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Torna la Foca Monaca (e forse non è mai andata via)!

Foca Monaca, Sardegna

Foca Monaca, Sardegna

Splendida notizia per la Foca Monaca (Monachus monachus) e per tutti noi. Nell’Anno internazionale della biodiversità, proprio quando – per festeggiarlo – alcune forze politiche in Parlamento cercano di approvare una cialtronesca controriforma venatoria, c’è un avvistamento di ben tre esemplari (fra cui un piccolo) a Marettimo, in Sicilia.    Nell’aprile 2008 ci era giunta una segnalazione su un avvistamento della nostra Foca nei mari sardi.  Abbiamo ritenuto opportuno, d’accordo con chi l’aveva avvistata, di mantenere riservata la località.   Non ci sono ancora le condizioni di sicurezza (quelle ecologiche sì) per una nuova colonia stabile nei mari isolani.   Dopo gli avvistamenti del maggio 2007 sulla costa sud occidentale (quattro esemplari) e a Castelsardo, nel marzo 2008 è stata avvistata anche a La Maddalena.     In realtà, pur non essendo più stanziale (sta forse cercando casa ?), vi capita continuamente e, se veniamo a saperlo, sappiamo tenerci un piccolo splendido segreto per evitare che la notòria kermesse di fotografi scooppisti (perdonate il neologismo…), amministratori locali desiderosi di pubblicità, biologi in caccia di incarichi, curiosi ed idioti in caccia di trofei la releghino nel cassetto dei ricordi. La Foca Monaca ha soltanto bisogno di tranquillità e l’unica cosa da fare sarebbe designare un bel tratto di costa roccioso selvaggio e con anfratti come “oasi” interdetta a qualsiasi fruizione antròpica.

Foca Monaca, Grotta del Fico

Foca Monaca, Grotta del Fico

Poi potrebbe partire un serio intervento di recupero.  Il resto, alla lunga, lascia il tempo che trova.  Compresi gli idioti manifesti listati a lutto.  Buona nuotata, foca del Mediterraneo !

Gruppo d’Intervento Giuridico

A.N.S.A., 16 aprile 2010

Eccezionale avvistamento di foche monache. Padre, madre e cucciolo nelle acque dell’isola siciliana di Marettimo.

ROMA – Avvistamento eccezionale di foca monaca nelle acque dell’isola di Marettimo, l’isola siciliana che fa parte delle riserva marina delle isole Egadi a largo della costa di Trapani. Lo rende noto il ministero dell’Ambiente. La prima segnalazione risale al 31 marzo scorso da un pescatore locale che ha avvistato un esemplare in prossimità delle Grotta del Cammello, la ‘casa’ prediletta da questo mammifero 30/40 anni fa. Nei giorni successivi, secondo le testimonianze locali, l’avvistamento ha riguardato due esemplari adulti, presumibilmente maschio e femmina e un cucciolo.  Quella riferita dai pescatori dell’isola siciliana di Marettimo sull’avvistamento della foca monaca “é una bellissima notizia e come ministero intendiamo adottare in questa occasione un atteggiamento, e confidiamo, efficace: intendiamo nominare custodi di questo tesoro la comunità e i pescatori stessi di Marettimo”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente,

Foca Monaca, Grotta del Fico

Foca Monaca, Grotta del Fico

Stefania Prestigiacomo, in merito alla eccezionale segnalazione di una famigliola di foche monache nelle acque dell’isola a largo delle coste di Trapani. Comunità locali e pescatori che “saranno chiamati a fornire indicazioni su eventuali misure di protezione da adottare. Un sorta di – ha detto Prestigiacomo – ‘federalismo ambientale’ che siamo certi sarà efficace”. “Come ministero ci impegneremo a salvaguardare la situazione e fornire il supporto tecnico scientifico necessario alla comunità di Marettimo”, ha detto il ministro sottolineando che “questo evento, che ricade simbolicamente nell’anno della biodiversità e che indica il miglioramento delle condizioni naturali dei nostri litorali, possa avviare in futuro una forma di convivenza fra le comunità costiere e le splendide foche monache”.  Corpo allungato, irregolarmente cilindrico, tra gli 80 e i 240 cm di lunghezza, rivestito da uno spesso strato adiposo ricoperto da un fitto pelo corto, vellutato, impermeabile all’acqua. E’ la foca monaca, mammifero minacciato dall’estinzione. Predilige i tratti di mare vicini alle coste e non disdegna brevi incursioni sulla terraferma, rimanendo, però, vicinissima al mare, anche perché i suoi movimenti lenti ed impacciati la espongono alle minacce dei predatori e dell’uomo.Frequenta solo zone in cui il disturbo umano è praticamente inesistente. Infatti, la maggior parte dei recenti avvistamenti in Italia sono avvenuti vicino a coste isolate, spesso vicino a grotte accessibili solo dal mare. Si nutre di pesce e molluschi, principalmente polpi, sino a 3 kg per giorno e si sposta anche di alcune decine di chilometri al giorno alla ricerca del cibo, con immersioni continue che raggiungono anche i 90 metri di profondità.

