti, dai quali, anzi, prende le distanze. ”In ordine ad alcune agenzie che mi attribuiscono dichiarazioni sui fratelli ebrei da me mai pronunciate, preciso – si legge nella nota firmata da mons. Babini diffusa dall’ufficio stampa dell’episcopato italiano – che in alcun modo ho espresso simili valutazioni e giudizi da cui prendo nettamente le distanze”. ”Rinnovo ai nostri fratelli maggiori nella fede la mia fraterna stima e piena vicinanza, in sintonia con il Magistero della Chiesa costantemente riaffermato dal Concilio Vaticano II in poi”, aggiunge.
    EBREI USA,CEI CONDANNI DICHIARAZIONI ANTISEMITICHE – Il Comitato Ebraico Americano, in un comunicato ufficiale diffuso a New York, ha chiesto ai vescovi italiani di condannare immediatamente le dichiarazioni “antisemitiche” rilasciate dal vescovo emerito di Grosseto, mons. Giacomo Babini, al sito cattolico Pontifex. Secondo quanto riferito dalla nota dell’organizzazione ebraica, il presule avrebbe accusato i sionisti di aver organizzato la campagna mediatica contro il Papa sullo scandalo della pedofilia, avrebbe rilanciato l’idea del “deicidio” compiuto dagli ebrei e li avrebbe accusati di aver strangolato con l’usura la Germania, provocando la reazione nazista.
    CALDEROLI, ATTACCHI A PAPA LEGATI A MASSONERIA – “Stanno cercando di attaccare il Papa per arrivare alle sue dimissioni. Ma questo non è solo un attacco legato ad episodi, è legato alla massoneria e a correnti che ci sono anche all’interno della Chiesa stessa a cui probabilmente un Papa che pensa secondo il Vangelo non sta troppo bene. Noi resistiamo e siamo al loro fianco”. Così il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli è intervenuto nel corso della puntata de ‘L’Intervistà, su Sky Tg24. Ed ha proseguito:”Credo che dietro tutte queste polemiche non ci sia il fenomeno della pedofilia ma un attacco nei confronti della Chiesa e di una parte di essa che, in questo momento, è rappresentata dal Papa. Qualcuno cerca di tirar fuori ‘scheletri dagli armadi’ che non riguardano neppure quello che dovrebbe essere il loro oggetto dell’attacco. Io credo che questo Papa rappresenti veramente la Chiesa di Gesù Cristo”.

  15. 9 Aprile 2010 a 15:57 | #15

    sarebbe il caso, no?

    A.N.S.A., 9 aprile 2010
    Pedofilia: Papa, si’incontri con vittime. Portavoce vaticano, cercano un aiuto interiore.

    CITTA’ DEL VATICANO, 9 APR – Papa Benedetto XVI, e’ disponibile a ‘nuovi incontri’ con vittime dei preti pedofili. Lo ha ribadito il portavoce vaticano. ‘In molti – rileva padre Lombardi commentando la questione degli abusi sessuali commessi da religiosi – non cercano compensi economici, ma aiuto interiore, un giudizio nella loro dolorosa vicenda personale’. E’ proprio ‘nel contesto dell’attenzione alle vittime’, spiega il portavoce, che il Papa ha scritto ‘di essere disponibile a nuovi incontri’.

  16. 9 Aprile 2010 a 15:31 | #16

    A.N.S.A., 9 aprile 2010
    Pedofilia: Canada, accuse ad ex vescovo. Prelato si dimise dopo incriminazione per foto pedopornografiche.
    WASHINGTON, 9 APR – Un ex vescovo cattolico, gia’ indagato in Ontario per detenzione di materiale pedo-pornografico, e’ accusato di abusi su un minore.secondo quanto scrive il sito web del Toronto Star, Raymond Lahey avrebbe abusato sessualmente un orfano, ospite negli anni ’80 di un istituto frequentato dal reverendo. Lo ha denunciato la stessa vittima. Lahey si dimise mesi fa dalla guida della diocesi di Antagonish, in Nuova Scozia, quando fu incriminato per il possesso di foto pedo-pornografiche.

    da Repubblica, 7 aprile 2010
    Georg Mueller ha 58 anni, l’episodio di violenza su un minorenne risale a vent’anni fa. E sulle parole del cardinal Sodano oggi interviene anche il presidente dell’Ucei.
    Norvegia, vescovo confessa abusi e si dimette. E su Pio XII nuova polemica ebrei-Vaticano.

