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Piazza Maxia, i casteddai tolgono fuori la testa dal sacco?

Giardini di cemento, arcipelago gulag per alberi. A Cagliari.Incredibile!    Anche i cagliaritani, troppo spesso buoni solo a lamentarsi e a rivotare gli amministratori pubblici che, a parole, li hanno delusi, questa volta hanno mostrato un po’ di iniziativa concreta.  Nei giorni scorsi una piccola manifestazione spontanea di residenti e commercianti ha contestato i

lavori nella Piazzetta Maxia per la realizzazione del surreale giardino..di cemento.       Le opere vanno avanti con una lentezza esasperante e chi ha un’attività commerciale in zona può pensare ormai di portare i libri contabili in Tribunale.           In numerose occasioni, poi, si sono formate, grazie ai lavori in corso, quelle caratteristiche buche nelle strade contigue, che contribuiscono a rendere Cagliari di sicuro la capitale mediterranea delle buche.  E’ già accaduto tante volte, con costi che vanno ad aggiungersi al milione di euro da spendere per ‘sti lavori.    

il nuovo "giardino di cemento", Piazza Maxia, cagliari

il nuovo "giardino di cemento", Piazza Maxia, cagliari

Uno dei tristi luoghi di quell’arcipelago Gulag degli alberi che è diventata ‘sta povera capitale del Mediterraneo

Dov’erano decine di alberi ad alto fusto se ne trovano ora addirittura otto (erano cinque in precedenza) insieme a qualche striminzito virgulto di belle speranze.    Al posto dell’ombra delle Jacarandae, si preannuncia un’estate assolata nel catino di cemento, di difficile accesso ad anziani e disabili.

Un piccolo blitz ecologista di protesta, nel gennaio 2009, incontrò il gradimento delle numerose persone presenti (di tutte le età e condizione

il "giardino di cemento" di Piazza Maxia, la protesta

il "giardino di cemento" di Piazza Maxia, la protesta

sociale).   Ora, mesi e mesi dopo e dopo infinite promesse degli amministratori comunali, addirittura lenzuoli e cartelli con slogans di protesta.  Che i cagliaritani stiano (finalmente) togliendo fuori la testa dal sacco e prendendo seriamente coscienza di come è trattata la loro Città?   

Gruppo d’Intervento Giuridico

P.S.   intanto memorizzate bene i nomi comparsi sul cartello “inizio lavori”: sono loro le menti di questa follìa. E il sindaco è Emilio Floris (P.d.L.), per chi l’avesse dimenticato.Giardini di cemento, arcipelago gulag per alberi. A Cagliari.

 (foto S.D., archivio GrIG)

  1. 22 Gennaio 2011 a 20:05 | #1

    è pazzesco: nella “capitale del Mediterraneo” non sanno fare bene nemmeno le boiate :o

    da La Nuova Sardegna, 22 gennaio 2011
    In Piazza Maxia è sempre Natale. A un mese dall’inaugurazione lo spazio è brutto, sporco e senza controlli. (Antonello Deidda)

    CAGLIARI. L’hanno definita con una buona dose di umorismo la «piazza dell’albero di Natale», visto che l’addobbo simbolo delle festività di fine anno continua a fare bella mostra di sé. Ma c’è poco da ridere. Piazza Maxia, ad un mese dalla inaugurazione, ha già mostrato il suo volto peggiore: è brutta, sporca ma soprattutto senza controlli.
    È triste il destino di piazza Maxia, che si candida a buona ragione al titolo di piazza più disastrata di sempre di Cagliari e dintorni. Niente male per chi ha investito nel progetto una montagna di euro (un milione e mezzo) e solo un mese fa ha chiuso un cantiere aperto da due anni. Ma, come si dice, la frittata è fatta. Il disastro è sotto gli occhi di tutti: la fine dei lavori ha risolto solo poche emergenze, gli ultimi ritocchi hanno persino peggiorato le cose. Chi abita da quelle parti non ha più nemmeno la forza e la voglia di protestare: «È tutto troppo brutto». Quello che salta agli occhi è l’albero di Natale al centro della piazza. «È il regalo del Comune ai cittadini che abitano intorno a piazza Maxia, un modo per scusarsi dei fastidi», era stato detto qualche giorno prima della inaugurazione. Non si è capito per quanto tempo l’albero addobbato resterà lì, Natale è passato da un mese e l’Epifania che ogni festa si porta via da 20 giorni. Resterà per sempre come regalo, è un anticipo del prossimo Natale o non ci sono i soldi per rimuoverlo? Tutte le ipotesi sono buone, ma per chi passa da quelle parti è uno spasso vedere dove può arrivare la burocrazia.
    Ma l’albero di Natale non è il solo elemento che salta all’occhio in negativo. La centralina che dovrebbe portare l’energia elettrica alla piazza non è in funzione, con tutti i guai che ne derivano. Non c’è corrente elettrica per il deposito di acqua da 20 mila litri sistemato ad un lato di piazza Maxia e che che dovrebbe servire ad irrigare aiuole e alberi. Il risultato è che l’erbetta piazzata dalla ditta che ha vinto il secondo appalto (quello di completamento dei lavori) è ingiallita e gli alberelli si stanno seccando. Ieri ha piovuto, qualcuno spera che possa continuare in modo da nascondere una situazine imbarazzante. Ma anche i famosi giarduni verticali, fiore all’occhiello dell’impresa, rischiano grosso: allestiti con tanta fatica e con rara perizia a causa di caratteristica particolari, hanno necessità di una irrigazione a goccia molto particolare. Non è che da poco appassiranno pure loro? Il verde sbiadisce, le piante crescono a fatica, anchge nei giorni di sole non è poacevole passaggiare per i vialetti. L’altro giorno un impiegato comunale tentava di rappezzare qualcosa con una pompa, non osiamo pensare cosa succederà la‹ prossima estate.
    Ma a proposito di passeggiate e bambini il punto indigerilie di tutta la faccende è un altro: la piazza non è solo fuori controllo ma senza controllo, in balia di vandali e maleducati. Già nei giorni precedenti l’inaugurazione i soliti imbecilli di turno avevano imbrattato i muri. Oggi, soprattutto alla sera, piazza Maxia è il ritrovo di qualche pseudo balordo e di gruppetti assortiti di teppistelli, che lasciano cartacce e bottiglie dappertutto. Negli angoli più nascosti sono comparse anche le prime siringhe.
    Non male. Aggiungete che nessuno ha pensato ad un piano del traffico e quindi si circola e parcheggia dove capita. Il quadro (desolante) è completo. Per un progetto costato circa tre miliardi delle vecchie lire, se non è un flop poco ci manca. C’è un contenzioso in atto, forse la Corte dei Conti vorrà vedere cosa è stato fatto. Se qualcosa non cambia velocemente la «piazza porcata» (come era stata definita dal popolo delle lenzuola) è destinata a diventare una piazza che qualsiasi cagliaritano potrebbe definire in uno spiccio vernacolo.

  2. 24 Dicembre 2010 a 15:46 | #2

    ci vuole davvero coraggio a dire “Piazzetta maxia sfregiata dai vandali”. Sono altri ad averla “sfregiata” al modico prezzo di 1,3 milioni di euro.

    da L’Unione Sarda on line, 24 dicembre 2010
    Piazzetta Maxia sfregiata dai vandali. A ventiquatto ore dalla riapertura al pubblico sono state tracciate scritte con bombolette spray contro le forze dell’ordine, subito cancellate.

    Nuova piazza, stessi vandali. E’ stata appena inaugurata e già la rinnovata piazzetta Antonio Maxia è stata deturpata dai vandali. Mercoledì notte, su un muro interno allo slargo incastonato tra le vie della Pineta e Degioannis sono comparse delle «ignobili scritte» (come le ha definite l’amministrazione comunale in una nota diffusa ieri pomeriggio) contro le forze dell’ordine. Ignoti hanno tracciato a colpi di bomboletta spray l’acronimo inglese Acab, che significa All cops are bastards (letteralmente, tutti i poliziotti sono bastardi) accompagnato dal simbolo comunista della falce e martello. La ditta appaltatrice dei lavori di ristrutturazione ha subito provveduto a cancellare la scritta realizzata con la vernice rossa, lasciando sul muro bianco soltanto il simbolo comunista.
    PIAZZA DELLE POLEMICHE. La piazza è stata oggetto negli ultimi mesi di aspre polemiche legate soprattutto al costo (1,3 milioni di euro) e alla qualità dell’opera, oltre al notevole ritardo (più di un anno) che ha caratterizzato l’ultimazione della stessa.

