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Sequestrate l’Anfiteatro romano, sbaraccate la “legnaia”!

Anfiteatro romano con allestimento per spettacoli, Cagliari

Anfiteatro romano con allestimento per spettacoli, Cagliari

C’è un bel reato sotto gli occhi di tutti, da tempo.  A Cagliari.  Si tratta della vergognosa legnaia che ammorba da troppi anni l’Anfiteatro romano, il più importante monumento romano dell’Isola, uno dei soli tre anfiteatri romani scavati nella roccia ancora esistenti.

Mentre il Comune di Cagliari, dimenticato colpevolmente lo studio Malgarise effettuato anni or sono e annunciato di voler bandire un concorso internazionale di idee sull’utilizzo dell’Anfiteatro romano, sta per far partire (il prossimo 4 giugno) una nuova stagione di spettacoli in una struttura priva delle necessarie autorizzazioni ambientali.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno quindi inoltrato (25 maggio 2010) un nuovo esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, chiedendo il sequestro preventivo del bene culturale e delle attrezzature.   Al Ministero per i beni e le attività culturali, alla Direzione regionale per i beni culturali e il paesaggio, alla Soprintendenza archeologica, alla Soprintendenza per i beni ambientali, al Servizio regionale per la tutela paesaggistica hanno chiesto lo svolgimento coattivo di quelle operazioni di rimozione dell’allestimento per gli spettacoli ormai privo di autorizzazione paesaggistica da anni.

Infatti, in buona sostanza la “legnaia” si deve rimuovere perché, sotto il profilo paesaggistico, è abusiva.  Sì, la sua autorizzazione paesaggistica è scaduta da cinque anni: l’ha confermato più volte il Servizio regionale tutela paesaggistica di Cagliari (note n. 16101/GTCA del 29 maggio 2009 e n. 20297 del 17 aprile 2007) dopo nostre ennesime denunce (25 marzo 2009 e 27 gennaio 2007).      Infatti, ai sensi degli artt. 16 del regio decreto n. 1457/1940 e 158 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i., l’autorizzazione paesaggistica perde efficacia con lo scadere del periodo di cinque anni dall’emanazione (Cass. pen., sez. III, 7 agosto 2007, n. 32200; Cons. Stato, sez. VI, 22 agosto 2003, n. 4766; Cons. Stato, sez. V, 14 gennaio 2003, n. 87; T.A.R. Puglia, sez. II, 7 novembre 2002, n. 4854).

Inoltre le autorizzazioni di tipo archeologico erano per un utilizzo temporaneo e, secondo l’art. 106 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i., qualsiasi manifestazione in ambiti storico-culturali dev’essere preventivamente autorizzata dalla competente Soprintendenza.

Anfiteatro romano, illustrazione fine '800

Anfiteatro romano, illustrazione fine '800

Ciò nonostante, anche negli anni scorsi si sono svolte stagioni di spettacoli, affidate sempre ai medesimi soggetti (dei quali si ignorano i titoli di disponibilità del bene culturale) con tanto di lucrose sponsorizzazioni da parte di amministrazioni pubbliche.  In più c’è un’indagine della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari relativa al cattivo utilizzo di fondi comunitari in materia di spettacoli che coinvolge funzionari comunali e impresari.

Le recenti dichiarazioni dell’Assessore comunale alla cultura Giorgio Pellegrini e le iniziative della Commissione consiliare comunale della cultura, infatti, depongono per un mantenimento sine die dell’attuale allestimento.

Solo recentemente la Soprintendenza per i beni archeologici è uscita da un lungo torpore grazie al nuovo Soprintendente Marco Minoja e ha affermato dice chiaro e tondo al Comune la necessità di rimuovere la scandalosa legnaia senza altri indugi.

Facciamo una piccola cronistoria.

L’Anfiteatro romano riveste le caratteristiche di “bene culturale” ai sensi degli artt. 10 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 ed è tutelato con vincolo paesaggistico ai sensi dell’art. 142, comma 1°, lettera m, del decreto legislativo n. 42/2004. Ai sensi dell’art. 20 del decreto legislativo n. 42/2004, “i beni culturali non possono essere distrutti, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure da recare pregiudizio alla loro conservazione”.

