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Quasi tutti insieme, appassionatamente, per rendere “più veloce” il mattone.

Dune di Piscinas

Dune di Piscinas

Approvata la legge sul mattone facile per residenze e per strutture ricettive.    Il T.A.R. Sardegna, con sentenza della Sezione II, 5 marzo 2010, n. 246, aveva annullato la circolare interpretativa della legge regionale n. 3/2008 (art. 1, commi 16°-32°) istitutiva dello sportello unico delle attività produttive – S.U.A.P. che aveva esteso illegittimamente anche alle attività edilizie l’autocertificazione (D.U.U.A.P.) per avviare i lavori.     In men che non si dica, la Giunta regionale, con la deliberazione n. 18/8 del 12 maggio 2010 (a lungo non visibile sul sito web istituzionale: http://www.regione.sardegna.it/j/v/66?v=9&c=27&c1=&n=10&s=1&p=4), aveva rapidamente predisposto un disegno di legge relativo a “Interpretazione autentica delle disposizioni relative allo Sportello Unico per le Attività produttive (SUAP)”.  Analogamente aveva fatto l’U.D.C. e, immancabilmente, il P.D.   

Delle tre proposte è stato predisposto – a tempo di record – un testo unificato “Modifiche della legge regionale 5 marzo 2008, n. 3, relative all’estensione dello Sportello unico per le attività produttive (SUAP) al settore dell’edilizia residenziale” (160-163-172/A), ieri approvato con 54 voti favorevoli (maggioranza di centro-destra + P.D.), 7 contrari (I.d.V., RossoMori, S & L, Comunisti), 2 astenuti.  

C’è da chiedersi con quale curioso meccanismo giuridico (e prima ancora mentale) si riesca a far passare quale “attività produttiva” di beni e servizi (la ratio della normativa quadro nazionale) la mera “attività edilizia”.   La maggioranza di centro-destra-sinistra ha, invece, deciso per il mattone facile per residenze e per strutture ricettive.

Prosegue, inoltre, il processo di revisione partecipata del piano paesaggistico regionale, promosso da una Giunta regionale che evidenzia sempre più divisioni interne: “il fitto calendario di incontri tematici del progetto “Sardegna Nuove Idee” proseguirà con 14 laboratori suddivisi per ambiti di paesaggio a partire dal prossimo 18 giugno e sino al 29 luglio 2010 ”, così afferma l’Assessore regionale dell’urbanistica Gabriele Asunis.    

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra e oltre 150 cittadini hanno inoltrato ricorsi nel novembre 2009 al Governo e alla Commissione europea avverso l’incostituzionalità e la violazione delle normative comunitarie: silenzio da parte del Governo Berlusconi, ma avvìo degli opportuni accertamenti da parte della Commissione europea.

Ora, naturalmente, seguiranno con estrema attenzione le fasi dell’annunciato percorso di modifica e completamento del piano paesaggistico regionale senza pregiudizi, ma pronte a intervenire su tutti i piani per la salvaguardia dei valori ambientali, naturalistici, paesaggistici e storico-culturali della Sardegna.

Tuerredda

Tuerredda

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

 

da La Nuova Sardegna, 17 giugno 2010

Cala il gelo tra Cappellacci e Asunis, è sfratto? Il governatore ancora assente all’avvio del «nuovo» Ppr. Filippo Peretti

CAGLIARI. E’ calato il gelo tra Ugo Cappellacci e l’assessore Gabriele Asunis, responsabile dell’Urbanistica nella giunta regionale. Per la seconda volta in dieci giorni, il presidente, benché la sua presenza fosse stata annunciata, ha disertato i primi due appuntamenti sull’avvio dell’iter politico-anninistrativo per la revisione del Piano paesaggistico. La prima volta è successo il 7 giugno. I giornalisti erano stati invitati in presidenza alla conferenza stampa sul «nuovo» Ppr, ma hanno trovato solo Asunis. Il governatore, hanno risposto gli uomini dello staff con qualche imbarazzo, ha dovuto lasciare il palazzo per un impegno improvviso. La conferenza stampa era stata comunque tenuta dall’assessore. Ieri era in programma la presentazione ufficiale del progetto Sardegna Nuove Idee che in due anni dovrà portare alla revisione del Ppr fatto da Renato Soru. Ma al palacongressi della Fiera non si è presentato Cappellacci: per la stessa ora aveva convocato una riunione sulla vertenza di Video on line 2. Asunis ha fatto la sua relazione, ci sono stati altri interventi (come quello del presidente dell’Anci, Tore Cherchi, a nome dei Comuni) e la cosa è finita lì. La seconda assenza di Cappellacci sul Ppr ha suscitato nuove curiosità.

