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Stop ai lavori per la Stazione Foster dell’alta velocità fiorentina!

manifestazione contro il sottoattraversamento Alta Velocità, Firenze, 2009

manifestazione contro il sottoattraversamento Alta Velocità, Firenze, 2009

L’Associazione contro il sottoattraversamento AV di Firenze, il Comitato San Salvi chi può, il gruppo consiliare fiorentino Per un’altra Città, l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico hanno inoltrato uno specifico ricorso (20 maggio 2010) alla Commissione europea al fine di verificare il rispetto delle normative comunitarie in materia di valutazione di impatto ambientale – V.I.A. riguardo il progetto ferroviario “alta velocità” nella parte relativa al sottoattraversamento dell’area urbana di Firenze (“nodo di Firenze”).   

Infatti, il progetto risulta approvato da Ferrovie dello Stato, T.A.V. s.p.a.,

cantiere Alta Velocità

cantiere Alta Velocità

Italferr s.p.a., Comune di Firenze, Regione Toscana, Ministero per i beni e attività culturali in sede di conferenza di servizi in data 3 marzo 1999, mentre il progetto (c.d. progetto Zevi) della relativa stazione (Stazione Belfiore Macelli) risulta approvato in analoga conferenza di servizi in data 28 dicembre 2003.  Il relativo procedimento di valutazione di impatto ambientale – V.I.A. si è concluso con un provvedimento positivo con numerose condizioni (decreto Ministero Ambiente n. 649 del 23 giugno 2005), ma l’attuale nuovo progetto della Stazione Belfiore Macelli (c.d. Stazione Foster) e delle opere connesse risulta radicalmente modificato rispetto al precedente e non è mai stato  assoggettato ad alcuna preventiva e vincolante procedura V.I.A., nonostante i relativi lavori propedeutici siano già stati avviati.

progetto Stazione Alta Velocità, Firenze

progetto Stazione Alta Velocità, Firenze

Il ricorso è stato inoltrato anche al Ministro dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare, al Presidente della Regione Toscana e al Sindaco di Firenze perché, nell’ambito delle rispettive competenze, fermino i lavori, anche a tutela degli ingenti fondi pubblici investiti.   Infatti, l’eventuale apertura di una procedura di infrazione (art. 226 del Trattato CE o art. 258 della versione consolidata, approvata con decisione 2010/C 83/01) da parte della Commissione europea creerebbe una difficile situazione delle amministrazioni pubbliche coinvolte nel complesso di opere in merito a eventuali responsabilità in sede comunitaria.

Palazzina dell'Orologio, Firenze

Palazzina dell'Orologio, Firenze

E’ stato anche messo a disposizione di tutti i cittadini interessati un modulo per la sottoscrizione di analogo ricorso (può essere richiesto all’indirizzo di posta elettronica grigsardegna5@gmail.com).

L’azione legale si inserisce nel complesso di iniziative che associazioni, comitati, personalità della cultura, amministratori locali stanno portando avanti da anni per evitare che la linea ferroviaria “alta velocità” crei danni alla città di Firenze, unica al mondo, e al suo straordinario patrimonio culturale, nonché danni ad abitazioni e residenze di comuni cittadini.

Palazzina dell'Orologio, crepe comparse in concomitanza con i lavori AV

Palazzina dell'Orologio, crepe comparse in concomitanza con i lavori AV

Un diverso tracciato, in superficie, è possibile e il procedimento di valutazione di impatto ambientale consente proprio di considerare tutte le alternative valide, la mitigazione degli impatti, la migliore funzionalità delle infrastrutture.

Comitato contro il sottoattraversamento AV di Firenze

Comitato San Salvi chi può

gruppo consiliare Per un’altra Città         Gruppo d’Intervento Giuridico

Stazione Foster, area di progetto

Stazione Foster, area di progetto

progetto alternativo Stazione Alta Velocità, Firenze

progetto alternativo Stazione Alta Velocità, Firenze

(rendering progettuali da R.F.I., da Comitato contro il sottoattraversamento alta velocità di Firenze,  foto T.C., E.R., archivio GrIG)

  1. 4 Ottobre 2010 a 15:19 | #1

    by Elena Romoli

    Inanzitutto complimenti a tutti quelli che la sera del 30 settembre hanno partecipato alla trasmissione di Inchiesta su Rtv38, sulla Tav a Firenze, e uno speciale ringraziamento a Patrizia Menghini, l’unica che si occupa seriamente di questo problema a livello televisivo.

    Credo che l’ennesima assenza dei nostri amministratori alla trasmissione sia stato un gesto profondamente antidemocratico, oltre ogni limite di inciviltà, che però ancora una volta ci conferma, come se ce ne fosse stato bisogno, l’assenza totale di argomentazione a favore di questa delirante opera, sia di mancata analisi sui progetti esecutivi, e soprattutto, di continuare i lavori senza la necessaria Valutazione di Impatto Ambientale. Oltre all’arroganza verso migliaia di cittandini messi in gravi difficoltà, senza avere alcuna colpa, con crepe nelle case, cantine allagate, rumori notte e giorno, centinaia di alberi abbattuti, è ancora assente qualsiasi tipo di informazione, di monitoraggio delle polveri nell’aria nelle zone circostanti ai cantieri, ai Macelli l’unico che c’era l’hanno tolto, con assenza di vasche per il lavaggio dei mezzi uscenti, e con ben 2 scuole funzionanti nell’area! (Ma di cosa hanno bisogno i fiorentini per smuoversi, le bombe??!!) Quello che sconvolge appunto, è che ancora ad oggi nessuno osa muovere un solo dito contro, anzi, si usa la banalizzazione, oppure la rassegnazione generale.. e come la chiamereste questa, se non omertà? (poi dopo ci fanno tutti dei bei convegni lacrimosi sulla mafia..)

    Il sindaco Renzi si dice in disaccordo, ma le parole a volte lasciano il tempo che trovano, i fatti sono che purtroppo aglii affollati incontri dei 100 Luoghi, un’opera così impattante per la città tutta sia stata appena mensionata, asserendo ancora una volta alla volontà di andare avanti comunque.
    E così, nell’illegalità totale, in un area che non esiste, i cantieri vanno avanti, con i camion che continuano il loro và e vieni con il loro carico di polveri e di inquinamento, rubando la ‘nostra terra’ e lasciandoci ‘il loro cemento’. Nel cuore della bella e tanto amata Firenze, lo scempio stà continuando nella, quasi, indifferenza generale.. Ma amata da chi? Anche da quelli che erano assenti ieri sera?!!

    Per chi ancora un po ci tiene,

    LO MANIFESTI IL 9 OTTOBRE 2010, ALLE 15.30 DA PIAZZA SS.ANNUNZIATA

  2. 21 Settembre 2010 a 20:49 | #2

    by Elena Romoli

    da La Repubblica, ed. Firenze, 21/9/2010
    La procura ascolta i cittadini inchiesta sul tunnel dei supertreni. Aperto un fascicolo esplorativo dopo gli esposti No tav. (Franca Selvatici)

    Il procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi ha aperto un «fascicolo esplorativo» sui lavori di scavo del tunnel dell´alta velocità ferroviaria nel sottosuolo di Firenze. L´indagine servirà a stabilire se il progetto esecutivo – quello che il vincitore della gara e contraente generale Nodavia (formata da Coopsette ed Ergon) ha messo a punto e si appresta a realizzare – corrisponda al progetto definitivo approvato il 28 dicembre 2003 dalla Conferenza dei Servizi; o, viceversa, se se ne discosti al punto da non potersi ritenere formalmente approvato da una nuova Conferenza dei Servizi ovvero da tutti gli enti competenti.
    Gli avvocati Felice Cecchi, Gian Luca Conti e Alessandro Nepi, che assistono numerosi cittadini preoccupati per l´impatto che i lavori di scavo potrebbero avere sulla stabilità degli edifici interessati dal tracciato di quasi 8 km del tunnel, hanno presentato in procura due esposti, manifestando dubbi sulle procedure di approvazione del progetto. Nell´esposto degli avvocati Conti e Nepi si ricorda, fra l´altro, che il Consiglio di Stato ha più volte chiarito che «il progetto definitivo non è suscettibile di modificazione in sede di progetto esecutivo in quelle parti che determinano il concreto assetto del territorio».
    Sono già noti due degli argomenti più volte segnalati dagli oppositori del progetto: la mancanza di una valutazione di impatto ambientale della stazione Foster, collocata nell´area dei Macelli a differenza del precedente progetto di Bruno Zevi, che aveva previsto la stazione dell´alta velocità in viale Belfiore; e la questione dei 2 milioni 850 mila mc di terre di scavo, che tutti insieme formerebbero una piramide alta 161 metri, contro i 146 della piramide di Cheope, e che solo per una parte, pari a 1milione e 350 mila mc, hanno destinazione certa e approvata nell´area mineraria di Santa Barbara a Cavriglia.
    Oltre a queste obiezioni già note, gli esponenti indicano anche altri elementi che a loro giudizio dimostrano la difformità del progetto esecutivo rispetto a quello approvato in Conferenza dei Servizi. La realizzazione separata delle due gallerie, con l´utilizzo di una sola fresa, potrebbe rallentare di molto i tempi di realizzazione dell´opera (l´amministratore delegato di Ferrovie Mauro Moretti lo smentisce). Rispetto al progetto approvato, il progetto esecutivo prevede inoltre una metodologia diversa relativamente al grande scavo della ferrovia Foster: non più «bottom up» (dal basso verso l´alto) ma «top down» (dall´alto verso il basso). Dal progetto esecutivo sono scomparsi il pozzo intermedio di piazza della Libertà e quello di via Panciatichi, che – a giudizio degli esponenti – avrebbero reso più sicure le gallerie, costituendo lo strumento di accesso al tunnel in caso di emergenza e garantendone l´areazione. E si dimezzano anche i collegamenti (i by-pass) fra le due canne della galleria, previsti ogni 500 metri e non più ogni 250 metri. Sparisce l´impianto di betonaggio nel cantiere di Campo di Marte: in tal modo mutano le modalità di approvvigionamento del materiale, con un incremento stimato di 26 camion al giorno da e verso il cantiere, per sette mesi. Gli esponenti rilevano inoltre che, mentre il progetto approvato non diceva niente sulla viabilità, il progetto esecutivo prevede un massimo di 68 mezzi su gomma al giorno da e per il cantiere (di cui 26 dovuti alla eliminazione della centrale di betonaggio). Particolarmente delicata è la questione della falda, che secondo il procedimento di Valutazione di impatto ambientale non dovrebbe subìre alcuna modificazione per effetto dello scavo. Gli esponenti ne dubitano e segnalano fra l´altro che, mentre per la stazione Foster era previsto un sistema di continuità della falda «composto esclusivamente da by-pass orizzontali», il progetto esecutivo prevede «un sistema integrato di by-pass orizzontali, pozzi monte-valle e “troppo pieno” a gravità». Modifiche dovute alle prescrizioni dell´Osservatorio ambientale ma anche dettate da «un approfondimento progettuale». Si tratta – sostengono gli esponenti – di «una macro-modifica sostanziale», che avrebbe dovuto essere esaminata in Conferenza dei Servizi. In queste condizioni, concludono, il progetto esecutivo non sembrerebbe provvisto di un valido titolo abilitativo.