L’intervento di allestimento ligneo, definito in tutti gli atti disponibili “temporaneo e reversibile”, risulta autorizzato con condizioni sul piano della tutela archeologica con note Soprintendente Beni Archeologici n. 7252/1 del 14 ottobre 1998, n. 8840 del 9 novembre 1998, n. 9373 del 25 novembre 1998, n. 8989/1 del 23 dicembre 1999 (relativa alle modalità del rilievo archeologico, che presuppone la completa rimozione degli interventi) n. 9170 del 30 dicembre 1999 (individuazione dei 44 punti di appoggio ed ancoraggio) e n. 3375/1 del 16 maggio 2000; d’altra parte, la Soprintendenza per i beni Archeologici non poteva autorizzare un intervento relativo ad “usi non compatibili con il carattere storico od artistico oppure tali da creare pregiudizio alla conservazione o integrità” ex art. 21 del decreto legislativo n. 490/1999 allora vigente (Cass. pen., sez. III, 19 gennaio 1994, n. 2288).

Analogamente l’Assessorato reg.le P.I. e BB.CC. – Ufficio tutela paesaggio aveva rilasciato il nullaosta paesaggistico n. 9164 del 30 novembre 1998 ex art. 151 del decreto legislativo n. 490/1999 allora vigente “visto il carattere di amovibilità e temporaneità dell’intervento” ed il medesimo Consiglio comunale aveva approvato il progetto definitivo ex art. 42 della normativa di attuazione. P.R.G. allora vigente (deliberazione n. 21 del 23 febbraio 1999) con la considerazione che “il progetto è costituito essenzialmente da strutture di adeguamento quasi interamente amovibili ad eccezione di alcuni locali (servizi igienici, n.d.r.) di modesto volume”.          L’intervento comunale di allestimento ligneo ha beneficiato di un finanziamento pubblico di 6,5 miliardi complessivi di vecchie lire ai sensi della legge n. 270/1997 e della legge regionale n. 30/1993 condizionato all’utilizzo dell’intervento medesimo per almeno 5 anni, scaduti nel 2005.
L'Anfiteatro romano di Cagliari, proprio carne di porco.Il T.A.R. Sardegna, con sentenza del 24 febbraio 2006, accoglieva, poi, le ragioni del Soprintendente per i beni archeologici che chiedeva la rimozione dell’allestimento ligneo Il Comune di Cagliari ha perso il ricorso. Infatti, con la nota n. 6735 del 9 ottobre 2000 il Soprintendente Archeologico di Cagliari invitava il Comune di Cagliari “a provvedere, con la consentita sollecitudine, alla restituzione del monumento alla naturalità del contesto archeologico e perciò a rimuovere tutte le impalcature lignee relative alla platea ed al palco, nonché alle gradinate delle estremità settentrionale, orientale e occidentale e delle relative vie di fuga, fatti salvi gli apprestamenti idonei a consentire l’agibilità dell’edificio alla visita del pubblico … e quanto altro necessario a garantire, sul piano della sicurezza, il rispetto della normativa vigente”.

Non si tratta di valutazioni estetiche, soggettive e personali: la mancanza di autorizzazioni và sanzionata e le opere abusive vanno rimosse. Quando?

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

(cartolina d’epoca, foto C.B., S.D., archivio GrIG)

  1. 10 Luglio 2010 a 13:24 | #1

    facilissimo: ce lo mandi in formato elettronico all’indirizzo grigsardegna5@gmail.com. Lo pubblichiamo senz’altro.

