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Contro la speculazione eolica, sul TG3.

 

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Bel servizio di Paolo Piras sul TG 3 nazionale sulla speculazione eolica in Sardegna.  Affarismo, certificati verdi, scempi ambientali, comportamenti opachi da parte di amministratori pubblici, tecnici, imprenditori. Il Gruppo d’Intervento Giuridico e gli Amici della Terra li combattono da anni per salvaguardare ambiente e legalità.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

E qui, sempre di Paolo Piras, il servizio di TG 3 di sabato 15 maggio 2010. Da vedere.

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  1. 13 Aprile 2011 a 15:20 | #1

    senza commenti.

    da La Nuova Sardegna, 13 aprile 2011
    LEGAMBIENTE. «Il vento per amico», una campagna ambientalista sui benefici dell’eolico.

    TEMPIO. “Il vento per amico”, questo il nome di una iniziativa di educazione ambientale, ideata per le elementari e le medie di Tempio e del nord Sardegna, dal gruppo International Power (leader della produzione di energia eolica in Italia), con la partecipazione di Legambiente: l’associazione “verde” era rappresentata per l’occasione dal circolo tempiese Limbara che coordina l’attività anche per altri centri dell’alta e bassa Gallura, coinvolgendo altre sedici classi, per un totale di 246 ragazzi. L’obiettivo: far conoscere i benefici ambientali e non solo, derivanti dall’uso del vento per la produzione di energia elettrica. «La fascia prescelta – spiega Francesco D’Auria, presidente del circolo – è stata individuata in ragazzi di 8-12 anni nella convinzione che essi rappresentino il futuro prossimo dei comportamenti e degli stili di vita. E possono essere un forte moltiplicatore di attenzione ed un formidabile veicolo d’informazione, soprattutto all’interno delle famiglie. La campagna di International Power, nella quale Legambiente ha assunto la direzione scientifica, con lezioni molto accessibili e con un linguaggio adatto ai ragazzi, cerca di spiegare la differenza fra l’energia prodotta da fonti fossili (con effetti drammatici sull’ambiente) e l’energia prodotta da fonti rinnovabili con una emissione di Co2 praticamente uguale a zero». Sottolineata, ai ragazzi, con suggerimenti pratici (staccare la spina dopo la ricarica elettrica del telefonino, spegnere con l’interruttore il televisore), la necessità di risparmiare sempre più energia per doverne produrre sempre meno. «Un circolo virtuoso – dice D’Auria – che a lungo andare darà sicuramente i suo frutti. Durante le lezioni è stata consegnata agli insegnanti una cartella con informazioni per approfondire ulteriormente l’argomento con i loro alunni. Ai quali, invece, è stato consegnato un opuscolo nel quale sono illustrati tutti i principali aspetti della produzione per un consumo consapevole di energia». Hanno ricevuto anche una scatola di montaggio di un mini generatore eolico per capire praticamente come si ricava energia elettrica dalla forza del vento.
    Soddisfatto dell’iniziativa il presidente del circolo Limbara: «Ci ha gratificato l’attenzione dei giovani, con i quali abbiamo parlato anche di raccolta differenziata, rispetto del verde e della natura. E la collaborazione degli insegnanti. Un’iniziativa da ripetere perché il messaggio ambientale si perpetui nel tempo». (a.m.)

  2. 3 Ottobre 2010 a 11:05 | #2

    da La Nuova Sardegna, 3 ottobre 2010
    Eolico, al Tar anche le intercettazioni. Le telefonate di Cappellacci allegate al ricorso contro la delibera della giunta regionale. Nuova offensiva della Quantas e della famiglia Fenu. Forse a dicembre le prime decisioni. (Giuseppe Centore)

