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Condanne per la “macelleria messicana” di Genova.

Scuola "Diaz", Genova, 2001

Scuola "Diaz", Genova, 2001

 La Corte d’Appello di Genova ha ribaltato la la sentenza di primo grado del Tribunale ligure sui noti fatti della scuola Diaz.   Il processo di primo grado si era chiuso con 13 condanne, 16 assoluzioni, un robusto sconto determinato dall’indulto.    Ora il Giudice dell’appello ha inflitto numerose condanne ai vertici della Polizia di Stato implicati nell’irruzione della scuola Diaz.  Il prezzo per quella che il vice-questore aggiunto Michelangelo Fournier definì in sede processuale (udienza del 13 giugno 2007) una “macelleria messicana” è stato rialzato.   Dopo il “no” alla Commissione parlamentare d’inchiesta, nel luglio 2008 era stata emessa anche la  sentenza di primo grado relativa alle vicende accadute nella caserma di Bolzaneto, dove furono portati gli arrestati durante la riunione del G 8 di Genova (2001). Vari procedimenti giudiziari che non hanno ancora fatto chiarezza. Brutte pagine della nostra storia contemporanea che si spera servano almeno per il futuro.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 A.N.S.A., 19 maggio 2010

G8, irruzione alla Diaz: condannati in appello i vertici di Polizia.

GENOVA – La Corte d’appello ha ribaltato la sentenza di primo grado sulla sanguinosa irruzione della Polizia nella scuola Diaz durante il G8 del 2001 a Genova ed ha condannato anche i vertici della Polizia di Stato, infliggendo in totale circa 85 anni di reclusione. Il capo dell’anticrimine Francesco Gratteri e’ stato condannato a quattro anni, l’ex comandante del primo reparto mobile di Roma Vincenzo Canterini a cinque anni, l’ex vicedirettore dell’Ucigos Giovanni Luperi (oggi all’Agenzia per le informazioni e la sicurezza interna) a quattro anni, l’ex dirigente della Digos di Genova Spartaco Mortola (ora vicequestore vicario a Torino) a tre anni e otto mesi, l’ex vicecapo dello Sco Gilberto Caldarozzi a tre anni e otto mesi. Altri due dirigenti della Polizia, Pietro Troiani e Michele Burgio, accusati di aver portato le molotov nella scuola, sono stati condannati a tre anni e nove mesi. Non sono stati dichiarati prescritti i falsi ideologici e alcuni episodi di lesioni gravi. Sono invece stati dichiarati prescritti i reati di lesioni lievi, calunnie e arresti illegali. Per i 13 poliziotti condannati in primo grado le pene sono state inasprite.

 

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(foto da mailing list sociale)

  1. 17 Giugno 2010 a 21:36 | #1

    A.N.S.A., 17 giugno 2010
    G8 Diaz, De Gennaro condannato 1 anno 4 mesi. Un anno e 4 mesi per istigazione alla falsa testimonianza dell’ex questore di Genova.