Cala Giunco - Stagno Nottèri

Cala Giunco - Stagno Nottèri

E si è così appreso che da qualche tempo il presidente cerca di evitare gli incontri con l’assessore all’Urbanistica. E sembra che non avesse mosso ciglio quando, una settimana fa nella riunione di maggioranza, il segretario dell’Udc, Giorgio Oppi, si era scagliato con durezza nei confronti di Asunis. Oppi aveva preso lo spunto proprio dall’iniziativa sul Ppr per dire che «un assessore tecnico non può dare indicazioni politiche alla coalizione e al Consiglio regionale sui contenuti e sui tempi di un provvedimento». Il leader dell’Udc si era fatto sfuggire anche un’altra critica in riferimento all’inchiesta sull’affaire eolico che vede Ugo Cappellacci indagato dalla Procura romana assieme a Denis Verdini e Flavio Carboni. Secondo Oppi a proporre la nomina di Ignazio Farris all’Arpas, dopo la telefonata di Carboni a Verdini, era stato Asunis e non Cappellacci. Farris è indagato, Asunis no. Che il gelo sia in relazione al lavoro della magistratura? O è dovuto alle voci sul rimpasto? Oppi, una settimana fa, aveva concluso il suo j’accuse sostenendo che occorre «un rafforzamento politico della giunta». Quel che è certo è che sino a qualche mese fa i rapporti tra Cappellacci e Asunis parevano ottimi. All’epoca del «piano casa» regionale, quando la giunta era finita sotto il fuoco delle opposizioni, il duo presidente-assessore era sembrato inossidabile. Avevano già lavorato assieme, entrambi assessori, dalla fine del 2003 alle elezioni del 2004 nella giunta di Italo Masala e nel 2009 l’amicizia si era rinsaldata col ritorno del centrodestra al governo della Regione. Qualcosa è successo e qualcos’altro (uno sfratto?) succederà.

Dune di Scivu

Dune di Scivu

da La Nuova Sardegna, 17 giugno 2010

Approvata la legge di modifica del Suap.

CAGLIARI. Con 54 voti favorevoli, sette contrari e due astenuti, il Consiglio regionale ha approvato il testo unificato che univa tre proposte della Giunta, dell’Udc e del Pd, per l’estensione della competenza ad autorizzare l’edilizia residenziale ai Suap, gli sportelli unici comunali per le attività produttive. Il capogruppo del gruppo della Sinistra, Luciano Uras, anche ricorrendo alla richiesta di voto segreto, si era inutilmente sgolato nel richiamare nei colleghi il rischio di approvare una norma chiaramente illegittima sulla quale si aspetta future ripercussioni di carattere giudiziario. Voto contrario l’ha espresso anche l’Italia dei Valori. I lavori consiliari sono stati aggiornati a questa mattina alle ore 10. Il provvedimento all’articolo 1 specifica le fattispecie per le quali ci si può rivolgere al Suap (con procedura semplificata): per impianti produttivi, è previsto dal testo, si deve intendere «insediamenti relativi a tutte le attività di produzione di beni e servizi, incluse le attività agricole, commerciali e artigianali, le attività turistiche e alberghiere, ogni attività imprenditoriale di edilizia residenziale, i servizi resi dalle banche e dagli intermediari finanziari e i servizi di telecomunicazione». L’articolo 2 stabilisce che l’applicazione della legge valga anche per le dichiarazioni uniche autocertificative presentate dopo la pubblicazione della delibera dell’aprile 2008. Ieri sera, rispondendo alla richiesta dei colleghi di Sel, Idv, Comunisti e Rossomori, il capogruppo del Pd, Mario Bruno, ha convocato una riunione dell’opposizione.

