
intercettazioni, di Vauro
Criminali di ogni genere e risma devono ringraziare il Governo Berlusconi per le norme che s’appresta a far varare sulle intercettazioni (d.d.l. Senato n. 1611) dalla sua maggioranza ossequiente e obbediente in Parlamento. Anche dal Governo U.S.A. giungono sacrosanti richiami alla coerenza e alla solidarietà internazionale nella lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo, semplicemente impossibile con le intercettazioni amputate che il Governo Berlusconi vorrebbe – caso unico al mondo – introdurre. Carabinieri e poliziotti, lontani da orecchie indiscrete, dicono chiaramente che con queste norme in dirittura d’arrivo andranno a carte quarantotto tutte le difficili e complesse indagini sulla criminalità finanziaria così come sulle organizzazioni mafiose et similia. Ma l’interesse fondamentale appare quello di tagliare le gambe a magistratura, polizia giudiziaria e – soprattutto – alla stampa non allineata o, meglio, prona ai voleri del premier.
I distinguo, le precisazioni, le mani avanti, sono altrettanti insulti all’intelligenza di chi non ha versato il cervello all’ammasso. E sono ancora tanti, in questo singolare Paese. Questo è una porcata di disegno di legge. Punto e basta.
I reati non si devono scoprire con le intercettazioni e, in particolare, le intercettazioni non si devono pubblicare in nessun modo. I Berlusconi, i Verdini, i Bertolaso, gli Anemone, i Carboni, i Balducci, i Pani, ma anche i La Marca, gli Schiavone tutti di questo curioso Paese devono stare tranquilli. D’altra parte questo è il Paese dove un membro del governo afferma senza pudore che anche i mafiosi hanno diritto alla privacy…
Gruppo d’Intervento Giuridico
Qui la petizione contro il disegno di legge. Per la libertà di informazione, contro i liberticidi governativi. Prosegui la lettura…
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