    GENOVA – Il prefetto Gianni De Gennaro è stato condannato ad un anno e quattro mesi. Lo hanno deciso i giudici della seconda sezione della Corte d’Appello di Genova nel processo di secondo grado per istigazione alla falsa testimonianza dell’ex questore di Genova. Il secondo imputato del processo per istigazione alla falsa testimonianza, l’ex capo della Digos e attualmente vicequestore vicario di Torino Spartaco Mortola è stato condannato ad un anno e due mesi. La richiesta del pg Pio Macchiavello era stata di due anni di reclusione per De Gennaro e di un anno e quattro mesi per Mortola. In primo grado, nel processo con rito abbreviato, entrambi erano stati assolti poiché “non c’erano prove sufficienti di colpevolezza”.
    I legali di De Gennaro annunciano ricorso in Cassazione. ”E’ una sentenza sorprendente. Faremo ricorso in cassazione”. E’ l’unico commento che, al momento, ha fatto l’avvocato Carlo Biondi che, insieme al professor Franco Coppi, ha difeso l’ex capo della Polizia Gianni Di Gennaro. I giudici di appello hanno applicato la sospensione condizionale della pena e la non menzione. Il professor Coppi non ha rilasciato per il momento alcuna dichiarazione. ”Sono sbalordito – ha commentato l’avvocato Pier Giovanni Iunca che difende Spartaco Mortola – la sentenza di primo grado era ben motivata. Voglio vedere la motivazione. Evidentemente i giudici d’appello non l’hanno pensata come quelli di primo grado. Per questo sono perplesso. Comunque faremo ricorso in cassazione”. ”La situazione si complica – ha aggiunto l’avvocato Iunca – perche’ dopo la condanna di Mortola nel processo Diaz a 3 anni e otto mesi e’ un fardello in piu’ da portare in Cassazione”.
    Le reazioni alla condanna in appello non si sono fatte attendere. “De Gennaro era e rimarrà una persona per bene, le sentenze si accettano ma alle volte non si comprendono”, dichiara il deputato del Pdl Filippo Ascierto, membro della Commissione Difesa della Camera. “Prima Bolzaneto, poi la Diaz e ora De Gennaro: l’Appello ha ribaltato tutte le sentenze di primo grado. E’ chiaro che c’é un contrasto pesantissimo fra Tribunale e Corte d’Appello di Genova e che quest’ultima ha deciso di essere l’angelo vendicatore degli ayatollah della procura”, dice la vice presidente del gruppo Pdl alla Camera Jole Santelli. “Mi ostino a considerare Stato – aggiunge – un uomo come De Gennaro piuttosto di certi magistrati che utilizzano la loro toga solo per politica e potere”.
    “Sono molto rammaricato – dice il leader Udc Pier Ferdinando Casini -. Sono certo che la Cassazione ristabilirà la verità dei fatti come già acclarata dalla sentenza di primo grado. Per me De Gennaro è, e rimane, un grande servitore dello Stato di cui essere orgogliosi”.
    Di tutt’altro tenore i commenti dell’Idv e delle altre forze di opposizione. “La condanna è una delle tappe giudiziarie che si stanno percorrendo per poter restituire verità e giustizia al Paese intero, che porta e porterà sempre i segni di una ferita politico-istituzionale profonda”, afferma l’europarlamentare dell’Idv Luigi e Magistris, che chiede le dimissioni di Gianni De Gennaro dal Dis. “Una ferita – aggiunge – che è stata inferta alla democrazia italiana con la gestione criminale dell’ordine pubblico durante il G8 di Genova nel luglio 2001, quando esponenti anche apicali delle Forze dell’Ordine confusero il loro ruolo con quello dei paramilitari sudamericani. Di fronte a questi elementi giudiziari, compresa la recente sentenza sull’irruzione alla scuola Diaz di Genova, sarebbe opportuno che lo stesso De Gennaro lasciasse il suo incarico di direttore del Dis, a cui è approdato in un modo discutibile e offensivo verso quanto accaduto a Genova nel 2001, quando è stato il referente di una catena di comando deviata e pericolosa che ha portato allo stravolgimento dello Stato di diritto”.
    “La sentenza è un fatto di grande rilievo che contribuisce a dare verità e giustizia su quelle giornate”, commenta Paolo Cento, di Sinistra Ecologia Libertà. “D’altra parte – prosegue l’esponente di Sel – durante il G8 di Genova vi è stata una sistematica violazione dello stato di diritto che richiede ora un accertamento delle responsabilità politiche e una nuova riforma democratica delle forze dell’ordine, a cominciare dalla riconoscibilità degli operatori di ordine pubblico”.

    MARONI: PIENA E TOTALE FIDUCIA IN DE GENNARO – ”Gianni De Gennaro ha la mia piena e totale fiducia: fino alla sentenza definitiva non cambia nulla”. Cosi’ il ministro dell’Interno Roberto Maroni, in una conferenza stampa alla rappresentanza italiana alle Nazioni Unite a New York, ha commentato la sentenza di condanna per il direttore del Dis. ”C’e’ rammarico per la sentenza – ha spiegato Maroni – ma attendiamo fiduciosi nell’esito del ricorso in Cassazione. Per De Gennaro, come per tutti, vale la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva”.

    ALFANO: DE GENNARO INNOCENTE FINO A CASSAZIONE – ”L’innocenza del prefetto Gianni De Gennaro, fino a condanna definitiva e’ sancita dalla Costituzione”. Cosi’ il ministro della Giustizia Angelino Alfano, ha commentato la condanna del direttore del Dis. ”Ho stima e fiducia in Giovanni De Gennaro – ha aggiunto – persona che ha servito lo Stato con dedizione”.

  2. 19 Maggio 2010 a 16:31 | #2

    da La Repubblica on line, 19 maggio 2010
    Mantovano, i poliziotti restano al loro posto. “E’ una sentenza che non dice l’ultima parola”.
    Per il sottosegretario all’Interno sarà la Cassazione a ristabilire “l’esatta proporzione dei fatti e sciogliere ogni ombra su fior di professionisti della sicurezza”. Cicchitto: “Ha vinto la tesi più estrema dei no-global”: http://www.repubblica.it/cronaca/2010/05/19/news/diaz-guardie-4184411/?ref=HREC1-3

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