  2. andrea caldart
    10 Luglio 2010 a 11:20 | #2

    malgrado si continui a sbandierare le attività illecite sull’anfiteatro, scopro dal vostro articolo che anche quest’anno la società concorrente di ogni altra società organizzatrice di eventi in Cagliari, cioè la sardinia jazz coop, ha la gestione dell’anfiteatro…
    voglio comunicare a tutti i lettori che la mia società aveva chiesto nei mesi precedenti a questo la gestione dell’anfiteatro e per tutta risposta, dallo stesso dirigente che citate in quest’articolo cioè il Dr. Gerolamo Solina, in data 24/05/2010 mi scrive, cito testualmente: che l’Amministrazione sta predisponendo tutti gli atti necessari per stabilire modalità e termini di gestione dell’Anfiteatro Romano per la realizzazione della prossima stagione di spettacoli estiva.
    allora mi domando: dove sono questi atti visto che lo gestisce sardinia jazz soc. coop???
    vorrei pubblicare qui il fax di cui parlo, come si può fare? così tutti possono vedere lo scritto intergralmente…
    come si inquadrare giridicamente quando un amministratore pubblico scrive a una società privata che sta predisponendo atti e invece fa assegnazioni senza predisporre atti?
    spero che qualuno possa illuminarmi…

    andrea caldart
    amm. unico
    make&song srl

  3. 3 Luglio 2010 a 16:51 | #3

    privilegi incrociati: una coop che ha l’Anfiteatro romano in base a non si sa che cosa e posti gratis al Comune di Cagliari non si sa in base a che cosa.

    da L’Unione Sarda, 3 luglio 2010
    L’anfiteatro e gli onorevoli privilegi. La richiesta, con tanto di indicazione delle sedie prescelte, indirizzata alle associazioni che organizzano eventi.
    Lettera di un dirigente: «Vogliamo 62 posti omaggio». Il sindaco prende le distanze: «Di quella lettera non apprezzo né la forma, né la perentorietà. Sbagliato giustificare così tanti biglietti-omaggio con questioni legate a rappresentanza e doveri di servizio». (Anthony Muroni)

    Onorevoli privilegi, li chiama qualcuno. Biglietti e parcheggi allo stadio, al Palazzetto dello sport, a teatro. E anche per i concerti estivi. Del resto, si è sempre saputo e tollerato. Sindaco e giunta comunale fanno rappresentanza, qualche funzionario deve controllare che tutto vada bene. E poi da accontentare ci sono richieste che arrivano dall’universo-mondo.
    I POSTI OMAGGIO. Ma la circolare che il dirigente dell’assessorato a Cultura e Spettacolo Mimmo Solina lo scorso 29 giugno ha inviato a otto associazioni culturali che si occupano di organizzare gli eventi estivi all’Anfiteatro romano non si era mai vista: «La convenzione vigente tra questa amministrazione comunale e la Società coop Sardegna Jazz (che ha ottenuto la gestione per l’estate 2010) riserva 62 posti in platea a favore del Comune, per motivi di servizio e rappresentanza – scrive il funzionario – suddetti posti, meglio specificati nell’elenco e nella piantina allegati alla presente, dovranno essere esclusi dalla vendita e i relativi biglietti dovranno essere consegnati, in busta chiusa, nelle mani dello scrivente dirigente o alle segretarie dell’assessorato».
    I PUNTI CHIAVE. Richiesta irrituale, ammettono da ambienti della Giunta comunale, soprattutto in tre punti: il numero dei biglietti (in passato oscillavano tra i 25 e i 40), l’individuazione dei posti con l’allegato-piantina e, soprattutto, la gestione diretta dei pass gratuiti da parte del dirigente. I posti sono individuati al centro della platea: quelli che vanno dal 5 al 38 nella fila 10, dal 17 al 34 (esclusi il 19 e il 20) in quella 11 e dal 17 al 32 (esclusi il 23 e 24, il 27 e il 28) in quella 12. Dal Comune commenti imbarazzati ma netti: «Cado dalle nuvole, non ne sapevo nulla – dice il sindaco Emilio Floris – di quella lettera non apprezzo né la forma, né la perentorietà. Credo anche sia sbagliato indicare un numero-standard di biglietti omaggio e giustificare l’esigenza con questioni legate alla rappresentanza e ai doveri di servizio».
    GLI IMBUCATI. Anche perché, spesso, i posti riservati alle autorità sono occupati da persone “esterne”, che vengono di volta in volta beneficiate: «Il punto non è tanto questo – conclude il primo cittadino – credo che l’approccio debba essere diverso. Può essere normale che gli organizzatori abbiano piacere ad avere in platea il sindaco, il presidente della Regione o altre autorità, ma non credo che il Comune debba pretendere con toni ultimativi un numero di posti così elevato, per giunta scegliendoli tra i migliori. Poi le esigenze di rappresentanza cambiano di volta in volta: ci sono occasioni nelle quali la richiesta è inferiore o meno motivata».
    LA GIUSTIFICAZIONE. Il dirigente Mimmo Solina, dice di essere stupito dal fatto che qualcuno possa stupirsi: «Funziona da anni così, non capisco cosa ci sia di male – si giustifica – poi quella richiesta non è solo per conto del Comune ma riguarda anche Regione, Teatro lirico e altri enti. Se crea tanti problemi vorrà dire che quella circolare verrà ritirata». Sessantadue posti da dividere con gli altri? «Strano anche questo – chiosa il sindaco – perché dobbiamo essere noi a fare la domanda per la Regione e il Lirico?».

