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Miracoli della Bertolaso s.p.a.: la Marcegaglia ci guadagna e paga la Regione.

avviso ricerca personale ex Arsenale La Maddalena

avviso ricerca personale ex Arsenale La Maddalena

L’ex Arsenale di La Maddalena è diventato un hotel a 5 stelle con porto turistico grazie agli interventi programmati per la riunione G 8 poi spostata a L’Aquila. Una dei fulcri del noto sistema gelatinoso.  Sono stati spesi 118.946.000,00 euro in proposito (48.400.000,00 euro per la ristrutturazione dell’Arsenale in albergo + 23.436.000,00 euro per la realizzazione di servizi connessi + 41.610.000,00 euro per l’adeguamento del bacino dell’Arsenale in porto turistico + 5.500.000,00 euro per il piano di caratterizzazione e la bonifica ambientale, dati Protezione civile) di soldi pubblici.

227 mila metri cubi di volumetrie turistiche su un’area di 115 mila metri quadri, un porto turistico in posizione privilegiata.

La gestione è stata affidata – per 40 anni – alla Mita Resort s.r.l. del Gruppo Marcegaglia, verso il pagamento di 31 milioni di euro e un canone annuale di 60 mila euro.  Una miseria.   L’affidamento è stato effettuato dalla struttura di missione gestita dal sottosegretario alla Protezione civile (e direttore del Dipartimento della Protezione civile) Guido Bertolaso e successivamente il complesso è stato trasferito alla Regione autonoma della Sardegna.

La Regione autonoma della Sardegna dovrà pagare quale proprietario ben 400 mila euro all’anno di sola I.C.I.

In queste settimane la Mita Resort s.r.l. sta effettuando le selezioni del personale: “per tutti i profili vengono richiesti ottima attitudine e professionalità del ruolo. E’ richiesta comprovata esperienza in strutture 4/5 stelle in posizioni analoghe per l’hotel ed esperienza pluriennale in Marina a gestione omogenea ed unitaria con almeno 500 posti barca”, così recita l’avviso.  Giustamente.

rendering progetto albergo ex Arsenale

rendering progetto albergo ex Arsenale

Viene da chiedersi quanti saranno i sardi e i maddalenini in particolare a potervi trovare lavoro, considerato che questo era l’obiettivo fondamentale promosso dall’Amministrazione regionale Soru con il programma degli interventi per il G 8.   Viene ovviamente da chiedersi anche che cosa ha fatto in un anno in merito l’Amministrazione regionale Cappellacci per tornar padrone in casa propria.  Viene invece da ringraziare il sottosegretario-capo del dipartimento-commissario Guido Bertolaso per la straordinaria cura dell’interesse pubblico ancora una volta dimostrata.

Gruppo d’Intervento Giuridico

da La Nuova Sardegna, 21 marzo 2010

Ex arsenale, la beffa dell’Ici da 400mila euro: a pagare sarà la Regione. Guido Piga

LA MADDALENA. Un vantaggio La Maddalena lo ottiene dall’ex arsenale: 400 mila euro di Ici all’anno nelle casse comunali. Ma per un ente pubblico che ci guadagna, un altro va in perdita: la Regione, che quella cifra dovrà sborsarla. Lo ha decretato Bertolaso nella convenzione con Mita Resort del duo Marcegaglia-Donà Dalle Rose che pagherà solo l’affitto annuale del complesso, 60 mila euro alla Regione. La convenzione è stata sottoscritta dalla protezione civile e da Mita resort il 9 giugno del 2009. Pochi la conoscono. Meglio di tutti Guido Bertolaso, commissario del G8. Le date sono importanti. Il 22 maggio 2009, esattamente un mese dopo il trasferimento del vertice dalla Maddalena all’Aquila, Bertolaso delega Angelo Borrelli per la stipula della convenzione per la gestione dell’ex arsenale con la società di Emma Marcegaglia e di Andrea Donà Dalle Rose. Nonostante non ci sia più l’esigenza di arredare l’hotel e di allestire il porto per il G8, dunque, Bertolaso non torna indietro: Mita Resort, dichiarata aggiudicataria del complesso il 24 marzo 2009, deve continuare a gestirlo. Borrelli è rapidissimo. In appena 18 giorni scrive e fa sottoscrivere, all’Aquila, la convenzione con Mita Resort, che – con un’ordinanza di Berlusconi dell’11 giugno 2009 – otterrà l’ex arsenale non più per 30 ma per 40 anni. «Un regalo» l’ha definito l’avvocato Pietro Corda nel ricorso per l’annullamento del bando di gara fatto al Tar del Lazio per conto dei gruppi Molinas e Peru e Muntoni. Ma in quella convenzione – come hanno scoperto solo da poco i funzionari della Regione – c’è anche di più a favore di Mita Resort. Per decisione di Borrelli, con la copertura di Bertolaso, l’Ici al comune della Maddalena sui

