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Archivio 15 Maggio 2010

Vento di affari, odore di soldi, iscrizioni nei registri degli indagati.

eolico Portogallo

Qui su Il Manifesto Sardo, n. 74, 16 maggio 2010.

 Non si riesce a immaginare dove porterà l’indagine della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma su vicende concernenti autorizzazioni per la realizzazione di impianti eolici in Sardegna.

E’ indagato anche il Presidente della Regione autonoma della Sardegna Ugo Cappellacci (P.d.L.) per le ipotesi di reato di corruzione e abuso d’ufficio. Insieme a lui il coordinatore nazionale del P.d.L. Denis Verdini, deputato, uno dei “pilastri” del potere berlusconiano. Come noto dai mezzi di informazione, l’inchiesta coinvolge fra gli altri, anche il mediatore d’affari Flavio Carboni, Pinello Cossu, politico iglesiente, il direttore generale dell’A.R.P.A.S. Ignazio Farris (già dirigente del Settore ecologia della Provincia di Cagliari), la cui nomina con la deliberazione Giunta regionale n. 38/43 del 6 agosto 2009, tuttora non risulta visibile sul sito internet istituzionale. L’indagine è ampia e coinvolge magistrati, politici, imprenditori a livello nazionale. In Sardegna il coinvolgimento di persone di rilievo sembra molto più ampio di quanto appaia a prima vista. Ne parla anche un ampio servizio giornalistico (“Vento di mafia”) di Fabrizio Gatti, per L’Espresso.

L’indagine della Magistratura romana si è aggiunta, quindi, con prepotenza a quella condotta dalla Magistratura avellinese contro i signori del vento, tuttora in corso.

Che ci sia una spaventosa speculazione sull’energia eolica e investimenti di origine piuttosto opaca le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra lo denunciano in tutte le sedi da tempo, Prosegui la lettura…

L’onestà al centro del potere. Forse…

pinocchia giornalistaChe cosa aggiungere alla cronaca di queste settimane?   L’avevamo detto, e non perché qualcuno di noi abbia doti divinatorie.  Dal G 8 mancato a La Maddalena alle residenze private, dai miserabili sciacquoni dei servizi igienici al furto di democrazia, dalla devastante crisi sociale alla crisi economica senza fine.    Non manca nulla.  Anzi, manca ancora qualcosa.   Che gli italiani onesti – e ce ne sono a decine di milioni – s’incazzino di brutto.   Perdonate il francesismo, ma certe cose non bussano alla porta con educazione.

Gruppo d’Intervento Giuridico

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