  3. 30 Settembre 2010 a 15:16 | #3

    da La Nuova Sardegna, 30 settembre 2010
    Piazza Maxia, arrivederci al 2011.
    Lunedì riprendono i lavori, ma servono altri tre mesi per il restyling. (Antonello Deidda)

    CAGLIARI. Piazza Maxia, arrivederci al 2011. Una notizia buona e l’altra cattiva per la piazza più disastrata di Cagliari. Il nuovo appalto è ok e lunedì riaprirà il cantiere, ma per chiudere i lavori serviranno altri tre mesi.
    Salta così anche l’ennesima promessa dell’amministrazione comunale, che dopo aver disdetto il contratto con la ditta vincitrice del maxi appalto per rifare piazza Maxia (un milione e 300 mila euro, manco fosse necessario rifare dalle fondamenta uno dei posti più belli e caratteristici di Cagliari), aveva detto che l’inaugurazione sarebbe avvenuta «al massimo» a novembre. Il nuovo bando di appalto è stato vinto nei giorni scorsi da una ditta di Capoterra, che avrà a disposizione 200 mila euro e 45 giorni lavorativi per completare il lavoro. Fatti i calcoli e tolte le giornate di festa, è evidente che se ne riparlerà per il nuovo anno. Capodanno o giù di lì dunque, a mano che non intervengano altre criticità o si ripropongano delle emergenze, elementi da tenere purtroppo sempre presenti in questi casi. È certo comunque che il Comune non accetterà ulteriori ritardi, con la minaccia di portare a giudizio anche la ditta di Capoterra come è successo in precedenza per quella di San Gavino che ha sbaraccato alla fine di agosto dopo un lungo tira e molla con i tecnici comunali che contestavano ritardi assortiti e lavori non fatti a regola d’arte.
    Ma cosa rimane da fare in piazza Maxia? Non molto per le verità, parecchie rifiniture e un restyling complessivo: la sistemazione della panchine e del verde, la perimetrazione delle aiuole e la posa in opera di una cancellata nella parte superiore della piazza, in modo da evitare che da via De Gioannis qualcuno psssa cadere giù e farsi male. Oltre ai famosi giardini verticali, che doveva essere uno dei fiori all’occhiello nel progetto originario, l’elemento caratterizzante dell’intera opera. Inventati nei primi anni Novanta da un noto botanico francese, Patrick Blanc, i giardini vertilati sono delle cascate di verde che riprendono quelle che si possono ammirare nella foreste tropicali, malesi o brasiliane, con piante che sembrano letteralmente sospese. Il progetto prevede un sistema che ha le radici in una struttura modulare composta da tre elementi (pannello di Pvc, strato di feltro e cornice metallica), con acqua e fertilizzanti che vengono forniti capillarmete. Una idea che in Francia e in Europa ha trovato tantissimi estimatori ma che pare non ne abbia ancora abbastanza in Italia. L’impresa cacciata dal Comune aveva chiesto chiarimenti, ricevendo dai progettisti solo vaghe risposte. Che cosa succederà stavolta? Nei giorni scorsi, giusto per dire che il Comune ha sempre a cuore le sorti della piazza, gli operai hanno verificato il funzionamento dell’impianto di luci applicato ad una parete della piazza, sulla quale dovrebbero essere disposti i giardini verticali. Di notte si spande una luce verde che però – senza piante – non offre nessuna attrattiva. Magari prossimamente l’effetto sarà migliore. Di sicuro dovrà essere completato anche il settore del verde, perchè oggi come oggi la cornice di erba rachitica, piante e alberi è deprimente.
    Tutto qui, la gente di piazza Maxia e il popolo dei lenzuoli di protesta ai lalconi di casa incrocia la dita: rassegnati dai ritardi record, sperano che l’inizio 2011 sia la volta buona. Intanto vanno avanti ricorsi e guerre di carte bollate, con la Corte dei Conti che presto potrebbe chiedere spiegazioni su costi e spese: ci sarà da ridere e da piangere. Senza dimenticare la denuncia che è stata presentata nei mesi scorsi in Procura dal consigliere comunale del partito democratico Claudio Cugusi: «I giudici dovrebbero occuparsi della vicenda e verificare cosa è stato fatto». Si spera che i tempi non si allunghino ancora. Sarebbe l’ultima beffa, quella sì davvero ineccettabile.

  4. 22 Settembre 2010 a 17:25 | #4

    da L’Unione Sarda, 22 settembre 2010
    I lavori di piazza Maxia riprendono a ottobre. Green Land vince la gara d’appalto.

    La nuova gara d’appalto da 200 mila euro per il completamento del restyling di piazza Maxia è stata vinta dall’impresa di Capoterra “Green Land Srl”. Il cantiere riaprirà i battenti ai primi di ottobre, dopo quasi due mesi di chiusura forzata, e l’intervento dovrà essere ultimato entro quarantacinque giorni dalla ripresa dei lavori. Questo l’ultimo capitolo della storia infinita della ristrutturazione dello slargo incastonato tra le vie De Gioannis e della Pineta, che si sarebbe dovuta concludere a novembre 2009 e per la quale il Comune sta spendendo 1,3 milioni di euro.
    Il precedente contratto d’appalto con l’impresa “Cosaco Srl” era stato rescisso il 9 agosto scorso in seguito a un aspro contenzioso tra le parti, conseguentemente era stato necessario bandire una nuova gara per il completamento dell’opera. «Ora finalmente siamo in dirittura d’arrivo», afferma la direttrice dei lavori, Fernanda Gavaudò (architetto del servizio comunale al Verde pubblico), «Il compito di terminare l’opera è stato affidato alla Green Land, un’impresa che conosciamo bene dato che ha già realizzato sia l’area verde di piazza Bernini che quella posta sopra il parcheggio multipiano di via Manzoni, a San Benedetto».
    La Cosaco Srl non aveva ultimato la posa del verde né la sistemazione dell’arredo urbano per un valore complessivo di circa 200 mila euro. In attesa che i lavori riprendano, nella piazza sono visibili e funzionanti alcune dotazioni modernissime come l’illuminazione verticale con led a risparmio energetico di colore verde e un’isola ecologica a scomparsa con cinque cassonetti della spazzatura interrati in grado di andare su e giù con un elevatore azionando il meccanismo con un semplice giro di chiave. ( p.l. )

  5. 3 Settembre 2010 a 14:23 | #5

    da La Nuova Sardegna, 3 settembre 2010
    Il comitato di cittadini chiede al sindaco che il dirigente Papoff venga fermato e il progetto corretto. Piazza Maxia: altra gara per chiudere i lavori.

    CAGLIARI. L’assessore all’urbanistica Campus è d’accordo con il comitato di cittadini: per piazza Maxia servono correttivi. Ma l’ineffabile agronomo-dirigente Claudio Papoff-manidiforbice, lo stesso che vorrebbe radere al suolo i ficus di piazza Garibaldi accusati di fare «troppa ombra», ha comunicato al rappresentante del comitato Ginetto Bacco che risolto il contratto con l’impresa appaltatrice sarà presto indetta una nuova gara, con criteri d’urgenza, per concludere i lavori: ci sono ancora duecentomila euro da spendere sul totale di un milione e 300 mila appaltati. Come dire: si va avanti col progetto-porcata dell’architetta Fernanda Gavaudo e dello stesso Papoff, che trasformerà un discreto spazio verde in una vasca spaventosa con la scomparsa delle jacarande ultradecennali. Oggi il cantiere è chiuso: l’impresa l’ha abbandonato. Il comitato di cittadini ha già rivolto al sindaco due appelli pubblici perchè vengano ripristinate almeno alcune condizioni necessarie per rendere lo spazio vivibile, prima di tutte il ritorno delle piante originarie. Ma il dirigente Papoff non sembra sentire ragioni, neppure quelle avanzate dall’assessore Campus: Bacco riferisce che l’agronomi ha suggerito di avere pazienza, di non formulare giudizi prima del tempo. Ma il giudizio sul progetto dell’architetta Gavaudo è ormai generale: una vera porcata, una piazza cancellata e sostituita da un manufatto di cemento interrato, del tutto avulso dal contesto urbano, destinato a entrare nel guinness dei misfatti edilizi dove l’amministrazione Floris può vantare un autentico record di presenze.
    Ora il comitato chiede al sindaco Floris che la determinazione di Papoff per andare avanti venga annullata e venga disposta una nuova perizia di variante. (m.l)

  6. 30 Agosto 2010 a 15:18 | #6

    mission impossible alla Kasteddaia…

    da L’Unione Sarda, 25 agosto 2010
    Fiori e rampicanti sui muri, piazza Maxia prova a piacere. Entro la fine di agosto aggiudicata la nuova gara d’appalto.