Garzetta

Garzetta

115 mila metri quadri dell’ex arsenale non la pagherà la società, ma la Regione, proprietaria dell’area e delle strutture (27mila metri quadri solo tra hotel, palazzo delle conferenze e area commerciale). Ed è una cifra rilevante quella che finirà nelle casse comunali: 400mila euro all’anno, come ha rivelato l’assessore regionale ai Lavori pubblici Carta. Non fosse estremamente seria, sarebbe anche buffa, questa vicenda. Perché la Regione è titolare dell’ex arsenale, ma non ha potuto fare un bando per darlo in gestione, né pretende con forza che venga annullato quello di Bertolaso, anzi lo difende. Perché la Regione riceverà all’anno da Mita Resort solo 60mila euro per l’affitto del complesso e invece sarà costretta a spenderne 400mila in tasse perché così ha deciso proprio Bertolaso. Una perdita di 340mila euro. Una cifra che potrebbe anche crescere quando la Regione diventerà effettivamente proprietaria dell’ex ospedale militare, oggi hotel senza un gestore (lo assegnerà direttamente Bertolaso). E’ un ingente buco nelle casse della Regione, tanto che l’assessore all’Urbanistica Asunis starebbe già lavorando per rifare la convenzione, e accollare i costi a Mita Resort. Alla fine, paradossalmente, a guadagnarci è solo il comune della Maddalena: 400mila euro di Ici, in tempi di tagli, sono un tesoretto fenomenale per le opere pubbliche e i servizi sociali. E pensare che il consiglio comunale, all’unanimità, ha recentemente chiesto per l’ennesima volta che l’ex arsenale passi dalla Regione al Comune. Andasse veramente così, alla fine ci perderebbe. Per ora chi ci perde sono i lavoratori maddalenini, nell’ex arsenale e dintorni. Mita Resort, attraverso il suo veicolo societario Porto Arsenale La Maddalena srl, ha lanciato l’annuncio per la ricerca di personale. Direttore d’albergo, maitre, commis sala, chef de rang, responsabile tecnico del porto, ormeggiatore, nostromo, operaio comune, tutte figure professionali che la società deve assumere subito per la Vuitton Cup programmata alla Maddalena dal 22 maggio al 6 giugno. «Speriamo che siano tutti sardi» ha detto Donà Dalle Rose in un’intervista alla “Nuova”. Sarà difficile che siano maddalenini. La disoccupazione nell’isola c’è, proprio in questi giorni si sta costituendo un’associazione. La guida Marco Poggi, segretario dei Comunisti italiani (dimissionario) che si è alleato con il segretario della Destra, tanto per gradire. Poggi è uno che scrive molti documenti, ora anche il suo curriculum. «Tutti noi disoccupati stiamo mandando i nostri curriculum a Mita – dice insieme a Roberto Siro, precario di Abbanoa -. Ma abbiamo poche, pochissime speranze di essere assunti». Tanto scetticismo è giustificato da una postilla all’annuncio di Mita: «E’ richiesta comprovata esperienza in strutture 4/5 stelle». Alla Maddalena non ci sono hotel con quelle caratteristiche. «Il nostro turismo è molto particolare – spiega Ramon Del

banchinamento porto turistico, La Maddalena

banchinamento porto turistico, La Maddalena

Monaco, una vita al Touring Club -. Da noi ci sono i villaggi, come il Club Med, e non c’è mai stato un albergo con più di 3 stelle. Pochissimi sono andati all’alberghiero di Arzachena, temo che pochissimi maddalenini potranno essere assunti nell’ex arsenale». E il settore nautico, niente chance neppure lì? «Prima dell’annuncio, dovevano fare una riunione con i lavoratori della Maddalena. Perché per noi non c’è mai spazio, mai rispetto, ci usano tutti» dicono i fratelli Paolo, Mario e Gianni Loi.