    ROMA – Mentre le prime pagine dei giornali riportano il “serrate le fila” in Vaticano contro gli attacchi al Papa, arriva una nuova notizia di abusi da parte di una alta autorità cattolica: dalla Norvegia, terra finora rimasta lontana da questo genere di scandali. E intanto prosegue la polemica della comunità ebraica contro le parole del cardinale Angelo Sodano, secondo cui Benedetto XVI sta subendo lo stesso ingiusto trattamento di Pio XII (il Papa dei tempi dell’Olocausto).
    Le confessioni del vescovo norvegese. Georg Mueller, 58 anni, ha rivelato di aver abusato sessualmente di un ragazzo minorenne. La notizia viene riferita dalla tv di stato norvegese, Nrk. In seguito alla confessione il prelato ha dato le dimissioni nel giugno dello scorso anno. E’ il primo caso di pedofilia legato alla Chiesa cattolica in Norvegia e il caso è stato confermato dalle autorità ecclesiastiche con una nota dai toni accorati: “La chiesa cattolica norvegese – si legge – è sotto shock dopo la rivelazione che l’ex vescovo di Trondheim (nel sud del Paese) si è dichiarato colpevole di abusi su un minore, ragione delle sue dimissioni lo scorso anno”. Secondo la tv statale Nrk le improvvise e non spiegate dimissioni del vescovo furono appunto la conseguenza della scoperta degli abusi: “La Chiesa cattolica ha pagato alla vittima tra 400.000 e 500.000 corone norvegese (tra 50.000 e 65.000 euro, ndr) a titolo di risarcimento danni”. Nrk riporta che il caso è stato inviato al Vaticano.
    Il commento della Santa Sede. Sulla vicenda norvegese sono intervenuti i vertici cattolici. Il portavoce vaticano padre Lombardi conferma che “nel maggio 2009 il vescovo presentò le dimissioni, che vennero tempestivamente accettate dal Santo Padre, e in giugno lasciò la Diocesi”. Poi padre Lombardi sottolinea che dal punto di vista delle leggi civili il caso era prescritto. La vittima, oggi maggiorenne, ha finora sempre chiesto di rimanere anonima”.
    La polemica su Sodano. “Alcuni interventi e alcuni paragoni inappropriati e inopportuni, che preoccupano ancor più in quanto provenienti da autorevoli esponenti della Chiesa cattolica, rischiano di creare pericolosi e fuorvianti paralleli storici”. Lo dice Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei).
    “Ci sono casi anche in Africa”. Lo scandalo degli abusi sessuali su minori da parte di preti pedofili non ha preservato l’Africa: l’ammissione è del capo della Conferenza dei vescovi sudafricani, che ne ha parlato nel bollettino del Consiglio.

  17. 3 Aprile 2010 a 13:41 | #17

    non è mai abbastanza..e perde un’altra occasione per tacere.

    A.N.S.A., 3 aprile 2010
    Predicatore del papa, attacco a lui come antisemitismo. Da predicatore Curia parallelo tra attacchi alla Chiesa per preti pedofili e antisemitismo. (Elisa Pinna)

    CITTA’ DEL VATICANO – Ha detto di non voler parlare degli abusi sui bambini, perché già i media ne trattano abbastanza. Ha denunciato invece con forza gli orrori delle violenze sulle donne, ed ha chiesto agli uomini di fare un “mea culpa” collettivo. Poi però alla fine della sua omelia pronunciata davanti al Papa, durante il rito in San Pietro della ‘Passione del Signore’, padre Raniero Cantalamessa, il frate cappuccino predicatore della Curia, ha letto il passaggio di una lettera di un suo amico ebreo, in cui si paragona l’attacco “violento e concentrico” contro la Chiesa e il Papa agli “aspetti più vergognosi dell’antisemitismo”.
    Parole forti, che il religioso cattolico non ha pronunciato in prima persona, scegliendo la via trasversale di citare dal testo di una persona a lui cara, di origini giudaiche, senza aggiungere alcun commento. Benedetto XVI lo ha ascoltato con occhi socchiusi. Poi, al momento dell’adorazione della Croce, il Papa si è voluto togliere i paramenti sacri e le scarpe, in un “atto penitenziale” e di “umiltà”, come ha spiegato il cerimoniere pontificio, mons. Guido Marini. “Per una rara coincidenza, quest’anno la nostra Pasqua cade nelle stessa settimana della Pasqua ebraica che ne è l’antenata e la matrice dentro cui si è formata”, ha ricordato padre Cantalamessa nella predica.
    “Questo – ha aggiunto il frate – ci spinge a rivolgere un pensiero ai fratelli ebrei. Essi sanno per esperienza cosa significa essere vittime della violenza collettiva e anche per questo sono pronti a riconoscerne i sintomi ricorrenti”.”Ho ricevuto in questi giorni – ha proseguito – la lettera di un amico ebreo e, con il suo permesso, ne condivido qui una parte. Dice: ‘Sto seguendo con disgusto l’attacco violento e concentrico contro la Chiesa, il Papa e tutti i fedeli da parte del mondo intero. L’uso dello stereotipo, il passaggio dalla responsabilità e colpa personale a quella collettiva mi ricordano gli aspetti più vergognosi dell’antisemitismo. Desidero pertanto esprimere a lei personalmente, al Papa e a tutta la Chiesa la mia solidarietà di ebreo del dialogo e di tutti coloro che nel mondo ebraico (e sono molti) condividono questi sentimenti di fratellanza” Con la citazione della lettera dell’amico ebreo, padre Cantalamessa ha finito per riportare in primo piano un tema di cui aveva precedentemente affermato di non voler trattare, ovvero della violenza sui bambini, “di cui si sono macchiarti sciaguratamente anche elementi del clero”. “Di essa – ha osservato – si parla già abbastanza fuori di qui”.
    La sua omelia si è concentrata invece sulla violenza sulle donne, fenomeno reso ancora più “grave” e “odioso” dal fatto di avvenire spesso all’interno delle mura domestiche e di essere giustificato da “pregiudizi pseudo-religiosi e culturali” o da fanatismo. “Cari colleghi uomini – ha detto il frate cappuccino – creandoci maschi, Dio non ha inteso darci il diritto di arrabbiarci e pestare i pugni sul tavolo per ogni minima cosa. La parola rivolta ad Eva dopo la colpa: ‘Egli (l’uomo) ti dominerà ‘, era un’amara previsione, non una autorizzazione”.