  4. andrea caldart
    1 Giugno 2010 a 23:30 | #5

    speriamo che anche la magistratura possa leggere questo che scriviamo…
    a volte le indagini possono partire anche da questo…
    conosco non solo l’onestà dei molti cagliaritani, ma anche la voglia di essere attivi e ottimi professionisti in vari ambiti, come le 150 persone che stavo selezionando per questo lavoro.. qui davvero si può fare… e più uniti saremo più si potrà fare.

  5. 1 Giugno 2010 a 21:46 | #6

    @andrea caldart : tra i tanti aspetti “oscuri” della cattiva gestione dell’Anfiteatro romano c’è anche la disparità di trattamento ingiustificata fra imprenditori privati. A questo punto, attendiamo anche noi – come i tanti cagliaritani onesti – che la magistratura dica e faccia qualcosa.

  6. andrea caldart
    1 Giugno 2010 a 17:02 | #7

    desidero ricordare che non è un cartellone fatto dal Comune di Cagliari, ma una serie di eventi organizzati, per lo più, da una stessa società privata che, guarda caso come appare dalle gazzette ufficiali dei vari Enti Pubblici locali, è sempre la maggiore affidataria di contributi pubblici.
    io come amministratore unico della make&song srl ho chiesto, per tempo quest’anno, all’assessorato cultura del Comune di Cagliari, le modalità di gestione dell’Anfiteatro per l’anno 2010, ma come risposta, con N. Prot. 0116177 del 24/05/2010 ricevuto via fax, il dirigente mi informa che: "questa Amministrazione sta predisponendo tutti gli atti necessari per stabilire modalità e termini di gestione dell’Anfiteatro per la realizzazione della prossima stagione estiva di spettacoli".
    ma a 3 giorni dal primo evento, dov’è la gara?
    ma poi chi paga i conti dell’utilizzo di quel bene pubblico?
    è ovvio che non si aggiudica una lavoro di gestione così importante, il giorno del primo evento.
    come mai ogni anno il Comune reinveste sempre cifre per metterlo in condizioni di renderlo fruibile al pubblico? in quanto durante il resto dlel’anno è lasciato lì…
    e ancora, perchè le società organizzatrici di eventi sono costrette a pagare un "obolo" non indifferente, (noi l’anno scorso € 4.800,00 per aver accesso ai montaggi e preparazioni per il solo giorno di evento, ne abbiamo fatti 6) a chi viene data la gestione dell’Anfiteatro?
    e poi, come mai nella rendicontazione che fa la società di gestione mandando la regoalre fattura, non ci sono le specifiche voci per i servizi resi, ma solo il saldo totale?
    ma ancora come è possibile che una società privata che è concorrente di tutte le altre società nel territorio sia l’unica, da sempre, affidataria della gestione di quella struttura?
    io confido e spero nella magistratura cagliaritana che accolga le voci anche di chi come noi imprenditori, dove in questi anni abbiamo presentato vari progetti e soluzioni alternative all’Anfiteatro per far si che gli eventi si possano fare per tutti gli operatori del settore presenti nel territorio, non solo d’estate, ma tutto l’anno, abbia la forza di intervenire in questa situazione per bloccarla, premettendo così lo sviluppo futuro della veicolazione degli eventi come richiamo turistico e sviluppo di questa città.