    Ieri la consegna del cantiere al Comune da parte dell’impresa Co.sa.co. La nuova gara d’appalto dovrebbe essere aggiudicata entro la fine del mese d’agosto.
    Dopo un mese di fax, diffide e carte bollate, il cantiere di piazza Maxia si avvicina al completamento: ieri il direttore tecnico della società Co.sa.co e l’architetto del Comune Fernanda Gavaudò hanno portato a termine «l’accertamento di consistenza», ovvero l’ultimo passaggio (una relazione sullo stato delle opere) per chiudere definitivamente i rapporti tra la ditta di Siamaggiore e l’amministrazione. L’impresa avrà dieci giorni di tempo per liberare l’area, che poi verrà affidata a chi vincerà la nuova gara d’appalto da 200 mila euro.
    LA GARA. I lavori verranno affidati a una delle sette imprese (scelte tra l’elenco dei fornitori del Comune in possesso della certificazione Os24, quella relativa alle aree verdi) invitate alla «procedura negoziata». Le buste verranno aperte entro la fine della settimana, anche se potrebbe essere concessa una proroga: gran parte delle aziende invitate non sono in grado di garantire la fideiussione richiesta nel bando, visto che molte assicurazioni sono ancora chiuse per ferie.
    I LAVORI. Il nuovo cantiere dovrà essere completato in 45 giorni lavorativi, dunque entro novembre piazza Maxia potrebbe essere inaugurata. Se la parte “strutturale” del restyling è già terminata, manca ancora la tranche dell’arredamento e del verde. Il muro che circonda la piazza, sul lato dove si affacciano negozi, pizzerie e gelaterie, verrà ricoperto da piante e fiori. Sulla parete sarà installata una copertura di feltro, con un migliaio di tasche dove verranno inserite le piante. Una soluzione utilizzata in tutta Europa per coprire le facciate dei palazzi e i muri del centro. Poi verranno realizzate le balaustre nella parte superiore del muro: si otterrà così una lunga panchina, ad altezza della strada, rivolta verso le vetrine dei negozi. Verranno completate le aiuole – ora sono stati piantati alcuni alberi, oltre a una parte delle vecchie jacarande – e la fontana, composta da una serie di getti che escono direttamente dal terreno. L’acqua sarà nebulizzata – probabilmente in orari programmati, grazie a un timer – e illuminata dai led colorati. Poi saranno installate le panchine, consegnate ieri dalla Co.sa.co e prese in consegna dagli operai del Comune.
    L’ILLUMINAZIONE. Nei prossimi giorni verrà collaudata anche l’illuminazione della piazza, appena l’impresa libererà definitivamente l’area, dopo lo scontro frontale con l’amministrazione: una guerra che ha prodotto negli ultimi mesi un centinaio di raccomandate tra la società di Siamaggiore e il Servizio verde pubblico. ( m.r. )

  7. 27 Agosto 2010 a 14:00 | #7

    da La Nuova Sardegna, 27 agosto 2010
    Mentre l’impresa cacciata dal Comune inizia a levare le tende i giudici vogliono vederci chiaro su tutta l’operazione. Piazza Maxia, l’ombra della Corte dei conti.
    Spese e fatture al setaccio, la data di fine lavori potrebbe slittare sino a fine anno.

    CAGLIARI. Dubbi e interrogativi, i guai per piazza Maxia non finiscono mai perchè adesso della questione potrebbero occuparsi i magistrati della Procura ma anche quelli della Corte dei Conti. Obiettivo? Far piena luce su procedure e costi.
    CAGLIARI. Non bastava la guerra di carte bollate che si annuncia tra l’amministrazione e la ditta che aveva in appalto i lavori per la nuova piazza Maxia. E la scrivania del dirigente dell’assessorato comumale al Verde sono zeppe di documenti che provano le rispettive buone ragioni sono piene. Ma adesso è all’orizzonte ci sono pure le indagini della magistratura per conoscere quello che è stato fatto all’angolo tra via Scano e via De Gioannis: molto presto dalla questione saranno chiamate ad occuparsi sia la Procura della Repubblica che la Corte dei Conti. Il timore neanche tanto remoto è che i tempi della conclusione dei lavori potrebbero allungarsi all’infinito. In questi giorni il comune ha attivato una procedura d’urgenza per il nuovo appalto dei lavori che restano da fare: tra offerte, apertura delle buste e nuovo cantiere se ne riparlerà a fine anno, forse come regalo di Natale. È proprio vero, i guai per la «piazza porcata» non finiscono mai e gli abitanti dei palazzi che si affaccinano su una «delle opere più disastrate dell’amministrazione negli ultimi tempi» (definizione di uno dei portavoce della protesta) saranno costretti inevitabilmente ad altri mesi di sofferenza, tra recinzioni che impediscono a chiunque di entrare, qualche albero rinsecchito e aiuole piene di erbacce. Non un bel vedere per un progetto da un milione e 300 mila euro, che avrebbe dovuto regalare a Cagliari la piazza dell’avvenire. Per questo i giudici, anche quelli contabili, potrebbero molto presto esaminare fatture e spese che sono state sostenute nel corso dei mesi per materiali e forniture. Una indagine che secondo i soliti bene informati potrebbe riservare pure qualche sorpresa.
    Intanto l’immagine del disastro è sotto gli occhi di tutti. Da un paio di giorni gli operai della ditta che aveva in appalto i lavori hanno iniziato a sgomberare il campo, come da richiesta dell’amministrazione comunale, scottata da ritardi ed errori su un’opera nata evidentemente sotto brutti auspici. Serviranno altri giorni per liberare completamente l’area ma intanto l’impresa prepara anche le sue contromosse, in quanto ritiene di non aver ricevuto completamente quanto concordato all’inizio dei lavori. I prossimi passi potrebbero portare tutte e due le parti davanti al giudice ma nello stesso momemto il Comune è deciso ad andare avanti costi quel che costi, con un nuovo appalto che consenta almeno di finire i lavori più urgenti. Le opere di recinzione esterna sul lato che dà su via De Gioannis, molto più in alto rispetto a quello che si affaccia su via Scano, le panchine e qualche opera di abbellimento. Magari con i giardini verticali che avrebbebro dovuto costituire l’autentico fiore all’occhiello di tutta l’operazione piazza Maxia.(ad)

  8. 23 Agosto 2010 a 14:19 | #8

    e anche il Piazza Giovanni XXIII le cose non sono diverse: sarà forse che al Comune di Cagliari non c’è nessuno che apra e chiuda la porta? :o

    da L’Unione Sarda, 23 agosto 2010
    Parco Cipla, il Comune affila le armi. Fonsarda. L’assessorato al Verde pubblico denuncia ritardi nel cantiere: «Pronti a far pagare le penali». (Paolo Loche)