    P.LOMBARDI, PARAGONE ANTISEMITISMO NON E’ LINEA CHIESA – Il paragone con l’antisemitismo non è la linea della Chiesa”: lo afferma il portavoce Vaticano, padre Federico Lombardi, alla Radio Vaticana, riferendosi al modo in cui alcuni organi di stampa hanno riportato la citazione fatta del predicatore pontificio, padre Raniero Cantalamessa, alla messa del Venerdì Santo.

    DI SEGNI A NYT, INCREDULO A PARALLELO ANTISEMITISMO – Il parallelo fatto durante la liturgia del Venerdì Santo in Vaticano tra gli attacchi alla Chiesa per i preti pedofili e “gli aspetti più vergognosi dell’antisemitismo” ha suscitato dure critiche da parte del mondo ebraico, riportate tra l’altro dalla stampa americana, e anche da associazioni statunitensi delle vittime degli abusi. Il New York Times cita oggi la reazione “incredula” del rabbino capo di Roma Riccardo di Segni al parallelo citato da padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa pontificia: “Con un minimo di ironia potrei dire che, visto che oggi è il Venerdì Santo, quando la Chiesa prega il Signore che illumini i nostri cuori perché riconosciamo Gesù – ha detto il rabbino alludendo al passo della preghiera sulla conversione degli ebrei – che anche noi preghiamo il Signore perché illumini i loro cuori”. Il New York Times cita comunque anche la precisazione fatta dal portavoce vaticano, padre Federico Lombardi: “Non credo che si tratti di un parallelo appropriato. La lettera dovrebbe essere interpretata come un messaggio di solidarietà da parte di un ebreo. Non voleva essere un attacco al mondo ebraico, assolutamente no”. Un’associazione Usa di vittime di abusi sessuali da parte di preti, inoltre, ha definito il parallelo “un insulto sia alle vittime degli abusi che alla popolazione ebraica”. “Spezza il cuore vedere un altro esponente vaticano di alto rango fare delle osservazioni così insensibili – ha dichiarato David Clohessy del gruppo ‘Survivors Network of those Abused by Priests’ -. Le persone che nascondono in modo deliberato e prolungato i crimini sessuali contro i bambini non sono assolutamente delle vittime. Paragonare la richiesta di un pubblico esame di tali azioni con gli atti orribili di violenza commessi contro gli ebrei non potrebbe essere più sbagliato”.
    Reazioni critiche sono giunte anche da parte di Elan Steinberg, vice-presidente della associazione americana dei ‘Superstiti dell’Olocausto e i loro Discendentì. “Padre Cantalamessa si dovrebbe vergognare – ha affermato Steinberg – il Vaticano ha il diritto di difendersi ma il parallelo con la persecuzione anti-semita è insultante e insostenibile. Siamo dolorosamente dispiaciuti”. Sorpresa e rincrescimento sono stati espressi anche dal rabbino Gary Greenebaun, direttore Usa delle relazioni inter-religiose dell’American Jewish Committee. “Fare questo parallelo è una scelta infelice di parole perché la violenza collettiva contro gli ebrei ha provocato la morte di sei milioni di persone – ha detto Greenbaum – mentre la violenza collettiva di cui si parla qui (le critiche al Vaticano) non hanno causato alcun omicidio o distruzione”.

  18. 2 Aprile 2010 a 21:05 | #18

    il Ministro della giustizia Angelino Alfano se la prende con il magistrato anzichè con i preti pedofili e chi li ha coperti. :o

    A.N.S.A., 2 aprile 2010
    Curia Milano: mai coperto abusi. Forno: nessuna accusa alla chiesa ma non ho ricevuto denunce da parte di ecclesiastici.