    Andrea Caldart
    Amm. Unico
    Make&Song Srl

  7. 1 Giugno 2010 a 15:46 | #8

    che coraggio…

    da La Nuova Sardegna, 1 giugno 2010
    La battaglia dell’anfiteatro . La Soprintendenza non darà il nullaosta per gli spettacoli.
    Il Comune potrà rispettare il cartellone estivo ma dovrà farlo sotto la propria responsabilità. (Alessandra Sallemi)

    CAGLIARI. Colpo di scena: la soprintendenza archeologica non ha alcuna intenzione di autorizzare una stagione di spettacoli per l’anfiteatro che, causa le tribune, lì ormai da dieci anni, soffre l’attacco di una specie particolare di muffe.
    Questo non significa che la stagione sarà bloccata, perché il Comune che l’ha programmata come se non dovesse rendere conto a nessuno del trattamento riservato al monumento, il 4 giugno comincerà la festa che durerà tutta l’estate.
    Ma quel che è rilevante sul piano dei rapporti fra istituzioni è che la soprintendenza, per la prima volta, non ha intenzione di mettere il coperchio sulla lenta rovina dell’unico manufatto romano imperiale in Sardegna giunto fino al nostro tempo. Il soprintendente Marco Minoja puntualizza una serie di cose.
    La prima: l’autorizzazione il Comune l’ha chiesta su sollecitazione della soprintendenza, ma a ridosso della stagione «è difficile avviare un’istruttoria corretta» e quindi la soprintendenza non rilascia un documento che va preparato con i tempi necessari. Certo ha ragione il soprintendente: nella sostanza, per tutti sarebbe l’ennesimo sdoganamento di un’operazione nata male e continuata peggio.
    La seconda puntualizzazione è sul comportamento del Comune: è irrituale l’avvio di una stagione di spettacoli su un monumento di tal pregio senza l’autorizzazione dell’entità di tutela, ma questo fa parte di tutto ciò che ha preceduto il nuovo corso. Oggi si è deciso di riprendere in mano leggi, potestà, tutele e quindi di agire per difendere il monumento dall’attuale minaccia.
    In passato sono state rilasciate autorizzazioni con definizioni ambigue (il nodo dell’amovibilità delle tribune) che hanno aperto la porta a un regime di spettacoli di alto impatto. La terza cosa, di buon auspicio per il futuro del monumento: il soprintendente dichiara di aver trovato in Comune la volontà di non andare avanti in questo braccio di ferro spettacoli sì-spettacoli no, conferma di aver constatato la disponibilità di procedere verso soluzioni condivise, che mettono assieme la possibilità di tenere spettacoli in quel luogo, di conservare il monumento, ma anche di restituirgli il respiro culturale e paesaggistico che ha sempre avuto. Il problema degli spettacoli sta tutto nelle misure.
    Lo ribadisce Minoja, lo dissero dieci anni fa gli storici, gli archeologi, i dirigenti del ministero per i Beni culturali, gli operatori del restauro, gli artisti che intervennero sullo scempio messo in cantiere dall’allora giunta comunale. Resta il concorso di idee. Il Comune ha annunciato che dal 30 giugno sul sito sarà pubblicato il bando, nei comunicati stampa c’era scritto che si chiedeva di contemperare le esigenze degli spettacoli con quelle della tutela del monumento ma anche della sua visibilità da parte dei patiti di archeologia, eppure non ha coinvolto la soprintendenza almeno per una consulenza nella stesura del bando alla parte dove si parla della tutela. Che intenzioni ha il Comune? E’ sincero quando i suoi funzionari incontrano gli archeologi della soprintendenza e parlano di percorsi condivisi?
    La risposta, ancora una volta, arriverà dai fatti.