(foto C.B., S.D., archivio GrIG)

  1. francesca
    17 Gennaio 2011 a 11:25 | #1

    Si tratta della calata dei barbari e degli arrampicatori sociali, che strisciano di porta in porta per avere un pugno di voti , che si annidano là dove un tempo c’erano dune , ginepri ,rapaci . Strisciano lasciando il segno indelebile e distruttivo di una politica priva di scrupoli, crudele nei confronti di chi questa terra la ama , forze legalizzate di spregiudicati impostori che mattone , dopo mattone costruiscono ville e residenze di pochi ,giustificando il loro lavoro come risorsa occupazionale . Che tristezza sapere che molti sardi credono a questi impostori e si fanno circuire da sorrisi e cravatte dal nostro presidente Cappellacci , la fotocopia di Berlu!!!!

  2. Maurizio
    4 Luglio 2010 a 23:57 | #2

    Chi farà ricorso contro questo legge illegittima che regolarizza gli abusi edilizi già condannati da TAR con sentenza del marzo 2010 e anticostituzionale perchè oltretutto retroattiva? Cosa si può fare contro questa cricca che raggira il TAR dando la risibile e penosa interpretazione che la speculazione per edilizia “residenziale” è da considerare attività produttiva?

  3. 23 Giugno 2010 a 9:03 | #3

    Su Modifiche Legge Regionale 5 marzo 2008, n. 3 – Testo Unificato Per l’applicabilità della normativa sullo “Sportello Unico” per le attività produttive (SUAP) anche alle attività edilizie, compresa l’edilizia residenziale.

    Presentato e votato dal Centro Destra e dal PD

    Si torna all’attacco per costruire palazzi… 300 pratiche attendono di essere sbloccate. E’ questa la ragione reale del pressing…

    Dichiarazione di voto:

    Annuncio il voto contrario perché dietro questo disegno di Legge, all’insegna della cosiddetta innovazione e semplificazione, si nasconde il “lupo vestito d’agnello”. Sostanzialmente si procede sulla scia delle dichiarazioni programmatiche del Presidente Cappellacci, che esaltò la ripresa edilizia in Sardegna come volano di sviluppo per l’economia sarda. Ma così come dopo il lunghissimo e animato dibattito, in quest’aula, votai contro il “famigerato” Piano Casa, il cui fallimento è sotto gli occhi di tutti, oggi coerentemente voto contro questo disegno di legge già definito inadeguato e illegale.

    Mi meraviglio che dei consiglieri del PD con cui abbiamo condotto un’opposizione al centro destra in difesa dei principi elementari di salvaguardia ambientale, di equità sociale per i cittadini in ambito urbanistico e di diritti certi per tutti, oggi presentano e votano con il centro destra e le “truppe coloniali”, una legge che di fatto rinnega la battaglia condotta con noi contro i “privilegi per pochi” previsti dal cosiddetto Piano Casa.

    Auspico che tutto il sistema politico sardo, una volta per tutte, apra un dibattito serio e responsabile sulla drammatica crisi occupazionale che oggi attanaglia il popolo sardo e sulla reale necessità di un piano di sviluppo che crei occupazione senza distruggere l’ambiente, ma a partire dalle economie tradizionali.

    Bisogna trovare soluzioni concrete per dare ai sardi “lavoro pulito” e non l’ennesimo inganno per privilegiare is amigus del “profitto del mattone”, che esercitano il pressing per avviare il business dell’edilizia residenziale, mentre per chi il tetto non lo ha davvero, da questo sistema politico non arriva nessun piano… nessuna proposta… neppure una minima riflessione su questi temi. Ci troviamo di fronte ad una chiara forzatura che nulla ha a che vedere con la necessità di sostenere e potenziare le reali attività produttive, con concrete ricadute sull’occupazione.

    Claudia Zuncheddu
    Consigliera Regionale Rossomori

  4. Francesco
    18 Giugno 2010 a 19:10 | #4

    La politica non è nulla di fronte al mattone d’oro. Il PD ? I più spregiudicati di fronte agli arrichimenti facili con i mattoni costieri.

  5. Juri
    17 Giugno 2010 a 22:47 | #5

    E poi ci si meraviglia se va a votare solo il 30% degli aventi diritto?
    E il PD con quale coraggio chiede i voti alla sua “base” elettorale?

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