    Cantiere infinito al parco Cipla. Dopo la rescissione del contratto con la prima impresa appaltatrice (la quartese “Alambras Garden”), l’incarico di riqualificare la più importante area verde del quartiere Fonsarda è stato affidato dal Comune alla “Agri Ambiente Srl” (ditta con sede a Capoterra). I lavori sono ripresi ai primi di giugno, ma attualmente procedono a rilento.
    IL DIRIGENTE. A denunciarlo è l’architetto Fernanda Gavaudò, responsabile dell’intervento per conto del Comune (assessorato al Verde pubblico). «Si sta procedendo a singhiozzo», afferma, «tra improvvise accelerate e inspiegabili rallentamenti. Purtroppo è sempre lo stesso discorso», commenta amaro, riferendosi alla storia infinita del contemporaneo restyling di piazzetta Maxia, «e noi non ci possiamo fare niente. La rescissione del contratto è sempre l’ultimo stadio e ci auguriamo di non doverci arrivare mai». In teoria i lavori dovrebbero concludersi entro la fine di ottobre. «Se ci saranno ritardi», conclude Fernanda Gavaudò, «l’impresa pagherà una penale».
    L’ITER. I lavori di sistemazione del grande parco, incastonato tra le vie Figari e dei Donoratico, partirono il 19 maggio dell’anno scorso e si sarebbero dovuti concludere entro 160 giorni. Dopo qualche mese, però, furono interrotti per un contenzioso sorto tra l’amministrazione comunale e l’Alambras Garden culminato nella rescissione del contratto. Anziché indire una nuova gara d’appalto furono contattate le ditte che in gara si erano classificate al secondo e terzo posto. Un iter che si è concluso solo tre mesi fa con l’assegnazione dell’intervento alla Agri Ambiente.
    IL LAGHETTO. Il progetto (rimasto nel frattempo invariato) prevede nello specifico la realizzazione di un laghetto artificiale, di un’area destinata ai cani e un nuovo parco giochi che si affiancherà a quello vecchio. In programma anche la realizzazione di un prato naturale attraversato da camminamenti per gli anziani adornati da piante arbustive e aiuole fiorite. Gli alberi preesistenti (pini, lecci, jacaranda, alberi di Giuda e ficus provenienti da via Amat) saranno risistemati in loco in maniera più razionale. Per la prima volta, inoltre, verrà realizzato un impianto di irrigazione. Verranno installati anche nuovi servizi igienici autopulenti che a differenza dei sempre più diffusi “bagni chimici” saranno ospitati all’interno di strutture in muratura a basso impatto ambientale. Per completare l’opera il Comune spenderà circa 300 mila euro.

  9. 23 Agosto 2010 a 14:16 | #9

    da L’Unione Sarda, 21 agosto 2010
    Piazza Maxia, scontro sulla nuova garaInvia la pagina per e-mailStampa questa paginaScarica in formato PDFCondividi su Social Network:Facebook OKNOtizie Delicious LinkedIn Technorati Splinder Badzu Viadeo Fonte: L’Unione Sarda 23 Agosto 2010 La ditta che ha eseguito i lavori chiede al Comune di bloccare il bando da 200 mila euro. Denuncia dell’impresa: «Procedura d’appalto illegittima». I lavori per il completamento del restyling di piazza Maxia dovrebbero essere assegnati entro la fine del mese di agosto. (Michele Ruffi)

    Le ruspe e gli operai sono fermi da oltre un mese ma attorno a piazza Maxia fiorisce una selva di raccomandate, fax, cause civili e accuse incrociate. L’ultimo germoglio della battaglia sul progetto che ha rivoluzionato l’area verde di via della Pineta è una diffida firmata dal direttore tecnico della Co.sa.co srl, l’impresa che ha eseguito i lavori per conto del Comune: poche righe inviate al Municipio per bloccare la gara d’appalto per il completamento del progetto, necessario dopo la risoluzione del contratto con la società di costruzioni. «Il procedimento attivato è palesemente illegittimo», scrive il geometra Alberto Neri.
    LA DIFFIDA. Dunque la ditta di Siamaggiore, che nel 2008 si aggiudicò le opere grazie a un ribasso del 16,8 per cento, «diffida l’assessorato competente e tutti gli organi amministrativi e tecnici ad astenersi dall’espletare qualsivoglia gara o trattativa privata nelle more della definizione dello stato di consistenza e del contenzioso con l’impresa». Quindi invita il Comune a «sospendere qualsiasi iniziativa in corso». Ovvero la nuova gara per affidare il completamento del progetto: secondo i funzionari del Municipio mancano all’appello lavori per 200 mila euro, che la Co.sa.co avrebbe dovuto portare a termine entro la fine di luglio. Così non è stato, e allora è scattata la procedura di risoluzione del contratto.
    L’AVVOCATO. Un percorso che secondo Francesca Neri, legale della società, non è ancora finito: «Deve essere fatto un accertamento dello stato di consistenza dei lavori, in contraddittorio. Questo passaggio non è ancora avvenuto: il Comune non può bandire un altro appalto per completare i lavori finché non viene fatta questa verifica. Se lo hanno fatto, è molto grave».
    IL COMUNE. Claudio Papoff, dirigente del Servizio verde pubblico, non solo conferma la volontà di andare avanti con la procedura («abbiamo individuato e invitato otto imprese») ma dice di essere stufo dei «continui insulti che io e i miei funzionari riceviamo da parte della Co.sa.co». La gara verrà aggiudicata – queste le previsioni del Comune – entro la fine del mese di agosto: «Non capisco», continua Papoff, «a che titolo l’impresa ci voglia impedire di bandire un nuovo appalto, visto che il contratto è già stato risolto. Al momento comunque non abbiamo ancora ricevuto nessuna diffida, ma andremo avanti in qualunque caso». Il documento, inviato per raccomandata, arriverà probabilmente nei prossimi giorni negli uffici comunali.
    LA CAUSA. Nel frattempo, vanno avanti anche le cause civili: da una parte la società di costruzioni, dall’altra i commercianti della piazza, in agonia – o quasi – dopo un anno di lavori che si sono riflessi (negativamente) anche sui loro fatturati. A settembre il tribunale di Cagliari si pronuncerà sul ricorso presentato da Daniele Condemi, legale di Davide Bandino, titolare di una della attività che si affacciano sulla piazza. Bandino si ritiene danneggiato dai ritardi nella consegna dei lavori e ha pensato così di rivolgersi ai giudici di piazza Repubblica che, però, in primo grado hanno determinato un difetto di giurisdizione, sancendo che sarebbe dovuto essere il Tar Sardegna ad occuparsi della vicenda.
    LA DECISIONE. Una sentenza contestata dal negoziante che, assieme alla richiesta d’appello, ha presentato quella di sequestro conservativo nei confronti della ditta e un’istanza di sospensione della sentenza di primo grado. Una richiesta accolta, visto il «periculum in mora» legato alle condizioni economiche del gommista, che è «impossibilitato a svolgere la propria attività lavorativa». La decisione definitiva è prevista per il 24 settembre.

  10. 20 Agosto 2010 a 14:54 | #10

    da La Nuova Sardegna, 20 agosto 2010
    Piazza Maxia, cantiere senza fine. Il Comune vuole un nuovo bando per i lavori, l’impresa bocciata chiede soldi.
    LA GRANDE BEFFA. Residenti senza più speranze: tra ricorsi e carte bollate il progetto rischia di essere bloccato per mesi. (Antonello Deidda)