  8. paolo fiori
    29 Maggio 2010 a 20:55 | #9

    Travaglio terrà il suo spettacolo all’anfiteatro romano il 26 agosto. E’ evidente che il problema della legnaia non si può ridurre a lui e Grillo, ponevo solo in risalto la sua mancata coerenza (ed in un anno aveva tutto il tempo di chiedere all’organizzazione di spostare lo spettacolo in altra parte) che lui tanto rimprovera ad altri, nelle sue bacchettate giornalistiche. Dopodichè per me la polemica finisce qui .

  9. Stefano Deliperi
    29 Maggio 2010 a 18:34 | #10

    ricordo bene (luglio 2009, http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2009/07/08/lettera_aperta_a_marco_travaglio_sull_anfiteatro_romano__1998251-shtml/) d’aver scritto una lettera aperta a Marco Travaglio in occasione del suo spettacolo “Pro memoria” che si doveva tenere nell’Anfiteatro romano di Cagliari, raccontandogli la vicenda e mettendogli a disposizione la vasta documentazione in proposito. Nel corso della presentazione (ExMà, pomeriggio prima dello spettacolo) de “Il Fatto Quotidiano”, allora di imminente pubblicazione, Marco Travaglio disse d’essere contrario all’uso distorto dell’Anfiteatro, ma che aveva un contratto da onorare con l’organizzazione che gli curava gli spettacoli. Un po’ quello che disse Beppe Grillo in altra occasione. A dir il vero, non ho capito se Marco Travaglio terrà il suo prossimo spettacolo cagliaritano all’Anfiteatro romano oppure no. Al di là di questo, mi pare però che il problema della “legnaia” abusiva che opprime l’Anfiteatro romano non possa limitarsi a Marco Travaglio, a Beppe Grillo, a Maria Antonietta Mongiu (che “tuona” contro la “legnaia”, ma in anni da assessore regionale non fece nulla per toglierla se non..finanziare le stagioni estive :o ) o ai tanti altri politici, anche odierni candidati, che non hanno fatto il benchè minimo passo per rimuovere lo scempio ambientale-culturale e della legalità. Chi deve agire – magistratura e amministrazioni pubbliche competenti – agisca ed evitiamo di buttare il “povero” Anfiteatro romano nel calderone della polemica elettorale. Merita qualcosa di più, no?

  10. paolo fiori
    29 Maggio 2010 a 18:15 | #11

    Molti di noi stimano Marco Travaglio, il fustigatore delle miserie politiche e umane dell’italica nazione; un professionista del giornalismo d’inchiesta e non solo, insomma uno…… bravo; tranne che qualche volta cade, a voler essere buoni, nell’incoerenza: Fattogli rilevare di essersi reso “complice” dell’abuso della legnaia, questo è quello che dice oggi, tra le altre cose:
    “L’anno scorso, ad assistere a Promemoria all’anfiteatro romano di Cagliari, vennero 1500 persone (ricordo, incidentalmente, che mi pronunciai in pubblico contro quello che definisce “lo scempio dell’anfiteatro romano”); quest’estate, quando tornerò a Cagliari per chi non riuscì a entrare un anno fa, ………”
    Quindi al diavolo la coerenza tra il pronunciarsi contro e ritornare sul luogo del delitto….è proprio vero che pecunia non olet, anche per gli intransigenti della morale etica (in questo caso un pò ballerina)

  11. Juri
    27 Maggio 2010 a 16:34 | #12

    Anfiteatro che si sta degradando in modo molto visibile. Tribune che hanno rovinato il monumento. Tribune che con la loro presenza continuano a farlo.
    Affermazioni che dovrebbero essere, se si volesse mantenere un minimo di coerenza, la premessa per spiegare l’attuazione di drastiche misure di immediata tutela da parte della Sovrintendenza, visto che si parla di uno dei più importanti anfiteatri romani esistenti al mondo e visto che i danni di cui si parla costituiscono, oltretutto, reati belli e buoni.
    Appare davvero incomprensibile quindi questa presa di posizione, orientata al solito eterno procrastinamento senza fine, del soprintendente, che mi sembra ambigua e contraddittoria rispetto alle intenzioni manifestate solo poche settimane fa.
    Sembra proprio che quando si tocca la legnaia dell’anfiteatro scattino meccanismi che appaiono inconciliabili con i principi minimi di legalità e gli obblighi imposti dai propri ruoli istituzionali.