    MILANO – Il procuratore aggiunto di Milano Pietro Forno, che da anni si occupa di reprimere la pedofilia, si sfoga con ‘Il Giornale’, accusando le gerarchie ecclesiastiche di non aver mai denunciato episodi che videro coinvolti sacerdoti, e il ministro della Giustizia Angelino Alfano incarica i suoi ispettori di vederci chiaro. Gli 007 di via Arenula dovranno verificare se le dichiarazioni del magistrato abbiano “carattere potenzialmente diffamatorio” e se Forno “con tale condotta abbia violato i doveri di correttezza, equilibrio e riserbo che devono essere particolarmente osservati nella trattazione di procedimenti delicati come quelli per reati di pedofilia”, evitando “pericolose generalizzazioni”.
    E’ lo stesso Forno, però, tornato di recente a Milano dopo alcuni anni come sostituto procuratore generale a Torino, a chiarire il suo pensiero: “Non ho inteso fare alcuna generalizzazione e anzi ho dato atto che migliaia di preti compiono con scrupolo la loro missione. Ho constatato che le vicende che ho trattato non sono nate da denunce da parte dell’ autorità ecclesiastica. Ribadisco, tuttavia, che, una volta iniziate le indagini, non ho mai incontrato ostacoli di alcun tipo da parte delle gerarchie ecclesiastiche”. Le sue osservazioni nascono “dall’esperienza dei casi specifici, ormai definiti” di cui si è occupato nel tempo e Forno mostra tranquillità di fronte all’iniziativa di Alfano: “Poiché si tratta di indagini concluse – spiega – sarò ben lieto di fornire agli ispettori tutti i chiarimenti ritenuti utili, anche sulla base della esperienza che ho maturato durante questi anni in tutte le indagini per casi di pedofilia e abuso su minori”. Sulle dichiarazioni dell’aggiunto milanese interviene anche il quotidiano Avvenire, per dire: “Meno male che la gente conosce bene i suoi preti. Meno male. Altrimenti chi legge ‘Il Giornale’ e abita a Milano ieri avrebbe avuto un mezzo colpo al cuore”. Il direttore del quotidiano cattolico, Marco Tarquinio, invita a “non alzare polveroni”, perché “non si può sparare nel mucchio. Non si dovrebbe, perciò, neanche osare scrivere di “una gerarchia cattolica che tace, copre e insabbia”. “Ha proprio ragione – conclude l’editoriale – chi dice che non si può generalizzare. E non si può neanche, generalizzando, accettare che suoni a distesa un allarme che non c’é”.
    La Curia di Milano, invece, interviene a proposito di un’intervista, sempre sul Giornale al padre di una bambina che avrebbe subito molestie da parte di un sacerdote che è in questi giorni processato con rito abbreviato nel capoluogo lombardo. Lo fa per spiegare che, contrariamente da quanto sostenuto dall’uomo, la Curia “non ha in nessuno modo coperto i presunti abusi o ostacolato le indagini”. E’ invece l’ispettore dei Salesiani di Milano, al cui ordine appartiene il sacerdote imputato, ad affermare “di essere convinto della sua innocenza e di avere rigettato la richiesta di denaro da parte del padre della presunta vittima”.

  19. 29 Marzo 2010 a 15:48 | #19

    questo prete pedofilo ha ancora in corso un processo di canonizzazione ? (http://it.wikipedia.org/wiki/Marcial_Maciel_Degollado)

    da La Nuova Sardegna, 27 marzo 2010
    GLI ABUSI DEL FONDATORE. «Mea culpa» ufficiale dai Legionari di Cristo.

    CITTA’ DEL VATICANO. «Mea culpa» ufficiale dei Legionari di Cristo per gli abusi su minori commessi dal fondatore, il messicano Marcial Maciel, una settimana dopo la lettera del Papa ai fedeli d’Irlanda. In un lungo comunicato diffuso in occasione della riunione annuale dei dirigenti del movimento, i Legionari, al centro di un’ispezione ordinata da papa Ratzinger, esprimono «riprovazione» per gli abusi commessi da Maciel chiedendo scusa alle vittime. Affermando nello stesso tempo che i suoi atti «contrari ai doveri di cristiano, religioso e sacerdote» «non corrispondono a quello che ci sforziamo di vivere nella Legione di Cristo». I dirigenti del movimento cattolico prendono definitivamente le distanze dal loro fondatore, morto nel 2008. «C’è voluto tempo per assimilare questi fatti della sua vita. Per molti, soprattutto per le vittime, questo tempo è stato troppo lungo e doloroso. In alcune occasioni – aggiunge la nota – non abbiamo potuto o saputo venire incontro a tutti come sarebbe stato necessario e come, di fatto, desideravamo». «Abbiamo pensato e sperato che le accuse presentate contro il nostro fondatore fossero false e infondate» – prosegue la nota – ma «di fronte alle evidenze pubblicate dalla Santa Sede a conclusione dell’investigazione canonica che la Congregazione per la Dottrina della Fede aveva iniziato nel 2004», a riprova della volontà di non nascondere, «dobbiamo dire che questi fatti sono accaduti». «Esprimiamo ancora una volta il nostro dolore tutte le persone che sono state danneggiate dalle azioni del nostro fondatore», affermano ancora i Legionari.