manifesto a lutto per la Foca Monaca

manifesto a lutto per la Foca Monaca

I maschi possono raggiungere anche i 320 kg di peso; le femmine, invece, sono un po’ più piccole. Un tempo l’areale della foca monaca comprendeva tutto il Mediterraneo. Ad oggi isolate colonie della specie sopravvivono in Grecia, isole della Croazia meridionale, Turchia, nell’arcipelago di Madera, in Marocco e Mauritania. In Italia dopo il 2000 si sono avuti sporadici avvistamenti di animali isolati nel Canale di Piombino, a Montecristo, sulle coste della Provincia di Lecce a sud di Otranto, nella Liguria di Levante, nel breve tratto jonico della Basilicata e in Sicilia. Le foche sembrano essere ancora presenti in Sardegna. Gli ultimi avvistamenti di foca monaca sono del 9 giugno 2009 nelle acque antistanti la Torre del Campese, Isola del Giglio e del marzo 2010 a Capo Promontore, in Istria.

Video importato

YouTube Video

(foto p.A.F.s.J., per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. 6 Gennaio 2011 a 22:19 | #1

    bravissimi! Nel nostro piccolo anche noi evitiamo di divulgare le segnalazioni di Foca Monaca avvenute in Sardegna..meno se ne parla e meglio è, per le nostre “sorelle” Foche ;)

    ApCom, 5 gennaio 2011
    Scienza, Un’isola nel Mar Egeo, nuovo nascondiglio foche monache.

    5 gen. (TMNews) – È una delle specie animali più minacciate al mondo e uno dei mammiferi marini più a rischio – se ne contano solo 600 esemplari rimanenti: un gruppo di ricercatori, riporta la BBC, ha recentemente scoperto, in Grecia, il nascondiglio di un gruppo di foche monache del Mediterraneo. I ricercatori affermano di mantenere la località segreta per evitare che le foche vengano disturbate dai visitatori umani. Il luogo dove le hanno trovate, spiega Alexandros Karamanlidis, coordinatore scientifico della Società ellenica per lo studio e la protezione della foca monaca, è l’unico posto della regione in cui le foche si sdraiano su spiagge all’aperto, anziché nelle insenature ricavate dalla costa dove normalmente le foche monache si “ritirano” per vivere e partorire, lontane dal disturbo umano. Grazie al nuovo nascondiglio in aperta spiaggia ci guadagna tutta la specie, spiegano i ricercatori: il numero di cuccioli persi durante i parti nelle insenature è infatti sempre molto alto a causa dei temporali che allagano le caverne nella quali i cuccioli vengono deposti. Il numero di cuccioli di foca nati annualmente nella colonia appena scoperta sulla piccola isola greca nel Mar Egeo è invece tra i più alti registrati in tutto il Mar Mediterraneo.

  2. 1 Maggio 2010 a 22:00 | #2

    A.N.S.A., 1 maggio 2010
    Turchia, foca monaca uccisa a fucilate e bastonate in spiaggia.

    ANKARA. Un raro esemplare di foca monaca, una femmina lunga 1 metro e 80 cm e pesante 170 chilogrammi, è stata uccisa a fucilate e a bastonate e la sua carcassa è stata ritrovata su una spiaggia di Yalikavak, nei pressi della nota località balneare di Bodrum, sulla costa mediterranea della Turchia. Lo riferisce l’agenzia di stampa Dogan.
    Secondo Fulya Massozzi, la veterinaria della Società di ricerche sottomarine della foca mediterranea (Sad-Afag) che ha condotto l’autopsia sui resti del mammifero, la foca è stata non solo raggiunta da mortali colpi di fucile da caccia alla testa e al petto ma è stata anche bastonata con un oggetto appuntito che le ha spezzato varie ossa.
    L’animale, ha detto l’esperta, era in ottima salute e mai si era visto in questa zona della Turchia un esemplare di tale grandezza, cosa che lascia pensare che sia venuto dalle acque della vicina Grecia, dove vivono tuttora poco più di 500 mammiferi di questa specie in via di estinzione.
    Secondo esperti del posto, la foca potrebbe essere stata uccisa dai guardiani di un impianto di itticoltura che si trova nella zona dopo essere riuscita ad entrarvi, magari danneggiando le reti di contenimento e facendo man bassa di pesci.