  3. 7 Settembre 2010 a 14:50 | #3

    by Elena Romoli

    da La Repubblica, 25 agosto 2010
    Contro l´Alta velocità 105 famiglie. In tanti hanno sottoscritto il ricorso contro i possibili danni provocati dal tunnel. Secondo i due legali le “modalità esecutive giustificano l´allarme sociale”. Prima udienza il 17 settembre, entro quella data altri cittadini potranno firmare. (Franca Salvatici)

    «Un´opera faraonica le cui modalità esecutive presentano lacune e margini di incertezza tali da giustificare un vero e proprio allarme sociale nella popolazione». In questi termini gli avvocati Gianpaolo Chiesi e Alfonso Bonafede descrivono il tunnel di 8 chilometri destinato all´esclusivo passaggio dei treni dell´Alta Velocità, che attraverserà Firenze da Campo di Marte a Castello. Nel ricorso sottoscritto da 105 famiglie, i legali chiedono al giudice civile di
    sospendere i lavori oppure di subordinarne la prosecuzione alla adozione di adeguate cautele tecniche ed economiche che tengano conto di tutti i danni prevedibili: danni a loro giudizio gravemente sottovalutati nel «lacunoso» progetto esecutivo presentato da Nodavia, la società consortile di cui è capofila Coopsette, che ha vinto l´appalto. Il giudice Antonio Settembre ha fissato la prima udienza il 17 settembre. Entro quella data anche altri cittadini potranno partecipare alla causa. Gli interessati possono rivolgersi ai due legali a partire dal primo settembre.
    «Altissimo rischio di danno». I ricorrenti, che hanno deciso di rivolgersi al giudice dopo aver constatato «la totale sordità dei vertici decisionali (politici e non)», fondano questa convinzione su una serie di studi che riguardano, in particolare, la peculiarità del sottosuolo fiorentino. Ingegneri ferroviari hanno esposto dubbi e preoccupazioni e un gruppo di architetti dell´Università di Firenze ha presentato un progetto alternativo con un tracciato in superficie che costa un sesto di quello sotterraneo e non crea pericoli agli edifici.
    L´ingegner Teresa Crespellani ha ricordato i crolli, talvolta devastanti come quello di Colonia, causati da opere in sotterraneo nei centri urbani: crolli dovuti per lo più «alle dimensioni esagerate e all´invasività dell´opera di scavo in rapporto alla “qualità meccanica” dei terreni attraversati». Questi «fattori di criticità» sono «tutti presenti» a Firenze, e ad essi deve essere aggiunto il problema della deviazione dei flussi della falda freatica. L´ingegner Massimo Perini prevede un «effetto diga» a Campo di Marte e ai
    Macelli, dove è stata progettata la stazione sotterranea. A Campo di Marte, all´imbocco del tunnel, il progetto prevede la realizzazione del pozzo di lancio della fresa escavatrice, costituito da una rampa lunga circa 900 metri delimitata sui due lati da diaframmi profondi
    fino a 30 metri, che costituiranno una barriera per le acque sotterranee. Secondo l´ingegnere, il sistema di by pass progettato da Nodavia, costituito da pali di ghiaia che dovrebbero captare l´acqua di falda a monte della rampa e rilasciarla a valle attraverso un «letto drenante», non tiene in alcun conto la complessa stratificazione del terreno, è poco efficiente, funzionerà solo dopo l´ultimazione del pozzo di lancio e non è corredato da pompe strumentali. In queste condizioni c´è il rischio che la falda si innalzi a monte dello scavo, con allagamento degli scantinati in via Campo d´Arrigo e zone limitrofe, e che si abbassi a valle, con effetti sulla stabilità degli edifici.
    Che lo scavo della galleria determini il pericolo di cedimenti degli edifici «è pacifico». Nodavia elenca 277 costruzioni a rischio di subsidenza (cioè di abbassamento del suolo). Secondo i ricorrenti, è un calcolo per difetto: gli edifici a rischio sono molti di più e l´entità dei pericoli è largamente sottostimata, anche perché è stata sottovalutata l´estrema varietà delle caratteristiche del sottosuolo, da cui dipende «un elevato grado di difficoltà di calcolo del cedimento atteso degli edifici in superficie». Concludono i ricorrenti: «Di fronte ad un´opera le cui caratteristiche non consentono di calcolare il livello di rischio nei confronti di terzi, si dovrebbe poter affermare che quell´opera non è fattibile».

    _____________________________________________
    da La Nazione – Firenze, 25 agosto 2010
    LO SCONTRO GRANDE MANIFESTAZIONE PUBBLICA IN PONTE PER IL 2 OTTOBRE. Riparte la guerra all’Alta velocità Udienze in tribunale e assemblee. (Nicola Coccia)

    IL TRENO dell’Alta velocità corre ora sui binari della giustizia. Ma accanto alle iniziative legali sono state programmate una serie di assemblee a Firenze e in Val di Susa e una manifestazione che potrebbe svolgersi nella nostra città il 2 ottobre. Lo scopo è quello di non far partire i lavori di scavo fra Campo Marte e Castello che mettono a repentaglio centinaia di abitazioni, ma anche attività economiche come supermercati, banche, negozi. Secondo le Ferrovie gli edifici a rischio sono 277. Potrebbero avere un cedimento medio di quattro millimetri. Ben diversa la valutazione dei professori universitari i quali hanno parlato
    di circa mille ediifici a rischio e di un cedimento medio di sette centimetri, fino a 15. I docenti hanno preso in considerazione non solo la linea di sottoattraversamento, ma anche eventuali dissesti geologici che potrebbero derivare dall’innalzamento o dall’abbassamento della falda acquifera che interessa la zona compresa fra via Mannelli e Piazzale Donatello. In alternativa al sottoattraversamento di Firenze per sette chilometri il comitato Notav propone un doppio binario di superficie, secondo uno studio portato avanti da docenti universitari.
    Ecco le prossime tappe della “Guerra dell’Alta velocità”.
    27 agosto – Davanti al giudice civile, dottor Florio, ci sarà l’udienza di un gruppo di cittadini che abitano nelle case a rischio di sottoattraversamento. In udienza ci sarà la costituzione di altre persone. Tutte queste si sono rivolte all’avvocato Felice Cecchi. Si discuterà un ricorso che chiede, prima di tutto, la sospensione dei lavori. C’è molta attesa per la decisione del giudice.
    6 settembre – Alle 21 nella sala del Parterre, in piazza della Libertà, il comitato Notav ha organizzato un’assemblea cittadina. Invitati di nuovo Comune, Provincia e Regione. Nel corso della serata ci sarà la proposta di realizzare una manifestazione per il 2 ottobre.
    17 settembre – Alle 9.15 al tribunale civile in piazza San Firenze, ci sarà l’udienza per il ricorso organizzato dal comitato Notav. Si sono rivolte al giudice 105 persone. Chiedono la sospensione dei lavori di scavo e, in alternativa, una fidejussione a garanzia per eventuali
    danni. Il comitato ha deciso di raccogliere adesioni anche di coloro che non abitano negli edifici a rischio.
    2 ottobre – E’ la data della manifestazione pubblica. Invitati tutti i comitati toscani e anche quelli fuori regione. Ci sarà un corteo per le strade della città.