  20. 26 Marzo 2010 a 17:01 | #20

    e il Vaticano non sa mai niente…

    da L’Espresso, 25 marzo 2010 (http://espresso.repubblica.it/dettaglio/il-pedofilo-seriale-in-gita-premio-a-san-pietro/2123761/8)
    Il pedofilo seriale in gita premio a San Pietro.
    Sapevano che era un pedofilo seriale, eppure gli hanno concesso un incontro con papa Wojtyla e il privilegio di dire messa a San Pietro. Il caso di padre Francis ‘Frank’ De Luca, della diocesi di Wilmington, Delaware. Una delle sette diocesi Usa travolte dallo scandalo pedofilia. (Stefania Maurizi)

    Sapevano che era un pedofilo seriale, eppure gli hanno concesso un incontro con papa Wojtyla e il privilegio di dire messa a San Pietro, durante una gita in Italia in cui stuprò una delle sue vittime. Il pedofilo seriale è padre Francis De Luca della diocesi di Wilmington, nel Delaware, che nell’ottobre scorso ha dichiarato bancarotta, travolta da oltre 140 denunce. Negli Usa è la settima diocesi in sette anni a fare questa fine. Thomas Neuberger, avvocato che rappresenta 88 delle vittime, è convinto che la bancarotta serva non solo a ritardare il processo, ma anche a insabbiare migliaia di pagine di documenti scandalosi. ‘L’espresso’ ha avuto accesso a questi file choccanti. Dal 1961 al 2006, De Luca ha abusato di talmente tanti ragazzini, tra i 10 e i 13 anni, da non ricordare neppure il nome del primo.

    In un documento interno ‘altamente riservato’ redatto nel 2004, monsignor Thomas Cini, numero due della diocesi, ammette che ogni volta che il prete veniva trasferito da una parrocchia a un’altra “era perché probabilmente le autorità diocesane erano a quel punto consapevoli degli abusi”. Le descrizioni degli stupri sono raccapriccianti. “Quella notte”, recitano i documenti, “il giovane Mike giaceva a pancia in giù nel suo letto, aveva problemi a respirare perché De Luca gli stava sopra, si sfregava contro il suo sedere, mentre il ragazzo cercava di divincolarsi. Alla fine lo ha stuprato. Mike crede che in quell’occasione gli furono somministrati alcol o droghe”.

    In alcune parrocchie della diocesi, poi, c’erano situazioni al limite, tipo al St. John the Beloved, dove il sacerdote viveva in una canonica con altri tre preti, di cui uno, padre Sheehy, che in teoria doveva fare da supervisore, ma era “costantemente ubriaco” e un altro, padre Dempster, era anche lui un pedofilo, che non si fece scrupoli a minacciare i genitori di uno dei minori abusati per farlo tacere. Ma il particolare più agghiacciante è l’indifferenza con cui i bambini venivano mandati al massacro. “A partire dall’inverno del ’62 fino al ’66 ogni settimana padre Dempster portava un chierichetto nella sua stanza per abusarne. Questo veniva fatto apertamente, in presenza di padre Sheehy, di De Luca, delle domestiche e degli altri preti”. Nel 2006, dopo l’arresto di De Luca, il vescovo è stato costretto a pubblicare i nomi di ben 20 religiosi pedofili, viventi e non, delle sue parrocchie.

  21. 25 Marzo 2010 a 23:03 | #21

    Apcom, 25 marzo 2010
    Claps, Viceparroco Trinità ammette ritrovamento resti a gennaioPotenza, 25 mar. (Apcom) –

    Il viceparroco della chiesa della Ss. Trinità di Potenza, Don Vagno, avrebbe in parte confermato ai magistrati il ritrovamento a gennaio del corpo di Elisa Claps nel sottotetto della canonica. Lo si apprende da fonti vicine agli investigatori. Il giovane parroco di origini brasiliane, in Italia da quattro anni ma con poca dimestichezza con la lingua italiana, durante l’interrogatorio avrebbe riferito di aver cercato di avvertire il vescovo subito dopo la scoperta dei resti umani. Il tentativo di informare monsignor Agostino Superbo, però, non andò a buon fine in quanto il vescovo si trovava a Roma per un convegno e non era raggiungibile telefonicamente.
    Don Vagno avrebbe poi detto agli investigatori che nei giorni successivi al ritrovamento del cadavere si era dimenticato dell’episodio ma la testimonianza del giovane parroco non convince gli inquirenti. Intanto monsignor Superbo ha fatto sapere che non parlerà più di questa vicenda “fino a quando gli investigatori non l’avranno chiarita”.

  22. 25 Marzo 2010 a 15:38 | #22

    A.N.S.A., 25 marzo 2010
    Pedofilia: NYT, Ratzinger e Bertone nascosero caso in Usa.
    Padre Lombardi: la Santa Sede seppe 20 anni dopo, la Chiesa non ha mai proibito denunce.

