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Concorso “Cafone d’Oro 2010″

donne-fruttaL’estate sta per arrivare e, ne siamo certi, insieme al caldo torrido e ai ghiaccioli al limone, nel nostro Bel Paese torneranno, briosi come sempre, i cafoni, le persone che professano un ritorno alla natura “puro”, senza regole e senza salamelecchi per nessuno. La natura, d’altra parte può essere molto selvaggia e loro si adeguano. E noi, anche quest’anno, andiamo alla ricerca del Cafone supremo, con la seconda edizione del Cafone d’Oro, per dare degno riconoscimento, con il vostro aiuto, a tutte le persone che si distinguono per particolari meriti di cafonaggine. Anche quest’anno, sono previste quattro categorie di cafoni:

- turisti fantasiosi (che, per esempio, manifestano la loro cafonaggine facendo lo slalom tra i bagnanti con le moto d’acqua; raccolgono i sassi delle spiagge per realizzare tappetini per le docce; colgono i gigli di mare per metterli sulla tavola delle cene all’aperto etc.).

- Indigeni selvaggi (sono i residenti che si comportano come dei selvaggi, per esempio abbandonano il sacchetto dei rifiuti sulla spiaggia; parcheggiano i loro fuoristrada proprio fuori strada, ossia in spiaggia, a due metri dalla battigia, etc.).

- Pubbliche amministrazioni distratte (quelle che, per esempio non vedono i cumuli di rifiuti sul ciglio delle strade; non percepiscono la presenza dei cafoni; non regolamentano il traffico veicolare; piazzano cartelli informativi incomprensibili, etc.).

- Anonimi cafoni (quelli che lasciano solo le tracce della loro cafonaggine ma sono troppo veloci per essere individuati).

I premi in palio:

- il Cafone d’Oro;

- il Cafone d’Argento;

- il Cafone di Bronzo;

- tutti gli altri riceveranno adeguati premi di consolazione.

Per partecipare, dovrete semplicemente armarvi di macchina fotografica o videocamera, inviarci le foto o i filmati, specificando data e luogo dell’avvistamento, tutte le segnalazioni verranno pubblicate sul nostro blog (ovviamente, è gradito anche il “rimprovero in flagranza”, perciò se il cafone non è un lottatore di Sumo ditegli pure che il suo comportamento è sbagliato!). Le segnalazioni anonime non verranno prese in considerazione e, naturalmente, il nome del segnalatore verrà pubblicato solo in caso di specifica autorizzazione. La caccia al cafone è ufficialmente aperta!

Gruppo d’Intervento Giuridico

P.S. per conoscere i vincitori della scorsa stagione: Cafone d’Oro 2009.

(foto da mailing list sociale)

  1. 12 Luglio 2013 a 15:20 | #1

    io il cafone d’oro lo darei al mio nipote pasquale, si crede di essere cosi signore che a un matrimonio in un grande hotel di lusso a Sorrento, credendo di essere il primo alla moda, non sembrava altro che un cieco con il naso in aria con delle occhiali blue elettrico a specchio, invece era orendo, ho le foto

  2. cati
    14 Luglio 2010 a 8:15 | #2

    Una barca ormeggiata a pochi metri dalla riva scarica liquami a Cala Domestica tra i bagnanti. Che, giustamente, si arrabbiano.
    Il video su You Tube: http://www.youtube.com/watch?v=TGoX5r8oVtQ

  3. 7 Luglio 2010 a 21:36 | #3

    @Nenet67
    Purtroppo, i cafoni non hanno data di scadenza ma, per partecipare al concorso hai tempo fino alla fine dell’estate! Ciao

  4. 6 Luglio 2010 a 23:20 | #4

    Grandioso!!! starò all’erta!! C’è un termine per il concorso?
    ciao Nenet

  5. 17 Giugno 2010 a 16:29 | #5

    quando le dune sono un impiccio…

    da La Nuova Sardegna, 17 giugno 2010
    Spianate le dune della spiaggia. Ferito il litorale di Tre Monti, la scoperta della Geseco.

    BAJA SARDINIA. Invece che capolavori della natura ha considerato le dune della spiaggia di Tre Monti, a Baja Sardinia, antiestetiche e ingombranti. Così un titolare di concessione balneare è salito su un mezzo meccanico e ha livellato il manto sabbioso. A fare la scoperta le squadre della Geseco, la multiservi comunale che vigila sulla pulizia e la tutela dei litorali di Cannigione e Baja Sardinia. Una guardia giurata del Consorzio Baja Sardinia ha messo a verbale l’operazione. Scattata anche la segnalazione alla Polizia municipale che dovrà prendere eventuali provvedimenti. Da circa un mese il controllo della Geseco sui lidi si è fatto più intenso. Doppio il turno di pulizia. Il mattino e al pomeriggio. È proprio durante l’operazione di pulizia del mattino che il concessionario è stato beccato a ridurre le dune in una piana di sabbia. «Stiamo curando con attenzione lo stato di salute dei litorali che abbiamo in consegna – spiega il vice direttore dlla Geseco, Mario Cassitta -, la costa di Cannigione, Baja Sardinia, Capriccioli. Per preservare l’integrità delle spiagge eseguiamo la pulizia a mano. I mezzi meccanici autorizzati dalla Regione li utilizziamo solo a Mannena e a Tanca Manna. Nelle altre gli equilibri ambientali sono troppo fragili. Le griglie rischiano di portare via elementi preziosi della spiaggia, in particolare le conchiglie e la posidonia, quest’ultimo prezioso elemento della spiaggia». Potenziato il servizio della raccolta dei rifiuti. «Abbiamo sistemato 120 nuovi trespoli che si aggiungono a quelli già esistenti – aggiunge Cassitta -. In più stiamo distribuendo migliaia di posaceneri da spiaggia. All’ingresso dei litorali i nostri operai consegnano i contenitori per le cicche. Uno strumento in più per sensibilizzare ed invitare i bagnanti al rispetto delle spiagge». (se.lu.)

  6. 13 Giugno 2010 a 16:00 | #6

    @elena romoli : Maremma maiala! :o :o :o torna con la macchina fotografica e li rifacciamo nuovi! ;)

  7. elena romoli
    13 Giugno 2010 a 14:54 | #7

    Complimenti per l’iniziativa! Vi terremo aggiornati anche per quanto riguarda la riviera Toscana, spesso vittima di ardita cafonaggine. Purtroppo non avevo la macchina fotografica, ma nella famosa e splendida spiaggia della Cala del Leone di Quercianella (Li) ci siamo trovati davanti a una montagna di spazzatura, di sacchi sventrati lasciati in balia degli animali selvatici che arrivano dalla macchia sovrastante, da cui usciva e si sparpagliava di tutto.. senza parlare delle cicche sparse ognidove tra il meraviglioso ghiaino vulcanico della spiaggia, di colore rosso e verde..

  8. 12 Giugno 2010 a 22:01 | #8

    il primo caso è d’obbligo: i “cafoni” di Cala Cuticcio, nel parco nazionale dell’Arcipelago della Maddalena (http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2010/06/11/quando-un-parco-nazionale-si-trasforma-in-una-zona-franca-per-la-nautica-cafona/comment-page-1/#comment-13869)

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