  4. 17 Luglio 2010 a 19:44 | #4

    by Elena Romoli

    da La Nazione – Firenze 17/07/2010

    Tav, si gioca la carta del Tar per bloccare.
    Razzanelli e i leghisti hanno presentato il ricorso a Roma. E anche la Commissione
    di SANDRO BENNUCCI

    «VOGLIONO i carabinieri per fermare il sottoattraversamento? Bene, glieli manderemo noi», annuncia Mario Razzanelli. Che si appella ai giudici, quelli del Tar del Lazio, per bloccare subito i lavori preparatori, eppoi il grande scavo. Ma un po’ tutta la Firenze anti-Tav risponde al «si va avanti» di Rfi e si rivolge, in senso figurato, al 112: il numero dell’Arma. Dopo il ricorso al Tribunale dell’avvocato Felice Cecchi, anche Ornella De Zordo fa sapere che, dietro sua segnalazione, la Commissione Europea ha aperto un’istruttoria «per valutare eventuali infrazioni alle direttive in materia di valutazione d’impatto ambientale (Via) contenute nel progetto per la realizzazione del tratto fiorentino dell’Alta velocità».
    Firenze è in fibrillazione. E si mobilita con due obiettivi. Primo: cercare d’invalidare le carte di cui le Ferrovie si fanno forti per preparare la rampa della fresa lunga 75 metri, che da febbraio 2011 lavorerà al grande scavo. Secondo: far capire a Matteo Renzi che dovrà tenere un atteggiamento intransigente mercoledì 21 luglio, quando incontrerà Mauro Moretti, ad di Trenitalia, in quella che si annuncia come «l’ultima sfida», ossia il decisivo faccia a faccia prima che i «lavori preparatori» diventino opere irreversibili.
    E per maggiore pressione, non manca chi, il Comitato cittadini di sinistra contro il sottoattraversamento, scrive al segretario del Pd Bersani, chiedendogli, «nella veste di principale responsabile del partito da sempre al potere in Toscana», di insistere su Regione, Provincia e Comune per bloccare il progetto dell’Alta velocità. In sostanza, si chiede a Bersani di fare quel che fece Achille Occhetto nel 1989, quando , con una telefonata, stoppò il progetto Fiat-Fondiaria. Altri tempi? E anche altre opere: allora si discuteva una variante al piano regolatore di Firenze, mentre oggi siamo alle prese con una delle maggiori opere infrastrutturali d’interesse nazionale. Ma c’è anche chi, come il deputato del Pdl Gabriele Toccafondi, considera il centrosinistra fiorentino il responsabile principale delle intese, sottoscritte dal 1995 in poi, «per un percorso e una stazione sulle quali il centrodestra aveva sempre manifestato perplessità». Toccafondi parla di pasticcio, dice che «ora Firenze per l’Alta velocità è un nodo e come tutti i nodi si sciolgono o si tagliano: così si rischia la paralisi e magari di perdere la fermata dei supertreni». Non basta. Col Pd se la prende il Comitato dell’ex Panificio Militare di via Mariti . Che critica i consiglieri comunali piddini per non aver sostenuto, lunedì scorso in aula, le mozioni della De Zordo e di Tommaso Grassi che chiedevano l’installazione di nuove centraline per il monitoraggio dell’inquinamento acustico e dell’aria. «Tutte le forze politiche hanno votato le mozioni, tranne il Pd: complimenti, è un bel modo per rassicurare i cittadini», chiosa il Comitato di via Mariti.
    Come si vede, c’è tanto rumore prima ancora che la fresa entri in azione. Ma quante sono le probabilità che le azioni legali già avviate portino a risultati concreti? L’avvocato Felice Cecchi vinse nel 2000, facendo rinviare di un anno i lavori della tratta per l’Alta velocità a Sesto Fiorentino, convincendo i giudici che non c’erano i requisiti di salvaguardia per i cittadini. Oggi batte lo stesso tasto: la sicurezza degli abitanti delle zone interessate ai lavori.
    Mario Razzanelli ha illustrato l’azione avviata al Tar del Lazio attraverso una conferenza stampa con altri esponenti leghisti (Dario Locci, Gianluca Lazzeri, Marco Cordone) e con l’avvocato Gialunca Conti. Che ha spiegato: «Il ricorso si basa su 15 violazioni a leggi e regolamenti in materia ambientale». Vediamo le principali: mancanza di Via per la stazione Foster; la realizzazione del tunnel lede i diritti dei proprietari delle case lungo il percorso che avrebbero dovuto essere destinatari di un procedimento di esproprio; non ci sono certezze sulla salvaguardia della falda acquifera; il progetto esecutivo è diverso da quello a suo tempo approvato dalla Conferenza dei servizi.
    Anche l’istruttoria aperta dalla Commissione europea, chiamata in causa dalla De Zordo, prende di mira la Via e vuole accertare perchè il progetto della nuova stazione Foster non sia mai stato sottoposto alla valutazione d’impatto ambientale. Spiega la De Zordo: «Poco importa che fosse stato sottoposto a Via il progetto precedente: la legge dice che si valutano i progetti e anche le varianti dello stesso progetto se necessario».

  5. 13 Luglio 2010 a 16:09 | #5

    In attesa di risposta, diventa pubblica la lettera della professoressa Teresa Crespellani, docente di Ingegneria Geotecnica all’Università di Firenze, dove si riassumono le tante criticità effettive del sottoattraversamento.

    ***********************

    Firenze, 25 Giugno 2010

    Egregio Signor Sindaco,

    con vivo apprezzamento per le molte perplessità da Lei manifestate nei confronti della Stazione Foster, ma anche con profondo sgomento per il modo sbrigativo con cui sembra essersi deciso di liberarsi della questione del sottoattraversamento AV, desidero, per ragioni di coscienza innanzitutto, ma anche in quanto docente per circa trent’anni di Ingegneria Geotecnica che ben conosce il sottosuolo di Firenze e le lezioni che la comunità scientifica internazionale ha tratto dagli ‘insuccessi’ delle opere in sotterraneo avvenuti negli ultimi 15 anni, portare la Sua attenzione su tre punti, che riassumono non una mia personale opinione ma il risultato di studi e riflessioni scientifiche documentate e rigorose.
    1. Negli ultimi 15 anni molte opere in sotterraneo in area urbana hanno dato luogo durante la costruzione a numerosi ed estesi crolli, talora anche con vittime, e sempre accompagnati da ingenti danni al patrimonio abitativo. Per citarne alcuni: Metro di Monaco (1994), Metro EOL di Parigi (1995), Tunnel stradale di Tolone (1996), Metro di Lisbona (1996), Metro di Tolosa (2002), Metro Meteor di Parigi (2003), Metro di Barcellona (2005), Metro di Losanna (2005), Tunnel di Gerrard Cross, UK (2005), Metro di Boston (2006), per non citare i tanti crolli avvenuti in Cina e in tanti altri paesi dell’Asia e dell’America latina tra il 2007 e il 2008. Come forse anche Lei ricorderà, lo scorso anno le televisioni di tutto il mondo hanno mostrato le terribili immagini del collasso avvenuto nei lavori di costruzione del Metro di Colonia. Un recente censimento internazionale cita oltre un centinaio di ‘insuccessi’ in paesi avanzati e attribuisce la causa e l’estensione del danno ad almeno uno dei seguenti fattori:
    - dimensioni ‘esagerate’ e invasività dell’opera di scavo in rapporto alla ‘qualità meccanica’ dei terreni attraversati;
    - complessità ed eterogeneità delle caratteristiche geologiche, geotecniche, idrauliche del sottosuolo;
    - interferenze con i sottoservizi in aree urbane ad alta densità abitativa;
    - tecnica di scavo inadeguata a fronteggiare tutti i possibili e ‘imprevedibili’ problemi geologici incontrati nel corso dello scavo.
    La lezione tratta dall’analisi dei vari insuccessi è che:
    per le opere in sotterraneo in ambiente urbano non esiste il rischio ‘zero’;
    le opere in sotterraneo incontrano oggi più difficoltà che in passato perché le città sono sempre più vulnerabili, i sottosuoli più complessi (basti pensare alle manipolazioni legate ad altre opere in sotterraneo e alla fitta presenza di reti idrauliche, fognarie, e ad altri sottoservizi), e, inoltre, perché le opere non possono essere realizzate con gli stessi criteri conservativi di un tempo in quanto sarebbero economicamente insostenibili;
    il principio guida deve essere sempre il principio di precauzione, per cui le opere vanno realizzate solo quando ci sono precisi e chiarissimi vantaggi sociali e se non ci sono alternative in superficie;
    2. Nel caso del sottoattraversamento di Firenze sussistono tutti i suddetti fattori di criticità a cui se ne aggiungono molti altri quali quelli derivanti dalle opere che devieranno i flussi delle falde freatiche (paratie tirantate e altre opere geotecniche), dalla intercettazione di falde inquinate, dalle opere di compensazione dei cedimenti (notoriamente di affidabilità molto incerta), ecc.
    In particolare, va sottolineato che, nella zona interessata dal passante ferroviario il sottosuolo di Firenze (come lo stesso Studio di Impatto Ambientale del 1999 dimostra) è caratterizzato da una estrema variabilità delle caratteristiche meccaniche e idrauliche. Ad ogni metro la fresa escavatrice potrà trovare una situazione diversa e le operazioni di scavo dovranno continuamente fronteggiare situazioni sempre nuove. Inoltre, la tecnica di scavo meccanizzato prescelta (Earth Balance Pressure) è stata studiata per terreni a bassa permeabilità. Non è quindi adeguata per scavare in terreni ad alta permeabilità come quelli che si incontreranno in alcune parti del tracciato.
    Nel linguaggio ingegneristico il termine variabilità equivale a incertezza. E incertezza significa possibilità di danni di gravità ed estensione maggiori di quelli previsti ed impossibilità di garantire il rispetto dei tempi e dei costi, con disagi per la città che potranno lievitare in maniera incontrollabile.
    3. Le Ferrovie e Nodavia sono pienamente consapevoli che il sottosuolo di Firenze presenterà molte sorprese. Il progetto esecutivo (che ho avuto modo di analizzare in dettaglio) è, infatti, altrettanto sommario quanto i progetti di massima e definitivo, perché data la complessità ed eterogeneità del sottosuolo si è evidentemente ritenuto di non approfondire con modelli, calcoli e specifiche tecniche quelle soluzioni ingegneristiche che dovrebbero ‘rassicurare’. Tutto è rimandato alla fase di realizzazione dell’opera e al monitoraggio.
    Il sottoattraversamento si preannuncia perciò come una pericolosa avventura che non solo ipotecherà per sempre il sottosuolo di Firenze, impedendone l’impiego di questa così importante risorsa per i bisogni della città, ma che lascerà col fiato sospeso per un numero imprecisabile di anni cittadini e amministratori (a cui forse potrebbe anche essere addebitato di non avere usato sufficientemente il principio di precauzione!).
    In sintesi, lo scenario è quanto mai inquietante e almeno per quanto riguarda danni, tempi, costi, sicurezza e riduzione dei disagi, è evidente che le Ferrovie non potranno mai dare garanzie . E se eventualmente le dessero, forse, dopo le ‘rassicurazioni’ date dagli esperti prima del terremoto de L’Aquila, sarebbe bene non fidarsi troppo!
    Con viva cordialità e molti auguri di buon lavoro,

    Prof. Ing. Teresa Crespellani

  6. 7 Luglio 2010 a 17:25 | #6

    by Elena Romoli

    LA NAZIONE, FIRENZE 07/07/2010

    «Foster, stop ai lavori per 5 mesi».
    Nessuna scorciatoia se è prevista una nuova valutazione di impatto ambientale.