da La Nuova Sardegna, 21 marzo 2010

La Regione a Mita resort: ridiscutiamo il contratto Il Pd: condizioni capestro. È polemica per l’Ici stratosferica ma anche perché tutte le carte restano in mano a Bertolaso. Guido Piga

LA MADDALENA. La Regione vorrebbe rinegoziare la convenzione con Mita resort per la gestione dell’ex arsenale scritta da Bertolaso. Vorrebbe anche trattare sull’Ici che dovrà versare al comune della Maddalena, 400 mila euro all’anno, e sul canone di 60 mila euro che riceverà dalla società della Marcegaglia. Ma non può fare nulla. Perché la struttura di Bertolaso non ha ancora inviato a Cagliari, nonostante la formale richiesta, né la convenzione né gli allegati tecnici sui lavori a carico di Mita resort. Il Pd chiede che Cappellacci stracci quell’atto e lo riscriva. Dunque quella convenzione, che stabilisce che cosa Mita resort deve fare nell’ex arsenale per i prossimi 40 anni, e quanto deve pagare, è ancora nel solo possesso della struttura di Bertolaso, dello Stato che non è più titolare né di quell’area né delle strutture ricettive (porto

G8, di Miquel

G8, di Miquel

escluso). La Regione, che dell’ex arsenale è proprietaria dal 1 gennaio di quest’anno, non sa nulla del rapporto contrattuale con il suo “inquilino”, la società di Emma Marcegaglia e Andrea Donà Dalle Rose. E’ l’ennesimo paradosso di tutta la vicenda G8. «Conosciamo solo informalmente alcuni aspetti di quella convenzione. L’abbiamo richiesta formalmente, ma dalla struttura della protezione civile non ce l’hanno ancora fatta avere» ammette Gabriele Asunis, titolare agli Enti locali, l’assessorato “padrone” dell’ex arsenale. «Tutto questo è lesivo dell’autonomia regionale» attaccano Giulio Calvisi e Pierluigi Caria, parlamentare e consigliere regionale del Pd, partito che ha presentato interrogazioni sia alla Camera che in consiglio regionale. La convenzione è stata sottoscritta dalla struttuta di Bertolaso e da Mita resort il 9 giugno, quando il G8 era già stato spostato dalla Maddalena all’Aquila, quando la proprietà dell’ex arsenale era ancora dello Stato, non della Regione. E, nonostante il trasferimento dell’area da Roma a Cagliari, nulla da allora è cambiato. Dopo la lettera a Bertolaso per chiedere di entrare in possesso della convenzione e degli allegati tecnici, gli uffici di Asunis si sono messi al lavoro per cercare di capire come la Regione dovrà comportarsi con Mita resort, società che per la gestione dell’arsenale verserà nelle casse dello Stato 31 milioni (inizialmente erano 40, somma ridotta per lo spostamento del G8) e solo 60 mila euro all’anno d’affitto alla Regione. I funzionari hanno fatto alcune scoperte, prima fra tutte quella sull’Ici. L’imposta sui 115 mila metri quadri dell’ex arsenale (227 mila metri cubi di strutture) al comune della Maddalena dovrà pagarla la Regione, non la società. Tecnicamente, non ci sarebbero problemi. Politicamente, sì. Il Pd, a livello nazionale e regionale, è partito all’attacco di Cappellacci, che non ha ancora preso posizione sul bando per l’ex arsenale (se non a favore della Marcegaglia) «E’ assurdo che la Regione riceva un canone di locazione per la gestione dell’ex arsenale di 60 mila euro all’anno e ne debba pagare 440 di Ici» dicono Calvisi e Caria in un comunicato. Segue l’elenco dei punti contestati. «Già trovavamo incomprensibile che i 31 milioni di euro che Mita Resort doveva versare a titolo di una tantum, andassero alla protezione civile e non alla Regione. Già trovavamo esiguo un canone annuale di soli 60 mila euro l’anno per 40 anni. Ora siamo all’assurdo perché si scopre che gli oneri dell’Ici sono rimasti a carico della Regione, con una perdita di 340mila euro. A questo punto sulla vicenda occorre fare un chiarimento definitivo – proseguono -. Ci venga detto se non si ritenga gravemente lesivo delle prerogative statutarie della Regione l’eventuale mancato coinvolgimento della Regione e del suo presidente. Ci dicano se non si ritenga contrario ai principi della buona amministrazione che su un bene pubblico dato in gestione ai privati gli oneri tributari possano rimanere in capo al pubblico e non al privato già beneficiario, a prezzi più che vantaggiosi, dell’affidamento del bene. Ci venga detto se non si ritenga opportuno intervenire al più presto per modificare le condizioni capestro per la Regione». E la Regione, con l’assessore Asunis, questo vorrebbe fare. Vorrebbe avere intanto la convenzione, e poi fare bene i conti tra quanto incassa e quanto spende, ed eventualmente rivedere alcune cose del contratto d’affitto, se non tutto. Proprio come farebbe ogni padrone di casa.