    CAGLIARI. Il comune che tuona ma non sa che pesci pigliare: «Tempo scaduto, bisogna concludere i lavori». Un’impresa che non vuole gettare la spugna e batte cassa: «Diteci cosa dobbiamo fare e in ogni caso saldate il debito». In mezzo un rione che soffre, costretto a convivere tra macerie e mezzi pesanti e con i commercianti che avrebbero buone ragioni di alzare bandiera bianca.
    Ultime dal pianeta piazza Maxia. Non tutte buone, come era facile immaginare per la piazza più disastrata di Cagliari (la piazza porcata del popolo delle lenzuola) i lavori sono destinati a continuare all’infinito. Da mistero buffo a fabbrica di Sant’Anna di cagliaritana memoria dunque. L’impresa che aveva aperto il cantiere anni fa e che avrebbe dovuto consegnare i lavori nel novembre del 2009 è andata in ferie il 9 di agosto dopo aver messo a dimora le pedane in legno e aver completato qualche lavoretto in muratura, lasciando per strada il resto del progetto, recinzioni, aiuole, giardini verticali e chissà che altro. «Ma lunedì 23 agosto saremo di nuovo qui», hanno giurato gli operai. Una promessa che ha fatto sperare gli abitanti del quartiere nella chiusura della partita in un tempo relativamente breve, diciamo un mesetto o poco più. Solo che nel frattempo l’amministrazione comunale ha deciso di disdettare l’accordo e di rivolgersi ad altra impresa. In pillole, per via Roma sarebbe passato troppo tempo anche dall’ultimatum di fine luglio. E dunque, «dovendo l’impresa Cosaco srl pagare una penale di 250 euro al giorno per ogni ulteriore giorno di ritardo», si cercherà un’altra impresa. Una nuova gara e un nuovo bando ma anche altron tempo perso, a occhio – se andasse tutto con i tempi della burocrazia – la data di fine lavori slitterebbe come minimo a ottobre-novembre. Naturalmente in mancanza di altri problemi, probabili in questi casi. Ma nel frattempo pare che sia intervenuto un fatto nuovo: l’impresa che ha in appalto i lavori in piazza Maxia sostiente che dal Comune deve ricevere ancora dei soldi, circa 200 mila euro. Giusto quelli che mancano a completre il progetto. E a questo punto i timori di una battaglia legale sono molto concreti, amnche perchè un mesetto fa proprio in commissione era venuta fuori l’idea di adire le vie legali nei confront dell’impresa per i ritardi accumulati. Una controdeduzine della Cosaco srl potrebbe causare un autentico polverone di cui a questo to punto sarebbe difficile vedere la conclusione. Se non con una prospettiva che fa tremare i polsi a chi abita da quelle parti: cantiere abbandonato, in attesa della decisine del giudice.
    Come andrà a finire? In piazza Maxia, dove sono chiusi per ferie (o per disperazione) tutti i negozi, si aspetta lunedì per sapere innanzitutto se qualcuno verrà ad aprire il cantiere e se gli operai – come promesso – porteranno a conclusiione il progetto. «Già, ma quale progetto?», si chiede Davide Bandino, uno dei portavoce del comitato che si è costituito per vedere riconosciuti i diritti di chi abita nel quartiere. In effetti rispetto al progetto iniziale da un milione e 300 mila euro, qualcosa è cambiato. In peggil, naturalmente. Si era parlato di un due gazebo che avrebbero dovuto rendere più piacevole la sosta nella piazza: niente. Si era detto di alberi di alto fusto sotto i quali poter prendere il fresco: no. E poi i giardini verticali, «cassati» a metà dell’opera. Quando alle migliorie previste nelle strade che si affacciano sulla piazza, meglio stendere un velo pietoso: di sicuro non cambierà nulla e resterà tutto come è, con buche assortite e toppe a coprire i guasti più evidenti. Anche le promesse su più parcheggi sono destinate a tramontare. «Ci accontenteremo che togliessero le recinzioni». Lunedì è vicino, sperare non costa nulla.

    LA CURIOSITÀ. Giardino verticale, un sogno che rimarrà nel cassetto.

    CAGLIARI. I giardini verticali. Dovevano essere il fiore all’occhiello della piazza Maxia del futuro, l’elemento che avrebbe fatto da elemento caratterizzante, un particolare che l’avrebbe pure nobilitare, facendo magari arrivare gente da tutta la città per ammirarla. Resteranno un sogno. Troppe complicazioni e la mancamza di certezze hanno fatto naufragare tutto. Quelli dell’impresa hanno sempre ripetuto: «Aspettiamo che i progettisti ci dicano come procedere e cosa fare: Mai avuto risposte».
    I giardini verticali sono stati inventati nei primi anni Novanta da un noto botanico francese, Patrick Blanc, che prese esempio dalla fantastiche cascate di verde che si possono ammirare nella foreste tropicali, malesi o brasiliane, con piante che sembrano letteralmente sospese: in questo modo – ecco l’idea – si potrebbe cambiare volto al muro di un palazzo o alla recinzione in ferro di un giardino, oppure ancoad una parete in cemento. «Una angolo di paradiso in mezzo alla città», diceva Blanc. Già, ma come fare? Il botanico chiese aiuto ad un designer e inventò un sistema che ha le radici in una struttura modulare composta da tre elementi, (pannello di Pvc, strato di feltro e cornice metallica), con acqua e fertilizzanti che venivano forniti capillarmete. Il tutto poteva essere appeso senza bisogno di un muro sul retro. Una idea geniale che in Francia ha trovato tantissimi estimatori ma che pare non ne ha ancora abbastanza in Italia. Doveva essere l’idea in grado di dare un tocco di classe a piazza Maxia. Ma chissà che cosa avevano previsto i progettisti, magari associazioni vegetali che nessun aiuola avrebbe potuto ospitare, sui muri della piazza, ortensie, iris e viburni con lalci, ficus e e filodendri. Nessuno sapeva come fare e così meglio soprassedere. Resteranno gli alberi sceletrici che ci sono.

  11. 19 Agosto 2010 a 18:17 | #11

    e il Comune di Cagliari riesce a spendere altri 200 mila euro per questa vera e propria “porcata” :o

    da L’Unione Sarda, 19 agosto 2010
    Per piazza Maxia una nuova gara da 200 mila. Per concludere i lavori.

    Il consigliere comunale del Partito Democratico, Claudio Cugusi, ha preannunciato un esposto alla Procura finalizzato a far luce su eventuali irregolarità su Piazza Maxia. E intanto il contratto d’appalto che legava l’Amministrazione comunale all’impresa “Cosaco Srl” è stato rescisso la settimana scorsa.
    Così per completare il controverso restyling dello spazio tra via Scano e via Pessina si è reso necessario bandire una nuova gara, col risultato che l’ultimazione dell’opera slitterà inevitabilmente di altri due mesi (fine ottobre nella migliore delle ipotesi).
    «La Cosaco Srl», riferisce la direttrice dei lavori Fernanda Gavaudò (architetto dell’assessorato comunale al Verde pubblico), «non ha ultimato la posa del verde né la sistemazione dell’arredo urbano per un valore complessivo di circa 200 mila euro. L’impresa aveva tempo fino al primo luglio per completare l’intervento, ma non ha rispettato il termine, arrivando a maturare 30 giorni di penale». Non è tutto. «Ai primi di agosto i suoi operai si sono messi in ferie e così abbiamo chiesto e ottenuto la rescissione del contratto». Il cantiere è stato quindi definitivamente abbandonato il 9 agosto. «Resterà fermo almeno fino alla fine di settembre», si rammarica la direttrice dei lavori, «perché anche se abbiamo già provveduto ad indire la nuova gara d’appalto per 200 mila euro, è ovvio che ci vorrà tempo per espletare tutti i necessari adempimenti tecnici e burocratici. Le offerte delle ditte ci sono già pervenute e ai primi di settembre apriremo le buste e incominceremo le consuete verifiche finalizzate all’aggiudicazione entro la fine del mese. Ma dal giorno in cui i lavori ripartiranno ci vorrà almeno un altro mese per arrivare finalmente a una conclusione». Questa la nuova puntata della storia infinita del progetto piazza Maxia. In realtà i lavori sarebbero dovuti terminare a novembre 2009. Poi all’inizio di quest’anno. Successivamente furono rinviati a marzo e ancora a luglio, con buona pace per le aspettative dei residenti e dei commercianti costretti (ormai da due anni) a patire pesanti disagi. Ora che anche l’ultima proroga è irrimediabilmente scaduta, l’ennesimo rinvio non fa che alimentare le polemiche per un’opera già aspramente contestata per la quale l’Amministrazione comunale sta spendendo 1,3 milioni di euro. Il comitato spontaneo che riunisce i cittadini contrari al progetto sta alla finestra e non si escludono a breve nuove manifestazioni di protesta.
    PAOLO LOCHE

  12. 3 Agosto 2010 a 17:28 | #12

    da La Nuova Sardegna, 1 agosto 2010
    Fermo il cantiere per la realizzazione della terrificante vasca di cemento aspramente contestata dagli abitanti del quartiere. Dopo lo sfascio, l’abbandono di piazza Maxia
    Il portavoce del comitato: «Cinquantasei punti-luce per illuminare un obbrobrio».
    Chiesto il ritorno delle jacarande nello spazio pubblico.