    ROMA – La Santa Sede e’ stata informata 20 anni dopo i fatti. Padre Lombardi, portavoce del Vaticano, precisa in merito alla notizia comparsa sull’edizione on line del New York Times secondo cui il cardinale Joseph Ratzinger, attuale Papa Benedetto XVI e il cardinale Tarcisio Bertone, attuale segretario di Stato Vaticano, occultarono un caso di pedofilia negli Stati Uniti, che riguardava un prete accusato di aver molestato almeno 200 bambini sordi, avvenuto in una scuola del Wisconsin. Lo riporta il New York Times on line.
    Padre Murphy, deceduto nel 1998, aveva lavorato nella scuola per ragazzi sordi dal 1950 al 1977. Nel 1996, scrive il New York Times, il cardinale Ratzinger, allora capo della Congregazione per la Dottrina della Fede, non rispose a due lettere inviategli dall’arcivescovo di Milwaukee, Rembert Weakland, mentre otto mesi più tardi il suo numero due, il cardinale Tarcisio Bertone, che oggi è il segretario di stato Vaticano, istruì i vescovi del Wisconsin di avviare un processo canonico segreto che avrebbe potuto portare all’allontanamento di padre Murphy.
    Questo processo fu fermato dallo stesso cardinale Bertone dopo che Padre Murphy scrisse al cardinale Ratzinger sostenendo che non doveva essere processato in quanto si era già pentito e che era in precarie condizioni di salute. Nel dossier, ottenuto dal New York Times, non c’é traccia di una eventuale riposta di Ratzinger. Padre Murphy non ricevette mai punizioni, ma fu trasferito in segreto in varie parrocchie.

    PADRE LOMBARDI: NORME CHIESA NON PROIBISCONO DENUNCE – Le norme della Chiesa non hanno “mai proibito la denuncia degli abusi sui minori alle autorità giudiziarie”, afferma padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, in una nota sul caso di padre Murphy, il sacerdote dell’arcidiocesi di Milwaukee i cui abusi sessuali su bambini, secondo il New York Times, sarebbero stati taciuti dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, diretta dall’allora cardinale Joseph Ratzinger.

    “La Congregazione per la Dottrina della Fede non fu informata dei fatti fino a venti anni dopo” che gli abusi compiuti da padre Lawrence Murphy erano stati già trattati dalle autorità civili, precisa ancora Padre Lombardi.

    A ‘salvare’ il sacerdote dalla punizione – spiega il portavoce vaticano – furono la sua salute precaria e la mancanza di nuove accuse nei suoi confronti.

    Padre Murphy, è detto in un comunicato di Padre Lombardi citato dal New York Times, ha certamente abusato di bambini “particolarmente vulnerabili” e violato la legge. Si tratta di “un caso tragico”, ha aggiunto. Lombardi ha però sottolineato che il Vaticano è stato messo a conoscenza del caso solo nel 1996, anni dopo la fine delle indagini.

    Sui motivi per i quali padre Murphy non sia mai stato punito riducendolo allo stato laicale, il portavoce ha risposto che “il diritto canonico non prevede punizioni automatiche”. Ha quindi aggiunto che la precaria salute di padre Murphy e la mancanza di nuove accuse nei suoi confronti sono stati elementi determinanti nella decisione. Padre Murphy è morto nel 1998, due anni dopo che il Vaticano venne a conoscenza del caso.

    SI’ DEL PAPA A DIMISSIONI EX SEGRETARIO WOJTYLA – Papa Ratzinger ha accolto le dimissioni di mons. John Magee, vescovo di Cloyne, in Irlanda, coinvolto in un’ inchiesta su presunti casi di pedofilia. Il presule aveva presentato le sue dimissioni all’inizio di marzo 2009. Magee, in passato, era stato segretario privato di Paolo VI e Giovanni Paolo II. La notizia dell’accettazione delle dimissioni di Magee da parte del Papa è stata annunciata ufficialmente dalla sala stampa vaticana in una nota, in cui si precisa che la rinuncia al governo pastorale avviene “in conformità al can.401 paragrafo 2″ del Codice di diritto canonico, una formula che, di norma, esclude motivi di routine. Magee, dal 1987 vescovo di Cloyne, nel sud dell’Irlanda, aveva offerto le sue dimissioni circa un anno fa, dopo essersi trovato al centro di uno scandalo scoppiato nella sua diocesi su presunti abusi sessuali su minori da parte di alcuni sacerdoti. Un caso sul quale le autorità ecclesiastiche avevano aperto gli occhi da tempo, e che non rientra tra quelli considerati dai più noti rapporti, Ryan e Murphy, sulla pedofilia all’interno degli istituti religiosi irlandesi. Il vescovo di Cloyne era stato chiamato in causa da un “Comitato nazionale per la salvaguardia dei bambini” che lo aveva accusato di non aver adottato alcuna sanzione ecclesiastica contro alcuni sacerdoti di cui era stata accertata la colpevolezza. Di fatto, non esercitava più il suo ministero da quando aveva presentato le dimissioni, avendo chiesto già in precedenza al Papa la nomina di un amministratore apostolico, al quale aveva fatto seguito, quasi subito, la nomina di un vicario. Altri quattro vescovi hanno presentato le loro dimissioni dopo l’esplosione dello scandalo pedofilia in Irlanda. Il Papa però ha finora accettato solo quelle di Magee e di Donald Brendan Murray, vescovo di Limerick.