(vignetta di Miquel, rendering progettuale, avviso selezione personale da www.lanuovasardegna.it, foto da www.protezionecivile.it, S.D., archivio GrIG)

  1. 26 Marzo 2010 a 15:47 | #1

    da La Nuova Sardegna, 26 marzo 2010
    Vuitton, governo contro Corte dei conti.
    Dopo il no all’emergenza Palazzo Chigi vuole ricorrere alla Consulta. L’altra ipotesi è un decreto interpretativo, come per le liste elettorali, che permetta di spendere subito i soldi impegnati. (Guido Piga)

    LA MADDALENA. La Vuitton Cup è ora una vera emergenza. Almeno per Berlusconi e Bertolaso. La bocciatura della Corte dei conti – «una regata non può essere classificata come “grande evento” e dunque non possono essere applicate le misure emergenziali» – sta portando il governo, e la protezione civile, a compiere due passi per evitare che la manifestazione della Maddalena, in programma dal 22 maggio al 6 giugno, vada a fondo, soprattutto per la mancanza di risorse finanziarie (concesse in via straordinaria). Infatti l’ufficio legislativo di Palazzo Chigi sta ragionando sull’opportunità di compiere due passi. Uno, fare ricorso alla Corte costituzionale contro la Corte dei conti per veder riconosciuta la bontà del provvedimento di Berlusconi. I tempi per la decisione sarebbero ovviamente lunghi, troppo lunghi per averla prima di maggio. Due, per accelerare tutto, ci vorrebbe un’altra ordinanza. Berlusconi dovrebbe quindi mettere nero su bianco un “decreto interpretativo” per superare lo stop imposto dai giudici contabili e poter spendere così i soldi impegnati lo scorso dicembre (3 milioni 750 mila).
    L’indiscrezione emerge dagli ambienti della Regione. Ugo Cappellacci, nominato commissario della Vuitton il 5 marzo al posto di Guido Bertolaso, non vuole rilasciare dichiarazioni. «Il presidente attende chiarimenti dalla protezione civile, che sta studiando la deliberazione della Corte dei conti per prendere gli opportuni provvedimenti» fanno sapere dagli uffici di viale Trento. Dunque sulla Vuitton è scontro tra i poteri dello Stato. Le prime avvisaglie si sono avute nella fase di discussione dell’ordinanza di Berlusconi, la numero 3838 del 30 dicembre 2009 che dà alla protezione civile poteri eccezionali. Chiamati in causa dalla Corte dei conti, il 15 febbraio il segretario della presidenza del consiglio dei ministri e la protezione civile hanno spiegato che la Vuitton Cup è stata dichiarata “grande evento” sulla scia del G8, per «non abbandonare le opere avviate e per prevedere per loro una nuova destinazione». La dichiarazione non è stata fatta per «accelerare i tempi di realizzazione degli interventi, ma per garantirne il rilancio, compromesso» dallo spostamento del G8 dalla Maddalena all’Aquila.
    E’ un passaggio rilevante: governo e protezione civile, gli autori di quello “scippo”, ammettono per la prima volta di aver causato un danno alla Maddalena e «alle aspettative degli operatori e degli amministratori locali».
    Ma la Corte dei conti, con il consigliere delegato al controllo di legittimità degli atti, ha demolito la tesi di Berlusconi e Bertolaso. Non può esserci continuità tra gli interventi per il G8 e quelli per la Vuitton Cup, è e il ragionamento del giudice, che ribadisce i dubbi sulla competenza in materia della protezione civile. Ma c’è molto di più. Il consigliere ha manifestato «preoccupazione per il fatto che – poiché con altre ordinanze le strutture già destinate al G8 sono state affidate in gestione a una società privata per 40 anni – ulteriori iniziative in deroga alle norme ordinarie potrebbero svilupparsi su un arco temporale eccezionalmente lungo, esteso a più generazioni». E ancora: il consigliere delegato ha espresso «l’avviso che l’intesa con la Regione sia un elemento necessario, ma non sufficiente, per l’emanazione dell’ordinanza». Il concetto è chiaro. La Corte dei conti – che ha cassato l’ordinanza – dice che i lavori nell’ex arsenale non può continuare a farli la protezione civile. Opere a parte, che potrebbe fare il commissario Cappellacci, senza l’efficacia dell’ordinanza vengono meno le risorse. Alla fine, il problema è proprio questo: senza soldi, niente regata.