    CAGLIARI. L’immagine è inquietante: una scatola di cemento scavata nello spazio dove si trovava una piazza, alberi, panchine. Ora un cantiere abbandonato, perchè alla fine è saltato anche il rapporto tra l’impresa e il Comune.
    Non c’è speranza: il progetto firmato dall’architetto Fernanda Gavaudo con la consulenza dell’agronomo Claudio Papoff ha spazzato via un angolo di verde che esisteva da cinquant’anni per incastrarci un parallelepipedo di calcestruzzo. Un milione e 300 mila euro per costruire un rifugio antiaereo dal cui fondo non si vede neppure la strada, un’altra vasca senza senso al posto di un sobrio giardinetto che nessuno contestava. Eppure, ricordano gli abitanti del quartiere, il progetto «di riqualificazione» varato dall’amministrazione Floris si chiamava ‘La via dei fiori’. Mentre quello che oggi offende lo sguardo dei cagliaritani è il risultato di «un progetto schematico, freddo e fine a se stesso – osserva Ginetto Bacco, portavoce del comitato per piazza Maxia – che ha mandato a morte la piazza verde di cinquanta jacarande per trasformarla in una sgraziata fossa cementizia, rivestita di lastre sepolcrali di biancone, priva di verde, di ombra e di spazi vivibili ma armata in compenso da una selva di ferraglie e tavolame».
    Un non luogo gelido e inumano che però sarà illuminato a giorno. Il comitato ha fatto i conti: cinquantasei punti-luce su stelo e a parete, più «una trentina di diavolerie metalliche per creare acqua nebulizzata, ringhiere di protezione in tre rampe di gradini, una balaustra in ferro». Poi ci sono i «listoni di legno» che assegnano alla pavimentazione un aspetto da palco musicale. Al posto delle jacarande «alberelli d’arancio e di pruno selvatico». L’immagine, nel complesso, è spettrale. Con l’acqua nebulizzata e con la luce da obitorio progettata dall’architetto sarà ancora peggio.
    Rimedi? Il comitato ha chiesto che venissero piantate di nuovo le jacarande, ma ormai – è la risposta arrivata dal Comune – la vasca ha raggiunto il bancone roccioso. Dove però è stato possibile affondare le radici dei nuovi alberi. Per non parlare della viabilità: «Il progetto – spiega Bacco – si proponeva di razionalizzare la circolazione delle auto e di renderla più sicura, invece l’ha peggiorata, l’ha resa difficile e caotica quando non impossibile, contraendo notevolmente gli spazi di parcheggio pur avendo relegato il tratto via della Pineta-via De Gioannis al rango di un allucinante deposito di autoveicoli, con ingorghi in ogni ora del giorno».
    I lavori per la realizzazione di quella che gli abitanti hanno definito «una porcata» dovevano arrivare alla conclusione il 28 maggio: basta un’occhiata sul cantiere, un’immagine desolante, per rendersi conto che l’attesa proseguirà: «L’unico dato certo – osserva il portavoce del comitato per piazza Maxia – è che per tutto il mese di luglio l’impresa ha mandato avanti i lavori in regime di penale e se come extrema ratio tra comune e impresa si dovesse arrivare alla risoluzione del contratto il cantiere rischia, tra le controversie legali, di restare bloccato sine die». Com’è accaduto nell’area dell’ec Gil, sotto le mura di Castello. Come dire: progetti orrendi, destinati a deturpare la città, che il comune non riesce neppure a portare a termine. Per chi abita attorno a piazza Maxia sarebbe la beffa finale.
    Una soluzione ci sarebbe: riconoscere l’errore e demolire. Non sarebbe difficile colmare il volume della vasca con terra fresca e risistemare le jacarande espiantate. Un ragionevole intervento di demolizione che dovrebbe riguardare altri scempi come quello dell’ex Gil e dell’anfiteatro di Marina Piccola. Mentre con quello che è costata – 22 milioni – la cittadella-luna park della musica i cagliaritani dovranno tenersela. Non resta che difendere da architetti, agronomi e assessori competenti almeno piazza Garibaldi. (m.l)

  13. 13 Giugno 2010 a 22:31 | #13

    e magari sarà la mitica architetta Gavaudò a tagliare il nastro :o

    da La Nuova Sardegna, 13 giugno 2010
    PIAZZA MAXIA. Il cantiere rimane aperto, inaugurazione a fine luglio?

    CAGLIARI. Una cascata di rampicanti e un gioco di luci per dare alla gente un’impressione di fresco. Per piazza Maxia siamo agli effetti speciali: tra le pieghe del progetto da un milioone e mezzo di eueo per restituire al quartiere e a Cagliari una piazza – almeno queste nelle intenzioni degli amministratori – spunta l’idea di tappezzare di verde i lati della «fossa», per mascherare con rami e foglie più qualche spot la triste immagine che oggi come oggi si presenta a chi passa da lì, con tronchi di piante con poche foglie e qualche ramoscello secco secco. Forse perchè c’è da far digerire ai residenti la nuova (ultima?) data prima dell’inaugurazione: passato il 28 di maggio («il centiere ha bisogno di qualche ritocco»), superata la data del metà di giugno («perchè?»), adesso si parla del 31 luglio. Un sabato di piena estate che si spera non sia stato scelto a caso: per quella data metà dalle città sarà in ferie e dunque sarebbe più facile far digerire a tutti un altro spostamento in avanti. Se ne riparlerà.
    Ma intganto il comitato che si è costituito per la tutela della piazza (o di quello che resterà) non si dà per vinto e annuncia una nuova mobilitazione se per la scadenza fissata dal Comune per la chiusura dei lavori non vedrà quello che è stato promesso. Non a caso l’assessore Campus ha preparato un comunicato dove invita la gente a giudicare il lavoro quando la piazza verrà riaperta. Quasi un avvertimento alle finestre è apparso un un nuovo lenzuolo: «Il tramonto della ragione genera mostri». Come la piazza Maxia prossima ventura?

  14. 3 Giugno 2010 a 14:29 | #14

    da La Nuova Sardegna, 3 giugno 2010
    Piazza Maxia è un mistero buffo.
    Il cantiere dei lavori è sempre aperto e i residenti processano il Comune.
    LA STORIA. «Sarà tutto a posto entro la metà di giugno» ma nessuno è più disposto a credere alle promesse. (Antonello Deidda)