  12. 27 Maggio 2010 a 15:21 | #13

    ma sì, altri tre chili di abusivismo, tagliato fine fine. Come dal salumiere. Tanto se n’è fatto carne di porco dell’Anfiteatro romano. Di annunci come questo ne abbiamo sentito fino alla noia.

    da La Nuova Sardegna, 27 maggio 2010
    Spettacoli autorizzati ma le tribune saranno smontate. Minoja: «Dall’inizio le procedure di tutela sono state incerte». (Alessandra Sallemi)

    CAGLIARI. Il balletto burocratico è finito: gli spettacoli all’anfiteatro saranno autorizzati. Rimandato a settembre chi spera in una tutela seria del monumento.
    Il soprintendente Marco Minoja spiega: non è regolare che il Comune programmi una stagione di spettacoli nell’anfiteatro romano senza preoccuparsi di ottenere un’autorizzazione, ma l’atteggiamento «è irregolare come tutta la parte pregressa della vicenda anfiteatro», dove si è commesso l’enorme errore di autorizzare tribune e spettacoli senza una data esatta dello smontaggio giocando sul concetto di tribune amovibili. Le procedure che dovevano portare alla tutela del monumento sono state «incerte e condizionate», il risultato è che la macchina del Comune si è messa in moto anche per il 2010 senza badare a una circostanza purtroppo documentata: l’anfiteatro marcisce sotto il legno. A ridosso dell’estate «è difficile fare un’istruttoria corretta – dice il soprintendente – il Comune ha messo in piedi la macchina, il nostro orientamento è di far svolgere la stagione e ricominciare daccapo sul tema della tutela. Quel che è importante è che in tutti gli incontri che sto avendo con assessori e tecnici di vari assessorati, c’è la volontà di smontare le tribune e c’è la volontà di impostare tutti i ragionamenti necessari per salvaguardare il monumento. Il dato di fatto è che l’anfiteatro si sta degradando in modo molto visibile, queste tribune hanno rovinato il monumento al momento del montaggio, ma continuano a rovinarlo con la loro presenza che dura da anni. E’ da qui che dobbiamo ripartire, con forza e decisione. Al Comune abbiamo scritto e le risposte, compresa quella di chiedere l’autorizzazione per gli spettacoli, sono tutte positive. Deve essere chiaro: la tutela di questo monumento va condivisa, ma non è in discussione, gli strumenti, una volta ritrovate procedure chiare, ci sono».

    «Il nullaosta è scaduto» da cinque anni.

    CAGLIARI. Anche se le autorizzazioni sono «incerte» e quindi è stato possibile non smontare la legnaia, l’autorizzazione paesaggistica è scaduta da cinque anni e le carte sono lì a confermarlo: se qualcuno vuole davvero leggerle, quelle carte dicono che la realtà è soltanto una, insistono gli ambientalisti. Così Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra presentano un esposto in extremis alla procura chiedendo il sequestro preventivo dell’anfiteatro romano e delle attrezzature. In extremis, perché la stagione degli spettacoli comincia ufficialmente il 4 giugno. Il match della tutela, forse, è cominciato.

  13. 26 Maggio 2010 a 15:38 | #14

    da La Nuova Sardegna, 26 maggio 2010
    Sequestrate subito l’anfiteatro”. Il Gruppo di Intervento giuridico si appella alla Procura.