    «I LAVORI della stazione Foster resteranno fermi per i prossimi cinque mesi». Lo afferma il capogruppo della Lega in Consiglio comunale Mario Razzanelli, di ritorno da Roma, dove ieri ha incontrato il vice ministro alle infrastrutture Roberto Castelli. Assieme a Razzanelli
    anche il compagno di partito e consigliere regionale Gianluca Lazzeri e l’ingegnere Vincenzo Abruzzo.
    «Abbiamo illustrato la situazione dell’alta velocità a Castelli – spiega Razzanelli – e ci ha assicurato che le regole saranno rispettate, se la legge prevede una nuova Valutazione di impatto ambientale per la Foster, non ci saranno scorciatoie politiche». La necessità della Via era stata anticipata il 18 giugno scorso dal presidente della commissione ambiente della Camera Angelo Alessandri. «In seguito al ricorso presentato dalla De Zordo alla Corte europea, per verificare il rispetto delle procedure per la Via, le Ferrovie – aggiunge Razzanelli – hanno scritto alla direzione per l’ambiente, per chiedere se è possibile procedere alla costruzione della Foster senza dover ripetere la Via, già presentata per la stazione Zevi. Ma in base alla legge le Ferrovie devono allegare alla richiesta una relazione
    preliminare di impatto ambientale che esamini il nuovo progetto, paragonandolo al precedente sotto il profilo dell’inquinamento atmosferico, acustico, del sottosuolo e paesaggistico. Dunque le Ferrovie dovranno predisporre la relazione preliminare di impatto ambientale e inviarla al ministero, che ne disporrà la pubblicazione in Gazzetta ufficiale e l’affissione per 45 giorni all’albo pretorio del Comune, per consentire ai cittadini di presentare le loro osservazioni». Già questo iter, senza considerare l’esito della Via e
    le osservazioni dei fiorentini che abitano vicino al cantiere, rallenterebbe di alcuni mesi i lavori. Ma c’è di più. «Qualora il cantiere dovesse partire – aggiunge Razzanelli – i cittadini
    interessati dai lavori, perché hanno casa o bottega nel raggio d’azione degli scavi, possono presentare ricorso al giudice per chiedere di obbligare le Ferrovie a mettere in sicurezza gli edifici che rischiano di essere danneggiati. E se il tribunale dovesse accogliere queste legittime istanze i costi dell’opera potrebbero anche quadruplicarsi». Insomma, stando a Razzanelli, la partita sulla Foster sembra tutt’altro che chiusa.
    Agata Finocchiaro

  7. 22 Giugno 2010 a 16:25 | #7

    by Elena Romoli

    dal Corriere della Sera [Il Corriere Fiorentino, 22/06/2010]
    Il Pd appoggia la «guerra» alle Ferrovie del sindaco Matteo Renzi per il rispetto degli impegni e delle prescrizioni ambientali su sottoattraversamento e stazione Foster dell’Alta velocità. Ma gli fa fare marcia indietro sulla richiesta di una nuova Valutazione di impatto ambientale. (Marzio Fatucchi)

    La proposta di una Via sulla stazione Foster, da mesi in attesa di risposta, avanzata dalle sinistre di opposizione (Gruppo Spini e Perunaltracittà) e di maggioranza (Sinistra ecologia e libertà) sulla quale il sindaco aveva chiesto al Pd un voto favorevole o perlomeno un’astensione, rimane orfana dei Democratici e viene bocciata, anche se arrivano consensi dai banchi del Pdl (Mario Tenerani, Antonio Giambanco, Alberto Locchi e Massimo Sabatini) e della Lega (Mario Razzanelli). Dopo un fine settimana di trattative interne ai Democratici e tra sindaco e partito, passa il documento del Pd in cui si chiede a Renzi di attivarsi nei confronti del ministero per «l’espressione di formali garanzie in merito alla sussistenza attuale di tutti i requisiti di sicurezza e compatibilità ambientale già rilevati dagli organismi tecnici preposti alla valutazione nell’ambito dei procedimenti a suo tempo esperiti » e «affinché i tempi di un’eventuale verifica risultino contenuti al massimo in funzione di un impatto il più leggero possibile sul programma dei lavori ». Ma non è una Via. L’ordine del giorno lo vota tutto il gruppo Pd (eccetto Tea Albini, che tira via il badge prima del voto) e l’Idv. Non Eros Cruccolini di Sel che dice: «Sto con il sindaco, non con il Pd». E Valdo Spini, che aveva creduto nella forza dell’appoggio del sindaco al suo documento, attacca: «L’ordine del giorno del Pd è un documento doroteo che dice e non dice, e che sfugge ad un quesito molto semplice: il Consiglio comunale vuole la Via o no? Noi la vogliamo». Una seduta di cinque ore, quella di ieri nel Salone de’ Dugento, il messaggio che arriva dal sindaco (assente al momento del voto) è un «sì alla Tav, qui non ci sono no-Tav», ma con una minaccia a Fs: «Se Ferrovie non sarà disponibile a rispettare gli impegni la questione diventa giuridica. Il sindaco ha il potere di firma delle ordinanze e di aprire un contenzioso legale che parte e non si sa quando finisce. Il Comune di Firenze è in “guerra” con Ferrovie ». Gli «impegni» sono riportati nella mozione del Pd: si va da quelli ambientali (e Renzi annuncia che non basterà mettere una centralina di controllo alla scuola Rodari, vicino ai cantieri, «se partono i lavori a settembre sposteremo i bambini»), a quelli sul treno metropolitano — «con la certezza che quando saranno liberati i binari grazie al tunnel, non siano appaltati ad un nuovo gestore Tav»—fino a quelli sul Polo tecnologico dell’Osmannoro, all’Agenzia nazionale della sicurezza ferroviaria, al collegamento tra la Foster e Santa Maria Novella: «Ferrovie— ha continuato Renzi— non ha presentato un progetto di collegamento tra la Foster e Santa Maria Novella, con l’assurdo che si andrà da Bologna e Firenze in 30 minuti per poi impiegare 30 minuti per andare dalla stazione al centro». Poi ci sono di mezzo i soldi: rispetto ai progetti originari approvati, si è scelto di usare una «talpa », un solo impianto traforante invece dei due previsti, con un risparmio di 45 milioni di euro «che devono andare alla città». Ma anche i 18 milioni di euro usati per mettere in sicurezza il Mugnone «servono per fare la Foster, non possono essere considerati un’opera di compensazione». Renzi batte cassa e fa la voce grossa con Ferrovie, con l’appoggio del suo partito (con Albini solo Stefano Di Puccio, pur eletto nelle lista Renzi, si sfila e si astiene) e l’Idv. Più complicata la posizione del Pdl che, dopo aver presentato una mozione in cui si chiedeva di ribadire la contrarietà alla realizzazione della Foster, ha scelto in parte di votare a favore della Via, in parte (come il capogruppo Giovanni Galli) di astenersi. Per il capogruppo del Pd Francesco Bonifazi questa è «incoerenza politica», per Galli era impossibile votare la Via, «significava dire sì alla Foster». De Zordo parla di «equilibrismi » del Pd che si assume «una responsabilità di cui potrebbe dover rispondere in sede civile e penale, come già accaduto in casi analoghi». Non è l’unica «causa» in corso: anche il sindaco annuncia che, in caso di mancato rispetto degli accordi, chiamerà in azione i legali del Comune. Un appoggio incondizionato al sindaco arriva dal leghista Mario Razzanelli, che ha scomodato anche il presidente della commissione ambiente della Camera, Angelo Alessandri, per ribadire che una nuova Via è necessaria per la Foster «altrimenti non può essere realizzata».
    Marzio Fatucchi

  8. 22 Giugno 2010 a 14:45 | #8

    L’Altracittà (http://www.altracitta.org), 22 giugno 2010
    Stazione Foster, no alla valutazione d’impatto ambientale. Il PD si ricompatta a testa bassa.

    Niente Valutazione d’impatto ambientale per la stazione Foster. Ieri in Consiglio Comunale la maggioranza si è ricompattata sul no alla mozione, firmata da Cruccolini, De Zordo e Spini, che chiedeva la VIA per la stazione sotterranea prevista agli ex Macelli. In compenso, si fa per dire, è stato approvato un ordine del giorno che chiede al ministero genericissime rassicurazioni sulla sicurezza dell’opera. “Aria fritta”, lo ha definito con precisione De Zordo, che ricorda come l’iter del progetto sia pieno di lacune e prescrizioni non verificate, e soprattutto sottolinea come il vecchio progetto fosse per tutt’altra stazione, quella disegnata da Zevi, in un altro luogo, area Belfiore. Per quello fu sì fatta la VIA, poi ritenuta buona, con un bel salto mortale, anche per la Foster.
    Al di là delle dichiarazioni altisonanti del Sindaco, ieri la maggioranza ha confermato una sconcertante continuità con il passato: si va avanti a testa bassa senza ascoltare i cittadini, né il buon senso.
    Un miliardo e mezzo di euro, sei anni almeno di lavori, rischi enormi per la vicinanza con la falda… per avere una bellissima e inutilissima stazione sotterranea.
    I posteri ringraziano.