    CARD. BRADY: PENSO A VITTIME – Il primate d’Irlanda, card. Sean Brady, saputo dell’accoglimento delle dimissioni del vescovo John Magee, gli ha assicurato le sue preghiere, precisando che, tuttavia, “in cima ai miei pensieri in questi giorni ci sono quelli che hanno sofferto abusi da parte dei sacerdoti”. “Desidero riconoscere il lungo e diversificato ministero del vescovo Magee nella Chiesa – ha affermato in una nota -. Lo ringrazio per il suo contributo al lavoro della Conferenza episcopale irlandese negli ultimi venti anni, soprattutto nel campo della liturgia. Gli assicuro le mie preghiere in questo momento, e gli auguro una pensione in buona salute”. “Tuttavia – ha aggiunto Brady – in cima ai miei pensieri in questi giorni ci sono quanti hanno sofferto abusi da parte di sacerdoti e quanti oggi provano rabbia e sconforto per la risposta inadeguata data dalle autorità ecclesiastiche”. La notizia delle accolte dimissioni di Magee era stata diffusa, oltre che dalla sala stampa vaticana, anche dalla Conferenza episcopale irlandese, in una sua nota.

    MAGEE: SCUSE A VITTIME, A DISPOSIZIONE GIUSTIZIA – L’ex vescovo irlandese di Cloyne, John Magee, ha chiesto perdono alle vittime degli abusi da parte di sacerdoti commessi nella sua diocesi ammettendo le sue responsabilità nell’averne coperto i misfatti, dicendosi a disposizione della Commissione d’inchiesta. “Sono stato informato dell’accettazione delle mie dimissioni – afferma in una nota diffusa dalla sala stampa vaticana – e, andandomene, voglio offrire ancora una volta le mie sincere scuse ad ogni persona abusata da un sacerdote della diocesi di Cloyne durante il mio ministero, e in ogni tempo”. “Ovviamente – aggiunge Magee – rimarrò a disposizione della Commissione investigativa in ogni momento”. Nella nota Magee chiarisce di essersi da tempo autosospeso dall’incarico di vescovo di Cloyne, rassegnando formali dimissioni il 9 marzo scorso. “Come dissi alla vigilia di Natale del 2008, dopo la pubblicazione del rapporto del “Comitato nazionale per la salvaguardia dei bambini nella Chiesa cattolica in Irlanda, ho assunto piena responsabilità delle critiche mosse alla nostra gestione dei casi che vi erano contenute”. “Nel Marzo del 2009 – prosegue Magee – la Santa Sede ha nominato rev.Dermot Clifford amministratore apostolico della diocesi di Cloyne. Ciò in risposta ad una richiesta da me avanzata di essere sollevato dall’incarico di amministrare la diocesi, in modo da potermi concentrare nella cooperazione con la Commissione governativa d’inchiesta, allo scopo di avviare procedure di protezione nella diocesi nella mia veste di vescovo di Cloyne”. Oltre a ribadire la sua richiesta di perdono alle vittime e a “tutti quelli nei confronti dei quali ho mancato in qualunque modo”, Magee auspica che “il lavoro e gli accertamenti della Commissione d’inchiesta siano di qualche aiuto per quanti sono stati abusati”. “Sono lieto che le mie dimissioni siano state accettate – conclude la nota – e ringrazio i sacerdoti, i religiosi e i fedeli della diocesi che mi hanno supportato durante il mio incarico di vescovo di Cloyne, assicurando loro le mie preghiere”.

    NUOVA ACCUSA PER PADRE PETER HULLERMANN IN GERMANIA – E’ emersa una nuova accusa a carico di Peter Hullermann, il prete pedofilo che papa Ratzinger, quando era arcivescovo, aveva accettato di far curare nella propria diocesi di Monaco di Baviera nel 1980 ma che poi era stato anche impiegato pericolosamente in attività pastorali per dichiarata colpa del suo vicario, Gerhard Gruber, e poi trasferito dal successore dell’attuale pontefice. Lo ha reso noto oggi l’arcivescovado di Monaco di Baviera e Frisinga precisando che “il presunto abuso sarebbe avvenuto nel 1998, quando “il prete H.” era amministratore parrocchiale a Garching/Alz, sempre in Baviera. “Il caso non è caduto in prescrizione e la presunta vittima era all’epoca minorenne”, informa un comunicato, annunciando che l’informazione è stata trasmessa alla Procura e ricordando che il religioso è stato già sospeso. L’arcivescovo di Monaco di Baviera e Frisinga dell’epoca, il cardinale Friedrich Wetter, si è assunto la responsabilità di aver messo in contatto con bambini e ragazzi il prete pedofilo Peter Hullermann nonostante questi fosse stato già condannato per abusi sessuali su minori. Lo sottolinea oggi un giornale locale di Monaco la Tz citando una dichiarazione diffusa ieri dall’alto prelato. “La violazione di bambini e ragazzi con abusi sessuali mi fa male. Mi carica di un gravissimo peso”, ha dichiarato Wetter chiedendo “scusa in ogni forma” possibile alle vittime e loro familiari. “Ho sopravvalutato la capacità di un essere umano di realizzare un cambiamento di personalità e ho sottovalutato le difficoltà del trattamento terapeutico richiesto per un pedofilo”. Il cardinale, nella stessa dichiarazione, nega di aver avuto “indizi concreti” di abusi pedofili commessi da un ormai defunto funzionario dell’Ordinariato vescovile Heinz Maritz, come invece sostenuto in una “lettera anonima indirizzata a diverse redazioni” giornalistiche.