    CAGLIARI. Anfiteatro, o del sequestro. Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra hanno presentato un nuovo esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, chiedendo il sequestro preventivo dell’Anfiteatro Romano e delle attrezzature. Nel mirino, ancora una volta, la copertura degli anelli scavati nella roccia, la cosiddetta legnaia, che secondo gli ambientalisti sarebbe abusiva. Al Ministero per i beni e le attività culturali, alla Direzione regionale per i beni culturali e il paesaggio e alle Soprintendenze viene chiesto «lo svolgimento coattivo di quelle operazioni di rimozione dell’allestimento per gli spettacoli ormai privo di autorizzazione paesaggistica da anni». La “legnaia” si deve rimuovere perchè, argomentano gli ambientalisti, «sotto il profilo paesaggistico, è abusiva. La sua autorizzazione paesaggistica è scaduta da cinque anni: l’ha confermato più volte il Servizio regionale tutela paesaggistica di Cagliari dopo ripetute denunce». Inoltre, secondo le due associazioni, «le autorizzazioni di tipo archeologico erano per un utilizzo temporaneo» e la normativa prevede che «qualsiasi manifestazione in ambiti storico-culturali dev’essere preventivamente autorizzata dalla competente Soprintendenza». Gli spettacoli all’Anfiteatro, nonostante le polemiche pluriennali sulla sua eterogenea destinazione d’uso, non si sono mai fermati: la prossima stagione di eventi partirà il 4 giugno, mentre il Comune ha deciso di affidare ad un concorso internazionale di idee l’utilizzo futuro del monumento romano, tra i più importanti nell’Isola, uno dei tre anfiteatri scavati nella roccia ancora esistenti. La richiesta di sequestro arriverà subito prima dell’inizio della stagione o per questa ci sarà una deroga? E chi si assumerà la responsabilità di proseguire eventualmente la stagione di spettacoli?

  14. Juri
    26 Maggio 2010 a 12:34 | #15

    Questa è una di quelle vicende che mette a durissima prova la fiducia nelle istituzioni in generale e nella Giustizia in particolare. Infatti, o quanto riportato nell’articolo è fantasia frutto di un’allucinazione che dura da 10 anni oppure su questa vicenda si sta consentendo, impunemente, il consumarsi di eclatanti reati in serie alla luce del sole, ostentati e rivendicati.
    Sarebbe interessante sentire qualcuno del palazzo di giustizia di Cagliari spiegare a un cittadino condannato (giustamente) per una veranda abusiva, per quale motivo chi invece compie un abuso gigantesco su un bene archeologico di questo valore la fa invece franca, in tutta tranquillità, senza che nessuno gli chieda spiegazioni.
    E sarebbe interessante chiedere anche qual è, a questo punto, la differenza fra Giustizia e arbitrio.

  15. 26 Maggio 2010 a 8:49 | #16

    voglio esprimere il mio applauso a Voi per quest’articolo così dettagliato e preciso. anch’io sono stato costretto ha realizzare degli eventi l’anno scorso presso l’anfiteatro in quanto, in questi ultimi 8 anni ho presentato 5 progetti diversi per la costruzione del mio Teatro del Mare nella città di Cagliari, ma sono sempre stato bloccato da queste amministrazioni locali, anche quando avevamo ottenuto per iscritto le autorizzazioni sul progetto preliminare del Teatro al Molo Ichnusa l’anno scorso.
    così facendo, queste amministrazioni, ci fanno intendere che hanno tutto l’intresse di far lavorare una sola azienda, che come avete voi sottolineato in quest’articolo è ben nota alla giustizia.
    inoltre sottolineo che, l’anno scorso durante i nostri eventi, è capitato che proprio sul terzo anello dell’anfiteatro, si rompesse la manichetta per l’antiincendio pompando acqua…
    purtoppo questa è la realtà che da 10 anni io vedo in questa città, e credo che se vogliamo sconfiggere tutto questo mal costume, bisogna unirsi e portare a conoscenza dell’opinione pubblica nazionale ed internazione questo gravissimo problema che prima o poi qualche danno grave lo farà.
    noi siamo pronti ad offrivi il nostro appoggio.

    andrea caldart
    amm. unico
    Make&Song Srl

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