  9. 18 Giugno 2010 a 15:38 | #9

    e pare proprio sveglio, ‘sto sindaco Renzi ;)

    da Il Corriere della Sera – Firenze (Corriere Fiorentino), 16 giugno 2010
    l’intervista. Guerra alla stazione Foster «Farò di tutto per fermarla».
    Intervista con il sindaco, da un anno a Palazzo Vecchio. Progetti e bilanci: «Senza pensare alla leadership del Pd». Renzi lancia l’ultima offensiva contro Moretti (Fs) per la stazione Foster. (Paolo Ermini)

    Il 25 giugno finirà il suo primo anno da sindaco di Firenze. E allora val la pena fare un punto. Progetti, ambizioni, difficoltà. Matteo Renzi, dietro la sua scrivania nella sala di Clemente VII, non si sottrae ad alcuna domanda e lancia l’ultima offensiva contro Moretti (Fs) per la stazione Foster. Sul balcone che si affaccia su via della Ninna vasi di gerani rossi. «Ho fatto appello ai fiorentini perché mettano fiori su finestre e terrazze. Dovevo dare il buon esempio».
    Partiamo dalle critiche. Dicono di lei: cura più la sua immagine che quella della città.
    «Respingo la critica al mittente. È evidente a tutti che in questo momento stiamo dedicando molta attenzione all’immagine di Firenze. Se curassi la mia passerei l’estate a fare iniziative in tutta Italia, visto che ho ricevuto 63 inviti a feste del Pd sul territorio nazionale. E invece la trascorrerò a Firenze a buttar giù la pensilina di Toraldo alla Stazione e la carcassa di via del Pratellino».
    Tutta la pensilina o i divisori tra le colonne?
    «Tutta».
    Seconda critica: Renzi pensa troppo al suo futuro di leader nazionale del Pd e va troppo in tv.
    «In tv ci vado troppo poco, semmai. Il sindaco di Firenze è un dirigente nazionale per definizione, è naturale che vada in tv».
    Terza critica: ha fatto molte promesse con i famosi cento punti ma nel primo anno ne ha onorate poche.
    «I cento punti erano una promessa che si riferiva alle cento cose da fare nei primi cento giorni. E per più di due terzi li abbiamo realizzati o avviati a soluzione. Quelle erano però singole questioni, non il mio programma di governo. Il 25 giugno faremo la relazione sullo stato della città, con la presentazione delle cose fatte. A cui andrà accompagnato l’elenco di cento luoghi come li abbiamo presi e come li restituiremo ai fiorentini».
    Indicherete anche le scadenze?
    «La scadenza è il 2014. Il caso del Palazzo di Giustizia va risolto subito, ma altre situazioni richiederanno più tempo. Ad esempio il recupero di piazza San Firenze, oggi tutt’altro che una piazza, con il Bargello assediato dai motorini e dalla burocrazia che gli impedisce di aprire oltre le due o le cinque del pomeriggio».
    Sposterete anche le bancarelle? Sarà una lotta dura…
    «A Firenze ci sono troppe bancarelle, 500 e oltre, sparse ovunque. E’ un problema per il quale non ci aiuta una legislazione regionale basata sul sostegno indiscriminato alle rivendicazioni delle categorie. Però dobbiamo metterci mano. Il punto è che tutto quello che potevamo fare da soli lo abbiamo fatto, come la pedonalizzazione di piazza del Duomo. Se avessero potuto metterci bocca anche altre istituzioni, saremmo ancora lì a discuterne».
    Anche la cura delle strade avrebbe bisogno di un’accelerazione.
    «Nel mese di agosto, quando i fiorentini vanno in vacanza, metteremo a posto un po’ di strade trascurate da decenni. Tra queste via Chiantigiana, viale Duse, via Lorenzo il Magnifico, via Perfetti Ricasoli e via dell’Agnolo, che non mai stata rifatta. Non sono uno di quelli che è scappato da Graziano Cioni. L’ho sentito più volte e pur non condividendo molte delle cose che ha fatto o detto mantengo nei suoi confronti un sentimento sincero. Però voglio essere chiaro. La storia che lui ci ha lasciato i soldi per coprire le buche è una barzelletta. Ci ha lasciato le buche, non i soldi. Comunque so riconoscere che una sconfitta l’ho subìta…»
    Quale?
    «Non sono ancora riuscito a spostare un bel po’ di autobus dalla stazione. Questa città ha un sistema di servizio pubblico che perde dai 10 ai 15 minuti tra Valfonda-Alamanni e Valfonda-San Marco. È un’assurdità. Si dice che la colpa è della pedonalizzazione del Duomo. Ma tutto nasce da quando è partita la tramvia, perché Alamanni fa da tappo. Il fatto è che noi abbiamo una gestione idiota dei semafori. In una città evoluta ci vuole un software di gestione dei semafori degno di questo nome. Ci stiamo lavorando: da qui al 2014 dovremo avere anche una gestione intelligente dei semafori».
    Sicuro?
    «La settimana scorsa i fiorentini hanno iniziato a lamentarsi per il traffico sui viali. Nessuno ha capito che cosa stava succedendo. Abbiamo fatto le prove dei semafori. Abbiamo recuperato 10 minuti alle linee forti di Ataf che soffrivano (6,14, 17, 23). Nel giro di un anno fenomeni di miglioramento ci saranno. Ma nell’area Alamanni-Valfonda-San Marco serve una soluzione drastica: lì c’è il festival dell’autobus. Accanto all’Ataf ci sono Cap, Lazzi Sita, bus rossi, bus gialli. Basta che ci sia un problema e si blocca tutto. Se dovessi dire qual è la cosa peggiore che ho fatto in questo primo anno non è aver partecipato a “Porta a porta” o a “Ballarò”, ma l’aver dovuto accettare di aspettare l’ok di tutti per il trasferimento di alcuni bus alla Leopolda. Aspetto ancora sei mesi. Poi o la Provincia dà via libera o procediamo, affrontando anche i ricorsi».
    Resta il problema del collegamento con piazza Duomo. Quando pensa di annunciare il nuovo progetto per la linea 2 della tramvia?
    «Finché farò io il sindaco il problema del passaggio del tram al Duomo non si porrà più. Penso invece che ci siano le condizioni per andare a verificare la fattibilità di un passaggio in sotterranea — piazza della Repubblica, Santa Croce, Sant’Ambrogio — così da collegare Firenze Sud con Firenze Nord. Il primo obiettivo però è la linea Peretola-Stazione. Se non siamo ancora partiti con la linea 2 è perché qualcuno voleva iniziare a murare senza aver chiarito tutto prima, come successe con la linea 1. Quando tutto sarà chiarito lavoreremo anche di notte. Io spero che entro giugno ci portino il progetto; se succederà, ad agosto si parte con i cantieri».
    Urbanistica: tutto fermo.
    «È una sua opinione. Abbiamo presentato una bozza di progetto, stiamo ottenendo suggerimenti e critiche. Noi pensiamo di approvare la ‘variantina’ entro il 24 luglio e di portare il piano strutturale in Consiglio comunale l’11 ottobre».
    Senta sindaco, sulla Ztl notturna ha fatto una bella marcia indietro… «Ho sottovalutato il peso del disturbo per i residenti. Ma non ho mai fatto promesse. Su ganasce, pedonalizzazione e vigilini io ci ho messo la faccia e ho detto no. Sulla Ztl notturna invece avevo detto: vorrei studiare il modo di evitarla».
    Ma non è che il suo approccio liberale ai problemi del traffico cittadino è destinato a scontrarsi sistematicamente con la realtà? Lei ha puntato parecchio sulla responsabilizzazione e sulla buona educazione dei cittadini. Toglie le ganasce, toglie i vigilini, ma se poi scopre che senza sanzioni non si ottiene null’altro che il caos che fa?
    «Le ganasce sono uno strumento di tortura e non torneranno. È chiaro però che Firenze non può diventare il regno dell’illegalità. Faremo le multe senza mettere le ganasce».
    Ma chi le farà? I vigili scarseggiano o si occupano d’altro…
    «Io scommetto sulla Polizia municipale che ha sgomberato il mercatino multietnico sul lungarno senza colpo ferire e senza l’aiuto di nessun altro e che va all’ex Meyer e interviene con grande professionalità».
    Però i vigili fermi come statue agli incroci, come al Ponte Vecchio, li vedono tutti…
    «Noi vogliamo mettere la Polizia municipale nelle condizioni di svolgere al meglio il suo compito. Però bisogna uscire dalla logica secondo cui un vigile fa solo quello per cui è proceduralizzato… Insomma sono state codificate troppe procedure».
    Altra nota dolente: lo stallo dell’Alta velocità.
    «Io sono stupito dall’arroganza dell’ingegner Moretti e dei suoi collaboratori delle Fs. Ho fatto una battaglia che rivendico. Dobbiamo fare un tunnel sotterraneo? Ha un senso se la stazione è in centro, altrimenti è un errore. Non hanno capito che se io non posso fare come voglio io la stazione dell’Alta velocità, e purtroppo non la posso fare, ho un’infinità di occasioni per difendere la città di Firenze. E le userò tutte. Andrò al gruppo del Pd a spiegare le ragioni per cui opporsi alla nostra proposta è assurdo. Incaricheremo dei legali che giorno dopo giorno verificheranno la corrispondenza tra gli impegni che le Fs hanno preso e quello che fanno e ho ragione di credere che ci siano già delle discrepanze. Confermo la mia richiesta di una commissione speciale guidata da un consigliere dell’opposizione. Ma, al di là di tutto questo, non ci hanno presentato un progetto serio di collegamento tra gli ex Macelli, dove vorrebbero costruire la stazione di Foster, e Santa Maria Novella. Hanno anche l’arroganza intellettuale di considerare le opere del Mugnone compensative della stazione, ma se non facessero le opere del Mugnone non potrebbero fare nemmeno la stazione. Opere compensative di che cosa, allora? Ballano 20 milioni di euro per la città. Infine hanno l’arroganza di immaginare che ci sia una disponibilità urbanistica del Comune di Firenze. Se la sognano».
    La cortina di silenzio che è calata sulla vicenda della nuova stazione è quindi dovuta a questo? Sanno che sarà guerra?
    «Nelle analisi che Fs ci hanno proposto il binario metropolitano non funziona. O loro ci danno numeri veri o il binario metropolitano diventa una barzelletta. Mi spiego: la tramvia funziona perché passa una volta ogni 4 minuti, secondo le proiezioni che con tanta superficialità ci hanno fatto vedere i treni di superficie avrebbero una frequenza di uno ogni 20 minuti o mezz’ora. Non è un binario metropolitano».
    E quindi?
    «Ferrovie dello Stato deve essere coerente con i propri impegni. Non è che i contratti firmati da loro sono buoni e gli impegni con il Comune sono firmati con l’inchiostro simpatico. Perché di simpatico non hanno nemmeno il carattere, figuriamoci l’inchiostro. Faccio notare al governo nazionale che in tempi di crisi l’idea di investire un miliardo e rotti in questa opera, fra tunnel e stazione, che non serve a nulla non è una buona idea. L’Alta velocità a Firenze c’è già e i treni veloci qui già si fermano. Perché se hanno un miliardo di euro da buttare via in questo modo non lo mettono sulla scuola?».
    Il nodo delle finanze comunali. L’assessore Falchetti dice che quest’anno non si potrà avviare il fondo immobiliare per raccogliere risorse.
    «Credo che da parte degli assessori e dei miei dirigenti occorrerebbe una maggiore chiarezza. Su questo punto non può esserci una linea diversa ogni tre mesi. Così come non ha brillato la comunicazione sulla questione delle alienazioni. Abbiamo detto che avremmo venduto per coprire le buche, oggi facciamo vedere che copriamo le buche anche se non abbiamo venduto: è la dimostrazione che dicevamo una cosa scorretta prima».
    Rimedi?
    «Qualcuno mi dice che abbiamo giocato troppo all’attacco in questo primo anno. Secondo me si è fatto troppo catenaccio. Il secondo anno sarà molto più calcio totale».
    Parliamo del Pd e del centrosinistra. Già si gioca la partita della nuova leadership in vista delle elezioni del 2013. Ci sono già anche i primi candidati: Vendola, lo stesso Bersani, forse anche Veltroni… Lei come la giocherà questa partita?
    «Per me non è un tema in discussione. Nel momento in cui c’è la crisi economica internazionale, il centrodestra si divide ma noi non riusciamo a recuperare consenso. Siamo a tre anni dalle elezioni: l’ultimo tema su cui suggerirei una discussione pubblica è la leadership del Pd e del centrosinistra. Io faccio il sindaco di Firenze. E per esempio tra qualche ora andrò a presentare il libro su don Cuba a cui dedicheremo una strada in San Frediano».
    Fuori dalle mura però, perché all’interno, in Oltrarno, c’è un vincolo sui nomi…
    «Si cambia vincolo. A don Cuba dedicheremo una via a due passi dal Carmine: l’attuale via dei Tessitori».
    Senta sindaco, anche Palazzo Vecchio è sotto accusa per tre nuove assunzioni mentre servirebbero tagli alle spese.
    «C’è una stupefacente corsa alla demagogia. Io so che il sindaco di Firenze, col suo carico di responsabilità, prende meno del capo segreteria di un assessore regionale. Non credo vada aumentata l’indennità al sindaco, forse andrebbe ridotta al capo segreteria dell’assessore».
    Massoneria: nel Pd è scoppiato un caso sugli iscritti al partito e alle logge. Qui la massoneria si fa sentire?
    «Se i massoni fiorentini non sono stati in grado di impedirmi di fare il sindaco vuol dire che non contano più come una volta».