  23. 25 Marzo 2010 a 15:31 | #23

    Apcom, 25 marzo 2010
    Il New York Times: il Vaticano coprì gli abusi di un prete Usa su 200 bimbi.

    Roma, 25 mar. (Apcom) – I vertici del Vaticano, tra cui il futuro papa Benedetto XVI, coprirono gli abusi sessuali di un prete americano sospettato di avere violentato circa 200 bambini sordi di una scuola del Wisconsin: è quanto scrive oggi il New York Times sulla base di alcuni documenti ecclesiastici di cui il quotidiano statunitense è venuto in possesso.
    La corrispondenza interna tra vescovi del Wisconsin e l’allora cardinale Joseph Ratzinger (all’epoca prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede), scrive il New York Times, mostra che la priorità principale era a quel tempo quella di proteggere la Chiesa dallo scandalo.
    La vicenda in questione riguarda un prete del Wisconsin, il reverendo Lawrence C. Murphy, che aveva lavorato nella scuola dal 1950 al 1977. Nel 1996, riferisce il quotidiano americano, l’allora cardinale Ratzinger non fornì alcuna risposta a due lettere che gli furono inviate dall’arcivescovo di Milwaukee, Rembert G. Weakland, mentre solo otto mesi più tardi il cardinale Tarcisio Bertone diede istruzioni ai vescovi del Wisconsin di avviare un processo canonico segreto che avrebbe potuto portare all’allontanamento di padre Murphy.
    Ma Bertone, precisa il New York Times, fermò questo processo dopo che lo stesso padre Murphy scrisse al cardinale Ratzinger ricordando che il caso era sostanzialmente caduto in prescrizione. “Voglio solo vivere il tempo che mi resta nella dignità del mio sacerdozio. Chiedo il vostro aiuto in questa vicenda”, scrisse il sacerdote.
    Nei documenti ottenuti dal quotidiano dai legali di cinque uomini che hanno fatto causa alla diocesi di Milwaukee, non c’è traccia della risposta di Ratzinger a questa lettera. Ma secondo quanto si legge, padre Murphy non ricevette mai alcuna punizione o sanzione e fu trasferito in segreto in alcune parrocchie e scuole cattoliche, prima di morire nel 1998.

  24. 25 Marzo 2010 a 15:07 | #24

    forse – se la circostanza sarà confermata – anche i preti di Potenza hanno perso un’occasione, per parlare e per dare una degna sepoltura a una povera ragazza.

    A.N.S.A., 25 marzo 2010
    Il corpo di Elisa scoperto da sacerdoti mesi fa. Venne trovato da alcune donne delle pulizie, che comunicarono la notizia ai religiosi.

    ROMA – Il cadavere di Elisa Claps fu scoperto nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza alcuni mesi prima del ritrovamento ufficiale avvenuto il 17 marzo. La notizia, anticipata dal quotidiano ‘La Provincia Pavese’, ha trovato conferme in ambienti giudiziari. La scoperta fu fatta da alcune donne delle pulizie, che comunicarono la notizia ai sacerdoti della chiesa.
    Il ritrovamento del cadavere, riportano la Provincia Pavese ed altri quotidiani del Gruppo Agl-Espresso, avvenne a gennaio. Fonti giudiziarie confermano inoltre che a scoprire il corpo di Elisa furono due donne, chiamate a fare le pulizie nel sottotetto. Interrogate, le donne hanno fatto mettere a verbale che una volta scoperti i resti avvisarono immediatamente sia il parroco della Santissima Trinità, don Ambroise Apakta, conosciuto da tutti a Potenza come don Ambrogio, che il suo vice, Don Vagno.
    Sul perché del silenzio dei sacerdoti, che sono stati sentiti a lungo in questi giorni, sta indagando la procura generale di Salerno, che ha avocato a sé l’inchiesta. Un’ ulteriore conferma sulla tempistica del ritrovamento sarebbe inoltre arrivata anche dal vescovo di Potenza, monsignor Agostino Superbo, durante un colloquio con il questore.

  25. Stefano Deliperi
    23 Marzo 2010 a 23:55 | #25

    chissà che cosa diranno in Cielo a questi loro “ministri”.

  26. Claudia Basciu
    23 Marzo 2010 a 22:11 | #26

    Si tratta di un invito al voto “contro”, in questo caso contro Emma Bonino, dall’altra parte potrebbe esserci Silvio, Barabba o Vercingetorige. Molto interessante l’affermazione del papa sul peccato e i peccatori, chissà se almeno il peccato pagherà per il male fatto a tutti quei bambini.

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