  3. albertina
    1 Maggio 2010 a 11:14 | #3

    @Gruppo d’Intervento Giuridico
    certo!mancavano le coordinate !!!

  4. antonietta
    25 Aprile 2010 a 16:18 | #4

    io penso che riportare la foca monaca dove c’era, cioè nella costa orientale tra dorgali e baunei sia un dovere morale. cercare di far approvare il piano di gestione sic golfo di orosei e ottenere la riserva marina protetta, destinare oddoana e ziu santoru a spiagge esclusive per sos oes marinos , come li chiamiamo a dorgali, è assolutamente necessario. spero di riuscire a fare qualcosa . ciao

  5. 20 Aprile 2010 a 21:34 | #5

    infatti, Albertina, se veniamo a saperlo, come Associazione, ci stiamo zitti :D come è già accaduto.

  6. albertina
    20 Aprile 2010 a 20:02 | #6

    sarebbe molto meglio non specificare su quale costa si trovano le foche!

  7. 20 Aprile 2010 a 16:13 | #7

    @marcello : non so che dirti e non desidero certo polemizzare, ma ricordo bene cosa mi disse padre Furreddu quando mi diede queste foto. Altro non so dirti, non vivevo nemmeno in Sardegna in quegli anni. La cosa più importante è che – nonostante Ministero dell’ambiente, I.S.P.R.A. e chiunque altro – la Foca monaca nei mari italiani c’è e meno si fa vedere e meglio è. Ciao ;) Stefano

  8. marcello
    19 Aprile 2010 a 22:47 | #8

    Mi dispiace polemizzare,tengo troppo alla foca monaca! Ma Padre Furreddu semplificava le cose a fin di bene e. per il bene della foca, a me dispiace però non poter rendere omaggio a quelli che furono i veri autori.Esiste una pubblicazione a cura di quello storico gruppo dove sono riportate anche altre foto di quella splendida giornata.E poi nella grotta del fico è impossibile fare quel tipo di foto, specie quella bellissima foto frontale, non si va in barca le foche stavano in pochi metri quadri in fondo a un pozzo collegato al mare da un sifone,infatti il gesuita con i suoi collaboratori le poteva guardare solo dall’alto oppure da fuori della grotta quando si avvicinavano alla costa.Fidati Stefano ricordi male, dopotutto padre Furreddu è morto 20 anni fà e il tempo spesso sbiadisce i ricordi. Senza rancore, sei comunque grande.
    Ciao Marcello

  9. riccardo
    19 Aprile 2010 a 16:19 | #9

    due anni fa in agosto insieme ad amici non sardi ho fatto una gita in battello lungo la costa ogliastrina (cala ilune, cala mariolu (is puligh”e nie) etc…) e ovviamente tutti noi abbiamo pensato che l’habitat per la foca monaca sia ormai compromesso. vi erano migliaia di persone e centinaia di barche, barchette, barconi etc…alcuni miei amici sono rimasti fortemente delusi per l’assenza di limiti e di un minimo di organizzazione dello sfruttamento turistico.

  10. 18 Aprile 2010 a 22:44 | #10

    le foto sono del mai dimenticato padre Antonio Furreddu, gesuita, splendida figura di naturalista che ho avuto l’onore e la fortuna di conoscere. Le ho avute da lui e mi disse che erano state realizzate nella Grotta del Fico. Per chiarezza storica :) ciao, Stefano

  11. marcello
    18 Aprile 2010 a 22:25 | #11

    Si probabilmente la Foca monaca dai mari italiani non si è mai estinta, anche se per li ministero dell’ambiente lo è, basta chiedere all’ISPRA.Per chiarezza storica, le foto riportate sono del marzo 1967 fatte nella grotta del Bue Marino e gli autori sono gli speleologi del gruppo grotte bolognese.La grotta del fico ha spazi molto più piccoli,anche se ha ospitato l’ultima colonia sarda ufficialmente fino al 1975.I quattro esemplari del 2008 sono una bufala frutto di qualche biologo in cerca di incarichi.Comunque lunga vita alla Foca Monaca.

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