  10. 18 Giugno 2010 a 15:28 | #10

    e ora il Sindaco Renzi fa proprie le nostre richieste ;)

    da La Repubblica, ed. Firenze, 18 giugno 2010
    Renzi, ultimatum alle Ferrovie “Rispettate gli accordi o addio tunnel”.
    Il sindaco: subito una valutazione di impatto ambientale sui rischi. (Simona Poli)

    «Mettiamola così. O Firenze ci guadagna davvero qualcosa dal tunnel dell´Alta velocità e dalla stazione sotterranea di Foster oppure non ha senso sventrare la città». Difficilmente il sindaco Matteo Renzi potrebbe parlare più chiaro. E il suo messaggio è diretto a chi, al contrario di lui, a quel progetto tiene moltissimo: Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie.
    Sindaco quant´è che non vede Moretti?
    «In un anno l´ho incontrato diverse volte e ogni volta ho chiesto precise garanzie sul rispetto degli accordi. Non le ho mai avute. Se oggi siamo in questa situazione è colpa delle Ferrovie».
    Non si sente un po´ solo in questa crociata anti Tav?
    «Chiariamo un punto fondamentale, la Tav non c´entra nulla e la mia non è una battaglia solitaria ma la giusta pretesa di un sindaco che chiede che vengano rispettati gli accordi presi nel 2005. Sveliamo un segreto? L´Alta velocità a Firenze c´è già, i treni si fermano. E con lo scavalco di Castello Rifredi avremo un miglioramento ulteriore e significativo del servizio. Il tunnel è un di più, che costa 1 miliardo di euro – una cifra esorbitante rispetto ai tagli imposti dal governo alle Regioni – e che deve essere realizzato in cambio di qualcosa di concreto e utile».
    A quali condizioni darebbe il nulla osta al sottoattraversamento? La accusano di far perdere tempo.
    «Per adesso il tempo lo hanno perso loro, veramente. Sono stati a chiacchierare e non hanno risolto i problemi strutturali. I binari di superficie, per esempio. Se scavi nella pancia della città devi almeno fornirmi una ferrovia metropolitana veloce, un treno ogni 5 minuti. E ora invece parlano di treni ogni 20-30 minuti. Come faccio a fronte di questo a dire ai fiorentini di lasciare a casa l´auto per abbattere lo smog? E´ ridicolo, via».
    Rossi però è convinto che i binari di superficie siano vitali.
    «Incontrerò Enrico Rossi la prossima settimana. Ma sono certo che la Regione sarà in prima fila con noi a chiedere il rispetto degli accordi».
    Lei chiede anche che sul progetto della stazione sotto ai Macelli venga fatta la Valutazione d´Impatto Ambientale.
    «Lo chiedo eccome e mi domando quale consigliere comunale di Firenze sarebbe pronto a votare contro una simile richiesta. Chi si sentirebbe il cuore in pace a far costruire una scatola di quelle dimensioni sotto terra senza la Via in un territorio dove non si può neppure spostare un cassonetto se prima non si riempiono decine di pagine di carte bollate? Le Ferrovie si devono mettere in testa che Firenze non è un plastico da esibire né una città di plastica da sbudellare. E il sindaco deve difendere la dignità dei cittadini e tutelare la loro salute».
    Fare marcia indietro ora, con i cantieri aperti, potrebbe costare molto caro al Comune. Ci sono penali da pagare.
    «Penali? Io ho solo da ricevere, sia chiaro. Se le Ferrovie hanno scritto una cosa nel contratto e poi ne fanno una diversa non è certo il Comune a dover pagare. Noi non stiamo minimamente creando problemi e intoppi, se le Ferrovie procedono in modo corretto troveranno in noi la massima collaborazione. Non sono un Don Chisciotte e non mi piace combattere contro i mulini a vento. Ma non faccio neanche parte della nobile famiglia dei Bischeri: da un anno aspetto risposte nero su bianco e non ho nessuna intenzione di far prendere in giro Firenze».
    Quella stazione però non le è mai piaciuta, dica la verità.
    «Avrei preferito farla sotto la Fortezza ma, guarda un po´, dissero che non si poteva perché mancava la Via. In più è stata piazzata a 2 chilometri di distanza dal centro e ancora non sono riuscito a capire in che modo e con quale rapidità la collegheranno, non si sa, non lo spiegano. La verità è che intorno alla Foster nascerà un bellissimo centro commerciale pieno di negozi e per farlo hanno dovuto mettere in sicurezza il Mugnone spendendo 20 milioni. Ma quella non è un´opera di compensazione che serve alla città, serve solo alla stazione. Quindi Moretti deve darci 20 milioni».
    Un miliardo di euro sono tanti in tempo di crisi.
    «Infatti mi domando: ma serve davvero? E secondo me cominciano a chiederselo anche a Roma. A me sembra vergognoso spendere questi soldi per il tunnel e lasciare che i pendolari viaggino come bestiame sui carri o costringere la Regione a tagliare i trasporti pubblici. Perché Matteoli non ci chiama intorno a un tavolo a discutere di questo?».
    Matteoli è sempre stato favorevole al sottoattraversamento.
    «Matteoli o non ha letto il progetto o non l´ha capito. C´è da augurarsi che non lo abbia letto».

  11. 15 Giugno 2010 a 17:27 | #11

    da La Nazione, 14 giugno 2010
    Alta velocità, si discute la Via. Controlli legali sulla Foster.
    La partita fra Palazzo Vecchio e le Ferrovie sulla stazione sotterranea per l’alta velocità progettata da Norman Foster non è chiusa. Renzi ha platealmente perso il primo scontro, e ora sta valutando se e come aprire la ‘resistenza’ passiva. La via non è solo la «Valutazione d’impatto ambientale» che, di fatto, non esiste sul progetto (di cui è stata modificata anche l’esatta collocazione), ma anche la decisione di affidare a un legale l’incarico di verificare che tutte le procedure per l’avvio dei lavori per la stazione Foster siano regolari.