    CAGLIARI. La promessa: entro il 28 maggio sarà tutto pronto. La realtà: piazza Maxia, una settimana dopo, è ancora un cantiere aperto. C’è un’altra data (per la chiusura dei lavori? per l’inaugurazione?): la metà di giugno. Ma le speranze svaniscono giorno dopo giorno.
    È un mistero buffo la fine dei lavori in quella che è stata ribattezzata, dai residenti ma anche da chi ha occasione di passare da quelle parti, la «piazza porcata». Se non ci fosse da piangere, verrebbe voglia di ridere. Già perchè più ci mettono mano e più fanno danni: l’altra settimana gli operai hanno prima piazzato dei lampioni stile hi tech che al momento non fanno certo una bella figura, tanto da sembrare un pugno in un occhio. Non solo, adesso ci sono anche dei bei cassonetti per la spazzatura, modernissimi, che sembrano sbarcati dall’astronave di Star Trek. Insomma, un disastro. L’impressione, supportata anche dai pareri di chi in piazza Maxia ci vive e dei commercianti che da quelle parti hanno (o avevano, dato il volume degli affari calato vertiginosamente) un’attività, è che sarebbe il caso di smetterla: «Per rimediare, ne combinano di tutti i colori, spendendo forse enormi. Ma esiste un progetto o vanno a caso? A questo punto forse sarebbe meglio riconoscere gli errori e darci un taglio, riaprendo la piazza una volta per tutte. In modo che almeno per chi ci abita i disagi finiscano». A proposito di disagi: l’altro giorno l’automezzo dei vigili del fuoco ha dovuto fare una un infinità di manovre per fare la curva che da via della Pinata porta a via De Gioannis, dove c’era stata una chiamata. Tutto testimoniato dalle foto che sono in rete: «C’è mancato poco che i vigli non potessero muoversi, tanto poco spazio è rimasto tra auto parcheggiate e reti metalliche».
    Altri venti giorni, un piccolo sacrificio e poi – a metà giugno appunto – andrà tutto a posto. Ma chi ci crede? In piazza Maxia e dintorni ne hanno sentite fin troppe di promesse: i lavori sarebbero dovuti terminare per Natale, poi la scadenza dei lavori è stata spostata a febbraio e quindi ancora avanti, sino alla data del 28 maggio. Un appuntamento mancato, come al solito. Un cantiere infinito, tale da meritare la top ten delle classiche fabbriche di Sant’Anna di cagliaritana memoria. Il popolo di piazza Maxia non ha più nemmeno la forza di gridare tutta la sua rabbia per una situazione assurda, che nessuno, quando un anno e mezzo fa erano iniziati i lavori, avrebbe potuto prevedere. Qualcuno ha pure ritirato le lenzuola stese sui terrazzini per protestare contro quello che a giusta ragione è considerato «come un sopruso». «E per di più a spese del contribuente», ha ricordato anche ieri mattina un residente. Da tempo la protesta si è sposatata anche su facebook e in breve tempo il social network ha registrato centinaia di adesioni: non soltanto residenti o chi lavora da quelle parti. Adesso polemizzano anche altri, che hanno avuto occasione di passare da piazza Maxia e che hanno visto lo scempio. Uno degli aderenti al comitato è Davide Bandino, il gommista che ogni giorno aggiorna su internet i termini di un questione che sta assumendo contorni ai limiti dell’assurdo: «La gente ha perso la voce a furia di gridare la sua rabbia ma nessuno ci ascolta. Ne abbiamo viste di tutti i colori e sicuramente non è ancora finita». Il punto indigeribile di tutta la vicenda è che piazza Maxia aveva bisogno certo di una bella risistemata ma probabilmente non del progetto che è stato messo in campo: non era messa bene, ma almeno aveva alberi degni di questo nome e qualche panchina, dunque si poteva prendere il fresco o passeggiare. I residenti si sarebbero accontentati di una ripulita: «Invece hanno voluto fare le cose in grande e i risultati sono sotto gli occhi di tutti». Un progetto da un milione di euro e più, che ha mostrato da subito i limiti. Gli alberi prima portati via e poi poi ripiantati, una fossa profonda dove sarà impossibile prendere il fresco, con qualche problema di accesso, soprattutto per i disabili. Si era detto che i lavori avrebbero potuto risolvere anche i problemi di parcheggio che da sempre sono un’emergenza nella zona: a occhio non sembra che le cose cambieranno. Una residente ha fatto dei calcoli ed è arrivata ad una conclusione: «Tutto questa rivoluzione per lasciare inalterato il numero dei parcheggi e paggiorare la viabilità». Tutto come nelle più fosche previsioni. Una situazione che ricorda quella dei giardini di via Amat, davanti al palazzo di giustizia: ricordate? anche lì c’erano degli alberi e vennero buttati giù con motivazoni che all’epoca non convinsero molto, tipo radici che non crescevano nella gisuta direzionme o che altro. Oggi da quelle parti è impossibile fermari anche un solo momento nelle giornate di sole, a rischio di pigliarsi una insolazione. Sabato scorso, dopo la promessa mancata e le parole dell’assessore Campus («Aspettate a giudicare quando i lavori saranno finiti») il comitato ha organizzato la prima udienza del processo per decidere se la piazza (la gente) è colpevole o innocente. C’era anche la giuria e il verdetto è stato scontato: la gente è innocente, il colpevole è chi ha messo in piedi un progetto folle.

  15. 12 Maggio 2010 a 14:31 | #15

    da Il Sardegna, 12 maggio 2010
    Tensione alle stelle in Municipio lite sul cantiere di piazza Maxia. Comune. Il comitato dei residenti contesta l’assessore Campus: «Progetto vergognoso, si deve dimettere».
    «Siamo stati presi in giro».Il sindaco: è impossibile cambiare il piano in corso d’opera. (Enrica La Nasa)

    Tensione alle stelle in Consiglio comunale durante la discussione su piazza Maxia: toni accesi tra il consigliere del Pd Claudio Cugusi e l’assessore all’Urbanistica Gianni Campus, mentre il sindaco Emilio Floris, tra le righe, e neanche tanto, prende le distanze dalla strenua difesa del progetto fatta dall’esponente della Giunta. E dopo un “vergogna, vergogna” detto da una signora del Comitato di piazza Maxia, presente alla seduta, il presidente Sandro Corsini chiede, addirittura, a un vigile di accompagnare fuori dall’aula la signora, che sdegnata risponde: «Mi accompagno da sola». Oggi il Comitato chiederà ufficialmente le dimissioni dell’assessore: «Anche ieri ci ha preso in giro, con numeri senza senso e non veritieri – afferma uno dei portavoce del Comitato di residenti e commercianti Giuseppe Iacono – l’assessore Campus è l’unico che ancora difende questo progetto, che è un fallimento palese per tutti: se ne assuma tutte le responsabilità».
    Ieri doveva essere il giorno delle risposte. Almeno così si aspettavano i residenti di piazza Maxia. La seduta del Consiglio è iniziata con l’interrogazione del consigliere comunale del Pd, Cugusi, su che cosa l’assessore avesse recepito delle proposte fatte dal Comitato dei cittadini. L’esponente dell’opposizione ha sottolineato come «il malumore degli abitanti della zona fosse ormai al limite massimo e che la piazza era oggettivamente brutta, che sembra una fossa o un sepolcro». L’assessore Campus, visibilmente teso, ha evidenziato quanto fosse ingeneroso e “squallido” giudicare un cantiere, paragonandolo all’entrare a casa di una persona mentre mette in ordine la propria cucina o mentre una donna si prepara nella sua camera. Campus ha difeso strenuamente il progetto, definendo “menzogne” molti dati attribuiti alla piazza come la diminuzione del numero di parcheggi: «Sono 6 in più di prima – ha detto – abbiamo riportato alcune Jacarande, ci sono 2 punti di carico e scarico in più, è aumentato lo spazio pedonale dell’11 per cento rendendolo accessibile a tutti, ci sono 20 panchine, contro le 6 di prima. Un progetto ben fatto».

    Lavori verso un’altra proroga fine prevista per il 28 maggio. Cugusi: «È brutta»
    L’assessore Campus ha presentato i suoi dati per evidenziare i miglioramenti che la piazza avrebbe avuto con l’esecuzione di questo progetto. Non ha però annunciato la fine dei lavori del cantiere, che erano previsti per il 28 maggio, ma sembrano avviarsi verso la quarta proroga. Le risposte dell’esponente della Giunta non hanno soddisfatto il firmatario dell’interrogazione. Cugusi: «Mi rendo conto che sia difficile ammettere che quest’opera è oggettivamente brutta e poco funzionale, ma sono convinto che neanche lei crede alla bonta del progetto». E non è mancata neanche la battuta arrivata dal collega di partito Ninni Depau: «Peccato che l’architetto della piazza si sia candidato a Quartu con la lista Farris e non a Cagliari: sarebbe stato curioso vedere quanti voti avrebbe preso nel collegio degli abitanti di piazza Maxia».

    Il sindaco.Le perplessità del primo cittadino. «Aspettiamo i risultati».
    «Bisogna attendere di vedere l’opera finita prima di giudicare, nessun cantiere è mai piaciuto. Anche io ho espresso alcune perplessità solo in parte accolte. Ora visti i difficili rapporti con l’impresa non possiamo intervenire oltre, perché rischiamo penali che non ci possiamo permettere. Vediamo se ai cittadini piacerà, se no vedremo cosa fare dopo»

  16. 5 Maggio 2010 a 15:29 | #16

    da L’Unione Sarda, 5 maggio 2010
    Piazza Maxia, ultimo appello a Floris. A lavori quasi conclusi il comitato dei residenti chiede al sindaco modifiche al progetto. Ma Campus (Urbanistica) accoglie soltanto alcune richieste.
    Le richieste al sindaco contenute in uno spazio pubblicitario acquistato ieri su L’Unione Sarda.