    CAGLIARI. L’inchiesta sui parchi eolici che coinvolge un gruppo di potere e il presidente della Regione Ugo Cappellacci non è ormai solo di competenza della procura della Repubblica di Roma. È sbarcata infatti anche in Sardegna, anche se è approdata in un porto solo in apparenza più tranquillo. Si tratta del Tribunale amministrativo regionale.
    Entro l’anno il Tar, probabilmente ai primi di dicembre, dovrà pronunciarsi sulla legittimità della delibera regionale dello scorso marzo, ribadita successivamente, che blocca tutto l’eolico in via di autorizzazione. Nei giorni scorsi i legali della Quantas, una delle società che voleva realizzare un impianto eolico vicino ai terreni della Carbosulcis, e di Giuseppe Fenu, zio del presidente del Consiglio Regionale Claudia Lombardo, hanno proposto motivi aggiuntivi a sostegno della loro tesi (l’illegittimità della delibera di sospensione dell’eolico). Si tratta del testo delle intercettazioni depositate dai pubblici ministeri di Roma al Gip del tribunale, nelle quali il presidente Cappellacci in modo plateale dichiarava di non voler aver nulla a che fare con l’eolico e di volerlo bloccare.
    A queste si aggiungono le altre intercettazioni tra un dirigente regionale e l’ex direttore dell’Arpas Ignazio Farris nelle quali si notava l’originalità della procedura amministrativa utilizzata per arrivare alla redazione finale della delibera.
    Questi due elementi, secondo i pm romani, indurrebbero a ritenere che Cappellacci, informato dell’inchiesta e di essere a sua volta intercettato, abbia appunto platealmente preso le distanze dal gruppo affaristico rappresentato da Flavio Carboni, chiudendo le porte non solo al suo eolico, ma a tutti i progetti.
    Nella documentazione aggiunta al ricorso si fa espressamente riferimento allo “sviamento di potere”, formula del diritto amministrativo che può corrispondere all’abuso d’ufficio in campo penale; reato per cui è indagato il presidente Cappellacci.
    I motivi per cui la Quantas e Giuseppe Fenu, e con altri ricorsi tutte le società impegnate nella realizzazione di impianti eolici, hanno chiesto l’intervento del Tar per l’annullamento della delibera di marzo, sono essenzialmente quattro.
    Il primo è la violazione dell’articolo 27 dello Statuto della Sardegna; il blocco doveva essere deciso con una legge; il secondo è l’eccesso di potere e la violazione della normativa nazionale ed europea sull’iniziativa privata; il terzo è la violazione dell’articolo 117 della Costituzione, sui poteri della Regione; il quarto è la violazione dei principi di buon andamento della pubblica amministrazione e di quelli comunitari di trasparenza, concorrenza e non discriminazione in materia di concessioni amministrative.
    A queste motivazioni, giudicate particolarmente serie dagli stessi legali della Regione che a luglio avevano chiesto lumi e chiarimenti alla presidenza e agli uffici per supportare con atti e decisioni la loro linea difensiva di fronte al Tar.

  3. 29 Giugno 2010 a 14:45 | #3

    da La Nuova Sardegna, 29 giugno 2010
    EOLICO. Lombardo: «Mia madre non ha fatto ricorso al Tar».

    CAGLIARI. «Mia madre non ha mai presentato ricorso al Tar contro la Giunta per le delibere sull’eolico», afferma Claudia Lombardo, presidente del consiglio regionale, replicando a un articolo pubblicato ieri dalla Nuova Sardegna. Nell’articolo, che riferisce i contenuti del ricorso al Tar presentato dalla società Quantas contro la delibera della giunta regionale che il 12 marzo scorso bloccava tutti i progetti di impianti eolici nell’isola, si parla di «decisione della Quantas e della famiglia Fenu-Lombardo di sfidare apertamente Cappellacci davanti al Tar chiedendo l’annullamento della delibera». In realtà insieme alla Quantas solo Giuseppe Fenu, zio materno di Claudia Lombardo, ha presentato il ricorso. Luciana Clara Fenu, madre della presidente del consiglio regionale e coproprietaria con il fratello del terreno su cui la Quantas intendeva realizzare l’impianto eolico, non lo ha invece sottoscritto.