    L’annuncio è stato dato dal presidente della commissione ambiente e mobilità, Eros Cruccolini (Sel) all’assemblea del Comitato Ex panificio militare riunito per discutere dei possibili disastri che il passaggio dell’alta velocità ferroviaria sotto il loro quartiere potrebbe produrre. Cruccolini, incaricato dal sindaco di portare il messaggio, ha riscosso un praticamente inesistente entusiasmo. Lo stesso che ha ottenuto quando ha assicurato che l’amministrazione comunale avrebbe fatto istallare una, generica, centralina di monitoraggio vicino a una non ben specificata scuola. Peccato che le scuole a rischio siano due. Oggi in consiglio comunale potrebbe essere finalmente discussa la mozione proposta dal gruppo Spini (ma sottoscritta da Sel, De Zordo) e alcuni consiglieri del Pdl) che chiede proprio la valutazione d’impatto ambientale per la Foster. La discussione viene rinviata da settimane. Anzi per la precisione da oltre due mesi. Il sindaco aveva fatto sapere, attraverso il capogruppo del Pd, Francesco Bonifazi, di voler partecipare alla discussione ma di essere anche in attesa di un primo incontro con l’assessore all’urbanistica della Regione, Anna Marson. Poi più niente.
    Pa. Fi.

  12. 15 Giugno 2010 a 17:24 | #12

    riceviamo da PerUnAltraCittà (http://www.perunaltracitta.org/index.php?option=com_content&view=article&id=3623:stazione-foster-qbocciata-richiesta-di-discutere-la-mozioneq&catid=54:alta-velocita&Itemid=83)

    Stazione Foster: “Bocciata richiesta di discutere la mozione”
    Ennesimo rinvio della votazione sulla Valutazione di impatto ambientale

    Dopo ben 4 mesi dalla sua presentazione non è stato ancora possibile discutere e votare la mozione relativa alla Valutazione di impatto ambientale per la realizzazione della stazione sotterranea Foster.
    Motivo di questi continui e imbarazzanti rinvii, la perdurante assenza del Sindaco, che anche oggi non ha preso parte al Consiglio comunale.
    Di fronte al ripetersi di questa circostanza e all’ennesima prospettiva di rinvio, sempre più inaccettabile visto lo stato di avanzamento dei lavori, ho chiesto formalmente che si potesse votare ugualmente, ma la mia richiesta è stata respinta dalla maggioranza.
    A questo punto, nell’esprimere tutto il mio sconcerto per l’atteggiamento della maggioranza, che gioca allo struzzo con una questione fondamentale, osservo che non solo non si vuole votare ma neppure porre in discussione un testo che esprime un indirizzo che dovrebbe essere dato quanto prima.
    La maggioranza assuma le proprie responsabilità e consenta al Consiglio di discutere e approvare la mozione di indirizzo sulla VIA, misura minima di tutela nei confronti di un’opera di impatto enorme per la città per cui già sono stati aperti i cantieri.

  13. 6 Giugno 2010 a 13:04 | #13

    Comunicato stampa del Comitato contro il sottoattraversamento AV di Firenze

    Firenze, 6 giugno 2010
    Grande soddisfazione, all’interno del Comitato contro il Sottoattraversamento AV, per l’approvazione per acclamazione, da parte della Conferenza della Rete Toscana per la difesa del Territorio, della Mozione che chiede che siano fermati i lavori di cantierizzazione del progetto TAV e che si apra finalmente una fase concreta di informazione e confronto con la Regione Toscana.
    In molti interventi, sia dei relatori che dei rappresentanti dei comitati, è stato messo in evidenza l’assurdità di un progetto che non serve praticamente a nulla per i trasporti, che avrebbe costi stratosferici, che provocherebbe danni inimmaginabili.
    Molto interessanti le relazioni di alcuni relatori (come quello della professoressa Maria Rosa Vittadini) che hanno messo in rilievo la crisi profonda della politica e della democrazia, anche in Toscana, dove la governance per le infrastrutture ormai non è più argomento delle decisioni politiche, ma appannaggio esclusivo dei comitati di affari economico- politico (e talvolta mafioso). Tesi sostenuta da tempo dal Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze.

    ***********

    Testo della mozione proposta dal Comitato contro il Sottoattraversamento Av di Firenze e approvata per acclamazione.

    La Conferenza della Rete Toscana dei Comitati per la difesa del territorio ribadisce la propria opposizione alla realizzazione del sottoattraversamento AV di Firenze. Esistono studi fatti da tecnici volontari e dell’Università che dimostrano la pericolosità dell’opera, esiste un progetto di massima che dimostra la possibilità di un potenziamento delle linee di superficie con un risparmio sensibile da un punto dei vista economico e nei tempi di realizzazione.
    Chiede che siano fermati i lavori di cantierizzazione dell’opera anche in considerazione della totale mancanza di VIA del progetto di stazione Foster
    Che sia avviato un serio confronto con i cittadini, realmente partecipato, tra il progetto attualmente cogente e la proposta di attraversamento in superficie.
    Si impegna ad allargare in tutte le sedi l’informazione, comunicazione e partecipazione su questo problema anche per smuovere il muro di gomma istituzionale che nega lo spirito della legge sulla partecipazione di cui la stessa amministrazione regione si è dotata.
    Firenze, 5 giugno 2010

  14. elena romoli
    24 Maggio 2010 a 12:28 | #14

    da la Repubblica:

    I Comitati no Tav ricorrono alla Ue
    La Repubblica Firenze 22 maggio 2010
    I COMITATI no Tav, Perunaltracittà e Gruppo d`intervento giuridico
    hanno inoltrato un ricorso alla Commissione europea contro
    il sottoattraversamento di Firenze per verificare il rispetto
    delle normative Uè sulla valutazione di impatto ambientale dell`opera.
    _________________________________________________________________________
    Tav, ricorso alla Corte europea per bloccare il tunnel da 7,5 km
    Il Firenze 22 maggio 2010

    Alta velocità. Comitati all`attacco: manca la valutazione d`impatto ambientale dell`opera
    Intanto proseguono le adesioni per la causa civile nel caso vengano danneggiate le
    case. Ricorso alla Commissione europea per verificare il
    rispetto delle normative comunitarie materia di Via (valutazione
    di impatto ambientale) riguardo al sottoattraversamento di
    Firenze per il progetto ferroviario Alta velocità. Ad inoltrarlo
    sono stati il Comitato contro il Sottoattraversamento Av di
    Firenze, il Comitato San Salvi chipuò, il gruppo consiliare
    fiorentino perUnaltracittà, l`associazione ecologista Gruppo
    d`intervento giuridico.
    «IL PROGETTO – spiegano in una
    nota i promotori del ricorso- risulta approvato da Fs, Tav,
    Italferr, Comune di Firenze, Regione Toscana, ministero per
    i Beni culturali in sede di conferenza di servizi il 3 marzo
    1999, mentre il progetto della relativa stazione (Belfiore-Macelli,
    la cosiddetta Foster) risulta approvato in analoga conferenza
    di servizi il 28 dicembre 2003. Il relativo procedimento di
    Via si è concluso con un provvedimento positivo con numerose
    condizioni mal`attuale nuovo progetto della stazione Belfiore
    Macelli e delle opere connesse risulta radicalmente modificato
    rispetto al precedente e non è mai stato assoggettato ad alcuna
    preventiva e vincolante procedura Via, nonostante i lavori
    propedeutici siano già stati avviati». Il ricorso è stato inoltrato
    anche al ministro dellAmbiente, al presidente della Toscana
    ed al sindaco di Firenze «perclié nell`ambito delle rispettive
    competenze, fermino i lavori, anche a tutela degli ingenti
    fondi pubblici investiti».

    INTANTO PROSEGUE anche la guerra
    a suon di carte bollate per tutelarsi in vista dei possibili
    danni alle abitazioni sotto le quali si scaverà il tunnel die
    attraverserà la città in diagonale. I lavori della «talpa»
    die deve scavare 7,5 l m sotto la città da Campo di Marte a
    Castello non cominceranno prima del 2011, ma già non fanno
    dormire sonni tranquilli a centinaia di cittadini. Sono circa
    600 infatti le famiglie che potrebbero aderire al ricorso
    civile per chiedere lo stop ai lavori messo a punto dall`avvocato
    ed ex candidato sindaco dei «grillini» Alfonso Bonafede e dal
    collega Giampaolo Clliesi. Resta da vedere però quanti firmeranno
    davvero e saranno disposti a sborsare i soldi necessari.

    Cifre che variano a seconda delle dimensioni dell` appartamento:
    300 euro fino a 60 metri quadri, 400 euro da 60 a 100 metri,
    500 euro oltre i 100 metri quadri. Questo è quanto ha spiegato
    Bonafede, annunciando anche un esposto alla Corte dei Conti.·

    Ad inoltrare II ricorso sono stati II Comitato contro II sottoattraversamento Av di
    Firenze, II Comitato San Salvi chipuò, II gruppo consiliare
    fiorentino perUnaltracittà, l`associazione ecologista Gruppo
    d`Intervento Giuridico.
    _________________________________________________________________________
    La battaglia per tutelarsi
    Intanto prosegue anche la guerra a suon di carte bollate per tutelarsi
    in vista dei possibili danni alle abitazioni sotto le quali
    si scaverà il tunnel che attraverserà la città in diagonale.

    Sono circa 600 infatti le famiglie
    che potrebbero aderire al ricorso civile per chiedere lo
    stop ai lavori messo a punto dall`avvocato ed ex candidato sindaco
    dei «grllllni»Alfonso Bonafede e dal collega Giampaolo Chiesi.

  15. elena romoli
    24 Maggio 2010 a 11:51 | #15

    Grazie di cuore ragazzi, e adesso speriamo che le nostre forti perplessità e la disperazione dei cittadini vengano ascoltate! Copio sotto altri articoli di Sabato:

    E` battaglia – I comitati: “Manca la valutazione d`impatto”. Anche Palazzo Vecchio l`ha ignorata
    Tav, ricorso alla Commissione Ue

    FIRENZE – Non si arrendono i comitati che protestano contro
    il progetto fiorentino dell`alta velocità. E dopo l`annuncio
    dell`azione legale sui possibili danni che provocherà la realizzazione
    dell`opera, si rivolgono ora alla Commissione europea. L`Associazione
    contro il sottoattraversamento AV di Firenze, il Comitato San
    Salvi chi può, il gruppo consiliare fiorentino perUnaltracittà,
    l`associazione ecologista Gruppo d`Intervento Giuridico hanno
    inoltrato uno specifico ricorso alla Commissione. Chiedono
    che l`autorità verifichi il rispetto delle normative comunitarie
    in materia di valutazione di impatto ambientale (Via). I comitati
    passano dunque alle vie di fatto, dopo che la mozione sulla
    necessità della Via (presentata da tré gruppi consiliari: Spini
    per Firenze, perUnaltracittà e Sinistra e Libertà), è stata
    lasciata in “stand-by” da due mesi all`ordine del giorno del
    consiglio comunale. E probabilmente non sarà mai discussa.