    Rimettere a dimora le jacarande che sono state rimosse, rivedere gli accessi e realizzare gli scivoli per i disabili, nessuna nuova concessione per attività commerciali, allargamento della sede stradale, un’indagine geognostica che fughi i dubbi sulla possibilità che un pozzo artesiano abbia modificato l’equilibrio idrogeologico, lo spostamento dell’isola ecologica, realizzata in corrispondenza dell’unico accesso alla piazza.
    Sono le richieste al sindaco del Comitato per piazza Maxia contenute in uno spazio pubblicitario acquistato ieri su L’Unione Sarda.
    L’APPELLO. Un appello in extremis, reso pubblico perché, scrive il comitato, «non siamo a conoscenza dei provvedimenti formali adottati dalla sua amministrazione in risposta alle istanze da noi avanzate per un salvataggio in extremis di quella che qualche anno fa era la bella ed alberata piazza Maxia e ora per un improvvido progetto comunale è divenuta una sgraziata fossa cementizia».
    IL VERDE. Il comitato cita una dichiarazione del progettista della piazza, secondo cui le piante sarebbero rimaste «quasi tutte al loro posto». Una bugia perché «in origine le jacarande erano circa 50, oggi sono nove, collocate a bordatura del marciapiede». E non è, fanno notare, «solo un problema estetico ma soprattutto di vivibilità della piazza».
    LE CONCESSIONI. Il comitato fa riferimento al previsto gazebo destinato ad attività commerciale «che potrebbe egemonizzare l’area destinata alla fruizione pubblica» e chiede di eliminarlo non rilasciando concessioni per attività commerciali.
    PIAZZA APERTA. «Vorremmo che la piazza fosse di nuovo un luogo di incontro e di ritrovo per tutti mentre ora, per come è configurata, non è praticabile né da bambini, né da anziani, né da disabili». Da qui la richiesta di modifica degli accessi.
    VIABILITÀ. «La circolazione degli autoveicoli», rileva il comitato, «è resa difficile dalle nuove sedi stradali, particolarmente ristrette, che non lasciano spazio ad alcun marciapiede perimetrale lungo la piazza né al parcheggio delle auto».
    IL POZZO. «Nella nostra zona in passato ci sono stati cedimenti stradali. Per questo», scrivono residenti e commercianti, «nutriamo forte apprensione perché temiamo che il pozzo artesiano perforato tra via della Pineta e via Scano per captare le falde acquifere possa aver modificato l’equilibrio idrogeologico della zona, ricca di voragini e cavità. È stata fatta un’indagine geognostica?».
    LA REPLICA. La replica della Giunta è affidata a Gianni Campus, assessore all’urbanistica e al verde pubblico. «Ciò che ritenevamo giusto modificare lo abbiamo già modificato. Abbiamo già piantato altre cinque jacarande nella parte alta del cantiere, nella parte bassa è difficile perché c’è un banco di roccia; il sindaco ha garantito che non sarà rilasciata alcuna concessione per attività commerciali. Quanto agli accessi», obietta l’assessore, «non capisco le osservazioni: prima la piazza era inaccessibile, domani chiunque, compresi i disabili, potranno entrare dalla parte bassa e non solo. La strada? È più larga di prima e ci saranno anche più parcheggi. Il pozzo? È stato scavato a pochi metri, non ci può essere alcun problema. Infine l’isola ecologica: era prevista nella parte alta», conclude Campus, «ma non è stato possibile farla perché sono state trovate tubazioni impreviste. Non intralcerà nessuno».

  17. 14 Aprile 2010 a 16:34 | #17

    da Il Sardegna, 14 aprile 2010
    Il Comitato arriva in Comune. Piazza Maxia.
    Una delegazione di residenti e commercianti in Municipio durante la seduta del Consiglio. Presentato al vice sindaco un documento per le proposte di modifica all’attuale progetto.

    Primo risultato per il Comitato di piazza Maxia: ieri una delegazione degli oltre cento residenti (tra abitanti e commercianti) è stata ricevuta dal vice sindaco Maurizio Onorato, l’assessore dell’Urbanistica e Verde Pubblico, Gianni Campus, i consiglieri del Pd Claudio Cugusi e Andrea Scano, riuniti per la seduta del Consiglio comunale. La delegazione, vista l’assenza del primo cittadino a Roma per l’incontro con il Governo in previsione degli Europei di calcio, ha consegnato all’assessore Onorato un documento con una serie di proposte tecniche per cercare di migliorare «l’infelice esito dei lavori di rifacimento di piazza Maxia». Il vicesindaco ha assicurato che oggi il documento sarà consegnato al primo cittadino, Emilio Floris, che sicuramente incontrerà il Comitato di piazza Maxia per discutere le loro proposte. Tra i punti presentati, e già inviati all’Ufficio tecnico, c’è il riposizionamento di tutti gli alberi di Jacaranda nell’aiula, nel perimetro e nei due triangoli, teoricamente destinati alla realizzazione di gazebo privati, laridefinizione geometrica delle aiuole per consentire il passaggio da ogni lato e l’installazione delle panchine nei vialetti, la piena accessibilità da tutti i lati creando nuovi accessi e la realizzazione di scivoli al posto delle scale esistenti, come prevede la normativa. Non solo. Il Comitato chiede anche la garanzia che non saranno rilasciate autorizzazioni per attività commerciali nella piazza e l’istituzione delle aree destinate ai gazebo per l’installazione di panchine e alberi di jacaranda. Adesso il Comitato per la piazza Maxia aspetta la risposta del sindaco Emilio Floris. (E.L.N.)

  18. 12 Aprile 2010 a 15:02 | #18

    da La Nuova Sardegna, 11 aprile 2010
    Ora i cittadini si ribellano: «La nuova piazzetta Maxia è una porcata di cemento».
    Lettera-appello del comitato di quartiere al sindaco: «Per favore, faccia ripiantare almeno gli alberi». Delle 50 iacarande del vecchio spazio ne resteranno nove. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. La nuova piazzetta Maxia progettata dall’amministrazione Floris è candidata all’oscar dell’opera pubblica più brutta del decennio. Presto potrebbe essere superata dal parco della musica, fra il teatro comunale e il T-Hotel. Ma nel frattempo il comitato spontaneo nato fra gli abitanti del quartiere boccia con amarezza la nuova performance architettonica del comune con definizioni forti: la piazza degli orrori, la fossa Maxia, la porcata Maxia, il muro del pianto… nostro.
    Difficile dare torto a questo gruppo di cagliaritani inferociti eppure ancora pacati nei termini della protesta, almeno in rapporto allo scempio realizzato dal comune: quanto ormai appare nello spazio alla fine di via Scano, dove si trovavano innocui alberi e discrete panchine, rappresenta alla perfezione il gusto degli amministratori comunali: comunque cemento, prima di tutto cemento. Gusto che emerge nel sostegno all’edificazione di Tuvixeddu e al progetto di ‘riqualificazione’ del centro storico, dove si dovrà costruire anche fra gli spazi rimasti liberi tra i palazzi.
    Scrive il comitato in una lettera-appello al sindaco: «Un improvvido progetto, pretenziosamente titolato ‘la via dei fiori’, predisposto sulla base di un cospicuo finanziamento, ha sortito lo sgradevole effetto non di valorizzare ma di cancellare la piazza, il luogo dell’incontro e del ritrovo». La piazza risulta «degradata da polmone verde a sgraziata e irreparabile fossa cementizia». Dove vivevano cinquanta iacarande ora trionfa il cemento pubblico: «Gli alberi – scrivono i membri del comitato – sono stati sradicati, il declivio morfologico della piazza è stato drasticamente portato in piano con profondi lavori di escavazione e sono state introdotte pareti di contenimento in calcestruzzo armato, alte anche quattro metri».
    Il risultato è sotto gli occhi di tutti ed è terrificante: «Una fossa, una vasca, un bunker, un’opera di cementificazione gratuita e in eccesso, che nessun arredo verde sarà mai in grado di occultare o mitigare» scrive il comitato. Di cinquanta che erano, solo nove iacarande «sono state ripiantate lungo il marciapiede e l’area d’uso della piazza – è scritto ancora nella lettera – è stata sostanzialmente annullata da un gioco geometrico di aiuole fitte e ricorrenti, che non lasciano spazio alla vivibilità del luogo pubblico». D’estate – osserva il comitato – il polmone verde diventerà «un catino infuocato». Un po’ come piazzetta Savoia, da anni trasformata in una vasca jacuzzi.
    Non solo critiche nella nota indirizzata al sindaco, uomo che notoriamente adora il rombo delle betoniere: «Ci appelliamo alla sua sensibilità – scrive il comitato – perchè vengano apportati al progetto alcuni correttivi, con la rimessa a dimora di un numero maggiore di iacarande, che contribuiscano a riconfigurare e rivitalizzare la piazza». Segue un elenco, trasmesso all’ufficio tecnico comunale.

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