  4. 28 Giugno 2010 a 14:14 | #4

    da La Nuova Sardegna, 28 giugno 2010
    I documenti di Quantas contro la Regione. Punto per punto la richiesta di cancellare la delibera di marzo che blocca i nuovi impianti. «Eccesso di potere: viola le norme europee, la Costituzione italiana e lo Statuto speciale della Sardegna». (Roberto Morini)

    CAGLIARI. Il 28 maggio è stata presentata la richiesta, il 16 giugno il Tar ha fissato a ottobre la discussione, ora ci sono i documenti con cui la Quantas chiede che sia annullata la delibera della giunta regionale sull’eolico al centro dell’inchiesta romana sul comitato d’affari sardo. Un documento duro, articolato, che è anche il segnale ufficiale della rottura tra la presidente del consiglio regionale Claudia Lombardo e il presidente della giunta Ugo Cappellacci. Una spaccatura nel Pdl che si aggiunge alle altre cresciute sulle sconfitte elettorali che rende ancora più difficile il lavoro di ricucitura affidato da Silvio Berlusconi al suo braccio destro Romano Comincioli.
    Il cuore del contenzioso. Il 10 marzo 2010, dopo una serie di atti ufficiali iniziati quattro anni prima con un contratto preliminare, Giuseppe Fenu e la sorella Luciana Clara Fenu, madre di Claudia Lombardo, firmano con Francesca Falciglia, presidente della Quantas srl, un contratto trentennale per la realizzazione di un impianto eolico sui terreni della famiglia Fenu, vicino alla Carbosulcis. La Quantas versa ai Fenu «oltre ad un importo riferito alla precedente disponibilità del terreno, la prima annualità del corrispettivo previsto per il diritto di superficie pari a 96.000 euro». Due giorni dopo la giunta regionale approva la delibera che blocca ogni impianto eolico progettato che non abbia ancora la Valutazione d’impatto ambientale e annuncia che a partire da quel momento solo la Regione, con una apposita società che si avvia a costituire, potrà realizzare impianti eolici.
    L’antefatto. Prima della delibera corrono parallele la vicenda degli atti che portano Quantas e Fenu alla stipula del contratto e quella che ha come protagonisti la Regione e alcuni personaggi che rappresentano forti interessi economici, come Flavio Carboni, che sfocierà nell’inchiesta sul comitato d’affari sardo aperta dal procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo. Quantas avvia gli studi di fattibilità e gli atti necessari nei confronti del Comune di Carbonia, ottenendo da questo un parere favorevole il 7 febbraio del 2008 e depositando, il 7 agosto del 2009, il progetto definitivo, la relazione paesaggistica e lo studio di impatto ambientale. Proprio in quei giorni la giunta regionale approva la delibera – intorno alla quale ruota l’inchiesta della Procura romana che ha iscritto anche Cappellacci nel registro degli indagati – che elimina quasi tutti i vincoli imposti alla costruzione di centrali eoliche dalla giunta di Renato Soru nel 2007. Una liberalizzazione interpretata dai vertici Quantas come il via libera al loro progetto, peraltro già in regola anche secondo le norme imposte da Soru, perché realizzato su un terreno degradato limitrofo a un’area industriale. Poi, improvviso, dopo il contratto e il pagamento da parte di Quantas della prima annualità, il dietrofront di Cappellacci, che secondo gli inquirenti potrebbe essere stato provocato da notizie sull’inchiesta che lo coinvolge insieme al cooordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini e a Flavio Carboni. Da lì la decisione della Quantas e della famiglia Fenu-Lombardo si sfidare apertamente Cappellacci davanti al Tar chiedendo l’annullamento della delibera del 12 marzo. Primo motivo: viola l’articolo 27 dello Statuto Speciale della Sardegna. «Avrebbe dovuto essere adottato non con atto amministrativo ma con legge». Solo il consiglio regionale poteva prendere quel tipo di decisione, secondo i legali di Quantas e Fenu. Secondo: «Eccesso di potere e violazione della normativa nazionale ed europea». Terzo: «Violazione dell’articolo 117 della Cosituzione». Quarto: «Violazione dell’articolo 17, comma 1, della Costituzione». Quinto: «Violazione dei principi di buon andamento della pubblica amministrazione e di quelli comunitari di trasparenza, concorrenza e non discriminazione in materia di concessioni amministrative». A ottobre il verdetto.

  5. elena romoli
    19 Maggio 2010 a 17:13 | #5

    Roba da pazzi, poi ci si chiede del perchè del debito pubblico. Quà se si potesse convertire il giramento di molti italiani, potremmo illuminare il paese a giorno per settimane!..

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