    Il Pd, da sempre favorevole al progetto del tunnel, sarebbe
    stato a rischio “spaccatura”, dopo che il sindaco Renzi aveva
    manifestato la necessità di maggiori tutele sull`opera, ed
    espresso moderato gradimento alla mozione stessa. Il ricorso
    è stato inoltrato anche al Ministro dell`ambiente , della tutela
    del territorio e del mare, al presidente della Regione Toscana
    e al sindaco di Firenze perché, nell`ambito delle rispettive
    competenze, fermino i lavori, anche a tutela degli ingenti
    fondi pubblici investiti. L`eventuale apertura di una procedura
    di infrazione da parte della Commissione europea, infatti,
    secondo i ricorrenti “creerebbe una difficile situazione delle
    amministrazioni pubbliche coinvolte nel complesso di opere
    in merito a eventuali responsabilità in sede comunitaria”.

    Secondo il ricorso, il progetto del tunnel risulta approvato
    in sede di conferenza di servizi in data 3 marzo 1999,
    mentre quello della relativa stazione agli ex Macelli in data 28 dicembre
    2003. Sempre secondo i ricorrenti “il relativo procedimento
    di valutazione di impatto am
    bientale si è concluso con un
    provvedimento positivo con numerose condizioni, ma l`attuale
    nuovo progetto della stazione Belfiore Macelli (stazione Foster)
    e delle opere connesse risulta radicalmente modificato rispetto
    al precedente e non è mai stato assoggettato ad alcuna preventiva
    e vincolante procedura Via, nonostante i relativi lavori propedeutici
    siano già stati avviati”.
    A sottoscrivere il testo è stato
    anche Mario Razzanelli, capogruppo della Lega Nord a Palazzo
    Vecchio, che ha garantito il coinvolgimento dell`On. Angelo
    Alessandri, presidente della Commissione Ambiente della Camera
    dei Deputati”.

    Il testo può anche essere sottoscritto da tutti
    i cittadini scrivendo all`indirizzo e-mail: grigsardegnas@gmail.com.

    Duccio Tronci

  16. 22 Maggio 2010 a 16:18 | #16

    da Agenzia stampa Comune di Firenze (http://press.comune.fi.it ), 21 maggio 2010
    Razzanelli: “Bloccare i lavori della TAV è nel programma della Lega. Sottoscrivo il ricorso inoltrato alla Commissione Europea”.

    “Sottoscrivo con convinzione il ricorso inoltrato alla Commissione Europea da parte della collega Ornella De Zordo, del Comitato contro il sottoattraversamento AV di Firenze, del Comitato San Salvi chi può e dell’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico per chiedere il blocco dei lavori per la Stazione Foster e per il sottoattraversamento”. Lo ha dichiarato Mario Razzanelli, capogruppo di Lega Nord Toscana in Palazzo Vecchio.
    “La Lega – aggiunge Razzanelli – si impegnerà a tutti i livelli istituzionali su tale questione. Oltre al gruppo in Consiglio Regionale, coinvolgeremo anche l’onorevole Angelo Alessandri, presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati”.
    “Mi preme ricordare – conclude il capogruppo – che la Lega è stato il solo partito che, nel programma presentato per le elezioni regionali, si è posto l’obiettivo di bloccare i progetti della Stazione Foster e del tunnel che dovrebbe attraversare la città”. (fdr)

  17. 22 Maggio 2010 a 15:49 | #17

    A.N.S.A., 21 maggio 2010
    AV: FIRENZE; COMITATI CONTRO, RICORSO A COMMISSIONE EUROPEA.

    (ANSA) – FIRENZE, 21 MAG – Ricorso alla Commissione europea per verificare il rispetto delle normative comunitarie in materia di Via (valutazione di impatto ambientale) riguardo al sottoattraversamento di Firenze per il progetto ferroviario Alta velocità. Ad inoltrarlo sono stati il Comitato contro il sottoattraversamento Av di Firenze, il Comitato San Salvi chi può, il gruppo consiliare fiorentino perUnaltracittà, l’associazione ecologista Gruppo d’intervento giuridico. “Il progetto – spiegano in una nota i promotori del ricorso – risulta approvato da Fs, Tav, Italferr, Comune di Firenze, Regione Toscana, ministero per i Beni culturali in sede di conferenza di servizi il 3 marzo 1999, mentre il progetto della relativa stazione (Belfiore Macelli, la cosiddetta Foster) risulta approvato in analoga conferenza di servizi il 28 dicembre 2003. Il relativo procedimento di Via si è concluso con un provvedimento positivo con numerose condizioni ma l’attuale nuovo progetto della stazione Belfiore Macelli e delle opere connesse risulta radicalmente modificato rispetto al precedente e non è mai stato assoggettato ad alcuna preventiva e vincolante procedura Via, nonostante i lavori propedeutici siano già stati avviati”. Il ricorso è stato inoltrato anche al ministro dell’Ambiente, al presidente della Toscana ed al sindaco di Firenze “perché nell’ambito delle rispettive competenze, fermino i lavori, anche a tutela degli ingenti fondi pubblici investiti. L’eventuale apertura di una procedura di infrazione da parte della Commissione europea creerebbe una difficile situazione delle amministrazioni pubbliche coinvolte nel complesso di opere in merito a eventuali responsabilità in sede comunitaria”.

  18. 22 Maggio 2010 a 15:48 | #18

    da Obiettivo Tre, 21 maggio 2010 (http://www.obiettivotre.com)
    Alta velocità a Firenze: presentato ricorso alla Commissione europea.

    mag 21, 2010 Firenze – E’ stato inoltrato ieri dal Comitato contro il sottoattraversamento AV di Firenze, il Comitato San Salvi chi può, il Gruppo consiliare fiorentino perUnaltracittà, l’Associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico uno specifico ricorso alla Commissione europea al fine di verificare il rispetto delle normative comunitarie in materia di valutazione di impatto ambientale per il progetto ferroviario Alta velocità nella parte relativa al sottoattraversamento dell’area urbana di Firenze. Il ricorso è stato inoltrato anche al Ministro dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare, al Presidente della Regione Toscana e al Sindaco di Firenze. (O3)

  19. 21 Maggio 2010 a 21:55 | #19

    da Nove da Firenze, 21 maggio 2010 (http://www.nove.firenze.it)
    Associazioni, cittadini e opposizioni si rivolgono alla Commissione europea

    L’Associazione contro il sottoattraversamento AV di Firenze, il Comitato San Salvi chi può, il gruppo consiliare fiorentino perUnaltracittà, l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico hanno inoltrato uno specifico ricorso (20 maggio 2010) alla Commissione europea al fine di verificare il rispetto delle normative comunitarie in materia di valutazione di impatto ambientale – V.I.A. riguardo il progetto ferroviario “alta velocità” nella parte relativa al sottoattraversamento dell’area urbana di Firenze (“nodo di Firenze”).
    “Infatti – si legge in un comunicato diramato dai promotori dell’iniziativa -, il progetto risulta approvato da Ferrovie dello Stato, T.A.V. s.p.a., Italferr s.p.a., Comune di Firenze, Regione Toscana, Ministero per i beni e attività culturali in sede di conferenza di servizi in data 3 marzo 1999, mentre il progetto (c.d. progetto Zevi) della relativa stazione (Stazione Belfiore Macelli) risulta approvato in analoga conferenza di servizi in data 28 dicembre 2003. Il relativo procedimento di valutazione di impatto ambientale – V.I.A. si è concluso con un provvedimento positivo con numerose condizioni (decreto Ministero Ambiente n. 649 del 23 giugno 2005), ma l’attuale nuovo progetto della Stazione Belfiore Macelli (c.d. Stazione Foster) e delle opere connesse risulta radicalmente modificato rispetto al precedente e non è mai stato assoggettato ad alcuna preventiva e vincolante procedura V.I.A., nonostante i relativi lavori propedeutici siano già stati avviati”.
    Il ricorso è stato inoltrato anche al Ministro dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare, al Presidente della Regione Toscana e al sindaco di Firenze “perché, nell’ambito delle rispettive competenze, fermino i lavori, anche a tutela degli ingenti fondi pubblici investiti. Infatti, l’eventuale apertura di una procedura di infrazione (art. 226 del Trattato CE o art. 258 della versione consolidata, approvata con decisione 2010/C 83/01) da parte della Commissione europea creerebbe una difficile situazione delle amministrazioni pubbliche coinvolte nel complesso di opere in merito a eventuali responsabilità in sede comunitaria” fanno sapere i promotori.
    E’ stato anche messo a disposizione di tutti i cittadini interessati un modulo per la sottoscrizione di analogo ricorso (può essere richiesto all’indirizzo di posta elettronica grigsardegna5@gmail.com).
    L’azione legale si inserisce nel complesso di iniziative che associazioni, comitati, personalità della cultura, amministratori locali stanno portando avanti da anni. “Un diverso tracciato, in superficie, è possibile e il procedimento di valutazione di impatto ambientale consente proprio di considerare tutte le alternative valide, la mitigazione degli impatti, la migliore funzionalità delle infrastrutture” terminano il Comitato contro il sottoattraversamento AV di Firenze, Comitato San Salvi chi può, perUnaltracittà ed il Gruppo d’Intervento Giuridico.

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