  2. 25 Marzo 2010 a 15:30 | #2

    da La Nuova Sardegna, 25 marzo 2010
    La Vuitton non è un’emergenza. Confermate le anticipazioni sulla decisione della Corte dei conti. (Pier Giorgio Pinna)

    LA MADDALENA. Trovano clamorose conferme le anticipazioni sulla sentenza della Corte dei conti: il Vuitton Trophy alla Maddalena non può essere ritenuta un’«emergenza». Perciò non rientra nei grandi eventi affidabili alla Protezione civile. Le ragioni della decisione suonano come una bocciatura del governo. Berlusconi avrebbe voluto continuare a far organizzare la regata a Bertolaso. Subodorato l’orientamento giurisprudenziale contrario, all’inizio del mese ha passato la palla a Cappellacci e alla giunta sarda. Sempre sulla scia dell’«urgenza» di promuovere la manifestazione. Ma ora che succederà? Ciò che non funziona per lo Stato, secondo quanto appena stabilito dalla sezione per il controllo di legittimità sugli atti governativi, è ammissibile per un’amministrazione regionale? L’interrogativo pone così nuovi dubbi in un campo già minato da mille incertezze. Per il relatore del provvedimento, Antonio De Salvo, «non qualsiasi grande evento rientra nelle competenze del dipartimento». «Ma – aggiunge – solo quelli che, pur se diversi da calamità naturali e catastrofi, determinano grave rischio per l’integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente dai danni o dal pericolo di danni». «Si deve concludere nel senso che non sussistono i presupposti richiesti per la dichiarazione di grande evento e la conseguente emanazione di ordinanze», scrive dunque il giudice. Che poi aggiunge: «Va precisato, al riguardo, che la sezione non intende sindacare il merito… ma solo accertare se la scelta effettuata sia conforme». Con la specificazione finale che la competenza «non sussiste», difettando «il presupposto stesso del grande evento nei sensi di legge». Secondo la Corte dei conti, poi, il richiamo al precedente di Trapani fatto da Guido Bertolaso e dai suoi legali per giustificare la gestione della regata alla Maddalena non può venire accolto. Di più. La sezione di controllo è certa che il governo, norme alla mano, non sia mai stato autorizzato a emanare nuove ordinanze riguardanti l’arcipelago sardo dopo il trasferimento del G8: «In particolare, dev’essere sottolineato che al Commissario delegato è stato attribuito il compito di provvedere alla riprogrammazione e rifunzionalizzazione non già in aumento, ma al fine di conseguire il contenimento della spesa pubblica per affrontare gli oneri derivanti dall’emergenza sismica».
    Da qui la chiusura in punta di diritto: «La ripetuta ordinanza risulta assoggettabile al controllo preventivo di legittimità di questa Corte, e pertanto deve considerarsi tuttora priva di efficacia, in mancanza di visto e in assenza (in alternativa) dell’infruttuoso decorso dei termini previsti dall articolo 27 della legge 24 novembre 2000, numero 340».
    Insomma: all’indomani di questa decisione, regna ancora di più l’incertezza sul dopo-G8 alla Maddalena. Il nuovo scoglio sul campo della Vuitton non potrà più venire aggirato con la facilità che Berlusconi pensava scaricando ogni responsabilità sul presidente della Regione. Sì, perché il dualismo delle interpretazioni giuridiche appare chiaro. Da una parte, il rispetto delle regole e delle procedure generali. Dall’altra, il costante ricorso alle scorciatoie per la rapida conversione dell’economia basata sulla presenza dei militari verso un differente sviluppo fondato sul turismo.
    Non è dato sapere se la sentenza costituirà un precedente in grado di bloccare in maniera definitiva lo sviluppo della Protezione civile Spa. Ma fin da oggi una cosa appare sicura: ancora una volta a pagare le conseguenze delle scelte governative sarà l’arcipelago della Maddalena.

  3. 24 Marzo 2010 a 14:31 | #3

    stia tranquillo luigi Donà delle Rose, nessuno “dimentica” i 31 milioni di euro che la società Mita Resort deve dare allo Stato. Non dimentichi lui i 119 milioni di euro spesi dallo Stato per consegnargli per 40 anni una struttura ricettiva con porto turistico in una delle coste più ambite del Mediterraneo. I 31 milioni di euro la società Mita li potrà ammortizzare in pochi anni…

    da La Nuova Sardegna, 24 marzo 2010
    Canone, Mita vuole trattare. Luigi Donà Dalle Rose, socio della Marcegaglia: «Siamo pronti a rivedere gli accordi con la Regione». «Qualcuno dimentica i 31 milioni che paghiamo allo Stato». (Guido Piga)

    LA MADDALENA. «Apriremo un tavolo con la Regione sul canone per l’arsenale». Andrea Donà Dalle Rose rompe l’assedio: Mita resort, la sua società messa sott’accusa perché l’Ici da 400 mila euro all’anno la pagherà la Regione, apre alla possibilità di rivedere gli accordi.
    Donà Dalla Rose, socio di Emma Marcegaglia, presidente di Porto Arsenale La Maddalena, il veicolo che operativamente gestirà le strutture dell’ex arsenale, prende posizione con una lettera. Prima di tutto, torna sulla storia recente dell’ex arsenale. Poi apre al dialogo con la Regione. E anticipa alcuni piani. «Sino a poco tempo addietro, tutti gli articoli parlavano dell’ex arsenale come un “cumulo di macerie”, una “cattedrale nel deserto”, inutilizzabile, uno spreco senza senso – scrive Donà Dalle Rose, proprietario anche della Marzotto -. Poi si è contestata la regolarità dell’aggiudicazione della concessione, con le rimostranze di due imprese sarde che non hanno partecipato alla gara. Il Tar in più sedi ha respinto i ricorsi. Abbiamo reso noto nei giorni scorsi la prima lista di 100 assunzioni e si è detto (senza attendere le assunzioni) che non avremmo occupato i maddalenini, poiché le qualifiche richieste erano troppo alte – continua -: ma se necessita un cuoco qualificato non si può assumere un operaio generico.
    «Ora, per il momento non potendo parlare di occupazione, si parla di Ici – spiega Donà Dalla Rose -. La Regione incassa un canone inferiore alla supposta Ici. Quindi ci rimette e Mita s’ingrassa… Ci si dimentica che Mita è impegnata a pagare un canone di 31 milioni di euro alla protezione civile. Mita ha previsto tra l’altro di aprire un tavolo con la Regione sul canone complessivo relativo all’arsenale – anticipa Donà Dalle Rose -: inoltre Mita è disponibile a mettere a disposizione gratuitamente il suo know how per l’apertura di una scuola di qualificazione professionale in ambito alberghiero con sede alla Maddalena e a organizzare un master sul turismo nautico sempre con base alla Maddalena. «E’ giusto continuare la polemica – chiude – oppure è meglio aiutare a dare un senso ai molti denari pubblici e privati spesi, facendo sì che vi sia una ricaduta positiva sia per La Maddalena, sia per l’intera Sardegna? Mita in questo senso è impegnata da un anno su questa strada».

  4. 23 Marzo 2010 a 18:29 | #4

    Questo gioco delle tre carte è stato reso possibile perché la Regione è finita nelle mani della destra.
    Tra compari s’intendono.

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